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Gazzettino – Mirano, arriva la rete Wi-fi libera

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6

ott

2012

Partiti i lavori: subito la corte di Villa Errera

MIRANO – Il Comune di Mirano va incontro alle nuove tecnologie, il progetto Wi-Fi prende forma concretamente. Sono infatti partiti ieri i lavori per dotare la Corte di Villa Errera di connessione ad internet gratuita. Si tratta di un’area molto frequentata comprendente piazzetta, biblioteca, aula studio, sala conferenze e sala consiliare. La diffusione della rete libera Wi-Fi ha rappresentato uno dei cardini del programma elettorale del sindaco Maria Rosa Pavanello, e ora iniziano ad intravedersi i primi risultati di questo approccio. La spesa complessiva per dotare di impianto Wi-Fi la corte di Villa Errera sarà di 5.880 euro e vi stanno lavorando due aziende del settore: una lombarda e una miranese. Date certe per la conclusione dei lavori non ce ne sono, ma salvo imprevisti già il prossimo mese sarà possibile navigare liberamente in rete. Attualmente la biblioteca di Mirano, sempre frequentata da molti studenti provenienti anche da fuori Comune, offre un servizio Wi-Fi a pagamento, ma presto diventerà dunque gratuito. La Corte di Villa Errera dovrebbe essere solo la prima tappa di questo percorso: l’Amministrazione punta ad estendere il progetto pure al Parco di Villa Belvedere e alla piazza, come specificato nella determina che ha dato il via libera all’inizio dei lavori. Ma per ampliare il progetto servirà un investimento importante, ed è per questo che si punterà a coinvolgere pure i molti commercianti ed esercenti del centro storico. Gli uffici tecnici comunali intanto sono al lavoro per decidere le modalità d’accesso alla rete e il modo in cui rendere la password facilmente reperibile da chiunque. (G.Pip.)

 

Mirano. La proposta di Boato (Punto d’incontro): «Ca’ Perale troppo inquinata per un’area verde»

MIRANO. Un parco fotovoltaico a Ca’ Perale. Scaduti i termini per presentare le osservazioni, per l’ex discarica in zona Taglio si apre l’era del recupero. È l’associazione Punto d’incontro a lanciare la proposta di una riconversione in chiave energetica: «No alla fruizione pubblica, è zona inquinata: piuttosto installiamoci un parco fotovoltaico per la produzione di energia pulita» è la ricetta dell’associazione miranese. La proposta appare interessante e ricalca quanto fatto ad esempio nella vicina Noale, per la discarica di Veritas in via Bigolo. «È doveroso mettere in sicurezza la discarica», osserva la presidente Daniela Boato, «ma cosa serve renderla fruibile da parte della popolazione in un luogo inquinato dal Passante? Si può invece utilizzare una superficie così estesa per la produzione di energia elettrica pulita con pannelli fotovoltaici, come è stato fatto a Noale in convenzione col Comune». No dunque a un parco pubblico: Punto d’incontro non solo lo ritiene inutile, ma perfino dannoso e a riguardo cita l’esempio del vicino parco del Passante, realizzato tra via Taglio e via Porara, proprio a ridosso dell’autostrada, con tanto di panchine e vialetti per fare jogging. «La nuova giunta e il Consiglio di Mirano», continua Boato, «possono dare un contributo di approfondimento e pubblico dibattito sul progetto, partendo dalle osservazioni inviate dai cittadini, per un confronto con gli enti sovracomunali responsabili. Trasformare l’ex discarica da centro di costo in opportunità per avere risparmi e vantaggi per il settore pubblico è possibile. Mirano tra l’altro vanta crediti compensativi per quanto riguarda le varie fasi dei sistemi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e per i servizi rivolti ai Comuni del Miranese e della Riviera con l’ospedale e le scuole di ogni ordine e grado».

Filippo De Gaspari

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MIRANO «Rileviamo che dopo le sue precedenti proposte di chiusura di reparti a Mirano e/o trasferimenti a Dolo, il comitato “Marcato” di Dolo ha preso atto di quello che esiste da anni nel territorio». A sostenerlo con una nota è il comitato “Salvioli” di Mirano che entra nella discussione sul futuro delle strutture dell’Asl 13. «Il “Marcato” continua a porsi la domanda retorica su ciò che succederà all’ospedale di Dolo», prosegue il comitato, «per saperlo bisogna attendere le nuove schede ospedaliere che usciranno entro fine anno, assieme alla nomina dei direttori generali. Noi riteniamo che non succederà niente di diverso dall’esistente, pronti però a discutere eventuali nuovi assetti senza particolari angosce». Il comitato “Salvioli” lancia le sue proposte. «È dal 2005 che sosteniamo la necessità di un nuovo monoblocco a Mirano, il De Carlo 3, per ridurre le spese di gestione e meglio finalizzare gli affitti pagati al Mariutto, e assieme la messa in sicurezza delle sale operatorie e di Rianimazione di Dolo». Infine la questione degli immobili dei plessi ospedalieri. «Ricordiamo infine al Comitato Marcato che gli immobili ospedalieri sono di proprietà dell’Asl, il cui direttore generale ne può disporre come meglio crede per fini socio-sanitari nel territorio. Questo vale per gli immobili dismessi di Noale, Mirano e Dolo, che non necessariamente dovranno essere investiti sul posto».

Giacomo Piran

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COMITATO MARCATO

DOLO. Che fine farà l’ospedale di Dolo? Se lo chiedono Antonino Carbone, Francesco Sacco, Giovanni Urso, Gino Bedin e Walter Mescalchin del comitato “Bruno Marcato, per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo”. «A pochi giorni dalla consegna delle schede ospedaliere non si conosce ancora la sorte che spetterà agli abitanti della Riviera e delle zone limitrofe», spiegano i membri del Comitato, «non vogliamo fare polemiche, né porre Dolo e Mirano in contrapposizione tra loro o privilegiare una parte di territorio rispetto ad un’altra che potrebbe sembrare campanilismo». Viene quindi lanciata una proposta per far convivere i due plessi alla luce del nuovo piano socioanitario. «Crediamo che possano coesistere i due ospedali, mantenendo Dolo nelle funzioni che ha sempre avuto e valorizzando Mirano in quelle che in questi anni ha saputo sviluppare. Dolo ospedale di rete e Mirano ospedale nodo di rete, con la specialità di Cardiologia e la Cardiochirurgia unita a Mestre. Per far questo, non occorrono modifiche di piano, ma una sua piena attuazione e non servono grandi investimenti, se non utilizzare al meglio quello che c’è a Mirano e a Dolo, compreso il patrimonio immobiliare. Ci sembra ovvio pensare che il patrimonio immobiliare esistente a Dolo dovrà essere utilizzato per il suo ospedale e non per altre soluzioni».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Mirano. Ca’ Perale, bonifica al bivio

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2

ott

2012

EX DISCARICA – Bocciata l’ipotesi del parco urbano: troppo smog dal Passante

I cittadini chiedono un bosco o un parco fotovoltaico

Forse un bel bosco, magari un impianto fotovoltaico, di sicuro non un altro parco urbano con vista sul Passante. I prossimi mesi saranno decisivi per delineare il progetto di riqualificazione dell’ex discarica di Ca’ Perale, in via Taglio. Attualmente i tecnici Veritas sono al lavoro per la messa in sicurezza dell’area, ma nella prossima primavera partirà la seconda fase, quella della riqualificazione. La scorsa settimana è scaduto il termine per presentare osservazioni da parte di cittadini e comitati, ora si inizia a discutere su quale sia l’utilizzo migliore per quell’area vasta circa 6 ettari.
Al momento l’unica certezza è che i cittadini sono contrari alla realizzazione di un parco urbano: «C’è già quello realizzato tra via Porara e il canale Taglio, non ce ne facciamo nulla di qualche panchina su cui sedersi respirando lo smog del Passante», spiegano i residenti della zona. Che fare dunque di quella vasta area che per otto anni, dal 1988 al 1996, ha ospitato una discarica attiva per tutto il Miranese e la Riviera stoccando oltre 400mila tonnellate di rifiuti solidi urbani? L’amministrazione vuole coinvolgere i cittadini nell’iter decisionale e, nelle ultime settimane, si sono delineati due filoni: si realizzi un bosco o comunque un’area a valenza prevalentemente faunistica oppure si apra a un impianto fotovoltaico, che garantisca vantaggi ambientali ma pure un ritorno economico. È la strada seguita dall’associazione «Punto d’incontro»: «Una superficie così estesa potrebbe essere utilizzata per la produzione di energia elettrica pulita con pannelli fotovoltaici, come fatto dalla Veritas nell’ex discarica di Noale», si legge in una nota diffusa ieri. Ma visto che stiamo parlando di un’area molto vasta, l’ipotesi del bosco e quella dell’impianto fotovoltaico potrebbero convivere.
«Abbiamo avviato un processo partecipativo e terremo in considerazione tutte le proposte – spiega l’assessore all’Ambiente Federico Vianello -. Il progetto sarà valutato in questi mesi con Veritas, cercheremo una soluzione che vada incontro alle aspettative di tutti».

Gabriele Pipia

 

MIRANO. Mirano aderisce alla Settimana europea della mobilità sostenibile, denominata “In città senza la mia auto”. In programma iniziative di sensibilizzazione e progetti per promuovere l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all’auto per gli spostamenti quotidiani: già ieri studenti protagonisti nella cittadella scolastica di via Matteotti con la chiusura di via Rosselli negli orari di entrata e uscita da scuola.

In campo anche la polizia locale, che nelle vie di accesso agli istituti ha sorvegliato il rispetto dell’ordinanza e garantito la sicurezza della circolazione durante il periodo di chiusura. Le iniziative messe in campo per la Settimana della mobilità continueranno sabato e domenica prossimi con la nona edizione di “A piedi in centro”, la manifestazione organizzata da Confcommercio ed Explicom. Dalle 9 alle 20 i negozi di Mirano porteranno in piazza Martiri e nelle vie adiacenti i loro prodotti costruendo un “grande centro commerciale a cielo aperto” insieme agli stand di Bell’Italia con le loro specialità enogastronomiche regionali. Presente anche il Comune con un proprio stand promozionale per spiegare tutte le iniziative messe in campo quest’anno: dal Pedibus alla Bicibus, alle lezioni per la sicurezza stradale per i ragazzi delle scuole materne ed elementari. Dalle 15 sarà possibile divertirsi con giri in calesse e dalle 16 assistere a dimostrazioni di danza con le migliori scuole di ballo. (f.d.g.)

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Mirano. Mobilitazione dei residenti della zona Taglio, di Vetrego e Scaltenigo «Ci scaricano tutte le infrastrutture rifiutate dal altri: è ora di finirla»

MIRANO. Elettrodotto, la palla passa ai comitati. Il dibattito sulla nuova infrastruttura infiamma il territorio e coinvolge i cittadini, pronti a scendere in campo e mobilitarsi. Si profila un autunno caldo, con manifestazioni di piazza e la costituzione di un fronte No-Terna simile a quello contro il biogas di un anno fa.

Ad aprire, almeno nei proclami, la nuova stagione di lotta, comunque pacifica e addirittura affiancata all’azione dei comuni, sono alcune formazioni dell’area sud di Mirano, come il comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo, Vetrego e Ballò. Paesi di un territorio che sarà interessato da vicino dal passaggio della linea aerea dell’elettrodotto che coinvolgerà anche Mira e Spinea.

«L’intera zona che va dal canale Taglio alle frazioni di Vetrego e Scaltenigo sembrano essere un sito chiaramente individuato ad hoc e destinato alla realizzazione di tutte quelle infrastrutture rigettate dai comuni limitrofi», denuncia il comitato Viabilità Sicura, «prima il Passante, completato a tempo di record lasciando aperte tante ferite, poi il progetto della centrale a biogas, contestato e, speriamo definitivamente cancellato e ora la centrale di Terna con l’elettrodotto, che dovrebbero occupare 10 ettari di terreno, cioè ben 100 mila metri quadrati. Per di più la linea non sarà interrata, come suggerirebbe il buonsenso, ma sarà aerea, realizzata su tralicci».

Un aspetto questo che urta ulteriormente i residenti, dopo aver saputo che nel tratto veneziano, cioè immediatamente dopo Spinea, la linea non sarà più aerea. Per i comuni, Mirano in primis, la battaglia è ancora aperta, ma i comitati non si fidano e si dicono pronti a opporre resistenza con tutti i metodi leciti possibili. «Le notizie le attingiamo dalla stampa. Espropri, campi magnetici, danni alla salute: tutto questo meriterebbe un dibattito aperto. Non bastava il Passante, la posizione sbagliata del casello di Roncoduro, dove si paventa perfino l’innesto della Romea commerciale, un’enorme valanga di traffico e altri problemi conseguenti all’avvento di Veneto City. Ci sembra più che sufficiente per sollecitare il Comune ad attivarsi per approfondire il problema. I cittadini sono pronti a lottare». Nei giorni scorsi Mirano, insieme a Mira e Spinea, ha scritto a Terna chiedendo l’interramento delle linee e il ridimensionamento delle stazioni elettriche previste a Mirano e Malcontenta.

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – “Terna interrato o si fa la guerra”

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18

set

2012

Dopo le proteste di sindaci di Mirano e Spinea anche i cittadini passano all’attacco

Il Comitato Viabilità Sicura: «Evidentemente la salute non è uguale per tutti»

Il progetto dell’elettrodotto Terna continua a far discutere. Dopo le opposizioni politiche arrivate dai sindaci di Mirano e Spinea, ora ad alzare la voce sono pure i cittadini. Nella tratta che va da Mirano a Malcontenta il progetto prevede una linee aerea con potenza di 380 mila volt che parte da Mirano nell’area di via Taglio e passa per Spinea nei territori di Crea e Fornase, coinvolgendo nel complesso un’ottantina di famiglie. A Mirano c’è molta preoccupazione, visto che in via Taglio sarà costruita pure la stazione dell’elettrodotto. I residenti si stanno mobilitando, capofila è naturalmente il «Comitato Viabilità Sicura», attivo da vent’anni. In una nota diffusa ieri, il comitato difende l’area dove sorgerà la stazione:

«Il territorio a sud di Mirano, dal canale Taglio alle frazioni di Vetrego e Scaltenigo, sembra essere diventato il luogo adatto per realizzare tutte le infrastrutture rigettate dai Comuni limitrofi» si legge. E via con gli esempi: «Prima il Passante autostradale completato a tempo di record lasciando aperte tante ferite, poi il progetto della centrale a Biogas, ora l’elettrodotto Terna».

Proprio in via Taglio, inoltre, è stata attiva per anni la discarica di Cà Perale, in passato oggetto di molte contestazioni. I Comuni di Mirano e Spinea chiedono che la linea venga interrata, i comitati prendono la stessa posizione:

«Da Malcontenta in poi la linea non sarà aerea ma interrata, perché da noi no? La salute è uguale per tutti» dichiarano. «Siamo preoccupati: qui si parla di espropri, campi magnetici, danni alla salute e impatto visivo» prosegue la nota. La battaglia è appena cominciata: «I cittadini sono pronti a lottare contro questi pericoli – annuncia il Comitato -. Il territorio era già stato penalizzato dal Passante e da una valanga di traffico, non vorremmo trovarci tra qualche anno a contare i casi di tumore che hanno colpito i cittadini».

Parole forti che lasciano presagire un lungo muro contro muro con Comuni e comitati sullo stesso fronte, contro l’azienda.

Gabriele Pipia

 

MESTRE. Un viaggio di 458 chilometri, al posto di uno di 136. Attraversare le zone più fittamente popolate del Paese con quello che non è un semplice pacchetto, ma un carico di sostanze radioattive. «E proprio questo è il punto», nota Michele Boato, rappresentante di Rete Ambiente Veneto, che riunisce decine di associazioni per la difesa del territorio, «perché affrontare i rischi di un viaggio su gomma così lungo fino a Trieste quando era possibile arrivare in treno blindato a Genova? La faccenda presenta molti lati oscuri. Il deposito nucleare di Saluggia è il più grande d’Italia e ospita le scorie delle centrali di Trino Vercellese e Caorso. Ma questo piano parla di “rientro di materie nucleari strategiche di origine Usa” ed è voluto dal governo statunitense. Da Saluggia i comitati dicono che questi materiali, una volta trattati prendendo la parte più ricca d’isotopi di uranio, torneranno in Italia. Insomma: un pericolo tremendo. Esiste una casistica di incidenti di questo tipo. E le conseguenze di un intoppo renderebbero invivibili le nostre zone per decine di anni. Come Rete Ambiente Veneto ci prepariamo a proteste clamorose per fermare questo viaggio assurdo».

Un viaggio lungo l’A4 che va fatto “in collaborazione con le Regioni e i Comuni interessati” che sfiorerà le zone più urbanizzate della provincia, paesi in cui nessun amministratore è stato avvertito. «Io sono la prima autorità sanitaria del mio Comune e non ne so nulla», sbotta Maria Rosa Pavanello, sindaco di Mirano, per cui, lungo il Passante, si muoverà il micidiale carico, «Nessuno mi ha avvisato. Sarebbe questa la “collaborazione” richiesta e offerta? Questo blackout informativo mi preoccupa. Per proteggere i miei concittadini eserciterò tutte le prerogative di legge».

Gianfranco Bettin, assessore all’ambiente di un Comune confinante come Venezia boccia l’operazione: «Allungare i tragitti vuol dire moltiplicare le occasioni d’incidente. Il tutto facendo passare il carico per le strade più trafficate della rete nazionale. Un’operazione che passa sulla testa dei territori e che dimostra la natura autoritaria dell’energia atomica». Tanto più che nemmeno la Protezione civile è stata informata: «Nessuno ci ha detto nulla», conferma l’assessore regionale Daniele Stival, «una situazione incredibile».

Ugo Dinello

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Mira, Mirano e Spinea scrivono congiuntamente a Terna e avanzano anche la richiesta di ridimensionamento delle due stazioni elettriche previste

MIRA. I Comuni di Mira, Mirano e Spinea sulla questione dell’elettrodotto Padova-Venezia puntano i piedi e chiedono a Terna l’interramento delle linee dell’alta tensione e il ridimensionamento delle due stazioni elettriche di Malcontenta e Mirano. I primi cittadini dei tre comuni della Riviera e del Miranese , per questo motivo hanno preso carta e penna ed hanno scritto a Terna, al Dipartimento per l’Energia del Ministero dello Sviluppo Economico e al presidente della giunta regionale del Veneto . Nello specifico vogliono l’interramento delle linee con le stesse modalità previste ad esempio nell’area del comune di Venezia da Marghera fino a Fusina.

I sindaci, in particolare quello di Mira Alvise Maniero, intervengono dopo che questi giorni hanno ricevuto numerose e preoccupate segnalazioni dei cittadini, interessati dall’avvio delle procedure di esproprio. Cittadini convinti che questa infrastruttura abbia un grave impatto sul territorio e sulla loro salute.

«Vale la pena ricordare – scrivono i sindaci Alvise Maniero, Maria Rosa Pavanello e Silvano Checchin – l’importante valenza ambientale, storica, culturale e paesaggistica che rivestono il territorio e il tessuto urbano della Riviera e del Miranese, interessati dall’attraversamento dell’opera. Un’area caratterizzata dalla presenza di un patrimonio inestimabile di ville venete, di storiche dimore di campagna e da una rete importante di vie d’acqua, che la rendono in qualche modo unica sotto il profilo ambientale».

Anche sulle due nuove stazioni elettriche di Malcontenta e Mirano i sindaci esprimono riserve e contrarietà.

«Oltre a prevedere uno spreco inaccettabile di suolo (circa 20 ettari) – continuano i tre sindaci- queste due nuove stazioni elettriche sono localizzate in ambiti di notevole valenza paesaggistica. In particolare la stazione di Malcontenta, è prevista in un’area compresa tra il Forte Tron, Villa Foscari La Malcontenta e la laguna veneta, tutelata anche dall’Unesco che l’ha inserita nel proprio piano di gestione per una adeguata difesa e valorizzazione. A Spinea, la nuova linea si aggiungerebbe ad altre già esistenti, senza che vi sia da parte di Terna alcun impegno a migliorare questa situazione, come richiesto in una apposita Conferenza di Servizi».

Da qui un appello finale alle istituzioni. «Auspichiamo – concludono i tre sindaci – la revisione del progetto, cosìcché le linee possano essere interrate anche nel tratto che attraversa i territori dei nostri Comuni».

Alessandro Abbadir

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