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RANGER

Rottami di auto, lastre di eternit, pneumatici e batterie di auto esauste abbandonate in via Argine Sinistro Nuovissimo a Mira Taglio. Questa la scoperta fatta qualche giorno fa da una pattuglia di agenti del Nucleo Operativo Ambientale e Zoofila appartenenti all’Associazione Nazionale Rangers d’Italia. Solitamente i Ranger scoprono discariche abusiva lungo l’idrovia ma in questa occasione avrebbero trovato anche il proprietario, anziano, che però sembra ospite di una casa di riposo.

«Abbiamo trovato una vasta quantità di lastre e frammenti presumibilmente di Eternit – spiega Davide Formentello responsabile del Nucleo dei Ranger – una sostanza molto pericolosa che, se ridotta in polvere e dispersa nell’aria, potrebbe essere letale per i polmoni delle persone che la inalano. A poca distanza abbiamo anche individuato una trentina di pneumatici fuori uso, tre auto abbandonate e diverse batterie al piombo esauste. Il degrado ambientale è altissimo, poiché non vige controllo dell’area e una parte del materiale pericoloso si trova abbandonato nel terreno adiacente alla strada».

Secondo i Ranger una vasta quantità di materiale presumibilmente di fibro/cemento/amianto abbandonato sotto gli arbusti ha contaminato il terreno in più punti e pertanto hanno segnalato quanto scoperto alla Procura invitando gli enti preposti alla bonifica del sito.

Luisa Giantin

 

DOLO – Alla conferenza dei sindaci Maniero propone la ripartizione della spesa del personale

«Fumata grigia» sul fronte Giudice di Pace di Dolo. È questo quanto emerso dalla conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta, che si è tenuta ieri. Una riunione fiume, iniziata alle 10 e finita alle 14.30. Ben quattro ore per cercare di trovare una forma che potesse soddisfare tutti i primi cittadini presenti e, al contempo, che garantisse il rispetto del Patto di Stabilità. Ma ciò non è accaduto, nonostante le aperture da parte della sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, che si sarebbe detta disponibile a sostenere le spese d’affitto della struttura. Il problema, comunque, è sempre collegato alla posizione assunta dal comune di Mira, con il sindaco Alvise Maniero. Il primo cittadino mirese avrebbe fatto un’apertura, proponendo una suddivisione delle spese del personale. Un nodo alquanto difficile da sciogliere, in quanto i comuni rivieraschi sarebbero già al limite di spesa. A spiegare la questione è il sindaco di Fiesso, Andrea Martellato: «Siamo stretti tra due fuochi. Da un lato c’è il Ministero della Giustizia che ci chiede di deliberare una convenzione nella quale i comuni si faranno carico di tutti i costi della struttura. Dall’altra c’è il Ministero dell’Economia che ci vincola al rispetto del Patto di Stabilità, chiedendoci di non assumere o aprire nuovi contratti d’affitto». Proprio per questo la prima cittadina dolese, Maddalena Gottardo avrebbe proposto di farsi carico dell’affitto della struttura. La doccia fredda, però, è arrivata quando il sindaco Maniero ha chiaramente fatto capire di aver ricevuto mandato di sottoscrivere la convenzione soltanto se si fosse ripartita la spesa (e non il costo) del personale. Una proposta difficilmente accettabile da parte dei comuni rivieraschi, se vogliono rimanere nel rispetto del Patto.

 

Gazzettino – Mira, Maniero tira dritto sul Giudice di pace

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23

apr

2013

MIRA – Ieri l’incontro con i capigruppo: «Per mantenerlo devo tagliare dei servizi ai cittadini e non mi va»

Riunione straordinaria ieri sera a Mira tra i capigruppo del consiglio comunale di Mira ed il sindaco Alvise Maniero per discutere sulla posizione da tenere per il mantenimento, o meno, del Giudice di Pace in Riviera del Brenta. Oggi infatti Maniero si incontrerà con i colleghi sindaci della Riviera per affrontare l’argomento della ripartizione delle spese tra amministrazioni comunali per garantire il mantenimento della sede del Giudice di pace a Dolo. Il sindaco aveva espresso nei giorni scorsi l’intenzione di negare l’adesione di Mira, che graverebbe sulle casse comunali per circa 40 mila euro l’anno. Posizione fortemente criticata dal sindaco di Dolo Maddalena Gottardo che ha accusato Maniero di fare «scelte politiche pesanti, ma seguendo solo logiche di mera ragioneria». Il capogruppo del Pdl Paolino D’Anna ha chiesto sabato scorso un confronto urgente tra sindaco e capigruppo per concordare almeno una linea comune e capire le reali intenzioni del sindaco. Maniero ha ribadito la sua posizione: «Non sono disposto a mantenere il Giudice di Pace a scapito di penalizzare altri servizi per i miresi». «Il servizio del Giudice di Pace deve essere mantenuto – ha sottolineato D’Anna – e non si può arrivare a discutere di questo argomento il giorno prima della Conferenza dei Sindaci. Non si può esprimere un no di Mira a priori. La questione va discussa e approfondita». I capigruppo dell’opposizione hanno proposto a Maniero di aprire una trattativa con gli altri sindaci, senza esprimere un no a priori, magari valutando, oltre alla ripartizione pro capite del mantenimento, anche la ripartizione dei costi di gestione della struttura e del personale. «Sarebbe stata utile la presenza del presidente della Camera degli avvocati della Riviera Michele Zatta per alcuni riscontri tecnici – ha commentato D’Anna. – Pare che la presidente del consiglio, Serena Giuliato, alla disponibilità di Zatta ad intervenire abbia risposto che non era opportuno».

 

Gazzettino – Dolo, Gli avvocati contro Maniero

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21

apr

2013

DOLO – Il presidente Michele Zatta interviene sulla vicenda del Giudice di Pace

«Perderlo sarebbe un gravissimo danno per il territorio»

Dispiacere e preoccupazione. Sono questi i sentimenti manifestati dal presidente degli Avvocati rivieraschi, Michele Zatta, all’indomani delle riserve manifestate dal primo cittadino mirese, Alvise Maniero, sul mantenimento del Giudice di Pace a Dolo.

«Si spera vivamente- afferma Zatta- che la posizione possa essere rivista». Rilanciando: «Si è assolutamente consapevoli degli sforzi economici non certo di poco conto che vengono richiesti ai Comuni per poter mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace, ma si è certi che la scelta sia fondamentale e debba necessariamente essere fatta. Perdere il Giudice di Pace con conseguente passaggio a Venezia costituirebbe un gravissimo danno per la Riviera del Brenta e non solo per Dolo che è capo mandamento, in quanto i cittadini si troverebbe nell’impossibilità di accedere al servizio Giustizia che arriverebbe alla vera e propria paralisi». Rincarando la dose: «Si perderebbe il presidio di legalità già minato dalla possibile e mai accettata perdita della Sezione Distaccata».

Il presidente degli avvocati rivieraschi chiarisce di non voler entrare nel dibattito politico, ma ricorda come in questi anni la Camera degli Avvocati abbia lavorato a fianco delle Amministrazioni Comunali partecipando a tutte le Conferenze dei Sindaci per cercare di salvare il Tribunale prima ed il Giudice di Pace poi; e cercando di fornire il supporto tecnico e operativo per salvare un servizio e delle risorse che non sono solo degli avvocati ma di tutti i cittadini.

«In particolar modo sul mantenimento del Giudice di Pace- conclude- si è registrata una forte convergenza e la volontà di cercare la migliore soluzione tecnica per poter arrivare a raggiungere l’obbiettivo che in questo momento è quello di inviare l’istanza per il mantenimento al Ministero di Giustizia entro il 29 aprile 2013. Si confida davvero che si riesca ancora a tenere aperto uno spiraglio e che si possa ritrovare convergenza lavorando sulla Convenzione che impegna tutti i Comuni della Riviera del Brenta e che anche Mira riesca in questo a valutare le eventuali diverse possibilità».

Gianluigi Dal Corso

 

VIGONOVO. Dieci Comuni si schierano contro l’elettrodotto aereo ad alta tensione Dolo-Camin e hanno organizzato, assieme ai comitati, una manifestazione contro il progetto che si terrà il 27 aprile. I Comuni promotori della manifestazione sono Vigonovo, Saonara, Camponogara, Mira, Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Stra, Fossò, Fiesso e Dolo. Il programma prevede il ritrovo alle 10.30 sui tre ponti di Vigonovo che attraversano l’Idrovia: passerella tra via Ariosto e via Garibaldi, alla fine di via Sagredo e alla fine di via Galilei. Tutti i partecipanti si terranno per mano formando una fila dove si prevede la realizzazione dell’elettrodotto aereo. Per organizzare meglio la manifestazione martedì è stata convocata una riunione della Conferenza dei sindaci dove si discuterà proprio dell’evento. Le amministrazioni comunali hanno previsto un volantinaggio per invitare la cittadinanza a partecipare alla manifestazione e a raggiungere l’Idrovia se possibile in bicicletta o a piedi.

(g.pir.)

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Gazzettino – Mira, Equo-scambio solidale in Riviera Trentin

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20

apr

2013

Equo-scambio solidale lungo Riviera S. Trentin a Mira domani, domenica. Il Movimento Mira2030 organizza tre eventi sotto lo sloga «Liberi tutti di commerciare» per sensibilizzare i cittadini ad una commercio più equo e solidale. Il primo appuntamento sarà domani, in Riviera S. Trentin di fronte a Villa dei Leoni dalle 10 alle 19 con un mercato dedicato all’esposizione, allo scambio e alla cessione fra i cittadini di beni e oggetti personali. Uno spazio particolare verrà riservato allo scambio fra bambini e ragazzi delle scuole di Mira. Mira 2030 è un laboratorio di cittadinanza attiva in cui le cittadine ed i cittadini di Mira interessati a tutelare il proprio territorio e a migliorare la qualità della vita si impegnano per costruire un futuro diverso. I prossimi appuntamenti saranno domenica 19 maggio con «Piccolo, buono e sociale», una fiera dei piccoli produttori locali, artigiani e aziende agricole che commercializzeranno esclusivamente quanto direttamente da loro prodotto e domenica 9 giugno con l’esposizione, scambio e cessione fra i cittadini di beni e oggetti personali.

(l.gia.)

 

Gazzettino – Mira, “Il Giudice di Pace deve restare”

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20

apr

2013

MIRA Mattia Donadel in disaccordo con il sindaco: «È un servizio importante»

Gottardo: «Se Maniero dice no dovrà assumersene le responsabilità»

SCONTRO – Il destino del Giudice di Pace infiamma il dibattito politico a Mira e Dolo

«Una soluzione sul Giudice di Pace si può trovare e non è detto che debba rimanere per forza a Dolo».

Mattia Donadel capogruppo della civica Mira Fuori del Comune interviene sulla polemica attorno al mantenimento del Giudice di pace. Secondo il sindaco di Mira Alvise Maniero i costi del mantenimento, per Mira, sarebbero troppo impegnativi e sembra intenzionato a defilarsi dall’accordo che vede invece gli altri sindaci della Riviera compatti nel mantenimento del giudice di pace a Dolo, e disposti a compartecipare alle spese. Dopo le dure critiche dal sindaco di Dolo Maddalena Gottardo al voltafaccia di Maniero. «Se decide di dire no al Giudice di Pace – ha sottolineato la Gottardo – i cittadini della Riviera saranno costretti a rivolgersi a Rialto (Venezia) per veder riconosciuti i loro diritti. Se sarà così Maniero deve assumersi tutte le responsabilità politiche di questa scelta». Donadel invece è convinto che una soluzione «di mediazione» si possa trovare.

«L’importanza del mantenimento del Giudice di Pace in Riviera del Brenta è innegabile – afferma Donadel – ed è un servizio importante per i cittadini, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. I tagli operati dal Governo Monti impongono ai Comuni di farsi carico di ulteriori servizi senza mettere a loro disposizione né risorse, né allentamenti rispetto ai vincoli di bilancio imposti. Nonostante queste difficoltà è possibile trovare una soluzione».

E qui la proposta che probabilmente non piacerà certo a Dolo. «Non sta scritto da nessuna parte – afferma Donadel – che il Giudice di Pace debba rimanere a Dolo. Per esempio: i 60.000 euro di affitto e utenze costituiscono il 40% delle spese; costi sicuramente comprimibili e non di poco se si rimettono in discussione la sede attuale del Giudice di Pace, i termini di locazione, la gestione delle spese correnti del servizio. Ma per risolvere il problema è necessario che tutte le forze politiche e le amministrazioni coinvolte siano disponibili a lavorare di comune accordo nell’interesse dei cittadini».

Luisa Giantin

 

 

Gazzettino – Mira, Scoperta una discarica di eternit

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20

apr

2013

MIRA – Nuova operazione da parte dei Ranger d’Italia in via Servola Veneta

Una discarica abusiva di eternit, senza alcuna protezione e a pochi metri di distanza dalle case in via Servola Veneta destra nel territorio comunale di Mira, a due passi dalla rotatoria sulla Romea. I Ranger d’Italia che hanno individuato la discarica hanno denunciato la cosa alle autorità competenti chiedendo la bonifica. La discarica abusiva è stata scoperta a ridosso di un casolare abbandonato sempre

«con una copertura presumibilmente in Eternit in forte degrado».

«Il sito – spiegano i Ranger d’Italia – si estende su un’area verde e comprende lastre e frammenti presumibilmente di Eternit, sostanza molto pericolosa che, se ridotta in polvere e dispersa nell’aria, potrebbe essere letale per i polmoni delle persone che la inalano. Il degrado ambientale è altissimo, poiché si nota che una parte delle lastre cadute a terra sono state presumibilmente raccolte e adagiate a terra coperte da un nylon trasparente in parte rotto in vari punti con sopra dei pneumatici fuori uso».

(l.gia.)

 

 

Mira. Il sindaco chiede di valutare nuovi criteri di assegnazione della spesa

Il Comune dovrebbe pagare la cifra più alta per mantenere la sede in Riviera

MIRA. Giudice di pace della Riviera del Brenta: il Comune di Mira chiede di poter valutare nuovi criteri di assegnazione della ripartizione della spesa per il mantenimento del servizio nel comprensorio. Gli altri Comuni insorgono, c’è troppo poco tempo. A spiegare la decisione è il sindaco di Mira.

«Noi ci siamo già espressi», dice il sindaco Alvise Maniero, «e continueremo a farlo, per il mantenimento della sede del servizio in Riviera. Un servizio che riteniamo utile e per il quale siamo disposti a contribuire in maniera concreta. Con noi però non c’è stata mai alcuna discussione dei criteri di ripartizione della spesa. Questa nostra posizione non pregiudica nulla. La normativa permette una utile discussione».

Al criterio della contribuzione in base al numero di abitanti (Mira dovrebbe pagare la cifra più alta con circa 45 mila euro), si possono studiare secondo il Comune di Mira altri criteri. Fra le ipotesi in campo, ad esempio, quella del numeri di accessi al servizio da parte dei residenti di ogni Comune. Ma vediamo nel dettaglio. Costerà 150 mila euro l’anno mantenere l’ufficio del giudice di pace a Dolo. Ci sono dei tempi precisi per portare a termine l’operazione. L’iter prevede che la conferenza dei sindaci approvi un atto di indirizzo e i Comuni rivieraschi si impegnino a farsi carico dei costi. La delibera dovrà essere poi approvata entro il 29 aprile anche dai consigli comunali e la richiesta sarà inviata al ministero della Giustizia. Il costo del personale ammonta a circa 90 mila euro, gli altri 60 mila serviranno per il mantenimento delle strutture e delle utenze. L’importo ripartito tra i Comuni con il criterio della popolazione è Mira 30,27%; Dolo 11,78; Camponogara 9,99; Pianiga 9,32; Campolongo 8,02; Vigonovo 7,84; Fiesso 6,07; Stra 5,87; Campagna Lupia 5,43; Fossò 5,41. Per il presidente della c nferenza dei sindaci Damiano Zecchinato bisogna fare in fretta: «È vero che non sono stati discussi», dice Zecchinato, «criteri diversi da quelli del numero di residenti . È anche vero che, fino a ora, quello era il criterio comunemente accettato per poter ripartire la spesa. Se si voleva seguire un altro criterio si doveva proporlo fin da subito» . Critiche arrivano sulla questione anche dai consiglieri di opposizione a Mira Fabio Zaccarin e Paolino D’Anna .

Alessandro Abbadir

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CONTINUI DISSERVIZI – La stazione “Mira-Mirano” a Marano

In centinaia bloccati a Ponte di Brenta. Alcuni studenti hanno perso gli esami

La notizia delle sanzioni comminate dalla Regione a Trenitalia e degli sconti previsti sugli abbonamenti del prossimo autunno si è diffusa rapidamente, ma per i pendolari c’è ben poco da festeggiare: continuano infatti senza sosta i disservizi sulle linee Venezia-Padova e Bassano-Venezia, con decine e decine di utenti che quasi quotidianamente si trovano a brontolare fissando un tabellone che indica soppressioni e ritardi.
Molte lamentele sono arrivate negli ultimi giorni dalla stazione di Marano (fermata Mira-Mirano), frequentata da centinaia di pendolari della Riviera e del Miranese. Se ormai i treni in ritardo sono vissuti quasi come la normalità (e pure le soppressioni capitano spesso e volentieri), i pendolari sono andati su tutte le furie mercoledì quando il treno partito alle 9.03 da Marano in direzione Padova ha dovuto fermarsi a Ponte di Brenta per un guasto meccanico. «I vagoni erano stracolmi e c’era un sacco di passeggeri in piedi. Prima siamo stati fermi dieci minuti e ci hanno chiesto di rimanere all’interno, poi ci hanno fatto scendere tutti e attendere il treno successivo per Padova, che è passato un’ora dopo e ovviamente era pure in ritardo» sottolinea Riccardo, 26enne studente miranese di Ingegneria. «Nessuno sapeva spiegarci nulla, c’erano studenti che dovevano sostenere esami e altri che avevano colloqui di lavoro o per le tesi di laurea. Il nervosismo contro Trenitalia era alle stelle» aggiunge Alberto, 28enne biologo di Dolo. Malumori analoghi arrivano pure dalle stazioni di Ballò (fermata Dolo), Salzano e Noale. Il miranese Antonio Mezzalira è uno dei portavoce dei pendolari che lo scorso gennaio hanno inviato lettere e petizioni a Trenitalia senza ottenere alcuna risposta. «Gli sconti proposti sono una bufala, una mossa politica che ci interessa poco visto tutte le ore che ci fanno perdere – racconta riportando il pensiero di molti pendolari -. La situazione non cambia, piuttosto che sconti è meglio che facciano investimenti reali»

Gabriele Pipia

 

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