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LE ALTERNATIVE – Lo scontro si inasprisce. Conto alla rovescia per l’incontro fissato a Roma con il ministro delle Infrastrutture per esaminare le varie proposte

«Il Porto non ha competenze sull’Urbanistica. A decidere sui progetti delle grandi navi dovrà essere la città». Il sindaco Giorgio Orsoni ha risposto a muso duro all’uscita del presidente dell’Autorità portuale – ex ministro ed ex sindaco di cui Orsoni era stato assessore – sulle grandi navi. Citando articoli di legge e normative, il sindaco ha ancora una volta stoppato il protagonismo di Costa, noto per essere molto attivo nel sostenere i progetti che propone. E di nuovo tra Comune e Porto il fossato si allarga. «Ingerenze fuori luogo», ha scritto il sindaco dopo la netta presa di posizione di Costa in commissione. Arrivando a minacciare di bloccare i nuovi progetti su tram e garage. Lo scontro sulle grandi navi si inasprisce. A un mese dall’appuntamento fissato a Roma dal ministro delle Infrastrutture si comincia ad esaminare i progetti sul tavolo. Lo ha fatto in questi giorni la commissione consiliare. Costa ha difeso la sua idea di scavare il nuovo canale Contorta Sant’Angelo. «La Marittima non si tocca, le navi devono arrivare lì», ha detto, «altri progetti non ce ne sono». Con il nuovo Contorta, scavato da 3 a dieci metri in laguna centrale (costo 40 milioni di euro) le grandi navi potrebbero arrivare in Marittima dalla bocca di porto di Malamocco e non più dal Lido. Orsoni insiste per Marghera. Banchine ex Syndial da attrezzare, tempi più brevi, costi limitati. Navi oltre i 300 metri lontano dalla città. Cesare De Piccoli, ex vicesindaco, europarlamentare e viceministro, propone invece da tempo una soluzione radicale: navi fuori dalla laguna, nuovo terminal a Punta Sabbioni. Banchine capaci di ospitare otto grandi navi, impatto relativo anche se bisognerà studiare bene i trasporti da e per l’aeroporto. Ma il Porto non ci sta. Niente Punta Sabbioni perché si dovrebbe ricostruire la Marittima. Niente Marghera, perché quel canale è già abbastanza intasato dal traffico delle navi mercantili. In un primo tempo aveva proposto anche l’alternativa a Santa Maria del Mare, utilizzano la piattaforma in cemento costruita dal Consorzio Venezia Nuova per i cassoni del Mose. Ma adesso sembra puntare sul Contorta. «Grande opera, rimedio peggiore del male», dicono gli ambientalisti. Aumenterebbe il disastro della laguna e la perdita dei sedimenti, dice chiaro il professore Luigi D’Alpaos, esperto di idraulica. Il Comitato No Grandi Navi critica l’indecisione del Comune e insiste: «Quelle navi in laguna non devono entrare». Battaglia adesso non più soltanto ambientale ma anche politica. Con il Comune da una parte, il Porto dall’altra. E le navi sempre più grandi. (a.v.)

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Gazzettino – Venezia. Le ingerenze del porto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

21

giu

2013

“Porto, ingerenze fuori luogo ” di Giorgio Orsoni

L’audizione del presidente dell’Autorità Portuale avanti le Commissioni consiliari, tenutasi nella giornata di ieri, ha confermato quanto vado dicendo da tempo: chi rappresenta interessi economici forti non riesce a percepire (forse anche perché male consigliato) l’importanza di riconoscere i limiti entro cui può sviluppare la sua azione. Mi riferisco evidentemente, a quei soggetti (privati e non) che agiscono nell’economia in situazioni monopolistiche o, comunque, perché investiti di competenze pubblicistiche settoriali.
Oggi la stampa riporta un’affermazione del Presidente per nulla condivisibile e frutto di un palese fraintendimento delle competenze portuali. A suo avviso «il Pat contiene soltanto dei desideri del Comune» giacché esso, per essere operativo, deve ottenere l’intesa dell’Autorità portuale. Come se l’Autorità portuale fosse soggetto di pianificazione generale alla stessa stregua degli enti locali territoriali.
Il Porto non ha poteri di pianificazione urbanistica, ma esclusivamente, come recita l’art. 5 della L. 84/94, il potere di approvare un piano del porto il quale deve disciplinare le funzioni e gli usi dei terreni all’interno dell’ambito portuale. Tale piano, come dice la legge, e subordinato alle scelte della pianificazione generale comunale.
In altri termini il Piano portuale deve considerarsi alla stregua di un qualsiasi piano attuativo, limitato ad un ambito definito e soggetto alle scelte di pianificazione generale, e comunque all’approvazione comunale.
Fin quando non si fa chiarezza su tale inequivocabile presupposto si finisce con il danneggiare il complesso sistema di pianificazione del territorio della città.
Infatti, l’errata prospettiva in cui si sta ponendo il Porto ha di recente determinato l’impugnazione avanti il Tar del Pat, solo perché non sono state recepite sue richieste di logistica al di fuori dell’ambito portuale ed in contrasto con lo stesso Piano regionale!
Il che genera gravi difficoltà alla soluzione di importanti problemi di organizzazione del nostro territorio, che avrebbe invece necessità di collaborazione da parte di tutti i soggetti coinvolti ed alla stregua del rispettivo ruolo e secondo le gerarchie istituzionali stabilite dalla legge ed i compiti che essa attribuisce a ciascuno.
In questa prospettiva è corretto che il Porto si preoccupi, come gli impone la legge, di proporre soluzioni per evitare i passaggi delle cd “grandi navi” davanti a San Marco.
Ma la preoccupazione non può diventare ingerenza nei poteri che sono attribuiti agli enti territoriali.
Il Porto nella sua interezza sta all’interno della programmazione generale del territorio come parte di esso e ad esso subordinato.
Con grande disponibilità ed umiltà il Comune di Venezia ritiene di valutare tutte le proposte che fossero avanzate, purché conformi alle proprie scelte pianificatorie.
Ciò al solo fine di individuare quelle più rispettose degli interessi della Citta’ e della sua Laguna.
Giorgio Orsoni Sindaco di Venezia

 

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