Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Nuova Venezia – Mira, Pronto il bando degli orti sociali

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

gen

2013

MIRA Dopo anni di attesa finalmente a Mira gli orti sociali: 24 appezzamenti di terreno che saranno dati in gestione ai residenti per produrre verdura. Per consegnarli agli interessati è stato emesso un bando. «Sono accanto a Forte Poerio», spiega il sindaco Alvise Maniero, «Le domande vanno presentate in Comune entro il 25 febbraio. I cittadini disabili (con idonea certificazione) che non siano in grado di provvedere in modo autonomo alla coltivazione dell’orto, possono presentare domanda assieme ad un cittadino abile. Tra tutte le domande pervenute e ammesse, verrà formata una graduatoria con validità triennale e gli appezzamenti verranno concessi scorrendone l’ordine» . Tutte le concessioni scadranno dopo un triennio. Le domande devono essere compilate su un apposito modulo, disponibile sul sito www.comune.mira.ve.it o ritirabile in municipio. L’area degli Orti Sociali di Forte Poerio, è già stata recintata e attrezzata a cura della Coop Primavera, con la posa di ricoveri attrezzi, la preparazione del terreno e la individuazione degli spazi da assegnare, il collegamento idrico, un’area deposito del materiale organico e una cisterna per l’acqua piovana. Gli orti disponibili hanno una dimensione di 5 metri per 10.«Il progetto orti sociali», conclude Maniero, era stato avviato dalla precedente giunta e vuole favorire l’attività e la socializzazione per chi è uscito dal mondo del lavoro, ma ha tempo e voglia di dedicarsi ad un’attività all’aria aperta, che può rivelarsi anche un aiuto economico». (a.ab.)

link articolo

 

Lungo e animato vertice a Ca’ Farsetti tra il sindaco Giorgio Orsoni e il presidente dell’Autorità, Paolo Costa. Sul tavolo il tram e la “valorizzazione” degli edifici.

Sul futuro delle aree del Porto è braccio di ferro tra Comune e Autorità portuale. Ieri mattina in municipio lungo e animato incontro tra il sindaco Giorgio Orsoni e i suoi assessori da una parte, il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa dall’altra. Sul tavolo l’Accordo di programma che dovrebbe decidere, appunto, il futuro prossimo di Santa Marta e San Basilio. Delibera «congelata» dal Consiglio comunale a fine anno perché giudicata «troppo concessiva» agli interessi del Porto. Che chiede di «valorizzare» i suoi terreni e i suoi immobili in vista dell’arrivo del tram. Che significa «valorizzare?». Nel Piano operativo triennale messo a punto dal Porto si parla espressamente dell’alienazione della sede del Porto alle Zattere, della trasformazione dei grandi edifici in rampa Tronchetto (ex sede della Compagnia Lavoratori portuali e poi della Capitaneria di Porto) e della sede del Mercato Ittico all’ingrosso. In ballo c’è anche l’uso del tratto di città tra San Basilio e Santa Marta, che da anni il Comune vuole riaprire, abbattendo i muri e le grate divisorie. Oggi tre capannoni sono destinati a Università, il quarto è conteso. Ma soprattutto c’è da decidere del futuro dell’intera area Marittima. Progetti che si intersecano, e andranno in discussione tra breve. Il primo riguarda le alternative alle grandi navi. A un anno dalla tragedia della Costa Concordia, in laguna l’ordinanza del ministro dell’Ambiente che vieta alle grandi navi di avvicinarsi alle aree sensibili e a rischio in laguna non è ancora applicata. Le condizioni di sicurezza qui sono diverse, fatto salvo che navi alte come il campanile di San Giorgio e lunghe 300 metri, oltre le 100 mila tonnellate di stazza, passano più volte al giorno a pochi metri da San Marco. Si aspettano le alternative, e anche qui le idee tra Comune e Porto sono diverse. Nella bozza del Piano, che andrà in discussione al Comitato portuale il 16 gennaio, il presidente del Porto Paolo Costa ha scritto chiaramente che «non esiste alternativa ala Marittima», rilanciando l’idea di scavare un nuovo canale, il Contorta Sant’Angelo, per far entrare le navi più grandi dalla bocca di porto di Malamocco e non più dal Lido.

Ieri alla riunione del Comitato portuale dedicata alle osservazioni, il rappresentante del comune di Mira ha rilanciato il progetto di Cesare De Piccoli di attrezzare una banchina «provvisoria» al largo di San Nicolò.

Il sindaco Orsoni punta su Marghera. Ma il Porto tira dritto. E il braccio di ferro continua. In palio, da subito, ci sono i preziosi terreni e fabbricati di San Basilio e Marittima.

Alberto Vitucci

link articolo

 

A4 Mucilli, amministratore delegato della Cav, sulla questione dei pedaggi

«Vareremo un sistema per agevolare i residenti»

MUCILLI «Stiamo studiando un sistema per agevolare i pendolari»

«Stiamo studiando un sistema per agevolare i pendolari, appena sarà pronto convocheremo gli enti locali per illustrare la nostra proposta». Eutimio Mucilli, Amministratore Delegato della concessionaria autostradale Cav, garantisce che ad un ulteriore aumento del pedaggio sulla Mirano-Padova corrisponderanno delle riduzioni mirate. La formula non è ancora stata definita, ma nelle stanze che contano della sede mestrina di Veneto Strade si intensificano le riunioni per decidere come agire. «Di sicuro sarà necessario che tutti i pendolari siano dotati di un telepass, questo è uno strumento indispensabile per rendere possibili delle agevolazioni ad hoc» aggiunge Mucilli. Dal 1 gennaio il pedaggio della tratta Mirano-Padova ha subìto un lieve balzello, da 70 ad 80 cent, mentre la Mestre-Padova è passata addirittura da 2.90 a 3.20 euro. Ma la vera stangata deve ancora arrivare: per risolvere il problema del casello di Mirano, dove moltissimi pendolari della Mestre-Padova escono e rientrano per godere del pedaggio gratuito tra Mestre e Mirano, Cav progetta di uniformare le tariffe delle due tratte autostradali rendendo ininfluente uscire a Mirano o a Mestre. Si parla di un pedaggio unico superiore ai due euro, ed è per questo che nel Miranese e nella Riviera si chiedono a gran voce consistenti riduzioni almeno per i pendolari. La matassa è intricata: bisogna decidere a quali Comuni estendere le riduzioni, come classificare i pendolari e che tipo di sconto applicare. In ogni caso è probabile che nulla entri in vigore prima della prossima primavera: «Non sono aspetti semplici, serve del tempo per approfondirli e metterli a punto» conferma lo stesso Mucilli. Entro fine mese dovrebbe tenersi un nuovo incontro tra i vertici di Cav e il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello.

Fino ad ora le uniche manifestazioni di protesta contro l’eventuale stangata sono state organizzate da un comitato e da un movimento della Riviera, «Opzione Zero» e «Mira 2030», ma pure nel Miranese serpeggia il malumore e cresce l’attesa per la prossima mossa di Cav.

Gabriele Pipia

Gazzettino “Ancora una volta fanno pagare i pendolari”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 1 Comment

4

gen

2013

L’ACCUSA DI DONADEL

Regione e Cav sotto accusa

Se, per ora, non è ancora arrivato il salasso annunciato contro i “furbetti” del casello, sull’autostrada Mestre – Padova le tariffe sono aumentate del 13%. «Un aumento intollerabile dei pedaggi – accusa Mattia Donadel capogruppo della lista Mira Fuori del Comune e leader di “Opzione Zero” -. che colpirà soprattutto i pendolari».
L’adeguamento delle tariffe autostradali da Padova a Villabona uniformate a 2,90 euro anziché i 70 centesimi per la tratta su Vetrego annunciate da Cav per gennaio 2013 non ci sono state, ma per ora preoccupa comunque l’aumento del 13% di tutte le tariffe.

«Si tratta di una beffa intollerabile perché, se dovesse ora scattare anche l’operazione anti-tornello – spiega Donadel -, i pendolari si troverebbero a pagare ancora di più di quanto inizialmente preventivato, con buona pace degli sconti promessi dall’assessore Renato Chisso e dalla Cav. Al di là dei buoni auspici il 2013 inizia sotto lo stesso segno dell’anno appena trascorso, e cioè continuando a scaricare i costi della crisi su chi è già in grave difficoltà. Su questa specifica vicenda le amministrazioni della Riviera e del Miranese sbagliano ad attestarsi sulla richiesta di un semplice sconto per i pendolari».

Per il gruppo “Mira Fuori del Comune” sarebbe importante che i sindaci,

«a cominciare da quelli di Mira, Dolo e Mirano» chiedessero con forza l’arretramento della barriera di Villabona a Roncoduro, così come previsto dagli accordi sul Passante. «D’altra parte – osserva Donadel – l’aumento dei pedaggi, oltre a penalizzare i pendolari, sta già provocando uno spostamento dei flussi di traffico sulla rete stradale locale e in particolare sulla regionale 11, con gravi ripercussioni per quanto riguarda traffico, inquinamento e salute dei cittadini».

Luisa Giantin

 

La salassata preannunciata da CAV SpA per colpire i cosiddetti furbetti del tornello di Vetrego per ora non c’è stata, ma intanto la società autostradale si prende avanti, e con la complicità del Governo Monti, ha già applicato da ieri un aumento su tutta la rete di competenza di oltre il 13%.

Per Mira Fuori del Comune si tratta di una beffa intollerabile, perché se dovesse ora scattare anche l’operazione anti-tornello, i pendolari si troverebbero a pagare ancora di più di quanto inizialmente preventivato, con buona pace degli sconti promessi dall’Assessore Renato Chisso e dalla CAV.

“Al di là dei buoni auspici il 2013 inizia sotto lo stesso segno dell’anno appena trascorso, e cioè continuando a scaricare i costi della crisi su chi è già in grave difficoltà – afferma il capogruppo di MFC Mattia Donadel – e su questa specifica vicenda le amministrazioni della Riviera e del Miranese sbagliano ad attestarsi sulla richiesta di un semplice sconto per i pendolari”.

Infatti CAV SpA è una società pubblica che registra utili milionari ogni anno, quindi il problema del tornello può essere risolto in prima battuta uniformando la tariffa in basso invece che in alto, fissandola a 0,70 cent o al massimo 1 euro su tutta la tratta Padova-Mestre.

Inoltre per Mira Fuori del Comune ciò che è più importante è che i Sindaci, a cominciare da quelli di Mira, Dolo e Mirano, richiedano subito e con forza l’arretramento della barriera di Villabona a Roncoduro, così come previsto dagli accordi sul Passante. D’altra parte l’aumento dei pedaggi, oltre a penalizzare i pendolari, sta già provocando uno spostamento dei flussi di traffico sulla rete stradale locale e in particolare sulla SR 11, con gravi ripercussioni per quanto riguarda traffico, inquinamento e salute dei cittadini.

Il capogruppo Donadel poi rilancia: “ La vera sfida da giocare è fare in modo che gli utili milionari delle società autostradali a parziale o completa partecipazione pubblica, attualmente re-investiti in opere stradali inutili e devastanti (come la camionabile sull’idrovia o il nuovo casello di Albarea) al fine di prolungare le concessioni, vengano invece impiegati per migliorare e potenziare il trasporto pubblico regionale, a cominciare dalla SFMR che aspettiamo da 20 anni”.

 

SCORZÈ – Anche Scorzè sarà monitorata da un pluviometro per l’analisi del rischio idraulico e farà parte della nuova rete di monitoraggio meteo pluviometrica realizzata dal Comune di Venezia in concorso con Veritas e la struttura commissariale istituita nel veneziano dopo gli allagamenti del settembre 2007. I sei pluviometri sono stati installati, oltre che a Scorzè, anche a Chioggia, a Mira e tre a Mestre alla quale farà capo anche la stazione meteo completa. Le soluzioni tecniche adottate dovrebbero garantire un’elevata precisione delle misurazioni e la possibilità della loro lettura in tempo reale. (r.fav.)

 

Gazzettino – Migliaia di litri di gasolio nel Tergolino

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

dic

2012

DA PIANIGA A MIRA – Il carburante sversato dalla cisterna di un’azienda agricola

MIRA-PIANIGA – Vittime di un furto, ora si trovano accusati di danno ambientale e dovranno sostenere una bonifica dal costo di migliaia di euro.

È davvero un incubo, quello che stanno vivendo da mercoledì pomeriggio i titolari di un’azienda agricola di Pianiga. Erano circa le 16 di martedì, quando i Vigili del fuoco di Mestre hanno chiesto a Polizia locale di Mira e Arpav di recarsi nella zona del sifone di confluenza tra il Tergolino ed il canale Novissimo, per il formarsi di un’immensa chiazza oleosa. Una volta sul posto, appurato che si trattava di uno sversamento di idrocarburi, gli agenti della polizia locale hanno informato il magistrato di turno, ottenendo l’autorizzazione per uscire dalla propria giurisdizione per individuare eventuali responsabili dell’inquinamento ambientale. Risalita la scia oleosa, intorno alle 18.30, gli agenti hanno suonato al campanello di un’azienda agricola che si trova in via Molinella a Pianiga. Qui hanno trovato la cisterna di gasolio agricolo, della capacità di cinquemila litri, con una canula tagliata.
I proprietari, dopo una veloce verifica, hanno capito che era stato perpetrato un furto ai loro danni di circa 1500 litri di gasolio. Quel taglio, però, aveva fatto fuoriuscire il carburante che, impregnato con l’asfalto posto sulla superficie del terrapieno, era finito in un pozzetto delle acque bianche, per poi riversarsi nel Tergolino. Subito, gli agenti hanno informato il Comune di Pianiga che, a sua volta, ha fatto apporre delle panne per bloccare lo sversamento. Un’operazione effettuata sia a monte che a valle, in prossimità del sifone, il tutto con il chiaro intento di bloccare l’inquinamento. Arpav ha quindi campionato il liquido presente nella cisterna per verificare che fosse lo stesso trovato nel sifone. Nonostante il furto subito, i titolari dell’impresa agricola sono stati denunciati per danno ambientale e dovranno sostenere le onerose spese di bonifica.
Gianluigi Dal Corso

 

Gazzettino – Mira. Rifiuti, la Tia sarà piu’ cara

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

dic

2012

MIRA – Deludono i dati della raccolta nel territorio e il Comune ricorre all’addizionale

Fallito l’obiettivo di portare al 65% la differenziata, tariffe su fino al 20%

Mira non ha raggiunto i parametri imposti entro il 2012 per la raccolta differenziata e sono possibili nuovi aumenti alla Tia. A comunicarlo, il sindaco Alvise Maniero e l’assessore all’Ambiente Monica Agnoletto durante l’ultimo consiglio comunale in risposta a un interpellanza presentata dai consiglieri del Pd Maurizio Barberini, Renato Martin, Fabio Zaccarin, Gabriele Bolzoni, Vilma Minotto, Francesco Sacco e Alessio Bonetto dela civica Noi per Mira.
I consiglieri chiedevano spiegazioni sulle intenzioni della giunta circa la raccolta differenziata e il proseguimento del passaggio della raccolta «a calotta» introdotto solo parzialmente in una parte del territorio mirese e poi sospesa. La prima sorpresa è venuta dai dati.

«Il nuovo sistema di raccolta differenziata con i cassonetti “a calotta” è iniziato soltanto nel 2010 e interessa una piccola parte del territorio comunale – ha precisato il sindaco. – Questo sistema ha permesso di passare da una percentuale del 43% all’attuale 59%, quest’ultima riferita ai dati di luglio 2012, secondo un aggiornamento mensile fornito dal gestore».

La seconda, che i dati non erano quelli attesi tanto che la giunta mirese ha sospeso l’introduzione del sistema «a calotta» per effettuare una serie di verifiche e riflessioni con Veritas.

«Intendiamo dialogare con il gestore del servizio – ha spiegato Maniero – per sostenere un sistema di differenziazione che muova verso le prospettive tracciate dal legislatore europeo e da quello nazionale, in materia di gerarchia dei rifiuti».

Rimane però il problema che Mira non raggiungerà il 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre del 2012 come invece previsto dall’art. 205 del decreto legislativo 152/2006. Scenario che obbliga il Comune a scelte sgradite.

«La normativa prevede che “nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti, è applicata un’addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell’Autorità d’Ambito che ne ripartisce l’onere tra quei Comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste”. In pratica, ritardi della precedente amministrazione nell’attuare la raccolta differenziata – ha concluso Maniero – ci condannano a essere tra i comuni in questione».

Luisa Giantin

 

 

Mira Fuori del Comune raccoglie l’appello dei movimenti del nord-est e presenta a Mira la proposta di legge di iniziativa popolare sulla riconversione ecologica dell’economia. Questa proposta, insieme a quella sul reddito minimo di cittadinanza, è stata presentata e fatta propria nella prima riunione dall’Assemblea Permanete dei movimenti del nord-est svoltasi a Vicenza nel gennaio 2012.

Da quella istanza è partita poi una campagna di raccolta di firme che si è conclusa a settembre, ma il comitato promotore (del quale fanno parte amministratori locali, esponenti sindacali e politici, attivisti dei movimenti a difesa dei beni comuni di tutto il Veneto) ha scelto di utilizzare anche lo strumento istituzionale dei consigli comunali.

Lo Statuto regionale e la Legge regionale n. 1 del 1973 prevedono infatti la possibilità di iniziativa legislativa e regolamentare anche ai consigli comunali a condizione che l’iniziativa legislativa sia promossa da un numero di consigli comunali non inferiore a dieci o da consigli di comuni che singolarmente, o unitamente ad altri, raggiungano complessivamente una popolazione non inferiore a ventimila abitanti. Tra i primi consigli comunali che hanno aderito ci sono quelli di Baone e Este.

Mira Fuori del Comune, condividendo le finalità dell’iniziativa, ha depositato la proposta di legge anche a Mira, che essendo Comune con più di 20.000 abitanti sarebbe da solo sufficiente per attivare la discussione sulla proposta di legge in Consiglio Regionale. La proposta di delibera dovrebbe andare in votazione nel consiglio comunale di dicembre o eventualmente di gennaio.

La proposta di Legge di riconversione ecologica dell’economia rappresenta uno strumento e un contributo importante per cominciare ad indicare e praticare strade alternative per uscire dalla crisi rispetto a quelle imposte dal governo Monti e dalla Troika europea.

Tra gli obiettivi della legge ci sono:

A. recupero di condizioni di massima compatibilità ambientale delle attività produttive, ivi comprese quelle edili;
B. graduale riconversione delle attività di produzione di materiali bellici in attività di produzione di beni e di servizi socialmente utili ed eco-compatibili;
C. disincentivazione della produzione di danno ambientale;
D. salvaguardia della salute dei cittadini;
E. evitare il consumo di territorio e la dissipazione di risorse naturali finite e non rinnovabili.

Mira Fuori del Comune – Mira 2030

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui