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Anas chiede il rinvio perché il consiglio di amministrazione non è in regime di pieni poteri

VENEZIA – Nell’ultima assemblea prima della fine dell’anno va in scena alla Cav la farsa di un socio romano che ha fatto i compiti e di un socio veneto in difetto. La Concessionaria autostrade venete, riunita sotto la presidenza di Tiziano Bembo, ha dovuto prendere atto che il consiglio di amministrazione agisce in regime di prorogatio da quasi un anno. E dunque non è in grado di varare un’operazione straordinaria di varo di project bond da 840 milioni per finanziare nuovi investimenti e ridurre l’indebitamento. Così, su richiesta del socio Anas (che ha il 50% della società), i rappresentanti della Regione del Veneto hanno dovuto soprassedere all’emissione dei bond per scongiurare eventuali ricorsi giudiziari. L’assemblea, dunque, si è chiusa con un nulla di fatto e i sorrisini di circostanza. Il Veneto che dà lezioni tutti i giorni a Roma, questa volta, non ha potuto che prendere atto che non avendo provveduto a rinnovare il consiglio di amministrazione la società non può operare con serenità soprattutto nel caso di operazioni straordinarie, come quella sui project bond. L’inghippo sta nel rinnovo del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale di Cav, scaduti da almeno otto mesi. E monchi di alcuni suoi membri, causa inchieste giudiziarie: tra gli amministratori da sostituire ci sono anche Giampiero Marchese, ex consigliere regionale del Pd, e il membro del collegio sindacale Paolo Venuti, l’ex commercialista di Galan. Entrambi hanno conosciuto gli arresti e patteggiato una pena nell’inchiesta sul Mose: Marchese a undici mesi e 20 mila euro, Venuti due anni e settantamila euro. La giunta regionale del Veneto da tempo ha fatto presente al consiglio regionale di provvedere alla nomina dei tre consiglieri espressione della Regione nel consiglio di amministrazione (gli altri due spettano ad Anas, che li ha gà nominati). Ma il consiglio è inciampato su una questione formale: per nominare i rappresentanti si deve attingere a una graduatoria aperta per la nomina del presidente di Cav. E subito qualcuno ha eccepito che la procedura corretta sarebbe di riprodurre il bando ex novo per scongiurare ricorsi. In realtà il nodo è molto più banale: se la Lega ha già espresso il gradimento per la conferma di Tiziano Bembo e il centrosinistra ha indicato Paolo Rodighiero amministratore delegato di Dolomiti Bus, il problema sta nel centrodestra: le anime della ex Forza Italia e il Nuovo Centrodestra non riescono a trovare una quadra su un nome gradito a tutti. Così, si è preferito far fare brutta figura al Veneto piuttosto che cedere uno strapuntino di potere.

 

Arriva la barriera anti-rumore

Passante, dopo le polemiche sui decibel l’annuncio di Cav: lavori durante l’estate 2015

Entro giugno la consegna dei lavori, durante l’estate la realizzazione della barriera. Buone notizie per i residenti dei quartieri Fossa e Luneo: il 2015 sarà finalmente l’anno dei lavori lungo il Passante. Lo ha annunciato Cav in una nota ufficiale e lo ha ribadito Anas nel corso di un tavolo tecnico nella sede della Provincia. Ora a Spinea sperano che l’iter proceda spedito e senza intoppi. Il progetto prevede di completare le barriere fonoassorbenti lungo il Passante nel tratto attualmente lasciato “libero”, i pannelli saranno installati nel lato in cui la carreggiata autostradale si affaccia sul centro abitato. Si parla di circa 400 metri di barriere per un costo complessivo che dovrebbe superare i 600mila euro, e i lavori dovrebbero durare massimo un mese.

Il programma di interventi legati alla mitigazione ambientale sul Passante è stato messo a punto da Anas, per quanto riguarda Spinea la gara d’appalto dovrebbe essere indetta nei primi mesi del 2015. Nel Miranese l’inquinamento acustico e atmosferico provocato dal Passante è un problema molto sentito, la questione è tornata d’attualità due mesi fa quando il Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 13 diretto dal dottor Flavio Valentini ha inviato una nota a Cav e Anas sollecitando la realizzazione di interventi per ridurre i rumori provenienti dall’autostrada.

«I dati forniti da Arpav confermano che in alcuni punti nel periodo notturno i livelli sonori sono superiori ai limiti di legge», scrisse Valentini. La risposta di Cav è stata affidata al direttore tecnico Sabato Fusco: «A settembre è stato realizzato un intervento di posa di 540 metri di barriere fonoassorbenti lungo il Passante in corrispondenza principalmente dei caselli autostradali – si legge -. Ribadiamo in ogni caso che quelli da voi descritti sono casi-limite, per i quali comunque sono previste mitigazioni di imminente realizzazione».

Cav fa riferimento proprio a Spinea, dove nel 2012 i residenti di via Roma, via Costituzione, via Luneo e altre strade laterali presentarono un esposto alla Procura corredato da quasi 300 firme di protesta.

 

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 30 dicembre 2014

La CAV nel pantano del debito

Mentre Lega, Forza Italia, e PD si azzuffano come galli nel pollaio per le nuove nomine nel CDA di CAV spa, la società affonda nel pantano del “debito” del Passante. Un debito totalmente illegittimo e dietro al quale spuntano sempre più evidenti le ombre della corruzione e del malaffare.

La storia è ormai nota: la spa pubblica costituita da Regione e ANAS per la gestione del Passante, secondo la Convenzione in essere dovrebbe restituire 1 miliardo di euro proprio a ANAS che aveva anticipato tale somma per la costruzione del by-pass di Mestre. Essendo insufficiente il gettito dei pedaggi per restituire i soldi, nel 2013 CAV ha contratto un primo debito di 423,5 milioni di euro con Banca Europea degli Investimenti e Cassa Depositi e Prestiti; una seconda operazione di indebitamento è stata varata dal CDA di CAV subito dopo attraverso la possibilità, ottenuta dalla Bei, di emettere i famigerati “project bond”, titoli di debito da immettere nei mercati finanziari per rastrellare altri 840 milioni di euro.

Giusto un anno fa proprio il comitato Opzione Zero, l’associazione Re:Common, la Rete Europea Counter Balance presentavano un dettagliato dossier sul caso “Passante di Mestre”, all’OLAF, l’organo ispettivo dell’Unione Europea, alla Procura della Repubblica di Venezia, alla Corte dei Conti italiana, alla Corte dei Conti Europea e pure al capo dell’anticorruzione Cantone.

Nel dossier, presentato dal comitato ai parlamentari della Commissione Europea lo scorso 2 dicembre, si faceva riferimento non solo alla illegittimità di questo debito, visto che la costruzione del Passante è avvenuta usando solo ed esclusivamente soldi pubblici dei cittadini, ma anche al forte rischio che dietro alla lievitazione dei costi da saldare (da circa 780 milioni iniziali a oltre 1,4 miliardi di euro) ci siano ancora una volta tangenti e malaffare. Non sfugge infatti come le principali società che hanno realizzato il Passante siano proprio quelle ditte del Consorzio Venezia Nuova coinvolte nello scandalo MOSE, e come tutta l’operazione “Passante” sia avvenuta sotto l’attenta regia dell’ex assessore Renato Chisso, anche lui pesantemente coinvolto nel malaffare del cosiddetto “sistema veneto”.

Di fronte a questo quadro assai fosco e ai puntuali esposti presentati, Opzione Zero denuncia non solo la totale assenza di risposte da parte degli organismi giudiziari e di controllo, ma anche e soprattutto le pesanti responsabilità politiche che in questa vicenda hanno la Giunta Regionale e il PD. Nessuno questa volta potrà dire “non lo sapevo”, nemmeno il Presidente Zaia, che incredibilmente continua a dichiararsi ignaro ed estraneo a tutto il marciume che in questi anni ha impestato la Regione da lui presieduta. Perché infatti già nel marzo del 2011 era la stessa Corte dei Conti a sollevare forti dubbi su vari aspetti della costruzione e della gestione dell’opera: mancati controlli, uso smodato degli strumenti emergenziali, aumento ingiustificato dei costi, possibilità di infiltrazioni della criminalità organizzata nella concessione dei subappalti.

La spirale perversa di indebitamento innescata dalle spericolate operazioni di CAV sta generando un “buco” di proporzioni colossali; il rischio che i cittadini veneti siano chiamati a pagarne le conseguenze è sempre più concreto. Assistere oggi all’ennesima zuffa spartitoria per le poltrone del CDA di CAV senza che nessuna forza politica abbia il coraggio di affrontare il vero problema sul tappeto la dice lunga sul livello della classe politica regionale in scadenza di mandato.

 

L’assemblea regionale rinvia ancora la scelta dei tre consiglieri d’amministrazione: figuraccia con gli investitori

Anas (socia al 50%) è furiosa e segnala a Zaia i danni d’immagine: in ballo ci sono 840 milioni di project bond e il gruppo tedesco Allianz potrebbe sottoscriverne la metà.

Il governatore incalza Ruffato e quest’ultimo sollecita l’aula ma Cortellazzo solleva un problema di legittimità e la patata bollente fa ritorno in commissione

VENEZIA – Altro che autostrada. Il rinnovo dei vertici Cav diventa un viottolo tortuoso dove la maldestraggine della politica nostrana si combina alle pressioni dei poteri forti romani.

I fatti. Il consiglio d’amministrazione di Concessioni autostradali venete – la società che gestisce il tratto dell’A4 Mestre-Padova, la tangenziale ovest mestrina ed il raccordo con l’aeroporto Marco Polo – è in regime di prorogatio da otto mesi e il compito di rinnovarlo spetta, com’è ovvio, ai soci: Regione e all’Anas, partner al 50%. L’Azienda ha provveduto da tempo a nominare i suoi fiduciari e a fronte del ritardo regionale, il presidente Pietro Cucci ha inviato una lettera risentita al governatore Luca Zaia, esprimendo «estrema sorpresa» per le mancate designazioni e paventando un «aggravio dei costi» a carico di Cav in caso di ulteriori dilazioni.

Il riferimento di Anas corre all’assemblea degli azionisti, chiamata ad approvare (oltre al bilancio 2014) l’emissione di project-bond per 840 milioni di euro. Il prestito obbligazionario – ideato per completare il pagamento della realizzazione del Passante – ha attirato l’interesse degli operatori esteri, a cominciare dal potente gruppo tedesco Allianz (che sarebbe intenzionato a investirvi 400 milioni) e ciò moltiplica l’urgenza di agire. Viceversa, la fatidica assemblea, prevista dapprima in data 2 dicembre, è stata disertata dalla Regione e riconvocata per oggi.

Nel frattempo, Zaia scrive al presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, rimarcando «l’urgentissima e indifferibile necessità» di procedere alle nomine spettanti all’assemblea, ovvero tre consiglieri d’amministrazione dai quali scaturirà il presidente.

Ruffato, però, replica segnalando un ostacolo giuridico: i candidati devono essere scelti attigendo all’elenco del bando e quest’ultimo riguarda esplicitamente il solo presidente, non già i consiglieri. Cavilli, certo, eppure sufficienti ad accendere un ricorso legale.

L’Anas, informata dell’inghippo, fa orecchi di mercante e invita a procedere purchessia. A complicare il tutto, c’è la faida permanente nel centrodestra che non consente un accordo bonario. Se la Lega sostiene a spada tratta Tiziano Bembo – presidente uscente e (salvo sorprese) entrante di Cav – e il Pd punta su Paolo Rodighiero, ad di Dolomiti Bus – tra le anime litigiose di Forza Italia non c’è intesa. Ed è lo stesso Piergiorgio Cortelazzo, il capogruppo di Pdl-Fi, a sollevare la questione di legittimità delle nomine, sottolineando l’esigenza di attingere a due bandi distinti: «Viceversa», conclude «i nostri consiglieri saranno sub-judice».

Obiezioni e battibecchi, finché l’aula decide di rinviare la patata bollente alla commissione trasporti. Il gruppo democratico è contrario e lamenta «vecchie logiche di spartizione». Oggi l’assemblea Cav si riunirà comunque, nello sbigottimento generale di manager e virtuali investitori. Allegria.

Filippo Tosatto

 

DETTO AL VOLO

Un infortunio pagato oltre 60 milioni l’anno

«L’Italia è troppo importante per lasciarla governare agli italiani», disse qualcuno tanti anni fa, e con il senno di poi non si può dire avesse tutti i torti. Oggi verrebbe da aggiungere che è il Veneto troppo importante per lasciarlo governare ai veneti, se è vero come sembra che il Consiglio Regionale è riuscito nell’impresa di sbagliare i bandi per la governance della Cav, la società autostradale veneta che gestisce il Passante, controllata da Anas e Regione.

In pratica avrebbe dovuto pubblicare due bandi per le candidature, uno a consigliere e un altro a presidente. Ebbene, la Cav rischia di perdere un finanziamento da parte di investitori stranieri di 400 milioni di euro, a causa dei ritardi sulle nomine e dell’incertezza sulla governance in eterna prorogatio.

A questo si aggiungano le liti, gli scontri, le imboscate e i tranelli quotidiani nell’aula del Ferro Fini che portano normalmente al nulla di fatto, tant’è vero che solo per stare al bilancio, è stato licenziato un bilancio provvisorio data l’incapacità di chiuderne uno di regolare.

E mentre a Venezia si discute a 8.500 euro al mese a testa, a spese nostre, i soldi stanieri scappano.

E pensare che l’assemblea regionale ci costa 61 milioni di euro all’anno tra stipendi, contributi per pensioni e vitalizi e personale. Il tutto per ricevere questi pasticci in cambio. Alla faccia dell’autonomia e della devoluzione.

g.s.

 

Gazzettino – Passante, scontro Regione-Anas

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30

dic

2014

In ballo il rinnovo del Cda della società mista “Cav”, ma il Veneto continua a rinviare le scelte. Dura lettera di Ciucci a Palazzo Balbi

BARRIERA – I caselli del Passante di Mestre in località Villabona

Oggi si riunirà l’assemblea dei soci di Cav, la società che gestisce il Passante di Mestre, ma sarà un’altra seduta a vuoto. Perché i due soci – Anas e Regione Veneto, entrambi al 50% – non riusciranno a nominare il nuovo consiglio di amministrazione. Motivo: la Regione non ha fatto i compiti per casa. In parte per colpa di Roma, che ha cambiato le carte in tavola, in parte per ragioni interne alla maggioranza di centrodestra che deve decidere a chi spetta cosa. Tradotto: nomine e incarichi da spartire. Sta di fatto che Anas non gradirà il nuovo rinvio, tanto più che in ballo c’è un’operazione da 830 milioni di euro, l’emissione di quei Project Bond necessari per ripagare i costi del Passante già slittata a gennaio. Con il rischio che gli interessi per questo prestito obbligazionario aumentino ulteriormente, come peraltro ha fatto notare il presidente di Anas Pietro Ciucci in una durissima lettera inviata il 4 dicembre al governatore Luca Zaia. Anche se a Palazzo Ferro Fini c’è chi sostiene che l’attuale Cda di Cav, benché scaduto e in regime di prorogatio, sia comunque legittimato.

Tant’è, la vicenda sta in questi termini. Nel Cda di Cav siedono in 5, tre di nomina della Regione compreso il presidente e 2 di Anas compreso l’amministratore delegato (ma attualmente sono 4 perché la sostituzione da parte della Regione di Giampietro Marchese non è mai avvenuta).

La giunta di Zaia pubblica un solo avviso per la nomina del presidente di Cav, perché all’epoca le norme statali prevedevano che gli altri componenti dovessero essere scelti tra i dirigenti dell’ente pubblico (cioè a costo zero). Poi, però, le regole cambiano: i componenti del Cda possono essere scelti come si vuole. Solo che l’elenco di papabili cui attingere è esclusivamente quello degli aspiranti alla carica di presidente.

Domanda: si può pescare da lì anche per i “normali” consiglieri? Il dubbio lo pone ieri pomeriggio durante il consiglio regionale Piergiorgio Cortelazzo, capogruppo di Forza Italia per il Veneto, avanzando il timore di possibili ricorsi. Risultato: anziché procedere con le nomine – come prevedeva l’ordine del giorno del consiglio convocato proprio per votare, oltre all’esercizio provvisorio per i primi quattro mesi del 2015 (passato a maggioranza), anche tre dei cinque componenti del Cda di Cav – si è deciso con 34 sì, 17 no e 1 astenuto, di rinviare l’argomento in commissione.

Al che Lucio Tiozzo ha dato voce alle malignità: il rinvio – ha detto il capogruppo Pd – è espressione di una divisione interna alla maggioranza, frutto di «una vecchia cultura di suddivisione delle nomine». Tradotto: se il presidente di Cav spetta alla Lega (e la Lega è pronta a riconfermare Tiziano Bembo) e se uno degli altri due consiglieri spetta all’opposizione, a chi del centrodestra tocca il terzo consigliere? Agli azzurri-azzurri di Padrin, agli azzurri-neri di Cortelazzo o al Nuovo centrodestra di Zorzato? Tant’è che più di qualcuno dell’ex Pdl ha chiesto di affrontare l’intero pacchetto di nomine, così da avere il quadro completo.

Per la cronaca, Cortelazzo ha ribattuto a Tiozzo, facendo notare che l’insistenza a nominare il nuovo Cda è giunta da Roma, dagli attuali vertici governativi. Di certo vi è la pesante lettera che Ciucci ha inviato a Zaia. Ma nel carteggio c’è anche un altro botta e risposta: Zaia che a novembre chiedeva a Ruffato di darsi una mossa con le nomine e Ruffato che gli rispondeva a tono facendo presente il pasticciaccio dell’unico avviso. E fortuna che sono alleati.

Alda Vanzan

 

Autostrada “gratis” per 12 ore dopodomani in tutti i caselli della Cav (Concessioni autostradali venete) per lo sciopero indetto nelle ultime quattro ore di ogni turno da Fit Cisl, Sla Cisal e Ugl contro i vertici della società autostradale che gestisce Passante e il tratto Venezia-Padova.

I dipendenti ai caselli incroceranno le braccia per “le relazioni industriali ridotte al rango di mera informativa o presa d’atto di determinazioni già attuate”.

«Nonostante l’accordo aziendale sia scaduto ormai da un anno, Cav ha fatto saltare la convocazione del 27 novembre scorso e continua a non dare riscontro alle richieste d’incontro – affermano i sindacati che hanno disertato anche il tradizionale appuntamento dello scambio di auguri di dine anno -. Cav ha chiuso il 2013 con un utile di bilancio pari a 9.781.643 euro, ma si trova a gestire con lo stesso numero di dipendenti della Venezia-Padova, una struttura autostradale pressoché raddoppiata, abbassando il costo del personale».

Problemi economici ed anche di organizzazione aziendale che hanno convinto Cisl. Cisal e Ugl a indire uno sciopero per mercoledì 31 dicembre che, per gli automobilisti, potrebbe tradursi in un inatteso “regalo” di fine anno.

 

Vvox.it – Tav Vicenza, progettista finanziò Variati

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17

dic

2014

Un conflitto d’interessi grande come una casa. Anzi, come una doppia rotaia chiamata fantasmagoricamente Treno ad Alta Velocità alla vicentina. E’ quello che investe l’ingegner Gianmaria De Stavola dello studio di progettazione Idroesse Infrastrutture Spa, autore delle opere complementari della fermata Tav a Vicenza, cara alla giunta di centrosinistra e alla Camera di Commercio locale.

Già, perché il professionista padovano dato per vicino al Pd (in passato vicepresidente dell’azienda di trasporti veneziana Actv in quota Margherita, già direttore dei lavori del tram di Padova e Mestre e responsabile del preliminare del Passante veneto, chiamato a firmare il controstudio sui flussi di traffico nel mastodonte commerciale Veneto City a Dolo, coinvolto nella realizzazione del Casello di Albarea, del Grande Raccordo Anulare di Padova (GRAP) e della Camionabile sull’Idrovia Padova-Venezia), è stato uno dei dodici finanziatori ufficiali della campagna elettorale del sindaco Achille Variati (Pd) alle ultime elezioni comunali.

Si tratta di una cifra che i minimizzatori in servizio permanente effettivo liquideranno facendo spallucce: 3 mila euro. Ma non è la cifra che conta: è il fatto in sé.

Il fatto che il progettista per conto del Consorzio Iricav 2 abbia sostenuto attivamente, sborsando denaro, l’amministratore pubblico che oggi magnifica un’opera tutta sulla carta, e su carta intestata a quello stesso progettista. Non si scappa: è un clamoroso caso di incompatibilità.

Come promemoria, pubblichiamo i nomi di tutti i finanziatori del sindaco Pd diffusi dall’agenzia Alias (oggi Regina Rossa, di cui era socio il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci) nell’ottobre 2013, a cinque mesi dal voto che confermò Variati primo cittadino del capoluogo berico. In modo che la prossima volta, l’egregio e trasparente borgomastro stia più attento. Perché ora dovrebbe prendere provvedimenti. O sul Tav in salsa palladiana incomberà per sempre l’ombra di uno dei suoi 12 apostoli. Gesù finì sulla croce per uno soltanto. E per soli 30 denari. Qui sono 3000.

Unicomm Srl (gruppo di supermercati e centri commerciali della famiglia Cestaro): 20.000 euro
Paolo Marzotto (omonima famiglia di industriali dell’abbigliamento): 10.000 euro
Trivellato Spa (concessionario Mercedes): 10.000 euro
Art. Fer. Artigiani del ferro (azienda di Barbarano Vicentino): 6.000 euro
Francesca Lo Schiavo: 5.000 euro
Ferrazza Srl (azienda di elettronica industriale di Cornedo Vicentino): 4.000 euro
Gianmaria De Stavola (ingegnere dello studio Idroesse): 3.000 euro
Otello Dalla Rosa (amministratore unico Aim Energy): 2.500 euro
Paolo Caoduro (Caoduro Spa, presidente Vicenza Futura, promotrice del nuovo stadio-arena eventi a Vicenza Est): 2.000
Carlo Caoduro (fratello di Paolo, Caoduro Spa): 2.000 euro
Angelo Guzzo (presidente Acque Vicentine, Pd): 1.000 euro
Enrico Guzzoni (revisore dei conti del Comune nel 2010-2012, lavora nello studio Turchetti-Zanguio): 1.000 euro

 

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PEDAGGI – Sconti sul pedaggio autostradale anche per il 2015: lo ha annunciato Cav

AUTOSTRADA – Lo ha annunciato Cav: 1.70 euro per la tratta Mirano-Padova Est

Pedaggi scontati anche nel 2015

Per i residenti nei Comuni di Pianiga, Dolo, Mira, Mirano e Spinea

Sconti sul pedaggio autostradale anche per il 2015, i pendolari tirano nuovamente fuori la calcolatrice. La concessionaria autostradale Cav ha infatti diffuso una comunicazione rivolta agli automobilisti della Mirano-Padova Est: «La richiesta di rinnovo dell’abbonamento per la tratta Padova Est-Mirano Dolo con sconto del 40% deve essere presentata presso i Centri Servizi Cav entro 30 giorni dalla data di scadenza».

L’abbonamento è rivolto ai residenti nei Comuni di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga e consente di pagare sulla tratta Mirano-Padova Est (e viceversa) 1.70 anziché 2.80 euro. Attenzione: lo sconto è solo per chi fa almeno 20 accessi, anche 10 andate e 10 ritorni. Chi intende fare questo tipo di abbonamento per la prima volta, deve compilare un modulo disponibile agli sportelli o sul sito di Cav.

Nel 2014 gli abbonamenti sottoscritti con questa formula sono stati 225: va considerato che dallo scorso gennaio (quando il pedaggio Mirano-Padova Est è passato da 80 cent a 2.80 euro) molti pendolari hanno deciso di abbandonare il casello di Mirano privilegiando quello di Spinea. Chi imbocca il Passante a Spinea, infatti, paga 1.60 euro nella tratta Spinea-Padova Est.

Oltre agli sconti del 40% per i pendolari di questi cinque Comuni, resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2015 anche le agevolazioni tariffarie stabilite dal Ministero dei Trasporti a livello nazionale. Questo secondo tipo di agevolazione permette di godere di sconti fino al 20% per i pendolari dotati di abbonamento Telepass che percorrono una tratta di massimo 50 chilometri tra due caselli prefissati: è possibile avere maggiori informazioni sia sul sito www.telepass.it sia agli sportelli Cav (per la Venezia-Padova) e Autovie (per la Venezia-Trieste). Gli sconti maturano progressivamente dopo aver superato i 20 viaggi: al 21esimo viaggio lo sconto su tutti i viaggi (compresi i 20 precedenti) sarà dell’1%, e così via fino al 40esimo viaggio che garantirà una riduzione del 20 percento. Per i pendolari la tratta Mestre-Padova Est può dunque arrivare a costare 2.24 e non più 2.80 euro. Per molti rimarrà comunque più conveniente imboccare il Passante a Spinea: arrivando ad ottenere uno sconto del 20% i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est.

 

MIRANO – Gli studenti chiedono la pista ciclabile

«Da Scaltenigo a Mirano in bicicletta si rischia la vita, aspettiamo ancora la pista ciclabile». Negli ultimi anni hanno alzato la voce esponenti politici e comitati, ora a protestare è perfino un gruppo di ragazzini. Sono gli studenti della sezione di Scaltenigo della scuola media «Da Vinci», che ieri hanno scritto una lettera per rimarcare un problema davvero sentito: «Manca una pista che colleghi il centro di Scaltenigo con quello di Mirano, siamo stanchi di dover raggiungere Mirano in bicicletta costeggiando la stretta e pericolosa via Scaltenigo. Confidiamo nell’intervento del sindaco, speriamo che entro il 2016 sia tutto pronto».

In realtà la questione è molto complessa e attualmente la ciclabile sembra ancora un miraggio: il progetto da 2.4 milioni di euro è regolarmente inserito nel piano di opere pubbliche del Comune di Mirano, ma dal municipio di Piazza Martiri fanno sapere che quei soldi fanno parte nel famoso finanziamento di 19 milioni promessi dalla Regione per le opere complementari al Passante, e mai arrivati. Un legale sta seguendo la vicenda, il Comune si attende almeno tre milioni nel 2015 ma la partita è tutta da giocare.

«Per progettare il passaggio pedonale davanti al supermercato di via Caltana ci è voluto un incidente gravissimo – rincara la dose l’ex consigliere Luigi Gasparini, di Scaltenigo -. Speriamo che ora le istituzioni intervengano prima che si verifichino altre disgrazie». Sul problema si è fatto sentire più volte anche il comitato Viabilità Sicura guidato da Ivana Cagnin.

(g.pip.)

 

CAMPOCROCE – Il quartiere attende da anni l’opera inserita nel progetto del Passante di Mestre

MOGLIANO – «Non intendiamo rinunciare alla pista ciclopedonale a lato della provinciale 65 nel tratto da Campocroce fino al confine con Zero Branco, prevista come opera complementare al Passante di Mestre»: non molla Pietro Lorenzon presidente dell’associazone di quartiere della frazione di Mogliano, che si batte da anni per la realizzazione di quest’opera viaria promessa dalla Società Passante, mai realizzata. Lorenzon ha scritto al presidente della Regione, Luca Zaia, per far presenti i problemi della sicurezza stradale legati al tracciato del Passante che ha tagliato in due il territorio campocrocino creando anche problemi di aggregazione sociale.

Zaia gli ha risposto girando la grana al Comune. L’auspicio è che ora si metta in calendario un incontro con la società per venirne fuori. La comunità di Campocroce è stata costretta a subire la presenza del Passante. Erano stati promessi anche 3 milioni di euro a titolo di compensazione ambientale.

«Ora bisogna passare ai fatti -invoca il presidente- Siamo pronti a organizzare una grossa manifestazione di protesta se le nostre richieste continueranno a rimanere senza risposta». Campocroce, circa 1700 abitanti, attende da anni di utilizzare anche gli 800mila euro assegnati dalla Regione per realizzare la nuova piazza del paese e il centro civico.

(nd)

 

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