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IN CONSIGLIO

MIRA – In difesa del Giudice di Pace a Dolo scende in campo anche Mira. Domani, alle 19, il consiglio comunale di Mira si riunirà per discutere una serie di punti all’ordine del giorno di carattere amministrativo. Tra gli argomenti in discussione i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione saranno chiamati ad esprimersi sulla manifestazione di intenti per il mantenimento della sede del Giudice di Pace nel Comune di Dolo. Tra i punti all’ordine del giorno anche la proroga fino al 30 giugno 2013 degli affidamenti alla Serimi, la società a partecipazione pubblico – privata della quale il Comune detiene la quota di maggioranza, del servizio di fornitura pasti e di gestione delle farmacie comunali. Il consiglio sarà chiamato ad approvare la convenzione per la cooperazione degli Enti locali ricadenti nell’ambito territoriale del servizio idrico integrato «Laguna di Venezia», e a decidere sulla demolizione di due fabbricati abusivi. (l.gia)

 

MIRA. Aziende della zona scaricano quintali di detriti edili e materiali voluminosi a ridosso dell’area lagunare a Malcontenta in zona Moranzani. A fare questa scoperta è stata una squadra dei Rangers D’Italia. Parte del materiale inquinante è finito addirittura nel canale lagunare Bondante di Sotto. Gli autori di questi inquinamenti, secondo i Rangers, sono aziende o privati, che hanno compiuto lavori di riordino di una casa o residence e non hanno trovato di meglio che scaricare tutto a due passi dalla laguna. I Rangers chiedono al comune di Mira la bonifica.«Chiediamo», spiega Davide Formentello capodelegazione dei Rangers d’Italia di Venezia, «che il Comune di Mira ricollochi la rete di recinzione che è stata tagliata da ignoti per poter scaricare nell’area ogni tipo di materiale di risulta e che subito dopo parta la bonifica della zona». Altre aree in cui continuano gli sversamenti abusivi a Mira sono quelle sotto il ponte dell’idrovia sulla Romea a Dogaletto. (a.ab.)

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Gazzettino – Mira, Discarica abusiva in via Pallada

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

ott

2012

MIRA – Mobili, calcinacci, materassi e molto altro ancora nella discarica abusiva scoperta a Mira dai Ranger d’Italia. giorni scorsi gli agenti del Nucleo ambientale provinciale dei Ranger d’Italia, durante un sopralluogo in Laguna hanno scoperto una discarica abusiva a cielo aperto alla fine di via Pallada in direzione Ponte dei Lievori a Mira.

«Una discarica di circa 60 metri quadrati – si legge nella denuncia – adiacente alla strada principale e in parte a ridosso alla rete metallica installata qualche tempo fa proprio per impedire l’abbandono indiscriminato di rifiuti nell’area verde a ridosso della laguna».

Rifiuti che questa volta sono piuttosto voluminosi e difficili anche da trasportare e scaricare.

«Nella discarica abbiamo trovato di tutto – spiega Davide Formentello capo delegazione e responsabile provinciale del nucleo – mobilia da cucina, diverso materiale edile da demolizione e da costruzione, tegole rotte usate per la copertura dei tetti, intonaco e molto altro ancora. Una parte del materiale è stato anche scaricato dalla parte del canale dove passa il Bondante di sotto».

I Ranger hanno provveduto a circoscrivere l’area con reti arancioni per impedire ulteriori abbandoni abusivi di rifiuti.

Luisa Giantin

 

MIRA. Discarica delle Terre Rosse a Dogaletto: il Comune di Mira chiede nuovi controlli all’Arpav ed è pronto ad agire contro i proprietari dell’area denunciandoli alla Procura se le verifiche confermeranno nuovi sversamenti in laguna. «Abbiamo ottenuto» spiega l’assessore all’Ambiente Roberta Agnoletto «la revoca dell’autorizzazione alla gestione delle vasche di dilavamento all’interno dell’area dei depositi delle ceneri di pirite». Gestione che costava al Comune centinaia di euro ogni anno. Questi depositi ora dovrebbero essere gestiti direttamente dalla Veneta Mineraria che invece pare non occuparsene con diligenza. «Non abbiamo notizia» dice l’assessore «dell’attività di gestione delle vasche da parte della proprietà. Per questo abbiamo chiesto all’Arpav nuovi controlli per constatare eventuali inquinamenti con sversamenti di ceneri di pirite. Se ciò fosse verificato agiremo con delle denunce precise alla Procura nei confronti dei responsabili della cattiva gestione».

Da decenni il deposito delle “Terre rosse” a Dogaletto rappresenta un problema ambientale. Nel corso degli anni sono stati intentati procedimenti nei confronti della proprietà che non ha avviato la bonifica del sito. Un accordo recente definiva competenze e tempi per la messa in sicurezza, la successiva bonifica e l’asporto del materiale (700 mila metri cubi di ceneri di pirite) che, dopo un trattamento, potrà anche essere riutilizzato nell’industria. Nulla però sarebbe stato fatto.

In via Teramo a Borbiago negli anni ’70 vennero sepolti in modo abusivo 7000 fusti tossico-nocivi delle produzioni di Porto Marghera e la discarica fu oggetto di indagini alla fine degli anni Novanta di una commissione parlamentare d’inchiesta. «Per via Teramo» spiega l’assessore «i soldi sono stati stanziati dalla Regione. In questo periodo si stanno compiendo i carotaggi e poi si procederà alla caratterizzazione e messa in sicurezza». In via S. Antonio e via della Fornace a Mira Buse in un’area a ridosso dell’ex Mira Lanza è stata individuata una falda acquifera inquinatissima con elevata concentrazione di metalli pesanti. «Si deve capire esattamente chi dovrà procedere alla messa in sicurezza» dice l’assessore «se si renderà necessaria vista la grande profondità in cui è finito il materiale». L’assessore Agnoletto punta a realizzare una mappatura aggiornata delle discariche. Alla fine degli anni Novanta ne erano stare censite 11. «Potrebbero essere di più» conclude l’assessore. (a.ab.)

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L’associazione Opzione Zero protesta: piani acque non coordinati tra comuni e argini senza manutenzione

«A un mese dal secondo anniversario dell’alluvione, che a novembre 2010 ha disastrato il Veneto, vale la pena di chiedersi che cosa si stia facendo concretamente per tutelare il territorio».
A sollevare la questione è «OpzioneZero», l’associazione dei comitati a tutela del territorio. «Che fine ha fatto – chiedono Rebecca Rovoletto, Lisa Cusin e Mattia Donadel- lo studio di fattibilità sull’idrovia, potenzialmente utile sia in chiave idraulica che trasportistica, commissionato dalla Regione lo scorso 27 aprile con una spesa di 160mila euro di soldi pubblici?». L’associazione rilancia la necessità di un coordinamento molto stretto tra i vari enti, che affronti il complesso di interventi necessari a mettere in sicurezza idraulica tutto il territorio del medio basso bacino del Brenta-Bachiglione. Per questo chiede ai Comuni della Riviera, specie a Mira, che ha già dimostrato una grande sensibilità sulle questioni ambientali e territoriali, di farsi carico presso la Regione affinché venga convocata immediatamente una Conferenza di servizi. «L’emergenza si non risolve con piani acque di singoli comuni o trascurando il grave problema della mancanza di manutenzione di argini e invasi, ma va affrontato nel suo complesso in modo approfondito e a scala di bacino. Per Opzione Zero c’è bisogno, infatti, di un coordinamento molto stretto tra i vari enti». (G.D.C)

 

VIGONOVO. La conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta ha deciso: chiederà al ministero della giustizia il mantenimento del giudice di pace a Dolo facendosi carico del costo degli uffici che si stima in 65 mila euro.

In prima linea su questo fronte i Comuni di Mira e Dolo ma anche gli altri enti locali del territorio che hanno sottoscritto la richiesta all’unanimità. «Abbiamo deciso» spiega il presidente della conferenza dei sindaci Damiano Zecchinato «di fare questa richiesta valutando che il mantenimento del giudice di pace con la soppressione della sede distaccata del tribunale di Dolo dal prossimo settembre può essere un punto di riferimento importante per tutti».

Alla riunione dei primi cittadini di ieri mattina c’erano tutti gli enti locali eccetto Campolongo che però condivide la presa di posizione degli altri Comuni della Riviera. «Il costo» sottolinea Zecchinato «sarà ripartito quota parte e in maniera proporzionale alla popolazione fra i dieci enti del comprensorio. La chiusura della sede distaccata di Dolo sarà infatti penalizzante per i cittadini e le aziende del comprensorio che dovranno rivolgersi al tribunale di Venezia. Aumenteranno così spese e disagi. Abbiamo appreso poi che anche i cittadini di Vigonovo pur avendo scelto di andare con Padova dovranno recarsi a causa delle diverse ripartizioni territoriali dei tribunali a Venezia». (a.ab.)

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Gazzettino – Mira, Terna ricompatta il consiglio

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17

ott

2012

ELETTRODOTTO – No di Mira a Terna. Si punta a creare il fronte dei contrari con Spinea e Mirano

MIRA – Maniero: margini limitati. Le opposizioni: decisione tardiva a espropri già avviati

Tutti d’accordo sull’opzione interramento. Si punta all’asse con Mirano e Spinea

Si è conclusa solo a tarda notte, lunedì, la maratona del consiglio comunale di Mira dedicata alle linee programmatiche della nuova maggioranza del Movimento 5 Stelle e al progetto Terna.
Dopo l’interruzione forzata da parte delle famiglie che da qualche settimana occupano gli alloggi Ater chiusi per manutenzione il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sul progetto Terna. Un odg discusso a lungo, ma che, alla fine, ha fatto convergere le posizioni di maggioranza e opposizione su un documento che invita sindaco e giunta a chiedere alla Regione la sospensione del progetto Terna e la revisione dell’intervento per inserire l’interramento anche nelle aree non previste ora a Spinea e Mirano. «Intervento tardivo – hanno accusato i consiglieri Alessio Bonetto (Civica Noi per Mira) e Maurizio Barberini (PD) – dal momento che il procedimento degli espropri è stato avviato lo scorso agosto». Non era scontato che anche l’opposizione convergesse sulla la sospensione del progetto Terna, ma la linea ambientale ha messo tutti d’accordo anche se «i margini di trattativa restano limitati – secondo il sindaco Maniero – per la possibilità di far pesare le richieste del territorio. Faremo comunque pressioni sugli enti che possono avere influenza su Terna».
L’assemblea ha poi proceduto con l’illustrazione da parte del sindaco delle linee programmatiche criticate dall’opposizione perché farraginose e impostante su spese a breve termine.
Ieri mattina, invece, Maniero, con l’assessore Michele Gatti – insieme ai consiglieri di minoranza Maurizio Barberini, Mattia Donadel, Paolo Dorigo dello Slai Cobas, Francesco Sacco e la presidente del consiglio Serena Giuliato – hanno incontrato le famiglie di via Borromini. Un incontro durato circa 3 ore, in cui i capifamiglia hanno ribadito quanto chiesto la sera prima interrompendo l’assemblea consigliare: ripristino dell’acqua e assegnazione degli alloggi. «Abbiamo ricordato loro che occupano abusivamente alloggi Ater inagibili, dove non è garantita la sicurezza – hanno spiegato il sindaco Maniero e l’assessore Michele Gatti – avvertendoli che se occupano un’abitazione non possono neppure partecipare al bando per l’assegnazione di altri alloggi. Da parte loro invece c’è stato l’impegno di cercare quanto prima nuovi alloggi per permettere la ristrutturazione e messa a norma di quelli occupati».

Luisa Giantin

 

MIRA. In arrivo a breve tre nuovi autovelox . Uno sarà piazzato sulla Romea mentre altri due su due provinciali e cioè sulla camionabile 81 e su via Giovanni XXIII fra Marano e Borbiago di Mira. Lo ha annuciato ieri l’assessore alla polizia Municipale Michele Gatti: «L’ennesimo incidente mortale sulla statale Romea», spiega Gatti, «che ha visto il decesso di una turista cinese, mette in evidenza un problema di sicurezza davvero importante. Questa arteria stradale va resa più sicura e anche il collocamento di autovelox fissi , già avanzato dalla precedente amministrazione va in questa direzione. Stiamo aspettando la risposta dell’Anas e della Provincia che sono gli enti che gestiscono le strade in cui si vogliono collocare questi strumenti di controllo. Se non saranno stati fatti errori documentali l’ok dovrebbe esserci. Anche se non ci sarà il via libera comunque siamo intenzionati a proseguire su questa strada con ulteriori richieste».

L’unico autovelox fisso che c’è sulla Romea nel tratto veneziano si trova nel territorio del comune di Campagna Lupia e frutta all’ente locale centinaia di migliaia di euro all’anno in sanzioni comminate.(a.ab.)

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Gazzettino – Mira boccia l’elettrodotto

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11

ott

2012

Il sindaco: «Proporremo in Consiglio un documento che chiede la revisione del progetto»

«Mi auguro che l’ordine del giorno venga condiviso dall’intera assemblea»

Mira prende posizione contro l’elettrodotto Padova – Venezia di Terna e nel prossimo consiglio comunale, che si preannuncia infuocato, presenterà uno specifico ordine del giorno.

«Proporremo in consiglio un documento che boccia il progetto di Terna e ne chiede la revisione – annuncia il sindaco di Mira Alvise Maniero. – L’elettrodotto va interrato anche nella parte che attraversa Mira, Spinea e Mirano, e devono essere riviste le localizzazioni e il dimensionamento delle due stazioni elettriche di Malcontenta e Mirano. Mi auguro che l’ordine del giorno possa essere condiviso dall’intera assemblea consiliare».

Lunedì prossimo 15 OTTOBRE alle 19 è convocato il consiglio comunale. All’ordine del giorno oltre all’approvazione delle linee programmatiche del Movimento 5 Stelle, al governo di Mira, per il quinquennio 2012-2017 c’è anche un ordine del giorno sul «Progetto di razionalizzazione rete elettrica A.T. nelle aree di Venezia e Padova» promosso proprio dal Movimento. Nel documento si fa notare che l’intervento programmato dalla Società Terna prevede l’interramento delle rete elettrica AT nell’area industriale di Marghera fino a Fusina, in territorio del Comune di Venezia, mentre è progettata con tralicci e linee aeree nella parte rimanente che coinvolge anche il Comune di Mira.

«Tale intervento – evidenzia il M5S nel documento – ha un grave impatto sul territorio considerata l’importante valenza ambientale, storica, culturale e paesaggistica che rivestono il territorio e il tessuto urbano della Riviera del Brenta e del Miranese. In particolare la stazione di Malcontenta, è prevista in un ambito territoriale compreso tra il Forte Tron, Villa La Malcontenta e la laguna veneta, tutelato anche dall’Unesco che lo ha inserito nel proprio piano di gestione ai fini di una adeguata difesa e valorizzazione».

Per questo motivo la maggioranza in consiglio proporrà di «esprimere contrarietà all’opera e di impegnare Terna a interrare l’elettrodotto anche nel tratto che attraversa i territori dei Comuni della Riviera del Brenta e Miranese». Il dibattito si preannuncia vivace, almeno stando a quanto accaduto in commissione l’altra sera alla presentazione del documento. Mira infatti con la passata amministrazione aveva dato il via libera al progetto di Terna, esprimendo raccomandazioni di cercare di ridurre gli impatti per i comuni contermini mentre ora posizione della maggioranza sembra ben diversa.

 

MIRA. «L’elettrodotto Padova – Venezia voluto da Terna per via aerea avrà un grave impatto sul territorio e sulla salute dei nostri concittadini. Per questo noi diremo no». Il sindaco Alvise Maniero ha già anticipato il voto del consiglio comunale di lunedì 15 ottobre. «Chiediamo l’interramento delle linee con le stesse modalità previste da Marghera fino a Fusina» continua Maniero. Una posizione che è stata condivisa recentemente dai sindaci di Mirano e Spinea. «Sono previste» si ricorda nel documento «due nuove centrali elettriche, localizzate in ambiti di notevole valenza paesaggistica».

L’ordine del giorno sarà presentato dal sindaco e con l’appoggio dalla sua maggioranza del Movimento 5 Stelle. Dopo il no alla Città metropolitana, al Polo logistico, a Veneto City e alla Romea commerciale ora arriva anche il no in forma ufficiale all’elettrodotto di Terna. Nel consiglio di lunedì saranno presentate anche le linee programmatiche della maggioranza per il quinquennio 2012- 2017. Non mancheranno le discussioni di interpellanze e interrogazioni da parte delle opposizioni (Pd, Pdl e Noi per Mira). (a.ab.)

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