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ORIAGO. LOTTA ALLA LUDOPATIA

ORIAGO «Sono contento di ricevere questo riconoscimento dal Comune di Mira per il fatto che ho riconvertito la sala dedicata al karaoke. Fino a un anno fa avevamo una sala tutta dedicata alle slot, con trenta macchinette ma quando abbiamo visto che la ludopatia diventava un serio problema sociale abbiamo cambiato tutto. Ora le macchinette rimaste sono solo sei e pensiamo di ridurle ancora. La clientela è completamente cambiata. E non è vero che così si guadagna di meno: è una scelta che nel lungo periodo paga, si crea più socialità e alla fine i clienti consumano anche di più».

A dirlo è Denis Bagaggiolo, che gestisce il locale Fermo Posta ad Oriago in via Veneto.

Venerdì pomeriggio ha ricevuto la visita del sindaco di Mira, Alvise Maniero e del senatore del M5S, Giovanni Endrizzi, esperto del fenomeno. Il Comune di Mira sul versante della lotta alla ludopatia è in prima linea: a novembre ha organizzato una manifestazione provinciale proprio contro questa malattia. Il Comune ha poi censito nel territorio la presenza di ben 224 slot. Il sindaco ha sottolineato di aver voluto portare un riconoscimento a un locale che si è contraddistinto per senso civico.

(a.ab.)

 

Noale. Concluso il progetto del Consorzio Acque Risorgive sulle ex cave

Il piano sarà presentato martedì. Un rifugio sicuro per molte specie animali

NOALE – Siamo arrivati al dunque per la seconda fase dei lavori dell’oasi di Noale, che permetteranno di ampliare il polmone verde cittadino. Martedì alle 20.30 in sala Maso (via Ongari), il consorzio di bonifica Acque Risorgive presenterà il progetto approvato un mese fa. Seguiranno lo studio dell’impatto ambientale e poi i 60 giorni per presentare le osservazioni. A quel punto il cantiere potrà essere aperto.

Si tratta di un intervento inserito nella riqualificazione ambientale lungo il basso corso del fiume Draganziolo per ridurre i nutrienti versati nella laguna di Venezia. La Regione ha già confermato il finanziamento di 2.272.000 euro, mentre la prima parte di oasi, 19 ettari, era stata aperta al pubblico ad aprile 2007. Allora si sapeva che restava ancora del lavoro da fare per completare tutta l’area verde e questo 2015 pare davvero l’anno buono. I lavori interesseranno la superficie a sinistra del Rio Draganziolo.

Il sito, affidato al Wwf, è considerato di interesse comunitario e richiama ogni anno appassionati naturalisti, fotografi, studenti; questa seconda parte consentirà di creare un unico sistema di bacini per circa 12 ettari e si avrà una zona umida per la fitodepurazione delle acque provenienti dal fiume Draganziolo.

«Il progetto», spiega il direttore del consorzio, Carlo Bendoricchio, «avrà degli effetti migliorativi, specie per l’elemento acqua e per gli altri aspetti legati alla qualità del sistema naturalistico».

L’oasi di via Ongari è una delle più importanti della provincia, ricca di flora e fauna; la presenza di acqua, corrente e stagnante, e la vegetazione, ha permesso di avere una rapida colonizzazione, divenendo anche un importante serbatoio di biodiversità e rifugio per molti animali. Hanno preso “casa” airone rosso, licena delle paludi, luccio, martin pescatore, moscardino, natrice dal collare, rana agile, testuggine palustre e così via.

«La seconda parte dell’oasi», spiega l’assessore all’Ambiente di Noale, Alessandra Dini, «andrà a creare un’area umida che insieme al primo stralcio conterà una superficie di circa 12 ettari. Un polmone verde a ridosso del centro che, grazie al lavoro del consorzio, alla gestione del comitato Wwf e dei molti volontari, sarà visitabile dalla cittadinanza e da tutti gli amanti di aree come questa. Sono molti, infatti, gli arrivi anche da fuori provincia e regione, che giungono in via Ongari per ammirare tutte le specie insediatesi nel corso degli anni».

Alessandro Ragazzo

 

Lo slogan della civica “Dolo è tua” che candida Elisabetta Ballin

DOLO «Mettere al centro la persona, le famiglie e le necessità dei cittadini». Questi sono i punti fondanti di “Dolo è Tua”, lista civica che candida alle prossime elezioni comunali Elisabetta Ballin. Il gruppo ha presentato ieri la sua sede in via Vecellio vicino all’ufficio postale. «Siamo accomunati d’esperienze di volontariato», precisa Ballin, «che ognuno di noi ha affrontato nel corso della propria vita». I valori della lista sono la solidarietà, la dignità della persona, l’eguaglianza, la giustizia, la trasparenza, la comunicazione e la legalità. Il gruppo ha presentato un programma che definisce a “chilometro zero”. «Vogliamo rivedere i parcheggi a pagamento», prosegue Ballin, «introdurre la tessera dello sportivo per permettere di fare sport gratuito ai giovani e introdurre le lingue straniere alle scuole materne nel doposcuola. Puntiamo alla salvaguardia dell’ospedale e dell’Asl 13, alla creazione della Consulta del sapere e della delega al volontariato». Il gruppo parla di Dolo come di una “smart city”. «Deve riuscire a soddisfare», continua Ballin, «le esigenze dei cittadini, delle imprese, dell’ambiente, efficienza, ma soprattutto deve avere particolare attenzione alle relazioni umane, ai bisogni delle persone e alla gestione oculata delle risorse». I candidati consiglieri comunali: Irene Betti Agnoletto, Rossana Boato, Samuele Bonaldo, Roberta Botter, Simone Brigo, Francesca Capuzzo, Corrado Gabriele, Marco Maieroni, Pietro Martire, Sabina Nalesso, Luca Nardini, Cristina Nardo, Marco Tosatto, Stefano Trovò, Marco Zabotto, Leone Zara.

Giacomo Piran

 

Nuova Venezia – Grandi navi, il giorno di corteo e proteste

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

mag

2015

Oggi alle 15.30 l’iniziativa da Santa Margherita a Sant’Angelo. Lo slogan sarà: «Basta con la cricca delle grandi opere»

«Basta con la cricca delle grandi opere». Con questo slogan oltre 70 associazioni, una decina di movimenti e partiti politici sfileranno oggi pomeriggio per la città. Obiettivo sono le grandi navi «incompatibili con la laguna».

Ma anche le nuove grandi opere pronte a partire come lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo in laguna. Un corteo che si annuncia variopinto e pacifico partirà alle 15.30 da campo Santa Margherita. Si dirigerà alle Zattere, poi in rio Terà Sant’Agnese all’Accademia, infine in campo Sant’Angelo, dove sono previsti interventi, musica, spettacoli.

«Fuori le grandi navi», «Basta grandi opere, mafia e corruzione» lo slogan. Con un logo originale: un esercito di leoni nel «pesce» senza testa che è la pianta della città che si mangiano la grande nave. Giornata culmine della mobilitazione lanciata dai comitati Ambiente Venezia, No Grandi Navi qualche tempo fa.

Domenica scorsa, alla manifestazione elettorale per Felice Casson sindaco, il comitato ha consegnato al premier Matteo Renzi le 70 mila firme raccolte contro lo scavo del Contorta. Nel frattempo le firme hanno superato quota centomila.

«Chiediamo che il governo ascolti la voce dei veneziani», dice il portavoce di No Grandi Navi Tommaso Cacciari, «e che prenda atto dell’esistenza delle alternative».

Oltre al canale Contorta, all’esame del governo dopo i dubbi espressi dalla Commissione di Impatto ambientale, a Roma sono stati inviati anche i progetti per creare un nuovo terminal passeggeri al Lido, davanti all’isola artificiale del Mose. Uno è firmato da Cesare de Piccoli-Duferco, l’altro da Stefano Boato e Maria Rosa Vittadini.

Infine, l’alternativa di Marghera. Anche qui un progetto presentato da Roberto D’Agostino prevede di attrezzare le banchine dell’ex zona industriale in canale Brentelle e Canale Industriale Ovest.

Ma l’Autorità portuale è contraria. E insiste per lo scavo del Contorta, che dovrebbe essere portato da un metro e mezzo a dieci metri e mezzo di profondità, allargato a cento metri, lungo 4 chilometri. Grande opera che secondo i comitati sarebbe «rimedio peggiore del male».

Altre ipotesi a lungo termine prevedono la possibilità di spostare le navi passeggeri a Santa Maria del Mare, dove sono stati costruiti i cassoni del Mose. Oppure al Lido, dov’era prevista la grande darsena da mille posti proposta da Est Capital nell’ambito del grande progetto di ristrutturazione dell’ex Ospedale al Mare.

Oggi ci saranno anche i circoli del Pd, partiti ambientalisti e della sinistra, candidati sindaci come Casson, Scano, Seibezzi e Pizzo.

Alberto Vitucci

 

Strade e ferrovia dove adesso ci sono capannoni e attività, una viabilità nuova: alcune imprese ricorreranno al Tar

Strade e ferrovia dove adesso ci sono capannoni di imprese e attività industriali. Due sovrappassi, una nuova rotonda. E una viabilità del tutto nuova, che metterà a rischio attività economiche già esistenti.

È la temuta conseguenza dell’applicazione del nuovo Accordo di programma, sottoscritto senza tanta pubblicità nei mesi scorsi dall’Autorità portuale, presieduta da Paolo Costa, e dal Comune governato dal commissario Zappalorto.

Una delibera approvata dal commissario con i poteri del Consiglio comunale che potrebbe trasformare pesantemente una parte di città e il suo assetto urbanistico. Tanto che alcune delle imprese coinvolte – come il Molocinque e la Berengo trasporti – hanno già annunciato un ricorso al Tar.

Succede che nell’area industriale di Marghera dov’era prevista l’enorme Torre Cardin il Porto ha chiesto di poter costruire nuovi binari che portino direttamente alle banchine. E di realizzare nuovi collegamenti viari per, si legge, «un efficiente accesso viabilistico e ferroviario al Porto, che elimini i rischi derivanti dalle interferenze fra le diverse tipologìe di traffico portuale, urbano e industriale».

Su questo si inserisce la richiesta presentata il 18 luglio dello scorso anno dalla società Re-evolution dell’imprenditore veneziano Andrea Mevorach che vuole realizzare il nuovo Mof (Mercato Ortofrutticolo) in quell’area, insieme a una piscina, servizi e centro commerciale. L’area è compresa fra via delle Macchine, via dell’Elettricità e via della Pila. E adesso la proposta presentata da Porto e Mevorach (che aveva realizzato nel 2009 per il governo Berlusconi il progetto della nuova città dell’Aquila dopo il terremoto) ha trovato il pieno appoggio del Comune.

Una notizia che desta perplessità negli ambienti della politica. Trattandosi di un vero e proprio Piano urbanistico che certo non fa parte dell’ordinaria amministrazione richiesta a un commissario prefettizio. Quella parte di Marghera, interessata anche dal Piano di recupero firmato da ministeri e Regione, potrebbe cambiare volto.

«Non ne abbiamo avuto notizia», scrive in una osservazione inviata al Comune l’impresa Berengo, «chiediamo di essere coinvolti in queste scelte strategiche, visto che lavoriamo lì con 150 operai».

Invece al posto delle imprese, l’accordo Comune-Porto prevede di realizzare due grandi sopraelevate dal notevole impatto ambientale e paesaggistico, tra via delle Macchine e via dell’Elettricità e tra via dell’Elettricità e via della Pila, e una nuova grande rotonda proprio in quelle aree. Operazione da 14 milioni di euro, di cui 9 e mezzo disponibili. Altri 4 e mezzo dovranno essere recuperati dal commissario.

Uno scambio di lettere tra Zappalorto e Costa scritte il 30 e 31 dicembre scorso testimoniano dello “scambio”, riportato nella delibera, approvata dal Comune nel marzo scorso con la convenzione firmata qualche giorno prima.

Il Porto concede lo spazio acqueo per il Mercato e sposterà il deposito ferroviario. In cambio il Comune si impegna a portare avanti l’accordo di programma. Cioè a garantire l’attuazione del progetto presentato dalla società di Mevorach. Ma soprattutto il trasferimento della viabilità al Demanio Marittimo, cioè al Porto, come previsto dalla delibera di febbraio.

Un accordo che le imprese non riconoscono e adesso intendono impugnare davanti ai giudici amministrativi. Una trasformazione del genere del territorio comunale, dicono, ha bisogno almeno di un dibattito pubblico e di scelte fatte dalla politica e non da un commissario.

Alberto Vitucci

 

Tutti i nomi della lista “Il Ponte del Dolo” che candida Giorgio Gei

DOLO «Non si può parlare del rilancio e della tutela del territorio se poi si accettano le grandi opere che porteranno una ferita irreversibile a Dolo e alla Riviera». Lo sostiene Giorgio Gei, candidato sindaco della lista “Il Ponte del Dolo”, che ha presentato la propria squadra in vista delle prossime elezioni comunali.

Il gruppo ha stilato un programma che va oltre il “no alle grandi opere” e propone iniziative per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo, il progetto del commercio di vicinato, il rilancio delle bellezze rivierasche e la tutela del paesaggio che le ospita.

Il Ponte del Dolo guarda anche ai giovani e al mondo del lavoro proponendo di attivarsi per avviare collaborazioni con le Università al fine di evitare la “fuga di cervelli” e per creare un contenitore di start-up e nuovi progetti.

La lista si ripresenta con lo stesso nome, simbolo e candidato delle precedenti elezioni.

«Altri hanno dovuto mimetizzarsi con nuove liste pseudociviche», spiega Gei, «mentre noi, forti dei cinque anni di attività di opposizione, ci riproponiamo al giudizio dei cittadini con la stessa onestà, voglia di fare e disinteresse.

Otto nuovi candidati consiglieri e otto figure di esperienza. Questo è l’elenco completo dei candidati al Consiglio comunale: Andrea De Lorenzi, Eugenio Moro, Alessandra Cordella, Arianna De Monte, Emilio Brozzola, Roberto Carraro, Marina Doni, Monica Fabrizio, Francesco Ceoldo, Giorgio Fiolo, Alessandra Mion, Marisa Piovesan, Massimo Manesso, Giacomo Mescalchin, Simone Nicolè, Emilio Zen.

Giacomo Piran

 

Il gruppo che appoggia il sindaco uscente Maddalena Gottardo

DOLO «Raccogliere quello che abbiamo seminato in questi cinque anni». Con questa motivazione Maddalena Gottardo, sindaco uscente di Dolo, si ricandida alle prossime elezioni comunali. L’attuale sindaco, 53 anni, dirigente in un istituto bancario di Padova, è sostenuta dalla lista “Maria Maddalena Gottardo Sindaco” che si è presentata ieri in Villa Brusoni Scalella. «Voglio ringraziare chi ha lavorato con me in questi cinque anni», precisa Gottardo, «abbiamo ancora voglia di lavorare per rendere questo paese migliore e vivibile. Questa è una lista apartitica», commenta il sindaco, «nessuno di noi ha tessere di partito né risponde a diktat. Siamo una squadra composta sia da persone che hanno avuto ruoli amministrativi sia da persone alla prima esperienza che arrivano dalla società civile, dal mondo dello sport e dell’associazionismo. Dobbiamo lottare per mantenere i servizi presenti a Dolo: l’ospedale, l’Inps, il Tribunale oltre a portare il distretto sanitario. Grande attenzione poi alla sicurezza, al mondo dell’associazionismo con progetto collegati al sociale. Continueremo il lavoro fatto per il rilancio turistico. Poi non vogliamo il passaggio della Romea Commerciale». Questi i candidati consiglieri comunali della lista: Cecilia Canova, Giuseppe Pasqualetto, Luigi Bettio, Annalisa Brigo, Stefania Carraro, Francesco Cassandro, Emanuele Gaspari detto Corrado, Lorenzo Levorato, Andrea Maso, Paolo Menegazzo, Giovanni Norbiato, Paola Scalella, Susi Semenzato, Mario Spillere, Mara Tamiazzo, Davide Zilio.

(g.pir.)

 

PADOVA. Giancarlo Galan contro un prete. Il prete è don Francesco, viceparroco del rione Torre che, dal pulpito, aveva osato: il diavolo? Come Galan e le banche che finanziano le industrie delle armi. E Galan lo ha querelato per diffamazione.

È domenica 22 febbraio 2015 e nell’omelia domenicale don Francesco parla del diavolo, «satana corrotto e tentatore», adeguando i fatti della vita alle parabole del vangelo. E spiega che Satana o il diavolo si traducono nei comportamenti corrotti che, quotidianamente, stanno davanti ai nostri occhi. Un esempio per tutti: la vicenda giudiziaria dell’ex governatore del Veneto e ministro, uno dei protagonisti dello scandalo Mose che si è fatto ristrutturare la sua villa con i soldi delle tangenti. Nulla di inventato: l’8 ottobre 2014 Giancarlo Galan ha patteggiato per corruzione due anni e 10 mesi di carcere concordando la restituzione di 2,6 milioni di euro, dopo aver incassato per anni dal Consorzio Venezia Nuova, all’epoca presieduto da Giovanni Mazzacurati, uno “stipendio” di un milione di euro, più una serie di favori, come il restauro della villa. In cambio di un via libera regionale senza limiti ai lavori del Mose, tra atti amministrativi e finanziamenti concessi sempre a tempo di record.

Forte la reazione dell’ex doge nonché ex esponente del Governo, assistito dall’avvocato Fabio Pinelli, ha presentato una querela contro il sacerdote per il reato di diffamazione. Querela trasmessa alla procura padovana che, ora, sarà assegnata a un pubblico ministero per le indagini del caso.

 

Domani manifestazione e corteo

VENEZIA Si stanno aggiungendo sempre più associazioni alla manifestazione «No Grandi Navi – No Grandi Opere – Basta mafia e corruzione» prevista domani con partenza da Campo Santa Margherita alle 15 e direzione Campo Sant’Angelo.

Nelle ultime ore l’adesione è stata confermata da 70 associazioni. Oltre ad Ambiente Venezia, ai centri sociali e a Italia Nostra, da sempre in prima fila contro l’ingresso in bacino di grandi navi, è prevista anche la partecipazione del WWF e Legambiente Veneto. Una ventina di movimenti o partiti politici presenti tra cui il Pd che ieri pomeriggio ha mandato un comunicato.

«Il PD di Venezia» si legge «rimane convinto che il comparto crocieristico sia un settore strategico per questa città e che debba essere salvaguardato e incrementato, ed è quindi indispensabile procedere con la valutazione in sede di Via e successiva analitica e rapida comparazione dei diversi progetti approvati predisposti allo scopo così come sostenuto dalle diverse risoluzioni votate dal Consiglio Comunale e dal Senato nel febbraio 2014».

Aumentano anche le firme promosse da Avaaz.org che ieri sera sfioravano le 120 mila, vicini alla meta prevista di 150 mila. La scelta del giorno coincide con l’inaugurazione della Biennale e la presenza alla Stazione Marittima, nel corso del prossimo weekend, di ben nove giganti del mare. Il corteo si muoverà verso il Campo dove ci saranno un susseguirsi di interventi di cittadini, associazioni e tanto altro. Già la scorsa domenica molti attivisti si erano posizionati lungo la riva della Giudecca, srotolando un gigantesco striscione di protesta al passaggio di due grandi navi, dando un assaggio della manifestazione di domani.

(v.m.)

 

È il “Fermo Posta Cafè” di Oriago, fino all’anno scorso aveva 30 macchinette

Il titolare Denis Bagaggiolo: troppi i danni sociali dovuti alla malattia del gioco

ORIAGO – Un bar che ha rimosso tutte le macchinette mangiasoldi, cioè le slot machine, e le ha sostituite con il karaoke ed altre attività molto più socializzanti e tali da non creare pericolose dipendenze. Per questo oggi sarà premiato dal Comune di Mira. Il bar è il Fermo Posta Café”di Oriago di via Veneto. Il Comune di Mira su questo versante è in prima linea: in novembre ha organizzato una manifestazione provinciale contro la ludopatia. Il Comune ha poi censito nel territorio la presenza di ben 224 slot.

«Quella del locale Fermo Posta», dice il sindaco Alvise Maniero, «è stata una scelta esemplare che se impone, forse, nel breve la rinuncia a una facile fonte di guadagno, si traduce alla lunga in un ambiente pubblico più sano, dove si va per chiacchierare, leggere il giornale e magari cantare in compagnia come in questo caso e non per rimbambirsi davanti a una macchina mangiasoldi.

Come Amministrazione», ribadiscono il sindaco e l’ assessore Francesca Spolaor, «siamo ben lieti di dare visibilità a tutte le iniziative di questo tipo e anche per questo lo scorso novembre abbiamo condiviso l’iniziativa dello Slot Mob in cui associazioni, scout, cittadinanza hanno manifestato assieme contro questo fenomeno. Poche settimane fa il Consiglio comunale ha formalizzato questo impegno con l’approvazione di una mozione che chiede al governo di rafforzare i divieti di pubblicizzazione di ogni tipo di gioco d’azzardo e di garantire forme vincolanti di partecipazione di Regioni e Comuni ai procedimenti di autorizzazione e pianificazione, per rendere più difficile l’installazione di nuove slot».

A premiare il locale non ci saranno solo gli esponenti del Comune di Mira: Con me e con l’assessore», conclude il sindaco, «sarà presente anche il senatore Giovanni Endrizzi, che per primo ha segnalato come la bozza di decreto legislativo del governo andasse in direzione opposta alla lotta di tante associazioni, rendendo più difficile l’azione di contrasto dei sindaci».

«Fino a un anno fa avevamo una sala tutta dedicata alle slot, con trenta macchinette», dice il titolare del bar, Denis Bagaggiolo, «ma quando abbiamo visto che la ludopatia diventava un serio problema sociale abbiamo convertito la sala in karaoke. La clientela è completamente cambiata. E non è vero che così si guadagna di meno: è una scelta che nel lungo periodo paga, si crea più socialità e alla fine i clienti consumano anche di più».

Alessandro Abbadir

 

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