Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

VIGONOVO. La conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta ha deciso: chiederà al ministero della giustizia il mantenimento del giudice di pace a Dolo facendosi carico del costo degli uffici che si stima in 65 mila euro.

In prima linea su questo fronte i Comuni di Mira e Dolo ma anche gli altri enti locali del territorio che hanno sottoscritto la richiesta all’unanimità. «Abbiamo deciso» spiega il presidente della conferenza dei sindaci Damiano Zecchinato «di fare questa richiesta valutando che il mantenimento del giudice di pace con la soppressione della sede distaccata del tribunale di Dolo dal prossimo settembre può essere un punto di riferimento importante per tutti».

Alla riunione dei primi cittadini di ieri mattina c’erano tutti gli enti locali eccetto Campolongo che però condivide la presa di posizione degli altri Comuni della Riviera. «Il costo» sottolinea Zecchinato «sarà ripartito quota parte e in maniera proporzionale alla popolazione fra i dieci enti del comprensorio. La chiusura della sede distaccata di Dolo sarà infatti penalizzante per i cittadini e le aziende del comprensorio che dovranno rivolgersi al tribunale di Venezia. Aumenteranno così spese e disagi. Abbiamo appreso poi che anche i cittadini di Vigonovo pur avendo scelto di andare con Padova dovranno recarsi a causa delle diverse ripartizioni territoriali dei tribunali a Venezia». (a.ab.)

link articolo

 

Gazzettino – Mira, Terna ricompatta il consiglio

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

ott

2012

ELETTRODOTTO – No di Mira a Terna. Si punta a creare il fronte dei contrari con Spinea e Mirano

MIRA – Maniero: margini limitati. Le opposizioni: decisione tardiva a espropri già avviati

Tutti d’accordo sull’opzione interramento. Si punta all’asse con Mirano e Spinea

Si è conclusa solo a tarda notte, lunedì, la maratona del consiglio comunale di Mira dedicata alle linee programmatiche della nuova maggioranza del Movimento 5 Stelle e al progetto Terna.
Dopo l’interruzione forzata da parte delle famiglie che da qualche settimana occupano gli alloggi Ater chiusi per manutenzione il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sul progetto Terna. Un odg discusso a lungo, ma che, alla fine, ha fatto convergere le posizioni di maggioranza e opposizione su un documento che invita sindaco e giunta a chiedere alla Regione la sospensione del progetto Terna e la revisione dell’intervento per inserire l’interramento anche nelle aree non previste ora a Spinea e Mirano. «Intervento tardivo – hanno accusato i consiglieri Alessio Bonetto (Civica Noi per Mira) e Maurizio Barberini (PD) – dal momento che il procedimento degli espropri è stato avviato lo scorso agosto». Non era scontato che anche l’opposizione convergesse sulla la sospensione del progetto Terna, ma la linea ambientale ha messo tutti d’accordo anche se «i margini di trattativa restano limitati – secondo il sindaco Maniero – per la possibilità di far pesare le richieste del territorio. Faremo comunque pressioni sugli enti che possono avere influenza su Terna».
L’assemblea ha poi proceduto con l’illustrazione da parte del sindaco delle linee programmatiche criticate dall’opposizione perché farraginose e impostante su spese a breve termine.
Ieri mattina, invece, Maniero, con l’assessore Michele Gatti – insieme ai consiglieri di minoranza Maurizio Barberini, Mattia Donadel, Paolo Dorigo dello Slai Cobas, Francesco Sacco e la presidente del consiglio Serena Giuliato – hanno incontrato le famiglie di via Borromini. Un incontro durato circa 3 ore, in cui i capifamiglia hanno ribadito quanto chiesto la sera prima interrompendo l’assemblea consigliare: ripristino dell’acqua e assegnazione degli alloggi. «Abbiamo ricordato loro che occupano abusivamente alloggi Ater inagibili, dove non è garantita la sicurezza – hanno spiegato il sindaco Maniero e l’assessore Michele Gatti – avvertendoli che se occupano un’abitazione non possono neppure partecipare al bando per l’assegnazione di altri alloggi. Da parte loro invece c’è stato l’impegno di cercare quanto prima nuovi alloggi per permettere la ristrutturazione e messa a norma di quelli occupati».

Luisa Giantin

 

MIRA. In arrivo a breve tre nuovi autovelox . Uno sarà piazzato sulla Romea mentre altri due su due provinciali e cioè sulla camionabile 81 e su via Giovanni XXIII fra Marano e Borbiago di Mira. Lo ha annuciato ieri l’assessore alla polizia Municipale Michele Gatti: «L’ennesimo incidente mortale sulla statale Romea», spiega Gatti, «che ha visto il decesso di una turista cinese, mette in evidenza un problema di sicurezza davvero importante. Questa arteria stradale va resa più sicura e anche il collocamento di autovelox fissi , già avanzato dalla precedente amministrazione va in questa direzione. Stiamo aspettando la risposta dell’Anas e della Provincia che sono gli enti che gestiscono le strade in cui si vogliono collocare questi strumenti di controllo. Se non saranno stati fatti errori documentali l’ok dovrebbe esserci. Anche se non ci sarà il via libera comunque siamo intenzionati a proseguire su questa strada con ulteriori richieste».

L’unico autovelox fisso che c’è sulla Romea nel tratto veneziano si trova nel territorio del comune di Campagna Lupia e frutta all’ente locale centinaia di migliaia di euro all’anno in sanzioni comminate.(a.ab.)

link articolo

 

Gazzettino – Mira boccia l’elettrodotto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

ott

2012

Il sindaco: «Proporremo in Consiglio un documento che chiede la revisione del progetto»

«Mi auguro che l’ordine del giorno venga condiviso dall’intera assemblea»

Mira prende posizione contro l’elettrodotto Padova – Venezia di Terna e nel prossimo consiglio comunale, che si preannuncia infuocato, presenterà uno specifico ordine del giorno.

«Proporremo in consiglio un documento che boccia il progetto di Terna e ne chiede la revisione – annuncia il sindaco di Mira Alvise Maniero. – L’elettrodotto va interrato anche nella parte che attraversa Mira, Spinea e Mirano, e devono essere riviste le localizzazioni e il dimensionamento delle due stazioni elettriche di Malcontenta e Mirano. Mi auguro che l’ordine del giorno possa essere condiviso dall’intera assemblea consiliare».

Lunedì prossimo 15 OTTOBRE alle 19 è convocato il consiglio comunale. All’ordine del giorno oltre all’approvazione delle linee programmatiche del Movimento 5 Stelle, al governo di Mira, per il quinquennio 2012-2017 c’è anche un ordine del giorno sul «Progetto di razionalizzazione rete elettrica A.T. nelle aree di Venezia e Padova» promosso proprio dal Movimento. Nel documento si fa notare che l’intervento programmato dalla Società Terna prevede l’interramento delle rete elettrica AT nell’area industriale di Marghera fino a Fusina, in territorio del Comune di Venezia, mentre è progettata con tralicci e linee aeree nella parte rimanente che coinvolge anche il Comune di Mira.

«Tale intervento – evidenzia il M5S nel documento – ha un grave impatto sul territorio considerata l’importante valenza ambientale, storica, culturale e paesaggistica che rivestono il territorio e il tessuto urbano della Riviera del Brenta e del Miranese. In particolare la stazione di Malcontenta, è prevista in un ambito territoriale compreso tra il Forte Tron, Villa La Malcontenta e la laguna veneta, tutelato anche dall’Unesco che lo ha inserito nel proprio piano di gestione ai fini di una adeguata difesa e valorizzazione».

Per questo motivo la maggioranza in consiglio proporrà di «esprimere contrarietà all’opera e di impegnare Terna a interrare l’elettrodotto anche nel tratto che attraversa i territori dei Comuni della Riviera del Brenta e Miranese». Il dibattito si preannuncia vivace, almeno stando a quanto accaduto in commissione l’altra sera alla presentazione del documento. Mira infatti con la passata amministrazione aveva dato il via libera al progetto di Terna, esprimendo raccomandazioni di cercare di ridurre gli impatti per i comuni contermini mentre ora posizione della maggioranza sembra ben diversa.

 

MIRA. «L’elettrodotto Padova – Venezia voluto da Terna per via aerea avrà un grave impatto sul territorio e sulla salute dei nostri concittadini. Per questo noi diremo no». Il sindaco Alvise Maniero ha già anticipato il voto del consiglio comunale di lunedì 15 ottobre. «Chiediamo l’interramento delle linee con le stesse modalità previste da Marghera fino a Fusina» continua Maniero. Una posizione che è stata condivisa recentemente dai sindaci di Mirano e Spinea. «Sono previste» si ricorda nel documento «due nuove centrali elettriche, localizzate in ambiti di notevole valenza paesaggistica».

L’ordine del giorno sarà presentato dal sindaco e con l’appoggio dalla sua maggioranza del Movimento 5 Stelle. Dopo il no alla Città metropolitana, al Polo logistico, a Veneto City e alla Romea commerciale ora arriva anche il no in forma ufficiale all’elettrodotto di Terna. Nel consiglio di lunedì saranno presentate anche le linee programmatiche della maggioranza per il quinquennio 2012- 2017. Non mancheranno le discussioni di interpellanze e interrogazioni da parte delle opposizioni (Pd, Pdl e Noi per Mira). (a.ab.)

link articolo

 

«La soluzione immediata per togliere le grandi navi da San Marco è una nuova Marittima a Marghera». Il sindaco Giorgio Orsoni lo ha detto ieri a Ca’ Farsetti una delegazione del Comitato «No Grandi Navi». «La soluzione per togliere le grandi navi dal Bacino», ha esordito Orsoni, «non può passare per lo scavo di nuovi canali, con tutte le conseguenze negative che ne deriverebbero. L’ho già detto a Costa e anche ai ministri Clini e Passera». Dunque, un «no» secco all’ipotesi già in fase di studio da Parte del Porto e del Magistrato alle Acque per il nuovo canale Contorta Sant’Angelo. Sarebbe portato da 2 a 10 metri di profondità, a cento metri di larghezza e consentirebbe alle navi di arrivare all’attuale Marittima – appena rimessa a nuovo e raddoppiata – passando per Malamocco e non più per la bocca di San Nicolò di Lido. Il sindaco ha già commissionato uno studio per spostare le crociere a Marghera. «Volendo si può fare in due tre mesi», assicura. «No» deciso del Comune anche alla nuova Marittima per supernavi sulle barene davanti a Dogaletto, 380 ettari di proprietà privata (della società Alba srl di Mira), sostenuta dalla Venezia terminal passeggeri. «Qui sono d’accordo con il sindaco di Mira», dice Orsoni.

Soddisfazione del Comitato, che ha consegnato al sindaco le 12.500 firme raccolte sotto la petizione per allontanare le grandi navi dalla laguna e rivendicato le azioni che hanno portato a un grande movimento di opinione contrario al passaggio delle supernavi davanti a San Marco, non ultima la grande manifestazione del 16 settembre. Della delegazione facevano parte Tommaso Cacciari, Armando Danella, Cristiano Gasparetto, Silvio Testa, Lia Vianello, Flavio Cogo, Luciano Mazzolin e Roberto Vianello.

«Abbiamo incassato alcuni impegni precisi da parte del sindaco, e questo è positivo», commenta il portavoce Silvio Testa, che ha però rilanciato l’urgenza di prendere provvedimenti immediati contro l’inquinamento da zolfo prodotto dai fumaioli e le onde elettromagnetiche prodotte dai radar che ricadono ogni giorno sulla città. «Il sindaco ci ha detto di aver convocato l’Arpav, che ha garantito che le sostanze inquinati sono sotto i limiti», dice il Comitato, «stia tranquilla l’Arpav che adesso vigileremo». Infine, convergenza tra sindaco e Comitato anche sul fronte della Pianificazione. «La lobby dei porti vuole modificare la legge per lasciare mano libera alle Autorità portuali nella redazione dei Piani regolatori portuali. Una follia e una presa in giro in epoca di federalismo. Abbiamo chiesto ai nostri parlamentari di vigilare».

Alberto Vitucci

link articolo

 

Gazzettino – “Le grandi navi? Tutte a Marghera”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

ott

2012

(m.f.) No allo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo, “sponsorizzato” anche dal ministro dell’Ambiente. E no anche alla cosiddetta “Marittima 2″ a Dogaletto di Mira. Per il sindaco Giorgio Orsoni, le grandi navi vanno estromesse dal Bacino e ha anche una soluzione – ponte che a suo dire è facilmente realizzabile.
«Sono convinto – ha detto, al termine di un incontro con esponenti del Comitato No grandi navi – che la soluzione più immediata ed efficace per risolverebbe questa fase acuta del problema sia spostare le navi di grande stazza a Marghera».
Quella di Marghera è una novità, poiché una simile soluzione non era stata finora considerata. Al riguardo, il sindaco ha rivelato d’aver commissionato uno studio per la creazione di un terminale d’attracco provvisorio per le navi oltre i 300 metri nell’area portuale di Porto Marghera, a suo dire realizzabile nel giro di 2 o 3 mesi.
«Non è la soluzione ideale – ha commentato, precisando che inquinamento e erosione dei fondali non verrebbero eliminati – ma darebbe il tempo di fare una valutazione vera dei costi e dei benefici del crocierismo per decidere o se riconvertire il traffico navale o se permettere l’accesso in laguna solo alle navi compatibili».
In sostanza, nel corso dell’incontro che è avvenuto a poco più di due settimane dalla rumorosa manifestazione in bacino, il sindaco ha sostanzialmente condiviso le preoccupazioni degli esponenti del comitato che “sono anche quelle dei cittadini che non tollerano ulteriormente il passaggio di navi gigantesche nel centro della loro città”.
Tuttavia, la soluzione di Marghera dovrà essere condivisa con il Porto, con il quale in queste ultime settimane non sembra esserci un grande feeling. Anzi, si è verificata una forte polemica tra i due e c’è pure competizione nel coinvolgimento di parlamentari sulla bozza di riforma.
«L’ipotesi è allo studio – ha proseguito – e risolverebbe da subito il problema, ma dovrebbe comunque essere considerata transitoria, per affrontare questa fase emergenziale. Anche un terminal oltre le bocche di porto non sarebbe una buona soluzione perché potrebbe provocare pesanti contraccolpi sulle comunità del Lido o di Pellestrina».
Intanto, il Comune si muove timidamente anche sul fronte dell’inquinamento, indicato invece dal Comitato come il problema più grande.
«Nell’immediato – ha concluso Orsoni – ho chiesto all’Arpav ulteriori rilevazioni e più approfondite analisi sull’impatto ambientale prodotto dal transito per disporre di dati certi su cui lavorare. Sappiamo tutti bene che il Comune di Venezia non può impedire il passaggio delle grandi navi per il centro della città, ma tutto quel che possiamo fare lo stiamo facendo».

 

Inquinamento atmosferico. Chieste ad Arpav nuove verifiche

IL COMITATO  «Inaccettabile l’inerzia del Comune sull’inquinamento»

L’iniziativa dovrebbe essere condivisa con il Porto

Sono usciti solo parzialmente soddisfatti dall’incontro col sindaco i rappresentanti del Comitato No grandi navi Tommaso Cacciari, Flavio Cogo, Armando Danella, Cristiano Gasparetto, Luciano Mazzolin, Silvio Testa, Lia Vianello e Roberto Vianello. Se da una parte sono stati incassati alcuni impegni (no agli interventi in laguna e alla Marittima 2) dall’altra il Comitato ha considerato “inaccettabile” l’atteggiamento dei sindaco sull’inquinamento.
«L’inesistenza di una vera rete di centraline Arpav – dice il portavoce Silvio Testa – gli evidenti limiti della campagne Arpav fin qui condotte, la letteratura scientifica internazionale sull’inquinamento navale non lo hanno spinto a prendere provvedimenti basati sul principio di cautela».
Per il Comitato, si dovrebbe cominciare ad esempio a prelevare campioni direttamente dai fumaioli delle navi.
«Non si dubiti – avverte – il Comitato verificherà attentamente tutte le campagne che l’Arpav condurrà e le sue relazioni. Il sindaco ha anche garantito un intervento sulla necessità dell’uso del radar in acque lagunari quando le condizioni di visibilità non lo renderebbero necessario».

 

Confindustria spinge sull’acceleratore per la costruzione della Grande Venezia ma le imprese sono in perenne conflitto, l’ultimo scontro tra gli interporti

Città metropolitana come risposta alla crisi, ma non i confini allargati, non limitati solo a quelli – attuali – della provincia di Venezia, sulla base dei quali dovrebbe essere costituita. Ma allargata all’ormai “mitica” Patreve – con Padova e Treviso – e magari con una “spruzzata” di Polesine. Ma sfruttando soprattutto il brand di Venezia e le sie capacità attrattive. È la posizione degli industriali veneziani sulla nascita della nuova realtà istituzionale, esposta più volte dal presidente di Unindustria Venezia Luigi Brugnaro.

«La Città metropolitana nasce dall’acqua – ha ricordato anche nel lungo discorso tenuto di fronte agli imprenditori in occasione dell’assemblea di Confindustria nella “sua” scuola Grande della Misericordia di Venezia – e lungo l’acqua si sviluppa: i fiumi, i canali, le acque termali. Venezia può avere un ruolo straordinario. Da bambino i leoni della Biennale li conoscevamo ovunque in Veneto e li sentivamo nostri. I sindaci diano prova di maturità, lavorino assieme per dare un ruolo ai loro cittadini di serie A. Si lavori per estendere la città metropolitana fino a Padova, Treviso, Belluno e il Polesine. Così daremo posti di lavoro. Chiediamo funzioni alla Regione e prevediamo un valore di tassazione che sia la metà dell’introito storico per finanziare sanità o bonifiche. Creeremo una specificità del territorio che l’Europa ci riconoscerà tutta». Se gli industriali, con Brugnaro auspicano una koiné interprovinciale intorno alla città metropolitana – che al momento però appare di difficile realizzazione – la capacità di fare squadra e sistema non sembra però uno dei requisiti di un’imprenditoria fortemente individualista come quella dell’area vagheggiata. E le “baruffe” anche sul piano infrastrutturale non mancano, con la Regione a parteggiare ora per l’uno ora per l’altro.

L’ultima protesta è quella del presidente dell’Interporto di Padova Sergio Giordani che se la prende appunto con Venezia e la sua area industriale perché la Regione Veneto ha pianificato la realizzazione di una nuova vasta piattaforma logistica a Dogaletto di Mira, a mezza via tra Padova e Mestre. Un’ ottima notizia per i proprietari dell’area di Dogaletto di Mira, ma certo non un inno alla capacità della Patreve di fare sistema e di evitare sprechi sul piano dell’infrastrutturazione dei piazzali e dei collegamenti ferroviari.

Ma fare sistema, con la città metropolitana, per i Comuni come per gli industriali, sognificherà riflettere anche sul altri aspetti della gestione dell’area, sottovalutato in questi anni, come quello del consumo “selvaggio” dei suoli, soprattutto nella nostra regione. Come metterà in evidenza anche il seminario dell’Iuav che si apre domani a Ca’ Tron, intitolato proprio Il consumo del suolo nella pianificazione del Veneto, che vede la nostra regione primeggiare nel Nord Italia per questo poco invidiabile primato. (e.t.)

link articolo

 

Nuova Venezia – Vento e grandine, gravi danni a Mira

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

set

2012

Crolla un albero e sfiora un bus, traffico in tilt per ore sulla Brentana. Un tronco blocca i treni, scoperchiata una stalla.

MIRA. Vento fortissimo, allagamenti grandine e alberi abbattuti su strade e linee ferroviarie. Comunicazioni interrotte e danni per centinaia di migliaia di euro. È questo il bilancio del fortunale violentissimo e circoscritto che si è abbattuto ieri pomeriggio in Riviera del Brenta e nel territorio del Comune di Mira in particolare.

A Mira la paura più grande verso le 17 l’hanno avuta gli automobilisti che stavano transitando sulla regionale 11. A causa del fortissimo vento un albero che si trovava nel parco della secolare villa Allegri si è schiantato sulla Brentana sfiorando un autobus e altre macchine in transito. Un altro albero si è abbattuto sulla linea ferrovia Mestre-Adria fra Oriago e Mira Buse. «Abbiamo sentito – spiegano alcuni residenti a Oriago – un vento fortissimo e grandine, poi il rumore sordo dell’albero che si spaccava e si schiantava sulla strada. Se colpiva un autobus o un’auto poteva provocare più di un morto» . La viabilità è stata completamente interrotta. Sul posto per cercare di riportare la situazione alla normalità sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno tagliato l’albero in diverse parti. La viabilità sulla Brentana è ritornata alla normalità a tarda sera anche perché un altro albero anche se di dimensioni più piccole era caduto poco più in là.

Ci sono stati allagamenti nella zona di Mira Porte , in via Valmarana e via Pertini. Anche in via Chiesa Gambarare e via Risorgimento. Alberi caduti anche in via Bastie a Dogaletto e Foscara a Malcontenta. La grandine in alcune strade ha ricoperto completamente di bianco il manto stradale. Alcune corse dei treni sulla linea Mestre-Adria a causa della caduta di un albero sono state cancellate. Rilevantissimi i danni all’agricoltura e alle strutture agricole. Sono state quasi azzerate le produzioni di 5-6 aziende di ortaggi con danni superiori in ognuna ai 50 mila euro. Una stalla con 300 bovini in via Ca’ Ballo è stata completamente scoperchiata . Il comune di Mira ha attivato la protezione civile. « Per aiutare i cittadini in difficoltà – spiega il vicesindaco Nicola Crivellato – abbiamo attivato 4 squadre della protezione civile per oltre una quindicina di persone. Il problema più grande in questo caso è stato il vento fortissimo in alcune zone circoscritte del comune». Nel resto della Riviera danni poco rilevanti si segnalano a Vigonovo per un albero abbattuto e a Campagna Lupia.

Alessandro Abbadir

link articolo

 

 

«Cancellate le nostre produzioni orticole»

Alcune aziende sono state duramente colpite. Trecento bovini costretti a dormire all’aperto

ORIAGO. « Siamo rovinati. La grandine e il maltempo hanno cancellato le nostre produzioni orticole. Abbiamo avuto danni per 100 mila euro e siamo senza assicurazione».

A parlare in questo modo è Lorella Quaggio titolare con altri 3 fratelli dell’azienda agricola “Il quadrifoglio” che si trova in via Caleselle ad Oriago di Mira.

«La grandine che è caduta ha spazzato via le nostre colture di radicchio trevisano, cavolfiori e cappucci. Neanche gli ortaggi che erano in serra si sono salvati. Il forte vento ha fatto volare i teloni e poi su di loro è arrivata la grandine».

La stima dei danni è molto pesante. «Ora non sappiamo che fare – dice la donna -. Qualcuno ci deve aiutare con degli sgravi fiscali o coni rimborsi dello stato di calamità».

Anche altre 5-6 aziende sono state colpite e la stima dei danni non è inferiore . È andata ancora peggio all’allevamento di Daniele Frison in via Ca’ Ballo fra Malcontenta e Gambarare.

Qui è stato letteralmente scoperchiato dal vento il tetto della stalla sotto alla quale ci sono 300 bovini. «I danni solo del tetto – dicono i titolari – sono superiori ai 150 mila euro. Ora le bestie dormiranno all’aperto. Faremo una stima precisa dei danni anche nei prossimi giorni» .

Paolo Capuzzo referente territoriale di Coldiretti spera che qualche cosa si possa fare per queste persone. «Credo – dice – che questa situazione possa essere sommata alla forte siccità estiva. I due eventi insieme possono essere definiti uno stato di calamità anche se circoscritto in un territorio ben preciso. I danni alle strutture poi sono evidenti».

Coldiretti continuerà anche nei prossimi giorni il monitoraggio della situazione nelle aziende agricole della zona della Riviera. (a.ab.)

link articolo

 

 

Gazzettino – Tromba d’aria, un quarto d’ora di caos

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

set

2012

RIVIERA DEL BRENTA  – Molti alberi sradicati, traffico in tilt sulla statale e stop ai treni sulla linea

Tromba d’aria e grandine. Quindici minuti d’inferno

Chicchi di grandine grossi come noci e raffiche di vento fortissimo: paura a Mira, investita dal fortunale

I PAESI PIÙ COLPITI – Mira e Oriago in ginocchio, danni a Camponogara

Un inferno d’acqua. Quindici minuti di fortissime raffiche di vento, grandine con chicchi grandi come noci e pioggia violentissima che hanno messo in ginocchio la Riviera, soprattutto tra Oriago e Mira. Ieri pomeriggio alle cinque e mezza il fortunale senza precedenti per intensità che come effetto immediato ha paralizzato il traffico, con le auto in transito sulla Brentana costrette a fermarsi per la completa mancanza di visibilità e l’interruzione della circolazione ferroviaria per i tronchi finiti sui binari. Raccolti completamente distrutti per almeno sei aziende agricole della zona: in una situata in via Cavalli anche la stalla scoperchiata. E poi gli alberi abbattuti, almeno una quindicina, sradicati dalla base, in alcuni casi caduti su auto e sedi stradali come quello in via Nazionale che ha mandato in tilt la viabilità della zona e anche quella ferroviaria, sulla linea Mestre-Adria con i treni serali della cosiddetta “vàca mora” cancellati e sostituti con gli autobus. E poi cassonetti impazziti e ribaltati in mezzo alle vie. Fra le più flagellate via Venezia, via Sabbiona, via Ca’ Balletto, il Naviglio. A cedere sotto le potenti sferzate anche una pianta secolare di villa Allegri e due pioppi che sono crollati sui camion nel parcheggio della Miralanza.
Una quarantina le chiamate al centralino dei vigili del fuoco che hanno richiesto anche l’ausilio dei volontari della Protezione civile e degli agenti della polizia locale per far fronte all’emergenza. Saltate anche le linee elettriche e telefoniche a causa dei fili travolti dagli alberi. Disagi registrati anche a Camponogara: un salice piangente del giardino della scuola materna di Campoverardo è stato divelto. In via Fossato un grosso albero si è abbattuto sulla strada interrompendo la circolazione. In piazza Mazzini, quella centrale, un ramo si è staccato ed finito su una macchina in sosta. In via Fermi una cabina dell’Enel è crollata parzialmente interrompendo l’elettricità.

 

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui