Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Dolo. Giudice di pace, addio per sempre

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

nov

2014

DOLO – Dopo il caos giudice di pace “soppresso”

DOLO – Un decreto del Ministero della Giustizia sancisce la chiusura dell’Ufficio

Gottardo: «Inutili i nostri sforzi». Zatta: «Si dovevano sostenere le spese»

L’Ufficio del Giudice di Pace di Dolo chiude definitivamente. Dopo il rinvio delle udienze penali di lunedì, sconcerto fra avvocati e personale per il Decreto del Ministero della Giustizia che sancisce in via definitiva la chiusura dell’Ufficio nonostante tutti si attendessero una proroga di qualche mese. Il decreto entra in vigore il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, presumibilmente già entro fine mese tutta l’attività dell’Ufficio sarà trasferita nella sede di Venezia. Di fatto a Dolo non ci si farà più nulla, c’è giusto il tempo di inscatolare gli ultimi fascicoli e spedirli a Venezia. Con la chiusura cesseranno di operare il giudice Tiziana Cristante ed i due dipendenti, uno andrà a Venezia mentre l’altro, in comando dal Comune di Stra, farà distacco alla sede di appartenenza.

Il sindaco Maddalena Gottardo è delusa. «Con profondo rammarico apprendiamo la decisione di chiudere l’Ufficio. Come Comune avevamo fornito la disponibilità a continuare a mettere a titolo gratuito i locali e sostenere le spese di funzionamento per le spese di pulizia, riscaldamento ed altro. Contavamo nella collaborazione per quanto riguardava le spese del personale. In questo ultimo anno il comune si è addossato spese non indifferenti per riscaldamento e pulizia del Tribunale dove saltuariamente si svolgevano le udienze, è stata la dimostrazione di quanto tenevamo al mantenimento dell’Ufficio».

Amarezza e delusione anche per il presidente della Camera degli avvocati della Riviera del Brenta Michele Zatta che considerava certa la permanenza in funzione dell’Ufficio almeno per qualche altro mese. «Purtroppo il decreto ha recepito quanto a suo tempo deciso. Resta il rammarico che gli amministratori locali non hanno capito l’importanza e la necessità del mantenimento dell’Ufficio. Ci fosse stato l’impegno di sostenere le spese del personale, come avevamo auspicato, l’Ufficio non avrebbe chiuso. A fronte di tutto, comunque, si poteva e doveva evitare il disguido ed i disagi avvenuti lunedì con il rinvio delle udienze penali».

 

I comitati e i sindaci chiamano a raccolta i residenti dopo il via libera del Cipe

Doppia manifestazione a Mestre mentre i Comuni tentano di organizzarsi

MIRA – l Cipe approva la Romea Commerciale e in Riviera è un coro di no da da parte di singoli cittadini, sindaci, comitati e associazioni che si sono sempre battuti contro quello che viene considerato un mostro di cemento in grado di aumentare traffico e inquinamento dell’aria. Il problema principale è quello dell’innesto in A4. A questo punto si dovrà capire se l’opera si collegherà con Roncoduro o andrà fino a Villabona a Marghera.

Il Comitato Opzione Zero organizza una doppia manifestazione di protesta che si terrà venerdì prossimo a Mestre. «Grazie alla norma introdotta apposta dal ministro Lupi nel famigerato decreto per superare lo stop della Corte dei Conti», spiegano per Opzione Zero il presidente Mattia Donadel e le portavoci Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, «il Cipe ha dato via libera al progetto preliminare “regalando” 1,8 miliardi alla Gefip Holding di Vito Bonsignore per un’opera disastrosa che andrà ad incrementare il debito pubblico per almeno altri 10 miliardi di euro. Più volte i comitati e le associazioni ambientaliste hanno dimostrato, che l’opera è pericolosa e letteralmente insostenibile sotto tutti i punti di vista».

Da qui e immediate mobilitazioni e iniziative di protesta. «È un attacco pesantissimo ai nostri territori come la Riviera del Brenta e l’area di Mestre», dice Donadel, «Per il 14 novembre saremo in piazza con lo slogan “Incrociamo le braccia – Incrociamo le lotte”. Le grandi opere come la Orte-Mestre sono pensate per favorire la speculazione fondiaria e finanziaria. A pagare queste scelte sono sempre e solo i cittadini e i lavoratori».

Doppio l’appuntamento che il Comitato dà ai propri sostenitori: alle 9 al Municipio di Mestre per al corteo cittadino organizzato dagli studenti, e alle ore 15 in via Palazzo per una Critical Mass (biciclettata) intorno alla città per dimostrare contro la Romea Commerciale.

Intanto è un coro di no da parte dei sindaci della Riviera e del Miranese. Già sei Consigli comunali si sono espressi nei mesi scorsi contro la Romea Commerciale: Mira, Dolo, Pianiga, Camponogara, Campagna Lupia e Mirano. Ora i sindaci contrari vogliono agire all’unisono. «Contatterò tutti i colleghi», spiega il sindaco di Camponogara Giampietro Menin, «per agire insieme e fermare quest’opera devastante». Infine i partiti. «Come Pd di Mira», dice il capogruppo Francesco Sacco, «siamo totalmente contrari a quest’opera. Va messa in sicurezza la Romea attuale».

Sprona i sindaci il deputato della Lega, Emanuele Prataviera, «anche se lo stesso partito che rappresenta ha voluto fortemente l’opera. «È fondamentale che gli amministratori si muovano ora, altrimenti sarà troppo tardi».

Alessandro Abbadir

 

IL SINDACO CAMPALTO CHIARISCE

DOLO «La manifestazione di domenica 16 novembre pro -ospedale di Dolo? È promossa dai sindaci della Riviera del Brenta e organizzata dal comitato Bruno Marcato».

A chiarire la posizione è il sindaco di Campolongo Maggiore Alessandro Campalto, presidente della Conferenza dei sindaci del comprensorio.

Campalto vuol sgombrare il campo da assunzioni di paternità dell’iniziativa da parte di movimenti e partiti politici. «Nella Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta», spiega Campalto, «le amministrazioni comunali hanno concordato l’opportunità di presentare nei rispettivi consigli comunali un ordine del giorno per la salvaguardia delle funzioni ospedaliere dell’Asl 13 Dolo-Mirano. È un documento, che fa sintesi delle posizioni dei singoli consigli comunali relativamente alla programmazione e alla gestione socio sanitaria locale attuale. I Comuni, in accordo con “coordinamento iniziative a tutela dell’ospedale di Dolo”  si fanno dirette promotori della mobilitazione».

(a.ab.)

 

Gazzettino – Dolo, giustizia caos: saltati 40 processi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

nov

2014

IL CASO – Corto circuito dopo la retromarcia del ministero che ha mantenuto in Riviera gli uffici del giudice di pace

Vicenda paradossale: i fascicoli erano stati spediti a Venezia, Pm e cancelliere non si sono presentati

CRISTANTE «Assenza di comunicazione»

«Assenza di comunicazioni tra Tribunale e Procura» ha affermato alquanto irritata il Giudice Tiziana Cristante

A DOLO – Mancano pm e i fascicoli. Disagi e rabbia per 150 persone

CAOS – Al Giudice di Pace sono saltati circa quaranta processi tra preliminari e definitivi

Giudice di pace, saltano 40 processi

Cronaca preannunciata di ordinaria disorganizzazione giudiziaria. Ieri mattina, nei locali del Giudice di Pace di Dolo, in Piazzetta degli Storti 6, era prevista la prima tornata mensile di udienze penali. In tutto una quarantina di processi, sotto la conduzione del coordinatore del giudice di pace, l’avvocato Tiziana Cristante. Processi che non si sono potuti svolgere per tre motivi: la mancanza di tutti i fascicoli processuali, già spediti alle sede del giudice di pace di Riva de Biasio a Venezia, la mancanza del cancelliere e del pubblico ministero. «Assenza di comunicazioni tra Tribunale e Procura», ha affermato alquanto irritata il giudice Tiziana Cristante.

La paradossale vicenda si trascina da diverso tempo. Dal primo novembre scorso l’ufficio del giudice di pace di Dolo avrebbe dovuto essere trasferito a Venezia e proprio per tale motivo tutti i faldoni contenenti la documentazione dei processi erano stati appena traslocati nella sede veneziana di Riva de Biasio. Una decina di giorni fa l’improvviso contrordine da parte del ministero della Giustizia con un comunicato pubblicato sul proprio sito internet: “L’assetto territoriale e gestionale degli uffici del Giudice di Pace continua ad essere mantenuto presso la sede di Dolo”. Troppo breve il tempo a disposizione per il Tribunale di Venezia, destinatario della comunicazione del ministero, e per la Procura, che avrebbero dovuto inviare a Dolo i fascicoli e un pubblico ministero per sostenere l’accusa nei processi.

Della mancanza del pm e dell’impossibilità che le cause si discutessero regolarmente nell’ufficio del giudice di pace a Dolo si sapeva sin da venerdì scorso. Per tale motivo era stato affisso sulla porta un avviso con il quale si informava che tutte le udienze di ieri sarebbero state spostate al 13 luglio del prossimo anno. Visto il week end di mezzo, non è stato però possibile avvisare dell’inconveniente gli avvocati e i soggetti coinvolti nei processi, ragion per cui circa 150 persone, alquanto irritate, si sono ugualmente presentate presso la sede del giudice di pace di Dolo.

(v.c.)

 

LA CAMERA DEGLI AVVOCATI – Zatta: «Episodio gravissimo. La situazione è paradossale»

L’episodio di ieri all’Ufficio del Giudice di Pace dolese è stato stigmatizzato dal Presidente della Camera degli Avvocati della Riviera del Brenta Michele Zatta, fra l’altro in scadenza di mandato perché a fine mese vi saranno le nuove nomine.

“Siamo esterrefatti dinanzi alla situazione paradossale che ha portato al rinvio delle udienze fissate. È la chiara dimostrazione della mancanza di coordinamento fra uffici giudiziari. Il problema più grave è che ha creato danni e disagi perché erano in programma una quarantina di udienze che coinvolgevano decine di persone”.

Zatta ha aggiunto…«Come Camera degli Avvocati ci siamo sempre battuti per la permanenza dell’Ufficio e siamo convinti della sua necessità. Questo episodio è anche la dimostrazione che la riforma voluta dal Ministero su base geografica è chiaramente ed assolutamente carente ed auspichiamo un’ulteriore momento di riflessione».

E conclude: «Paradossalmente potrebbe rivelarsi anche utile per far capire ai sindaci, in particolare quello di Dolo, la necessità di conservare l’apertura dell’ufficio in via permanente accollandosi, come accade a San Donà e Chioggia, una parte delle spese del personale.»

(L.Per.)

 

 

MIRA – Il sindaco di Mira impegnato a chiedere al direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato la sospensione dei provvedimenti già predisposti per l’ospedale di Dolo, e di prevedere una gestione del nosocomio dolese «di Rete» in due sedi (Mirano e Dolo) senza trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

Questo l’impegno chiesto al sindaco Alvise Maniero dal consiglio comunale di Mira nell’ultima seduta che si è espresso all’unanimità votando un ordine del giorno per la salvaguardia delle funzioni ospedaliere dell’Asl 13.

Su proposta del capogruppo di Fi Paolino D’Anna tutti i consiglieri si sono espressi in difesa dell’ospedale di Dolo e delle strutture sanitarie dell’Asl 13.

In particolare l’ordine del giorno approvato chiede al sindaco Maniero di attivarsi per chiedere la sospensione dei provvedimenti già predisposti dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi relativi sia alle schede territoriali che sulle nuove Ussl, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle strutture intermedie funzionali ai nuovi riassetti territoriali delle Asl.

Alla Conferenza dei Sindaci viene chiesto inoltre di attivarsi per una audizione con la quinta Commissione regionale allo scopo di richiedere una diversa definizione e modifica delle schede ospedaliere. Ieri il sindaco Maniero ha subito inviato l’odg al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13 Fabio Livieri, chiedendo che venga discusso e approvato nella prossima assemblea, così da avere il supporto di tutte le Amministrazioni comunali del bacino dell’As 13.

Luisa Giantin

 

16 novembre 2014 – Manifestazione per l’Ospedale di Dolo

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti | 0 Comments

9

nov

2014

Dolo_ospedale

 

domenica 16 novembre 2014

GIU’ LE MANI DALL’OSPEDALE

MANIFESTAZIONE POPOLARE

– contro lo smantellamento dell’ospedale di Dolo e per il suo rilancio

– perché torni ad essere il grande e funzionale riferimento  della Riviera del Brenta

 

Programma:

ore 10,00 ritrovo a Dolo – Foro Boario, di fronte ingresso ospedale vecchio

ore 10,10 partenza del corteo

percorso: S.R. 11, via Zinelli, via Rizzo, Squero – Piazza Cantiere

ore 10,45 saluto e interventi

 

Opzione Zero aderisce

e invita a partecipare in tanti!!!

 

 

FINALMENTE IN PIAZZA TUTTI ASSIEME!

Il tacito, lento, graduale smantellamento dell’ospedale di Dolo ha finalmente scosso e unito chi governa la Riviera del Brenta: molti sindaci, si auspica tutti, saranno in testa alla manifestazione del 16 novembre.  È noto che le schede ospedaliere emanate dalla Regione Veneto negano all’ospedale di Dolo proprio la funzione di “Ospedale”.  Successive azioni della direzione, in atto e programmate, lo stanno privando di servizi essenziali, cui si aggiungono liste d’attesa di mesi per visite e diagnostica.

 

Perché tutto questo?

Perché vogliono declassare un ospedale che fu, e vorremmo che rimanesse, saldo riferimento per i 130.000 abitanti della Riviera del Brenta e di un vasto territorio limitrofo?  Perché vogliono eliminare l’ospedale di Dolo, che si trova in una posizione geografica baricentrica, che ospita i suoi servizi in immobili di proprietà pubblica, che vanta una storia illustre, che rappresenta ancora un riferimento per la cittadinanza grazie a crescita e sviluppo faticosamente raggiunti?

A questo tentativo, noi da tempo diciamo no  e ora lo dicono anche i Comuni Un risultato importante e non scontato per il Coordinamento che da più di due anni sta lottando strenuamente in tal senso.

 

Allora chiediamo assieme:

  • che le schede ospedaliere siano congelate e riviste come per altri ospedali della nostra Provincia e del Veneto, con blocco immediato dell’atto aziendale;
  • che sia mantenuto per Dolo, come per Mirano, il ruolo di ospedale per acuti, con servizi e reparti complementari tra loro;
  • che siano concessi quei finanziamenti sempre promessi, già stanziati e mai erogati, necessari al completamento del Pronto Soccorso e ad altri interventi urgenti.

 

La voce dei cittadini va ascoltata perché esprime bisogni, difficoltà, esigenze, aspettative a cui la “politica” dovrebbe dare risposte serie e concrete senza demagogie e opportunismi.

 

Manifestazione organizzata da: Comitato Bruno Marcato, Il Ponte del Dolo, Sinistra Ecologia Libertà, Opzione Zero, ANPI, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Circolo AUSER Dolo, AIDO Dolo, Mira 2030, Associazione Culturale Arcobaleno Dolo, Associazione Isola Bassa Dolo, Mira Fuori del Comune, Insieme di Stra, Psiche 2000, Associazione Diabetici Riviera del Brenta…

e con l’adesione dei Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Mira, Pianiga, Stra, Vigonovo

 

 

 

————————————————————————————————————————————–

 

Documento approvato dalla Conferenza dei Sindaci

 

Premesso

che il PRSS aveva previsto una nuova classificazione degli Ospedali, la dotazione delle Schede Ospedaliere, delle Schede Territoriali ed una nuova riorganizzazione dei servizi nel territorio per meglio rispondere ai bisogni oltre che a contenere la spesa anche attraverso una razionalizzazione dei servizi;

che per quanto riguarda la nostra ASL tale riorganizzazione è stata già da tempo avviata ed anche a seguito di questa, è stato portato a pareggio il bilancio e la nostra ASL è considerata virtuosa, nonostante il perdurare sottofinanziamento regionale rispetto ad altre ASL,

che l’allora riorganizzazione aveva avuto nell’approvazione della Conferenza dei Sindaci con l’indicazione di mantenere l’Ospedale per Acuti organizzato in due sedi, Dolo e Mirano e con accorpamento dei reparti doppioni e razionalizzazione dei servizi,

che in sede di approvazione definitiva delle Schede Ospedaliere cambiava invece la classificazione dei nosocomi, indicando Mirano Ospedale ad Area Chirurgica e Dolo ad Area Medica, unico esempio presente nella nostra Regione, ma sicuramente non funzionale e rispondente sia al necessario contenimento costi che ai bisogni territoriali

che le Nuove Schede Ospedaliere approvate, prevedendo una completa revisione e classificazione degli ospedali ed introducendo un nuovo modo nell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali, non possono altresì essere attuate senza le conseguenti Schede Territoriali in definizione dei servizi e delle Strutture Intermedie definite in Ospedale di Comunità, Riabilitazione e Lungodegenza ed Hospice, programmabili nel territorio

Considerato

che è già stata programmata e definita La localizzazione di tali strutture senza l’approvazione delle Schede Territoriali e che è stato inoltre approvato a suo tempo l’Atto Aziendale che da avvio alla riorganizzazione delle Strutture e dei Servizi Ospedalieri prefigurando, di fatto, qualsiasi nuova e più razionale proposta in sede di approvazione delle Schede Territoriali

che è proprio su questo tema che va avviata una riflessione anche al fine di non depauperare il patrimonio di capacità gestionali e tecniche esistente nella nostra ASL, raggiunte in particolar modo nell’Ospedale di Dolo, ma attualmente messo in discussione ma va ripensato anche l’utilizzo del patrimonio edilizio dismesso e disponibile per le Strutture Intermedie indicate dal Piano Sanitario in alternativa alla sola disponibilità offerta dai privati

che considerato l’attivo di bilancio e il considerevole avanzo di gestione della nostra ASL, non sia possibile consentire l’utilizzo di tale risorse per altri scopi come ipotizzato dalla Regione, se non quello di rinforzare la sanità della nostra ASL ed in particolare dell’Ospedale di Dolo, oltre ai servizi in Riviera del Brenta, un territorio fragile e complesso, in un bacino di utenza di quasi 150mila abitanti, sui 270mila che vivono nell’intera area dell’attuale Ulss.

che se la Regione Veneto ritiene necessario anche definire il nuovo riassetto territoriale delle USSL su cui ricalibrare anche le ASL proprio per una diversa e risposta ai bisogni di servizi per i prossimi anni e che tale nuovo disegno potrà interessare anche il territorio dell’attuale USLL 13, senza queste importantissime scelte preliminari, qualsiasi attuazione delle Schede Sanitarie pregiudicherebbe in maniera irreversibile il futuro dei presidi ospedalieri esistenti nell’USL 13 con particolare riferimento a quello di Dolo,

che attualmente a Dolo esiste l’Ospedale per Acuti con idonee e sufficienti condizioni per essere classificato Ospedale di Rete, considerata anche l’ideale posizione geografica che lo colloca proprio a metà strada da Mestre e Padova e da Piove di Sacco e Mirano, un bacino di utenza molto superiore agli abitanti residenti che si troverebbero senza alcun riferimento sanitario ed ospedaliero presente e programmato invece in altri bacini territoriali simili al nostro

che tale nosocomio possiede un patrimonio immobiliare derivante da lasciti, da rivalutare e riconvertire o ricapitalizzare secondo quanto previsto dalle leggi e normative regionali recentemente adottate al fine di poter essere completamente autonomo ed autosufficiente sia nella spesa per investimenti che per la riorganizzazione e finanziamento di quella corrente, in aggiunta a quanto viene assicurato dalla quota capitaria, pur rimanendo questa tra le più basse di tutte le USSL nella Regione Veneto.

Il consiglio comunale di ………… impegna il Sindaco

A chiedere:

– la temporanea sospensione dei provvedimenti relativi all’Atto Aziendale già predisposto dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi sia relativi alle Schede Territoriali che sulle nuove USLL, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle Strutture Intermedie direttamente funzionali ai nuovi riassetti territori delle USLL;

– impegnare in tal senso la Conferenza dei Sindaci per i provvedimenti di competenza, ed inoltre, per una audizione specifica con la V° Commissione Consigliare della Regione Veneto, indicando e richiedendo una diversa definizione e modifica delle Schede Ospedaliere adeguandole a seguito delle decisioni che la Giunta ed il Consiglio Regionale prenderanno sia sulle Schede Territoriali che sulle eventuali nuove USLL,

– di prevedere, come in tutte le atre ASL del Veneto, una gestione di Ospedale di Rete in due sedi (Mirano e Dolo) come sta avvenendo nelle altre ASL che presentano analogie con la nostra e sospendendo l’attuazione della inutile, artificiosa
definizione di area medica e chirurgica, che appare anche inutilmente costosa oltre che rischiosa, bloccando i  preventivati e già programmati trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

Non sono decollati i contratti “Telepass Family” da stipulare con Cav per poter usufruire delle tariffe agevolate per i residenti dopo i forti rincari

MIRANO. Lo sconto in autostrada? Sono appena 12 i nuovi contratti Telepass Family sottoscritti da gennaio a giugno per usufruire dell’agevolazione che riguarda i residenti di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga. Lo rivela lo stesso ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato 5 Stelle miranese Emanuele Cozzolino.

«L’agevolazione», spiega Lupi, «ha determinato nei primi sei mesi dodici nuovi abbonamenti Telepass Family per la tratta Padova Est-Mirano Dolo. L’adesione allo sconto rispetto al numero dei transiti totali sulla stessa tratta è stata pari all’8,53% ad aprile, all’8,27% a maggio e all’8,27% a giugno».

Sconto snobbato dunque. Era stato previsto a inizio anno, nel vortice delle polemiche per gli aumenti sulla tratta Padova-Mestre. Ma subito erano anche state trovate le alternative: uscire al casello di Spinea sul Passante, invece che da quello di Mirano Dolo sulla A57 o riversarsi sulla rete ordinaria. Cosa, quest’ultima, che i comuni hanno subito visto a occhio nudo. Il beneficio per i residenti proposto da Cav-Concessioni autostradali venete dopo gli aumenti è del 40%, ma riguarda un numero minimo di 20 transiti mensili. In pratica oggi per percorrere la tratta Mirano Dolo-Padova est e viceversa si pagano 2,80 euro. Fino all’anno scorso erano 90 cent. Risultato: anche con lo sconto è comunque più che in passato e dunque a molti conviene scegliere altre vie. Come dire: i pendolari alla fine preferiscono il risparmio reale allo sconto di Cav.

Cozzolino non usa mezzi termini: «Lupi non solo ammette le criticità, ma dichiara pure di non volerle risolvere», afferma il deputato, «conferma una realtà evidente a tutti: il progetto originario del Passante non è stato realizzato e l’arretramento della barriera di Venezia-Mestre neppure. Abbiamo contestato la mancata liberalizzazione della tratta Mestre-Mirano Dolo, con contestuale realizzazione del casello a Dolo e gli aumenti tariffari sulla Mestre-Padova: la risposta del Ministero prova a giustificarli con il tentativo di ridurli e non di eliminarli, attraverso le agevolazioni. Preoccupa che il ministro Lupi si limiti a fotografare la realtà e non dia invece alcuna risposta in merito alla domanda su cosa intenda fare per eliminare i disagi. Un silenzio eloquente che equivale a dire: non intendo fare nulla, se la risolvano i pendolari».

Filippo De Gaspari

 

Il Comune lancia una campagna contro le macchinette mangiasoldi

MIRA «Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per premiare tutti quei negozi e e bar di Mira che non collocheranno al loro interno slot machine. Siamo pronti ad agire insieme alle associazioni di categoria con campagne informative ma anche con sgravi fiscali e agevolazioni». A dirlo è l’assessore alle politiche sociali del Comune di Mira Francesca Spolaor che aderisce sabato 15 novembre all’iniziativa “Slotmob”, una giornata di iniziative per mobilitare i cittadini contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo. Una iniziativa per tutto il territorio del veneziano fatta insieme ad una trentina di associazioni di volontariato di Mira e della Riviera.

«Con le tante iniziative in programma sono previste», spiega l’assessore alle Politiche Sociali Francesca Spolaor, «anche testimonianze di persone che sono passate attraverso questa forma di dipendenza, che è purtroppo in forte crescita coinvolgendo un target di popolazione molto differenziato, dai giovani agli anziani, uomini e donne, minando spesso gli equilibri di tante famiglie, dal punto di vista economico e non solo. Una nuova piaga sociale nei cui confronti occorre agire con decisione, in primo luogo sul piano dell’informazione e lavorando a stretto contatto anche con gli operatori economici e i titolari degli esercizi pubblici, spiegando che un bar e un locale senza slot e giochi d’azzardo esercitano alla lunga un maggior richiamo nei confronti dei clienti».

Il fenomeno è dilagato in Riviera e nel Miranese negli ultimi anni. Si stima che su 240 mila residenti nei 17 comuni ben 10 mila siano dediti ai giochi d’azzardo ai quali vanno inclusi insieme alle slot anche gratta r vinci lotto e superenalotto. Un migliaio quelli che hanno sviluppato una patologia e un centinaio circa quelli già in cura al Sert dell’Asl 13.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Mira. Un calcio alle slot machine.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

nov

2014

MIRA – Trenta associazioni hanno organizzato un “flash mob” contro il gioco d’azzardo

La manifestazione si terrà il 15 novembre: «Via le macchinette dai bar»

Un Flash Mob di fronte al municipio di Mira e nei bar contro il vizio del gioco. Coinvolte circa 30 associazioni di volontariato miresi. L’iniziativa si intitola «Un bar senza slot ha più spazio per le persone» e sabato 15 novembre vedrà coinvolte, come detto, numerose associazioni tra le quali l’Agesci Mira1 e 2, le Acli di Mira, l’Auser Peppino Impastato, Il Cif, Il Tribunale dei diritti del malato, la Cooperativa Olivotti, e la Lega Consumatori. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la cittadinanza e gli stessi esercenti contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo a favore del gioco sano.

Nell’Asl 13 sono seguite circa una settantina di persone per ludopatia (il 66% sono uomini), il 10% delle quali già dipendenti da altre sostanze come l’alcol o la droga ma il fenomeno è in crescita considerato «se è vero che dalla cocaina si guarisce facendo a meno della droga – afferma il dott. Mauro Cibin dell’Asl 13 – dal gioco si guarisce rieducandosi all’uso corretto del denaro: non ci si può allontanare e fare a meno dei soldi in assoluto».

La manifestazione avrà inizio alle 10 a Mira, in piazza municipio, con i giochi di una volta e un Flash Mob, per spostarsi poi al Bar «La Griffe» (uno dei locali che hanno dato pieno appoggio all’iniziativa), per una colazione di gruppo. Nel pomeriggio il ritrovo è alle 14.30 a Piazza Mercato di Oriago, per riproporre i giochi di una volta e il Flash Mob, seguiti da un caffè in compagnia nella cicchetteria bar «Ea voja mata», pure in prima linea contro le slot.

Alle 16.30 nell’Auditorium della biblioteca di Oriago è in programma un incontro/conferenza sul tema «Ludopatia e azzardo», alla presenza di amministratori pubblici, operatori sanitari dell’Ulss 13, esponenti del mondo sociale ed economico.

«Sono previste – ha annunciato l’assessore alle Politiche Sociali Francesca Spolaor – anche testimonianze di persone che sono passate attraverso questa forma di dipendenza, che è purtroppo in forte crescita coinvolgendo un target di popolazione molto differenziato, dai giovani agli anziani, uomini e donne, minando spesso gli equilibri di tante famiglie, dal punto di vista economico e non solo».

 

Nuova Venezia – Dolo “Liberta’ di bandiera al corteo”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

nov

2014

Arrivano i primi attriti per la manifestazione a difesa dell’ospedale

DOLO «Come referente del coordinamento a tutela dell’ospedale esprimo soddisfazione per l’annunciata partecipazione alla manifestazione del 16 novembre della Lega e di Forza Italia. Non ritengo però di sottoscrivere alcuna condizione o veto da parte di chicchessia». Emilio Zen risponde così a Giovanni Fattoretto (Lega Nord) che aveva annunciato la presenza del Carroccio con l’obbligo però di non esporre bandiere o simboli politici.

«Le modalità della manifestazione potranno essere discusse in un eventuale incontro preliminare», prosegue Zen, «dove condividere scelte varie, bandiere comprese. A noi piacciono come simbolo di libertà e democrazia sventolate in occasioni nobili della nostra storia. La manifestazione offre a tutti l’opportunità di scendere in campo in difesa dell’ospedale. Chi perderà questa occasione dovrà giustificarsi con i suoi elettori e i cittadini».

Anche il comitato Bruno Marcato si esprime. «Da molto tempo stiamo lavorando per la buona riuscita della manifestazione coinvolgendo movimenti, associazioni, comitati, mondo economico, sindacati, istituzioni, liste civiche e partiti. Abbiamo tentato di favorire la massima partecipazione garantendo gli spazi di libertà e democrazia necessari. Chi sta cercando qualcos’altro, ha sbagliato indirizzo».

Nel frattempo Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale di Rifondazione, ha presentato una mozione sull’ospedale di Dolo chiedendo ai consiglieri di Venezia di sottoscriverla. Il testo chiede che la Giunta regionale si impegni ad intervenire con la direzione dell’Asl 13 perché «siano sospesi i provvedimenti relativi all’atto aziendale, in attesa degli indirizzi sulle schede territoriali e sulle nuove Asl, e sia prevista una gestione di ospedale di rete in due sedi, Mirano e Dolo».

Giacomo Piran

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui