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Nuova Venezia – Vetrego, “Traffico e pericoli continui”

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8

set

2012

MIRANO. «Quando le opere pubbliche sono calate dall’alto senza valutare l’impatto che creano nella realtà ambientale succede come con l’accesso all’autostrada a Vetrego: scelta infelice sotto tutti i punti di vista, che doveva essere provvisoria e invece è diventata definitiva». A parlare è il comitato Viabilità sicura di Scaltenigo, Ballò e Vetrego, dopo l’incidente occorso giorni fa in via San Silvestro a un tir che trasportava idrogeno compresso. «Una rotonda stretta e un sottopasso a imbuto sotto la ferrovia, nessuna piazzola di sosta e un traffico sproporzionato per quella realtà», prosegue il comitato, «se un mezzo deve per un attimo sostare prima di entrare in autostrada è costretto a fermarsi nel cortile dei residenti. E pensare che a Spinea, dove l’accesso all’autostrada è molto più confortevole e con possibilità di sosta, c’è il divieto d’accesso ai camion. A Mirano no, braccia aperte a traffico e inquinamento. Ogni giorno transitano in mezzo alle frazioni di Vetrego e Scaltenigo dai 50 mila ai 70 mila veicoli, provocando smog e disagi. Non basta un parco di collinette a ridosso del Passante in via Porara, servono barriere fonoassorbenti e fitte alberature lungo tutto il tracciato». (f.d.g.)

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Gazzettino – Mira, Maniero straccia l’accordo con Terna

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8

set

2012

AMBIENTE – Il sindaco si unisce alla protesta di Spinea e Mirano contro l’elettrodotto

«COSÌ NON VA»

MIRA – Il neo sindaco di Mira Alvise Maniero chiede di rivedere il progetto sull’elettrodotto Padova-Venezia di Terna. «Tralicci e linee aeree vanno interrati – afferma Maniero unendosi ai sindaci di Mirano, Maria Rosa Pavanello, e Spinea, Silvano Checchin -. Devono essere riviste le localizzazioni e il dimensionamento delle due stazioni elettriche di Malcontenta e Mirano». L’accordo con Terna era già stato sottoscritto dal precedente sindaco di Mira Michele Carpinetti, ma per Maniero le cose non sono affatto a posto. I primi cittadini di Mira, Mirano e Spinea non ci stanno all’idea che il nuovo elettrodotto di Terna tra Padova e Venezia attraversi i loro territori su tralicci e linee aeree, finendo interrato solo nell’area industriale di Marghera fino a Fusina. Così i primi cittadini hanno scritto a Terna, al Dipartimento per l’Energia del Ministero dello Sviluppo Economico e al presidente del Veneto, Luca Zaia. «Vale la pena ricordare – scrivono Maniero, Pavanello e Checchin – l’importante valenza ambientale, storica, culturale e paesaggistica che rivestono il territorio e il tessuto urbano della Riviera del Brenta e del Miranese, interessati dall’attraversamento dell’opera». (l.gia.)

Nuova Venezia – “Necessaria la disinfestazione”

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5

set

2012

Di Giovannantonio lancia l’allerta: «I sistemi di difesa ci sono e vanno applicati»

MIRANO. «Tranquilli, ma vigili». Suona pressappoco così l’allarme lanciato da Gennaro Di Giovannantonio dopo la scoperta del primo caso sicuramente autoctono di febbre del Nilo nella nostra regione dall’inizio dell’anno.

«La provincia di Venezia e il Veneto in generale si confermano zone endemiche, sono cioè un serbatoio virale per questo tipo di malattia», spiega l’esperto, «Attualmente la Wnd colpisce in modo grave solo nell’1 % dei casi, ma la sua incidenza è destinata a crescere, favorita anche dai cambiamenti climatici. Non c’è alcun allarmismo da fare, ma è necessaria un’urgente e sistematica opera di disinfestazione».

Di Giovannantonio chiama in causa le autorità sanitarie incaricate della sorveglianza e della profilassi in questi casi, ma soprattutto i sindaci: «Sono i comuni a doversi muovere per primi: è necessaria un’intensa opera di disinfestazione del territorio. Niente di più di quello che si fa già per combattere ad esempio la zanzara tigre, come la disinfestazione di caditoie e fossati e la distribuzione di pastiglie larvicide ai privati. Il problema è che non tutti lo fanno e nemmeno la totalità dei comuni ha messo in campo le attività minime utili a fronteggiare il problema». Un appello che Di Giovannantonio estende anche ai responsabili di condominio e ai proprietari di giardini privati. L’Asl 13, dove è stato riscontrato il caso, ha già divulgato da un mese un decalogo che prevede precauzioni simili a quelle per la zanzara tigre: sfalci dell’erba, pulizia di fossati e scoli, eliminazione di ristagni d’acqua in terrazzi, giardini e orti e applicazione di prodotti contro la crescita di larve. «Dobbiamo renderci conto», conclude Di Giovannantonio, «che siamo di fronte all’ennesima patologia ambientale in un territorio come il nostro, già così fortemente penalizzato da centinaia di inquinanti persistenti con effetti sanitari anche irreversibili». (f.d.g.)

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Pavanello e Checchin: i progetti devono essere cambiati

MIRANO. Terna sceglie il silenzio e non commenta le uscite pepate dei sindaci di Mirano e Spinea sull’elettrodotto. Il dibattito però resta infuocato, perché la nota congiunta con cui Silvano Checchin e Maria Rosa Pavanello chiamano in causa la società di gestione della rete elettrica, lascia intendere che lo scontro proseguirà fin che non cambieranno i progetti.

Ieri i due Comuni hanno messo bene in evidenza le loro posizioni sui rispettivi siti Internet, a disposizione dei cittadini. «Spinea ha chiesto già nella Conferenza dei servizi del 2010 l’interramento delle linee senza mai avere risposta. Mirano ha chiesto opere di compensazione e un incontro urgente con la società, ma senza ottenere riscontro». Ribadito dai due sindaci anche il diritto ad avere lo stesso trattamento riservato al Comune di Venezia, che avrà le linee interrate. Checchin e Pavanello poi assicurano battaglia in sede di progettazione esecutiva, chiamando anche Mira ad unirsi al coro. Ma proprio con i grillini restano tesissimi i rapporti.

Se Checchin tuona contro il Movimento 5 stelle: «Arrivano tardi, dov’erano nel 2007 quando uscì il progetto? Protestano adesso che il procedimento è concluso», a Mirano è il capogruppo del Pd Dora Bovo a pizzicare i consiglieri di Grillo: «Vogliono solo la polemica», dice riferendosi alla protesta per il mancato inserimento degli avvisi di esproprio in Internet.

«Abbiamo avvisato direttamente gli espropriati e invitato tutti all’incontro organizzato con i tecnici di Terna e le organizzazioni agricole per dare informazioni su tracciato e procedure. Sul web già il 23 agosto erano pubblicati elenco, tracciati e orari degli uffici. Documentazioni peraltro presenti solo nei siti di Mirano e Spinea: Vigonovo ha solo l’elenco pubblicato a suo tempo dai giornali e Mira ancora nulla». (f.d.g.)

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I Comuni di Mirano e Spinea pronti a dare battaglia contro il progetto Checchin: «Altri risarciti, noi no». Pavanello: nessuna firma senza compensazioni

SPINEA. Sfida a Terna. I sindaci di Spinea e Mirano sono decisi a dare battaglia all’azienda che dovrà costruire l’elettrodotto Dolo-Camin da 380 mila volt, tanto da dire, senza mezzi termini, che attueranno tutte le azioni possibili se non saranno accolte le loro richieste.

Per Spinea, nel progetto esecutivo si deve inserire l’interramento dell’opera, lo spostamento del tracciato, mentre entrambi puntano alla compensazione per l’impatto ambientale. A Mirano, infatti, è prevista la costruzione della stazione in zona Taglio. Dunque si preannuncia un autunno caldo, considerato che Silvano Checchin (Spinea) e Maria Rosa Pavanello (Mirano) rimarcano come Terna debba tener conto della Città metropolitana e non usare due pesi e due misure. E chiedono pure a Venezia e Mira, altri Comuni interessati all’opera, di fare un passo indietro per arrivare a una soluzione condivisa.

«Il 21 luglio 2009» ricorda Checchin «la commissione di Valutazione d’impatto ambientale (Via) della Regione, dà il parere favorevole all’intervento ma dagli atti, non risulta che la precedente giunta di Spinea avesse presentato delle osservazioni. Lo abbiamo fatto il successivo 19 gennaio, quando chiediamo l’interramento della linea da 380 mila volt e quella da 132 mila per circa un chilometro, dal Graspo d’Ua al Parco Nuove Gemme. In alternativa, per compensare, abbiamo proposto lo spostamento a sud del tracciato in zona Fornase. Ma non abbiamo ricevuto risposta».

Checchin è convinto che Venezia e Mira ricavino molto da questa situazione. «Sarà bonificata l’area di Vallone Moranzani» spiega «mentre Mira avrà la dismissione delle linee. Inoltre non capisco perché in certi punti l’elettrodotto sarà interrato e non può essere così da noi. Non vorrei che Terna ragioni con Comuni più importanti, mentre con gli altri fa un po’ quello che vuole. Vogliamo che nel progetto esecutivo, siano accettate le nostre proposte e le difenderemo con qualsiasi azione».

A Mirano in zona Taglio sorgerà la stazione, che occuperà una decina di ettari. Il sindaco Pavanello chiede la firma dell’accordo con Terna per avere la compensazione da 1,5 milioni di euro. «La giunta Cappelletto non lo ha mai sottoscritto» precisa «Se non si dovesse arrivare l’intesa, chiederemo conto al vecchio governo locale».

Alessandro Ragazzo

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Gazzettino – Mirano e Spinea, ultimatum a Terna

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2

set

2012

I due sindaci: «Se le nostre richieste non saranno accettate siamo pronti a qualsiasi azione»

«Interramento delle linee e opere di compensazione ambientale, altrimenti bloccheremo tutto»

ELETTRODOTTO – I sindaci di Mirano e Spinea contro Terna: «Se non interrate siamo pronti a qualsiasi azione»

I sindaci di Mirano e Spinea battono i pugni e lanciano l’ultimatum a Terna per l’elettrodotto: «Se Terna non valuterà soluzioni alternative per ridurre l’impatto ambientale, siamo pronti a tutto, a qualsisi azione»

MIRANO – «Se in fase di progettazione esecutiva le nostre richieste non saranno accettate, saremo pronti a qualsiasi azione per evitare che venga realizzato l’elettrodotto sui nostri territori». Con una netta presa di posizione i sindaci di Mirano e Spinea battono i pugni: o Terna valuterà soluzioni alternative per ridurre l’impatto ambientale, oppure inizierà un lungo muro contro muro. Questo è il monito di Maria Rosa Pavanello e Silvano Checchin. A far discutere è il tracciato 380 Kw che va da Mirano a Malcontenta, passando sopra i terreni di una decina di famiglie miranesi (nella zona di via Taglio) e di 72 famiglie residenti a Crea e Fornase. In forma minore è interessato anche il tracciato 132 Kw, Scorzè-Villabona, che passa per Spinea dal Graspo d’Uva al Parco Nuove Gemme. Ma quali sono le richieste dei Comuni? Principalmente due: l’interramento delle linee e la realizzazione di opere di compensazione ambientale. Spinea chiede pure che all’altezza di Fornase la tratta Mirano-Malcontenta venga spostata più a sud, in modo da allontanarla dalle abitazioni.

«Terna ci ignora e non discute con i Comuni, ma noi non accettiamo questi tipi di interventi» tuonano Checchin e Pavanello, che puntano il dito anche contro le precedenti amministrazioni «che non hanno tutelato i Comuni e informato a dovere i cittadini». «Spinea è il Comune più penalizzato – prosegue Checchin -, mentre Venezia e Mira ne traggono giovamento perché vengono dismessi i vecchi tracciati. I 17 Km da Malcontenta a Fusina sono previsti interrati, perché da noi il tracciato sarebbe via aerea?». A Mirano nascerà una stazione di circa 10 ettari, in un’area che negli anni è già stata martoriata dal Passante e dall’ex discarica di Cà Perale. Ai tempi dell’Amministrazione Cappelletto venne stipulato una bozza di accordo che prevede un milione e mezzo di euro al Comune come somma per opere di compensazione. «Abbiamo chiesto un incontro urgente per firmare questa bozza ma Terna non ci ha mai risposto, fanno solo i loro interessi» dichiara Pavanello.

Nella nota congiunta c’è spazio anche per un appello al Comune di Mira («Ci auguriamo che la nuova Amministrazione voglia appoggiare il nostro approccio dimostrandosi sensibile all’ambiente») e per un piccato confronto con il trattamento riservato al comune di Venezia: «Terna è disposta ad interrare le linee sui territori del capoluogo. Ma Spinea e Mirano fanno parte della stessa area metropolitana, vogliamo lo stesso trattamento».
Gabriele Pipia

 

Gazzettino – Cava di Luneo, bonifica al via

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1

set

2012

SPINEA I residenti da anni chiedevano che la discarica venisse ripulita

L’assessore Busatta: «Intervento atteso, partirà in autunno»

DISCARICA  – Al via la bonifica della cava di Luneo nel territorio di Spinea ai confini con Mirano

C’è il via libera per l’attesa bonifica della cava di Luneo. Il progetto è stato illustrato dal Comune di Spinea, dopo la comunicazione ufficiale ricevuta nei giorni scorsi dalla Regione. L’intervento era in cantiere da anni e sarà gestito dai tecnici Veritas. La cava di Luneo, situata nel territorio di Spinea in un’area molto vicina al confine con Mirano, è un ex discarica di rifiuti solidi urbani che negli anni ha infiammato più volte il dibattito politico coinvolgendo anche centinaia di cittadini, preoccupati per i possibili danni alla salute causati dalla discarica. A Spinea, infatti, la questione è nota da tempo e nell’ultimo decennio sono stati colpiti da tumore alcuni cittadini che da ragazzi andavano a giocare proprio in quella cava. Gli studi epidemiologici non hanno mai evidenziato una correlazione certa tra quelle morti e la presenza della discarica, ma i residenti continuano ad alimentare sospetti e timori. Attualmente la zona è in uno stato di preoccupante degrado e da anni i residenti di Luneo chiedono a gran voce la bonifica della cava. Finalmente saranno accontentati. Il piano di caratterizzazione ambientale prevede la messa in sicurezza del sito: la prima fase del progetto avrà un costo di circa 500mila euro, a carico della Regione. Poi sono in programma la bonifica e la riqualificazione ambientale dell’area, dove i cittadini chiedono che sia realizzata un’oasi naturale. In Comune c’è grande soddisfazione: «Questo progetto si somma alla positiva risoluzione della questione della discarica di Via Prati, dove il Tar ci ha dato ragione sostenendo che la discarica non può in alcun modo essere riaperta» si legge nella nota diffusa dall’Amministrazione. Secondo l’assessore alle Politiche Ambientali, Stefania Busatta, «si tratta di un intervento molto atteso, che finalmente risolverà una questione che sta molto a cuore a tutti i cittadini». Ora Comune e Veritas si incontreranno per stabilire i tempi d’intervento. Il sindaco Checchin assicura che saranno rapidi e apriranno in autunno.

Gabriele Pipia

 

Confronto in Comune, esclusi dalla riunione membri dei comitati e grillini Terna si difende: abbiamo presentato il progetto, poi nessuno ci ha più chiamato

SPINEA. L’elettrodotto di Terna elettrizza anche il clima a Spinea. Sale la protesta nel Comune del Miranese che più di tutti risentirà del passaggio della nuova infrastruttura, sia in termini di espropri che di mancate compensazioni. Giovedì c’è stato un incontro tra gli amministratori del Comune, i 72 espropriati e i tecnici di Terna.

Non sono mancati momenti di tensione quando alla riunione si sono presentati alcuni esponenti dei comitati e del Movimento 5 stelle. Porte chiuse però a chi non era direttamente interessato: la riunione infatti era aperta ai soli proprietari dei fondi interessati dalla servitù di passaggio dell’elettrodotto. Così i grillini sono stati gentilmente invitati ad andarsene. Apriti cielo.

«Un elettrodotto è un’opera i cui effetti sul territorio l’ambiente e il paesaggio interessano tutti, non solo i proprietari delle aree coinvolte e anche chi vive nelle vicinanze ha il diritto di sapere», tuona Massimo De Pieri, del Movimento, «siamo stati tutti espropriati, qualcuno di un pezzo di terra, altri dell’informazione e del confronto con le istituzioni». Lasciato il Comune i grillini non si sono dati per vinti e attraverso il loro blog hanno affidato alla rete le domande che avrebbero voluto porre a Terna. «A Spinea, a fronte della realizzazione di 2,1 chilometri di elettrodotto è prevista la demolizione di un solo chilometro di elettrodotto aereo da 220 chilovolt, mentre a Mira a fronte di nuovi 2,3 chilometri ne saranno demoliti 8, a Mirano 9,9 e a Salzano (dove il nuovo elettrodotto non passa) 5. Perché Terna non propone per Spinea soluzioni compensative almeno pari a quelle fatte agli altri comuni? Ancora: è vero che Terna ha sottoscritto col comune di Mirano una convenzione per una compensazione economica per l’impatto ambientale pari a 1.500.000 euro? Infine: è prevista una compensazione per il danno territoriale a Spinea?».

«Terna non ha mai rifiutato il confronto», fanno sapere dalla società, «abbiamo fatto due presentazioni pubbliche a Dolo e Saonara nel 2008, come previsto in questi casi. Ne avremo fatte altre su richiesta dei Comuni interessati ma nessuno, compresa Spinea, ci ha chiamati». Nel dettaglio Terna spiega che la mancata previsione di compensazioni a Spinea è determinata dal fatto che il Comune ha sempre detto no al progetto, non sottoscrivendo perciò alcuna convenzione. Nessuna convenzione nemmeno con Mirano: «Con l’allora sindaco si stava discutendo, ma non si è mai arrivati alla firma».

Filippo De Gasperi

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De Pieri: «Il territorio comunale di Spinea sarà il più penalizzato, serve almeno un adeguato risarcimento»

Il progetto dell’elettrodotto Terna continua a far parlare, sia a Mirano che a Spinea. Mercoledì sera l’Amministrazione Comunale di Spinea e i rappresentanti dell’azienda hanno incontrato i proprietari dei fondi interessati dal passaggio della linea elettrica aerea che collegherà Mirano e Malcontenta, passando pure sopra le proprietà di 72 famiglie residenti a Crea e Fornase. A tener alta l’attenzione su questo tema è ancora una volta il Movimento 5 Stelle, che ieri ha diffuso una nota molto piccata sull’argomento. A tuonare è come sempre Massimo De Pieri, ormai vera e propria spina nel fianco dell’Amministrazione. «Sono andato in Municipio per assistere all’incontro e fare alcune domande, ma non mi è stato permesso – sbotta De Pieri -. La riunione era rivolta solo ai proprietari dei fondi interessati, ma gli effetti di un elettrodotto interessano tutti, anche coloro che abitano nelle vicinanze. Serve maggior confronto e informazione». De Pieri sostiene che il territorio di Spinea sia molto penalizzato da questo progetto: «Saranno realizzati 2,1 chilometri di nuovo elettrodotto e sarà demolito solo un Km di quello vecchio – prosegue -. A Mira ne demoliscono 8, a Mirano 9.9, a Salzano 5, a Venezia addirittura 38.8. A Spinea no, e spetterebbe dunque un importante compensazione o economica o in opere complementari». De Pieri cita anche il Comune di Mirano: «Ci spieghino se Terna ha effettivamente sottoscritto con il comune di Mirano una compensazione di un milione e mezzo di euro per l’impatto ambientale sul territorio». Per questo punto risponde la sindaca Pavanello: «La compensazione ci spetterebbe perché nel nostro territorio ci sarà la sottostazione, ma per ora esiste solo una bozza di protocollo. Stiamo sollecitando Terna per avere un incontro urgente». Intanto il Comune di Mirano da qualche settimana ha pubblicato on-line sul proprio sito le planimetrie e la documentazione relativa al progetto. La questione interessa da vicino una decina di famiglie residenti in via Taglio, nell’area prossima al Passante e all’ex discarica. È li che sarà collocata la sottostazione dell’elettrodotto. (G.Pip.)

 

SANITÀ

Non finisce la polemica a distanza fra il Comitato Salvioli di Mirano e il “Bruno Marcato di Dolo”. Quest’ultimo contesta le ultime affermazioni di Tonolo del comitato miranese. «Noi abbiamo preferito usare un pò d’ironia tentando di sdrammatizzare, lui invece continua con l’arroganza che lo contraddistingue.» Così inizia un comunicato stampa del Comitato Marcato, che prosegue. «I problemi però restano e si aggravano sia a Dolo che a Mirano anche perché chi dovrebbe intervenire, tace e non si pronuncia. Ci riferiamo al direttore generale Arturo Orsini ed al presidente della Conferenza dei sindaci Franco Livieri. Loro, non altri, hanno titolo ad esprimersi sia sulla gestione dei servizi che sull’attuazione della programmazione e finalmente spiegarci dove e quando questa sarà fatta, chiarendo. Non mantenendo ed alimentando dubbi e disinformazione». Tornando alla polemica con Tonolo, il comitato dolese osserva. «Ai cittadini della Riviera interessa capire se è vero o no la previsione di spostare a Mirano il reparto di Ostetricia nonostante i 900 parti avvenuti mediamente negli ultimi anni e di conseguenza lo spostamento a Mirano del reparto Materno infantile con Pediatria, Patologia Neonale e Ginecologia presenti e consolidati a Dolo e che negli anni sono diventati un punto di riferimento non solo nella Riviera del Brenta». Il Comitato dolese chiede lumi anche perché nel 2009 era stato concordato di mantenere Ginecologia a Dolo mentre l’accorpamento dei reparti di Neurologia e Otorinolaringoiatria doveva essere indifferentemente assegnato ad uno dei due ospedali garantendo un servizio di 12 ore nell’altro. «La scelta è stata unidirezionale verso Mirano» – Contesta il comitato dolese. (L.Per.)

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