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Il Tribunale del malato difende Mirano mentre avvia una nuova campagna di prevenzione sanitaria

MIRA – Da questa mattina e fino a giovedì negli ospedali dell’Asl 13 prende il via la campagna nazionale “Mi sta a cuore, guida alla salute di cuore e cervello”, con la distribuzione di un opuscolo per i cittadini realizzato da Cittadinanzattiva – Tribunale dei diritti del malato. La guida contiene informazioni su come prevenire le patologie cardiovascolari e cerebrovascolari attraverso la conoscenza dei principali fattori di rischio.

Ma la campagna di prevenzione è anche l’occasione per difendere l’operato dell’Unità operativa di Emodinamica e Cardiologia interventistica dell’ospedale di Mirano, considerata un’eccellenza nel Triveneto e a livello nazionale e polo di attrazione da altre Ulss e regioni. Dal 1. gennaio 2015 il reparto chiuderà e sarà trasformato in Chirurgia vascolare. Una scelta avallata dal direttore generale Gino Gumirato che riferendosi ai dati Agenas, l’Agenzia sanitaria legata al ministero, sottolineava come i dati negativi sull’attività del reparto miranese di Cardiologia individuava come unica strada la collaborazione con Mestre.

«Quei dati sono stati letti in maniera strumentale – dichiara la presidente del Tribunale Sandra Boscolo con i dati alla mano – si è volutamente omesso di riferire che Mirano, trattando il 66,5% dei pazienti in infarto acuto con angioplastica coronarica entro le 48 ore, raddoppia la media nazionale del 30,76% superando ampiamente Mestre che detiene il 45,5%».

Luisa Giantin

 

Allarme di Coldiretti in Miranese e Riviera dopo l’embargo russo la “fuga” dell’Ue

Il caso del Consorzio “Freschissimi”: sette milioni e 50 lavoranti in meno

DOLO «Quello che sta succedendo è incredibile. Nessuno ci aiuta e l’embargo per gli attriti tra Russia e Occidente a causa della complicata crisi ucraina ci ha fatto finora perdere il 35 % del fatturato. Nei prossimi mesi ne arriveremo a – 50% visto che da ora ad aprile lavoravamo per il mercato russo (durante il loro gelido inverno) a pieno ritmo».

A lanciare l’allarme e a dare le cifre di quello che si annuncia un disastro per il comparto agricolo di Riviera e Miranese è Luciano Quaggio, presidente del consorzio agricolo “Freschissimi” che ha sede a Campagna Lupia. A dar man forte a Quaggio anche il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri responsabile di Coldiretti. «Questo comparto d’eccellenza del nostro territorio», dice Livieri, «da due anni che subisce duri contraccolpi per cause di cui non è responsabile. A Noale una azienda che produce insalate è in ginocchio. Capisco la rabbia degli agricoltori di fronte a quello che sta succedendo».

Il caso del consorzio “Freschissimi” è emblematico. Produce ortaggi (insalate, insalatine radicchio, lattughe verdure a foglia larga) di altissima qualità con certificazioni a livello europeo: per la gestione dei servizi ai soci, per la gestione ambientale (si tratta del primo consorzio di aziende agricole in Italia ad aver conseguito questa certificazione). Quaggio dà altri numeri del disastro: «La perdita quest’anno sarà superiore ai sette milioni di euro e alla fine non lavoreranno a tempo pieno oltre una trentina di lavoratori del settore agricolo proprio nel periodo invernale in cui cioè c’era da lavorare e guadagnavano di più. Un’altra ventina a part time non verrà nemmeno chiamata in estate. In Russia purtroppo non accettano più nulla dei nostri prodotti, a causa delle contro sanzioni».

Non arriveranno poi nemmeno i rimborsi promessi dall’Ue. «A causa di una norma dell’Unione che rimborsa sistemi agricoli cooperativi più ampi», dice Quaggio, «non potremmo nemmeno aver accesso ai rimborsi. Un disastro completo. Casa fanno i nostri europarlamentari per tutelare il nostro lavoro?».

Il consorzio ha come associate una ventina di aziende agricole fra Riviera e Miranese. Ha come obiettivo la riduzione degli inquinanti e il rispetto dell’ambiente, applicando regole sempre più rigide e severe. Le produzioni agricole dirette in Russia sono quelle dell’area sud dell’Europa (Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Francia), quelle appunto che nel clima russo non crescono.

Alessandro Abbadir

 

Nuova Venezia – Asl 13, arriva Checchin

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dic

2014

È stato eletto ieri presidente della conferenza dei sindaci

MIRA – Sostituzione ai vertici della conferenza dei sindaci dell’Asl 13: i sindaci dei 17 Comuni hanno votato il nuovo presidente. A dirigere l’assemblea sarà il sindaco di Spinea (di area centrosinistra) Silvano Checchin, che subentra al collega di Campagna Lupia (di area centrodestra) Fabio Livieri. La sostituzione è avvenuta, secondo Livieri, in modo concordato, anche se non poco avrebbero pesato, secondo alcuni, le recenti polemiche e le proteste legate alla difesa dell’ospedale di Dolo sfociate in una manifestazione.

«Era da tempo», spiega Livieri, «che avevo chiesto la sostituzione alla guida della conferenza, sia per problemi di lavoro che di salute. Dopo due anni e mezzo di incarico, ritengo sia giusto optare per l’alternanza. Credo che il collega Checchin saprà operare con grande capacità, tenendo conto degli interessi di tutto il comprensorio».

Va detto che Livieri era stato l’unico sindaco a non aderire alla marcia di protesta organizzata dai primi cittadini della Riviera a novembre per le strade di Dolo e si era attirato gli strali dei comitati e degli stessi colleghi. Fra gli altri argomenti affrontati ieri dalla conferenza dei sindaci, c’è stata anche la questione del distretto sanitario di Mira. Il sindaco di Mira Alvise Maniero ha ricordato i passaggi fatti e l’invio in Regione del progetto per il nuovo sito di Oriago con il piano finanziario per realizzarlo. Infine i fondi per l’ospedale di Dolo.

«Attendiamo entro fine mese dalla Regione», ha detto Livieri, «una risposta per ottenere i 28 milioni di euro che ci servono per realizzare le nuove sale operatorie, il pronto soccorso e la riabilitazione all’ospedale di Dolo».

(a.ab.)

 

SALZANO – Esposto alla Prefettura di due anziani che vivono a ridosso del tratto autostradale

«Prigionieri del Passante»

«La gente scavalca il guardrail e piomba in casa: abbiamo paura»

«Una toilette all’aria aperta, una scappatoia per chi rimane senza benzina, ma anche una via di fuga per i delinquenti. Scavalcano il guardrail, entrano nella nostra proprietà e possono fare qualunque cosa: abbiamo paura». Due anziani vivono in una vecchia casa di campagna in via Villetta, al confine tra Salzano e Martellago. Fino al 2008 erano immersi nel verde e l’unico odore che sentivano era quello dei campi, ora confinano con il Passante e si sorbiscono smog e rumore dei tir. Assieme a molte altre famiglie di via Villetta protestano per l’assenza di barriere fonoassorbenti, ma all’inquinamento si somma la paura.

«Temiamo anche per la nostra sicurezza» raccontano. Il motivo? «Continuamente la gente scavalca il guardrail, scende dalla scarpata e arriva nel nostro cortile» racconta la donna, che nei giorni scorsi ha inviato un esposto alla Prefettura scrivendo pure a Polizia Locale, Comune di Salzano e società autostradale Cav. «Giù dalla scarpata ci sarebbe una recinzione, ma la oltrepassano tutti. E così ci troviamo gli automobilisti in casa».

In quel tratto di Passante, in direzione Padova, c’è una piazzola di sosta. Da anni capita che gli automobilisti si fermino praticamente senza benzina, escano tranquillamente a piedi dall’autostrada e vadano in paese a procurarsi il carburante: «È successo anche la settimana scorsa – racconta la coppia -. Una persona è scesa dall’auto, ha scavalcato il guardrail e si è presentata da noi chiedendoci in prestito una tanica e una bicicletta per andare al benzinaio più vicino. Per non parlare di tutti quelli che fanno i propri bisogni nella piazzola, praticamente davanti a casa nostra».

Ma il terrore è per i movimenti di possibili delinquenti, segnalati più volte anche alle forze dell’ordine. Quella piazzola potrebbe essere un perfetto punto di ritrovo: dopo aver commesso un furto basta arrivare dai campi di via Villetta, scavalcare il guardrail e ci si trova in autostrada pronti a fuggire con un complice. «Chiediamo barriere. Più di una volta ci siamo trovati gente nella nostra proprietà. Qui abitano tanti anziani, noi una sera abbiamo visto due persone scavalcare alle dieci di sera. Abbiamo paura di aprire la finestra e trovarceli di fronte: e se ci tirano una botta in testa?».

Gabriele Pipia

 

CARENZE – Quasi sessanta chilometri senza un’area di servizio

Quasi sessanta chilometri senza un’area di servizio, quasi sessanta chilometri che hanno mandato in crisi una lunga serie di automobilisti. Arrivano a raschiare il serbatoio, ignorano la segnaletica e sono costretti ad una fermata d’emergenza nella piazzola di sosta. Ecco perché capita che poi si fermino all’altezza di Salzano, scavalchino il guardrail e chiedano aiuto. Per chi proviene da Padova la prima stazione di servizio nel Veneziano è ad Arino di Dolo; per chi monta sul Passante la stazione successiva è la «Calstorta» di Cessalto. I sindacati hanno già sollevato il problema.

(g.pip.)

 

Salzano. La segnalazione dei residenti di via Villetta a prefetto, sindaco e vigili

«Lasciano l’auto e scavalcano il guardrail in cerca di informazioni o del bagno»

SALZANO – Immaginatevi di essere a casa e, all’improvviso, si presenti un estraneo che vi chieda se avete una tanica e una bicicletta per andare a prendere il carburante. O di uscire in giardino e vedere vicino alla proprietà delle persone con i pantaloni abbassati impegnate a fare i loro bisogni. Oppure ancora, individui che salgono in auto provenendo dai campi. Anche di notte. Fantasia? Non proprio. Andateglielo a chiedere ai residenti di via Villetta a Salzano, abituati ormai da quasi sei anni ad assistere a queste scene. Abitano a poche decine di metri dal Passante e nel punto dove non ci sono le barriere, c’è chi scavalca il guardrail e poi succede quel che succede, specie nel tratto in direzione Milano. C’è chi ha fatto delle foto per far capire che non sono fantasie e le ha inviate al Comune, alla Prefettura, a Concessioni autostradali venete (Cav), alla polizia locale Miranese nord e alla Lega Consumatori.

Tutto nasce dopo febbraio 2009, quando il Passante è stato aperto al traffico; da subito si è notata l’assenza di un’area di servizio lungo gli oltre 32 chilometri di tracciato ed è un problema per chi deve fare rifornimento o andare al bagno.

Così si sfruttano le aree di sosta per improvvisare un bagno di fortuna, tanto che la scarpata pare quasi una zona franca: gli automobilisti scavalcano la rete di recinzione come se nulla fosse. «A parte il viavai di gente», racconta un residente, «poco fa ci è capitata in casa una persona era rimasta senza benzina. È scesa, si è diretta verso la nostra casa e ci ha chiesto se avessimo una tanica di benzina e una bicicletta per andare dal più vicino distributore». S

cene che si erano viste pure in passato ma che non accennano a scomparire. «Non solo, perché abbiamo visto degli individui risalire dalla nostra proprietà», continua l’uomo, «e dirigersi verso un’auto che li aspettava alla piazzola di sosta. Chi sono? Dove vanno? Nei mesi scorsi, qui vicino, un trattore è andato a fuoco anche se non è stato rubato nulla dai garage: questo episodio c’entra qualcosa? E poi hanno rubato le pompe irrigue».

Domande cui i residenti chiedono una risposta, così come chiedono di installare, laddove mancano, le barriere fonoassorbenti che permetterebbero di ridurre i rumori ed evitare anche spiacevoli intrusioni. «La sola recinzione», dicono i residenti, «è insufficiente e inutile: è alta solo un metro e si può scavalcare senza problemi».

Alessandro Ragazzo

 

DOLO «Che delusione, che amarezza. Sindaco e maggioranza, con l’appoggio dei due fuoriusciti leghisti e alcuni astenuti, hanno voltato le spalle ai loro cittadini». L’accusa è lanciata da Emilio Zen, referente del coordinamento per la tutela dell’ospedale di Dolo, dopo che il consiglio comunale di Dolo ha bocciato l’ordine del giorno per la difesa del nosocomio approvato dalla conferenza dei sindaci.

«Il 13 novembre, durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione», spiega Zen, «il vicesindaco di Dolo rivendicava la difesa e il rilancio del nostro ospedale e il sindaco Gottardo condivideva l’azione della conferenza dei sindaci della Riviera. Giovedì hanno affossato un fondamentale documento che mette in ordine tutte le valutazioni e le rivendicazioni di chi sta conducendo una battaglia di civiltà».

L’azione del coordinamento continuerà. «Dal canto nostro, confidando nella coerenza e nell’impegno dei sindaci “non trasformisti” e dei consiglieri regionali che si sono resi disponibili, non arretriamo di un passo chiedendo il ritiro dell’atto aziendale dell’Asl 13 e la conseguente revisione delle schede ospedaliere».

Giacomo Piran

 

Dolo. Non passa l’emendamento sulla sospensione delle schede e nemmeno l’assestamento di bilancio: è polemica

DOLO – Il consiglio ha bocciato il documento che la Conferenza dei sindaci lo scorso 24 ottobre aveva sottoscritto con l’impegno venisse approvato in ogni consiglio comunale e che riguardava la salvaguardia delle funzioni ospedaliere dell’asl 13 e la maggioranza è stata battuta sull’assestamento di bilancio.

La votazione per il documento che chiedeva, di sospendere l’attuazione delle schede ospedaliere ha visto gran parte della maggioranza votare contro il documento unitamente alla Lega Nord 9 voti contrari, 7 favorevoli e 4 astenuti.

Saltato anche l’assestamento di bilancio perché la votazione ha visto 10 voti a favori e 10 contrari.

Molte le reazioni. Il Comitato Bruno Marcato ha osservato. «Purtroppo i partiti ‘comandanò anche per l’Ospedale di Dolo che subirà lo spostamento degli uffici da Dolo a Noale Spostamento della Chirurgia, Urologia, Ortopedia a Mirano. Riduzione del Pronto Soccorso e previsione di alcuni posti letto di Chirurgia funzionante solo in orario diurno e chiusura totale al sabato e domenica. Radiologia sarà chiusa, rimarrà solo Rianimazione. Ecografia diagnostica ed interventistica sarà chiusa.»

Il coordinatore della manifestazione del 16 novembre, Emilio Zen ha aggiunto. «L’amministrazione ha affossa un Ordine del Giorno già approvato in altri Comuni, fondamentale documento che mette in ordine tutte le valutazioni e rivendicazioni ormai dominio comune di chi sta conducendo una battaglia di civiltà. Che delusione, che amarezza! – osserva amaramente Zen – Sindaco, giunta, maggioranza si sono fatti incantare da vacui progetti futuristi, da specchietti per le allodole.»

Per finire l’esponente del Partito Democratico Alberto Polo attacca duramente l’amministrazione del comune «La maggioranza a Dolo non esiste più, questi signori sono pregati di smetterla di prendere in giro la nostra città e di liberare tutti noi cittadini da questo indecoroso spettacolo. Dopo aver invano cercare di approvare il P.A.T.I. – continua Polo – giovedì si è consumato l’ennesimo scempio alle istituzioni cittadine con la mancata approvazione dell’assestamento di bilancio, uno strumento indispensabile per tutta la programmazione del Comune e per evitare le pesantissime sanzioni in caso di non rispetto del patto di stabilità».

(l.per.)

 

L’allarme di Livieri: «Il fenomeno povertà è in crescita, oltre il 35% sono italiani»

A Mira apre la bottega di vestiti della Caritas per finanziare il fondo di solidarietà

DOLO «In Riviera del Brenta ci sono circa 3.000 persone ridotte in povertà e costrette a ricevere pacchi di alimentari e di vestiario ogni quindici giorni dagli enti e dalle associazioni caritatevoli. Una situazione esplosiva a cui si sommano altre 2.000 persone nella stessa condizione nel Miranese, portando a 5.000 le situazioni personali di difficoltà palesi per la povertà nell’area dell’Asl 13 che comprende 17 Comuni».

A dirlo è il presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Fabio Livieri che analizza una situazione a livello comprensoriale.

A Mira, il comune più popoloso fra Riviera e Miranese, le persone in situazione di difficoltà che vengono aiutate sono 750, di cui oltre il 35% sono italiane. Prima della crisi partita nel 2008, gli italiani che non ce la facevano erano appena il 5% fra i bisognosi di aiuti, il 95% erano stranieri.

«La percentuale di italiani bisognosi di assistenza nei 10 Comuni della Riviera è anche più alta e sfiora il 40% secondo le stime che abbiamo fatto con i Servizi sociali dei Comuni e con le associazioni del territorio», chiarisce Livieri, «Negli ultimi due anni la percentuale di poveri assistiti è aumentata del 30%».

Con questi numeri in vertiginosa crescita, diventa sempre più difficile per i comuni organizzare iniziative di solidarietà. «Tante famiglie», spiega, «vivono solo con la cassa integrazione dopo aver perso il lavoro. La precarizzazione del mercato del lavoro costringe tante nuove famiglie giovani a disgregarsi o a chiedere aiuto a Caritas e parrocchie per sfamare i figli». Livieri poi precisa: «Da tre anni la Regione ha istituito un fondo destinato alla marginalità e alla povertà a cui Asl e Comuni possono attingere. Un segno purtroppo dei tempi».

Intanto a Mira domani alle 15 verrà inaugurato il negozio Caritas “La nostra vetrina”. «Si tratta di un negozio», spiega Fabio Schirru, «dove si potrà trovare abbigliamento per donna, uomo e bambino. I proventi della vendita serviranno a sovvenzionare il fondo di solidarietà in favore delle famiglie povere del territorio mirese .

Purtroppo i beni forniti dal banco alimentare di Verona, di fronte alla povertà galoppante, non bastano più e bisogna inventarsi nuove forme di finanziamento per le attività solidali». Il nuovo negozio solidale è aperto tutti i giorni nel salone dietro la canonica della parrocchia di San Pietro. Info: tel. 041.563437.

Alessandro Abbadir

 

Colletta alimentare. Record battuto a Stra, raccolti 827 chili

STRA – È stato battuto il record ieri pomeriggio al supermercato In’s di Stra della colletta alimentare a cui hanno aderito insegnanti, ragazzi e genitori della scuola media Giovanni Baldan di Stra che fa parte dell’istituto comprensivo Alvise Pisani. «Siamo riuscite», spiegano le insegnanti, «a battere il record di cibo donato dai clienti del supermercato dello scorso anno che era 679 chili. Quest’anno abbiamo raggiunto la cifra di 827 chili per 18 scatoloni di generi alimentari».

Le insegnanti spiegano che la gente era molto contenta di poter lasciare in un sacchettino parte della spesa appena pagata da dare in beneficenza. «Gli scatoloni si sono riempiti di riso, cibo in scatola, legumi, latte a lunga conservazione, olio, crackers, pane da toast che si conserva a lungo, caffè, pasta. Siamo davvero contenti di tutta questa solidarietà».

Molti ragazzi della scuola hanno partecipato all’iniziativa aiutando i volontari adulti nella raccolta del cibo. «Questa iniziativa, visto il successo che riscuote». dicono le insegnanti, «la ripeteremo anche il prossimo anno».

(a.ab.)

 

«Oltre i limiti in alcuni tratti»

Il presidente: «Situazione critica solo per poche abitazioni»

«Valori fuori-norma solo in tratti limitati, ma Cav è attentissima alle problematiche ambientali. Alcuni mirati interventi sono già allo studio». Così la società autostradale risponde pubblicamente alla lettera inviata nei giorni scorsi da Flavio Valentini, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 13. Nel suo documento, inviato anche a Regione, Provincia, sindaci interessati e Ministero dell’Ambiente, Valentini aveva sollecitato gli enti gestori dell’autostrada a realizzare gli interventi di mitigazione per ridurre l’impatto acustico del Passante.

Le rilevazioni fatte da Arpav hanno infatti evidenziato valori fuori norma nel periodo notturno nei Comuni di Mirano, Spinea, Martellago e Scorzé. «Sono necessari interventi per ridurre rapidamente i livelli di rumore. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti» hanno scritto dall’Ulss 13, mentre i sindaci rimarcavano l’assenza di adeguate barriere vegetali.

Ieri Cav, per bocca del suo presidente Tiziano Bembo, ha replicato: «Sin dal momento dell’apertura al traffico abbiamo dato incarico ad Arpav di eseguire il monitoraggio del Passante, del quale siamo assegnatari della sola gestione e non abbiamo avuto alcuna titolarità nelle fasi di progettazione e realizzazione dell’opera». Bembo poi entra nel dettaglio: «Le misurazioni hanno posto in evidenza valori oltre il limite solo in pochi casi nei quali la distanza tra case e autostrada era particolarmente ridotta, casi per cui comunque abbiamo la massima attenzione».

Cav rimarca di aver partecipato più volte a riunioni con Comuni e comitati per affrontare i problemi legati all’inquinamento acustico e atmosferico, ultimo ieri per discutere dei problemi della località Fossa a Spinea: «Stiamo collaborando anche con i tecnici dello Iuav per trovare soluzioni».

Intanto il consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd) tuona contro Luca Zaia: «Non ha mantenuto le promesse del predecessore Galan, le risorse per le barriere antirumore dovrebbero arrivare dai pedaggi del Passante».

Gabriele Pipia

 

CALTANA – Basta allagamenti, cittadini in ammollo e disagi vari. Le recenti piogge hanno messo a dura prova Caltana e il Comune di Santa Maria di Sala ha stipulato un accordo con il consorzio di bonifica Acque Risorgive per aprire quei cantieri che dovranno impedire all’acqua di salire e invadere la frazione.

Cantieri abbastanza onerosi, perché si parla di oltre 2,2 milioni di euro e si provvederà a stralci, in base ai finanziamenti che arriveranno. Di certo il consorzio dovrà redigere un progetto entro il prossimo gennaio.

Da questo momento, si spera di iniziare con i lavori al più presto, visto che la situazione preoccupa e si è in emergenza. Anche nelle scorse settimane Caltana è finita in parte sotto, creando non pochi disagi ai residenti.

«Abbiamo siglato un protocollo di intesa» spiega l’assessore ai Lavori pubblici Fabio Semenzato «per ridurre i rischi idraulici. Era già inseriti nel piano delle acque ma non erano mai stati attuati perché troppo costosi. A questo punto, pensiamo che non si possa più aspettare».

Nello specifico, saranno demoliti e rifatti la condotta esistente, che sarà il primo intervento da fare, i due ponti ad arco esistenti a valle e rivista la paratoia di sostegno del canale Caltana, garantendo una luce non inferiore ai quattro metri. Tutto questo per consentire al corso d’acqua di assorbire maggiori portate. Sarà poi costruita a monte del centro abitato una cassa di espansione, un bacino di invaso di 30 mila metri cubi per raccogliere le acque che si riversano proprio nel centro.

Di recente, la giunta salese ha dato il via libera anche alla pulizia straordinaria di 14 fossi e canali di scolo del comune, ostruiti e occlusi dal terreno di riporto. Ma i lavori più attesi sono quelli da eseguire con il contributo del consorzio di bonifica.

Alessandro Ragazzo

 

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