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Il commissario Cesare Castelli scrive ai sindaci di Mirano e Santa Maria di Sala chiedendo che questi, il direttore generale di Veneto Strade e il direttore dell’area Infrastrutture della Regione Veneto si incontrino lunedì 2 marzo alle 10.30 a Venezia, a palazzo Cà Corner in sala Giunta al fine di trovare un’intesa su Via Desman.

«La Provincia – si legge nella lettera – fin dal 2009 ha promosso un progetto di adeguamento della strada medesima».

La Provincia si riferisce a un progetto preliminare per la realizzazione di un percorso ciclabile, progetto per cui l’ente si era attivato per ottenere i finanziamenti necessari per la realizzazione dell’opera attraverso un atto aggiuntivo all’Accordo di Programma del 2008 e attraverso una richiesta inoltrata il 21 ottobre 2014 ai Comuni di Mirano e Santa Maria di Sala per far sì che aderissero al bando regionale per i finanziamenti per piste ciclabili.

«Alla richiesta – scrive la Provincia – Mirano non ha risposto e Santa Maria di Sala ha comunicato di non poter accogliere la richiesta».

«Un bando – invece – dichiara l’ex sindaco Paolo Bertoldo, consigliere Lista Salese – a cui il sindaco di Santa Maria di Sala Nicola Fragomeni aveva dichiarato di aver partecipato».

A rispondere ora sarà Fragomeni che sarà presente domani giovedì per la seduta straordinaria del Consiglio comunale alle ore 18 nella Sala Teatro Pertini di Villa Farsetti. Una convocazione richiesta dalle minoranze salesi per discutere solo di via Desman.

(s.bet.)

 

Equonomia

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti | 0 Comments

25

feb

2015

Una serie di 4 incontri, organizzati in collaborazione con Banca Etica, per parlare di finanza etica ed economia solidale; dell’economia che gestisce il cibo che arriva nel nostro piatto e dei rapporti fra sud e nord del Mondo, della finanziarizzazione della produzione e perdita di contatto con il mondo reale e di una proposta di soluzioni che possa rappresentare la finanza etica come gestione quotidiana dei nostri risparmi.

In allegato avete la programmazione dei 4 appuntamenti, che si svolgeranno tra Mirano, Mira e Scorzè.

VENERDI’ 27 FEBBRAIO, alle ore 20.45, c/o il Centro Civico “Masenello”, in v.Paganini a Mirano, si terrà il primo incontro. Sarà ospite DUCCIO FACCHINI, giornalista di Altreconomia, per parlare di come il Commercio Internazionale sottragga ricchezza al Sud del Mondo attraverso noi consumatori.

Gli appuntamenti successivi si terranno: venerdì 13 e 27 marzo e venerdì 10 aprile.

 

CLICCARE SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRLA

 

equonomia

 

 

 

Gazzettino – Miranese “terra del Tiepolo”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

21

feb

2015

TURISMO – Nel convegno sulle potenzialità del territorio è stato lanciato un brand

Presenze in aumento ma servono una politica di sviluppo e un simbolo preciso

«Il turismo continua a crescere, ma siamo ancora lontani dalle nostre reali potenzialità. Serve un simbolo forte per il Miranese: abituiamoci tutti a chiamarlo ’Terra dei Tiepolo’». È questa, secondo gli esperti del settore, una delle chiavi per attirare un maggior numero di visitatori e portare un importante indotto economico. Come sviluppare il turismo locale? Il tema è stato dibattuto giovedì, a Mirano, nel corso di una serata organizzata dal circolo Acli, guidato da Paolo Tonello. Il presidente della Pro Loco Roberto Gallorini ha snocciolato i punti di forza del Miranese: «Ville, capolavori del Tiepolo, Graticolato romano, terme di Salzano, Strada del radicchio. Un itinerario meraviglioso, senza scordare manifestazioni che attirano migliaia di persone come il Palio di Noale e lo Zogo dell’Oca di Mirano. Dal 2011 al 2013 abbiamo registrato un aumento significativo, ma possiamo fare molto meglio».

Gli ultimi dati diffusi da Apt Venezia dicono che nel 2011 gli arrivi sono stati 141mila, nel 2012 159mila e nel 2013 163mila. Due terzi delle presenze arrivano dall’estero (nell’ordine da Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Paesi Bassi). Chi sceglie il Miranese lo fa per i prezzi più contenuti, per la tranquillità e per la posizione baricentrica tra Padova e Venezia.

A Mirano nel 2013 sono stati registrati 50.756 arrivi per 86.696 pernottamenti: molti si fermano più di una notte, in crescita soprattutto bed and breakfast e affittacamere.

«Ma serve una politica turistica chiara e non un approccio improvvisato – ha spiegato l’olandese Jan Van der Borg, docente di Economia e politica del turismo a Ca’ Foscari – Nel Miranese ci sono poli culturali e strutture ricettive all’altezza; bisogna invece lavorare sull’accessibilità interna, migliorando segnaletica e piste ciclabili. Serve poi un simbolo, come la gondola di Venezia o la torre Eiffel di Parigi. Potrebbe essere l’oca, il Tiepolo o qualche altro riferimento riconoscibile».

Le carte intestate dell’Unione dei Comuni portano già il logo “Terra dei Tiepolo”, Gallorini ci punta forte: «Deve diventare il nostro brand. Pensiamo ad Alta Badia, loro lo scrivono ovunque».

Per Anthony La Salandra, direttore della società veneziana Risposte turismo, «serve maggior consapevolezza di questo patrimonio e collaborazione tra pubblico e privato. La vera sfida sarà continuare nel tempo, dopo la parentesi di Expo 2015». Agli amministratori il compito di raccoglierla e vincerla.

Gabriele Pipia

 

DOLO – Il Comitato contro la nomina di Livieri a vicepresidente della Conferenza

«Fabio Livieri da presidente a vicepresidente della Conferenza dei sindacì per fare che cosa?» È quanto si chiede il Comitato Bruno Marcato che vede nella decisione un ulteriore passo verso il ridimensionamento dell’ospedale di Dolo.

«Se c’erano dubbi che il progetto del nostro direttore generale potesse incontrare difficoltà nell’attuazione, ora non ne abbiamo più: procederà speditamente con il consenso dei sindaci; anzi, con la ’compattezzà e l’unanimità’ chiesta da Livieri e dimostrata nel passato».

Questo il pensiero del Comitato, che aggiunge: «Per far questo, la Conferenza dei sindacì ha inventato addirittura una nuova norma. Nel regolamento regionale viene previsto che il direttivo della Conferenza è organismo ristretto, composto da non più di cinque membri. Nella nostra Asl, invece, i membri diventano sei, per far posto a Livieri, politicamente di centrodestra, per pareggiare la collocazione di centrosinistra del presidente Silvano Checchin».

Perché la decisione non piace al comitato? «Conosciamo bene Fabio Livieri, è stato presidente della Conferenza dei sindaci per cinque anni ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche dei sindaci che ora lo hanno ripescato, forse per garantire il progetto approvato dalla Regione. Con l’elezione di Checchin tutti si aspettavano un cambiamento, ora Livieri lo può sostituire per ’l’esercizio delle funzioni, compiti e poteri’. Evidentemente, Livieri è una ’garanzia politica’, anche se la sua nomina avviene senza rispettare la legge».

Cosa potrà accadere, ora? «Livieri sa che è già tutto fatto dal direttore Gumirato ed approvato dalla Regione; sa anche che non ci sarà l’ampliamento dell’ospedale di Dolo, ma la dismissione e vendita di dodici edifici del vecchio ospedale, compresa Villa Massari, con lo spostamento di tutti i reparti chirurgici a Mirano. Non c’è più nulla da capire, si deve solo attuare. Anche per questo è stato nominato vicepresidente».

 

DOLO – Consolidare il settore Materno Infantile e trasformare la Chirurgia in unità operativa complessa.

Queste le due proposte lanciate dal comitato “Bruno Marcato” per potenziare l’ospedale di Dolo. «In attesa del nuovo assetto territoriale delle Asl», spiegano i componenti, «non vanno predeterminate scelte che definiscano in maniera irreversibile la classificazione degli ospedali, in particolare quello di Dolo».

Per questo il Comitato propone di «mantenere e consolidare il settore Materno Infantile con la copertura del posto di dirigente ora garantito solo parzialmente dal primario di Mirano dopo il pensionamento di quello di Dolo.

Va poi mantenuta e consolidata la Chirurgia trasformandola in unità operativa complessa, utilizzando il posto di dirigenza attualmente scoperto di Otorinolaringoiatria di Mirano. Per questo reparto, le schede ospedaliere prevedono lo spostamento a Mestre, dove il primario ha già preso servizio».

Per il Comitato si tratta di interventi fattibili: «Sono a costo zero, non necessitano di nessun particolare provvedimento se non di un’autorizzazione regionale per la Chirurgia».

(g.pir.)

 

L’inaugurazione del varco di Cappella porterà alla rimozione dei divieti a Spinea

I sindaci fiduciosi: «I territori saranno sollevati dal traffico di attraversamento»

SPINEA – C’è la data di apertura del casello di Martellago-Scorzè e c’è anche quella della rimozione del divieto di transito ai camion alla barriera di Crea di Spinea.

Per il Miranese la data da segnare sul calendario è il 3 marzo. Finalmente il Passante di Mestre diventa un sistema aperto, così com’era stato concepito: a distanza di sei anni dall’inaugurazione, si completa l’operatività dei tre caselli previsti, con l’apertura di quello intermedio e la piena operatività di quello a Crea.

Ma resta un’incognita su come tutto ciò inciderà sul territorio e la viabilità ordinaria.

Sulla carta, l’inaugurazione del casello di Scorzè e l’apertura al traffico pesante di quello di Spinea dovrebbero portare più benefici che altro. Ci sperano i sindaci, con un pizzico di scaramanzia che potrà essere messa da parte forse solo con i primi dati su come si modificheranno i flussi di traffico.

Silvano Checchin, primo cittadino di Spinea, conferma che il divieto ai camion superiori alle 7 tonnellate a Spinea verrà tolto non appena sarà aperto il casello di Cappella di Scorzè.

«Attualmente però», spiega, «non ci è ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale: non so dire se sarà proprio il 3 marzo o qualche giorno dopo».

Di sicuro il divieto che campeggia all’ingresso del casello e all’uscita dell’autostrada ha i giorni contati. Problemi, il nuovo transito di mezzi pensanti, non dovrebbe portarne: «Il divieto aveva senso di esistere, e per questo ci siamo imposti in questi anni, in un sistema non ancora a pieno regime», continua Checchin, «Da luglio 2009 (quando è stato aperto, ndr), a oggi, Spinea era l’unico ingresso per tutto il Miranese, da Vetrego a Scorzè. Ora che l’ultimo casello viene aperto, decade anche il divieto per i camion a Spinea, come previsto dagli accordi».

Anche il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello auspica che l’apertura del varco di Scorzè-Martellago sollevi la città da parte del traffico pesante di attraversamento: «Per lo meno», spiega, «adesso i mezzi pesanti provenienti dalle zone industriali a nord del nostro comune, penso a Salzano e Noale, hanno un ingresso più vicino al Passante e non scenderanno a Mirano per imboccare il sistema A4-A57. Ricordo che l’unico casello aperto da subito e per molto tempo è rimasto solo quello Mirano, poi è arrivata Spinea, ma solo per le auto».

Come dire: la situazione, a partire da marzo, potrà solo che migliorare.

 

L’incidente conferma la pericolosità della via molto stretta

Tre mesi di protesta “festeggiati” con un furgone nel fosso

ZIANIGO – Un incidente, l’ennesimo, tiene a battesimo il terzo mese di protesta in via Desman. Puntuale come un orologio, a tre mesi esatti dal 17 novembre, quando per la prima volta sono scesi in strada i residenti per chiedere più sicurezza, ieri, 17 febbraio, un furgone che viaggiava in direzione di Veternigo è uscito di strada nel tratto di provinciale tra Zianigo e la località Fontana, ribaltandosi nel fosso. Nessun ferito nella rovinosa e per certi versi spettacolare uscita di strada, ma polemiche a non finire per un incidente-tipo, come troppi continuano a succederne in via Desman.

Veicoli di un certo ingombro che, incrociandosi tra loro, stringono troppo sulla destra, finendo giù per la scarpata senza alcuna protezione.

Il comitato ieri aveva appena concluso il corteo mattutino, come ogni giorno dal 17 novembre a questa parte, con tanto di festicciola a base di frittelle e caffè offerti da un residente per il terzo mese di “passeggiata”.

Lo schianto è capitato poco dopo, proprio di fronte alle case dove la protesta è più calda, vicino all’incrocio con via Balzana e, quasi fosse una beffa, tra gli striscioni di protesta e i cartelli con cui il comitato chiede la ciclabile.

L’autista è uscito indenne dal ribaltamento del mezzo, poi ha chiamato il soccorso stradale per il recupero del furgone.

Molti manifestanti erano ancora sul posto dopo il corteo mattutino. Altri, vivendo in zona, sono usciti per vedere cosa fosse accaduto, indossando gli immancabili gilet fluorescenti diventati il simbolo della mobilitazione per la sicurezza della provinciale.

«Per fortuna non eravamo presenti nel luogo dove è avvenuto l’incidente», afferma il portavoce del comitato Marino Dalle Fratte, «Lascio immaginare cosa potrebbe accadere se un mezzo investisse e trascinasse un pedone o un ciclista che transitano sul ciglio della strada. Questa vita da brivido, sul filo del rasoio, non ce la meritiamo».

Il frequente ribaltamento di mezzi nel fosso è uno dei punti critici della provinciale, un lungo rettilineo largo 5,30 metri dove transitano anche camion e bus che per non toccarsi devono stringere sulla destra. Decine i mezzi finiti in canale negli ultimi anni. E non ci sono soldi nemmeno per installare un guardrail.

Filippo De Gaspari

 

Dal 17 novembre il Comitato dei residenti si presenta ogni giorno con le bici per chiedere controlli, sicurezza e pista ciclabile. «Il minimo per sopravvivere»

ZIANIGO – Tre mesi esatti in strada, tutte le mattine, a manifestare per la sicurezza. La protesta di via Desman non sarà forse ricordata per i risultati fin qui ottenuti (la ciclabile tanto richiesta pare destinata a restare un miraggio), ma di sicuro la tenacia dei residenti non ha eguali nel passato recente di un territorio, il Miranese, che certo di comitati e proteste per la viabilità ne ha prodotti a pacchi.

Nel silenzio quasi totale delle istituzioni, ma nell’appoggio pieno e incondizionato dei residenti, oggi i manifestanti in gilet fluorescente festeggeranno a modo loro in paese, a Zianigo. Lo faranno con lo stesso modo con il quale, dal 17 novembre, scendono in strada ogni mattina lungo via Desman, portando le biciclette a mano, passeggiando pericolosamente sul ciglio della provinciale, in balìa del traffico e di qualche insulto.

Oggi il comitato sfilerà lungo le vie in cui abitano molti manifestanti, una ventina in media ogni mattina, per lo più pensionati, ma con l’ampio mandato dei residenti che non possono, per motivi di lavoro, essere con loro tutti i giorni: via Bollati, via Balzana, via Scortegara, via Varotara, ovviamente la strada Desman, al centro della protesta.

Sarà l’occasione per ribadire come uscire di casa, percorrendo una provinciale senza ciclabile, con fossi da ambo i lati e percorsa da migliaia di veicoli ogni giorno a forte velocità, sia pericoloso sì, ma il silenzio delle istituzioni e quel “Non ci sono soldi”, in fondo, sia ancora più inaccettabile.

«Il Comune di Mirano ha pure installato i cartelli di nuove località per rallentare il traffico, ma a distanza di un mese nulla è cambiato», nota il leader della protesta Marino Dalle Fratte, «le auto, i camion, i bus stracarichi di pendolari, continuano a percorrere la strada alla stessa velocità di prima, incrociandosi pericolosamente, rischiando di finire nel fosso, sfiorando i ciclisti e rischiando di travolgerli. Nessun rallentamento, nessuna verifica delle forze dell’ordine. Speriamo che anche questi nuovi centri abitati, non siano uno scherzo e che si comincino a fare i controlli per il rispetto dei limiti».

Intanto, insieme agli striscioni, aumentano lungo la via anche i “monumenti ai caduti”, suscitando la curiosità dei passanti: ruote, telai di biciclette rotte, giubbini catarifrangenti e altre installazioni appese agli alberi o ai cancelli delle case, per ricordare che, di via Desman, si può purtroppo anche morire.

Filippo De Gaspari

 

lo studio

Bonometto: «Ecco le soluzioni a costo zero per la viabilità»

VETERNIGO – Vive in Sardegna, dove lavora al Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Sassari, ma ha tenuto domicilio a Veternigo. Quando torna a casa, viene a contatto con la pericolosità di via Desman e la protesta dei residenti. Così Vinicio Bonometto ha deciso di unirsi ai manifestanti e mettere a disposizione le sue conoscenze in materia, al territorio in cui vive, seppur con discontinuità.

«Quando sono in Veneto esco spesso in bicicletta», spiega, «conosco i pericoli della via, appena torno cercherò di appoggiare la causa del comitato. Nel frattempo però mi sono chiesto: nell’immediato non si potrebbe cercare un passaggio alternativo e parallelo a via Desman?».

La soluzione proposta da Bonometto, in realtà, non è nuova: già in passato, per altre zone del Graticolato romano, si era paventata la possibilità di “sfruttare” la conformazione a scacchiera della centuriazione, con incroci ogni 700 metri di rettilineo, in alcuni casi anche istituendo dei sensi unici, in modo da ricavare lo spazio a bordo strada per una ciclopista. Bonometto applica ora il modello al tratto incriminato di via Desman: «Per collegare Zianigo, Veternigo e Santa Maria di Sala si potrebbero utilizzare strade già esistenti e altre secondarie, ma molto più sicure di via Desman, ad esempio via Varotara, via Pianiga, via Aquileia, via Rio. Alcune potrebbero essere collegate con strade che oggi sono bianche, di progetto, altre già esistenti, creando così un’alternativa alla provinciale e disegnando una “circolarità” più sicura. Si può fare subito, chiedendo il permesso di passaggio anche su argini privati, come alla conclusione di via Varotara fino a via Rio. Costerebbe pochissimo. Fermo restando che la ciclabile su via Desman ci vuole, eccome».

(f.d.g.)

 

Se c’erano dubbi che il progetto del nostro Direttore Generale potesse trovare qualche difficoltà  nell’attuazione, ora non ne abbiamo più, procederà speditamente con il largo consenso dei Sindaci anzi, con la “compattezza” e l’unanimità chiesta da Livieri, come dimostrata nel passato.

Per far questo, la Conferenza dei Sindaci riunitasi lo scorso mercoledì 11 febbraio, ha inventato addirittura una norma.

In quella regionale viene previsto che ……..”la rappresentanza nell’ Esecutivo della Conferenza dei Sindaci è l’organismo ristretto composto da non più di cinque membri”……..  La legge non poteva essere più chiara : “i membri devono essere cinque”  !

Nella nostra ULSS invece, “i membri diventano sei”, per far posto a Fabio Livieri (politicamente di centrodestra) per pareggiare la collocazione di centrosinistra del Presidente Silvano Checchin.     Anziché cedere una sedia, i nostri Sindaci ne hanno aggiunta un’altra e Livieri è uscito dalla porta ed entrato dalla finestra.

Non sentivamo certo il bisogno di una ulteriore lottizzazione fatta con lo stile dei vecchi partiti, applicando il “manuale Cencelli” della prima repubblica.    La nostra ULSS avrebbe bisogno di ben altro.

Conosciamo bene Fabio Livieri, è stato Presidente della Conferenza dei Sindaci di questa ULSS per cinque anni ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche dei Sindaci che ora lo hanno ripescato, forse per garantire il progetto approvato dalla Regione.

Con l’elezione di Checchin tutti si aspettavano un cambiamento, ora Livieri lo può sostituire per ……..“l’esercizio delle funzioni, compiti e poteri”……  così è scritto nel nuovo regolamento approvato all’unanimità dai Sindaci.    Evidentemente, Livieri è la garanzia politica (non solo per il Direttore Generale) anche se la sua nomina avviene senza rispettare la legge.   Una volta, a queste cose facevano seguito le dimissioni, ma erano altri tempi.

In una lettera (inviata anche a noi) in occasione della manifestazione del novembre scorso, Livieri chiedeva ai Sindaci presenti alla manifestazione ……“siamo uomini o caporali ?”……. e li  aveva anche accusati di ……“essere spinti in periodo pre-elettorale dai comitati politicizzati”.     Questa vicenda dimostra chi è effettivamente “politicizzato”.   Livieri è stato nominato proprio in piena campagna elettorale.      La stampa riporta una sua affermazione ..….“negli ultimi mesi i toni attorno alla ristrutturazione si sono alzati notevolmente”……      E’ vero, in questo ha ragione, ma oltre a Gumirato, ha contribuito molto anche lui ad alzare i toni.     Afferma inoltre ……..“dobbiamo capire bene come si articolerà la riorganizzazione degli ospedali dell’ASL 13 ed essere compatti nel sostenere l’ampliamento dell’ospedale di Dolo”……..

Il Sindaco Livieri sa benissimo che è già tutto fatto dal dott. Gumirato ed approvato anche dalla Regione, sa anche che non ci sarà l’ampliamento dell’Ospedale di Dolo, ma la dismissione e vendita di dodici edifici del vecchio ospedale compreso Villa Massari con lo spostamento di tutti i reparti Chirurgici a Mirano.    Non c’è più nulla da capire, si deve solo attuare.

Anche per questo lui è stato nominato Vicepresidente, o no ?     Fabio Livieri afferma che …….. “era già dal 2009 che si parlava di riorganizzazione” ……  non si ricorda più che la riorganizzazione è avvenuta quando era lui Presidente della Conferenza dei Sindaci ?   L’avevano confermata all’unanimità con un documento il 18/04/2012, ribadendo testualmente che  ..…… “il nostro obiettivo rimane quello di eliminare i cosidetti  doppioni,  dando una specializzazione all’Ospedale di Dolo, di un servizio prettamente chirurgico, mentre su quello di Mirano una specializzazione medico – internistica”…….

Ora, il dott. Gumirato sta facendo esattamente il contrario e lui lo sta sostenendo con convinzione assieme a chi lo ha voluto vicepresidente.

Tempo fa chiedeva ai Sindaci  …….“siamo uomini o caporali ?” ……  abbiamo capito che adesso va bene anche tutti caporali, insieme e compatti, però !

 

il Comitato Bruno Marcato/Ospedale di Dolo

 

Oltre 200 persone si sono presentate per le visite gratuite, ma l’esito non è rassicurante

MIRANO – Duecento in fila per l’elettrocardiogramma gratuito, l’esito non è dei più rassicuranti: il 15% dei pazienti, che ha partecipato, è risultato a rischio.

“Cardiologie aperte”, la giornata di sensibilizzazione che si è svolta anche a Mirano grazie al Dipartimento cardiovascolare dell’Asl 13, l’associazione Cuore Amico Mirano e la partecipazione del Dipartimento di prevenzione, ha “scovato” parte dei 200 pazienti, tutti tra i 40 e gli 80 anni, provenienti dai 17 comuni dell’Asl 13, sottoposti ai test con anomalie tali da richiedere approfondimenti medici.

Sono stati tutti invitati a sottoporsi a un elettrocardiogramma di approfondimento. Tutti i dati raccolti durante la giornata di sensibilizzazione saranno ora raccolti e salvati nella “Banca del cuore”, banca dati accessibile online da qualsiasi dispositivo connesso a internet.

Per questo i pazienti hanno ricevuto un ”Bancomheart”, una sorta di carta di accesso simile ad un bancomat, contenente le credenziali personali e le istruzioni per l’accesso online ai dati.

Per sensibilizzare i cittadini alla prevenzione, anche il direttore generale Gino Gumirato si è sottoposto ai test (nel suo caso negativi). «L’importanza di appuntamenti come questo», ha commentato il direttore generale, «si percepisce immediatamente dai numeri: grazie a una sola giornata di controllo, abbiamo trovato una trentina di persone a rischio, salvando potenzialmente delle vite. Ecco perché puntiamo molto sulla prevenzione: è la via maestra per garantire la salute ai nostri cittadini».

Durante la giornata l’Associazione Cuore Amico ha illustrato i propri progetti, da “Il cuore in tasca” alle “Giornate di prevenzione cardiovascolare”, durante le quali vengono raggiunte tremila persone l’anno per essere sottoposte a screening, fino a “Sport sicuro” e “Palestra per tutti”.

Filippo De Gaspari

 

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