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ATTACCO – Il Movimento 5 Stelle di Spinea torna a scagliarsi contro Cav per il tanto decantato “Passante Verde”

«Il Passante c’è, del verde promesso invece non c’è traccia». Il Movimento 5 Stelle di Spinea torna a scagliarsi contro Cav per il tanto decantato “Passante Verde” che, nell’intenzione dei progettisti dell’opera, doveva fungere da barriera naturale per mitigare gli impatti dell’inquinamento atmosferico e acustico. Il motivo è semplice: a più di quattro anni di distanza dall’apertura del Passante (8 febbraio 2009) gli alberi, piantumati per la terza volta sopra e lungo la galleria della Fossa, sono morti o stanno morendo.
Dopo una prima piantumazione effettuata nel 2009 e una seconda nella primavera del 2011, già a novembre dello stesso anno si dovette procedere alla sostituzione di molte piante morte nel corso dell’estate. Fino all’ennesima moria degli ultimi giorni.

«Quegli alberi, per svolgere la loro funzione, dovrebbero diventare sani e grandi – attacca in un comunicato il M5S – ma è evidente che, se per la seconda volta a distanza di due anni dalla piantumazione sono morti o stanno morendo, c’è qualcosa che non va. Ormai l’inquinamento atmosferico e acustico ha raggiunto livelli elevatissimi. Ci compiaciamo dell’approvazione in Conferenza dei Servizi degli interventi per le migliorie alla viabilità, ma attendiamo di vedere soluzioni concrete per la salvaguardia della salute dei residenti».

Ora ci si interroga sui motivi del flop: «Forse è la qualità del terreno utilizzato a non essere adatta o forse scarseggia la manutenzione necessaria per consentire ai giovani alberi di attecchire – proseguono gli attivisti del movimento – Noi non abbiamo le risposte, ma quel che resta è il paesaggio desolante dei filari di piante rinsecchite ed arse dal sole».

Sulla questione è intervenuto anche l’assessore ai Lavori pubblici Gianpier Chinellato. «La realizzazione e la manutenzione del “Passante Verde” è a carico di Cav, non del Comune – spiega l’assessore – Come amministrazione, abbiamo segnalato più volte la situazione e continueremo a sollecitare chi di competenza».

Damiano Corò

 

Gazzettino – Passante. Esodo, code ma niente caos

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4

ago

2013

VIABILITÀ – Traffico molto intenso per tutta la giornata sulla Venezia-Trieste e le strade del mare

Rallentamenti alla confluenza tra Passante e Tangenziale, intasata la Jesolana

LEGGERO CALO RISPETTO AL 2012

Un picco di 4500 auto all’ora

Ieri il picco di traffico, tra le 10 e le 11 del mattino, ha registrato un passaggio di circa 4.500 veicoli ora. Rispetto al 2012, c’è stato un leggero calo

Chi ricorda con pochissima nostalgia gli esodi di inizio agosto con 27 chilometri di code al casello di Villabona a Marghera deve cibarsi ormai solo di immagini sbiadite. L’apertura del Passante di Mestre ha decisamente cambiato la vita anche a chi la A4, almeno nel tratto che interessa la gestione di Cav, la percorre una volta all’anno, due al massimo, per andare in ferie: molti con direzione Croazia, moltissimi verso il mare delle località balneari veneziane o le montagne bellunesi. Meno bene vanno le cose quando il Passante finisce e riconfluisce nella A4, all’altezza di Venezia Est dove sono in corso i lavori per la realizzazione della terza corsia, anche se le attese ieri, giornata da bollino nero, non sono state da girone infernale.
«La nottata non ha registrato picchi di traffico tali da intasare l’autostrada e anche le prima ore del mattino, quelle più a rischio ingorgo, sono scivolate via abbastanza tranquille – conferma l’assessore alla Mobilità regionale Renato Chisso che ha monitorato al casello di Villabona con gli uomini di Cav la situazione fin dal primo mattino – Il punto critico che lo scorso anno e pure prima aveva creato dei disagi, cioè la confluenza di Venezia Est dove la tangenziale di Mestre si collega al Passante per diventare poi il tratto di A4 in direzione Trieste, ha registrato un piccolo rallentamento all’alba per un auto finita in panne. Una delle auto della Polstrada intervenuta sul posto e dotata di un gancio per il traino, è riuscita prima dell’arrivo dei nostri mezzi, a spostare l’auto dalla corsia di marcia, evitando che si formassero code».
Ieri il picco massimo di traffico, tra le 10 e le 11 del mattino, ha registrato un passaggio di circa 4.500 veicoli ora. Rispetto al 2012, quindi ad un anno fa, il volume di traffico è quasi lo stesso, anzi, il 2 agosto, c’è stato un leggero calo sul Passante con 81.236 veicoli transitati rispetto agli 83.528 (-2,74%). Più movimento, invece, c’è stato in tangenziale (+1,62%) ma dovuto, probabilmente, alla scelta di moti automobilisti di evitare le code che si sono formate in A4 per alcuni incidenti. Congestionato, come ogni fine settimana, il traffico sulla Jesolana.
Dove, invece, le criticità si sono fatte più sentire con code di 13 chilometri è stato il tratto fra Portogruaro e San Giorgio di Nogaro in direzione Trieste: il momento peggiore verso le 10 quando un incidente fra una moto e un’autovettura ha provocato congestioni e code: per smaltire il flusso sono servite tre ore di attivazione del by pass A27/A28. Verso le 15 da Venezia Est fino a San Giorgio di Nogaro in direzione Trieste, si snodava un lunghissimo serpentone di auto. Non una coda “ferma”, ma “a tratti”, che in ogni caso faticava a risolversi. I pannelli a messaggio variabile posizionati lungo l’asse autostradale del Passante di Mestre, hanno consigliato quindi gli automobilisti di deviare, indirizzandoli verso la A27 (Conegliano) per poi farli proseguire lungo la A28 fino a Portogruaro da dove si re-immettavano sulla A4. Estremamente intenso il transito, in uscita, ai caselli di Cessalto, San Donà di Piave e San Stino, da dove passano le auto dirette alle località balneari di Lignano, Jesolo e Caorle. Più 5,36% di uscite a Latisana (dati riferiti alla fascia oraria mezzanotte – sedici), + 10,67% a San Donà di Piave, + 3,58 a San Stino e + 8,18% a Cessalto.

Raffaele Rosa

 

DATI DEL SEMESTRE – La crisi economica “salva” il Passante dall’assalto di automobili e camion

I dati complessivi del primo semestre dicono che sul Passante di Mestre il volume di traffico rispetto ad un anno fa è calato del 4,27%%. A decrescere non è stato solo il traffico pesante (-4,65%) ma anche quello leggero (-4,11%). Dato, questo, chiaro indice dei riflessi della crisi economica, secondo i dirigenti di Cav, non certo della capacità attrattiva del nostro territorio dal punto di vista turistico. I volumi di traffico registrati nel primo vero mese vacanziero, quello di luglio, hanno, infatti, registrato solo un -2,21% di transiti rispetto al 2012 con 821.407 veicoli transitati il 26 luglio nelle due direzioni est e ovest.

Per quanto riguarda il tratto Pd Est – Mirano Dolo nel primo semestre 2103 si evidenzia una diminuzione dei volumi di traffico dei veicoli del2,69% rispetto allo stesso periodo del 2012 con un picco del -2,81% del traffico pesante. Nel mese di luglio la diminuzione. Sempre in questo tratto, ha comportato una diminuzione dello 0,52%.

Meglio sono andate le cose nei transiti alla barriera di Villabona che nel primo semestre del 2013 ha perso solo l’1% rispetto ad un anno prima. Il dato in controtendenza è il +1% del traffico pesante rispetto al -1,34% di quello leggero. Grazie a questa tendenza, anche il mese di luglio ha registrato un segno positivo, +0,39% rispetto al 2012. Buone notizie anche sul fronte degli incidenti, segno questo di maggior prudenza alla guida da parte di camionisti e automobilisti: Nelle tratte di competenza Cav si è passati da 129 nei primi sei mesi del 2012 ai 118 del 2013 con un calo, per gli amanti delle statistiche, dell’8,55.

Per quanto riguarda il Passante Verde procede anche l’abbellimento ambientale della nuova arteria autostradale. Ad oggi sono state complessivamente piantumate 49.400 specie vegetali, di cui 15.600 di alberature (150 ettari) e 33.800 di arbusti autoctoni. In tutto sono stati realizzati circa 1,3milioni di metri quadrati di tappeto erboso contro (130 ettari).(r.ros.)

 

 

Per colpa della crisi nel mese di luglio si registra un picco solo venerdì 26

Anche alla barriera di Mestre diminuisce il transito dei mezzi verso le spiagge

Il record di passaggi dei vacanzieri sul Passante di Mestre, nei fine settimana di luglio, è stato di 82.407 veicoli contati venerdì 26 luglio, lo scorso fine settimana. Alla barriera di Mestre il record di passaggi è stato di 78.066 veicoli transitati venerdì 19 luglio, in calo rispetto ai 79.4444 del 28 giugno scorso.

Gli uffici dell’assessorato alle Infrastrutture di Renato Chisso diffondono i dati del traffico di luglio in rapporto allo stesso periodo del 2012. Tanti i segni negativi tra l’estate 2013 raffrontata con quella del 2012, segno che la crisi riduce il numero di vacanzieri che attraversano l’arteria autostradale e la barriera all’imbocco della tangenziale di Mestre.

Tra i pochi dati positivi quello di venerdì 26 luglio quando il volume di traffico complessivo nel Passante di Mestre è stato pari a 82.407 veicoli, con un aumento del 3,18% rispetto l’anno precedente (-0,32% in direzione est verso Trieste e +7,82% in direzione ovest verso Milano).

Nella giornata di sabato 27 luglio il volume di traffico totale nel Passante di Mestre è stato di 79.732 veicoli, con una riduzione del 1,20% rispetto l’anno precedente (-0,65% in direzione est, verso Trieste, e -2,06% in direzione ovest, verso Milano).

Domenica 28 luglio il volume di traffico totale nel Passante di Mestre è stato di 62.397 veicoli, con una diminuzione del 3,45% rispetto l’anno precedente (-4,97% in direzione est e -2,03% in direzione ovest).

Alla barriera di Mestre segni positivi sono il più 4,27 per cento registrato domenica 21 luglio con 58.580 transiti, il 2,74 per cento del 7 luglio, con 58.211 transiti, e soprattutto il più 7,71 per cento del 1 luglio con 58.587 transiti registrati a Villabona.

Mediamente sul Passante di Mestre il traffico, in termini numerici, nel mese di luglio si è mantenuto sopra i 70 mila transiti superando gli 80 mila il 20 luglio e il 28 luglio. Alla barriera di Villabona valori in oscillazione con riduzioni la domenica rispetto al venerdì, per effetto anche del traffico dei pendolari al rientro dal lavoro per la pausa del weekend. Dati che dimostrano un calo di turisti sulle strade, colpa della crisi economica e quindi di una minore disponibilità ad andare in ferie.

Mitia Chiarin

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Mirano. Proteste dei residenti per lo stato di totale abbandono dell’area che doveva compensare l’impatto dell’asfalto: «Tutto secco e a rischio incendi»

MIRANO – Cosa sta succedendo al parco del Passante? Basta passarci a fianco: altro che corridoio “verde”, oggi i 10 ettari tra il Taglio e via Porara assomigliano a una grande steppa arida. Terra brulla senza vita, dune d’erba secca e il rischio, più che concreto, che tutto possa bruciare in questi giorni di gran caldo e afa. A denunciarlo sono residenti e frequentatori abituali, preoccupati dalla possibilità che il parco pubblico, lasciato morire a solo un anno e mezzo dall’inaugurazione, finisca incenerito per autocombustione o negligenza di qualche passante. Il parco si sviluppa per una lunghezza di circa 580 metri a ridosso del tracciato autostradale e si estende su un’area di 10 ettari a sud di Mirano: è delimitato ad est dal canale Taglio e a ovest da via Porara. Doveva essere la grande area verde dei miranesi, per compensarli dei disagi subiti dall’arrivo dell’autostrada che proprio in quel punto attraversa quartieri abitati. Ma dopo aver aspettato la mitigazione per anni, i residenti se la ritrovano desertificata e a rischio incendi dopo neppure una stagione. La protesta è così servita: «Andavo spesso a fare jogging», racconta un residente, «ma prima per l’erba alta, poi per i “regalini” lasciati dalla transumanza, è da un po’ che non lo frequento più. Adesso che è tutto secco ho una ragione in più per preferire altre zone». «Ero frequentatrice abituale della zona visto che abito in via Porara Gidoni», aggiunge una mamma solita percorrere i vialetti del parco con il passeggino, «visto lo stato attuale preferisco percorrere il cavalcavia e farmi due passi nella vicina via Canonici, dove almeno c’è un po’ d’ombra». Come si faceva prima, insomma. Secondo alcuni agronomi il motivo di tanta aridità sta nella mancata previsione di un efficiente sistema di irrigazione e nel tipo di terra di riporto utilizzata per realizzare prati e dune. Ma anche la manutenzione lascia a desiderare: un mese fa l’assessore comunale ai Parchi Federico Vianello ha scritto a Cav per chiedere un intervento nell’area verde, dopo numerose segnalazioni di degrado e incuria da parte dei cittadini: allora i problemi erano la crescita incontrollata dell’erba, con relativo proliferare di insetti e l’impraticabilità di gran parte del parco. Una settimana fa Cav, Concessioni autostradali venete, ha provveduto: il prato ora è rasato, ma secco e in via Porara sanno che a queste condizioni basta un mozzicone di sigaretta per cancellare per sempre il grande parco del Passante verde.

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – Spinea. Via agli espropri per le piste ciclabili

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28

lug

2013

SPINEA – Nuovo pacchetto di interventi previsti dalle opere complementari al Passante.

Opere complementari al Passante, si parte con gli espropri. Le aree interessate sono quelle comprese fra la rotonda della Fossa e il confine con Maerne, mentre per i cantieri veri e propri bisognerà attendere fino al 2014.
La Conferenza dei servizi del mese scorso aveva dato il via libera al piano tecnico per la realizzazione dei quattro interventi che andranno a migliorare la viabilità e la sicurezza cittadina. Al tavolo della conferenza, oltre al Comune, erano presenti anche la Provincia, la Soprintendenza per i beni archeologici, la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, Enel, Snam, Telecom, Veritas e il Consorzio di bonifica Acque Risorgive. La riunione aveva così dato il nulla osta alla progettazione delle quattro opere a lungo attese e richieste dagli spinentesi. Si tratta del sottopasso ciclopedonale sulla provinciale 36 (via della Costituzione) alla rotonda della Fossa, che permetterà di attraversare in sicurezza la camionabile nel collegamento tra via Roma e Mirano; il collegamento ciclabile di via Luneo a lungo richiesto dai residenti, andando così a completare la pista dal confine con Mirano fino alla rotatoria con via della Costituzione; il percorso ciclabile tra via Martiri e via Rimini e la messa in sicurezza del tratto di via Martiri della libertà, dalla camionabile di Crea fino alla nuova rotatoria con la bretella 8-bis che collega via Martiri con via Capitanio.
Molto soddisfatto il consigliere incaricato alle opere complementari al Passante, Adriano Bonaventura: «L’impegno dell’amministrazione ha dato i suoi frutti – spiega il consigliere della lista civica “Spinea con Silvano Checchin” -. Ringrazio il sindaco per l’incarico accordatomi, a dimostrazione della fiducia riposta nella nostra lista, che ormai costituisce la seconda forza politica cittadina». Dopo l’estate, quindi, l’avanzamento dell’iter e cantieri aperti non prima del 2014. Il pacchetto di opere andrà così a completare quelle già in corso per le tre tangenziali, mettendo in sicurezza soprattutto il tratto centrale di via Roma.

Damiano Corò

 

Scorzè. La strada collegherà via Milano a via Boschi

Appalto all’inizio dell’anno, conclusione entro dicembre

Il presidente del Veneto Luca Zaia, con un decreto, ha formalizzato l’accordo di programma per la realizzare la “Variante di Noale e Scorzè alla 515 Noalese, primo stralcio, secondo lotto”. Questo significa che presto si andrà all’appalto dell’opera e già ai primi del 2014 si potrebbe dare inizio ai lavori della strada di collegamento tra via Milano e via Boschi (Castellana), tutta in territorio di Scorzè, che dovrebbero durare circa un anno.

Da qui si raccorderà con la strada di accesso al casello del Passante a cavallo del fiume Dese, tra Cappella e Martellago. Da Scorzè, il progetto è stato definito tangenziale sud e lo stesso sindaco Giovanni Battista Mestriner spera di inaugurarla in contemporanea con l’apertura del casello, prevista per fine dell’anno prossimo. Di fatto, Zaia ha dell’accordo sottoscritto nella conferenza di servizi di aprile tra Regione, Veneto Strade, Noale, Scorzè e Martellago. Per costruire la strada, si useranno i 12 milioni di euro messi sul piatto dalla Regione per la vecchia soluzione, da via Mestrina a Noale a via Volta a Scorzè, ma poi dirottati su quest’ultima soluzione. «Un importante tassello» spiega Mestriner «che chiarisce il tema della viabilità nostra e circostante, per tutelare i cittadini di Scorzè. Restano da risolvere delle questioni importanti, come l’abbattimento di due edifici e un annesso rustico». Lungo il tracciato, di circa tre chilometri, ci saranno quattro rotatorie: via Milano, via De Gasperi, via Volta (zona via Olmara) e via Boschi, questa già esistente. Su via Milano e via De Gaspari, il rondò avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie. Resta irrisolto il nodo di via Mestrina a Noale. Se il vecchio progetto prevedeva il collegamento con via Volta a Scorzè passando a nord della centrale elettrica, in questo è assente.

La scorsa settimana Salzano ha detto no all’ipotesi di by-pass da via Mestrina a via Cornarotta. «Salzano si sta dimostrando cieca a livello politico» continua Mestriner «perché chiede soluzioni di area vasta e poi non va oltre il proprio campanile. Mi auguro si riesca a trovare un punto d’incontro».

Alessandro Ragazzo

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Andrea Zanoni, deputato al Parlamento europeo – La commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha approvato (48 voti a favore e 15 contrari) la relazione “sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati” (ad esempio autostrade, discariche, cave, ponti, cementifici e inceneritori) di cui è relatore per il Parlamento europeo l’eurodeputato ALDE Andrea Zanoni.

“Con questo testo viene stravolta l’attuale direttiva VIA, viene data più voce ai cittadini nel processo decisionale, viene inserita una norma contro il conflitto d’interesse che troppo spesso vede coincidere il committente di un progetto e la persona che deve valutare la sostenibilità ambientale nonché si risponde in modo efficace alle sfide globali del XXI secolo come l’esplorazione e l’estrazione di gas di scisto”,

ha commentato Zanoni.

“La credibilità dell’intera procedura di VIA è vanificata se non sono chiaramente previste norme per escludere il grave fenomeno del conflitto d’interessi – si legge nel testo approvato – Il relatore Andrea Zanoni ha potuto personalmente constatare che in alcuni casi, nonostante la separazione formale tra autorità competente e committente, in particolare quando quest’ultimo è un soggetto pubblico, si verifica spesso un’impropria commistione tra i due attori, tale da inficiare l’obiettività del giudizio. L’assoluta indipendenza dell’autorità competente dal committente deve dunque essere assicurata”.

“Insomma basta ai casi come quello dell’ingegnere Silvano Vernizzi, al tempo stesso Amministratore delegato di Veneto Strade SpA e Presidente delle Commissioni regionali VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e VAS (Valutazione Ambientale Strategica), nonché anche Segretario regionale Infrastrutture e mobilità della Regione del Veneto, Commissario straordinario per la Pedemontana Veneta e Commissario straordinario per il Passante di Mestre – attacca Zanoni – E’ scandaloso che la stessa persona possa presentare progetti con la mano destra e approvarli con quella sinistra. Visto che, nonostante i miei solleciti, le autorità regionali non hanno risolto questo palese conflitto d’interessi, ho deciso di intervenire alla base, ovvero inserendo una specifica norma all’interno della direttiva europea di riferimento, norma oggi approvata dalla commissione Ambiente del Parlamento europeo”.

Oltre al conflitto d’interessi, il testo approvato chiede un maggior coinvolgimento del pubblico interessato nel processo decisionale, l’inclusione nell’allegato I, ovvero tra le opere per le quali la VIA è obbligatoria, dei progetti sui gas non convenzionali come il gas di scisto, misure correttive in caso di monitoraggio ex-post di un progetto che causa effetti negativi, sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive in caso di violazioni, una maggior attenzione all’effetto cumulativo dell’impatto ambientale di più progetti nella stessa zona e contro il cosiddetto “salami slicing” ovvero la valutazione ambientale di parte separate di un singolo progetto.

“Questa è solo la prima tappa. Adesso il testo verrà votato dall’intero Parlamento europeo, verosimilmente tra settembre e ottobre, e se verrà approvato l’ingegner Vernizzi e tutte le persone in chiaro conflitto d’interessi dovranno scegliere solo una poltrona sulla quale sedersi. Con queste norme non potranno più ripetersi casi come quello della Pedemontana Veneta o del Casello autostradale di Santa Lucia dove venivano effettuate valutazioni ambientali su lotti separati, o casi come la Valdastico Nord dove in seguito ad importanti variazioni di progetto non venivano coinvolte le autorità e i cittadini interessati dalle varianti”,

conclude l’eurodeputato.

BACKGROUND

 

La votazione di oggi si iscrive nel processo di revisione della Direttiva 2011/92/UE sulla valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, un testo che non è stato modificato negli ultimi 28 anni. Circa 200 tipologie di progetti rientrano nel suo campo d’applicazione, dalla costruzione di ponti, porti, autostrade, discariche di rifiuti, fino agli allevamenti intensivi di pollame o suini. Nei suoi 28 anni di applicazione, la normativa ha ricevuto solo 3 modifiche marginali. Un suo radicale aggiornamento era necessario alla luce della strategia per la protezione del suolo, la tabella di marcia per un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse e la strategia Europa 2020, insomma dotare l’Unione europea di uno strumento operativo fondamentale per rispondere alle sfide globali del XXI secolo.

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Già costruiti i 14 piloni di calcestruzzo di sostegno al cavalcavia lungo 575 metri

Lo svincolo collegato a una tangenziale di cinque chilometri, sei le rotatorie

MARTELLAGO – Un centinaio di uomini impiegati, i piloni che sorreggeranno il viadotto già ben visibili come i solchi dove sorgeranno le strade di accesso. Previsione di apertura al traffico, fine 2014. A sei mesi dall’inizio del cantiere, questo è lo stato dei lavori al casello del Passante, che sorgerà tra Cappella e Martellago a cavallo del fiume Dese. Tempi, dunque, che si stanno rispettando e gli operai saranno al lavoro a ritmi serrati anche nei prossimi mesi: solo nei giorni di Ferragosto è in programma uno stop. Anche perché l’inverno ha in agenda una serie di tappe da rispettare, con tanto di chiusura dell’autostrada. Stato attuale. I cantieri sono iniziati lo scorso gennaio e sono stati già segnati i tratti dove sarà posata la striscia d’asfalto che costituirà l’arco a nord del centro di Martellago, con accesso, da ovest, da via Boschi (Castellana) e da est dalla zona di Kelemata, sempre sulla Castellana. Nei due lati dell’autostrada, sono stati costruiti i 14 piloni in calcestruzzo, 7 per parte, dove sarà appoggiato il cavalcavia lungo 575 metri per collegare l’entrata e l’uscita al casello. Quest’ultima operazione è fissata a cavallo tra la fine 2013 e, più probabile, l’inizio 2014, con la chiusura del Passante. Nei sei mesi successivi sarà completato.

Chiusura. A breve sanno interdette le corsie di emergenza per realizzare le rampe di accesso e uscita del casello. La data dev’essere ancora definita ma se ne dovrebbe sapere di più oggi al termine di una riunione con Cav. L’obiettivo è evitare i giorni da bollino rosso del traffico estivo.

Progetto. Il casello avrà la forma di diamante rovesciato. Per accedervi, ci saranno la bretella da via Boschi, tra Martellago e Scorzè, e la tangenziale a nord di Martellago, lunga cinque chilometri e mezzo, che partirà dalla Kelemata. In quest’ultima sorgeranno quattro rotatorie: agli incroci con via Canove e in via Morosini a Martellago, via Ponte Nuovo e via San Paolo a Scorzè. A queste ne vanno aggiunte altre due: una tra via Canove e la Castellana a fianco del municipio, l’altra sempre su via Canove ma all’incrocio con via Volta. La rotonda di via Ponte Nuovo sarà spostata più a est, per tutelare Villa Astori. Sarà costruita pure una complanarina, che sorgerà sul lato est del Passante, dalla Moglianese al casello. Sarà lunga poco meno di un chilometro e sfrutterà l’attuale contro-strada di servizio. Previste le mitigazioni ambientali per ridurre l’impatto.

Alessandro Ragazzo

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Gazzettino – Martellago, casello pronto a fine 2014

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9

lug

2013

Completati i piloni. Nel nuovo anno la posa dei ponti e del viadotto.

Procedono a ritmi serrati, e sono sostanzialmente in linea con la tabella di marcia, nonostante la primavera piovosa che li ha ostacolati, i lavori del casello e nuova viabilità connessa. Le opere di fondazione – piloni, spalle e pile dei vari ponti – sono state eseguite pressoché tutte, a parte quelle di un ponticello sul Dese tra via Ponte Nuovo e Morosini. In particolare, nell’area del casello, tra Martellago e Scorzè, a cavallo del Dese, è pronto l’impalcato principale, con una spalla e sette grandi piloni in cemento armato sul lato Est del Passante e altrettanti sul lato Ovest che, inframmezzati da altre due fondazioni per due piloni in ferro, sosterranno il viadotto di oltre mezzo km in acciaio che attraverserà l’autostrada. Già ben avviato anche il movimento terra per tracciare, tra l’altro, i sedimi delle nuove strade, in primis la tangenziale Nord che collegherà casello e Castellana al confine Est di Martellago. In questo momento i quasi cento operai delle imprese che fanno capo alla Passante di Mestre spa al lavoro nel vasto cantiere, e che si fermeranno solo la settimana di Ferragosto, stanno operando per realizzare i piani d’imposta dei rilevati e i fossati di guardia: a giorni si terrà un incontro con il Consorzio di bonifica per definire una serie di opere idrauliche concertate. E, soprattutto, hanno iniziato a scavare i tunnel di servizio del casello: oggi è in calendario un incontro tra Pdm e Cav, il concessionario, per decidere se procedere subito o aspettare dopo l’estate dati i picchi di traffico dei vacanzieri, con la chiusura con new jersey, nel tratto interessato, delle corsie di emergenza del Passante, necessaria per consentire di attaccare i rilevati all’asfalto e realizzare le rampe di entrata e uscita. Nel 2014 inizieranno il varo, che richiederanno sei mesi, dei vari ponti in acciaio, quelli di attraversamento del Dese e degli altri canali della nuova viabilità e, soprattutto, il viadotto principale del casello, che sarà montato a stralci a partire dall’inizio del nuovo anno e richiederà la chiusura del Passante per almeno una notte. Se tutto procede senza intoppi, casello e strade di adduzione saranno pronti per fine 2014.

Nicola De Rossi

 

MOGLIANO La rabbia di Campocroce sulle opere di mitigazione al Passante

CAMPOCROCE Mai realizzate le opere complementari al passante di Mestre

«Occuperemo la Regione»

Stanchi delle promesse i cittadini sono pronti ad azioni forti

«Non esiteremo ad occupare in segno di protesta gli uffici della Regione». Lo dice senza mezzi termini il presidente del quartiere di Campocroce Pietro Lorenzon dopo aver ricevuto dalle autorità competenti ancora risposte dilatorie sulla soluzione dell’annoso problema delle opere complementari al Passane di Mestre. Stanchi delle promesse non mantenute sulle opere viarie complementari al Passante di Mestre, i cittadini della frazione di Mogliano sono pronti ad attuare manifestazioni di protesta senza precedenti. Il presidente Lorenzon ha inviato un’altra lettera dai contenuti perentori al commissario del Passante Silvano Vernizzi, all’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso e al presidente della Provincia Leonardo Muraro per chiedere che vengano fatte le opere promesse da anni: «I cittadini di Campocorce non sono più disposti ad essere presi in giro».
Copie della lettera sono state affisse nei locali pubblici della frazione. «A distanza di quattro mesi dall’ultimo incontro -si legge nella lettera di Lorenzon- non abbiamo ricevuto ancora nessuna risposta alle nostre richieste. Diciamo basta alle vessazioni nei confronti della popolazione di circa 1800 abitanti». I problemi sul tappeto sono sempre gli stessi: il completamento delle opere di mitigazione acustica lungo il Passante; l’attuazione della pista ciclopedonale parallela alla provinciale 65 da Campocroce al confine con Zero Branco; il riconoscimento di 3,5 milioni di euro a titolo di compensazione ambientale. Il territorio di Campocroce è stato tagliato in due dal tracciato dell’autostrada. Per bypassare il Passante nell’area centrale di Campocroce sono stati costruiti due sovrapassi, la nuova circonvallazione e una mega passerella ciclopedonale inaugurata un anno fa in pompa magna: «Finora abbiamo solo dato senza ricevere nulla in cambio». Campocroce si batte anche per avere la nuova piazza e un centro civico e per favorire l’aggregazione sociale della comunità.

Nello Duprè

 

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