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Scorzè. Il Pd accusa l’amministrazione: per vedere il bosco serviranno vent’anni

Il sindaco Mestriner: avremo dieci ettari di alberi e le barriere fonoassorbenti

SCORZÈ – Sempre il casello e sempre il problema della sicurezza dei cittadini al centro della polemica a Scorzè tra Pd e maggioranza, a poco più di un mese dall’apertura al traffico.

Se prima si era parlato dei problemi che potrebbero avere pedoni e ciclisti con le piste ancora da fare o completare, stavolta lo scontro è sulla mitigazione ambientale, bosco o barriere fonoassorbenti che siano, per ridurre i rumori provocati dal passaggio dei mezzi.

E il maggior partito di minoranza chiede che si ritardi l’apertura al traffico finché non ci saranno opere almeno sufficienti.

«Mancano poche settimane all’apertura del casello», spiega il capogruppo del Pd Gianna Manente, «e non ci sono segnali dei dieci ettari di area verde promessa. Si era parlato, addirittura, di vederla prima che terminassero i cantieri del casello. A seconda del tipo di alberi da mettere, crediamo che ci vorrà qualche lustro prima di vederne i risultati. Ma intanto che si fa per tutelare la salute della gente? Che non sia il caso di posticipare l’apertura del casello? Credo che sia un argomento su cui riflettere».

Per il consigliere Gigliola Scattolin ci vorranno vent’anni prima di vedere gli alberi cresciuti. «E i benefici», continua, «si potranno avere solo quando avranno le dimensioni tali per essere efficaci».

Per il sindaco Giovanni Battista Mestriner il bosco si farà e tra qualche giorno dovrebbero essere definiti gli accordi con gli altri enti, soprattutto il consorzio di bonifica Acque Risorgive. «Solo grazie a noi», replica, «avremo dieci ettari di superficie verde e non zone industriali. Il Pd di Scorzè ci dica in quali altri Comuni da loro governati è stata fatta un’area così grande di mitigazione. Invece di collaborare, ci hanno sempre criticati in modo pretestuoso. Ricordo che il Comune di Scorzè non ha voluto il Passante e il casello. La gestione del primo e l’apertura del secondo, fatta con legge obiettivo, è in carico a Cav. Abbiamo acquisito le superfici e trovato i finanziamenti, non possiamo anche rivoluzionare le leggi della botanica perché gli alberi crescano prima: intanto è stato importante seminarle. Stiamo lavorando perché le aree cedute diventino di mitigazione idraulica e su questo c’è la necessità di definire un accordo con il consorzio Acque Risorgive: sarà fatto a breve».

Mestriner, poi, punta ad avere le barriere fonoassorbenti, che costano attorno al milione di euro a chilometro: «Tra poco», osserva, «partiremo con la procedura da adottare per impedire lo sforamento dei limiti acustici; questo consentirà ad Anas di riorganizzare il suo piano di risanamento come previsto».

Alessandro Ragazzo

 

SPINEA – Barriere fonoassorbenti e fotovoltaiche per il Passante che inquina l’aria e disturba il sonno dei residenti.

Torna a riproporle il consigliere di Fratelli d’Italia Mauro Armelao, dopo che il progetto è diventato realtà in altri comuni. Ha fatto scuola, ad esempio Oppeano, in provincia di Verona, dove barriere all’avanguardia, in grado di proteggere dai rumori e allo stesso tempo produrre energia dal sole, sono realtà lungo la Transpolesana.

Armelao torna così alla carica, riproponendo il progetto anche per Spinea, dove a distanza di anni dall’entrata in esercizio del Passante, ancora non è arrivata una soluzione per alcuni tratti di autostrada, rimasti scoperti dalle barriere.

Lo fa a pochi giorni dal rinnovo del Consiglio di amministrazione di Cav, la società che lo gestisce.

«Installando pannelli solari su tutto il tracciato, esclusi i tratti in trincea, Cav potrebbe produrre energia elettrica da distribuire gratis a tutte quelle utenze private che distano fino a 200 metri dal Passante, in modo da “ricompensarli” dal danno subito dalla presenza dell’infrastruttura», spiega Armelao, «tutti sanno che le abitazioni in questa fascia hanno perso almeno il 30% del loro valore commerciale. Inoltre, l’energia prodotta e non consumata per le case e per l’illuminazione stessa del Passante, potrebbe essere venduta da Cav a Enel. Si tratta di un’operazione di giustizia verso i tanti residenti che non sono stati adeguatamente risarciti, solo perché più distanti della fascia di indennizzo, penso ai residenti di Crea, Fossa, Luneo e Zigaraga».

A Oppeano, oltre all’abbattimento pressoché totale dei rumori in eccesso, meno di due chilometri di barriere fotovoltaiche producono ogni anno circa 800 mila kilowatt’ora di energia.

Filippo De Gaspari

 

«Il nuovo consiglio di amministrazione di Cav non dimentichi l’importanza delle barriere fonoassorbenti».

Il consigliere comunale di Spinea Mauro Armelao (Fratelli d’Italia), lancia un appello ai futuri componenti del Cda che saranno nominati giovedì 29: «Mi appello affinché siano maggiormente sensibili al tema ambientale e pensino di progettare delle barriere fonoassorbenti su tutto il tracciato».

Oltre alla questione del rumore e dell’inquinamento, secondo Armelao, installando su tutto il tracciato (esclusi i tratti in trincea) anche i pannelli solari, Cav potrebbe produrre abbastanza energia elettrica da alimentare l’illuminazione dello stesso passante, da distribuirne ai Comuni e soprattutto, a titolo gratuito, alle abitazioni private situate fino a 200 metri di distanza dal passante.

«In questo modo – aggiunge Armelao – potrebbero ricompensarli dal danno subito a causa del passaggio di questa autostrada e dalla perdita di non meno del 30% del valore commerciale delle loro abitazioni. Tanti residenti non sono stati risarciti perché più distanti di soli 60 metri dall’arteria autostradale».

E fa l’esempio del Comune di Oppeano, in provincia di Verona, dove le barriere riducono quasi a zero il rumore e catturano le polveri sottili prodotte dai gas di scarico.

(m.fus.)

 

Gazzettino – Autostrada gratis, casellanti in sciopero

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24

gen

2015

VENERDÌ PROSSIMO

«Venerdì 30 gennaio su tutti i caselli Cav si potrà passare gratis per sei ore. È stato indetto uno sciopero per le ultime due ore di ogni turno».

Ad annunciarlo è il segretario provinciale per la Ugl Viabilità e Logistica, Stefano Gusson, e lo sciopero è stato proclamato anche per tutti i venerdì del mese di febbraio: in questo caso le ore saranno tre perché i lavoratori sciopereranno nell’ultima ora di ogni turno.

«Confidiamo in una forte adesione» aggiunge il sindacato, rimarcando che il 30 gennaio gli orari interessati saranno dalle 4 alle 6 del mattino, dalle 12 alle 14 e dalle 20 alle 22. Nei venerdì di febbraio, invece, lo sciopero scatterà dalle 5 alle 6, dalle 13 alle 14 e dalle 21 alle 22.

«L’azienda intende diminuire il personale ai caselli, noi invece chiediamo un operatore per ogni casello. Non importa che sia tutto automatizzato, la presenza fisica del personale Cav è fondamentale» aggiunge Gusson, sottolineando che la battaglia sindacale riguarda anche diversi aspetti contrattuali.

Il sindacato spiega poi cosa succederà in caso di sciopero ai caselli della tratta Venezia-Padova Est: quelli che prevedono la presenza del personale avranno direttamente le sbarre alzate; per i caselli con sportelli automatici basterà premere il pulsante per l’intervento dell’operatore: se quest’ultimo sarà in sciopero la sbarra si alzerà automaticamente.

Nelle corsie Telepass gli utenti invece pagano regolarmente il pedaggio.

(g.pip.)

 

Scorzè. Manente (Pd): lo snodo apre in febbraio ma su viabilità e sicurezza il Comune non ha deciso nulla, le strade sono inadatte al traffico pesante

SCORZÈ – Meno di due mesi all’apertura del casello Martellago-Scorzè del Passante e in quest’ultimo Comune sale la preoccupazione per la sicurezza di alcune strade, che a breve diverranno uno snodo importante per il traffico cittadino.

«Si devono tutelare pedoni e ciclisti», attacca il capogruppo del Pd Gianna Manente, partito che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione sull’argomento. «Si deve ancora finire la pista ciclabile su via Ponte Nuovo da via Tiziano fino a ponte del fiume Dese», continua Manente, «e manca quella dalla rotonda di via Spangaro fino al collegamento con il centro di Peseggia. Di più, perché via Vecchia Moglianese Peseggia e via Ponte Nuovo sono strette e negli ultimi anni c’è stato un forte aumento dei veicoli e della velocità di percorrenza, nonostante i 50 all’ora».

Secondo le ultime informazioni, il casello dovrebbe aprire al traffico tra fine febbraio e inizio marzo. In questi giorni, gli operai stanno sistemando la segnaletica orizzontale e i cartelli verdi che indicano l’autostrada sono già stati messi da qualche giorno. I lavori del casello vero e proprio, invece, sono finiti il 30 novembre come da programma.

Dunque ormai ci siamo per dare il via libera a macchine e camion, anche se la data precisa dell’inaugurazione non è ancora stata comunicata. Ragion per cui la minoranza a Scorzè è preoccupata per l’incolumità di pedoni e ciclisti, perché sulla bretella di collegamento a Est, dalla rotonda della Castellana (zona Kelemata a Martellago), viaggeranno circa quattromila mezzi al giorno. E questa tangenziale toccherà le rotonde di via Morosini (Martellago) e via Ponte Nuovo (Scorzè).

«Il Comune di Martellago», continua Manente, «ha già in previsione, e fatto inserire nell’accordo con Concessioni autostradali venete (Cav) la costruzione della pista ciclabile su via Morosini, mentre Venezia sta finendo i lavori per prolungare il tragitto per chi si muove a piedi o in bicicletta in via Ca’ Lin a Trivignano fino al ponte del fiume Dese. A Scorzè nulla di tutto questo; anzi, non si è neppure partecipato al bando per ottenerne i fondi previsti nel piano finanziario della Regione».

Anche Andrea Bello (Pd) rincara la polemica: «In Consiglio comunale ci è stato detto che servivano importi esigui per fare le piste ciclabili e si sarebbe potuto far fronte con risorse proprie ma non le abbiamo viste inserite nel piano triennale delle opere».

Alessandro Ragazzo

 

“Complanarina” sbloccata, accordo tra Cav e Veneto Strade

MARTELLAGO – Sarà firmata ai primi di febbraio la convenzione che sblocca la “complanarina”: l’ultimo tassello che manca della nuova viabilità del casello di Martellago-Scorzè sarà finanziato da Anas-Cav e realizzato da Veneto Strade.

La bretellina di collegamento tra la Moglianese e la barriera era stata concordata nel protocollo d’intesa sulla viabilità di adduzione siglato nel febbraio 2012 dall’allora commissario al Passante, Silvano Vernizzi, e dai due Comuni, che la reputano essenziale, ma era stata aggiunta in extremis, a progetto del casello e relativo iter espropriativo già avviati. Per la complanarina, che pure comporterà degli espropri, si è reso pertanto necessaria una procedura a parte, che però si era arenata per problemi vari al Ministero delle Infrastrutture. Al punto che si temeva potesse “saltare” tutto. Decisivi, per sbloccarla, il pressing dei due sindaci, Monica Barbiero e Giovanni Battista Mestriner, e l’intervento di Veneto Strade.

La convenzione tra Anas, Cav, Veneto Strade e i due Comuni, che sarà approvata a fine mese dai due consigli comunali e poi firmata, prevede che la nuova arteria venga finanziata da Anas-Cav nell’ambito del quadro economico del Passante: costerà 5 milioni 795mila euro. I fondi però saranno “girati” a Veneto Strade, che si occuperà di redigere la progettazione esecutiva e di realizzare la nuova strada, che avrà la titolarità di stazione appaltante per l’assegnazione dei lavori, per i quali sarà bandita una gara ad hoc, e che alla fine, con ogni probabilità, la prenderà anche in carico: quello della gestione e manutenzione è l’unico nodo dell’accordo ancora da sciogliere in via definitiva.

La bretella partirà dalla rotonda a est del casello, piegherà a nord procedendo parallela e rasente al Passante, al confine tra i territori di Martellago e Cappella di Scorzè, e si collegherà con una rotatoria alla Sp 39 Moglianese. Se tutto procede senza intoppi dovrebbe essere pronta per la seconda parte del 2016, con un anno e mezzo di ritardo sul resto: casello e nuova viabilità già pronta (circonvallazione nord e tangenziale ovest) apriranno per fine febbraio.

Nicola De Rossi

 

Gazzettino – A4, si’ dell’Europa ma via quel decreto

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15

gen

2015

TRIESTE – Sospetta violazione del principio di libera concorrenza: è su questa base che la Commissione europea ha avviato una procedura di pre-infrazione, chiedendo spiegazioni all’Italia, sull’articolo 5 della legge Sblocca-Italia, quello che consente alle concessionarie autostradali di conseguire proroghe in presenza di tariffe calmierate e di massicci investimenti infrastrutturali di rilievo strategico.

Del resto il superamento di questa norma è una delle due condizioni che Bruxelles pone al Governo italiano per accettare l’attivazione di tre “servizi economici d’interesse generale” per le opere in programma da parte di Autovie Venete, Autobrennero e Gruppo Gavio (autostrade del Nordovest). L’altra condizione, della quale il Gazzettino ha già in parte riferito, è che l’Italia recepisca alla velocità della luce la direttiva europea 23 del 2014, che spiana la strada alla proroga di fatto delle concessioni autostradali purché si facciano i lavori d’interesse europeo, come il completamento della terza corsia Venezia-Trieste (o più propriamente Quarto d’Altino-Villesse).

Secondo le autorità europee l’articolo 5, che oltretutto prevede proroghe in presenza di aggregazioni fra concessionari (la scadenza per tali operazioni è stata appena fatta slittare a fine giugno 2015), pone un eccesso di complessità procedurali, ma in particolare consente di modificare i contratti in essere (le gestioni autostradali) sulla scorta della richiesta dei singoli operatori e non su input dell’autorità di governo. Infine, l’articolo 5 condiziona al nulla-osta europeo una serie di operazioni che in parte esulano dalle competenze comunitarie.

Pertanto per portare a casa di Autovie Venete una proroga della concessione che arrivi verosimilmente fino al 2038 (ma si comincia a parlare di un accorciamento di tale termine forse al 2032), l’Italia deve impegnarsi a varare rapidamente un decreto che contenga tre provvedimenti: 1) recepire il via libera “condizionato” che Bruxelles tende a concedere; 2) recepire la direttiva 23 del 2014; 3) superare l’articolo 5 della legge Sblocca Italia.

A tanto è approdato l’intenso lavoro, anche nel periodo natalizio, della task-force bilaterale fra i tecnici del Governo italiano e quelli di tre Direzioni generali europee: quella per la libera concorrenza, che coordina la gestione del dossier autostradale italiano, quella del mercato interno e quella dei trasporti. Ora però è il momento di passare la palla alla politica: in queste ore si sta sviluppando infatti un confronto fra il commissario per la concorrenza, la danese Margrethe Vestager, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, affiancato da Maurizio Maresca nella qualità di consigliere personale giuridico-economico del premier Matteo Renzi, ed esponenti di primo piano del Ministero delle Infrastrutture.

La carne al fuoco c’è tutta e le probabilità di sblocco, sebbene non manchino i venti contrari, sembrano presentare quotazioni piuttosto elevate.

Maurizio Bait

 

AUTOVIE VENETE / LE BANCHE

Dopo la “fuga” di azioni da Friulia profumo d’intesa sui soldi ai cantieri. E diventa possibile trattare con Cav

TRIESTE – Le banche che stanno perfezionando il concambio di azioni fra Friulia e Autovie Venete esercitando l’opzione prevista dai patti parasociali cominciano ad interessarsi assiduamente della situazione gestionale e finanziaria della società concessionaria. Un interessamento fatto di richieste di documenti e chiarimenti e che potrebbe preludere, al di là dei mutati assetti azionari della Spa, anche a un negoziato per finanziare una parte dei lavori mancanti alla terza corsia A4.

Lo scenario, finora mai preso in considerazione, sta infatti assumendo una forma non evanescente, considerando che l’azionista finanziatore diretto del progetto permetterebbe meno intralci, tempi più stretti, rapporti più fluidi.

Molto dipenderà dall’esito (e dai suoi termini) della “pratica europea” che vive in questi giorni fasi cruciali per l’allungamento della concessione autostradale, attualmente in scadenza il 31 marzo 2017.

Il rapporto di concambio ratificato dalla Giunta regionale è di un’azione di Friulia per 3,05 azioni di Autovie (rapporto valutabile come molto favorevole ai soggetti privati), con l’autorizzazione a Friulia ad acquisire fino al 10% del capitale sociale, pari a 27,523 milioni di euro. Ad esercitare il concambio sono Cassa di di risparmio del Fvg, Unicredit, Banca Popolare FriulAdria, Banca nazionale del lavoro, Assicurazioni Generali, Banca di Cividale, Banca popolare di Vicenza, Banca Antonveneta (ora Banca Monte dei Paschi di Siena), Finanziaria delle Banche di credito cooperativo del Fvg e Allianz.

Matrimoni. Novità anche sul fronte delle possibili aggregazioni societarie: la Cav, che gestisce il Passante di Mestre, avrebbe abbandonato la prospettiva di finanziarsi con l’emissione di bond per saldare i conti della costruzione della grande opera veneta.

Tale condizione pone Autovie Venete (e la Regione Friuli Venezia Giulia con la Regione Veneto) nella condizione peraltro auspicata dai presidenti Luca Zaia e Debora Serracchiani: confrontarsi sulla possibilità di concambiare quote sull’asse Venezia-Trieste, che sono curiosamente proprio i due terminali della terza corsia.

In una seconda fase il discorso potrebbe coinvolgere la Brescia-Padova, in procinto di cambiare a sua volta assetti azionari poiché Intesa-San Paolo ha posto in vendita il suo pacchetto di A4 Holding, che controlla la gestione di questo tratto di A4. Ma anche tale concessione sta per scadere, anzi scade quest’anno. E la sua proroga è tutta da scrivere, a maggior ragione se si dovrà por mano all’articolo 5 della legge Sblocca Italia (vedi l’altro servizio) che consente proroghe in presenza di aggregazioni fra concessionari.

M.B.

 

Mirano. Progetti e nuove sfide nel bilancio di metà mandato del sindaco Maria Rosa Pavanello
eletta vicepresidente nazionale dell’Anci: a Roma voglio portare le esigenze del nostro territorio

MIRANO – Primo sindaco donna di Mirano, portavoce dei sindaci veneti e unica donna vice di Piero Fassino all’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani. Bilancio di metà mandato e nuove sfide per Maria Rosa Pavanello, al giro di boa del suo primo mandato da sindaco.

Un bilancio da sindaco: cosa è stato fatto e cosa avrebbe voluto fare? «È stato un anno intenso, siamo riusciti a fare molte cose per la città. Penso, per esempio, ai lavori di ristrutturazione nella scuola Wolf Ferrari, alla conclusione del primo anno della Piazza delle Idee, che mette Mirano all’avanguardia in questo settore o al servizio di sorveglianza dei parcheggi affidato ai disoccupati, che coniuga sicurezza e aiuto sociale, infine al progetto Sprar per l’accoglienza dei richiedenti asilo. È stato anche motivo di soddisfazione apprendere che la città è tra i 100 Comuni più vivibili d’Italia. Avrei già voluto concludere la battaglia per far avere quanto spetta a Mirano per gli accordi sul Passante. Ma non dipende da noi: dobbiamo confrontarci con la Regione che continua a lamentare mancanza di fondi, che invece per altri Comuni ha già erogato».

Quali sono i principali problemi affrontati nel 2014? «Gli stessi che rendono la vita quasi impossibile a tutti i sindaci: amministrare destreggiandosi tra i vincoli del patto di stabilità, con l’impossibilità di utilizzare risorse che abbiamo e potrebbero essere destinate a interventi obbligatori e urgenti, penso a quelli previsti dal piano delle acque. Invece molte energie sono utilizzate per trovare soluzioni per continuare a erogare i servizi e sopperire a continui tagli ai trasferimenti statali senza aumentare l’imposizione fiscale».

Cosa porterà il 2015 ai miranesi? «Sarà il primo anno di Unione dei Comuni. Assieme ai colleghi sindaci e ai consiglieri coinvolti farò il possibile affinché questa nuova entità si sviluppi e funzioni al meglio, diventando punto di riferimento per altre esperienze simili».

Tracci un bilancio di metà mandato da sindaco. «I ritmi di questi due anni e mezzo sono stati davvero intensi. Posso dire di essere soddisfatta perché alcuni degli obiettivi programmatici sono stati già raggiunti come quelli di tracciare un nuovo percorso di contenuti e sostenibilità per il Teatro di Mirano o della drastica riduzione del divario che avevamo a inizio mandato nella raccolta differenziata dei rifiuti, tutto senza aumentare la tassazione locale. Abbiamo inoltre avviato importanti azioni nel piano per l’energia sostenibile reperendo anche risorse economiche al di fuori del Comune. Certo, c’è ancora molto da lavorare e il momento storico-congiunturale non ci agevola, ma sono convinta che con l’aiuto di tutti e un po’ di fortuna, gli interventi avviati porteranno i risultati previsti».

Il 2015 sarà anche l’anno dell’Unione dei Comuni, che però finora ha fatto parlare più per le polemiche: cosa succederà ora? «L’Unione, di suo, non ha dato spunti affinché se ne parlasse male o in maniera polemica, ma ha seguito il suo iter naturale in modo corretto. Chi ne ha parlato in termini negativi forse non ne ha compreso bene le caratteristiche e gli scopi. Nel 2015 comincerà a essere una realtà sempre più concreta e presente nella vita dei cittadini, iniziando a far percepire alcuni dei suoi pregi e dei vantaggi per cui è stata creata. Noi e altri Comuni inizieremo a razionalizzare e limitare la spesa».

Da presidente Anci Veneto e vicepresidente Anci nazionale su cosa punterà nel nuovo anno per dare voce alle richieste del territorio? «Per funzionare bene Anci Veneto deve accogliere e comprendere le istanze di tutto il territorio che rappresenta. Di conseguenza è fondamentale anche un apporto attivo e propositivo dei Comuni. Nello specifico dei Comuni veneti gli obiettivi sono ottenere che quote sempre maggiori di tasse rimangano e vengano impiegate qui e assicurare ai sindaci la possibilità di far fronte al dissesto idrogeologico».

I nuovi incarichi la porteranno spesso fuori sede: come riuscirà a coniugarli con il ruolo di sindaco a tempo pieno? «L’attenzione che dedico a Mirano non risentirà degli impegni con Anci. Il tempo che è necessario dedicare agli incarichi di presidente regionale e vicepresidente nazionale è perfettamente compatibile con l’attività di sindaco. Come vicepresidente nazionale sarò impegnata a Roma per una mezza giornata al mese. Poi molte riunioni vengono fatte in videoconferenza».

Filippo De Gaspari

 

In alcuni tratti, per effetto degli arrotondamenti, incremento pari all’1,5%

Il 10 gennaio saranno aggiornate pure le sanzioni per le contravvenzioni

VENEZIA – Dieci centesimi in più sulla tratta Udine Sud–Trieste Lisert per un’autovettura, altrettanto sulla Trieste-San Donà di Piave, nessun incremento invece sulla Udine Sud-Palmanova o sul tratto Godega-Cordignano in A28. Sono contenuti gli incrementi dei pedaggi autostradali applicati da ieri sulla rete di Autovie Venete.

Gli aumenti non superano l’1,5%; in alcuni tratti autostradali, grazie al meccanismo degli arrotondamenti, non andranno a modificare la tariffa precendentemente in vigore. In base al decreto interministeriale numero 1044/28/133, del 12 novembre 2001, emanato dal ministero dei Trasporti, la norma relativa agli arrotondamenti prevede infatti che fino a cinque centesimi, i prezzi devono essere arrotondati per difetto a zero. Oltre i cinque centesimi vanno arrotondati per eccesso a dieci. Per essere applicato il calcolo ha dovuto attendere la comunicazione ufficiale del ministero dei Trasporti. Una volta ricevuta la conferma della percentuale di incremento i nuovi pedaggi sono entrati in vigore dalla mezzanotte del 31 dicembre. Chi desidera conoscere l’importo del pedaggio, può utilizzare l’apposito software presente sul sito. Per utilizzarlo basta collegarsi a www.autovie.it; cliccare infotraffico; scegliere, nella barra in alto della schermata, la voce “ servizi” e poi selezionare “calcolo pedaggi”. A quel punto comparirà una mascherina con due voci, partenza/destinazione e uno schema con le classi di veicoli. Dopo aver inserito le località, accanto a ogni classe di pedaggio comparirà il nuovo importo.

Va ricordato però che non tutto ciò che Autovie Venete incassa resta alla concessionaria. Una parte, pari al 2,5% circa, va ad Anas; l’ Iva (22%) va allo Stato, un’ulteriore quota viene utilizzata a copertura degli investimenti e un’altra, non di poco conto, è destinata alle spese di manutenzione: dalla gestione degli impianti tecnologici agli interventi più vari (riasfaltature, sostituzione di barriere di protezione, azioni di prevenzione del ghiaccio o di ripulitura dalla neve; potatura delle siepi, sfalcio del verde, rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale.

Nello Stivale i pedaggi autostradali aumentano mediamente dell’1,32%: ad Autostrade per l’Italia è stato riconosciuto un adeguamento dell’1,46%, mentre l’aumento dell’1,5% riguarda, oltre ad Autovie Venete, Brescia-Padova, Milano Serravalle-Milano Tangenziali, Ativa, Cav, Autocamionale della Cisa, Autostrada dei Fiori, Tangenziale di Napoli, Rav, Salt, Sat, Satap Tronco A4, Satap Tronco A21, Sav, Sitaf, Torino-Savona e Strada dei Parchi.

Altra “stangatina” introdotta per il 2015 è quella relativa alle multe per violazione del Codice della strada, i cui aumenti entreranno in vigore il 10 gennaio. L’adeguamento biennale degli importi delle sanzioni porterà gli automobilisti a pagare lo 0,8% in più rispetto allo scorso anno in caso di multa.

Torna poi il bollo per le auto storiche, che interessa tutti i possessori di auto e moto la cui età sia compresa tra i 20 e i 29 anni.

(r.r.)

 

LE ALTRE TRATTE DEL VENETO

Passante più caro da Preganziol a Padova

Non c’è la stangata dell’anno scorso (con un più 6 per cento che fece discutere a lungo) ma solo un piccolo ritocco: il Passante è più caro da ieri solo per chi lo percorre da Preganziol a Padova Est, o viceversa: un ritocco di dieci centesimi – da 3,90 a 4 euro – che rende la tratta Treviso Padova leggermente più salata. Aumenta anche il tratto Padova Est-San Donà, che passa da 6,10 a 6,20 centesimi. Più caro anche il tratto Padova est-Vicenza est (da 2,10 a 2,20) ma qui il concessionario è l’autostrada Brescia Padova (A4 Holding).

Ritocchi anche per Autostrade per l’Italia che ha adeguato il pedaggio da Mogliano a Vittorio Veneto Sud (da 5,30 a 5,40) e Mogliano-Belluno (da 7,80 a 7,90). Tutte le altre tratte sono rimaste alla stessa tariffa introdotta l’anno scorso: le concessionarie infatti hanno così aperto la mano al governo in vista del rinnovo delle concessioni.

 

Gazzettino – Pedaggi, altri aumenti a Nordest

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2

gen

2015

A27 +1,46%. Cav e Autovie Venete +1,50%, in aggiunta alla stangata 2014

Autostrade Meridionali, aumento 0,00 per cento. Consorzio Autostrade Siciliane, aumento 0,00 per cento. Autostrada del Brennero, aumento 0,00 per cento. Il rincaro dei pedaggi, autorizzato dal governo, è già stato applicato dalla mezzanotte di ieri, in contemporanea con i botti di Capodanno, ed è in media – secondo il Codacons – dell’1,32 per cento. Ma naturalmente la media è sempre il pollo di Trilussa: c’è chi l’aumento non ce l’ha proprio, e chi lo becca doppio. E vedi caso, per le tratte venete e friulane, con l’eccezione della Brennero, l’aumento autorizzato è il massimo: 1,50 per cento, il tetto fissato dal governo e giustificato come «adeguamento all’inflazione del settore» benché l’inflazione “generale” si attesti ormai sullo 0,20 per cento.

Solo per l’A27 (gestita da Autostrade per l’Italia) l’aumento è di un filo inferiore al massimo: 1,46%. Ma bisogna poi ricordare che nel corso del 2014 alcuni gestori autostradali nordestini erano già riusciti a farsi autorizzare aumenti molto consistenti.

Autostrade (A27, nel Nordest) ottenne già un 4,46 per cento ma la Cav,che gestisce il tratto di A4 noto come Passante di Mestre, ha già goduto di un più 6,26 che si aggiunge all’1,50 concesso da ieri, arrivando al 7,76%. E che si aggiunge, soprattutto, all’aumento spettacolare del pedaggio “reale” tra Venezia e Padova, più che raddoppiato dall’inizio del 2014 per le decine di migliaia di pendolari che prima potevano fare il cosiddetto “tornello di Dolo” e adesso devono accontentarsi di un misero sconto del 20% su un pedaggio reale quasi triplicato.

E lo stesso per Autovie Venete, che vabbè sta realizzando la terza corsia sulla Venezia-Trieste, ma insomma ha già potuto aumentare i pedaggi del 7,17 per cento, ed ora arriva un altro 1,50% che fa in totale otto e mezzo, un vero record. Un misero sconticino per le tratte brevi è determinato dal fatto che l’aumento, quando è inferiore a 5 centesimi, non viene applicato e il pedaggio resta quello di prima.

Il Codacons mette in fila altri rincari per gli automobilisti: oltre ai pedaggi, novità toccheranno le multe, aumentate tutte dello 0,8% dal prossimo 10 gennaio. Dalla legge finanziaria del governo Renzi spunta anche una cattiva sorpresa per chi possiede auto o moto «d’interesse storico», tra i 20 e i 29 anni, finora esentate dal bollo se non circolanti oppure tenute, se circolanti, a pagare una cifra simbolica. Ora invece, per essere esenti dal bollo, dovranno attendere il compimento dei 30 anni.

 

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