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Nuova Venezia – No Grandi navi, 12 gazebo in terraferma

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25

apr

2015

Verso il corteo del 9 maggio

Dodici gazebo a Mestre, nelle Municipalità, a Mogliano e Mira e volantinaggi davanti agli istituti superiori. Giornata di mobilitazione del centro sociale Rivolta in vista del corteo del 9 maggio dell’arcipelago di associazione e comitati del fronte “No Grandi navi”.

«Quello del 9 maggio sarà un grande corteo per dire no allo scavo del Contorta e alle grandi navi e ragionare sulla città, non solo dal punto di vista ambientale. Milioni di euro vanno in opere inutili come il Mose mentre la città vede penalizzati welfare e servizi con il commissariamento che sta producendo un costo sociale altissimo», spiega Michele Valentini.

 

MIRA –  I giovani miresi, impegnati nel Bilancio partecipativo, attenti alla riqualificazione dei parchi pubblici e alla messa in sicurezza delle strade e delle scuole. Saranno i cittadini a decidere quello, tra i sei progetti elaborati, nel quale il Comune dovrà impegnare i 50mila euro messi a disposizione. Le proposte saranno illustrate martedì 28, alle 20.30, alla biblioteca di Oriago.

I sei piani, elaborati dai giovani, riguardano: la riqualificazione del Parco di Valmarana; la riqualificazione del Parco del Donatore; la manutenzione di alcune strade comunali (via Sabbiona, via Forte Poerio, via Valmarana, via Risorgimento, Riviera S. Pietro); interventi di messa in sicurezza stradale; la messa in sicurezza con due scale antincendio della scuola media “Galilei” a Gambarare; l’aggregazione giovanile e l’informazione con la riqualificazione del centro Dedalo, la nuova ludoteca, un pannello luminoso).

I progetti, che saranno posti anche nel sito internet del Comune, saranno illustrati dagli stessi giovani e da esponenti dell’amministrazione. Il prescelto verrà realizzato utilizzando i 50mila euro previsti dal bilancio e la sua realizzazione sarà vincolante nell’ambito degli interventi 2015.

(L.Gia)

 

IL PROGETTO – Ulss e Comune stanno valutando il trasferimento nell’ex tribunale

Gottardo: «Istituito un tavolo comune per predisporre uno studio di fattibilità»

Si prospetta la possibilità che il Distretto sanitario rivierasco possa essere trasferito nei locali dell’ex Tribunale di Piazzetta degli Storti o quantomeno vi possa essere uno sdoppiamento con parte dell’attuale distretto, potrebbe essere il settore materno-infanile, che rimane nella sede di Villa Lenzi a Mira e tutti gli altri settori che si trasferiscono a Dolo.

È la sindaca di Dolo Maddalena Gottardo ad anticipare questa eventualità. «In occasione dell’incontro avvenuto l’8 aprile col direttore generale dell’Ulss, Gumirato, è stato deciso di istituire un tavolo tecnico congiunto Ulss/Comune di Dolo, allo scopo di predisporre uno studio di fattibilità circa l’insediamento del distretto socio sanitario a Dolo nella sede dell’ex tribunale e per verificare nel contempo la risoluzione delle pendenze immobiliari tra Ulss 13 e Comune. I referenti per l’azienda Ulss 13 sono il dr. Angiolelli, per la parte Socio Sanitaria, e l’ing. Morrone per la parte Tecnica. – Il sindaco dolese ha proseguito – Per il Comune di Dolo partecipano al tavolo i responsabili dei settori Lavori Pubblici, Urbanistica, finanziario e Patrimonio».

Il via vai all’interno dei locali dell’ex tribunale di funzionari e tecnici del comune e dell’Ussl ed in particolare la presenza del dottor Angiolelli, direttore del distretto sanitario mirese, non era passata inosservata ed aveva fatto intuire che qualcosa stesse accadendo.

«Si – Ammette il sindaco – Il primo incontro è avvenuto il 22 aprile con la sola partecipazione dei tecnici, i quali si sono impegnati nel più breve tempo possibile a consegnare all’amministrazione diverse soluzioni progettuali. L’intento è quello di predisporre un documento tecnico che consenta a chiunque dovesse insediarsi nell’amministrazione di valutare l’opportunità dell’operazione. Della serie – ha concluso Maddalena Gottardo – noi lavoreremo fino all’ultimo giorno come se fosse il primo!»

Lino Perini

 

DOLO – Mentre Mira dorme a Dolo prende corpo l’ipotesi di trasferire il distretto socio-sanitario nell’ex tribunale di Dolo?

Nasce un gruppo di lavoro per valutare l’opportunità. Ad annunciarlo è Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo. «Dopo l’incontro dell’8 aprile con il direttore generale dell’Asl 13, Gino Gumirato», spiega Gottardo, «é stato istituito un gruppo di lavoro congiunto Asl – Comune di Dolo per predisporre uno studio di fattibilità circa l’insediamento del distretto sociosanitario a Dolo nella sede dell’ex tribunale e per verificare, nel contempo, la risoluzione delle pendenze immobiliari tra Asl e Comune.

Il primo incontro si è svolto mercoledì con la partecipazione dei tecnici dell’azienda sanitaria e del comune che si sono impegnati a consegnare all’amministrazione comunale diverse soluzioni progettuali».

Prende quindi corpo la possibilità di ospitare a Dolo il distretto sanitario che doveva in origine essere costruito a Mira.

«L’intento», prosegue il sindaco, «è di predisporre un documento tecnico che consenta a chiunque dovesse insediarsi nella prossima amministrazione di Dolo di valutare l’opportunità dell’operazione».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Mira. Omnibus, nuove corse per le stazioni Fs.

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24

apr

2015

MIRA – Riparte con tratte più lunghe Omnibus, il servizio di autobus dalle stazioni miresi a Mira. L’Actv ha modificato il servizio con nuovi orari, sempre nei giorni feriali, per venire incontro alle esigenze di studenti e lavoratori pendolari. Tutte le corse da Mira a Marano Fs effettuate dal lunedì al venerdì partono dal nuovo capolinea di Mira Buse e non si fermano in via Marinai d’Italia; al posto di quest’ultima è stata istituita un nuovo stop in via Mediterraneo all’incrocio con la Marinai d’Italia. Da Mira e da Marano le corse partono dalle 6.38 fino alle 20; complessivamente 14 fermate.

Omnibus collega i centri di Dolo, Mira, Mirano con le stazioni ferroviarie di Dolo e Mira-Mirano, in coincidenza con i principali treni della linea Padova-Venezia. Gli autobus che dalla stazione ferroviaria di Mira Buse saranno diretti alla stazione di Mira Marano partiranno alle: 6.38, 7.05, 7.32, 13.53, 14.25, 15.03, 18.23, 18.54, 19.22 e 19.50. Mentre le partenze dalla stazione ferroviaria di Marano saranno alle: 6.55, 7.22, 13.35, 14.06, 14.45, 18.05, 18.36, 19.05, 19.32.

(M.Gia)

 

MIRA – È partito ieri a Mira il servizio di bus navetta “Omnibus”, promosso da Actv, che collega i centri di Mira e Mira Porte con le stazioni ferroviarie di Mira-Mirano e quelle sulla Mestre-Adria, ossia Mira Buse e Oriago Porta Ovest, in coincidenza con i principali treni in partenza e arrivo.

Il servizio è attivo a Mira con 14 fermate. «Abbiamo voluto potenziare il servizio», spiega il presidente di Actv Luca Scalabrin, «grazie a un accordo che abbiamo stretto con il Comune, dare agli utenti, soprattutto studenti e pendolari, di raggiungere le stazioni dei treni senza la necessità di muovere l’auto da casa».

Le corse da Mira e da Marano partiranno dalle 6.38 e si concluderanno alle 20. Tutte le corse Marano FS-Mira da lunedì a venerdì arriveranno a Mira Buse e non effettuerano la fermata di via Marinai d’Italia. È stata istituita una nuova fermata in via Mar Mediterraneo-incrocio via Marinai d’Italia.

«Si tratta», spiega Roberto Poli, presidente del comitato utenti Actv della Riviera, «di un servizio che i residenti di Mira e Mira Porte attendevano da tempo e che va nella direzione di un sostegno alla mobilità pubblica. Questo servizio potrà essere utilizzato anche dai tanti turisti che arriveranno in Riviera con l’Expo».

(a.ab.)

 

Mira. Il sindaco Maniero: «Ma io continuerò la lotta contro il gioco d’azzardo aumentando i paletti»

«Le pressioni per introdurre nuove “macchinette” a Mira sono molte ma noi continuiamo al lotta contro il gioco d’azzardo. La bozza del nuovo decreto spunta le armi dei singoli comuni».

Il sindaco di Mira Alvise Maniero non ha dubbi sulla necessità di contrastare il gioco d’azzardo, a partire delle sempre più diffuse «slot machine», che mettono in ginocchio decine di famiglie anche a Mira e vede crescere i malati di ludopatia. Il contrasto a questo fenomeno è stato oggetto di discussione nell’ultimo consiglio comunale, grazie ad un’interpellanza della consigliera Elisa Boscaro. L’argomento si è concluso con una mozione unanime dell’assemblea contro la bozza di decreto legislativo sul gioco d’azzardo.

«Un favore alle multinazionali del gioco – hanno commentato i consiglieri – che vanifica gli sforzi e i provvedimenti restrittivi adottati finora da Regioni e Comuni».

«Le pressioni, soprattutto da parte dei tabaccai per introdurre nuove macchinette anche a Mira sono continue – ha spiegato il sindaco Maniero. – Noi cerchiamo di arginare il fenomeno aggiungendo sempre maggiori requisitici, ad esempio, la necessità di avere anche servizi per disabili, e di favorire iniziative di sensibilizzazione come il Slot Mob delle associazioni dello scorso novembre. Questa nuova bozza di decreto però non ci piace».

A febbraio Maniero ha firmato un Protocollo d’intesa tra Comuni e Prefettura per contenere la diffusione del gioco d’azzardo.

«Nella bozza – spiegano i consiglieri all’unanimità – si toglie ai Sindaci la possibilità di regolamentare e limitare gli orari di accensione delle slot machine e la possibilità di mappare i luoghi sensibili in cui vietare nuove autorizzazioni all’installazione. Per questo abbiamo impegnato l’Amministrazione a esprimere pubblicamente la ferma contrarietà al decreto così abbozzato, anche pubblicando sul sito comunale la mozione stessa, e a impegnarsi affinché il Governo rafforzi i divieti di pubblicizzazione di ogni tipo di gioco d’azzardo».

«Per assurdo mentre noi contrastiamo la diffusione della ludopatia – commenta Maniero – Totti in prima serata invita a giocare al gioco d’azzardo».

 

MIRA – Una mozione con voto unanime del consiglio comunale per pretendere dalla Regione risposte chiare sul futuro del distretto sanitario la cui realizzazione sarebbe dovuta partire a inizio aprile. Questa la decisione del parlamentino cittadino che giovedì sera ha affrontato anche la questione del trasferimento dei servizi sanitari dal Poliambulatorio di Oriago a Dolo e Camponogara.

Il sindaco ha dichiarato che il trasferimento a Camponogara dei Servizi specialistici ospitati nel Poliambulatorio di Oriago «si è reso necessario per l’assenza di requisiti di sicurezza nella struttura ormai vetusta. Un trasferimento comunque temporaneo fino alla realizzazione del nuovo distretto. A proposito del quale sono rimaste finora senza risposta le richieste e le sollecitazioni alla Regione per un nuovo incontro che possa mettere in moto l’ter per la sua realizzazione».

Sulla questione il Consiglio ha quindi votato all’unanimità, una mozione che impegna il sindaco e la giunta «perché si attivino con sollecitudine presso gli organi competenti per pretendere risposte adeguate ai fini di definire una nuova tempistica del cronoprogramma e garantire ai cittadini di Mira la realizzazione del distretto».

Il Consiglio ha chiesto inoltre che la mozione sia trasmessa ai candidati consiglieri alle prossime elezioni regionali espressione del territorio dell’Asl 13, e anche ai candidati presidenti.

(a.ab.)

 

Noale. Quaranta posti letto. Pigozzo: «Il Pd è stato coerente»

NOALE «Abbiamo solo agito con quanto deciso dal Consiglio e agli indirizzi programmatori del parlamento veneto. Anzi, finora è stata la giunta regionale a non dare una risposta coerente. La dignità delle istituzioni e il valore dei politici si misurano su questo».

Risponde così il consigliere Pd di Ferro-Fini Bruno Pigozzo intervenendo sulle polemiche del trasferimento dei 40 posti dell’ospedale di comunità dalla nuova casa di riposo al vecchio Pier Fortunato Calvi. Pigozzo è stato uno dei promotori dell’emendamento alla legge di stabilità, poi votato in modo trasversale, che ha sollevato una marea di discussioni nella città dei Tempesta, tanto che i dirigenti della casa di riposo hanno intenzione di andare per vie legali perché si sentono danneggiati. Il servizio sarebbe dovuto partire il prossimo primo maggio ma, almeno per ora, tutto salta. E per il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato, se si dovesse ripartire da zero, si perderanno altri anni. Pigozzo non si sente sul banco degli imputati e spiega i motivi della sua decisione.

«Il 17 aprile 2012» spiega «il Consiglio noalese ha approvato all’unanimità il progetto di ospedale di comunità dentro l’ospedale. Con i colleghi di Ferro Fini ci siamo impegnati a inserire tutto questo nel programma regionale. Così è stato scritto nelle schede approvate nel 2013. La Regione, tra i criteri per l’attivazione, stabilisce che tali posti letto siano istituiti in via prioritaria in strutture pubbliche».

(a.rag.)

 

Difficoltà per i cantieri alla condotta del Fossa: incolonnamenti a Oriago, traffico in tilt alla Nave de Vero, uscite obbligate

Gravi disagi nel fine settimana per la viabilità a causa dei lavori in tangenziale per la realizzazione della nuova condotta dove far scorrere le acque del Fossa, sotto alla tangenziale. In particolare ieri, in diversi momenti della giornata, si è rischiato il blocco completo nell’area di Oriago. A causare l’ingorgo, il traffico sostenuto che ha caratterizzato la giornata, in particolare in direzione di Trieste. Molto probabilmente, spiega la Polizia stradale, il traffico sostenuto era dovuto al fatto che molti, vista la bella giornata di sole, si sono diretti verso le spiagge.

Il secondo weekend di chiusura della tangenziale di Mestre, questa volta in direzione Trieste, si è svolto con diversi disagi. Un chilometro di coda a fisarmonica, fin da metà mattina di ieri, infatti, si è formato al casello di Oriago. Se all’inizio la Società Autostrade e la Polizia stradale consigliavano di imboccare il Passante e, nel caso, uscire a Spinea e proseguire per la Miranese, successivamente questa deviazione è stata obbligatoria e in certi momenti del primo pomeriggio i veicoli sono stati fatti uscire a Dolo per spalmarsi lungo la Riviera del Brenta. Questo ha poi causato grossi problemi nell’area del centro commerciale Nave de Vero, già sollecitata dalle auto di chi si recava nella stessa struttura o proveniva da Ravenna.

I cantieri, come previsto, erano stati suddivisi in due momenti diversi per limitare i disagi al traffico, comportando la chiusura alternata delle carreggiate autostradali. Ieri è quindi toccato alla direzione Trieste che è rimasta chiusa completamente dalle 22 di sabato 18 alle 4 della notte appena trascorsa.

I lavori, come lo scorso weekend, hanno riguardato gli interventi di ricalibratura del corso d’acqua “Fossa” di Chirignago, che sono in gestione al consorzio di bonifica Acque Risorgive. Il Fossa attraversa la piattaforma della A57 in prossimità del sovrappasso di via Bottenigo a Marghera. Il tubo ha sezione rettangolare di 3 metri di larghezza per 2 di altezza e va a sostituire il precedente manufatto, giudicato insufficiente per contenere la portata d’acqua in caso di piena. In questo modo dovrebbe essere messa in sicurezza dal punto di vista idraulico tutta l’area urbana di Marghera che si trova a nord della Tangenziale.

L’intervento, grazie all’utilizzo di moderne tecnologie e un impiego massiccio di uomini e mezzi, è stato realizzato nell’arco di due fine settimana, riducendo al minimo il disagio sulla viabilità della tangenziale ed è inserito nel più ampio lavoro di completamento del potenziamento della Fossa di Chirignago, a sua volta tra le opere di sistemazione idraulica previste all’interno dell’accordo di programma del vallone Moranzani. È un accordo che prevede un pacchetto di interventi fondamentali per la bonifica e per allontanare il rischio di alluvioni. Una prima parte dell’intervento sul canale era stata già fatta, coordinata dal Commissario delegato per l’emergenza idraulica nel settembre 2007, quando si era provveduto al tombinamento del canale nel tratto compreso tra via Trieste e la tangenziale di Mestre.

 

STRA – La sicurezza idraulica di un vasto territorio legato al bacino dei fiumi Brenta e Bacchiglione e la realizzazione necessaria a questo scopo dell’idrovia Padova-Venezia sono state al centro della serata organizzata dal Comitato Brenta Sicuro e da Legambiente.

All’incontro, oltre ai sindaci di Riviera e Piovese, ha partecipato il professor Luigi D’Alpaos, ordinario di Idraulica all’Università di Padova, fra i maggiori promotori dell’opera.

«L’idrovia», ha detto D’Alpaos, «è un’opera con funzioni multiple, dalla navigazione commerciale per chiatte di V classe, alla diversione di parte delle piene del sistema Brenta Bacchiglione in laguna, all’introduzione di acque dolci e sedimenti in laguna per contrastare il progressivo processo di erosione, peggiorato dallo scavo del canale dei Petroli. La realizzazione degli invasi a Vicenza e la gestione del nodo idraulico di Padova, attraverso la diversione di parte delle acque di piena del Bacchiglione verso il canale san Gregorio, Piovego, Brenta e successivamente in idrovia, avrebbe evitato al territorio a valle di Padova la condizione che ha portato alla rotta del 2010 a all’allagamento di una vasta area da Roncajette fino a Bovolenta».

Anche il ruolo di ricomposizione ambientale del territorio della Riviera è legato al completamento dell’idrovia: «C’è la possibilità», ha detto per i comitati Marino Zamboni, «che a trarne beneficio diretto sia anche il territorio di Mira, con la diversione di parte delle acque del Taglio di Mirano, alleggerendo la situazione di sofferenza del canale Novissimo».

Comitati e sindaci ribadiscono «la necessità della convocazione della Conferenza dei servizi sul progetto preliminare prima delle elezioni di maggio».

(a.ab.)

 

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