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DOLO – Silvano Checchin in Quinta commissione. Sul tavolo la mozione approvata dal Consiglio

Oggi la Conferenza dei sindaci spiegherà alla Regione il suo “no” alla riorganizzazione

Oggi in Regione si parla dei problemi dell’Asl 13. La V commissione regionale Sanità incontrerà questo pomeriggio il nuovo presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Silvano Checchin, primo cittadino di Spinea, e si parlerà del nuovo piano aziendale.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi oggi sarà l’occasione per fare chiarezza sulla situazione dell’azienda sanitaria di Dolo e Mirano ma anche, e soprattutto, sul suo futuro, compresa l’applicazione dell’atto aziendale proposto dal direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato e approvato a fine anno dalla Giunta regionale.

Una scelta, quest’ultima, che ha fatto molto discutere perché un paio di settimane prima, su proposta dei consiglieri regionali della Riviera e del Miranese Bruno Pigozzo, Francesco Piccolo e Pietrangelo Pettenò, il Consiglio regionale all’unanimità aveva approvato una mozione che prevedeva il blocco delle schede ospedaliere che riguardano l’Asl 13 e conseguentemente dell’atto aziendale. Una mozione sollecitata dalla stessa Conferenza dei sindaci e dai comitati che a novembre avevano organizzato una manifestazione a sostegno dell’ospedale di Dolo.

L’atto aziendale in sostanza prevede, in prospettiva, la destinazione dell’ospedale di Dolo a nosocomio prevalentemente di indirizzo medico e per Mirano a indirizzo chirurgico, riorganizzando i vari reparti presenti in entrambi i plessi. Una scelta che, secondo sindaci e comitati, sarebbe destinata a penalizzare entrambi gli ospedali.

«Chiederemo di fare chiarezza – ha annunciato il presidente della Conferenza Checchin – sull’approvazione dell’atto aziendale da parte della giunta regionale che sembra andare in contrasto con le indicazioni del Consiglio regionale. Va soprattutto chiarita l’idea di ospedali in rete e della specializzazione in polo medico per Dolo e chirurgico per Mirano».

(l.gia.)

 

Il comitato “Marcato” promette: «Faremo guerra al progetto»

«Il 2015 sarà l’anno buio e della regressione per l’Asl 13 e in particolare per l’Ospedale di Dolo, una volta ospedale provinciale e punto di riferimento per tutto il territorio oltre che punto d’incontro e di confronto con l’Università di Padova». A dichiararlo è il medico mirese Francesco Sacco, componente del “Comitato Bruno Marcato” e consigliere Pd.

«Con il voto della Giunta regionale, in contrapposizione con le mozioni presentate dai consiglieri e approvate all’unanimità in consiglio regionale, si vuole dare il via all’Atto aziendale bloccato da oltre un anno e portare in questo modo avanti la sperimentazione di un polo medico-geriatrico a Dolo e di un polo medico chirurgico a Mirano, unico esempio nella Regione Veneto – sottolinea Sacco – Tutto ciò esprime la volontà di declassare Dolo ponendo le basi perchè anche Mirano diventi subalterno a Mestre e tutto questo ancora prima delle definizioni delle Asl. L’intero progetto approvato dalla Giunta Regionale sacrifica gli operatori, gli utenti, la classe medica e l’intero territorio».

«Il Comitato Bruno Marcato – conclude il medico di Mira – disapprova tutto ciò. Daremo battaglia per bloccare un progetto che non garantisce la giusta assistenza ai cittadini della Riviera del Brenta. I finanziamenti necessari a questo progetto in parte derivano dal mancato investimento in tecnologie e personale e in parte dall’avanzo di gestione frutto di sacrifici, in un territorio che ha già la più bassa quota capitaria. A farsi carico di tutto ciò si sollecita quindi la Conferenza dei sindaci e gli stessi sindaci che domani (oggi per chi legge, ndr) parteciperanno all’audizione in commissione Sanità».

(l.per.)

 

D’Agostino rilancia: «All’Asl 13 serve un solo grande ospedale»

«Lasciano esterrefatti le dichiarazioni del consigliere regionale Bruno Pigozzo, in merito all’approvazione da parte della Giunta regionale dell’atto aziendale dell’Asl 13».

La presa di posizione arriva dall’ex amministratore dell’ospedale e dell’Ulss dolese Vincenzo D’Agostino: «Pigozzo si lamenta, insieme ad altri portavoce del centrosinistra e dei comitati locali, che la giunta abbia approvato l’atto aziendale della Asl 13 che prevede la specializzazione dei due ospedali in polo chirurgico (Mirano) e poco medico (Dolo). Ma va ricordato che il piano è stato partorito dalla commissione Sanità, di cui fanno parte esponenti di tutte le forze politiche. Dov’erano il consigliere Pigozzo e gli altri esponenti durante le lunghe e travagliate discussioni della programmazione regionale? Hanno accettato senza batter ciglio questa illogica divisione, anche in termini di costi, invece di puntare a un ospedale unico da collocare in una posizione baricentrica tra Dolo e Mirano, sostenuto peraltro dall’allora assessore regionale Sandri e da tutti i direttori dipartimentali dell’Ulss 13».

Per D’Agostino vi è una logica evidente: «Oggi sarebbero più credibili se ci dicessero che questa contestazione mira solo a ottenere l’impossibile, e cioè salvare la cardiochirurgia di Mirano. Ma che altro può fare il Direttore generale, da me più volte criticato, se non attenersi a quanto i politici hanno deciso? I cittadini vogliono servizi, non possono fare affidamento sulle proteste trite e ritrite dei soliti noti. Tanto, è mia opinione, questa specializzazione dei due presidi, illogica e non fattibile sul piano logistico e sanitario, non troverà mai attuazione. Perché non si propone alla Regione di finanziare l’ospedale unico in questa Asl?».

(l.per.)

 

Pressing del Comitato Marcato

DOLO «Sollecitiamo un intervento della Conferenza dei Sindaci e degli stessi sindaci che domani parteciperanno all’audizione in 5’ commissione regionale Sanità». A chiederlo è il comitato “Bruno Marcato” che si oppone all’Atto Aziendale predisposto dalla direzione generale dell’Asl 13 e approvato dalla Giunta Regionale.

Il comitato è parte fondante del Coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo che in questi anni ha organizzato, tra l’altro, due manifestazioni pubbliche e promosso una petizione popolare che ha raccolto oltre 5000 firme.

«La delibera approvata dalla Giunta Regionale», scrivono i membri del comitato, «è in contrapposizione con le mozioni presentate dai consiglieri ed approvate all’unanimità in consiglio regionale. Col voto della Giunta si vuole dare il via all’Atto Aziendale e portare avanti la sperimentazione di un polo medico-geriatrico a Dolo e di un polo medico-chirurgico a Mirano, unico esempio nel Veneto. L’intero progetto penalizza gli operatori, gli utenti, la classe medica e il territorio. Noi daremo battaglia per bloccare un progetto che non garantisce la giusta assistenza ai cittadini della Riviera del Brenta».

(g.pir.)

 

NUOVA VENEZIA  –     Nuovo appello del sindaco Patrizia Andreotti alla Regione

«Ospedale, difendere i servizi»

NOALE «Assegnare altri 4 milioni di euro per gli ospedali di Dolo e Mirano è una buona notizia. Ma la giunta regionale non ha ancora risposto alle tante sollecitazioni fatte». È il parere del sindaco di Noale Patrizia Andreotti, dopo che a fine dicembre da Palazzo Balbi sono stanziati i fondi per far partire i lavori per aumentare la sicurezza e garantire le opere antisismiche a Dolo e Mirano. Questo consentirebbe di trasferire gli uffici e la direzione a Noale.

Ma è proprio da qui che nascono i timori di Andreotti. «Non è chiaro», spiega, «se i soldi riguardino solo il trasloco dei dipendenti o anche, come chiedo, per rinnovare e consolidare i servizi esistenti. Siamo convinti che l’attuale direzione voglia confermare e rafforzare i servizi del Pier Fortunato Calvi, come la riabilitazione, il day hospital geriatrico? Che ne sarà delle migliaia di cittadini che usufruiscono di tali servizi?».

C’è poi la questione dei 40 posti dell’ospedale di comunità. «Il governo veneto» si chiede Andreotti «rispetterà la recente mozione approvata dal suo Consiglio di inserirli nel vecchio ospedale? Queste domande saranno poste giovedì dall’attuale presidente della conferenza dei sindaci Silvano Checchin alla quinta commissione regionale».

(a.r.)

 

Domani l’audizione in quinta commissione di Silvano Checchin che si farà portavoce del disagio dei Comuni: «Cardiochirurgia di Mirano non si tocca. Chiederò lumi sull’idea di ospedali di rete»

MIRANO – Silvano Checchin in audizione domani in quinta commissione regionale Sanità per chiedere la modifica delle schede di dotazione ospedaliera. Il neopresidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13 anticipa gli argomenti dell’incontro e lancia la sfida: «Rivedere la specializzazione dei presidi di Dolo e Mirano e ottenere i finanziamenti necessari per la messa a norma dei due ospedali».

Il primo cittadino di Spinea, eletto da poco presidente della conferenza dei sindaci di Miranese e Riviera, affronta la dura partita della sanità locale per la prima volta e va dai commissari dopo il nullaosta alla riorganizzazione dell’Asl da parte della giunta regionale.

«Chiederò un approfondimento dell’idea di ospedali in rete e della specializzazione in polo medico per Dolo e chirurgico per Mirano. È un modello che nelle altre Asl venete organizzate in due sedi ospedaliere non viene praticato: perché, quindi, solo nell’Asl 13 dovrebbe funzionare?».

Per Checchin la questione non è solo organizzativa: «Questa Asl è in avanzo e da tempo ha eliminato tutti i doppioni. Siamo di fronte a una situazione già ottimale: si può razionalizzare ulteriormente, per carità, ma il modello di due ospedali specializzati non è la soluzione».

Spinosa, inoltre, la questione di Cardiochirurgia a Mirano: «Tutti d’accordo che debba lavorare in stretto contatto con Mestre, ma integrazione non significa chiusura, come invece si deduce dall’atto aziendale». Anche in questo caso la questione è economica: «Lavorare in sinergia significa creare un polo di eccellenza tra Mestre e Mirano, che in prospettiva deve diventare una risorsa per il territorio, visto che i punti di eccellenza porteranno risorse aggiuntive alle singole Asl».

Centrale, insomma, resta il nodo dei finanziamenti: «La Regione deve mettere a disposizione i fondi: se non arrivano, il ragionamento su come specializzare e mettere in rete gli ospedali diventa inutile. Mi riferisco in particolare ai 20 milioni di euro necessari per mettere a norma e rendere funzionale l’ospedale di Dolo e realizzare il terzo monoblocco a Mirano. Se arrivano i soldi, questa Asl si salva, altrimenti saranno solo problemi e se pensano che il territorio starà a guardare, si sbagliano».

Checchin arriva in Regione forte dell’appoggio dei sindaci, dei residenti (che hanno raccolto firme a favore del mantenimento dello status quo) e dei comitati. Il “Salvioli” in particolare sottolinea la necessità di rivedere, con urgenza, le schede ospedaliere partendo proprio dalla commissione regionale: «Le recenti delibere bipartisan assunte all’unanimità dai consiglieri regionali veneziani impegnano la giunta a sospendere gli atti aziendali sulla Cardiochirurgia miranese», ricorda il coordinatore Aldo Tonolo.

Filippo De Gaspari

 

DOLO – Emilio Zen, portavoce del coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo, ha inviato una lettera a Silvano Checchin, sindaco di Spinea e da alcune settimane presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13.

Nel testo si chiede un intervento del neopresidente Checchin a sostegno della posizione del coordinamento che si oppone alle schede ospedaliere e all’atto aziendale approvato pochi giorni fa dalla giunta regionale.

Checchin giovedì sarà in audizione alla quinta commissione regionale Sanità.

«In questi due anni», scrive Zen, «il coordinamento si è impegnato per sensibilizzare sulle questioni socio-sanitarie territoriali mediante incontri, volantini, una petizione che ha raccolto più di 5000 firme consegnate in Regione e due manifestazioni».

Il coordinamento ha ottenuto anche l’appoggio di alcuni consiglieri regionali. «Il consiglio regionale», prosegue Zen, «ha approvato all’unanimità una mozione tesa al congelamento dell’atto aziendale dell’Asl 13 per consentire l’auspicata revisione delle schede ospedaliere. Le schede sono anche contestate dai sindaci di centrosinistra della Riviera».

(g.pir.)

 

Dolo. Michele Bedin (Pd) «Una rete unica con tre ospedali»

DOLO «La delibera, approvata dalla Giunta regionale del Veneto, che ha dato il via libera al piano di riorganizzazione della Asl 13 proposto dalla Direzione Generale, è inopportuna e non risolve le vere esigenze dei cittadini della Riviera del Brenta. I 4 milioni di euro stanziati rispetto ai 20 milioni previsti dalla finanziaria 2010, hanno più il sapore di “una tantum’’ che di finanziamenti strutturati» .

A dirlo è il segretario del Pd della Riviera del Brenta, Michele Bedin: «La delibera approvata dalla giunta regionale è in netta contrapposizione da quanto espresso dal Consiglio che ha votato all’unanimità due mozioni presentate proprio dal Pd in favore di una struttura che preveda la messa in rete degli ospedali di Dolo, Mirano, Noale e non la destrutturazione dei reparti così come invece viene oggi concepita. Trasformare un ospedale come Dolo in “puro’’ polo medico», continua Bedin, «significa ridurne le potenzialità operative. La modestia degli stanziamenti previsti sono l’ulteriore prova che non vi è una vera volontà politica da parte di questo governo regionale di investire sulla sanità pubblica del nostro territorio».

(a.ab.)

 

LAVORO – Il bilancio di Apindustria su Miranese e Riviera dal 2008 ad oggi

Il direttore Roccato: «A causa della pressione fiscale e della scarsa politica del credito»

«Anche in Riviera e nel Miranese la crisi non conosce tregua. Abbiamo grandi potenzialità, ma servono riforme per incentivare il lavoro. Non c’è più tempo da perdere». Lo sostiene Apindustria Venezia diffondendo i dati di uno studio che riguarda sei Comuni: Mirano, Spinea, Santa Maria di Sala, Pianiga, Dolo e Mira.

Dalla ricerca esce una fotografia davvero preoccupante: dal 2008 ad oggi sono stati persi circa 1.700 posti di lavoro e sono state chiuse 200 piccole o medie imprese. Numeri negativi anche per quanto riguarda la produzione (-20 percento) e il fatturato (-25 percento). L’unico segno positivo è quello dell’export: negli ultimi due anni è salito del 3 per cento.

Lo spaccato è chiaro: soffre principalmente chi lavora per il mercato interno, riesce invece a tener botta o addirittura a crescere chi guarda soprattutto all’estero.

L’indagine è stata presentata dal direttore di Apindustria Venezia Pier Orlando Roccato e dall’ex presidente della Commissione lavoro della Provincia, Roberto Dal Cin. È stata analizzata la situazione delle imprese dei settori meccanico, manifatturiero, gomma plastico, chimico ed edile.

«Le politiche messe in atto da parte del Governo attuale e dei precedenti non sono state efficaci – commenta Roccato -. Il Job act’s tanto decantato non prevede alcun piano di rilancio per le nostre imprese. Non si stanno liberando risorse per sviluppare l’industria, non si intravvedono l’abbassamento della pressione fiscale e una politica del credito atta ad agevolare gli investimenti».

Roccato prova a lanciare un messaggio di ottimismo: «In tempi brevissimi dobbiamo attivare riforme per incentivare il lavoro. Siamo ancora in tempo per rialzarci e ripartire».

Dal Cin approfondisce: «La crisi si fa sentire, ma le imprese sono subissate anche da un fisco ed una burocrazia che non dà tregua. Chiediamo a viva voce – conclude – una concreta politica del credito finalizzata ad investire su sviluppo e ricerca aiutando le imprese a crescere».

Un anno fa un’altra ricerca diffusa invece da Confcommercio evidenziò che nei sette Comuni del Miranese tra il 2008 e il 2013 il calo di fatturato delle attività si attestava mediamente oltre il 15% e colpiva soprattutto macellerie, tabaccherie, cartolerie, negozi di ferramenta, bar e ristoranti.

Gabriele Pipia

 

NOALE – La sindaca Andreotti chiede chiarezza alla Regione sul futuro dell’ospedale: «I servizi vanno rafforzati»

«L’aggiunta di altri 4 milioni di euro ai progetti per gli ospedali di Dolo e Mirano è sicuramente una buona notizia». Il sindaco di Noale Patrizia Andreotti commenta positivamente le scelte che ha fatto la giunta regionale nell’ultima seduta dell’anno ma contemporaneamente si pone molte domande.

«Tuttavia la giunta stessa non ha ancora risposto alle molteplici sollecitazioni poste in questi mesi come ad esempio non è chiaro – si chiede il sindaco Andreotti – se gli stanziamenti previsti riguardino solo il trasferimento degli uffici direzionali a Noale o anche come chiedo il rinnovo ed il consolidamento dei servizi esistenti sul territorio di cui usufruiscono tutto i comuni circostanti».

Il primo cittadino di Noale si dice sicuro che è intenzione dell’attuale direzione dell’Ulss confermare e rafforzare i servizi attualmente presenti nel monoblocco di Noale quali i servizi di riabilitazione, Day Hospital geriatrico, con circa 850 pazienti ed altri servizi altrimenti «che ne sarà delle migliaia di cittadini di tutta la zona che usufruiscono di tali servizi? – si chiede la Andreotti – Bene che i 40 posti dell’ospedale di comunità siano stati assegnati alla Città di Noale ma la giunta regionale rispetterà la recente mozione del consiglio regionale che indica quale naturale collocazione dei posti letto l’ospedale civile? Tra i fondi stanziati c’è anche questa operazione?».

Giovedi prossimo Silvano Checchin presidente della conferenza dei sindaci sarà in audizione presso la commissione regionale che si occupa di sanità per avere risposte e prospettive certe su quanto in previsione per la sanità nel territorio miranese.

(l.bor.)

 

 

Mirano. Progetti e nuove sfide nel bilancio di metà mandato del sindaco Maria Rosa Pavanello
eletta vicepresidente nazionale dell’Anci: a Roma voglio portare le esigenze del nostro territorio

MIRANO – Primo sindaco donna di Mirano, portavoce dei sindaci veneti e unica donna vice di Piero Fassino all’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani. Bilancio di metà mandato e nuove sfide per Maria Rosa Pavanello, al giro di boa del suo primo mandato da sindaco.

Un bilancio da sindaco: cosa è stato fatto e cosa avrebbe voluto fare? «È stato un anno intenso, siamo riusciti a fare molte cose per la città. Penso, per esempio, ai lavori di ristrutturazione nella scuola Wolf Ferrari, alla conclusione del primo anno della Piazza delle Idee, che mette Mirano all’avanguardia in questo settore o al servizio di sorveglianza dei parcheggi affidato ai disoccupati, che coniuga sicurezza e aiuto sociale, infine al progetto Sprar per l’accoglienza dei richiedenti asilo. È stato anche motivo di soddisfazione apprendere che la città è tra i 100 Comuni più vivibili d’Italia. Avrei già voluto concludere la battaglia per far avere quanto spetta a Mirano per gli accordi sul Passante. Ma non dipende da noi: dobbiamo confrontarci con la Regione che continua a lamentare mancanza di fondi, che invece per altri Comuni ha già erogato».

Quali sono i principali problemi affrontati nel 2014? «Gli stessi che rendono la vita quasi impossibile a tutti i sindaci: amministrare destreggiandosi tra i vincoli del patto di stabilità, con l’impossibilità di utilizzare risorse che abbiamo e potrebbero essere destinate a interventi obbligatori e urgenti, penso a quelli previsti dal piano delle acque. Invece molte energie sono utilizzate per trovare soluzioni per continuare a erogare i servizi e sopperire a continui tagli ai trasferimenti statali senza aumentare l’imposizione fiscale».

Cosa porterà il 2015 ai miranesi? «Sarà il primo anno di Unione dei Comuni. Assieme ai colleghi sindaci e ai consiglieri coinvolti farò il possibile affinché questa nuova entità si sviluppi e funzioni al meglio, diventando punto di riferimento per altre esperienze simili».

Tracci un bilancio di metà mandato da sindaco. «I ritmi di questi due anni e mezzo sono stati davvero intensi. Posso dire di essere soddisfatta perché alcuni degli obiettivi programmatici sono stati già raggiunti come quelli di tracciare un nuovo percorso di contenuti e sostenibilità per il Teatro di Mirano o della drastica riduzione del divario che avevamo a inizio mandato nella raccolta differenziata dei rifiuti, tutto senza aumentare la tassazione locale. Abbiamo inoltre avviato importanti azioni nel piano per l’energia sostenibile reperendo anche risorse economiche al di fuori del Comune. Certo, c’è ancora molto da lavorare e il momento storico-congiunturale non ci agevola, ma sono convinta che con l’aiuto di tutti e un po’ di fortuna, gli interventi avviati porteranno i risultati previsti».

Il 2015 sarà anche l’anno dell’Unione dei Comuni, che però finora ha fatto parlare più per le polemiche: cosa succederà ora? «L’Unione, di suo, non ha dato spunti affinché se ne parlasse male o in maniera polemica, ma ha seguito il suo iter naturale in modo corretto. Chi ne ha parlato in termini negativi forse non ne ha compreso bene le caratteristiche e gli scopi. Nel 2015 comincerà a essere una realtà sempre più concreta e presente nella vita dei cittadini, iniziando a far percepire alcuni dei suoi pregi e dei vantaggi per cui è stata creata. Noi e altri Comuni inizieremo a razionalizzare e limitare la spesa».

Da presidente Anci Veneto e vicepresidente Anci nazionale su cosa punterà nel nuovo anno per dare voce alle richieste del territorio? «Per funzionare bene Anci Veneto deve accogliere e comprendere le istanze di tutto il territorio che rappresenta. Di conseguenza è fondamentale anche un apporto attivo e propositivo dei Comuni. Nello specifico dei Comuni veneti gli obiettivi sono ottenere che quote sempre maggiori di tasse rimangano e vengano impiegate qui e assicurare ai sindaci la possibilità di far fronte al dissesto idrogeologico».

I nuovi incarichi la porteranno spesso fuori sede: come riuscirà a coniugarli con il ruolo di sindaco a tempo pieno? «L’attenzione che dedico a Mirano non risentirà degli impegni con Anci. Il tempo che è necessario dedicare agli incarichi di presidente regionale e vicepresidente nazionale è perfettamente compatibile con l’attività di sindaco. Come vicepresidente nazionale sarò impegnata a Roma per una mezza giornata al mese. Poi molte riunioni vengono fatte in videoconferenza».

Filippo De Gaspari

 

CONTRO IL PROGETTO DI GUMIRATO – No ai poli: Dolo medico e Mirano chirurgico

Per Bedin (Pd) così potenzialità e possibilità operative di Dolo verranno ridotte. Il Comitato Salvioli giudica propaganda i 28 milioni di investimenti.

IL TIMORE – Dolo e Mirano saranno sottomessi a Mestre

Il direttore dell’Asl 13 ha annunciato l’approvazione della nuova riorganizzazione delle strutture ospedaliere ma cresce la protesta di politici e comitati che temono la sottomissione a Mestre: «Troppe le contraddizioni tra l’atto aziendale dell’Asl 13 e le indicazioni alla Giunta da parte del Consiglio regionale».

La soddisfazione espressa dal direttore dell’Azienda sanitaria Gino Gumirato, sull’approvazione da parte della Giunta Regionale dell’Atto Aziendale che delinea la riorganizzazione delle strutture ospedaliere ed il cronoprogramma degli interventi, ha scatenato una serie di proteste del consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo, del delegato alla Sanità provinciale Gabriele Scaramuzza, dei Comitati Salvioli di Mirano e Marcato di Dolo e di Michele Bedin Segretario Pd Riviera del Brenta.

«Non ci stiamo a farci prendere il giro dalla Giunta che, approvando senza prescrizioni il Piano Aziendale di Gumirato, disattende completamente le mozioni approvate dal consiglio regionale» – tuona Pigozzo che ha comunque appreso con favore l’erogazione di altri 4 milioni per gli ospedali di Dolo e Mirano. «Il Consiglio regionale – ricorda ancora Pigozzo – ha approvato la sospensione dell’atto aziendale dell’Asl 13 per rivedere la programmazione ed evitare la specializzazione dei due ospedali in polo chirurgico (Mirano) e medico (Dolo), continuando così a garantire la chirurgia a Dolo h24, 7 giorni su 7. Quanto riferito da Gumirato è, invece, in contraddizione con tutto questo».

Anche il Comitato Salvioli è perplesso dalle dichiarazioni del direttore dell’Ulss 13: «Non siamo per niente convinti delle delibere di fine anno della Giunta regionale sbandierate dal direttore generale come un successo in quanto riteniamo errate le scelte di Polo Medico a Dolo e Polo Chirurgico a Mirano. Il piano investimenti di 28 milioni di euro è pura propaganda dato che sono ancora da erogare i 20 milioni stanziati nella Finanziaria 2010».

«Delle due l’una – commenta Sacramuzza – il centrodestra della Regione è allo sbando e dilaniato dai propri interni conflitti, oppure gioca due parti in commedia sostenendo una cosa in Consiglio e il suo contrario in Giunta. Spiace solo che a pagare le conseguenze saranno i cittadini e le famiglie della Riviera del Brenta e del Miranese».

«Trasformare un ospedale come Dolo in “puro” polo medico – commenta Bedin segretario del Pd Riviera – significa semplicemente ridurne le potenzialità e le possibilità operative». Nel frattempo tutta l’attenzione è puntata su giovedì prossimo, 8 gennaio, quando la V Commissione regionale Sanità incontrerà il nuovo presidente della Conferenza dei sindaci della Asl 13 e chiarirà la posizione della Regione sull’approvazione dell’Atto Aziendale.

 

Nuova Venezia – Mirano. Ospedali, il Pd boccia il progetto.

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3

gen

2015

Mirano. Critiche anche dal comitato Salvioli: dove sono i soldi promessi nel 2010?

MIRANO «Non ci stiamo a farci prendere in giro dalla giunta Zaia che, approvando senza prescrizioni il piano aziendale del direttore generale Gumirato, disattende le mozioni approvate dal Consiglio».

Il Pd boccia senza appello la riorganizzazione dell’Asl 13 e anche il comitato Salvioli fa sentire la propria voce contraria. Per i Democratici va bene solo (e solo in parte) l’erogazione dei 4 milioni per gli ospedali di Dolo e Mirano.

«Ma c’è una contraddizione netta rispetto alle mozioni approvate in Consiglio», rileva Bruno Pigozzo, «mancano le prescrizioni che avevamo chiesto. Restano da sciogliere i nodi di Chirurgia di Dolo, dei 40 posti letto di Noale e del piano interaziendale di Cardiochirurgia tra Mirano e Mestre. A chi giova poi raggiungere il pareggio di bilancio e risparmiare 7 milioni di euro se si vanno a penalizzare i servizi? C’è un problema di equità e giustizia da ripristinare per questa Asl. Sfavorire un modello che ha dimostrato di funzionare a costi contenuti è inaccettabile».

Critiche arrivano anche dal Salvioli: «Non siamo per niente convinti delle delibere della giunta regionale, sbandierate dal direttore generale come un successo», rileva il coordinatore Aldo Tonolo, «riteniamo errate le scelte di trasformare in polo medico l’ospedale di Dolo e in polo chirurgico quello di Mirano, come è pura propaganda elettorale il piano di investimenti per l’edilizia ospedaliera da 28 milioni, dato che sono ancora da erogare i 20 milioni stanziati nella Finanziaria 2010, 10 per Dolo e 10 per Mirano. Non sono state affrontate le questioni del terzo monoblocco, del reparto Materno-infantile a Mirano, della disdetta prematura dell’affitto all’ente Mariutto e dei 40 posti letto di comunità a Noale», prosegue Tonolo, «l’8 gennaio si riunirà la commissione regionale Sanità e lì auspichiamo che vengano prese in esame le richieste di modifica delle schede».

(f.d.g.)

 

MIRANO – Nominata a Roma a fianco di Fassino

MIRANO – Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il primo cittadino di Roma Ignazio Marino, il collega di Parma Federico Pizzarotti. In mezzo a questa lista di nomi illustri ora si aggiunge quello di Maria Rosa Pavanello. Il sindaco di Mirano, 44 anni, continua la propria scalata nel panorama politico-amministrativo: dopo essere stata eletta all’unanimità pochi mesi fa presidente di Anci Veneto, ora ha ricevuto anche la nomina di vicepresidente nazionale di Anci.

L’associazione dei Comuni italiani è guidata dal sindaco di Torino Piero Fassino e conta undici vicepresidenti: oltre a quelli già nominati, nell’organigramma compaiono i sindaci di Lecce, Latina, Chieti, Varese, Valdengo (Biella), Pesaro e Cagliari. «Sono onorata e orgogliosa di essere stata scelta per questo ruolo.

Ringrazio il Consiglio e il presidente Fassino per la fiducia: farò tutto il possibile per ricambiarla» ha affermato Pavanello, tenendo a precisare che la presidenza di Anci Veneto e la vicepresidenza di Anci sono due cariche assolutamente gratuite.

Maria Rosa Pavanello è sindaco di Mirano dal maggio del 2012 (dal 2004 al 2008 fu assessore all’Istruzione), l’impegno miranese proseguirà ma nei prossimi mesi aumenteranno inevitabilmente anche gli impegni romani.

«Viviamo un momento in cui dal Veneto si sollevano forti critiche sui provvedimenti del Governo che riguardano i Comuni – ha aggiunto il sindaco di Mirano -. Sento ancor più la responsabilità di mettere tutto il mio impegno e la conoscenza diretta di questo territorio. Per i Comuni un problema fondamentale è dato dai vincoli del Patto di Stabilità. Ci sono ambiti dove l’urgenza di spesa è massima, i Comuni necessitano di fare interventi per la sicurezza antisismica, per il rischio idraulico, per la manutenzione delle scuole. Non si può più aspettare».

La nomina a presidente di Anci Veneto era stata una svolta storica: per la prima volta al timone dell’associazione c’è una donna, un esponente del centrosinistra e un rappresentante della provincia di Venezia.

(g.pip.)

 

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