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MIRA La questione delle tariffe autostradali sul tratto Mestre-Padova dell’A4 sbarca in consiglio comunale domani alle 19.30. La seduta è interamente dedicata alla discussione delle numerose interpellanze e interrogazioni, ma soprattutto alla mozione relativa alla tariffa autostradale della tratta Villabona-Padova e al rispetto degli accordi per la realizzazione del Passante di Mestre. La maggioranza grillina insieme al consigliere di Mira Fuori dal Comune Mattia Donadel sono pronti a far chiedere al Comune il rispetto degli accordi alla Regione.

(a.ab.)

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Nuova Venezia – Raccolte in laguna 13 tonnellate di rifiuti

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7

mag

2013

La giornata ecologica tra Giare e Dogaletto. C’era di tutto: frigoriferi, lavatrici, ruote di automobili

MIRA. Tredici tonnellate di rifiuti raccolti in laguna. Questa l’enorme quantità di immondizia raccolta da un centinaio di volontari domenica scorsa in laguna sud a Giare di Mira, Dogaletto e Porto San Leonardo. Ad organizzare la giornata ecologica sono state le associazioni venatorie di Mira, l’Associazione cavanisti, l’Ambito territoriale di caccia 5A5, l’Associazione pescatori Pensionati della Riviera del Brenta e del Miranese.

«La manifestazione», spiega per le associazioni venatorie Piergiorgio Fassini, «ha visto la partecipazione di un centinaio di persone che a bordo di un’ottantina di imbarcazioni messe a disposizione da cavanisti, cacciatori e pescatori si sono mosse nel territorio lagunare di Mira alla ricerca dei rifiuti abbandonati e portati dalla marea. Lungo l’argine di conterminazione lagunare che va fino alla spiaggetta delle Giare , lungo i canali lagunari Bondante, Bondantino e Cunetta e tra i “ghebi”, i volontari, muniti di sacchi delle immondizie e guanti di protezione, messi a disposizione da Veritas, hanno raccolto tre cassoni scarrabili di materiale per una quantità di rifiuti stimata in 13 tonnellate».

In una decina di ore è stata raccolta una miriade di contenitori di plastica di vario tipo ma anche cassette di plastica, frigoriferi, lavatrici, paraurti e ruote di automobili, tubi in pvc, polistirolo. Tutta immondizia caricata sulle barche dei volontari e portata ai magazzini dell’Associazione cavanisti a Giare dove i rifiuti sono stati scaricati e trasferiti nei cassoni scarrabili. «Manifestazioni di questo genere», continua Fassini, «hanno l’unico interesse di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’unicità dell’ambiente lagunare e su quanto prezioso sia il suo rispetto. Viene da chiedersi: perché invece di essere organizzata dai soliti ambientalisti la manifestazione è stata organizzata delle associazioni venatorie?».

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I legali approvano la decisione del Comune di sostenere il servizio

DOLO.

«Apprendiamo con soddisfazione la scelta del Comune di Camponogara di approvare la delibera dove si impegna a contribuire alle spese per mantenere il giudice di pace a Dolo. Auspichiamo che in futuro anche il Comune di Mira possa approvare tale documento».

A sostenerlo è Michele Zatta, presidente della Camera degli Avvocati della Riviera e del Miranese che commenta positivamente la scelta dell’amministrazione guida da Gianpietro Menin di sostenere la battaglia dei Comuni e degli avvocati per la permanenza dell’ufficio del giudice di pace a Dolo. Zatta fa poi delle precisazioni sul costo che i comuni dovrebbero sostenere per questa operazione.

«Il costo per il mantenimento del giudice di pace a Dolo ammonta a circa 110 mila euro l’anno», precisa Zatta, «suddivisi in 90 mila per il personale, sono tre figure previste da pianta organica, oltre alle utenze che hanno un costo annuale stimato di 17 mila euro. A questa somma si deve aggiungere una spesa iniziale per gli arredi che ovviamente verrà spalmata sugli anni e che viene effettuata una sola volta su beni durevoli. Ai costi non deve essere aggiunto l’affitto perché il comune di Dolo ha messo a disposizione l’immobile a titolo gratuito».

La palla ora passa al ministero di Giustizia.

«Avrà un anno di tempo per redigere l’istruttoria dove faranno le loro valutazioni a riguardo e dove potranno chiedere delucidazioni sul caso. Alla fine il ministero dovrà concedere il benestare e l’autorizzazione per il mantenimento del giudice di pace a Dolo».

Giacomo Piran

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Nuova Venezia – Giudice di pace Mira con Venezia

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3

mag

2013

 

camponogara resta con dolo

DOLO. Camponogara torna sui suoi passi. Sì al giudice di pace a Dolo nonostante il parere contrario dei funzionari preposti. Il Ministero della Giustizia invece si prepara a ridisegnare la mappa delle competenze: Mira finirà sotto il Tribunale di Venezia. L’amministrazione guidata dal primo cittadino Gianpietro Menin si prepara ad approvare, nel Consiglio comunale di martedì prossimo, la delibera per il mantenimento del giudice di pace nel Comune di Dolo. Il responsabile del servizio Gianpaolo Rizzi e la responsabile del servizio finanziario del Comune di Camponogara hanno però espresso il loro parere contrario in quanto «la spesa che la convenzione comporta non risulta correttamente quantificabile» e quindi sarebbe impossibile stabilire a quanto ammonta la spesa del personale del giudice di pace e l’impatto sulle casse comunali. Il Comune di Mira, con il sindaco Alvise Maniero, ha già espresso il suo “no” alla partecipazione delle spese per il mantenimento dell’istituzione a Dolo. Il Ministero della Giustizia, dopo la ricezione dell’istanza per il mantenimento degli uffici del giudice di pace da parte del sindaco di Dolo Maddalena Gottardo, ridisegnerà la mappa delle competenze. Mira, da settembre, finirà accorpata a Venezia come già previsto dalla direttiva ministeriale per tutte le sedi distaccate dei Tribunali al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza. I cittadini di Mira dovranno quindi spostarsi a Venezia per tutte le cause, civili e penali, minori. Gli uffici del giudice di pace costano 150 mila euro, il personale 90mila euro, gli altri 60 mila serviranno per il mantenimento delle strutture e delle utenze. L’importo sarà ripartito tra i Comuni con il criterio della popolazione.

Davide Massaro

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4a giornata per la laguna

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2

mag

2013

Partenza e arrivo da Giare – orario 8.30 – 12.30

Una giornata dedicata alla pulizia e alla valorizzazione dell’ambiente lagunare del Comune di Mira

L’Associazione Sportiva Cavanisti di Mira, in collaborazione con il Coordinamento delle Associazioni Venatorie di Mira, l’Associazione Pescatori Pensionati e Non, della Riviera del Brenta e l’Ambito Territoriale di Caccia 5A5, stanno organizzando la “4a Giornata per la Laguna” con una pulizia mediante raccolta di rifiuti nell’ambiente Lagunare di Mira.

La data dell’evento sarà il 5 Maggio 2013.

Il ritrovo è alle ore 8.30 davanti al magazzino di Giare, dove verranno consegnati  guanti e sacchi per le immondizie, inoltre verrà fornito un sacchetto per la merenda.

Alla fine, verrà fatta  una grigliata con costine e salsiccia per terminare  la giornata in allegria.

Tutti possono partecipare, sia con il loro natante o solo con la presenza fisica, l’importante è che, al fine di ottimizzare l’organizzazione, si dovrà dare la propria adesione contattando

i seguenti numeri telefonici:  3357901879 – 3394132670 – 3315829369

in allegato la richiesta al comune di mira, cliccare qui per visualizzare la pagina.

mail: info@cavanistimira.it

AssociazioneSportiva Cavanisti di Mira – www.cavanistimira.it

con il patrocinio del Comune di Mira

 

la reazione del ministero

DOLO. Mira e Camponogara saranno esclusi dal servizio del giudice di pace. Il ministero della Giustizia ridisegnerà, infatti, la mappa delle competenze del giudice di pace di Dolo e trasferirà i Comuni guidati da Alvise Maniero e Gianpietro Menin, che hanno manifestato la loro contrarietà a contribuire al costo del personale, sotto la giurisdizione del giudice di pace di Venezia. A riferirlo l’avvocato Stefano Marrone, di rientro da Roma.

Il ministero della Giustizia è già pronto ad accorpare i due Comuni dissidenti al Tribunale della città lagunare costringendo così i cittadini a macinare chilometri per ottenere il servizio che riguarda tutte quelle cause minori, sia in ambito civile che penale. Mantenere l’ufficio del giudice di pace di Dolo costerà 150mila euro. I vari Consigli comunali, dopo l’atto di indirizzo della conferenza dei sindaci, dovranno farsi carico dei costi comunicandolo al ministero. Il costo del personale ammonterà a circa 90mila euro, gli altri 60mila serviranno per il mantenimento delle strutture e delle utenze. L’importo sarà ripartito tra i Comuni con il criterio della popolazione. Il presidente dei sindaci Damiano Zecchinato aveva spiegato ai sindaci dei vari Comuni che ognuno doveva prendersi la propria responsabilità e decidere se mantenere o meno il servizio in Riviera del Brenta. Così è stato ma ora, visto che per legge la sede del giudice di pace deve rimanere a Dolo, il Ministero dovrà ridisegnare la mappa di competenza. Inquietudine tra gli avvocati della Riviera del Brenta. «Sono molto dispiaciuto», spiega l’avvocato Marrone, «perché c’è sempre qualcuno che vuole remare contro il nostro territorio anche per i servizi ai cittadini».

Davide Massaro

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Dolo paga caro il giudice di pace

Costi quadruplicati per il Comune dopo il “no” di Mira e Camponogara

DOLO. Il sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, ha inviato al ministero della Giustizia l’istanza per il mantenimento degli uffici del Giudice di pace nel comune rivierasco. Il testo prevede che i comuni del territorio, tramite l’approvazione di un documento in consiglio comunale, si facciano carico delle spese sia del personale che della struttura. A sottoscrivere l’istanza sono stati otto comuni (Dolo, Campagna Lupia, Fiesso, Vigonovo, Stra, Pianiga, Fossò e Campolongo) mentre Mira e Camponogara non hanno deliberato. «Il Comune di Dolo si farà carico anche dei costi dei comuni di Mira e Camponogara», dice il sindaco Gottardo, «inoltre abbiamo deciso, essendo di nostra proprietà gli uffici che ospitano il giudice di pace, di non voler ricevere l’affitto».

Il Comune di Dolo per mantenere l’ufficio del giudice di pace spenderà quindi 14 mila euro che era la cifra prevista dalla suddivisione per popolazione fatta con gli altri comuni, oltre ai 31 mila euro di mancati introiti di affitto, oltre ai costi dei comuni di Mira e Camponogara che sono circa 52 mila euro. La decisione dei due comuni di non deliberare potrebbe avere ripercussioni sulla conferenza dei sindaci.

«Chiederò al presidente Damiano Zecchinato di convocare una riunione della conferenza dei sindaci», dice Maddalena Gottardo, «mi chiedo che futuro può avere un’istituzione di questo tipo se si spacca alla prima battaglia. Che senso ha restarci?».

L’invio dell’istanza per il mantenimento del giudice di pace viene commentata positivamente dagli avvocati. «Accogliamo con soddisfazione l’istanza per il mantenimento della sede dell’ufficio del giudice di pace di Dolo», dice Michele Zatta, presidente della Camera degli Avvocati, «dispiace che alcuni comuni non abbiano compreso l’importanza della questione».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Un nuovo presidio contro le tariffe autostradali

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30

apr

2013

Mirano. Il comitato “Opzione Zero” si sta mobilitando per manifestare davanti alla sede della Cav

I comitati scaldano i motori. I prossimi giorni saranno decisivi per pianificare le azioni di protesta contro l’aumento delle tariffe autostradali sulla tratta Mirano-Padova.
La conferma arriva dal comitato «Opzione Zero», che intende organizzare per lunedì prossimo un grande incontro pubblico nella sede delle Acli di Cazzago.
L’obbiettivo è mettere assieme le forze e trovare almeno un centinaio di persone disposte a manifestare a Marghera sotto le finestre della società autostradale Cav, verso metà maggio.
Nel frattempo sono già stati avviati i contatti con alcuni avvocati per intraprendere un’azione legale e si valuta pure la possibilità di organizzare una class action dopo che le nuove tariffe saranno entrate in vigore.
La data annunciata da Cav è quella del 1. giugno, il piano prevede l’uniformazione della Mestre-Padova e Mirano-Padova a 2.70 euro (ora la prima costa 3.20, la seconda 80 cent), con tariffa scontata a 1.60 euro per i pendolari di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga.

 

Nuova Venezia – Amianto, 1200 malati in Riviera e Miranese

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28

apr

2013

 

Mira. Testimonianze e richieste di aiuto al convegno organizzato dall’Ona. Il picco previsto nel 2015

MIRA – In Riviera e nel Miranese sono oltre 1200 le persone che sono rimaste esposte all’amianto nelle fabbriche della zona e di Porto Marghera. Il picco delle malattie polmonari collegate e delle morti conseguenti è previsto per il 2015 visto che ci sono periodi di incubazione di circa 40 anni. L’Asl 13 con il direttore dello Spisal Flavio Valentini ha difeso l’azione della azienda, ma è stato criticato da molti lavoratori che hanno denunciato come nel veneziano certe malattie professionali non vengano riconosciute. È emerso ieri in un convegno organizzato nell’auditorium della biblioteca di Oriago dall’ Ona (Osservatorio nazionale amianto) a cui ha partecipato anche il pm di Milano Maurizio Ascione, in prima linea nell’accertamento delle responsabilità delle morti collegate a queste patologie, e l’avvocato Enrico Perale. Tra le fabbriche nel mirino ci sono l’ex Mira Lanza che aveva fornaci rivestite di amianto, parzialmente la Nuova Pansac e la Marchi Marano. Circa un anno fa una sentenza ha riconosciuto i lavoratori addetti alla manutenzione degli impianti come soggetti esposti all’amianto e quindi con età pensionabile anticipata e con la necessità di fare continui controlli ai polmoni per l’insorgere di malattie come l’asbestosi, anticamera del mortale mesotelioma pleurico, un tumore che difficilmente lascia scampo. Le persone esposte all’amianto in Riviera e nel Miranese sarebbero oltre 1200: su 600 l’Asl 13 in concerto con la 12 ha fatto controlli ad hoc riscontrando in molti malattie professionali. Lo scorso anno ad esempio sono stati riscontrati 41 casi di placche pleuriche solo nell’Asl 13.

«È importante» ha dettori Ascione «cercare di capire con quali modalità queste patologie si sviluppano e il grado di responsabilità dei vertici delle imprese. Non vanno poi controllati solo i dipendenti delle fabbriche, ma anche tutti quelli che hanno respirato la sostanza».

Non manca la polemica.

«Nelle Asl veneziane e all’Inail» ha detto Nico Biasiotto per l’Ona «assistiamo ai casi dei “miracolati”. Per gli esperti di medicina dell’Università di Siena, tantissimi lavoratori avrebbero malattie gravissime come l’asbestosi, ma a Venezia questo non risulta. Per gli enti di controllo queste malattie non ci sono. Ma come è possibile?».

La paura è di una ecatombe nei prossimi anni quando ci sarà il picco di incidenza delle malattie.

Alessandro Abbadir

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«Non vogliono ammetterlo»

«La legge ci ha tolto la possibilità di mantenerlo, loro hanno paura di dirlo»

«I sindaci hanno paura di dirlo ma la sostanza è che ai Comuni è stata tolta la possibilità, nei termini di legge, di mantenere il Giudice di Pace».

Il sindaco di Mira Alvise Maniero dopo la Conferenza dei sindaci di qualche giorno fa a Vigonovo espone il suo pensiero sul mantenimento della sede del Giudice di Pace a Dolo.

«L’ultima conferenza dei sindaci è durata quasi 3 ore e mezza – afferma Maniero – per discutere su una quantità di elementi nei quali è difficile arrivare ad una sintesi»

Maniero ricorda i tagli che hanno subito in questi anni i Comuni dallo Stato e dalla Regione.

«Sembra voglia tagliare anche le risorse per i minori vittime di violenze – dichiara preoccupato Maniero – e siamo costretti a rimodulare continuamente la spesa per il sociale. In questo contesto si inserisce anche il taglio alla sede del Giudice di Pace di Dolo».

Secondo Maniero c’è troppa confusione sulle spese di mantenimento e di gestione. «Noi vogliamo far di tutto per mantenere questo servizio importante per i cittadini della Riviera – dichiara il sindaco di Mira – e siamo disposti a concordare una ripartizione delle spese per comuni ma proprio le spese di mantenimento variano continuamente, prima si diceva 100 mila euro l’anno, poi sono passate a 160 mila. Questo per l’inserimento da parte di Dolo delle spese di affitto quando ai Comuni invece è specificatamente vietato creare nuovi contratti d’affitto. Analoga questione sulle spese di personale della sede del Giudice che non può essere, per legge, a carico dei Comuni.

Insomma – sottolinea Maniero – pur lavorandoci da settimane sotto il profilo tecnico ritengo ci siano molte, troppe, cose tirate, al limite delle nostre possibilità giuridiche».

Secondo il giovane sindaco di Mira pentastellato le forzature che dovrebbero essere inserite nella convenzione per il mantenimento del Giudice di Pace a Dolo rischierebbero di far saltare tutto al primo accertamento, magari della Corte dei Conti.

«La volontà politica per mantenere il Giudice di Pace a Dolo c’è – afferma Maniero – ma non può andare a scapito della legalità. Ho invece il fondato timore, ma i colleghi sindaci forse non vogliono ammetterlo, che ai Comuni è stata tolta la possibilità di mantenere la sede del Giudice di Pace rispettando i termini legali imposti alle amministrazioni comunali».

 

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – Mira rischia l’accorpamento a Mestre se non approverà la convenzione

Se Mira, alla fine, dovesse essere l’unico comune della Riviera del Brenta a non approvare la convenzione per il mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace di Dolo, si potrebbe arrivare ad una nuova definizione della territorialità giudiziaria.
Le indiscrezioni arriverebbero direttamente dal Ministero della Giustizia.
Un quadro che andrebbe a sconvolgere quella che fino ad oggi è stata la mappatura degli uffici della zona. Attualmente nessuno degli esponenti della politica locale o rappresentante delle associazioni di categoria pare voglia esporsi su questa che viene data come più di una semplice eventualità. Nei piani del Ministero di via Arenula si sta pensando anche ad una soluzione diversa rispetto alla sottrazione o al mantenimento in toto del servizio.
La riuscita o meno dell’operazione sarà data dal numero dei comuni che porteranno entro il 29 aprile all’approvazione della bozza di convenzione uscita dalla Conferenza dei Sindaci della scorsa settimana. Infatti, se dovesse emergere che in Riviera del Brenta il solo comune non disponibile ad accettare la bozza così com’è, fosse Mira; allora si potrebbe arrivare alla creazione di una nuova geografia giudiziaria. Dove tutti i comuni della Riviera del Brenta continuerebbero a far riferimento al Giudice di Pace di Dolo. Mentre Mira sarebbe accorpato a Mestre. Questo andrebbe a significare che i miresi per discutere di una causa dovrebbero recarsi a Mestre. Mentre gli altri rivieraschi continuerebbero a far riferimento a Dolo. Adesso, la decisione è nelle mani del sindaco Alvise Maniero che dovrà valutare insieme alla sua maggioranza quale strada percorrere. Sulla questione si è esposto anche uno dei decani del foro dolese, l’avvocato Stefano Marrone. «Sono davvero stupito – afferma – del fatto che alcuni non reputino fondamentale il mantenimento di un servizio presente in Riviera del Brenta da oltre 10 anni».

 

 

A Vigonovo la manifestazione promossa dai Comuni della Riviera del Brenta assieme ai comitati di difesa ambientale per chiedere l’interramento del tratto Dolo – Camin

VIGONOVO. La Riviera del Brenta si mobilita contro l’elettrodotto ad alto voltaggio Dolo-Camin. Questa mattina si tiene una manifestazione contro il progetto di Terna promossa dai Comuni di Vigonovo, Stra e Saonara con il coinvolgimento dei Comuni di Camponogara, Mira, Campagna Lupia, Campolongo, Fossò, Fiesso e Dolo e di decine di associazioni e comitati: Cat, Comitato vigonovese per la salvaguardia del territorio “Antonio Canova”, Associazione Cavalieri della Riviera del Brenta, festa del ciclismo e solidarietà di Galta, guardie ambientali d’Italia, associazione Noi di Galta, Orti Urbani Sarmazza, Pedaliamo per la vita, Polisportiva Vigonovese, associazione “Un nuovo orizzonte”, associazione Frequente Visive, Avis di Vigonovo, nido Alba di Vita, associazione Sarmazza, opera pia “Legato Barone Alpi Gaetano” e comitato per lo sport e tempo libero di Vigonovo.

Il progetto del Dolo-Camin, che fa parte del piano di razionalizzazione della rete elettrica ad alta tensione Venezia-Padova, prevede la costruzione di un elettrodotto aereo da 380 kw, lungo circa 15 km, che collegherà Dolo con Camin, oltre al riassetto di altre linee. Il territorio rivierasco però chiede che la linea sia interrata come avverrà per il progetto del Vallone Moranzani. Il programma della giornata prevede il ritrovo alle 10.30 sui tre ponti di Vigonovo che attraversano l’Idrovia: la passerella tra via Ariosto e via Garibaldi, alla fine di via Sagredo e alla fine di via Galilei. I sindaci si troveranno invece verso le 10 davanti al municipio di Vigonovo e partiranno in corteo in direzione delle chiuse dell’Idrovia. La manifestazione prevede che i partecipanti si tengano per mano formando una catena umana proprio nel tratto dove si prevede la realizzazione dell’elettrodotto aereo.

Per motivi logistici gli organizzatori invitano la cittadinanza a partecipare alla manifestazione e a raggiungere l’Idrovia se possibile in bicicletta o a piedi. La battaglia contro l’elettrodotto Dolo-Camin non si esaurirà domani. Martedì è prevista la sentenza del Consiglio di Stato dopo i ricorsi effettuati dai Comuni rivieraschi, dai comitati e dai cittadini che si sono opposti in questi anni al progetto promosso da Terna chiedendo l’interramento totale della tratta.

Giacomo Piran

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