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Mirano. Il sindaco Pavanello chiede l’intervento del governatore Zaia e minaccia di rivolgersi al Tar

«Tutti gli obblighi assunti dal commissario straordinario del Passante siano trasferiti all’azienda»

MIRANO – Strade “sensa paròn”? L’Anas gela il Comune: «Da parte nostra nessun obbligo di manutenzione».

La società fa come Ponzio Pilato: più volte sollecitata a intervenire sulle vie ereditate dal commissario del Passante, decaduto oltre un anno fa, risponde declinando ogni responsabilità sulla gestione della viabilità miranese.

Il sindaco Maria Rosa Pavanello però non ci sta, alza la voce, chiede l’intervento del governatore Luca Zaia e perfino del Governo, minacciando di ricorrere al Tar, se necessario. Anas. Il braccio di ferro con la società stradale si fa esplosivo. In una lettera inviata al Comune, il gestore risponde così alla richiesta di occuparsi delle strade orfane del commissario straordinario per il Passante, decaduto per decreto da oltre un anno.

«Non possiamo assumere alcun onere di manutenzione e gestione dei tratti di strada a suo tempo consegnati al decaduto commissario», scrive Anas, «in quanto posti al di fuori della rete stradale d’interesse statale. La competenza di manutenzione e gestione è del Comune, pertanto si declina ogni responsabilità».

Mirano non gradisce, soprattutto non vuole accollarsi l’onere di strade di cui non è proprietaria, da via Porara a via Vetrego.

«Curioso principio quello per cui, alla fine della gestione commissariale perdono di efficacia anche tutte le obbligazioni assunte dal commissario», replica pepata Pavanello, «Anas confonde evidentemente le proprie competenze in materia di viabilità ordinaria con quelle afferenti il subentro nelle funzioni del commissario delegato».

Richieste. Pavanello chiede a Zaia di attivare il cosiddetto “collegio di vigilanza”, previsto per controllare proprio le opere oggetto di accordi di programma tra enti. L’obiettivo è ottenere quanto meno interventi sostituivi che consentano agli enti firmatari degli accordi di portare a compimento le opere individuate nei documenti ufficiali. «Solo in minima parte realizzate», ricorda il sindaco. Una richiesta il Comune l’ha fatta però anche alla presidenza del Consiglio dei ministri, in particolare al Dipartimento della Protezione civile che della questione Passante si era occupato attraverso la nomina del commissario delegato. Pavanello chiede insomma ai palazzi romani d’intervenire sulla questione, sbilanciandosi proprio sull’oggetto del contendere, ovvero il trasferimento in capo ad Anas di tutti gli obblighi assunti dal commissario straordinario.

Ricorso. La lettera a Zaia appare l’ultimo spiraglio per una soluzione pacifica dei problemi di Mirano. Lo spiega bene Pavanello quando al governatore dice: «Questa istanza è finalizzata a evitare il ricorso al Tar per tutelare gli interessi dei cittadini». Chiaro dunque che, se l’istanza non sortisse effetti, le vie legali apparirebbero ormai inevitabili.

Filippo De Gaspari

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MIRANO – Il sindaco scrive a Regione e Presidenza del Consiglio: «Da 4 anni aspettiamo 19 milioni per le opere complementari»

IL PROSSIMO PASSO – Comune pronto a ricorrere al Tar

LE ACCUSE  «Anas respinge ogni obbligo»

PRIMO CITTADINO – La nostra popolazione è penalizzata

Una lettera al governatore Zaia e alla presidenza del Consiglio, citando uno per uno tutti gli accordi non rispettati e paventando l’ipotesi del ricorso al Tar. È questa l’ultima mossa dell’amministrazione di Mirano per ottenere almeno un primo importante stralcio dei 19 milioni di euro pattuiti da Regione e Comune nell’accordo di programma relativo al Passante di Mestre.
Quei soldi servirebbero al Comune per realizzare rotonde, piste ciclabili e altre opere viabilistiche che i residenti di Mirano e frazioni chiedono da anni. Finora la giunta Cappelletto, la gestione commissariale e l’attuale amministrazione non hanno portato a casa grandi risultati in questo senso. La Regione ha impegnato solo 737mila euro. Il sindaco Maria Rosa Pavanello alza ancora una volta la voce: «In numerose occasioni abbiamo chiesto di onorare gli impegni assunti a Commissario per il Passante, Regione, Provincia, Veneto Strade e Cav. A quattro anni dalla messa in esercizio del Passante preoccupa la situazione dei mancati adempimenti» si legge nella lettera inviata nei giorni scorsi pure agli altri enti coinvolti.
Il sindaco punta poi il dito contro Anas: «Subentrata al Commissario delegato, Anas ha respinto il sussistere di ogni obbligazione nei confronti del Comune di Mirano esplicitando il curioso principio giuridico in base al quale, a cessazione della gestione commissariale, perdono di efficacia tutte le obbligazioni assunte dal Commissario».
Insomma, a Mirano temono di non veder più nemmeno un euro e nemmeno un’opera di quelle promesse. «La presente istanza risulta finalizzata ad evitare il ricorso al Tar per tutelare gli interessi di una popolazione sensibilmente lesa dal Passante» chiude Pavanello. Alla lettera il sindaco allega una relazione dettagliata degli accordi non mantenuti: oltre al finanziamento di 19 milioni non erogato, l’amministrazione contesta la mancata realizzazione di un impianto sportivo nell’area di Vetrego e una piantumazione decisamente difforme e molto più limitata rispetto agli accordi.

Gabriele Pipia

 

L’IDV ALL’ATTACCO  «Cav e Regione devono smettere di prenderci in giro»

MIRANO – «Cav e Regione non devono continuare a prenderci in giro, mettano a bilancio i 19 milioni e realizzino le opere di compensazione promesse».

Pochi giorni dopo la lettera inviata dal sindaco al governatore Zaia, a Mirano si alza pure la protesta di assessore e consigliere Idv. Laura Simeoni e Giovanni Boldrin ieri hanno diffuso una nota in cui contestano apertamente la Regione, che a loro dire avrebbe completamente snobbato il Comune di Mirano. La polemica targata Idv è incentrata prevalentemente sulle opere di mitigazione ambientale al Passante.

«Doveva sorgere una fascia alberata larga trenta metri, lungo tutto il tracciato nel Comune di Mirano – scrivono Simeoni e Boldrin – Tra via Porara e via Taglio sarebbe dovuto nascere un grande bosco che fosse il polmone verde all’ingresso di Mirano, un filtro fondamentale con l’autostrada. Ma la precedente amministrazione accettò uno stravolgimento con la realizzazione di un parco urbano. Un bel dispetto ai nostri cittadini, mentre Mirano continua ad essere punita». (g.pip.)

 

MIRANO. Sale il malumore per la situazione delle mitigazioni ambientali lungo il Passante, dopo le denunce a Mirano e Spinea, dove il verde sembra non attecchire mai. A Mirano ora la protesta ha la voce dell’assessore Lauro Simeoni e del consigliere Idv Giovanni Boldrin.

Cav (Concessioni autostradali venete) e Regione finiscono nel mirino e ai due enti gestori i rappresentanti della maggioranza recapitano un messaggio forte e chiaro: «Basta prenderci in giro». Lo scontro proprio alla vigilia d’importanti appuntamenti che riguarderanno la gestione della viabilità e del Passante a Mirano: a settembre Cav ha annunciato la presa in carico progressiva del verde lungo l’autostrada e in arrivo potrebbero esserci anche gli aumenti tariffari al casello di Vetrego, rinviati a inizio estate.

Simeoni definisce senza mezzi termini “un dispetto” il parco realizzato lungo il Passante in via Porara e cavalca il malumore per la gestione di quei dieci ettari di verde inaugurati due anni fa.

«Non capisco cosa porti la classe politica a punire così Mirano», sbotta Simeoni, «la città ha subito uno stravolgimento dell’accordo di programma originario e guardiamo cosa succede ora alle “piantumazioni”, effettuate due anni fa e sempre sofferenti d’acqua, dove si continua a sostituire sistematicamente le “piantine” morte per sete. A gennaio il nostro sindaco è stato convocato per un’audizione in prima commissione regionale e si è sentita rispondere: “Sì, avete ragione, però la spending-review non ci permette di assolvere agli impegni”, i famosi 19 milioni di euro che i miranesi aspettano dal 2008 per opere complementari e di mitigazione ambientale). Poi leggiamo sui giornali che arriveranno altri 20 milioni per il Passante verde. E i 19 di Mirano?».

Simeoni e Boldrin chiedono dunque, alla vigilia di importanti appuntamenti istituzionali e della ripresa dei soliti problemi viari, come il tornello quotidiano a Vetrego, di cambiare registro: «Si mettano a bilancio i nostri 19 milioni e si facciano quegli interventi di mitigazione ambientale per ripristinare veramente l’equilibrio naturale che il Passante ha stravolto. Ci auguriamo che Cav s’impegni a risarcire i miranesi dello sfregio subito».

Filippo De Gaspari

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SPINEA – Arrivano gli interventi per la messa in sicurezza di via Crea, dove venne uccisa il 24 giugno 2012 Lucilla Lazzarin, residente del luogo, travolta dall’auto di un ventiseienne ubriaco, che in arrivo dal centro di Crea tirò dritto a tutta velocità in curva, falciando la povera donna in sella alla sua bicicletta. La tragedia aveva suscitato le dure proteste dei residenti, perché ritenuta figlia della viabilità a ridosso delle case. Dopo l’autorizzazione di Anas nei giorni scorsi è arrivato il via libera della giunta comunale ai quattro interventi di moderazione del traffico e di messa in sicurezza della strada.
Con la realizzazione del Passante, l’aumento di traffico locale e le nuove modifiche alla viabilità, il Comune aveva da tempo chiesto ad Anas di attivarsi per rendere più sicura la frazione.

Quattro i punti della viabilità che saranno oggetto di sistemazione. Vicino al Passante, dove via Crea curva in prossimità della duna autostradale, verrà realizzato un passaggio pedonale per proteggere i pedoni dalle auto in arrivo dalle curve cieche. È il punto esatto dove venne uccisa Lucilla Lazzarin. Il nuovo passaggio pedonale sarà protetto da un guard rail lato strada e una staccionata lato duna-Passante. Il secondo intervento riguarderà la zona dell’incrocio di via Rossini: una nuova protezione per il capitello ad inizio strada, un attraversamento pedonale su via Crea e nuove transenne parapedonali, oltre al rifacimento della banchina in curva. Nella zona della chiesa verrà realizzato un attraversamento pedonale sicuro con rallentatore rialzato, mentre a Crea est verrà rifatta la segnaletica, con due nuovi attraversamenti pedonali e l’inserimento di uno spartitraffico a centro carreggiata. Tutti gli interventi saranno finanziati da Anas.
«Un risultato importante – spiega l’assessore alla Viabilità Gianpier Chinellato – che consente al Comune di ottenere opere stradali fondamentali per i cittadini senza gravare sul bilancio».

Damiano Corò

 

 

SPINEA. Il “Passante verde” è sempre meno verde. Dopo la “steppa” denunciata da La Nuova in via Porara a Mirano, ecco la morte in diretta anche degli alberi alla Fossa. La denuncia arriva ancora una volta dai cittadini, proprio mentre Cav, Concessioni autostradali venete, annuncia la presa in gestione entro l’anno di 150 ettari di mitigazioni, investendo 20 milioni di euro sul verde dell’autostrada e la sostituzione di un centinaio di piante sulle 18 mila già piantate lungo il tracciato.

Probabilmente ci sarà da partire proprio da Spinea. Qui infatti gli alberi sono morti p

Spinea. Sono già da sostituire, per la terza volta, le piante sistemate alla Fossa.

Intanto Cav investe venti milioni per il bosco attorno all’autostrada.

SPINEA – Il “Passante verde” è sempre meno verde. Dopo la “steppa” denunciata da La Nuova in via Porara a Mirano, ecco la morte in diretta anche degli alberi alla Fossa. La denuncia arriva ancora una volta dai cittadini, proprio mentre Cav, Concessioni autostradali venete, annuncia la presa in gestione entro l’anno di 150 ettari di mitigazioni, investendo 20 milioni di euro sul verde dell’autostrada e la sostituzione di un centinaio di piante sulle 18 mila già piantate lungo il tracciato. Probabilmente ci sarà da partire proprio da Spinea. Qui infatti gli alberi sono morti per la terza volta in quattro anni di esercizio. Una media imbarazzante. E non è solo colpa del caldo torrido di queste ultime settimane, visto che altrove i boschi resistono e, anzi, regalano a chi resta in città un piacevole sollievo dall’afa. A denunciare la nuova morìa di piante lungo il Passante a Spinea sono stati diversi cittadini, a cui non è sfuggito l’ennesimo flop del tentativo di rinverdire le aree attraversate dall’autostrada.

Segnalazioni subito raccolte dal Movimento 5 Stelle, che denuncia: «Sembra una barzelletta: dopo una prima piantumazione nel 2009 e una seconda nella primavera 2011, già a novembre dello stesso anno, si è dovuto procedere alla sostituzione di molte piante morte nel corso dell’estate. In questi giorni scopriamo che è morto un gran numero di alberi piantati sopra la “galleria” della Fossa».

È la storia del bosco impossibile: già due anni fa quasi tutte le essenze messe a dimora lungo via della Costituzione, tra Crea e la Fossa, erano morte. Era successo sempre in agosto e in un periodo di siccità e caldo simile a questo. Per non scatenare il putiferio la ripiantumazione era avvenuta subito in autunno e così gli animi si erano placati. Oggi ci risiamo e l’impressione è che le radici degli alberi del Passante, sul cemento che corre sotto pochi centimetri di terra, proprio non attecchiscano.

«Tra Crea e la Fossa», denuncia il M5s, «non riesce a concretizzarsi il tanto decantato “Passante verde” che, nell’intenzione dei progettisti, doveva fungere da barriera naturale contro l’inquinamento atmosferico e acustico».

Già il prossimo mese di settembre le aree di mitigazione (o quel che resta) inizieranno a passare sotto la diretta gestione di Cav e tra queste figurano anche i nuovi “parchi” di Mirano e Spinea. Aree verdi tutte da ricostruire, mentre per i residenti appaiono lontani anni luce i giorni in cui a separarli dall’autostrada ci sarà una barriera fitta e impenetrabile di alberi rigogliosi.

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – Traffico, le strade del caos

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11

ago

2013

TUTTI AL MARE – Cinquemila vetture all’ora: Passante chiuso e tangenziale in tilt

Code praticamente ovunque, da Tessera a Jesolo una fila ininterrotta di auto

E’ iniziata la settimana di fuoco per il traffico. Ieri mattina c’erano code ovunque. Sulla jesolana e in tangenziale. E in A4 in direzione Trieste.
Insomma crisi o non crisi, ieri c’erano decine di migliaia di automobilisti in corsa verso le spiagge o verso la montagna. Talmente tanti che il Passante di Mestre per quasi tutta la mattinata è stato chiuso e le auto sono state dirottate sulla tangenziale di Mestre. Non è una novità perchè ogni anno, a ridosso di Ferragosto, l’assalto al Passante arriva rapidamente al livello di guardia – fissato in 3 mila auto all’ora, ma ieri la media era spesso superiore ai 5 mila veicoli l’ora – e, per evitare guai, l’arteria viene chiusa. Del resto il Passante è a tre corsie, ma confluisce sull’A4, dove le corsie diventano due. E’ quell’imbuto che crea enormi difficoltà al traffico dei vacanzieri che prendono l’autostrada per andare verso Lignano, ma soprattutto verso Trieste e l’ex Jugoslavia. Anche ieri mattina è andata così. Anzi, la complicazione è stata data dal fatto che non era ancora stato smaltito il traffico della notte, quando c’erano stato un paio di tamponamenti che avevano creato code chilometriche in autostrada. La situazione di forte congestione del traffico si è mantenuta praticamente inalterata per tutta la giornata di ieri con tempi di percorrenza, fra Venezia e Trieste che da 1 ora e mezza di media sono saliti a 3 ore. Secondo Autovie Venete anche oggi ci sarà traffico intenso in entrambe le direzioni sulla A4 Venezia-Trieste.
La congestione in autostrada, sul Passante e sulla tangenziale di Mestre ha mandato in tilt anche la viabilità ordinaria. E così anche chi si era messo in strada per andare a Jesolo in giornata, ieri si è trovato imbottigliato. La bretella dell’aeroporto era una fila continua e poi dall’innesto di Tessera e fino a Jesolo era una fila ininterrotta di auto, camper, roulotte e moto. Come ogni week-end a dir la verità visto che non c’è venerdì, sabato e domenica che non si registri il tutto esaurito sulla jesolana. Complice anche il fatto che sono in aumento i cosiddetti “domenicali” ovvero coloro che vanno in spiaggia in giornata. E sono soprattutto loro a fare le spese con le code. Dopo le 8 del mattino e dopo le 4 del pomeriggio non ci si mette mai meno di due ore per fare la Mestre-Caposile-Jesolo. Sempre che non ci sia un tamponamento o, peggio ancora, un incidente stradale. Comunque questo fine settimana era segnalato con il bollino rosso e dunque non c’è da meravigliarsi se ci si trova in coda. C’è un altro week-end, il prossimo, a rischio e poi cominceranno le tribolazioni del controesodo, subito dopo Ferragosto.

Maurizio Dianese

 

Nuova Venezia – Traffico in tilt, Passante chiuso due volte

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11

ago

2013

 

ESODO ESTIVO » IN MARCIA PER LE VACANZE

L’enorme flusso di veicoli deviati su tangenziale e A27 nel secondo weekend da bollino rosso. Oggi previsti disagi

Due chiusure del Passante e altrettanti by-pass su tangenziale e A27 hanno consentito di regolare senza grossi intoppi il consistente flusso di veicoli nel secondo fine settimana, da bollino rosso, di esodo. Il traffico è andato via via aumentando dal tardo pomeriggio di venerdì e nella notte ha messo sotto pressione parecchio l’A4, il Passante e la tangenziale. Gran lavoro per addetti all’autostrada e agenti della polizia stradale. Fino alla tarda serata di venerdì la situazione non è stata caratterizzata da forti rallentamenti o congestioni; poi ci sono stati micro incidenti, risolti comunque rapidamente grazie al posizionamento strategico dei soccorsi meccanici e al tempestivo intervento della polizia stradale degli ausiliari di Autovie Venete. Verso le 2, quando il flusso sul Passante ha superato i tremila veicoli/ora, valore massimo di transiti che può sopportare l’A4 da Quarto Altino in poi verso Trieste prima di bloccarsi, è stato creato il primo by-pass deviando il traffico sulla tangenziale. E da qui poi verso A27 e A28, per poi far rientrare i veicoli a Portogruaro. Una misura che viene utilizzata per sgravare l’A4, evitando il blocco. Nel momento della chiusura del Passante sull’innesto con l’A4 a Quarto d’Altino si era formato un rallentamento di poco superiore ai 6 chilometri. Percorrendo l’autostrada in direzione est la situazione alle 3 di notte era ben più complicata. Infatti un autoarticolato carico di marmo, nel tratto Villesse-Trieste, si è fermato sulla corsia di marcia normale per un guasto ai freni. Rimuovere il mezzo pesante è stato assai complicato e ha richiesto quasi un’ora e mezzo di lavoro da parte degli addetti all’autostrada e vigili del fuoco. In poco tempo si è formata una coda che alle 4 del mattino ha raggiunto i 20 chilometri. Solo verso le 6 la coda è stata riassorbita completamente. Il traffico, dopo una breve tregua durata alcune ore, è ripreso ad aumentare verso le 7 di ieri mattina. Come da previsione. A quell’ora hanno terminato di circolare i mezzi pesanti. Alle 10 si sono verificate forti congestioni a tratti fra Venezia Est e A23, così come sul tratto della tangenziale di Mestre compreso fra il Terraglio e il bivio per l’aeroporto. Rallentamenti anche sulla A23 in direzione Trieste in particolare all’altezza del nodo di Palmanova. Numerosi gli incidenti, tutti di lieve entità e senza gravi conseguenze per le persone, ma con forti ricadute sulla circolazione. È stato necessario quindi chiudere il Passante, per la seconda volta e deviare il traffico. In questo secondo week-end di esodo, le uscite, alla barriera di Trieste Lisert, sono cresciute del 6,19% rispetto alla scorsa estate, confermando questo punto quello a maggior intensità di transiti dell’A4. Nella norma la situazione ai caselli di Latisana (in direzione Lignano), San Donà (Jesolo), San Stino (Caorle), dove i flussi sono sempre stati molto sostenuti e i piazzali di uscita pieni, ma senza code. Per oggi è previsto traffico intenso ma meno di ieri. Congestioni previste sulle strade del litorale.

Carlo Mion

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MARTELLAGO – Nuovo contenzioso tra Comune e Cav per “l’occupazione” del Passante. La singolare causa tributaria si trascina ormai da un anno e mezzo e ha per oggetto la Tassa di occupazione di spazi e aree pubbliche. Il concessionario del Comune per la sua riscossione, l’Aipa, nel 2011 ha iniziato a esigerla anche dalla Concessioni autostradali venete, gestore del Passante, per i tratti dove esso sovra o sottopassa – e dunque “occupa” – il territorio comunale, come nel caso del sottopasso di via Zigaraga o del viadotto in via Motte.
Per Aipa, Cav s’inquadra come soggetto privato e va esclusa dalle esenzioni previste per Stato, Regioni, Province, Comuni e loro consorzi, di cui Cav invece è convinta di avere diritto riaffermando la sua natura pubblica, in quanto società per azioni ma costituita da Regione e Anas. E così, trattandosi anche di una bella somma, la Cav a più riprese si è appellata contro gli avvisi d’accertamento per gli anni d’imposta 2009 (11mila euro), 2010 (19 mila) e 2011 (10.862), chiamando in causa Aipa e Comune presso la Commissione tributaria provinciale. La quale tuttavia ha respinto i ricorsi, ma il Comune, finora, non ha visto un euro perché Cav non si dà per vinta, ha proposto ricorso in Commissione tributaria regionale e il mese scorso ha presentato un ulteriore ricorso alla Commissione tributaria provinciale contro il nuovo avviso di accertamento emesso da Aipa in maggio per l’anno 2012, per 10.821 euro, notificandolo anche al Comune. Così la Giunta il 29 luglio, forte delle sentenze favorevoli pregresse, ha deliberato di costituirsi di nuovo in giudizio presso la Commissione tributaria provinciale, delegando a rappresentare il Comune la ragioniera capo Annalisa Scroccaro. L’esito del contenzioso è di un certo rilievo: un pronunciamento sfavorevole a Cav costituirebbe un precedente anche per gli altri Comuni attraversati dal Passante per esigere la Tosap.

Nicola De Rossi

 

Nuova Venezia – Altri 20 milioni per il Passante Verde

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9

ago

2013

 

La Cav completerà entro l’anno il “Parco lineare” con l’acquisizione di nuove aree e la sostituzione delle alberature

La società per azioni Concessioni Autostradali Venete (Cav) concessionaria del Passante autostradale di Mestre entro il 2013 gestirà tutti i 150 ettari di aree del “Passante Verde” e investirà o ulteriori 20 milioni di euro per realizzare gli “interventi mitigativi”, per realizzare un vero e proprio parco lineare che si estende dall’interconnessione A4-A57, ad ovest, in località Dolo-Pianiga fino ad est, nel territorio di Quarto d’Altino. È prevista anche la sostituzione di circa un centinaio di piante sulle 18.000 già piantate, pari a circa lo 0.6 % del totale.

«Il Passante Verde è un’opera di riqualificazione del territorio, con un intervento di mitigazione ambientale che ha ripristinato l’equilibrio naturale che l’opera stradale in qualche modo aveva modificato» osserva l’assessore regionale alla Mobilità e alle Infrastrutture, Renato Chisso «a chi critica il progetto ricordo che sono 150 gli ettari di aree verdi dislocate lungo il tracciato e in macro aree adibite a parco urbano, fruibili dalla popolazione. Con il tempo miglioreremo ancora l’intervento raccogliendo le istanze dei cittadini dei comuni interessati».

Tiziano Bembo, presidente di Cav spa, aggiunge che «l’accordo per la realizzazione dei Passante Verde è stato sottoscritto nel 2003 nell’ambito delle intese per la realizzazione del Passante autostradale; la Cav non solo ha raccolto quell’eredità ma abbiamo anche fatto inserire nel Piano Finanziario della società 20 milioni di euro per realizzare ulteriori interventi mitigativi. Entro la fine di questo anno tutte le aree passeranno sotto la gestione di Cav spa e, dunque, per noi sarà più facile completare gli investimenti».

Cav spa è partecipata pariteticamente dalla Regione del Veneto e dall’Anas che dal 2009 gestisce il progetto del “Passante di Mestre”, infrastruttura realizzata su proposta della Coldiretti per “by–passare” l’area metropolitana di Venezia e decongestionare così il traffico percorrente la Tangenziale Ovest di Mestre. L’infrastruttura, prevista dalla Legge Obiettivo, è inserita nel contesto territoriale dei corridoi europei, nella fattispecie il Corridoio n. 5 di collegamento Lisbona – Kiev.

Gli interventi più importanti del “Passante Verde” – spiegano Cav spa e la Regione Veneto – riguardano principalmente «la realizzazione di macro aree con funzione di parco urbano dislocate nei comuni di Venezia, Mirano, Spinea, Martellago, Salzano, Mogliano Veneto, nonché nel riutilizzo di aree residuali delle procedure di esproprio situate nelle adiacenze dell’opera viaria e opportunamente sistemate a verde».

Le macro aree che costituiscono il parco lineare sono caratterizzate dalla presenza da vegetazione a prato e alberata con la piantumazione di specie arboree ed arbusti autoctoni». Sono presenti anche aree umide, con bacini di “lagunaggio” e laghetti che contribuiscono a variare l’aspetto ambientale e il paesaggio; sono presenti anche percorsi ciclopedonali, che integrano i percorsi preesistenti, aree di sosta, aree ricreative e attrezzate con percorsi vita. I parchi sono a loro volta arricchiti dalla presenza di dune artificiali con pendenze variabili che hanno la principale funzione di abbattere le emissioni di rumore generato dal traffico autostradale, soprattutto a beneficio degli attigui centri abitati, nonché di ridurre l’impatto visivo dell’infrastruttura nel territorio circostante soprattutto per quelle persone che usufruiscono degli ampi spazi a verde del parco.

Gianni Favarato

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L’OPERA – 33 CHILOMETRI E 18 MILA PIANTE PER MITIGARE L’INQUINAMENTO

Per la Regione Veneto e i comuni interessati che l’hanno fortemente voluto, il cosiddetto Passante Verde è una sorta di nuova e grande opera pubblica – collaterale alla rete autostradale – che si sviluppa lungo 33,2 chilometri attraversando il territorio delle provincie di Venezia e Treviso e interessando ben 13 comuni. La realizzazione del Passante Verde è prevista dall’atto Aggiuntivo all’Intesa Generale Quadro del 24 ottobre del 2003, sottoscritto da Governo e Regione Veneto nel dicembre del 2007 e che prevedeva la destinazione di un primo importo per la realizzazione del Passante Verde di circa 20 milioni di euro a cui ora se ne aggiungono altri 20 di nuovi investimenti per un totale di 40 milioni di euro.

L’area totale interessata dagli interventi di mitigazione ambientale del Passante – che ogni giorno è attraversato da camion, tir e auto che scaricano nell’aria grandi quantità di polveri contaminate – misura 150 ettari, comprensivi degli espropri ancora da portare a termine , che si estendono dall’interconnessione tra le autostrade A4-A57 ad ovest ( tra i comuni di Dolo e Pianiga) fino ad est, nel territorio di Quarto d’Altino.

«Il completamento dei lavori del Passante Verde è avvenuto in momenti diversi» precisa la Regione «nel maggio 2012 sono state consegnate a Cav per la gestione e manutenzione le aree a verde ricadenti nei Comuni di Spinea, Salzano, Martellago, Mogliano Veneto e Mirano, ad esclusione di quella a ridosso di Via Porara, nonché le aree comprese tra le interconnessioni A4-A57 nei comuni di Pianiga – Mirano e Quarto d’Altino». Le rimanenti aree sono state completate nel corso del 2012-2013 e nel maggio scorso sono state eseguite le verifiche di «attecchimento delle piante per la loro eventuale sostituzione in garanzia; nella fattispecie, saranno da sostituire circa un centinaio di piante su circa 18.000, pari a circa lo 0.6 % del totale».

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Legge Monti e incompatibilità: regolare la posizione di Vernizzi

Silvano Vernizzi “salvo”. Da Bruxelles a Roma fino a Venezia, la posizione del segretario generale delle Infrastrutture della Regione Veneto, nonché amministratore delegato di Veneto strade, presidente delle commissioni regionali Via e Vas, commissario straordinario per la Pedemontana veneta, già commissario straordinario per il Passante di Mestre, è stata chiarita: tra le sue tante cariche non c’è incompatibilità di sorta. E, soprattutto, non c’è alcun problema con la legge anticorruzione varata lo scorso autunno dal governo Monti. Almeno per quanto l’articolo 12 del successivo decreto legislativo 39 del 2013. Perché un’altra norma – per la precisione l’articolo 11 – è in fase di studio e non riguarda solo Vernizzi: problemi potrebbero essercene per tutti i dirigenti. In Veneto come nel resto d’Italia.
Ma restiamo a Vernizzi. Tutto nasce dall’eurodeputato Andrea Zanoni (indipendente Idv), che lo scorso marzo denuncia il conflitto di interessi del manager regionale. Da Bruxelles la segnalazione passa all’Autorità nazionale italiana anticorruzione (Civit) che a sua volta gira il caso a Fabio Milocchi, responsabile della prevenzione della corruzione in Veneto, il quale contesta a Vernizzi le contestazioni della Civit. Val la pena ricordare che il decreto legislativo 39/2013, in attuazione della legge 190/2012, non solo fissa i casi di incompatibilità tra incarichi nelle pubbliche amministrazione, ma stabilisce anche le sanzioni. Ad esempio, “i componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli sono responsabili per le conseguenze economiche degli atti adottati”. Ossia: se viene accertato che un incarico non poteva essere conferito, a “pagare” sarà la giunta regionale – cioè i singoli assessori – responsabile dell’attribuzione dell’incarico. Ecco perché la denuncia di Zanoni, passando da Bruxelles a Roma fino a Venezia, non resta in un cassetto. Mentre Vernizzi risponde presentando un parere del proprio legale, la giunta regionale di Luca Zaia, nella seduta del 16 luglio (delibera pubblicata ieri sul Bur), nomina un esperto – compenso di 5mila euro lordi – per capire come muoversi. La consulenza viene affidata all’avvocato e docente universitario Bruno Barel che di lì a poco consegna il verdetto: nessuna incompatibilità tra gli incarichi contestati, Silvano Vernizzi è in regola. Il caso si chiude sia a Venezia che alla Civit.
Nel frattempo, però, scoppia – in Veneto come nel resto d’Italia – il problema di tutti i dirigenti della pubblica amministrazione. Il tema riguarda l’articolo 11 del decreto legislativo 39 sulla “incompatibilità tra incarichi amministrativi di vertice e cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali”. E anche in questo caso sono previste sanzioni a carico di chi ha attribuito gli incarichi (con alcune eccezioni: “sono esenti da responsabilità i componenti che erano assenti al momento della votazione, nonchè i dissenzienti e gli astenuti”). È così che la Regione Veneto sta passando ai raggi X tutti gli incarichi amministrativi di vertice per capire se ci sono incompatibilità. Ma siccome la vicenda riguarda tutta Italia, non è escluso che da Roma arrivi un “chiarimento”.

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