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MIRANO – L’elettrodotto Dolo-Camin fa parlare anche a Mirano.

Il progetto di Terna, circa 15 chilometri via aerea con una potenza di 380mila volt, toccherà infatti anche il Miranese nell’area del canale Taglio, in prossimità del Passante autostradale e dell’ex discarica di via Perale. È in quella zona che verrà costruita la centrale, interessando una decina di famiglie che vanno a sommarsi alle 72 di Spinea in zona Crea e Fornase. Lo scorso 8 agosto è stato reso pubblico l’avviso in cui si annuncia il via libera al progetto definitivo e i nomi degli espropriati.

Entro l’8 settembre i cittadini potranno visionare il progetto e presentare le proprie osservazioni agli uffici di Terna. «Ma molti non ne sono nemmeno a conoscenza» ammonisce il Movimento 5 Stelle, che dopo aver punzecchiato l’amministrazione di Spinea, ieri ha chiesto maggior trasparenza anche al Comune di Mirano. «Molti cittadini segnalano la scarsa informazione sul progetto – scrive il consigliere Antonio Milan -. Bisognerebbe prender esempio da Vigonovo, che ha pubblicato tutta la documentazione sul proprio sito».

L’assessore Salviato, però, rassicura: «Abbiamo già spedito una lettera agli interessati, i nostri uffici sono a disposizione per dare informazioni e ricevere osservazioni. Valuteremo la possibilità di pubblicare il progetto anche on-line». (G.Pip)

 

Continua la guerra tra i due comitati

Continua il botta e risposta fra il Comitato Bruno Marcato ed il Comitato Salvioli sul futuro degli ospedali. Il Salvioli stavolta interviene attraverso il coordinatore Aldo Tonolo. “Ci eravamo imposti di non polemizzare con il Comitato Bruno Marcato, convinti che la polemica non avrebbe prodotto niente di costruttivo per la nostra Ulss in quanto è evidente che il Comitato Marcato ha una conoscenza relativa dell’organizzazione ospedaliera e delle regole di programmazione regionale ma soprattutto perché è affetto da un campanilismo sfrenato”. Il comitato miranese torna sull’argomento del Punto Nascite. “La programmazione del Piano Socio Sanitario regionale 2012-2014 prevede un punto nascite unico in base ad un parametro oggettivo e cioè il superamento del limite dei 1000 parti anno, il Comitato Marcato propone di creare la Maternità Unica al 6° piano del monoblocco di Dolo, a prescindere dal fatto che a Dolo nascono in media solo 600-650 nati all’anno mentre a Mirano i parti sono da tempo sui 1.400 all’anno in naturale continuo aumento”. Tonolo sposta poi l’attenzione sulla sistemazione delle sale operatorie a Dolo. “Lo stessa astrazione dalla realtà vale per le 11 sale operatorie perfettamente a norma e funzionanti a Mirano: se ne devono costruire altrettante a Dolo per farne un ospedale chirurgico (per inciso a Dolo abbondano le specialità mediche) mentre Mirano deve essere un Ospedale medico. Una classificazione che non esiste da nessuna parte, un vero e proprio parto della fantasia dolese”. E prosegue…”Come Comitato Carlo Salvioli ci aspettiamo per Mirano l’inizio della costruzione, in sostanziale autofinanziamento, del De Carlo 3 futura sede della Maternità unica”. (L.Per.)

 

MIRANO – Dopo il caso del camion carico di idrogeno che si è rovesciato in rotonda a Vetrego è polemica

MIRANO – Un camion carico di idrogeno si rovescia lasciando per quattro ore un’intera frazione con il fiato sospeso. A Vetrego se l’aspettavano: «Prima o poi doveva succedere, per fortuna la tragedia è stata solo sfiorata. Ma ora le istituzioni se ne dimenticheranno di nuovo» ripetono in coro molti residenti. Martedì pomeriggio un autoarticolato contenente dodici siluri di idrogeno compresso ha sbandato nella rotonda tra via Vetrego e via San Silvestro, a pochi passi dalla chiesa e dalla scuola elementare. Il pericolo-esplosione è stato scongiurato ma, come prevedibile, è di nuovo tempo di polemiche. «Ripetiamo da anni che quelle strade sono troppo strette per sopportare il traffico pesante, ma nessuno ci è mai venuto incontro» sbottano i residenti evacuati per una sera. Ma a rincarare la dose ci pensa anche e soprattutto il Comitato «Viabilità Sicura», attivo a Mirano da qualche decennio, che punta il dito contro il Passante: «Un’opera calata dall’alto senza valutare l’impatto nella realtà ambientale» si legge nella nota diffusa. A far infuriare i cittadini è soprattutto la collocazione del casello autostradale: «Doveva essere provvisoria, ora invece pare definitiva – attacca il comitato -. Una rotonda strettissima, un sottopasso a imbuto sotto la ferrovia, nessuna piazzola di sosta e un traffico sproporzionato. Se un camion deve fermarsi un attimo è costretto a sostare nei cortili dei residenti». Inevitabile anche un paragone con l’accesso autostradale di Spinea: «Molto più confortevole e con possibilità di sosta. A Mirano invece braccia aperte per traffico e inquinamento». Secondo le stime fatte dal comitato, quotidianamente nell’area del Passante all’altezza di Vetrego e Scaltenigo transitano in media 60mila veicoli provocando enormi quantità di inquinamento. Tra via Porara e il canale Taglio è stato creato un parco urbano di compensazione ambientale, ma non basta: «Servono altre barriere fonoassorbenti e fitte alberature lungo tutto il tracciato autostradale» ribadiscono i cittadini. (g.pip)

 

Monta la protesta a Mirano e Spinea. Per presentare le osservazioni c’è tempo fino all’8 settembre. Il Movimento 5 stelle: «È stato un blitz d’agosto»

MIRANO. Sale la protesta dopo la pubblicazione dell’avviso di approvazione del progetto definitivo, con imposizione del vincolo di esproprio, dell’elettrodotto Terna Dolo-Camin. Trecentottanta kilovolt per un tracciato di 33 chilometri, con la dismissione di 100 chilometri di vecchie linee.         Un’ottantina gli espropriati tra Mirano e Spinea, ma non tutti ancora lo sanno o lo hanno saputo tardi. E c’è tempo solo fino all’8 settembre per presentare eventuali osservazioni. Basta e avanza per far alzare la voce a cittadini, comitati e associazioni. Il Movimento 5 stelle di Mirano ha chiesto al Comune di mettere subito online mappe e avvisi di esproprio.      «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni per la scarsa accuratezza dell’informazione che riguarda il progetto, a differenza di quanto fatto per esempio a Vigonovo, nel sito comunale», denuncia il consigliere grillino Antonio Milan, «Restano solo 15 giorni per reperire tutta la documentazione». Immediata la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Salviato: «Abbiamo comunque provveduto a inviare una lettera firmata dal sindaco ai miranesi interessati dall’opera, circa una decina, informandoli che l’Ufficio espropri dell’area 3 è a disposizione». Da ieri comunque sul sito del Comune sono disponibili online anche le planimetrie catastali. A Spinea è sempre il Movimento 5 stelle a puntare il dito contro il tratto aereo dell’infrastruttura, che interesserà in particolare i territori di Fornase e Crea. «In pieno agosto Terna concede ai cittadini interessati 30 giorni per prendere conoscenza del progetto e formulare osservazioni», denunciano i grillini, che poi puntano il dito anche contro l’opera in sé: «Miranese e Riviera si apprestano ad accogliere un congruo numero di tralicci che faranno bella mostra di sé, compromettendo salute e interessi patrimoniali, eppure non si chiedeva nulla di più che interrare l’infrastruttura. Certo, i costi sono maggiori ma rapportati ad un contenuto tecnologico ben diverso e, comunque, ben sostenibili da una impresa che opera in regime di totale monopolio».      C’è anche l’esempio: «In Australia si sta ultimando la posa interrata di 260 chilometri di cavo ad alta tensione per non dare fastidio a pecore e conigli. In Italia invece pendiamo dalle labbra dell’ad di Terna Flavio Cattaneo che dichiara: “Abbiamo lanciato alcuni concorsi internazionali d’architettura per ottenere piloni e tralicci esteticamente sostenibili”».      Filippo De Gaspari

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Il comitato Salvioli difende la divisione ostetrica del civile: garantisce 1.400 parti l’anno contro i 650 di Dolo. E a Noale si potenzi la Lungodegenza.

MIRANO. «Per l’ospedale di Mirano ci aspettiamo l’inizio della costruzione del De Carlo 3 futura sede della Maternità Unica, l’attivazione della Dialisi e della Unità di cura dell’ictus in Neurologia. A Dolo devono essere rinnovati il Pronto Soccorso, la Rianimazione e le sale operatorie mentre a Noale va potenziata la Lungodegenza Medica e la Medicina dello Sport». Queste sono alcune proposte di Aldo Tonolo, coordinatore del comitato Salvioli, che ritorna a parlare delle necessità delle strutture dell’Asl 13 proponendo investimenti su tutti i plessi.         Tonolo “boccia” la proposta del comitato “Bruno Marcato” di creare a Dolo la nuova Maternità Unica. «Il Comitato Marcato propone di creare la Maternità Unica a Dolo con buona pace della programmazione del Piano Socio Sanitario regionale 2012-2014 che prevede un punto nascite unico in base ad un parametro oggettivo e cioè il superamento del limite dei 1.000 parti anno», dice Tonolo, «A Dolo infatti nascono in media 600-650 nati all’anno mentre a Mirano i parti sono da tempo sui 1.400 all’anno in continuo aumento».           Il coordinatore del Salvioli analizza poi la richiesta del “Marcato” di costruire nuove sale operatorie a Dolo. «A Mirano ci sono 11 sale operatore perfettamente a norma e funzionanti, e se ne dovrebbero costruire altrettante a Dolo per creare un ospedale chirurgico. Forse 5 nuove sale operatorie moderne potrebbero essere sufficienti, dato anche la scarsità delle risorse». Il comitato Salvioli espone poi i suoi progetti per i tre plessi dell’Asl 13: «A Mirano vanno iniziati i lavori del De Carlo 3, l’attivazione della Dialisi e della Unità di cura dell’ictus in Neurologia, il potenziamento della Oncologia e la realizzazione dell’Hospice, il rafforzamento dell’attività di Orl, di Chirurgia Generale nonché dell’Ortopedia oltre al potenziamento dei budget di tutte le Unità Operative». Si passa poi a Dolo. «Vanno rinnovati il Pronto Soccorso, la Rianimazione e le Sale Operatorie, vanno potenziati i budget di tutte le Unità Operative presenti e va completata la riorganizzazione del Laboratorio di Analisi». Infine l’ospedale di Noale. «Vanno rafforzate la Lungodegenza Medica, da trasferire in parte a Mirano quando sarà pronto il De Carlo 3, e la Medicina della Sport. Dovrà essere attivata la Riabilitazione semintensiva a valenza interprovinciale per creare un punto di riferimento per tutto il circondario. Per questi progetti serve un finanziamento adeguato dal Riparto del Fondo Sanitario Regionale oltre ai finanziamenti specifici per l’edilizia ospedaliera».         Giacomo Piran

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Grosso spavento per l’incidente di martedì sera. I residenti: «Strage mancata, non ci resta che pregare»

VETREGO. Lontano da casa con una bomba a idrogeno a due passi dal cortile oppure sul treno fermo in stazione per oltre un’ora, in attesa di sapere cosa stava succedendo tra Mirano e Dolo. Storie di un martedì sera col fiato sospeso per l’incidente a un tir che trasportava bombole di idrogeno compresso, ribaltatosi alla rotonda di via San Silvestro a Vetrego, tra le case del paese e la ferrovia.

Poteva essere la cronaca di un disastro, il giorno dopo il paese tira un sospiro di sollievo e lamenta per fortuna solo disagi. Martedì sera treni fermi alla stazione di Mestre, in attesa del via libera. Alle 20 il blocco ha interessato tutta la linea con ritardi che per i regionali hanno superato i 50 minuti, ma ha riguardato anche tre Eurostar e un Euronight. «Ci hanno fermato a Mestre», racconta una pendolare, «l’altoparlante ha detto cos’era successo ma non capivamo bene. Ci ho messo un’ora e mezza per arrivare a Padova». Sulla rotonda che costeggia la ferrovia le operazioni di messa in sicurezza del carico del tir sono proseguite, difficili e delicate, fin quasi a mezzanotte. Solo alle 23, con una terza autogru fatta arrivare appositamente, il camion è stato rimesso in asse e poco dopo i residenti evacuati sei ore prima hanno potuto finalmente fare rientro nelle loro case. Si tratta di quattro famiglie che abitano in un gruppo di case a ridosso della rotonda, tra il capitello di via Basse e la ferrovia. Poco dopo anche la viabilità stradale è stata ripristinata con la riapertura della rotonda, di via Vetrego e di via San Silvestro. Prontamente rimosso il camion e il suo carico infiammabile: nel cassone, di proprietà della Sapio, che tratta gas tecnici e medicinali, si trovavano 12 siluri lunghi 10 metri contenenti 40 atmosfere di idrogeno compresso. Sul luogo dell’incidente restano i segni dello spettacolare ribaltamento, avvenuto mentre il tir affrontava la curva della rotatoria alle porte di Vetrego. Il giorno dopo le polemiche roventi chiamano in causa proprio la nuova viabilità attorno al paese, figlia del Passante e del raddoppio della linea ferroviaria. Per quella rotatoria, in mancanza della riapertura del casello di Roncoduro, transitano, a ridosso delle case e dei binari, mezzi pesanti di qualsiasi tipo e carico, in uscita dal vicino casello di Mirano-Dolo. Percorrono una viabilità definita “assurda” dai residenti, transitando lungo la nuova bretella a nord della ferrovia, poi sopra il Passante, quindi incuneandosi nel sottopasso ferroviario e infine affrontando la rotatoria di via San Silvestro. «Molte volte ci sono perdite di carico e quando il carico è pericoloso non ci resta che pregare» afferma oggi e col senno di poi chi abita alle porte di Vetrego.  Filippo De Gaspari

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Gazzettino – Vetrego, la paura è passata

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23

ago

2012

MIRANO – Disagi per i residenti evacuati dalle case. Fermi treni e circolazione

I Vigili del fuoco hanno lavorato fino a mezzanotte per rialzare la cisterna ribaltata

L’INCUBO ESPLOSIONE DURA SEI ORE

Intera zona bloccata per le operazioni. Solo verso mezzanotte i residenti di Vetrego hanno potuto rientrare nelle loro case. Vigili del fuoco al lavoro per ore per rialzare la cisterna.

Martedì sera, poco dopo le 23, la frazione di Vetrego ha potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo. Si è concluso positivamente l’intervento per sollevare l’autoarticolato carico di idrogeno che nel pomeriggio si era rovesciato nella rotonda a pochi passi dal centro, ma i Vigili del fuoco hanno dovuto lavorare fino a tarda ora per rimettere su quattro ruote un tale bestione. Situazione delicata fino all’ultimo perché il mezzo conteneva ben dodici siluri da dieci metri di idrogeno compresso, per un totale di circa quaranta atmosfere, alcuni dei quali si erano spostati a causa dello schianto.Materiale facilmente infiammabile che, in caso di esplosione, avrebbe potuto provocare un vero e proprio disastro. Per questo le forze dell’ordine hanno fatto evacuare le quattro abitazioni più vicine e i pompieri hanno dovuto procedere con massima cautela.          L’episodio è capitato attorno alle 17 nella rotonda tra le vie Vetrego e San Silvestro, dove un camion proveniente da Mantova ha sbandato rovesciandosi per metà e terminando la propria corsa sul ciglio della strada. Sul posto sono intervenuti sei mezzi dei Vigili del fuoco, ma non è bastato: le due auto-gru non sono riuscite a risollevarlo ed è stato necessario far intervenire un mezzo ancor più grande. È questo il motivo per cui le operazioni si sono protratte fino a notte, lasciando decine di residenti con il fiato sospeso. La viabilità ordinaria è stata deviata dalle 17 alle 23, provocando disagi soprattutto nell’orario di punta visto che la rotonda è uno snodo essenziale tra la Riviera e il Miranese. Per precauzione dalle 20 alle 20.30 è stata interrotta anche la circolazione ferroviaria sulla linea Venezia-Padova causando ritardi e cancellazioni di treni.         Una rete ferroviaria che già aveva subito molti disagi in mattinata a causa di un incendio a Trieste e che ha poi rischiato di esser chiusa pure per un incendio capitato a Marano, sempre martedì mattina. I residenti evacuati sono potuti rientrare nelle loro abitazioni prima di mezzanotte, anche se molti di loro hanno fatto certamente fatica a prendere sonno. Ieri mattina, naturalmente, nel piccolo centro non si parlava d’altro. Il mezzo è stato trasportato in un’azienda di Marghera mentre il conducente, italiano, è scioccato, ma praticamente illeso.

I RESIDENTI

«Inascoltate le nostre proteste ma quella rotonda è pericolosa»

«Siamo una frazione dimenticata, ci si ricorda di noi solo quando capitano incidenti come questo». Dalla paura alle proteste del giorno dopo, il passo è stato breve e inevitabile. I cittadini di Vetrego accusano da anni il passaggio dei mezzi pesanti nelle loro strade e, naturalmente, un autoarticolato carico di idrogeno che si rovescia a pochi passi dalla chiesa e dalla scuola elementare è un ottimo motivo per alzare nuovamente la voce. A farsi portavoce del malcontento generale è ancora Lina Casonato, la titolare della storica Osteria che martedì sera ha ospitato a cena gli evacuati, megafono e punto di riferimento per gli umori della frazione. «Da tempo sosteniamo che alcune rotonde sono strette e che molte strade non sono idonee per sopportare questa mole di traffico pesante – spiegava ieri -. Capita spesso che i tir facciano fatica nella rotatoria, ma pare che a nessuno interessi». Ora che la tragedia è stata sfiorata, invece, il problema è tornato a galla. Molte le persone impaurite ieri, specie anziane: viste le difficoltà nell’intervento dei Vigili del Fuoco, si era temuto pure di dover star fuori di casa per tutta la notte. (G.Pip)

 

Gazzettino – Cisterna si rovescia. Sfiorato il disastro.

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22

ago

2012

ORE DI PAURA NEL MIRANESE

Incidente a Vetrego di Mirano: l’autoarticolato conteneva bombole di idrogeno. Evacuate quattro case, traffico in til e chiusa la linea ferroviaria Padova-Mestre

PAURA – L’area è stata subito sgomberata

L’INTERVENTO – Una vera e propria task force per scongiurare il pericolo di uno scoppio

L’INCIDENTE – Autoarticolato sbanda in rotonda e termina la corsa in bilico

MIRANO – Prima un forte botto, quello dell’autoarticolato che sbanda e si rovescia sul ciglio della strada. Poi la paura per un possibile secondo botto: quello dell’esplosione delle bombole d’idrogeno contenute al suo interno. Per fortuna l’epilogo tragico è stato scongiurato e il pauroso incidente capitato ieri in pieno centro della frazione di Vetrego non ha avuto le conseguenze che molti temevano. Il tutto è accaduto nel tardo pomeriggio, pochi minuti prima delle 17. L’area in questione è quella della rotonda tra via Vetrego e via San Silvestro, a poche centinaia di metri dalla chiesa e dalla scuola elementare, ma pure esattamente sopra il Passante Autostradale. Un camion, partito dalla provincia di Mantova e uscito al casello di Mirano-Dolo, sbanda sulla rotonda, probabilmente toccando un cordolo. Il mezzo, di notevoli dimensioni, si rovescia a metà e sbatte sul ciglio della strada, terminando la sua corsa in bilico su due ruote. Alcuni testimoni affermano che il camion abbia imboccato la rotatoria ad alta velocità, ma la dinamica è ancora al vaglio degli agenti. Il conducente, italiano, esce dal mezzo illeso. C’è il primo sospiro di sollievo, ma non basta per parlare di scampato pericolo. L’allerta, infatti, resta comunque altissima vista la peculiarità del trasporto: il camion pesa 400 quintali, al suo interno erano contenute circa 40 atmosfere di idrogeno compresso. In tutto, dodici siluri da dieci metri, alcuni dei quali si sono spostati a causa dello schianto. Un carico molto pericoloso e facilmente infiammabile, dunque. Il dispiegamento di mezzi è davvero notevole: sul posto arrivano immediatamente Vigili, Carabinieri, ambulanze del Suem, Cav, tecnici delle Ferrovie dello Stato e ben sei mezzi dei Vigili del Fuoco, comprese due auto-gru da Mestre e Padova. La Polizia Locale di Mirano chiude immediatamente l’area e il traffico va presto in tilt, visto l’orario di punta e il fatto che si tratta di un’area di collegamento tra il Miranese e la Riviera. La gente si riversa in strada, si capisce subito che la situazione è delicata e la procedura per risollevare il mezzo sarà lunga. Attorno alle 18 arriva la prima decisione: le quattro case più vicine alla rotonda vengono fatte evacuare. Se nell’intervento qualcosa va storto, infatti, le conseguenze potrebbero essere tragiche. Si decide anche di chiudere la rete ferroviaria, quella che collega Mestre e Padova passando per Dolo e Marano, a partire dalle ore 20. A quell’ora entrano in azione le auto-gru per iniziare le prove di sollevamento del mezzo ma l’intervento si rivela più difficile del previsto e si protrae a serata inoltrata.        Gabriele Pipia

I RESIDENTI SI SONO RIVERSATI SUBITO IN STRADA

«Un botto tremendo, sembrava fosse scoppiata una bomba»

I residenti si riversano in strada, gli automobilisti si fermano all’improvviso, i bambini della zona sospendono di colpo i loro giochi. Il rumore dello schianto è stato fortissimo, e nel tardo pomeriggio sono tutti con gli occhi incollati a quel camion rovesciato e circondato dai Vigili del Fuoco. Il centro di Vetrego si mobilita alle 17.30, quando la notizia e la preoccupazione si diffondono rapidamente di bocca in bocca. Vedendo il mezzo sul ciglio della strada, la domanda immediata è sempre la stessa: «Qualcuno si è fatto male?». La risposta per fortuna è negativa, ma non basta per sciogliere la tensione del momento. La scritta sul retro del camion è infatti grande e inequivocabile: «Idrogeno compresso». Le facce di molti diventano tirate, l’allerta sale: le bombole d’idrogeno, si sa, potrebbero provocare una pericolosissima esplosione. «Il camion è pieno o vuoto?» diventa la nuova domanda ricorrente. La risposta dei Vigili del Fuoco non lascia spazio a dubbi: «È meglio che vi allontanate». L’area viene sgomberata, la gente si allontana ma gli occhi restano fissi su quella rotonda. In lontananza molti cittadini si affacciano alla finestra. Le procedure vanno a rilento, per riportare su quattro ruote un bestione del genere ci vuole moltissima cautela. Molti residenti si ritrovano nella storica osteria «Dalla Lina», punto di riferimento imprescindibile per tastare gli umori della frazione. È li, che ceneranno le famiglie evacuate. In quel covo negli anni sono montate decine e decine di proteste contro il Passante e contro il passaggio di mezzi pesanti per il centro di Vetrego. «Ero dentro in casa a cucinare e ho sentito un botto tremendo, come fosse una bomba» racconta un uomo di mezza età la cui abitazione è si affaccia propria sulla rotatoria. L’ultima evacuazione a Mirano era stata all’inizio dell’anno, nella frazione di Ballò, per l’incendio di una fabbrica. Ma la mente di molti torna al 2006, quando un autocisterna rimase incastrata nel sottopasso di Ballò. Anche in quel caso si paventò il pericolo-esplosione, poi fortunatamente svanito come questa volta. (G.Pip)

 

L’incidente alla rotonda di via San Silvestro a Vetrego. Evacuate alcune famiglie e interrotto il traffico ferroviario sulla Venezia-Padova per mettere il carico di bombole in sicurezza

MIRANO. Camion di idrogeno si rovescia alla rotonda di Vetrego, paese col fiato sospeso per ore. Serata di paura nella piccola frazione di Mirano: evacuate per precauzione 4 famiglie, interrotto il traffico ferroviario sulla Venezia-Padova. Sono da poco passate le 16.30 quando sotto il solleone un tir proveniente da Mantova, che trasporta bombole di idrogeno compresso, si rovescia mentre affronta la rotonda di via San Silvestro, dopo il sottopasso ferroviario di Vetrego ovest.          Il mezzo del peso di circa 400 quintali viaggia in direzione di Roncoduro e ha a bordo 12 siluri di 10 metri per 40 atmosfere di idrogeno compresso. Un’ora dopo vengono evacuate 4 famiglie che abitano in prossimità della rotonda: troppo pericoloso rimanere durante le operazioni di raddrizzamento del tir, altissimo il rischio di esplosione del carico. Agli ingressi della rotonda intanto si ammassano uomini e mezzi di soccorso mandati sul posto per mettere in sicurezza il camion e il carico infiammabile.          Chiusa via San Silvestro e la strada di accesso a Vetrego, allestiti posti di blocco prima e dopo la rotonda, a distanza di sicurezza di 400 metri dall’incidente. Sul posto si portano anche i tecnici di Rfi, la Rete ferroviaria di italiana: alle 20 viene deciso il blocco dei treni, con ritardi su tutta la tratta. In serata la rimozione del camion.              Filippo De Gaspari

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Continua la polemica a distanza fra il Comitato Bruno Marcato di Dolo e Tonolo del Comitato Savioli di Mirano sul problema dell’Asl 13. Il Comitato Bruno Marcato non ha gradito le affermazioni di Tonolo che ha definito “le richieste campanilistiche per l’ospedale di Dolo” e replica in modo seccato:

«Ci dispiace che Tonolo del Comitato Savioli abbia percepito le nostre richieste che riguardano la salute dei cittadini a difesa di un loro diritto primario e sancito dalla Costituzione come “richieste campanilistiche”. Ebbene Tonolo, su questo siamo campanilistici! Non ci riferiamo al campanile di Dolo ma ad un’area più vasta che comprende anche Mirano e sta guardando alla nuova Area Metropolitana. Questo è il confine del nostro campanilismo, a differenza di Tonolo che è rimasto ancora al campanile di Mirano che è superato dai tempi, purtroppo».

Il Comitato dolese composto da Antonino Carbone, Francesco Sacco, Valter Mescalchin, Giovanni Urso e Gino Bedin guarda avanti.

«Abbiamo l’esempio positivo di come funzionano nell’area da decenni i servizi dell’acquedotto, delle fognature, dei rifiuti, delle bonifiche ed altri. Anche la sanità dovrà scegliere questa economia di scala per erogare servizi qualificati. È vero, però, come dice Tonolo che Dolo senza Mirano potrebbe morire. Gli vogliamo ricordare però che Mirano oggi sta vivendo grazie a Dolo ed a quello che fino ad ora il nostro ospedale ha ceduto per la sopravvivenza dell’ospedale di Mirano. La guerra tra poveri non porterà a nulla».

(L.Per.)

 

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