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DOLO – La centralità e l’importanza dell’ospedale di Dolo per la Riviera e la necessità di fare tutto il possibile per salvaguardare e potenziare strutture e reparti. Questo è emerso durante il dibattito con i candidati consiglieri regionali della Riviera organizzato martedì allo Squero dal Coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo.

All’incontro hanno partecipato sette candidati: Vanna Baldan (Veneto Civico), Luca Fattambrini (L’Altro Veneto), Denis Gennari (Lista Zaia), Fortunato Guarnieri (Veneto Nuovo), Francesco Piccolo (Lista Tosi), Franco Scantamburlo (Pd) e Andrea Zampieri (Area Popolare).

Alla fine del dibattito il Coordinamento ha consegnato un documento ai candidati con alcune richieste per l’ospedale, chiedendo loro di impegnarsi perché possano attuarsi. Nel documento il Coordinamento chiede che qualunque sia la nuova Asl derivante dalla riforma annunciata, Dolo si troverà al centro del nuovo bacino territoriale e dovrà avere le caratteristiche di ospedale per acuti di area Medica e Chirurgica, mantenendo gli attuali reparti.

Viene chiesta poi la sospensione dell’attuazione delle schede ospedaliere e il blocco dell’atto aziendale.

 

dolo verso le elezioni. marco cagnin (dolo del fare)

DOLO – Marco Cagnin è il candidato sindaco della lista civica “Dolo del Fare” composta da sostenitori di Flavio Tosi. Perché si è candidato? «Ho creduto che fosse necessario mettersi in gioco per garantire nuove prospettive ai nostri figli. Credo si debba superare il momento di stagnazione attuale e guardare con fiducia nel futuro». Qual è la sua posizione sulle grandi opere? «Il progetto di Veneto City va rivisitato nel rispetto delle regole, ammettendo e favorendo variazioni solo quando queste aumentino, anche in termini di impatto sociale, la compatibilità con il territorio. Nel declassamento della Romea Commerciale la priorità resta la messa in sicurezza dell’attuale, vediamo con interesse la soluzione “B ricalibrata” che potrebbe portare la messa in sicurezza dell’arteria, servire le realtà produttive e garantire il territorio. Il completamento dell’Idrovia rende inutile la “camionabile”. L’ elettrodotto Dolo-Camin, utile per la razionalizzazione della rete elettrica, deve essere realizzato interrato sfruttando l’Idrovia». Come intende agire per la salvaguardia dell’ospedale? «Il nostro obiettivo è la tutela dell’ospedale come ricchezza per la comunità. Ci attiveremo per l’adeguamento e la razionalizzazione delle strutture e dei servizi esistenti e per l’inserimento di specialità che siano di riferimento nel territorio». Quali le sue politiche per il lavoro e per i giovani? «Vedi sotto». Il commercio ha visto scomparire molti storici negozi. Quali sono le sue ricette per rivitalizzarlo? «Le due domande richiedono una risposta unica. La città deve essere espressione delle attività che vivono al suo interno. Le politiche per il lavoro e per i giovani sono legate allo sviluppo del territorio così come a queste sono legate le politiche per l’istruzione e per le attività commerciali e produttive. Vogliamo creare condizioni “ambientali” per favorire lo sviluppo di idee e attività nuove, salvaguardando e innovando le esistenti. Questo favorirà nuovi posti di lavoro, richiedendo anche la formazione di nuove competenze. Andranno trovate forme di agevolazione che vadano a premiare chi investe». Qual è il ruolo di Dolo e della Riviera nell’asse Padova e Venezia e nella Città Metropolitana? «Dolo deve essere di nuovo un riferimento all’interno della Città Metropolitana. La Riviera non deve essere periferica ma “protagonista” con un’offerta turistica, commerciale e produttiva che competa con la concorrenza».

Giacomo Piran

 

Nuova Venezia – “Grandi navi, decida il sindaco”

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20

mag

2015

Il sottosegretario Borletti Buitoni: bisogna valutare a fondo i progetti alternativi

«Quella di aspettare la nomina del nuovo sindaco di Venezia per decidere sul percorso alternativo al passaggio delle Grandi Navi in Bacino di San Marco è una decisione molto opportuna, perché non si può prendere una decisione di tale delicatezza e importanza per la città e la sua laguna senza aver prima ascoltato l’opinione di chi rappresenterà la comunità veneziana».

È netto e positivo il giudizio del sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni sulla decisione comune presa a Roma sulla questione dai ministri alle Infrastrutture, all’Ambiente e ai Beni Culturali.

«Una decisione di questa importanza per Venezia» insiste Borletti Buitoni «non può essere presa sull’onda della fretta, cedendo al “ricatto” delle compagnie di crociera, né senza mettere prima a confronto tutte le alternative. Non stiamo pensando di realizzare un cavalcavia nella valle Padana, ma di intervenire su uno degli ambienti più preziosi e delicati del mondo. Non si può certo pensare di scavare un nuovo canale in mezzo alla laguna a vantaggio delle Grandi Navi e del resto il progetto di scavo del canale Contorta-Sant’Angelo incontra fortissime contrarietà anche a Venezia. Per questo bisogna valutare a fondo anche i progetti alternativi e non capisco, da questo punto di vista, la contrarietà preventiva espressa dalle compagnie di crociera alla realizzazione di un terminal crocieristico fuori dalla laguna. Non sta a loro decidere, ma alla città di Venezia e al Governo. Paghiamo gli errori del passato e aver consentito il determinarsi di una situazione insostenibile come la presenza delle Grandi Navi a San Marco».

(e.t.)

 

Proposte per rilanciare l’offerta culturale. Pizzo (Venezia cambia 2015): siamo stati esclusi

Casson alla Fenice: «Un euro dalle crociere»

Un euro dai croceristi per la salvaguardia e la cultura. Nelle Sale Apollinee del teatro La Fenice gremite di pubblico il candidato sindaco del centrosinistra Felice Casson lancia la sua proposta.

Eccola, la tassa sul turismo, senza bisogno di leggi speciali. Risorse che arrivano in città ma restano ai privati. Un euro a crocerista, due milioni di euro, due euro, quattro milioni. Così per i passeggeri dell’aeroporto Marco Polo.

Si parla di cultura, alla Fenice. E insieme a Casson ci sono i rappresentanti delle più importanti istituzioni culturali veneziane, coordinate da Andreina Zitelli. «In città si svolgono ogni anno duemila eventi culturali», dice il presidente dell’Istituto veneto Danieli.

«Il Comune deve coordinare gli eventi, non organizzarli», interviene Cristiano Chiarot, sovrintendente della Fenice e adesso anche presidente dell’associazione nazionale Orchestre liriche. Chiarot ha rilanciato il teatro veneziano facendone un centro di cultura aperto anche ai turisti. Nuova linfa per le casse del teatro, ma qualità sempre alta. È questo l’obiettivo a cui deve tendere la città. Eventi coordinati anche con la terraferma e la provincia, nell’ottica metropolitana. Cultura in movimento, ampio spazio alle realtà di base. No alla città museo.

Casson rilancia. «In Parlamento mi chiedono come è possibile che il bilancio del Comune sia ridotto così con tutti i soldi che abbiamo dato a Venezia».

Istituzioni culturali grandi e piccole, con la Fenice e l’Istituto veneto di Scienze Lettere ed Arti ieri c’erano anche la Fondazione Cini e la Fondazione Querini Stampalia, Fondazione Musei civici, Palazzo Grassi e le tante fondazioni private nate negli ultimi anni come la Fondazione Prada. Cultura che deve rimanere a livelli alti e incoraggiare la produzione delle realtà locali musicali, teatrali, letterarie. Una nuova ricchezza che potrebbe aiutare la città. Dibattito che promette seguiti non soltanto in campagna elettorale. E provoca anche qualche polemica. «Potevano invitare anche noi, avevamo molte proposte da fare», dice Giampietro Pizzo, candidato sindaco di VeneziaCambia 2015.

(a.v.)

 

Nuova Venezia – Miranese. Incidente e proteste in via Desman

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20

mag

2015

Due feriti sulla provinciale dove ogni giorno da sei mesi si tiene il corteo del comitato per la sicurezza stradale

VETERNIGO – Nuovo schianto in via Desman, strada bloccata e residenti esasperati dopo sei mesi di manifestazione quotidiane. L’incidente, l’ennesimo, ieri mattina alle 10.20, nel tratto tra il centro di Veternigo e la località Tre Ponti, quando un’auto guidata da un anziano e un furgoncino si sono scontrati in rettilineo, probabilmente a causa della strada stretta e di una leggera distrazione da parte del conducente del furgone.

Pare che l’uomo stesse cercando un indirizzo e non si sia accordo di essersi accentrato troppo sulla carreggiata, troppo stretta, proprio nel momento in cui, dal senso opposto, giungeva l’utilitaria. L’urto è stato violento, con l’auto finita, dopo lo scontro, prima contro il muretto di un ponte privato, poi nel fosso a lato, contro il ponte successivo. Per fortuna solo ferite lievi per i due occupanti, salvati dall’airbag, ma soprattutto può dirsi mezzo miracolato il conducente della vettura, che ha solo sfiorato un palo della luce che si trovava in traiettoria, dopo il primo ponticello e si è fermato contro la seconda spalletta in cemento, rimanendo in bilico sulla riva del fosso colmo d’acqua.Solo per caso, dunque, la sua automobile non si è rovesciata nel canale, rischiando di finire con l’abitacolo interamente sott’acqua.

Disagi per oltre un’ora si sono registrati sulla provinciale, con il blocco in particolare di alcuni mezzi pesanti che non hanno avuto modo di fare manovra e invertire il senso di marcia. Sul posto hanno operato il personale del Suem-118 di Mirano, che ha medicato i due conducenti e i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi di legge.

In strada anche i residenti, tra cui alcuni membri del comitato Desman, che dal 17 novembre scendono in strada ogni mattina per chiedere più sicurezza lungo la provinciale che attraversa Zianigo, Veternigo e Sant’Angelo. Proprio a Sant’Angelo, dove venerdì passerà il Giro d’Italia, il comitato ha annunciato di volersi posizionare con striscioni e cartelli lungo il percorso della corsa rosa, per rendere visibile la protesta per la sicurezza, chiedendo in particolare una ciclabile.

«È incredibile come politici e amministratori restino sordi alle nostre richieste, mentre accadono di continuo incidenti. Si sta aspettando la tragedia?», afferma il leader della protesta Marino Dalle Fratte, «arriviamo ai paradossi: la scorsa settimana, ad esempio, hanno urtato e spostato un lampione, vicino l’incrocio di via Bollati, che ora illumina a giorno un giardino privato, con la strada rimasta al buio».

Filippo De Gaspari

 

la voce dei residenti

«Ecco il nostro progetto una ciclabile lungo i campi»

ZIANIGO «Un progetto semplice semplice, pronto da un secolo, eppure nessuno ci ha mai pensato prima». A proporlo in Provincia è stato lo stesso comitato Desman, stanco di sentirsi rispondere che la ciclabile non si può fare perché non ci sono i soldi. Certo, 3 milioni e 600 mila euro sono molti, troppi in periodi di vacche magre per tutti e i comuni non possono farvi fronte da soli.

Ma c’è un piano B. «Non serve interrare il canale per fare la ciclabile ma non si più restare indifferenti a guardare in attesa della strage», spiega il portavoce dei residenti Marino Dalle Fratte, «basta coinvolgere gli enti titolari del canale, in primi il consorzio. Sarebbe l’ente di bonifica stesso a realizzare la pista: c’è una legge del 1904 che prevede una servitù demaniale larga 4 metri lungo la sponda nord del canale, per la manutenzione del rio Desman. Una fascia di rispetto dove non si può costruire e dove le macchine del consorzio possono transitare, ma che potrebbe servire, in parte, anche per realizzare la ciclabile. Basterebbero due metri, lasciando gli altri due al demanio e senza toccare la strada. Il consorzio pare disposto a procedere se i comuni e la Provincia daranno l’ok: poi basterà intimare ai pochi privati che hanno costruito abusivamente in questo spazio a indietreggiare la loro proprietà. Costi abbattuti, nessun problema idraulico, soluzione a portata di mano nel rispetto del canale e del graticolato romano. Sembra impossibile che una via d’uscita a una situazione di reale pericolo per tutti debba arrivare dai cittadini, con fior di politici e tecnici pagati per farlo».

Venerdì, oltre al presidio annunciato al Giro d’Italia, una delegazione del comitato incontrerà la Provincia: a convocarla lo stesso commissario di Ca’ Corner, Cesare Castelli, che ha scritto al comitato per invitare i residenti a una condivisione del nuovo progetto stradale.

(f.d.g.)

 

I ministri Delrio (Infrastrutture), Ambiente (Galletti) e Cultura (Franceschini) concordi nel rimettere ogni decisione nelle mani della nuova amministrazione

«Sull’alternativa alle grandi navi in laguna deciderà il prossimo sindaco. Rispettando l’ordine del giorno del Senato, che prevede di mettere a confronto le varie soluzioni progettuali». È questa la conclusione a cui sono giunti ieri pomeriggio i ministri delle Infrastrutture Graziano Delrio, dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dei Beni culturali Enrico Franceschini.

Nessuna «forzatura» del governo, dunque. Come auspicavano i sostenitori della soluzione Contorta (Autorità portuale in testa) e come invece temevano i comitati, che hanno inviato proprio ieri ai ministri un corposo dossier sulla vicenda. Con le elezioni alle porte e il nuovo sindaco in arrivo, la politica ha deciso che per prendere una decisione sul futuro della città si attenda la nuova nomina, dopo quasi un anno di commissario.

Proprio il commissario aveva partecipato nell’agosto scorso a un Comitatone – allora il ministro era Maurizio Lupi – astenendosi sulla decisione di mandare avanti il progetto Contorta, già allora sostenuto dal Porto.

Nel frattempo il Contorta è andato all’esame della Via, la commissione di Impatto ambientale, restituito al mittente con la richiesta di corpose osservazioni. E adesso l’Ispra, l’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale, ha demolito anche le risposte inviate dal Porto alle richieste di integrazione della commissione nazionale Via. 250 pagine, 134 richieste che secondo l’Ispra «non hanno ricevuto risposte dal proponente».

Non basta, perché secondo i tecnici del ministero «le misure di compensazione proposte non annullano gli impatti. Anzi, ne comporta di ulteriori che vanno valutati».

Scenario sempre più difficile, quello per il nuovo canale Contorta. Che anche i candidati sindaci, nessuno escluso, hanno bocciato, pur avendo soluzioni alternative diverse.

Si fanno strada anche le altre alternative, già all’esame della commissione Via pur se non inserite nella «Legge Obiettivo» come ricorda il presidente del Porto Paolo Costa. Le nuove banchine a Marghera, il nuovo terminal alla bocca di porto di Lido, come proposto da De Piccoli-Duferco. Questa è l’ipotesi che sembra in vantaggio rispetto alle altre, sostenuta anche dai comitati «No Grandi Navi». Ma è proprio l’unico progetto che la Clia, la compagnia internazionale delle crociere, dice «non essere compatibile». Scartato a suo tempo anche dall’Autorità portuale, ma non ancora dal ministero. La tensione aumenta, e il mondo delle crociere preme per una soluzione. «Se no le compagnie sceglieranno altri porti», dice Costa. Soluzione adesso rinviata ai primi di giugno. A oltre tre anni dal tragico naufragio della Costa Concordia. Che aveva riaperto la polemica sul «rischio» del passaggio delle navi a pochi metri da San Marco, con un divieto mai applicato alla laguna.

Alberto Vitucci

 

dolo verso le elezioni. valentina peruzzo (m5s)

DOLO – Valentina Peruzzo è il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. Perché si è candidata? «Perché finora ho visto la politica come qualcosa che bussa alla porta solo quando ci sono le elezioni e che crede, perché ha vinto le elezioni, di avere la verità in mano e imporre alla collettività le proprie scelte. Nel M5S non è così, noi siamo i portavoce dei cittadini e siamo lì per loro, per costruire assieme qualcosa di diverso. Credo che la cosa più sbagliata sia smettere di ascoltare e di dar voce alle persone. Essere trasparenti e dimostrare con i fatti non a parole, aver rispetto delle persone e del loro denaro perché i soldi non sono del Comune e di chi lo amministra ma dei dolesi. Costruire un ambiente più vivibile per i nostri bimbi che porti la ricchezza dell’esperienza e il rispetto di chi ti circonda». Qual è la sua posizione sulle grandi opere? «Il M5S è sempre stato contrario: sono opere che non hanno tenuto in minima considerazione gli abitanti, né fatto un’analisi effetti/benefici. Il M5S in Parlamento ha presentato una mozione per la messa in sicurezza della Romea e l’archiviazione della Romea Commerciale e il Pd ha votato contro. La scomparsa della Orte- Mestre dal Def non ci basta perché non esclude la possibilità che l’opera venga reinserita in futuro». Come intende agire per la salvaguardia dell’ospedale? «Abbiamo partecipato all’interno del comitato per la sua difesa. Il nostro programma regionale prevede il mantenimento e il miglioramento dei servizi sul territorio, la riduzione sulla parte burocratica e sui costi inutili». Quali sono le sue politiche per il lavoro e per i giovani? «Le politiche del lavoro nazionali hanno portato allo svilimento del lavoro. Un Comune può cercare di mettere in rete i propri giovani o le imprese locali. Il reddito di cittadinanza aziona la ripresa dei consumi e consente dignità alla persona con un percorso per l’inserimento nel mondo del lavoro». Il commercio ha visto scomparire molti storici negozi. Quali sono le sue ricette per rivitalizzarlo? «Puntare sulla perla turistica che è Dolo e far rivitalizzare il centro dai giovani e dalle associazioni, mettendole in coesione con i commercianti». Qual è il ruolo di Dolo e della Riviera nell’asse Padova e Venezia e nella Città Metropolitana? «Ritengo che la Città Metropolitana sia l’ennesimo modo di togliere voce e potere ai cittadini e non sopprimere le province».

Giacomo Piran

 

DOLO – Una passeggiata con merenda finale per concludere il Progetto Pedibus realizzato dalle scuole e dai genitori con la collaborazione del Comune di Dolo e del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl 13. L’iniziativa, che partirà domani, vedrà coinvolti i 762 alunni delle scuole elementari dolesi: la De Amicis e la Giotto di Dolo, la San Giovanni Bosco di Arino e la Manin di Sambruson. Durante l’anno scolastico diverse linee del Pedibus hanno portato gli alunni a piedi verso la scuola, lungo percorsi sicuri. La manifestazione di fine anno si svolgerà in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl 13 che promuoverà l’iniziativa con incontri informativi per le classi quarte e la distribuzione di volantini per le famiglie.

Le passeggiate con la merenda finale si terranno: domani per la San Giovanni Bosco, il 27 maggio per la Manin di Sambruson, il 3 giugno per la Giotto e l’8 giugno per la De Amicis. L’Asl 13 collabora con l’iniziativa, anche in ottemperanza del sistema di sorveglianza Okkio alla salute, promosso dal Ministero della Salute.

I risultati della raccolta dati Okkio nel 2014 confermano nel Veneto un leggero calo dei livelli di sovrappeso e obesità infantile. Ma ci sono abitudini da cambiare: il 16% dei bambini non aveva svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine; il 18% praticava sport per non più di un’ora la settimana; il 42% aveva la televisione in camera, il 35% guardava la televisione o i videogiochi più di due ore al giorno e infine solo uno su quattro si recava a scuola a piedi o in bicicletta.

Giacomo Piran

 

L’ex magistrato ne ha discusso con le società delle grandi rotte internazionali

«Siamo per la crocieristica, con garanzie». Ieri gli incontri con Realacci e Vendola

«Ho incontrato i rappresentanti della Clia, l’associazione degli armatori delle grandi rotte navali internazionali, presenti rappresentanti di Carnival e Msc. E andrò a parlare con Vtp. Anche gli armatori sono d’accordo nell’evitare lo scavo del canale Contorta e abbiamo portato su questa linea anche gli altri candidati sindaco. È ampio il consenso al no al Contorta. Ora bisogna decidere rapidamente sulle alternative. E ribadisco che noi siamo per la croceristica a Venezia, garantendo il lavoro e l’equilibrio ambientale».

Grandi navi , Felice Casson ribadisce la sua posizione a Mestre incontrando in piazzale Donatori di sangue l’amico onorevole Ermete Realacci, presidente della commissione Presidente VIII commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera.

«Non è lungimirante proseguire con lo scavo del Contorta», conferma Realacci, ricordando il pronunciamento unanime del Senato sulla valutazione di alternative.

I due hanno lavorato assieme anche al disegno di legge sugli ecoreati che dovrebbe essere approvato martedì. Venezia, dice Realacci, merita il ruolo di capitale del Veneto, «regione al secondo posto in Italia per investimenti nella Green economy», e che occupa 6.400 aziende in Provincia, «quelle che si sono difese meglio dalla crisi».

Ambiente, salute, lavoro. Tre temi cardine del programma di Casson: ieri mattina all’Officina del gusto l’incontro con il mondo della sanità veneziana, nel pomeriggio a Forte Marghera il saluto a Niki Vendola, leader di Sel arrivato per sostenere la lista di Bettin “2020Ve”.

«Bonifiche, sostegno alle produzioni green, difesa dei servizi sociali pubblici sono tra le cifre distintive della lista e della coalizione», dice Casson che, dopo la visita alla Grandi Molini, è sempre più convinto che il rilancio per la città passi anche per un forte investimento su Porto Marghera ma servono azioni lungimiranti: sburocratizzazione, economia green, e zona franca economica per garantire innovazione e finanziamenti europei. Su Alles promette battaglia e sul Vallone Moranzani, servono accordi con «impegni precisi». E conclude: «Lavoriamo uniti, se lo faremo concluderemo la partita il 31 maggio con una vittoria».

Mitia Chiarin

 

Nuova Venezia – Lido. Bisogno di legalita’ e trasparenza.

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17

mag

2015

Il noto scandalo del Mose ed ora la vicenda legata alle (per ora presunte) infiltrazioni della ‘ndrangheta al Lido non possono che confermare l’enorme bisogno – anche nel nostro territorio – di legalità e trasparenza, soprattutto nel campo degli appalti e delle nuove opere.

Legalità e trasparenza che ritengo siano state ben carenti al Lido ad iniziare da quello strano commissariamento esteso a tutta l’isola e a quella vicina della Certosa. Un Commissario della Protezione Civile (ma non c’era stato alcun terremoto o altra emergenza!) per portare a termine un nuovo inutile Palazzo del Cinema (cosa peraltro non avvenuta: esiste solo un gran buco nella terra e nelle finanze pubbliche) ma anche per far passare, senza il normale iter autorizzativo, progetti edificatori anche privati su terreni privati, come per il Parco delle Rose, proposto dalla società sotto inchiesta.

Per “valorizzare” il Lido. L’ex Commissario Spaziante aveva comunque istituito, benché non obbligatoria, una Conferenza di Servizi, in cui Comune, Regione, Soprintendenza, ecc. avevano sostanzialmente approvato i vari progetti, che per diversi motivi – cambi di proprietà, scarse risorse, ripensamenti – non sono stati poi neanche completati, con grave danno alla collettività, all’ambiente e anche all’occupazione (in particolare per quanto riguarda l’Hotel Des Bains).

Da notare che lo stesso Commissario aveva fatto presente che tale allargamento di poteri e territorio era stato richiesto (e orgogliosamente rivendicato) dal Sindaco Cacciari; il Presidente del Consiglio Berlusconi l’aveva prontamente accontentato. Peccato che a denunciare tali storture e le pesanti criticità dei vari progetti siamo stati solo noi ambientalisti e pochi (troppo pochi) esponenti del mondo politico e della cultura.

Cristina Romieri  – Venezia Lido ambiente

 

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