Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Ecco i dati ufficiali Veritas. Al secondo posto Martellago, poi Scorzè

Bene anche la Riviera del Brenta. Ultima Venezia che però sta migliorando

SPINEA – La zona del Miranese campione di riciclo: nel 2014 tre comuni del comprensorio occupano il podio della classifica di Veritas sulla raccolta differenziata.

La regina è Spinea, che ha fatto registrare il 79,52% di rifiuti e materiali raccolti, smaltiti in maniera separata e poi riciclati. Seguono, nell’ordine, Martellago (79,09%) e Scorzè (78,20%). Tutti e tre i comuni devono il loro ottimo risultato alla recente introduzione della raccolta del secco in cassonetti a calotta, ovvero quelli apribili solo con la chiave personale.

Ma il trend positivo riguarda tutto il territorio dove Veritas gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti: la percentuale complessiva è infatti passata dal 58,34% del 2013 al 62,91% del 2014.

Provincia. Giù dal podio si distingue la Riviera del Brenta: Campagna Lupia ha ottenuto lo scorso anno il 77,83% di differenziata ed è il primo dei comuni con sistema di raccolta porta a porta, quindi con pagamento a corrispettivo.

Seguono Campolongo Maggiore (72,65%) e Camponogara (76,12%), anch’essi con sistema porta a porta.

Allargando il raggio d’azione, bene Cavallino-Treporti (68,71%, con porta a porta), poi Cavarzere (68,49%), che opera un sistema misto: porta a porta e cassonetti.

Chioggia registra il 62,29%, sempre con sistema misto, Dolo il 63,92%, Fiesso d’Artico il 69,38%, Fossò il 78,17%.

Il resto della classifica vede Marcon (72,23%), Meolo (77,90%), Mira (59,13%), Mirano (75,42%,), Mogliano (72,61%), Noale (76,90%), Pianiga (76,21%), Quarto d’Altino (72,71%), Salzano (73,29%), San Donà di Piave (77,33%), Santa Maria di Sala (76,10%), Stra (69,93%), Venezia (51,05%). Fanalino di coda è Vigonovo con il 65,34%.

Venezia. Nel Comune di Venezia superata dunque la soglia fatidica del 50%. Pur lontano dai primi, il capoluogo è in sensibile miglioramento, avendo registrato solo un anno prima il 43,17% di differenziata.

In particolare, Venezia, Murano e Burano hanno raggiunto il 25,96% ma sono Pellestrina e Lido (dove da circa un anno sono stati collocati i cassonetti a calotta) a fare registrare la migliore performance, passando dal 28,21% del 2013 al 54,96 dell’anno scorso.

Mestre. Anche Mestre è in crescita (64,20%), trascinata da Mestre-Carpenedo (58,93%, dal 46,22% del 2013), ultima municipalità in ordine di tempo a utilizzare i cassonetti per il secco a calotta. Restano invece stabili, ma comunque su buone percentuali, Chirignago-Zelarino (74,28%), Marghera (66,53%) e Favaro (65,64%).

Filippo De Gaspari

 

Il coordinamento dei cittadini polemico con la commissione regionale

«Un errore sostenere il piano di gestione dell’Asl 13 proposto da Gumirato»

DOLO «Il nostro coordinamento non abbasserà la guardia, forte del sostegno dei cittadini e di molte realtà associative».

Lo sostiene Emilio Zen, portavoce del Coordinamento per la tutela dell’ospedale di Dolo, che interviene dopo che la commissione regionale Sanità ha espresso apprezzamento per l’attuale gestione dell’azienda sanitaria Asl 13 e per i piani di messa a norma e adeguamento strutturale previsti per l’ospedale di Dolo.

La commissione giovedì scorso aveva ascoltato in audizione Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13.

Il comitato chiede invece la modifica delle schede ospedaliere, la sospensione dell’atto aziendale, che Dolo rimanga ospedale per acuti e che vengano bloccati i trasferimenti di reparti previsti dall’Asl 13.

«Che delusione», scrive Emilio Zen, «anche la Commissione Sanità, che speravamo essere severo e obiettivo organismo di indirizzo e proposta per eque politiche sanitarie, ha espresso parere favorevole sull’atto aziendale della direzione generale dell’Asl 13 che dà concretezza alle schede ospedaliere, e sul progetto che imposta in modo diverso e ridotto la risposta alle urgenze e l’organizzazione complessiva dell’ospedale di Dolo. Il consigliere Pietrangelo Pettenò ha espresso parere critico, il consigliere Bruno Pigozzo ha espresso riserve, ma alla fine il risultato è stato avvilente».

Zen punta il dito sulle differenti decisioni prese in questi mesi dagli organi regionali.

«Giunta e commissione Sanità», prosegue il portavoce del coordinamento, «hanno avvallato ciò che il Consiglio Regionale all’unanimità il 16 dicembre aveva sospeso. Che opinione potranno avere i cittadini di questa politica? Forse lo diranno le urne di maggio».

Emilio Zen traccia poi il futuro dell’ospedale di Dolo.

«Il Pronto soccorso», precisa, «sarà ricompreso in una struttura prefabbricata assieme a Radiologia, Ambulatori e Sala Operatoria, il tutto funzionale alla Chirurgia in “week surgery” funzionante solo in orario giornaliero, dal lunedì al venerdì. I reparti di area chirurgica attualmente collocati nel monoblocco sud saranno trasferiti a Mirano». Viene quindi lanciato un appello ai sindaci della Riviera del Brenta che negli scorsi mesi, attraverso l’approvazione di un ordine del giorno, avevano chiesto la sospensione dell’atto aziendale. «Invitiamo sindaci della Riviera», conclude Emilio Zen, «se preoccupati per il graduale declino del nosocomio dolese, a far sentire la loro voce».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Mirano. Gli irriducibili di via Desman.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

gen

2015

Quando sono scesi per la prima volta in strada, giurarono che erano disposti a manifestare anche ogni giorno fino a Pasqua.
Era il 17 novembre e molti pensavano che quel tipo di protesta potesse evaporare con le prime nebbie e con il freddo invernale.

Due mesi dopo i residenti di via Desman sono ancora in strada: sono passati sessanta giorni ma il gruppo continua a riunirsi ogni mattina per chiedere maggiore sicurezza sulla provinciale 33, quella che collega Mirano e Borgoricco attraversando Zianigo, Veternigo e Sant’Angelo.

Prima si sono rivolti ai sindaci di Mirano e Santa Maria di Sala, poi hanno scritto alla presidente della Provincia Zaccariotto e al governatore Zaia, nel mentre hanno manifestato pure davanti al municipio, in consiglio comunale e alla tappa elettorale di Alessandra Moretti come candidata del Pd alla presidenza della Regione.

Una quindicina di persone si dà sempre appuntamento alle sette e mezza del mattino, anche se le macchine sfrecciano e il gelo si fa sentire.

Pedalano indossando i giubbini catarifrangenti sul ciglio della strada, proprio per dimostrarne la pericolosità. «Alcuni automobilisti si infastidiscono, molti capiscono e ci sostengono», confida il portavoce Marino Dalle Fratte.

I residenti di via Desman non mollano e ieri hanno scritto anche ai consiglieri d’opposizione miranesi e salesi: «Vi chiediamo un coinvolgimento per affrontare questi problemi legati alla sicurezza. Per molti è difficoltoso anche solo uscire di casa».

La prima richiesta, quella di una pista ciclabile, è caduta nel vuoto: da preventivo il progetto costerebbe 3,2 milioni, un bando regionale ne poteva mettere a disposizione 1,8 ma né i Comuni né la Provincia avevano la possibilità di completare il finanziamento.

Ora si fa dunque pressante una seconda richiesta, più semplice e meno onerosa: ridurre a 60 chilometri orari il limite di velocità e prevedere controlli serrati con autovelox.

«Fino a quando non vedremo i cartelli installati e i limiti rispettati – garantisce Dalle Fratte – noi rimarremo in strada».

 

DOLO – Il direttore generale dell’Asl 13 ha illustrato i piani in commissione regionale

Chirurgia funzionerà 5 giorni su 7, per il polo di Noale ipotesi di accordo coi privati

SANITÀ – Gumirato: «Investimenti focalizzati su Dolo»

Il direttore generale dell’Asl 13, Gumirato, ha confermato che gli investimenti saranno focalizzati sul nosocomio di Dolo. Dei 28 milioni necessari, tuttavia, solo 9 risultano disponibili.

Pettenò (Fsv): «La Giunta regionale deve rivedere la riorganizzazione»

Per quest’anno non ci saranno cambiamenti sostanziali ai servizi offerti dall’Asl 13, ma intanto inizieranno i primi interventi di ristrutturazione previsti dal programma. Questo in sintesi è quanto emerso dall’audizione del direttore generale dell’Azienda sanitaria, Gino Gumirato, in 5. Commissione.

Gumirato ha confermato il piano degli investimenti che saranno principalmente focalizzati sull’ospedale di Dolo. Dei 28 milioni di euro necessari, tuttavia, solo 9 risultano al momento disponibili. La Chirurgia dolese, dal 2015, dovrebbe passare in regime di funzionalità per 5 giorni su 7 per 24 ore. Quando all’ospedale di Mirano ed alla Cardiochirurgia vi è un impegno da parte del presidente della 5. Commissione Leonardo Padrin di sottoporre all’assessore Coletto l’ipotesi di un Dipartimento interraziendale di cardiochirurgia fra Asl 13 e Asl 12, sul modello di quanto già avviene per Otorinolaringoiatria.

Infine per quanto riguarda l’Ospedale di comunità di Noale, il direttore generale ha ribadito che secondo lui è antieconomico e dovrebbe essere affidato ai privati. Il presidente Padrin si è impegnato di comunicare all’assessore Coletto quanto emerso e le testimonianze degli amministratori locali ma anche dei comitati.

Sull’audizione Francesco Piccolo ha osservato. «Con gli interventi previsti, Dolo nei prossimi tre anni sarà un cantiere aperto e potrà recuperare quella rilevanza sia sul piano dei servizi che della qualità che negli ultimi tempi sembra fortemente compromessa. Vi sono i margini perché possano essere rivisti i piani aziendali per Chirurgia».

Bruno Pigozzo ha aggiunto: «Il presupposto principale è che non si arrivi alla specializzazione degli ospedali di Dolo e Mirano mentre ritengo sia preferibile il modello integrato che dal punto di vista economico e dei servizi, come avvenuto sinora, è più adeguato alle esigenze della popolazione. Serve anche ad un cospicuo investimento di risorse economiche».

Pietrangelo Pettenò di F.S.V: «L’audizione non ha aiutato a far luce sul futuro dell’Azienda, l’unica cosa certa è la trasformazione della Chirurgia di Dolo in ’week-surgery’ e l’allocazione dei 40 posti letto dell’ospedale di comunità di Noale in una struttura privata. Rimango convinto che la Giunta regionale debba rivedere la riorganizzazione dell’Asl 13, con il mantenimento dei posti letto dell’ospedale di comunità di Noale e della chirurgia a Dolo, come deciso all’unanimità dal Consiglio regionale del 16 dicembre scorso».

 

Sanità

DOLO – Apprezzamento per la gestione dell’Asl 13 e per i progetti previsti per l’ospedale di Dolo. A dirlo è una nota della quinta commissione regionale Sanità che ieri pomeriggio ha incontrato Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13.

L’organo consiliare, presieduto da Leonardo Padrin, ha inoltre valutato positivamente le esperienze d’integrazione già in essere, come Cardiochirurgia e Orl, auspicandone l’estensione mentre in merito ai 40 posti di ospedale di comunità previsti a Noale «invita il direttore generale a fare un approfondimento sull’effettiva convenienza della loro ubicazione in sede pubblica o in struttura accreditata».

Riserve sono state espresse da Bruno Pigozzo (Pd): «Ho ricordato le due mozioni approvate dal consiglio regionale sull’atto aziendale dell’Asl 13 e sulla collocazione dei 40 posti di ospedale di comunità in struttura pubblica. Tenendo conto che le risorse disponibili per gli interventi strutturali sono nove milioni sui 28 totali e che andranno prioritariamente a Dolo, ciò significa che per tutto il 2015 non sarà effettuato alcun spostamento di reparti. La chirurgia di Dolo rimarrà così com’è e sarà avviato il dipartimento di Cardiochirurgia. Su questi punti la giunta regionale dovrà emanare direttive coerenti con l’indirizzo dato dal consiglio».

Critico Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra). «L’audizione non ha aiutato a far luce sul futuro dell’Asl 13. L’unica cosa certa è la trasformazione della chirurgia di Dolo in week-surgery, e che i 40 posti letto dell’ospedale di comunità di Noale finiranno in una struttura privata. Rimango della convinzione che la giunta regionale debba rivedere la riorganizzazione dell’Asl 13».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Asl 13, la direzione va a Noale

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

gen

2015

SANITÀ – Sarà realizzato un prefabbricato che fungerà da pronto soccorso

Il direttore Gumirato ha definito le linee guida. Grandi lavori a Dolo

Definite le strategie della sanità nel territorio dell’Asl 13. Lunedì il direttore generale dell’Asl 13, Gino Gumirato, ha concordato con i direttori di dipartimento e lo staff dirigenziale il programma per il 2015. La riunione era stata convocata nella mattinata di giovedì 8 gennaio, quindi prima dell’incontro avvenuto nel pomeriggio alla Quinta commissione del Consiglio regionale con il presidente della Conferenza dei sindaci Silvano Checchin. Segno evidente che il direttore generale, una volta incamerata l’approvazione dell’Atto aziendale, aveva deciso di dare corso a quelle che erano già state definite come linee guida, senza preoccuparsi dell’esito dell’audizione pomeridiana.

La riunione di lunedì si è tenuta a Noale perché da quest’anno la sede amministrativa e legale dell’Azienda sarà trasferita, e questo per risparmiare sul costo degli affitti attualmente pagati all’Istituto Mariutto di Mirano. A Noale sarà trasferita la direzione sanitaria, ma anche quella generale e sociale dell’azienda. Per quanto riguarda gli interventi che saranno messi in cantiere nei prossimi mesi, i principali riguardano l’ospedale di Dolo dove inizieranno i lavori per la costruzione del prefabbricato che fungerà da pronto soccorso, piastra operatoria e piastra radiologica. Viene confermato, quindi, quanto già previsto nell’atto aziendale. Saranno, inoltre, eseguiti interventi di miglioria e di adeguamento al primo “monoblocco”, quello costruito negli anni ’60-70. Saranno costruite delle scale di emergenza che attualmente non esistono, verranno installati degli ascensori antisismici e sarà modificato l’ingresso del monoblocco.

A Mirano è previsto l’intervento di adeguamento delle sale di sterilizzazione e agli ambulatori di “day surgery”, la ristrutturazione dell’ex Medicina per trasformazione in attività ambulatoriali e l’acquisizione del reparto di Ginecologia dall’istituto Mariutto. Per quanto riguarda il reparto di Cardiochirurgia di Mirano che tanto discutere ha fatto negli ultimi tempi, nulla cambierà nel corso del corrente anno, e probabilmente su tale decisione influisce anche il fattore elezioni regionali. Tuttavia, considerato che Mestre non ha disponibilità nella propria sede di sopportare anche il flusso di pazienti di Mirano, in alcune occasioni, durante l’anno, il primario di Mestre si trasferirà a Mirano per eseguire gli interventi di cardiochirurgia. Un programma che nei prossimi giorni sarà presentato pubblicamente dallo stesso direttore generale.

Lino Perini

 

Il direttore sanitario dà le dimissioni al suo posto Livio Dalla Barba

DOLO – (l.per.) Il direttore sanitario dell’Asl 13 Alessandro Fabbri, per ragioni strettamente personali, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico. La richiesta è stat aformalizzata già il 27 novembre scorso. 64 anni, direttore sanitario dal 1° settembre 2011, era subentrato a Filippo Accietto che era andato in pensione. Fabbri è originario di Verona e si è laureato in Medicina a Padova, specializzandosi in cardiochirurgia, settore di cui è stato primario. Vanta anche una specifica esperienza come direttore sanitario presso l’ospedale “La Roseraie” di Parigi.

Fabbri è stato sostituito temporaneamente nelle funzioni dal dirigente medico ospedaliero Livio Dalla Barba. Il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato, infatti, per garantire la continuità amministrativa, in particolare per la definizione e gestione del budget 2015, ha delegato Dalla Barba ad espletare le funzioni di direttore sanitario. La direzione dell’Asl ha ringraziato Fabbri per il lavoro svolto con dedizione e professionalità.

 

Nuova Venezia – Asl 13, oggi Gumirato ascoltato in Regione

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

gen

2015

Sanità

DOLO – Il direttore generale dell’Asl 13, Gino Gumirato oggi pomeriggio sarà ascoltato in audizione dai membri della quinta commissione regionale Sanità. La decisione di sentire Gumirato era stata presa dalla Commissione Regionale dopo l’incontro avuto l’8 gennaio con Silvano Checchin, sindaco di Spinea e presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13.

Al centro della discussione ci sarà l’attuazione delle schede ospedaliere e l’atto aziendale dell’Asl 13, predisposto dalla direzione generale e approvato dalla Giunta Regionale a fine anno.

La commissione vuole approfondire la questione visto che il Consiglio Regionale a metà dicembre aveva approvato all’unanimità due mozioni che chiedono di rivedere la riorganizzazione in atto.

All’incontro non parteciperanno i rappresentanti del Coordinamento per la Salvaguardia dell’ospedale di Dolo che però hanno ottenuto dal presidente Leo Padrin di presentare un “dossier” che sarà inserito nelle cartelline dei consiglieri regionali.

Il Coordinamento chiede che Dolo rimanga ospedale per acuti e che vengano bloccati i trasferimenti di reparti previsti dall’Asl.

Nel frattempo ieri pomeriggio una nota della direzione generale dell’Asl 13 ha annunciato le dimissioni del direttore sanitario Alessandro Fabbri e la nomina temporanea al suo posto del dirigente medico ospedaliero Livio Dalla Barba. «Il direttore generale Gumirato per garantire la continuità amministrativa, tra cui la definizione e gestione del budget 2015, ha delegato Dalla Barba ad espletare temporaneamente le funzioni di direttore sanitario». Livio Dalla Barba, 56 anni, vicentino, ha preso servizio nell’Asl 13 come dirigente medico ospedaliero dal primo settembre.

(g.pir.)

 

DOLO – I comitati che si occupano dell’Ospedale chiedono un’audizione

Si dichiarano «soddisfatti» per l’esito dell’audizione in V Commissione del presidente della Conferenza dei sindaci Silvano Checchin, «ma il coordinamento dei comitati a favore dell’ospedale di Dolo non si ferma», assicura il responsabile Emilio Zen. Che non vuole abbassare il tiro e annuncia: «Domani partirà una richiesta al presidente della V Commissione Leonardo Padrin per poter essere ascoltati prima che vengano convocati Gumirato e Mantoan, oppure nel corso della loro audizione».

Una prassi non prevista dalla normativa ma che, secondo il coordinamento, «rispecchierebbe la sensibilità e disponibilità manifestata dal presidente Padrin nel voler ascoltare il territorio in un atto di profonda democrazia». Una richiesta che dovrebbe essere accolta immediatamente visto che l’audizione del direttore generale dell’Asl 13 e del segretario regionale della Sanità sarebbe in programma già nel pomeriggio di giovedì.

Ma quali sono le proposte che i coordinatori vogliono illustrare alla V Commissione?

Le spiega Walter Mescalchin: «Le nostre sono proposte a costo zero, che tecnicamente ed economicamente non comportano alcun costo per l’Azienda. È fondamentale che l’ospedale di Dolo abbia la capacità e le potenzialità di rimanere un ospedale di Rete e perché ciò si concretizzi chiediamo che la sede del primariato di Ostetricia e Ginecologia venga mantenuta a Dolo, come previsto dalle schede ospedaliere, in quanto sede del settore materno infantile.

Chiediamo – ha aggiunto Mescalchin – che la Chirurgia di Dolo venga definita Unità operativa complessa (Uoc) e dotata di primariato trasformando il ruolo esistente e vacante di Otorinolaringoiatria, reparto che le schede considerano di livello provinciale.

Infine, – ha concluso Mescalchin – che gli affitti pagati al “Mariutto” di Mirano vengano risparmiati. Pur riconoscendo che l’istituto, come altre Ipab, possa avere problemi economici, riteniamo che questi non possano ricadere sui bilanci dell’Asl 13 e che i 750.000 euro di affitti debbano essere finanziati dalla Regione».

La parola ora passa al Consiglio regionale che dovrà valutare se sospendere l’atto aziendale, primo passo per apportare le modifiche richieste.

 

DOLO – Anche i pensionati Cia a difesa dell’Ospedale

DOLO – Il coordinamento a favore dell’ospedale di Dolo si è ulteriormente ampliato con l’ingresso anche del presidente provinciale dell’associazione nazionale pensionati della Cia, la Confederazione itailana agricoltori. Giuseppe Scaboro ha aderito per sostenere le problematiche, particolarmente sentite, della categoria che rappresenta. La Cia conta circa 14.000 iscritti in provincia di Venezia, suddivisi in 18 sedi zonali con 7 sportelli anziani, ed è la quarta provincia a livello nazionale. Nel Veneto sono oltre 45.000 i pensionati associati all’Anp-Cia.

Una forza non indifferente che chiede servizi adeguati e confacenti alle esigenti di persone di un’età non più giovane e che ritengono di avere necessità non sempre adeguatamente sostenute dalle istituzioni del territorio.

L.Per.

 

A Dolo il Coordimento civico chiede un’audizione alla commissione regionale

«Sospendere subito il piano aziendale proposto dal direttore Gumirato»

DOLO «Domani presenteremo richiesta di audizione alla commissione regionale Sanità per esprimere la nostra visione e il programma sull’ospedale di Dolo e dell’Asl 13».

Emilio Zen e Walter Mescalchin, rappresentanti del Coordinamento per la Salvaguardia dell’ospedale di Dolo, hanno le idee chiare e vogliono continuare l’azione di difesa dei servizi e della strutture del nosocomio dolese. Tutto questo dopo l’incontro tra i rappresentanti della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 e i membri della 5’ commissione regionale Sanità.

«Diamo un giudizio positivo dell’incontro svolto nei giorni scorsi», precisano Zen e Mescalchin, «durante il quale la commissione ha ascoltato le posizioni dei sindaci e ha anticipato di voler chiedere chiarimenti al direttore generale Gino Gumirato e al segretario regionale Domenico Mantoan. Siamo certi che un’attenta analisi e una valutazione approfondita non possa che portare a sospendere l’atto aziendale e il suo progetto attuativo».

L’azione del coordinamento non si ferma. «Per questo vogliamo chiedere di essere ascoltati in commissione», spiegano. «Sappiamo che non sarebbe previsto ma siamo fiduciosi vista la sensibilità mostrata in passato dal presidente Padrin e dai consiglieri regionali. Troviamo giusto che vengano ascoltate le voci del territorio. Speriamo che l’incontro possa svolgersi prima e contemporaneamente a quello con il direttore generale Gumirato».

Il coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo chiederà alla commissione Sanità tre interventi per l’ospedale di Dolo. «Riteniamo che l’ospedale di Dolo abbia le capacità e le potenzialità per rimanere Ospedale di Rete», sostengono Zen e Mescalchin, «per questo chiediamo che la sede di Primario di Ostetricia e Ginecologia venga mantenuta a Dolo, come previsto dalle schede ospedaliere, in quanto sede del settore Materno Infantile. Chiediamo che la Chirurgia di Dolo venga definita Unità Operativa Complessa e dotata di un Primario trasformando il ruolo esistente e vacante di Otorinolaringoiatria. Infine che gli affitti pagati al Mariutto vengano risparmiati. Perché spendere soldi quando ci sono padiglioni vuoti a Dolo. Le nostre sono proposte tecniche, funzionali ed economicamente inferiori».

Il coordinamento si sta ampliando con l’ingresso di numerose associazioni. «Ultima di queste sono i Pensionati della Cia», comunicano Zen e Mescalchin, «ormai rappresentiamo il tessuto sociale ed economico del territorio e stiamo lavorando a stretto contatto con i sindaci».

Giacomo Piran

 

ASL 13 – Cauto ottimismo dei consiglieri al termine dell’audizione di ieri

La commissione regionale incontrerà Gumirato, possibili modifiche alla riforma

«La partita resta aperta». È questa la sensazione generale al termine dell’audizione in Quinta commissione regionale, che ieri ha ascoltato a lungo il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Silvano Checchin e il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara.

«C’è la volontà di approfondire la situazione da parte della Commissione – garantisce il consigliere regionale Francesco Piccolo – ed è stato deciso di sentire in tempi brevi il segretario della Sanità Mantoan e il direttore generale dell’Asl Gumirato. Vogliamo parlare dell’applicazione delle schede ospedaliere e in particolare, per l’ospedale di Dolo, del mantenimento del servizio di Chirurgia, indispensabile per la sua massima funzionalità».

I 4 punti toccati duranti l’audizione riguardavano il mantenimento della specializzazione in due poli per gli ospedali di Mirano e Dolo, «un modello – secondo il consigliere regionale Bruno Pigozzo – che si integra perfettamente e risulta funzionale sia in termini di qualità e di erogazione dei servizi sia in termini di sostenibilità economica, visto che l’Asl 13 è quella che riceve il finanziamento più basso e ciò nonostante è riuscita ad avere un risparmio di bilancio».

Il secondo punto affrontato ieri è quello dei finanziamenti per le ristrutturazioni: «Derivano principalmente dai ricavi delle spese correnti, il che rappresenta un’anomalia – sottolinea Pigozzo – Gli ultimi due punti auspicano il mantenimento del reparto di Cardiochirurgia a Mirano, in quanto Mestre non è in grado di soddisfare autonomamente tutte le richieste e dei 40 posti dell’ospedale di comunità di Noale in area pubblica, come previsto dalle schede ospedaliere».

La Commissione preceduta da Lorenzo Padrin si è riservata di verificare le ultime delibere regionali in merito all’Atto aziendale e successivamente di promuovere un incontro chiarificatore con Mantoan e Gumirato. «Sia fatta chiarezza – è l’auspicio di Pietrangelo Pettenò – e si proceda per assicurare servizi efficienti ai cittadini. Valuto positivamente la scelta di convocare con urgenza il direttore generale Gumirato e il segretario regionale alla Sanità Mantoan nonché di acquisire la delibera di fine anno con cui la Giunta regionale ha approvato l’atto aziendale, ancora non pubblicata, ma che sembra contenere modifiche e prescrizioni rispetto a quanto previsto».

Lino Perini

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui