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Gazzettino – Treni, ancora caos. Insorge anche Spinea

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8

ott

2014

TRASPORTI – Soppresse altre due corse nelle ore di punta: il comitato dei pendolari sollecita l’incontro con Zaia

SPINEA – Treni, soppresse altre due corse. La rabbia dei pendolari

«Ormai l’eccezione è diventata la regola. Non è possibile uscire ogni mattina di casa con il patema dei treni, senza sapere come arriveremo a lavoro e soprattutto a che ora». Continuano a far discutere i disagi subìti dai pendolari sulla linea ferroviaria Bassano-Venezia, quella che tocca le fermate di Noale, Salzano, Maerne e Spinea prima di arrivare a Mestre. Dopo il lunedì da incubo con una dozzina di treni in ritardo e ben sei corse soppresse, anche il martedì è iniziato nel peggiore dei modi: cancellate la corsa Noale-Mestre delle 8.09 e la corsa Mestre-Noale delle 7.22. Non due corse qualunque, ma le «navette» che permettono ai pendolari di Salzano e Spinea di prendere le coincidenze con i Regionali Veloci che non fermano alle loro stazioni. «La situazione peggiora di giorno in giorno – fa sapere il comitato Pendolari Spinea -. Attendiamo da tempo un incontro con il governatore Zaia e abbiamo già fatto pervenire le nostre richieste a Regione e Ferrovie, chiediamo che il sindaco Checchin e tutto il consiglio comunale ci appoggino pienamente». Intanto, come prevedibile, la questione dei disagi dei pendolari sfocia anche nel calderone politico. Fino alla scorsa primavera nel mirino di chi protestava c’era soprattutto l’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso, dopo l’arresto nell’ambito dello scandalo-Mose ora tutte le accuse si riversano direttamente sul governatore Luca Zaia. Ieri una bordata è arrivata da Bruno Pigozzo, consigliere regionale del Pd ed ex sindaco proprio a Salzano: «Zaia non pensa affatto all’utenza, i trasporti sono da mesi senza un assessore e questo dimostra un totale disinteresse verso i pendolari – scrive in una nota Pigozzo, che ricopre anche la carica di vicepresidente della commissione regionale Trasporti -. Emilia e Lombardia negli ultimi anni hanno investito, il Veneto non ha messo un euro. Zaia ha sempre fatto una scelta precisa, identica a quella del predecessore Galan: investire risorse per costruire le strade, ma tenere i trasporti pubblici a pane e acqua».

Gabriele Pipia

 

Gazzettino – Mirano. Nuovi orari per i Gruppi di cammino.

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8

ott

2014

Nuovi orari già in vigore per i Gruppi di Cammino proposti da Comune di Mirano e Ulss 13, che contano decine di partecipanti in ogni occasione. Il ritrovo è sempre nel parcheggio di via Pestrino dietro l’ortofrutta Favaro. Lunedì e mercoledì l’appuntamento è dalle ore 19 alle 20, martedì e giovedì dalle ore 8 alle 9. Adesione libera e gratuita.

(g.pip.)

 

Nuova Venezia – Una mattina di caos con i treni

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7

ott

2014

Ventuno i convogli interessati sulla tratta Venezia-Bassano, di cui 15 in ritardo. Soppressi sei regionali

Infuriati i pendolari che ogni giorno sono alle prese con pesanti disservizi, la protesta su Facebook

Guasto alla stazione di Maerne

MAERNE – Ancora ritardi sulla tratta ferroviaria Venezia-Bassano e ancora proteste dei pendolari, perché i disagi si sono verificati proprio nelle ore di punta. Ieri il guasto ha riguardato l’impianto di sicurezza alla stazione di Maerne, creando dei problemi ai segnali. I tecnici di Rfi sono intervenuti alle 7.25 e alle 7.45 la questione era risolta. Ma, con effetto domino, il traffico su rotaia ha iniziato a rallentare ma ci sono state anche soppressioni totali e parziali per tutta la mattina. Per chi doveva andare in ufficio o a scuola, si è trovato a fare i conti con arrivi a destinazione che hanno raggiunto anche i 30 minuti dopo il previsto. Secondo Trenitalia, sono stati 21 i regionali interessati: sei soppressioni, di cui quattro navette da Mestre a Noale e viceversa, una cancellazione parziale, 14 arrivati in ritardo. Insomma, un’altra mattinata difficile dopo quella di appena sette giorni prima, con i pendolari di Spinea, Maerne, Salzano e Noale che si dicono esasperati. Problemi. Poco dopo le 7 è arrivata la segnalazione del guasto e i regionali hanno iniziato ad accusare rallentamenti, andati avanti per tutta la mattina. Un convoglio è arrivato a Venezia con 34 minuti di ritardo (il 5721 da Bassano delle 10.25), altri sei hanno ne hanno accumulati oltre i 20, gli altri sette sono sotto il quarto d’ora. Cancellazioni. Sono state sei. Ci sono stati disagi per chi aveva scelto di salire sulle navette che collegano Mestre a Noale. A farne le spese sono stati i passeggeri che dovevano salire nella città dei Tempesta alle 8.09 e alle 9.09 (ovvero i regionali 5773 e 5775) e quelli in partenza a Mestre alle 8.22 e 9.22 (convogli numero 5772 e 5774). Tolti pure il 5723 delle 11.04 da Castelfranco a Venezia e quello viceversa, il 5728, delle 12.40. Il treno 5725 in partenza a Bassano alle 11.25 si è fermato nella città trevigiana anziché proseguire per Santa Lucia. Pendolari. Intanto su Facebook i viaggiatori si dicono arrabbiati per quanto sta succedendo. Raccontano di ricevere lamentele ogni giorno più numerose di chi prende il regionale numero 5707, in partenza da Castelfranco alle 7.04 con arrivo a Venezia un’ora dopo, considerato sempre più gremito tanto da temere per la sicurezza. Precedenti. Per avere una mattina difficile per chi si sposta su rotaia, non occorre andare tanto indietro nel tempo; giusto lunedì dell’altra settimana, prima un guasto al passaggio a livello di via Mestrina alle 6 e un incidente vicino alle sbarre di via Tempesta alle 9.30, sempre a Noale, aveva mandato in tilt la circolazione. Anche a fine settembre erano stati 21 i convogli interessati, di cui 15 avevano subito ritardi fino a 30 minuti e cancellate 4 navette da Mestre-Noale, e viceversa.

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Treni, un altro lunedi’ nero

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7

ott

2014

Guasto tecnico alla stazione di Maerne: convogli soppressi e gravi ritardi

A Salzano i pendolari più penalizzati: «Ogni volta restiamo a piedi»

All’annuncio del primo ritardo hanno sbuffato, quando hanno letto il tabellone sono andati su tutte le furie, alla fine molti hanno preso la macchina per andare fino alla stazione di Marghera. Un’altra mattinata da incubo per i pendolari del Miranese che si servono della linea ferroviaria Bassano-Venezia, ancora una volta studenti e lavoratori sono rimasti a piedi a causa di un guasto tecnico. «Non è possibile cominciare ogni settimana in questo modo – sbotta una donna di Salzano -. Per arrivare in tempo al lavoro a Venezia abbiamo dovuto andare fino a Marghera per prendere il treno. Tra andata e ritorno sono oltre 20 chilometri, chi ci risarcisce?». Ieri la rabbia era davvero alle stelle, perché il traffico ferroviario si è paralizzato all’ora di punta esattamente come era già successo lunedì scorso. Una settimana fa a provocare ritardi e cancellazioni era stato un incidente al passaggio a livello noalese di via Tempesta e un concomitante guasto al passaggio a livello di via Mestrina, stavolta c’è stato un problema tecnico all’impianto di sicurezza della stazione di Maerne. La strumentazione dei segnali è andata in tilt e i tecnici di Rfi sono intervenuti alle 7.35: il guasto è stato riparato in una ventina di minuti ma intanto una dozzina di treni ha subito ritardi fino a 35 minuti e ben sei convogli sono stati cancellati: quattro sulla tratta Mestre-Noale e due sulla tratta Venezia-Castelfranco, sia in un senso che nell’altro. «I pochi treni che sono passati erano naturalmente sovraffollati, ecco perché molti sono dovuti andare a Marghera» fa sapere una referente del comitato Pendolari Salzano, che assieme a quello di Spinea aspetta una convocazione dal Governatore Zaia. «Le stazioni sono obsolete e i guasti tecnici capitano quasi ogni settimana – riflettono i pendolari -. Se il servizio non può essere ammodernato, chiediamo che almeno tutti i treni regionali fermino alle stazioni di Salzano e Spinea. Non esiste che chi paga l’abbonamento venga lasciato a piedi». La richiesta più a lungo termine, invece, è la realizzazione del doppio binario tra Maerne e Noale, in modo da rendere più fluida la circolazione.

 

MOZIONE DI PIGOZZO

NOALE «Attivare nell’ospedale pubblico di Noale i 40 posti letto già previsti dal piano socio-sanitario». Questa la sintesi della mozione presentata dal consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo e indirizzata alla giunta veneta. L’ex sindaco di Salzano chiede che si usino i padiglioni del Pier Fortunato Calvi anziché la struttura della casa di riposo, inaugurata un anno e mezzo fa. Nelle scorse settimane la questione era riemersa, dopo che l’Asl 13 aveva rivelato i piani futuri, spiegando che si sta portando avanti quanto deciso dalle schede regionali decise nel 2013. «Vogliamo che sia rispettato l’indirizzo della Regione», incalza Pigozzo, «di collocare ospedali di comunità in strutture pubbliche. Inserire in questa sede i posti letto significa rafforzare l’importanza di Noale e tenere così attivi i vari servizi e ambulatori: dalla medicina di gruppo al distretto, dalla medicina dello sport alla riabilitazione cardiologica. L’eventuale collocazione dei posti letto in una struttura privata, provocherebbe invece uno svuotamento dell’ospedale. Cosa che penalizzerebbe i cittadini noalesi».

(a.rag.)

 

Mirano. Il libro “Wal-Mart” di Luigi De Gobbi: il commercio tra negozi, Veneto City e Nave de Vero

MIRANO «I centri commerciali ci stanno impoverendo». Sale dai piccoli centri storici come Mirano il grido di dolore delle botteghe di vicinato. L’occasione è la presentazione alla Libreria Mondadori di piazza Martiri del libro di Luigi De Gobbi “Wal-Mart fra Veneto City e Nave de Vero”. La crociata contro i grandi centri commerciali poggia su basi solide: l’autore ha dimostrato come Wal-Mart, la più grande catena mondiale di “supercenter”, sia un modello di impoverimento del territorio adattabile, purtroppo, anche ai centri commerciali mestrini e quelli, come Veneto City, previsti – tra molte contestazioni anche da comitati e Comuni della Riviera del Brenta – alle porte del Miranese. La tesi. «Le piccole medie imprese di questo territorio sono le prime a subire la crisi, se poi ci mettiamo i colossi arrivati e quelli in arrivo, è la mazzata finale», spiega De Gobbi, «i 500 addetti di Nave de Vero non sono nuovi posti di lavoro: primo, perché non sono a tempo indeterminato, secondo, perché a perdere il posto sono i dipendenti delle piccole botteghe di paese, che a poco a poco chiuderanno. I cittadini non hanno bisogno di più di quello che già comprano: a cambiare oggi è l’offerta, non la domanda», ha osservato l’autore del libro.

Mani legate. «I Comuni possono ben poco», afferma il sindaco di Mirano e neopresidente Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, «non possiamo più intervenire sul rilascio delle licenze, abbiamo vincoli sulla tassazione, la competenza decisoria sui grandi centri commerciali è regionale. Non ci resta, obiettivamente, che incentivare l’utilizzo dei centri storici con delle iniziative. Ma è una guerra di resistenza: a Vetrego, la nostra frazione più povera, siamo arrivati a proporre gruppi di acquisto per portare pane e latte agli anziani che non hanno più negozi in paese». E ci sono perfino inviti ad acquistare i nuovi alloggi appena costruiti per «ripropolare la frazione».

Nuovi baricentri. Mirano resiste, ma per quanto ancora? Altrove già si muore. Il direttore di Confcommercio Venezia, Danilo De Nardi, spiega: «È anche una questione ambientale: questi nuovi centri consumano suolo, vengono realizzati in campagna a scapito di agricoltura e paesaggio, mentre le città di svuotano. La città non è più il posto dove fare acquisti». Aggiunge Ennio Gallo, presidente di Confcommercio Miranese: «La bottega era una palestra per i giovani, si imparava la professione: nei supercenter stiamo distruggendo anche questo. Oggi in piazza a Mirano c’è un solo panificio, un tempo erano diversi, si poteva scegliere. Può vivere a lungo una piazza di soli bar?».

No Ztl. Prosegue Gallo: «La grande distribuzione ha tre punti di forza: un’offerta commerciale completa, facilità d’accesso e di parcheggio. Mettere nei nostri centri storici zone a traffico limitato e parcheggi a pagamento equivalgono a dire ai residenti: andatevene. Che modello vogliamo? Se l’obiettivo è avere città vive, dobbiamo parlare di urbanistica, non di pedonalizzazione e piazze aperte o chiuse. Dobbiamo evitare di finire come tutti Mestre: Ztl, solo parcheggi blu e moria di negozi inarrestabile».

Filippo De Gaspari

 

MIRANO Sindaco e operatori lanciano l’allarme soprattutto per le frazioni

«Annientati dagli ipermercati»

«Nessuna bottega di alimentari e un solo panificio, è un massacro»

CRISI  «I negozi chiudono, i commercianti restano disoccupati e la gente muove la macchina anche solo per comprare pane e latte»

«I centri commerciali portano nuovi posti di lavoro? Si, ma quanti ne distruggono?». Il grido d’allarme arriva da Mirano, a lanciare la crociata è Confcommercio: «L’esempio di Vetrego è il più eclatante, Scaltenigo e Zianigo sono sulla stessa strada. I negozi chiudono, i commercianti restano disoccupati e la gente muove la macchina anche solo per comprare pane e latte». Il tema è stato dibattuto giovedì sera alla libreria Mondadori in occasione della presentazione del libro «Wal-Mart fra Veneto City e Nave de Vero – Come i centri commerciali ci stanno impoverendo» scritto dal mirese Luigi De Gobbi. «Le grandi strutture di Mestre e Marghera portano nuovi posti di lavoro – ragiona l’autore – ma sono quasi tutti contratti a chiamata o comunque a tempo determinato. E poi pensate alle commesse del negozio sotto casa: loro sono quelle che perderanno il lavoro». Il presidente di Confcommercio del Miranese, Ennio Gallo, è il più agguerrito: «Nelle frazioni ormai mancano anche i servizi essenziali, in piazza a Mirano non ci sono più alimentari ed è rimasto un solo panificio. Può vivere una piazza di soli bar? Una volta c’erano il salumiere e l’artigiano: la bottega era una palestra per i giovani. Ora la grande distribuzione sta distruggendo la professionalità». Ma la ricetta qual è? «L’unica cosa che noi sindaci possiamo fare – sostiene Maria Rosa Pavanello – è unirci alle proteste delle associazioni di categoria e incentivare la spesa sotto casa. Se abbiamo aumentato i parcheggi con disco orario, è proprio per garantire più ricambio di auto davanti ai nostri negozi». Per Danilo De Nardi, direttore provinciale di Confcommercio, il problema è anche ambientale: «I centri commerciali provocano un enorme spreco di suolo sottraendo spazio a paesaggio e agricoltura». Al dibattito hanno preso parte anche il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò («Da giunta e consiglio regionale sono arrivate troppe autorizzazioni, ma i responsabili hanno nomi e cognomi») e Davide Scano del Movimento 5 Stelle Venezia, anch’egli molto critico sulle continue aperture di nuovi centri commerciali. Gallo ha chiuso portando l’esempio da evitare: «Il centro di Mestre, fa scappare i clienti. Tra Ztl e stalli blu, è normale che la gente poi preferisca i centri commerciali».

Nuova Venezia – Guasti e incidenti, treni in tilt a Noale

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30

set

2014

Caos e ritardi fino a mezz’ora per 15 convogli, cancellate quattro navette da Mestre, due corse limitate a Castelfranco

NOALE – Noale ha due passaggi a livello importanti: in via Mestrina e via Tempesta (Noalese). Se i due creano problemi nell’arco di poche ore, si può ben immaginare il caos al traffico ferroviario sulla tratta Venezia-Bassano. Così è stato ieri mattina, dove a causa di un guasto prima (via Mestrina) e un incidente poi (via Tempesta) hanno fatto trascorrere delle ore infernali ai pendolari e studenti. Per le Ferrovie il bilancio è di 21 treni interessati, con 15 che hanno subito ritardi fino ai 30 minuti, 4 navette Mestre-Noale, e viceversa, cancellate, e due convogli hanno avuto una soppressione parziale. Lavoro, dunque, per i tecnici di Rfi e per la polizia locale. Non è la prima volta quest’anno: tra sbarre divelte e altri piccoli inconvenienti, questa linea ha poca pace. L’alba. La mattina non era cominciata bene. Attorno alle 6, un guasto tecnico al passaggio a livello di via Mestrina ha provocato disagi e rallentamenti a diversi regionali. I treni numero 5700 da Venezia a Castelfranco, partito alle 5.26, e il 5702, da Venezia a Bassano delle 5.56, sono arrivati a destinazione 25 minuti dopo il previsto. Ritardi di 15-20 minuti hanno subito altri quattro convogli. Il treno 5705 da Bassano a Venezia è partito da Castelfranco, mentre nella città trevigiana si è fermato il 5710 che, proveniente da Santa Lucia, doveva arrivare fino a Bassano. Metà mattina. Sembrava che potesse già bastare così, invece alle 9.30 è arrivata la seconda mazzata per i passeggeri. Stavolta in via Tempesta. Appena alzate le sbarre per far passare il treno, uno scooter Piaggio, condotto da un 78enne di Mirano, M.M., è finito addosso a una Volkswagen Polo con al volante M.L., un 24enne di Zero Branco. Entrambi i veicoli viaggiavano in direzione Padova. Non si sono stati feriti gravi, ma l’impatto è avvenuto vicino alle rotaie, impedendo alle sbarre di abbassarsi. La conseguenza è stata altri ritardi, con un minimo di 10 minuti fino ai 26 del regionale 5722 da Venezia a Bassano delle 10.56. Per fare i rilievi c’è voluta meno di un’ora ma i disagi per il traffico ferroviario, a catena, si sono registrati fin dopo mezzogiorno. Navette. Problemi anche per chi usa i treni da Mestre-Noale e viceversa. Sono state tolte le numero 5772 (ore 8.08) e 5778 (11.22) dirette nella città dei Tempesta e le 5771 (ore 7.09) e 5775 (9.09) per la terraferma.

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Noale. Treni nel caos, una giornata d’inferno.

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30

set

2014

NOALE – Un guasto tecnico al passaggio a livello e un incidente mandano in tilt il sistema

Convogli cancellati e gravi ritardi: pendolari infuriati

È la quarta volta che capita negli ultimi otto mesi, la seconda negli ultimi dieci giorni. La linea ferroviaria Bassano-Venezia è piombata nuovamente nel caos, mandando su tutte le furie centinaia di pendolari che si servono delle stazioni di Noale, Salzano e Spinea. È successo ieri mattina e ancora una volta tutti i disagi sono partiti da Noale; in passato era capitato che camionisti e automobilisti passassero con le sbarre in movimento danneggiandole, stavolta i problemi sono stati addirittura due: un guasto tecnico poco dopo le sei al passaggio a livello di via Mestrina e un tamponamento alle nove e mezza al passaggio a livello di via Tempesta. Inevitabile il caos, non solo sui binari ma anche su tutta la viabilità all’ora di punta. Il primo problema ha interessato ben 21 convogli regionali fino a metà mattinata: 15 mezzi hanno subìto ritardi compresi tra i 10 e i 30 minuti, quattro treni sono stati cancellati e altri due sono stati soppressi parzialmente. I disagi maggiori ci sono stati per i pendolari di Salzano diretti a Venezia: già il loro Comune è meno servito degli altri per quanto riguarda i bus Actv, in più sono state cancellate quattro corse della «navetta» Noale-Mestre e Mestre-Noale. Tecnici Rfi e agenti della Polizia Locale hanno avuto il loro bel da fare per riparare il guasto, gestire il traffico e governare un’altra mattinata di passione. Il guasto tecnico ha provocato ritardi fin dall’alba, l’incidente ha invece costretto i treni a marciare a ritmo ridotto in prossimità del centro di Noale. Banalissimo il tamponamento di via Tempesta, con le sbarre del passaggio a livello appena alzate: una Wolkswagen Polo guidata dal 24enne M.L. di Zero Branco era diretta verso Padova quando, probabilmente dopo una frenata, è stata tamponata dalla scooter di un anziano miranese, il 78enne M.M. L’uomo è stato sbalzato a testa e sul posto è giunta anche un’ambulanza, per fortuna ha riportato solo botte e ferite. Detto delle cause, resta la rabbia di studenti e lavoratori: «Arrivare a Venezia è ogni giorno un’imprevedibile avventura» sottolinea il comitato pendolari Spinea.

 

La Riviera del Brenta privata di un altro importante servizio: a giorni la chiusura verrà ufficializzata

Dolo perde il Giudice di Pace. Manca solo una mera comunicazione formale, ma è ormai un dato di fatto che, dopo la sezione distaccata del Tribunale, anche il servizio del Giudice di Pace sarà trasferito. Sul suo mantenimento, in un primo momento, si era spesa in prima persona la sindaco di Dolo Maddalena Gottardo. Non riuscendo, alla fine, a trovare una soluzione al problema. E perdendo così l’ennesimo servizio per la Riviera del Brenta. Voci romane confermano che il decreto di chiusura dell’ufficio sarà siglato nei primi giorni di Ottobre ed avrà decorrenza dal primo novembre. Tanto che i decreti di comparizione della Procura della Repubblica, spediti a Settembre con comparizione a Novembre, indicano già come sede dibattimentale quella di Riva de Biasio a Venezia. Apponendo una linea sul nome Dolo ed aggiungendo a penna quello di Venezia. Segno che ormai i giochi sono fatti e che non vi saranno altri ripensamenti. Pare che la questione Giudice di Pace dovesse essere dibattuta anche nell’ultima riunione della Conferenza dei Sindaci della Riviera del Brenta. Ciò che sarebbe servito per mantenere il servizio, ed evitare così ai rivieraschi di doversi recare a Venezia per la discussione delle cause, era una struttura ed una persona. A quanto pare la struttura c’era ed anche la disponibilità di diversi funzionari comunali. Ciò che sarebbe mancato è stato l’accordo sulla ripartizione delle spese. Ed il decano degli avvocati rivieraschi Stefano Marrone tuona: «È una vergogna perdere l’ultimo presidio della Giustizia in Riviera del Brenta, importantissimo per il territorio. Il tutto a causa di amministratori incapaci di risolvere il problema e per la palese debolezza delle associazioni locali».

Gianluigi Dal Corso

 

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