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Gazzettino – Mira. Il sottopassso dimenticato dalla Regione

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17

mag

2015

MIRA – Il Comitato di Borbiago ha esposto uno striscione di protesta

Dopo mesi di battaglie il progetto del sottopasso di Borbiago è fermo al palo e a ricordarlo nei giorni scorsi è comparso un grande striscione sulla rotonda che ricorda le promesse non mantenute. A spiegare il motivo della scritta “Regione Veneto: na promessa xe debito: sottopasso subito!” affissa sulla nuova rotonda di Borbiago che collega la Sr 11 al casello autostradale di Oriago e alla camionabile Sp 81 è Davide Moressa, portavoce del Comitato per il sottopasso di Borbiago.

«Era il 13 maggio del 2014, un anno fa – spiega Moressa – quando l’allora assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso si presentava in assemblea cittadina in centro civico a Borbiago per confermare l’impegno della Regione per il finanziamento del sottopasso. ’Purtroppo’ poco dopo scoppiò lo scandalo dei finanziamenti al Mose con gli arresti che tutti conosciamo».

«Ora, a distanza di un anno – prosegue Moressa – nulla si muove mentre è in piena attività la macchina per le elezioni regionali e per quelle municipali di alcuni Comuni tra i quali Venezia. Ma noi a Borbiago aspettiamo il sottopasso. In questi giorni abbiamo contattato l’assessore Luciano Claut che ci ha riferito di non avere novità da darci. Per realizzare l’opera sarebbe necessario mettere nel bilancio regionale la copertura finanziaria, pari a 700mila euro. Ma per ora non c’è nessuna azione concreta: solo la promessa di Chisso di un anno fa».

 

MIRA – Offerta turistica che consente sconti

MIRA – Otto splendide dimore storiche della Riviera visitabili con una card che prevede sconti già in vendita da questo fine settimana. Erano almeno quindici anni che, in via sperimentale, i gestori di ville, proprietari ed enti pubblici cercavano di coordinare le visite alle dimore storiche per offrire una proposta di livello ai turisti diretti a Venezia o di passaggio in Riviera del Brenta. Un progetto che diventa realtà con la «Ville card» presentata ieri in villa dei Leoni da Irene Martini ed Enrico Papa di Coopculture, l’ente che coordina l’iniziativa e che gestisce il complesso di villa dei Leoni con la Piccionaia, insieme ai proprietari e gestori di ville, Cristina Rossi, Mauro Genovese, Maurizio Corò e Michela Guggia.

Il progetto è stato sviluppato in sinergia con gli enti pubblici del territorio e con l’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta e prevede la visita a prezzo ridotto a quattro delle otto ville che hanno aderito ovvero: Villa Allegri Von Ghega a Oriago, Villa Badoer Fattoretto a Dolo, Villa Contarini dei Leoni a Mira, Villa Foscarini a Stra, Villa Tito a Dolo, Villa Valmarana, Villa Valier e Villa Widmann a Mira. La card sarà acquistabile sin da questo fine settimana a 4 euro negli hotel, nelle biglietterie delle Ville aderenti al circuito e in alcuni punti vendita facilmente accessibili in Riviera.

«Proporre un network di ville nel territorio della Riviera del Brenta – ha spiegato Cristina Rossi – sul modello dei castelli della Loira è l’arma vincente per valorizzare il territorio e dare nuovo impulso al turismo di quest’area».

Attraverso lo spazio web sul sito www.rivieradelbrenta.com sarà possibile avere informazioni sugli orari di apertura e costi dei biglietti d’ingresso alle varie ville del circuito.

Luisa Giantin

 

MIRA – Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha dato il via libera all’ampliamento (revamping) dell’impianto di rifiuti speciali e pericolosi di Alles a Marghera, il Comune si dice fortemente preoccupato.

«Ci eravamo costituiti davanti al Tar assieme al Comune di Venezia», spiega il sindaco Maniero, «contro l’ampliamento autorizzato dalla Regione delle attività dell’impianto di trattamento rifiuti tossico-nocivi al confine tra Venezia e Mira. Il Tar ci aveva dato ragione. Ora con la sentenza del Consiglio di Stato, per i cittadini tornano i rischi. Non si tratta di timori infondati. In due conferenze scientifiche ospitate a Mira con la collaborazione del Centro regionale di controllo della malattie rare, è emerso che Mira presenta un picco di frequenza di queste patologie. Non abbiamo bisogno di emissioni provenienti da rifiuti tossico nocivi».

«Nel momento in cui siamo impegnati a risanare il territorio dalle discariche abusive sorte nei decenni scorsi», aggiunge l’assessore all’Ambiente Sanginiti, «è evidente che non possiamo accettare che a ridosso del nostro territorio si ampli una discarica di materiali pericolosi. Ci preoccupa lo sconfortante silenzio della Regione».

(a.ab.)

 

ORIAGO. LOTTA ALLA LUDOPATIA

ORIAGO «Sono contento di ricevere questo riconoscimento dal Comune di Mira per il fatto che ho riconvertito la sala dedicata al karaoke. Fino a un anno fa avevamo una sala tutta dedicata alle slot, con trenta macchinette ma quando abbiamo visto che la ludopatia diventava un serio problema sociale abbiamo cambiato tutto. Ora le macchinette rimaste sono solo sei e pensiamo di ridurle ancora. La clientela è completamente cambiata. E non è vero che così si guadagna di meno: è una scelta che nel lungo periodo paga, si crea più socialità e alla fine i clienti consumano anche di più».

A dirlo è Denis Bagaggiolo, che gestisce il locale Fermo Posta ad Oriago in via Veneto.

Venerdì pomeriggio ha ricevuto la visita del sindaco di Mira, Alvise Maniero e del senatore del M5S, Giovanni Endrizzi, esperto del fenomeno. Il Comune di Mira sul versante della lotta alla ludopatia è in prima linea: a novembre ha organizzato una manifestazione provinciale proprio contro questa malattia. Il Comune ha poi censito nel territorio la presenza di ben 224 slot. Il sindaco ha sottolineato di aver voluto portare un riconoscimento a un locale che si è contraddistinto per senso civico.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Mira. Via le slot e arriva il sindaco.

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9

mag

2015

MIRA – Maniero ha visitato il locale che ha deciso di eliminare il gioco d’azzardo

MIRA – Delegazione di autorità ieri pomeriggio al Fermo Posta Café di Oriago per complimentarsi della scelta coraggiosa di rinunciale alle slot machine per lanciare un locale di musica e karaoke.

Il sindaco Alvise Maniero insieme agli assessori Nicola Crivellaro e Francesca Spolaor ha fatto visita ai tre fratelli titolari del Fermo Posta Cafè di Oriago, insieme al senatore Giovanni Endrizzi.

Denis, uno dei tre fratelli, ha raccontato la loro storia, l’inizio nel 2011 con due stanze del locale dedicate ad una trentina di slot machine e anche slot wlt, quelle dei casinò. Poi la svolta radicale, chiudere con le slot (su 30 ne restano attive solo 6 per impegni contratti da concludere) e dedicare le sale alla musica e al karaoke. Scelta sancita qualche sera fa con una gara di karaoke, con una giuria d’eccezione, e alla quale hanno partecipato decine di persone. Trasformato il locale e adeguata l’acustica ora le sale saranno dedicate ad iniziative culturali e di spettacolo.

«Una scelta lodevole – hanno commentato il sindaco Maniero e il senatore Endrizzi – che speriamo venga seguita anche da altre persone coraggiose».

«Come amministrazione comunale – ha spiegato il sindaco – stiamo lavorando alla possibilità di introdurre degli sgravi fiscali per quegli esercizi pubblici che decidono di abbandonare l’attività con le slot per proporre altre attività più sane. Un modo – ha ricordato il sindaco – per continuare nell’impegno di contrastare il gioco d’azzardo, sottoscritto con un Protocollo in Prefettura, e che vede il coinvolgimento di associazioni locali e degli scout».

Luisa Giantin

 

È il “Fermo Posta Cafè” di Oriago, fino all’anno scorso aveva 30 macchinette

Il titolare Denis Bagaggiolo: troppi i danni sociali dovuti alla malattia del gioco

ORIAGO – Un bar che ha rimosso tutte le macchinette mangiasoldi, cioè le slot machine, e le ha sostituite con il karaoke ed altre attività molto più socializzanti e tali da non creare pericolose dipendenze. Per questo oggi sarà premiato dal Comune di Mira. Il bar è il Fermo Posta Café”di Oriago di via Veneto. Il Comune di Mira su questo versante è in prima linea: in novembre ha organizzato una manifestazione provinciale contro la ludopatia. Il Comune ha poi censito nel territorio la presenza di ben 224 slot.

«Quella del locale Fermo Posta», dice il sindaco Alvise Maniero, «è stata una scelta esemplare che se impone, forse, nel breve la rinuncia a una facile fonte di guadagno, si traduce alla lunga in un ambiente pubblico più sano, dove si va per chiacchierare, leggere il giornale e magari cantare in compagnia come in questo caso e non per rimbambirsi davanti a una macchina mangiasoldi.

Come Amministrazione», ribadiscono il sindaco e l’ assessore Francesca Spolaor, «siamo ben lieti di dare visibilità a tutte le iniziative di questo tipo e anche per questo lo scorso novembre abbiamo condiviso l’iniziativa dello Slot Mob in cui associazioni, scout, cittadinanza hanno manifestato assieme contro questo fenomeno. Poche settimane fa il Consiglio comunale ha formalizzato questo impegno con l’approvazione di una mozione che chiede al governo di rafforzare i divieti di pubblicizzazione di ogni tipo di gioco d’azzardo e di garantire forme vincolanti di partecipazione di Regioni e Comuni ai procedimenti di autorizzazione e pianificazione, per rendere più difficile l’installazione di nuove slot».

A premiare il locale non ci saranno solo gli esponenti del Comune di Mira: Con me e con l’assessore», conclude il sindaco, «sarà presente anche il senatore Giovanni Endrizzi, che per primo ha segnalato come la bozza di decreto legislativo del governo andasse in direzione opposta alla lotta di tante associazioni, rendendo più difficile l’azione di contrasto dei sindaci».

«Fino a un anno fa avevamo una sala tutta dedicata alle slot, con trenta macchinette», dice il titolare del bar, Denis Bagaggiolo, «ma quando abbiamo visto che la ludopatia diventava un serio problema sociale abbiamo convertito la sala in karaoke. La clientela è completamente cambiata. E non è vero che così si guadagna di meno: è una scelta che nel lungo periodo paga, si crea più socialità e alla fine i clienti consumano anche di più».

Alessandro Abbadir

 

Gazzettino – Treni. Giornata nera per i pendolari.

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7

mag

2015

MESTRE / SAN DONA’

I SENSORI – Troppo carico convoglio bloccato

MOBILITÀ Giornata di passione per i viaggiatori, pesanti disagi sulla linea Treviso-Venezia

Stipati sul treno dei pendolari

Odissea a bordo della “Vaca Mora”, una sola carrozza in servizio per circa 400 passeggeri

Giornata pesante per i pendolari che quotidianamente si devono recare a Venezia per lavoro o per studio. Particolarmente impegnativo l’inizio per gli utenti del treno della linea che collega Adria a Venezia, passando per Piove di Sacco, Camponogara e Mira.

Di solito il convoglio, l’ex “Vaca Mora”, è composto di due carrozze che lungo la strada si riempiono di persone. Ieri, alle 6.10 , i pendolari in partenza da Adria hanno trovato una sola carrozza automotrice e hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, sapendo ciò che avrebbero vissuto dopo.

«Eravamo stipati come in un carro bestiame – lamenta Daniele Brandolese un pendolare che ha preso il cellulare per immortalare la scena – Dopo Camponogara eravamo in circa 400 nella carrozza. Il capotreno stesso era bloccato dalla gente e impossibilitato a muoversi, tanto che è stato aiutato in un’occasione da alcuni passeggeri per abbassare le barriere nella stazione di Oriago».

La segnalazione è partita anche a Sistemi Territoriali, la società partecipata dalla Regione che tra le altre cose gestisce anche la linea Adria-Venezia. «Ora – si chiedono altri pendolari inviperiti per il disservizio – dobbiamo pensare che è stato un guasto e che domani (oggi per chi legge) troveremo le due solite carrozze oppure è una mossa politica per cercare di ottenere qualcosa? Speriamo che non sia a nostre spese».

Intanto sempre ieri a Treviso un treno di pendolari sovraccarico diretto a Venezia è stato bloccato in stazione dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio. Molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dal convoglio, troppo «corto» e troppo poco capiente per ripartire con tutta quella gente a bordo, e ad aspettare un altro treno, a sua volta rallentato da un guasto. Col risultato di accumulare quasi un’ora di ritardo. A provocare la «reazione a catena» è stato il treno 2855 partito da Sacile, con destinazione Venezia. Alle 8.15 la tappa a Treviso Centrale. Doveva trattarsi di un treno a due piani, un «Vivalto», e invece a fermarsi al binario è stato uno «Stadler»: 4 carrozze, 200 posti a sedere, circa 400 in piedi. Meno della metà di quello che sarebbe stato in grado di fare il treno a due piani che doveva percorrere quella tratta a quell’ora. Dal marciapiede sono saliti i molti pendolari. A quel punto, i sensori sono entrati in azione: il peso del convoglio era stato superato, le condizioni per viaggiare in sicurezza non c’erano. Così è scattato il blocco della trazione. Per gestire la situazione sono intervenuti anche gli agenti della Polfer.

 

TRASPORTI – Il comitato scrive alla Regione: «Situazione intollerabile»

Ritardi, l’ira dei pendolari

Ieri ancora disagi nella tratta ferroviaria tra Portogruaro e Venezia

Soppressi alcuni treni. Vetture stracolme

La causa un guasto a un passaggio a livello

SAN DONÀ – Nuovi ritardi e treni soppressi, Il Comitato dei pendolari del Veneto Orientale scrive al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e all’assessore regionale ai Trasporti Elena Donazzan. Ancora disagi nella tratta tra Portogruaro e Venezia. In una nota il Comitato segnala che ieri a causare il ritardo dalle 6.40 circa sarebbe stato un guasto di un passaggio a livello tra San Stino e Portogruaro che ha provocato ritardi a catena tra i 15 e i 25 minuti a diversi treni. Segnalata inoltre la chiusura di 3 vetture, di cui poi sarebbe stata riaperta soltanto una, sul Regionale 10012 in partenza da Portogruaro alle 7.44 con arrivo a Venezia alle 8.56, «uno dei più affollati treni del mattino – spiega il portavoce del comitato Nicola Nucera – arrivato a Venezia con 21 minuti di ritardo».

All’attenzione dei vertici della Regione anche la soppressione di 3 treni avvenuta martedì 5 maggio nella stessa tratta. Si tratta dei Regionali del mattino 10001 e 10002 e 10055 delle 19,57. In seguito alla soppressione dei primi due, il Regionale 10008 era dotato di 200 posti a sedere, anziché 500. «Dimezzando i posti a sedere – continua Nucera – si sono verificate situazioni di malessere tra i viaggiatori, con segnalazioni di mancamenti. Sempre l’altro ieri si sono verificati diversi importanti ritardi: Regionale veloce 2697 giunto a Portogruaro con 40 minuti di ritardo, Regionali 10049 e 10051 giunti con 30 e 10053 con 22 minuti di ritardo».

«Da quando c’è l’orario cadenzato i pendolari segnalano un bollettino di guerra quotidiano – ha commentato l’assessore alla Mobilità di San Donà Francesca Zottis – un deciso peggioramento del servizio nel Veneto Orientale con il taglio di alcuni treni». Trenitalia conferma che le questioni, dovute a guasti tecnici e al rispetto della normativa di sicurezza, sono state seguite dalla sala operativa che ha cercato di limitare i disagi inevitabili. La puntualità sulla linea si è ridotta solo in questi due giorno dell’87 per cento contro il 95 per cento del mese di aprile, ossia dopo un periodo prolungato di puntualità elevata.

Davide De Bortoli

 

Treviso. I passeggeri restano a piedi

Treno dei pendolari sovraccarico bloccato sui binari dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio. È accaduto ieri mattina in stazione a Treviso.

Il sensore ferma il treno affollato

L’ODISSEA – Pendolari come sardine costretti a scendere e aspettare l’arrivo di un’altra corsa

Treno sovraccarico: tutti a terra

Peso dei vagoni eccessivo e sicurezza a rischio: convoglio bloccato in stazione dai sensori

Treno di pendolari sovraccarico, bloccato in stazione dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio.

È accaduto ieri mattina in stazione a Treviso, dove molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dal convoglio, troppo “corto” e troppo poco capiente per ripartire con tutta quella gente a bordo, e ad aspettare un altro treno, a sua volta rallentato da un guasto. Col risultato di accumulare quasi un’ora di ritardo. A provocare la «reazione a catena» è stato il treno 2855 partito da Sacile, con destinazione Venezia. Alle 8.15 la tappa a Treviso Centrale. Doveva trattarsi di un treno a due piani, un Vivalto, e invece a fermarsi al binario è stato uno Stadler: 4 carrozze, 200 posti a sedere, circa 400 in piedi. Meno della metà di quello che sarebbe stato in grado di fare il treno a due piani che doveva percorrere quella tratta a quell’ora. Inutile dire che dal marciapiede affollato sono salite decine di pendolari, stringendosi negli scompartimenti dei quattro vagoni. A quel punto, i sensori sono entrati in azione: il peso del convoglio era stato superato, le condizioni per viaggiare in sicurezza non c’erano.

E automaticamente è scattato il blocco della trazione. Di fatto, il risultato di un errore di programmazione dei treni, ma tant’è. Una parte dei viaggiatori è stata fatta scendere, e problemi grossi non ce le sarebbero stati se l’11011 seguente fosse arrivato in orario. Il caso ha voluto che per un guasto alla linea, il treno in questione portasse 20 minuti di ritardo. Con il risultato che i pendolari hanno perso quasi un’ora. A gestire la situazione sono dovuti intervenire anche gli agenti della Polfer, anche perché il problema del convoglio fermo al binario ha causato a sua volta disagi anche per le corse seguenti. Ai viaggiatori, visibilmente contrariati, non è rimasto da fare che rassegnarsi al disservizio.

Lina Paronetto

 

MIRA – Una decina di giorni per scegliere il progetto del Bilancio partecipativo, tra i sei elaborati dai giovani miresi che hanno aderito all’iniziativa dell’amministrazione comunale. Da ieri e fino all’8 dicembre i cittadini di Mira potranno votare, in municipio, in biblioteca a Oriago o anche da casa via mail, uno dei sei progetti elaborati dai giovani, che verrà poi inserito nel prossimo bilancio del Comune con un finanziamento di 50mila euro.

Nel web, la campagna promozionale è già partita e naturalmente ogni zona di Mira parteggia per l’intervengo che ritiene più urgente.

I sei progetti infatti riguardano la riqualificazione del Parco di Valmarana a Mira Porte; la riqualificazione del Parco del donatore a Oriago; la manutenzione delle strade strade comunali e in particolare la riasfaltatura di alcuni tratti di via Sabbiona e via Valmarana; interventi di messa in sicurezza: attraversamenti pedonali, cartellonistica nei pressi del Comune e messa in sicurezza di via XXV Aprile; la predisposizione di scale antincendio e messa in sicurezza nella scuola media “Galilei” di Gambarare; l’aggregazione giovanile e informazione istituzionale partendo dalla riqualificazione del Centro Dedalo, passando per una nuova ludoteca per bambini fino a 3 anni nella biblioteca di Oriago e uno schermo per comunicazioni tra amministrazione e cittadini.

I progetti sono visibili nel sito del Comune di Mira, mentre nel canale youtube https://www.youtube. com/user/comunemira/videos sono presenti i video promozionali realizzati dai giovani.

Possono votare tutti i cittadini maggiorenni residenti a Mira, esprimendo un solo voto ed esibendo il documento d’identità: in municipio presso l’Ufficio relazioni con il pubblico, in biblioteca a Oriago oppure inviando una e-mail a bilanciopartecipativo@comune.mira.ve.it secondo le indicazioni nel sito internet del Comune.

(l.gia)

 

Nuova Venezia – Mira. La passerella della vergogna

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26

apr

2015

Porto Menai. La struttura è quasi pronta ma non si riesce ancora a completarla

MIRA – La passerella sul Novissimo a Porto Menai è ormai finita da tempo ma è un’opera non ancora messa a disposizione della cittadinanza: resta una bella cattedrale nel deserto. Da mesi i lavori sono stati abbandonati dalla Provincia. Una commissione ad hoc è stata fatta per fare ripartire i cantieri ma finora di lavori non se ne è vista nemmeno l’ombra. La passerella ciclopedonale sul Novissimo è stata posata ancora lo scorso ottobre, poi il suo completamento è stato interrotto a causa di alcuni problemi economici della ditta che doveva portare a termine i lavori. Un’opera che alle casse pubbliche è già costata centinaia di migliaia di euro ed è un sistema di collegamento molto atteso dopo che negli anni scorsi si erano verificati diversi incidenti anche gravi. Ora la struttura è transennata. Rischia di diventare l’ennesima opera incompiuta insomma uno spreco di risorse visto che non può essere usata.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale del Pd Renato Martin: «La passerella», spiega il consigliere comunale, «è un’opera che la Provincia deve terminare collega gli argini di via Novissimo. È in stato di abbandono. Temiamo che i lavori interrotti possano precipitare nel degrado. Recentemente sembrava che una Commissione preposta con la presenza dei tecnici della Provincia avesse trovato una soluzione facendo ripartire i cantieri entro il 30 giugno. Dispiace vedere che tutto è ancora fermo».

Alessandro Abbadir

 

DOLO – Dopo l’annuncio di Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo, relativo alla creazione di un gruppo di lavoro per valutare la possibilità di ospitare il nuovo distretto sociosanitario nella sede dell’ex Tribunale di Dolo, arrivano i primi commenti e non sono per niente positivi.

A parlare è Giorgio Gei, consigliere comunale e candidato sindaco della lista “Ponte del Dolo” che suggerisce invece come sede il vecchio ingresso dell’ospedale.

«Non mi è chiaro per quale ragione il Comune di Dolo debba offrire la struttura dell’ex Tribunale per realizzarvi il nuovo distretto sanitario», spiega Gei, «chi e quando ha deciso che il distretto da Mira passerà a Dolo? Perché non si utilizza a questo scopo la struttura del vecchio ingresso dell’ospedale, ad un passo dalla fermata Actv, destinata a svuotarsi per i trasferimenti degli uffici a Noale».

Viene ribadita una questione riguardante l’ospedale di Dolo.

«È vero che Dolo è la sola sede ospedaliera che non ospita un distretto» conclude Giorgio Gei, «ma l’impressione è che in attesa dei nuovi equilibri regionali si sia sempre di fronte al gioco delle tre carte in cui comunque a perdere è sempre la Riviera».

Giacomo Piran

 

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