Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

MIRA. Presa di posizione all’unanimità del Consiglio comunale di Mira contro l’aumento delle tariffe autostradali al casello di Vetrego . Il Consiglio a maggioranza grillina su proposta del consigliere di opposizione di “Noi per Mira”, Alessio Bonetto, rigetta l’aumento e chiede alla Regione e all’assessore Chisso di ritornare sui propri passi.

Sulla questione del casello interviene anche il Comitato Opzione Zero.

«Il fenomeno del tornello del casello di Vetrego», spiega la portavoce Lisa Causin, «va eliminato perché crea ingorghi e inquinamento. La soluzione non può essere scaricata sui pendolari, che costituiscono la maggior parte dell’utenza e diventano facili prede per fare cassa. Se questa Regione non è capace di investire in una mobilità pubblica che consenta di raggiungere efficacemente il posto di lavoro, almeno si abbia la decenza di prevedere per i residenti e pendolari abbonamenti con sconti consistenti in modo da non subire ogni mese un salasso. L’aumento della tariffa da 70 centesimi a 2,9 euro è una cosa inaccettabile».

(a.ab.)

link articolo

 

Nuova Venezia – Si all’idrovia, ma senza polo logistico

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

2

dic

2012

Mira. Al convegno di Legambiente giudizi positivi sull’opera se sarà collegata al Porto di Venezia. Il costo: un miliardo

MIRA Si all’idrovia Venezia- Padova, ma a patto che non si costruisca il polo logistico di Giare-Dogaletto. Questo quello che è emerso ieri mattina al convegno organizzato da Legambiente a Villa dei Leoni dal titolo “Idrovia Padova-Venezia, problemi, istanze, soluzioni” . Costi e utilità idraulica. Realizzare la nuova opera potrebbe costare,se si tratterà di un canale navigabile di classe V o V A, fino a 500 milioni di euro. Costi che però dallo studio di fattibilità da poco depositato in Regione, potrebbero salire anche fra ricorsi, ritardi e altre infrastrutture di collegamento, al miliardo di euro. A sostenere la bontà dell’opera è stato il professor Luigi D’Alpaos, docente dell’Università di Padova. D’Alpaos ha spiegato però che per scongiurare il problema delle piene del Brenta e del Bacchiglione nel Padovano sarebbe sufficiente un canale scolmatore. Un canale che a quel punto costerebbe 100 milioni di euro ma non scongiurerebbe la realizzazione di una camionabile a lato del canale scolmatore. Favorevole all’uso dell’idrovia dal punto di vista idraulico anche il Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta- Il Magistrato alle Acque di Venezia ha però trattato il problema dal punto di vista organico. «Non si possono scaricare», ha detto Alfredo Caielli, «i problemi dell’intero bacino idrografico del Veneto e del Trentino sulla parte terminale e cioè la laguna di Venezia. Si devono affrontare i problemi dell’inquinamento delle acque e anche quello dei golenaggi più a monte, se serve anche con accordi con i bacini montani». Stefano Boato, dello IuaV, ha infatti posto il problema dei sedimi in arrivo dalle provincie di Padova e Vicenza e diretti alla laguna. Trasportistica. Al convegno non c’era il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa che però ha lasciato un’intervista agli organizzatori con un videomessaggio. Costa ha spiegato di essere a favore dell’idrovia in quanto il Porto di Venezia ha urgentemente bisogno di spazi nell’entroterra in cui collocare le merci nel momento in cui sarà realizzato il porto off-shore. Per collocare le merci al Porto di Venezia serve l’idrovia solo se si vorrà collegare all’interporto di Padova: «Nel caso si realizzi l’idrovia», ha detto Costa, «dovrà essere fatta di classe VA, cioè per chiatte di trasporto fluviale molto ampie». Roberto Tosetto, direttore dell’Interporto di Padova, ha subito detto sì al completamento dell’idrovia: «Avrà un senso solo se si collegheranno Porto e Interporto. Progetti come quelli del Polo logistico di Giare-Dogaletto vanno archiviati». Fra gli ospiti del convegno c’erano il sindaco di Mira Alvise Maniero, quello di Campolongo Alessandro Campalto e quello di Camponogara Giampietro Menin. «Questo incontro», ha detto Fabrizio Destro per Legambiente, «ha messo in evidenza sia i lati positivi sia le criticità di quest’opera che se realizzata nella forma più adatta all’utilità del Porto di Venezia sarà completata forse tra oltre una decina d’anni». Alessandro Abbadir

 

Opera incompiuta progettata negli anni ’60

MIRA- Chiamata fra le opere infrastrutturali “l’eterna incompiuta”, l’idrovia Padova Venezia è stata progettata all’inizio degli anni ’60 per sostituire il preesistente collegamento acqueo tra le due città, che si svolgeva attraverso il Naviglio del Brenta, esistente sin dal 1200 e transitabile solamente dalle navi di 150 -300 tonnellate. Una volta completata dovrebbe partire dalla zona industriale di Padova, attraversare il fiume Brenta e quindi il Novissimo, per arrivare alla conca Gusso, l’unica di tutto il canale; quindi, dopo un ulteriore breve tratto in terraferma superare l’argine di conterminazione lagunare e raggiunge il canale di grande navigazione Malamocco Marghera. Il percorso totale è di 27,575 km.

La nuova idrovia per la quale la Regione Veneto ha affidato una studio di fattibilità dovrebbe avere una portata d’acqua di 400 mila metri cubi al secondo e far parte dei canali inclusi nella classe V. Durante il convegno di ieri a Mira è emerso che le esigenze del Porto di Venezia sarebbero quelle di un’idrovia di classe ancora superiore, cioè VA o VB . Per completare un’opera di queste dimensioni servirebbero nuovi espropri e abbattere i ponti già realizzati in Riviera del Brenta per far passare il canale navigabile negli anni ’60.

(a.ab.)

link articolo

 

Gazzettino – Mira. Commercio senza bussola

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

nov

2012

MIRA Crivellaro: «Ma siamo Città d’Arte e la liberalizzazione qui è già una realtà»

Il Comune appoggia la campagna Confesercenti contro le aperture domenicali

Aperture domenicali, si allarga il fronte del no, anche con qualche paradosso. Il Comune di Mira appoggia la battaglia contro la liberalizzazione dei negozi ma «da noi il problema non sussiste siamo Città d’Arte», dichiara l’assessore al commercio di Mira Nicola Crivellaro.

In questi giorni all’ufficio Urp in municipio a Mira e negli uffici demografici di piazza San Nicolò a Mira è possibile sottoscrivere la petizione contro la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali e le domeniche aperte.

Un’iniziativa promossa da Confesercenti con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana e alla quale ha aderito anche il Comune di Mira.
«Lo scopo è di riconsegnare a Comuni e Regioni – spiegano dalla Confesercenti – la competenza in materia di orari favorendo una maggiore disciplina rispettosa delle realtà locali e del riposo festivo». Per Mira, in realtà, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, ma anche dei bar e pub, è già una realtà. Da quanto, infatti, il Comune di Mira ha ricevuto il riconoscimento dalla Regione di Città d’Arte non c’è più l’obbligo per i negozianti di chiudere la domenica.

«Una prerogativa finalizzata ad agevolare i centri turistici – spiega l’assessore di Mira Crivellaro – ma che, se da un lato per i centri minori mira a favorire il piccolo commercio favorendo la fruizione del centro cittadino dall’altro, nel pratico, a Mira l’opportunità è stata sfruttata soprattutto dai grandi centri commerciali». Centri che a Mira si chiamano Mirasole in centro o Lando e altri lungo la Romea a Gambarare. «La normativa sulla liberalizzazione si ispira a un principio europeo – spiega l’assessore Crivellaro – ma dovrebbe stare ai singoli comuni capire fino a che punto recepire il provvedimento per favorire i piccoli esercizi oppure l’apertura indiscriminata dei grandi negozi».

La scelta quindi passa direttamente ai cittadini, che possono far pesare almeno la loro opinione. A Mira le firme dei residenti a favore dell’abrogazione del provvedimento di legge che liberalizza gli orari degli esercizi commerciali, si raccolgono all’ufficio Urp, tutti i giorni dalle 9 alle 13.

Luisa Giantin

 

CAMPAGNA LUPIA – Sono iniziati il 20 novembre a Mira, per concludersi il 19 e 20 dicembre a Venezia, gli incontri di presentazione del Piano di gestione del sito Unesco “Venezia e la sua Laguna”. In ciascuno dei 9 Comuni interessati (Venezia, Campagna Lupia, Cavallino-Treporti, Chioggia, Codevigo, Jesolo Mira, Musile di Piave, Quarto d’Altino) sarà allestita una mostra temporanea. Il piano punta a concentrare risorse su: tutela e conservazione del patrimonio; fruizione sostenibile del sito; comunicazione, promozione e formazione; conoscenza e condivisione. Alcuni progetti sono già partiti, altri potranno essere attivati anche con l’ausilio dei Comuni. (E.Com)

 

MIRA – Voto unanime del Consiglio contro l’aumento della tariffa per la tratta Padova-Dolo

MIRA – Contro l’adeguamento della tariffa autostradale nella tratta Padova-Dolo/Mirano il consiglio comunale di Mira vota all’unanimità. La preoccupazione per il consistente aumento della tariffa prevista dal 1. gennaio 2013 da Cav, la società che gestisce l’autostrada Padova-Venezia ed il Passante ha mobilitato il consiglio comunale di Mira. La tariffa passerebbe da 70 centesimi a 2,90 euro. La mozione presentata urgentemente ieri dal capogruppo della lista civica Noi per Mira Alessio Bonetto è stata discussa come primo punto all’ordine del giorno del consiglio. Una mozione che impegna il sindaco Alvise Maniero ad «intervenire presso gli Enti preposti: Regione, Provincia, Cipe, Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese ma anche verso la Cav e soprattutto verso la Corte dei Conti per bloccare l’adeguamento della tratta ed evitare comunque che i cittadini siano costretti a pagare tariffe inique e non dovute». Alla discussione hanno partecipato molti consiglieri di maggioranza e opposizione.

Tra questi il consigliere Mattia Donadel (Mira Fuori del Comune) ha sottolineato come la vicenda vada segnalata alla Corte dei Conti riguardando spese e investimenti pagati dai cittadini e proponendo una class action contro l’aumento.

Il consigliere Gabriele Bolzoni (Pd) ha chiesto di approfondire la questione in commissione per evitare che comunque il casello di Oriago, peraltro provvisorio, venga artificiosamente compreso nella tratta. Alex Biasotto (M5S) ha evidenziato che per colpa di pochi furbetti tutti i cittadini pagheranno, anche quelli che non usano l’autostrada, per un appesantimento del traffico lungo l’ex Statale 11. I consiglieri hanno concordato che questi aumenti appesantiranno ulteriormente il traffico lungo l’ex Statate 11 Riviera.

Luisa Giantin

 

COMUNICATO STAMPA

Mira Fuori del Comune torna sulla vicenda del casello di Vetrego: “La mozione votata in consiglio ieri sera è sicuramente un fatto positivo ma non basta” – afferma il capogruppo Mattia Donadel –“I furbetti sono quelli del CAV SpA che vuole far passare l’aumento della tariffa come la soluzione del problema, quando invece è chiaro che la società mista ANAS-Regione punta in realtà a recuperare perdite di bilancio a scapito dei pendolari”.

Infatti nel  2011 gli utili di CAV sono scesi a 17 milioni di euro, 3 in meno rispetto al 2010, ma con un giro di affari di oltre 136 milioni. Diminuzione dei trasporti dovuta alla crisi, ma anche all’aumento esponenziale delle tariffe autostradali che stanno provocando un fenomeno generalizzato di migrazione del traffico sulle arterie stradali statali e provinciali.

Sta di fatto che il Passante continua a essere una “gallina dalle uova d’oro” per CAV, e che per statuto gli utili della società dovrebbero essere impiegati per ultimare le opere previste dagli accordi sul Passante, prima tra tutte l’arretramento della barriera di Villabona a Roncoduro.

D’altra parte proprio in zona Roncoduro, in previsione dello spostamento della barriera, sono state realizzate opere importanti come la bretella, i sottopassi e la rotatoria di Roncoduro, nonché l’allargamento delle vie di accesso alla zona industriale per facilitare l’interscambio con la viabilità autostradale attraverso il nuovo casello/barriera. Opere per le quali sono stati spesi quasi 6 milioni di euro di soldi pubblici, e che ora rischiano di rimanere sotto utilizzate.

Ce n’è abbastanza secondo Mira Fuori del Comune perché le amministrazioni della Riviera e del Milanese facciano un esposto alla Corte dei Conti.

Il problema del tornello di Vetrego comunque rimane e richiede risposte immediate, e allora il Capogruppo Donadel rilancia: “Visto che CAV è inadempiente rispetto agli accordi, e visto che può disporre di utili milionari, allora si uniformi la tariffa in basso invece che in alto, fissando il pedaggio a 70 centesimi o al massimo 1 euro su tutta la tratta Padova est – Mestre. Si tratta di una proposta praticabile e nell’interesse pubblico di cui dovrebbero farsi carico prima di tutto i consiglieri in CAV nominati dalla Regione, Tiziano Bembo, Fabio Cadel e Giampietro Marchese rispettivamente in quota Lega, PDL e PD”.

 

Mira Fuori del Comune – Mira2030

 

Gazzettino – Autostrada piu’ cara “Un salasso per Mira”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

nov

2012

Mozione urgente in consiglio di Bonetto

PROTESTA – Adeguamento della tariffa autostradale Padova-Villabona contro i «furbetti»: è polemica aperta a Mira

Adeguamento della tariffa autostradale Padova-Villabona contro i «furbetti»: «una vera stangata per i residenti dei Comuni della Riviera, Mira compresa». L’annuncio di Cav, la società che gestisce il Passante e l’autostrada Padova Venezia, che da gennaio la tratta Padova – Mestre verrà uniformata a 2,90 centesimi anziché 70 centesimi come era la tratta Mirano – Padova, ha suscitato non poche polemiche in Riviera del Brenta. Da anni si parla di liberalizzare il tratto Padova – Mestre per alleggerire il traffico lungo l’ex Statale 11 – Padana e questo rientrava anche negli accordi tra Comuni, Provincia, Regione e Cav per la realizzazione del Passante. L’aumento ora suona di beffa. «Una misura – tuona Alessio Bonetto capogruppo della civica Noi per Mira – che rappresenterebbe una colossale ingiustizia e comporterebbe un aggravio economico ingiustificato (una vera e propria stangata) per i residenti dei comuni della Riviera del Brenta e del Miranese, che utilizzano il casello di Vetrego per andare dalle e alle proprie abitazioni. Un salasso – puntualizza il capogruppo – soprattutto per quelli di Mira, Mirano e Dolo che non hanno alternative possibili». Bonetto ha presentato una mozione urgente da discutere anche questa sera martedì in consiglio comunale. «Spero – dice Bonetto – che il sindaco si attivi con i vari Comuni e le altre istituzioni, presso gli enti preposti per bloccare in tutti i modi questa misura e individuare delle alternative perchè si tratta di tariffe inique e non dovute».
Luisa Giantin

 

MIRA Il Comune di Mira paladino del no alle grandi opere in Riviera e Miranese. Questo quello che è emerso l’altra sera in un convegno pubblico organizzato all’auditorium di Oriago dal Movimento Cinque Stelle a cui hanno partecipato Ivan Cicconi, presidente dell’Associazione nazionale trasparenza negli appalti, e Marco Simionato, del coordinamento No Tav, Mattia Donadel, del comitato Opzione Zero. A coordinare l’incontro l’assessore all’Urbanistica del Comune di Mira Luciano Claut. Proprio da Claut sono arrivati una raffica di no alle grandi opere soprattutto alla Romea commerciale: «Siamo contrari come Comune al polo logistico a Dogaletto, alla Romea commerciale, a Veneto City, all’elettrodotto in superficie Dolo-Camin, alla camionabile al posto del completamento dell’idrovia Padova-Venezia. Opera quest’ultima che prima di essere realizzata dovrà essere valutata attentamente, nei rischi ambientali per i detriti in laguna». Intanto sulla salvaguardia della laguna oggi dalle 14 a Mira in Villa dei Leoni ci sarà il primo incontro di presentazione del Piano di gestione del sito Unesco “Venezia e la sua laguna”. «Si vuole presentare e valorizzare il lavoro dei diversi soggetti istituzionali che hanno preso parte alla redazione del piano», osserva Luciano Claut, «uno strumento previsto dalla legge per tutti i siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco (e la laguna di Venezia lo è dal 1987)». Il piano ha iniziato il suo iter un paio d’anni fa, nella sede Unesco di Venezia. La “vision” emersa da quel lavoro di riflessione e analisi partecipata ha quindi fornito la base per il percorso successivo compiuto da un organo interistituzionale, il Comitato di pilotaggio, con al suo interno rappresentanti degli enti locali. La giornata prevede: dalle 14 alle 17 l’esposizione di una mostra di pannelli illustrativi. Alle 17 l’incontro con i referenti locali e responsabili dell’Ufficio Sito Unesco. (a.ab.)

link articolo

 

Considerazioni sul Project financing delle opere pubbliche nel Veneto

———————

Intervengono:

Ing. Ivan Cicconi – Direttore della Associazione Itaca Istituto per la trasparenza negli appalti

Marco Milioni – Giornalista di Vicenza Più e autore del libro Strada Chiusa

Francesco Celotto – Presidente di Veneto Sostenibile e coautore di Strada Chiusa

Moderatore Luciano Claut – Assessore all’urbanistica del Comune di Mira

Marco Simionato – Coordinamento Veneto No Tav

Mattia Donadel – Presidente Comitato Opzione Zero

——————–

Auditorium della Biblioteca di Oriago – Via Venezia 171

Venerdì 16 Novembre 2012 – ORE 20.45

 

 

Gazzettino – Mira, “Terre rosse, paghi il proprietario”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

2

nov

2012

Mira, stretta dell’Amministrazione sui responsabili dei siti inquinati nel territorio

Il Comune imporrà al proprietario la bonifica dell’area inquinata

I siti inquinati di via Teramo e nelle “terre rosse” di via Bastiette “sorvegliati speciali” dell’amministrazione comunale di Mira. «E sulle ceneri di pirite – avverte l’assessore all’Ambiente di Mira, Roberta Agnoletto – è tempo che intervenga il proprietario dell’area, in quanto responsabile del sito inquinante. Abbiamo infatti appurato che è perfettamente in grado di farlo».
L’assessore Agnoletto ha illustrato in questi giorni quali sono stati i primi interventi avviati dalla nuova amministrazione comunale di Mira nel campo delle bonifiche. I nodi cruciali rimangono infatti via Teramo e via Bastiette, ma anche l’abbandono di rifiuti inquinanti lungo le aree attorno all’idrovia rappresenta un ulteriore problema. «Occorre quanto prima mappare il territorio per avere certezza delle aree miresi a rischio inquinamento e bisognose di interventi di bonifica – sottolinea l’assessore Agnoletto -, avviando subito un immediato confronto con Regione e Provincia onde evitare nuovi sperperi di risorse comunali, come tristemente capitato con la pirite». Ed è proprio sulle ceneri di pirite depositate nelle aree di via Bastiette, le famose “terre rosse”, che si è concentrata l’attività dell’amministrazione del Movimento 5 Stelle in questi primi mesi. «Su nostra richiesta, evidenziando la delicatezza e pericolosità del problema – spiega la Agnoletto – abbiamo ottenuto dalla Provincia la revoca dell’autorizzazione con la quale il Comune avrebbe dovuto realizzare e gestire il deposito preliminare di rifiuti non pericolosi, per lo stoccaggio delle acque meteoriche di dilavamento superficiali del deposito di ceneri di pirite. Il Comune, che continua a collaborare con Arpav e Procura, era intervenuto nell’emergenza – prosegue l’assessore all’Ambiente -, ma verificata da parte dell’Arpav che non sussiste più una situazione di pericolo, è tempo che il proprietario e responsabile dell’inquinamento intervenga direttamente, avviando le operazioni di rimozione dei rifiuti e le operazioni di bonifica».
Su via Teramo stanno poi procedendo le operazioni di carotaggio. «Interventi – conclude Roberta Agnoletto – che consentiranno di completare il progetto e avviare la bonifica vera e propria. Le operazioni di bonifica sono integralmente finanziate dalla Regione, per una spesa complessiva di oltre un milione di euro».

Luisa Giantin

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui