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CAMPONOGARA – Arrivano 5 contenitori per pannolini per sgravare le famiglie dai costi

Cambia la raccolta dei pannolini, arrivano i contenitori appositi. Il Comune di Camponogara ha approvato il progetto intercomunale “Raccolta Pannolini e Pannoloni nei Comuni di Campagna Lupia, Camponogara, Campolongo Maggiore, Fossò e Vigonovo”, presentato da Veritas e approvato dalla conferenza permanente dei sindaci a gennaio.

La raccolta coinvolge i Comuni di Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Fossò e Vigonovo, prevedendo l’attivazione di un servizio di raccolta di alcuni tipi di dispositivi igienici come pannolini per bambini, pannoloni per adulti e portatori di disabilità, in appositi contenitori stradali che saranno posizionati in determinati punti del territorio comunale. A Camponogara saranno presenti cinque postazioni.

La novità è stata introdotta in considerazione delle comprensibili oggettive difficoltà e penalizzazioni economiche cui andavano incontro gli utenti come famiglie con bambini piccoli, persone anziane, persone con problemi medico-sanitari e che si trovavano a dover conferire col proprio contenitore personale per il “secco” considerevoli quantità di tali dispositivi per tempi prolungati. Oggi, quindi, ci saranno dei contenitori dedicati ai pannolini che sgraveranno molti utenti del peso di questa tipologia di rifiuti.

 

“Adesso Cavarzere” prepara una protesta contro l’ampliamento della centrale

L’opposizione raccoglie firme per obbligare la maggioranza a esprimersi

CAVARZERE – Renato Belloni (consigliere di opposizione) sta raccogliendo le firme per autoconvocare il consiglio comunale; Carlo Costantini (esponente ambientalista) prefigura proteste in aula consiliare alla prossima seduta; Giuseppe Bergantin (leader di “Adesso Cavarzere”) propone la manifestazione di piazza; Andrea Zanoni (deputato europeo Pd) ha definito «inconcepibile» che non si tratti il problema nella massima sede istituzionale.

Il consiglio comunale aperto sulla centrale a biogas di Revoltante lo vogliono tutti, tranne l’amministrazione comunale: lo avevano già chiesto, alcuni giorni fa, in assemblea pubblica, i residenti della zona interessata dall’insediamento, sabato hanno ribadito la richiesta ambientalisti e forze politiche, nell’assemblea organizzata da “Adesso Cavarzere”, i renziani del Pd, all’opposizione interna nel loro partito.

Ma il prossimo consiglio comunale, già convocato per giovedì, non riporta minimamente quel punto all’ordine nel giorno. In questo modo la maggioranza, nonostante i pronunciamenti di alcuni suoi componenti, continua a dare l’impressione di non voler fare nulla contro il progetto che prevede di alimentare la centrale esistente con i rifiuti organici provenienti da Fusina anziché (come accaduto finora) con «matrici di origine agricola».

Eppure gli argomenti non mancherebbero: in Veneto si bruciano già adesso troppi rifiuti provenienti da altre Regioni, l’impianto non serve al fabbisogno energetico regionale, produce odori nauseabondi, affermano i residenti della zona, e la prospettiva di 4400 camion, o autobotti, all’anno in circolazione sulle strade arginali non sembra entusiasmante.

La procedura “strisciante”, adottata dalla ditta (la Ladurner Ambiente di Bolzano, che controlla la locale Martinelle energia) per adempiere i passaggi di legge, non è piaciuta a nessuno. Lo stesso sindaco, Henri Tommasi, dice di essere stato informato solo un paio di giorni prima della presentazione pubblica, cosa che fa dire a Paolo Campaci (del comitato ambientalista) «basterebbe questo a dare il benservito alla ditta».

E il fatto che la prossima presentazione pubblica del progetto (necessaria dopo il ritiro formale e la ripresentazione ad altro ufficio regionale, della procedura Via) sia stata ipotizzata a San Pietro il 12 marzo, non basta a sopire i malumori.

In questa situazione il consiglio comunale aperto, inutile ai fini della concessione o meno dell’autorizzazione alla ditta, assume un significato politico ben preciso che l’amministrazione comunale sembra voler ignorare, ma che l’opposizione cavalca con sicurezza.

Diego Degan

 

FUSINA, AVVIATO LO STOP ALL’IMPIANTO

ADDIO INCENERITORE – Il sindaco Orsoni spegne simbolicamente l’impianto

Il sindaco “spegne” l’inceneritore

Raccolta differenziata. Venezia ora punta al 60%

GLI ISPETTORI – Sono otto e si muovono a colpo sicuro sulla base delle indicazioni della gente

STOP AI FURBETTI – Era stato l’assessore Bettin a lanciare la campagna “malfattore watching”

AL LIONS HOST – Qualche perplessità dei mestrini sull’efficacia dell’operazione cassonetti a calotta

STOP – L’inceneritore a Fusina: avviato ieri lo stop dell’impianto

Spento dal sindaco l’impianto di Fusina che scaricava ogni giorno 164 tonnellate di CO2 nell’aria

È bastato schiacciare un bottone. Per cancellare dal cielo della città 164 tonnellate al giorno di anidride carbonica. Quel gesto, compiuto dal sindaco ieri alle 15.17 e che ha determinato lo spegnimento dell’inceneritore per i rifiuti solidi urbani Veritas di Fusina, acceso dal 1998, ha rappresentato la conferma di un cambio di marcia nella gestione dei rifiuti in una Venezia sempre più indirizzata verso l’obiettivo del 60 per cento di raccolta differenziata contro il 43 per cento del 2013. Cambio di marcia che ha permesso anche di evitare un aumento della tariffa per l’asporto dei rifiuti: i cinque milioni di euro in più del programma di gestione sono stati “coperti” dall’introito della raccolta differenziata.

«Abbiamo cominciato da tempo su questa strada: la nostra azienda Veritas – ha sottolineato il sindaco Giorgio Orsoni, elmetto giallo sulla testa, subito dopo aver premuto il tasto rosso dello stop all’impianto e aver fatto accendere decine di luci sul quadro di controllo – sta lavorando da anni su questo fronte che ci permette oggi di evitare l’emissione in atmosfera di 60mila tonnellate annue di CO2».

Un traguardo raggiunto anche grazie alla collaborazione dei cittadini, impegnati a separare le spazzature domestiche e “incentivati”, in questo, dall’introduzione dei cassonetti per il rifiuto indifferenziato con calotta a chiave.

«Abbiamo il record italiano per l’aumento della differenziata del 20 per cento in più in un anno. Oggi – commentato l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, al fianco del sindaco insieme al direttore generale di Veritas Andrea Razzini – siamo di fronte ad un aspetto concreto e simbolico che si associa ad altre battaglie compiuto dall’amministrazione come quella che ci ha permesso di scongiurare il potenziamento dell’inceneritore di rifiuti speciali Sg31».

È la raccolta differenziata, ora, la vera sfida per Ca’ Farsetti e per Veritas: in terraferma la percentuale raggiunge già il 54,8 per cento con picchi quasi del 73 per cento a Chirignago-Zelarino, apripista delle “calotte a chiave” che entro l’estate saranno introdotte in tutta la Municipalità di Mestre, del 61 a Favaro e del 59 a Marghera. Stazionario, invece, il 26 per cento della differenziata a Venezia, Murano e Burano. E se Federico Camporese, coordinatore metropolitano di Sinistra e Libertà parla di una «boccata d’ossigeno per la cittadinanza e di un grande passo verso la città del domani», lo spegnimento dell’inceneritore, inaugurato dalla Giunta Cacciari 16 anni fa, apre la strada a un nuovo scenario: i circa 40 dipendenti dell’inceneritore verranno reimpiegati da Veritas e, una volta smantellato l’impianto pezzo per pezzo, si prospetta un ampiamento dell’ecodistretto.

Giacinta Gimma

 

IL BILANCIO – Un migliaio di multe nel 2013 per conferimento scorretto o abbandono abusivo dei rifiuti

Cittadini “sentinelle” dei cassonetti

Il direttore di Veritas Razzini: «Ormai i nostri addetti si attivano solo sulla base delle segnalazioni»

Un migliaio di multe ai “furbetti del cassonetto” in un solo anno grazie alle denunce dei veneziani. «Ormai quasi tutte le ispezioni partono in seguito alle segnalazioni dei cittadini» ha spiegato il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini, ospite dei soci del Club Lions di Mestre in occasione della conviviale di martedì sera all’hotel Bologna. Gli ispettori ambientali di Veritas sul territorio sono solo 8 ma vanno ormai a colpo sicuro, perché i cittadini sono attenti e non perdono occasione per fotografare, registrare numeri di targa e segnalare i furbetti che accatastano immondizia, anche rifiuti voluminosi, vicino ai cassonetti, ai fossi e nelle periferie.

Con la campagna “Malfattore Watching” qualche mese fa l’assessore Gianfranco Bettin aveva già invitato i veneziani a denunciare i «furbetti del cassonetto», che vengono poi incastrati grazie alle indagini, multati e costretti a sostenere i costi dell’asporto dei rifiuti e della bonifica. Il dg di Veritas, incalzato dalle domande dei soci del Club Lions, ha illustrato l’attività di smaltimento dei rifiuti in città e le difficoltà che si incontrano in particolare nel centro storico: «Ogni mattina a Venezia è uno sbarco in Normandia, con 500 persone impegnate nel servizio di spazzamento, trasporto e travaso in condizioni difficili. Pulire la città storica, che ogni anno è visitata da 23 milioni di turisti, è complicato, servono più giri e più mezzi e il servizio viene a costare, per ogni residente, cinque volte di più di quanto costi servire un cittadino a Mestre».

I soci mestrini del club Lions però non hanno risparmiato qualche polemica, in particolare per la novità dei cassonetti a calotta, pensati per difendere la città dai rifiuti abbandonati da persone di passaggio ma che spesso sono rotti o difficili da utilizzare, e delle chiavette elettroniche, che i residenti del centro di Mestre aspettano da un anno.

«Abbiamo subito dei ritardi a causa dei numerosi cantieri – ha spiegato Razzini – entro aprile però anche il centro di Mestre avrà le sue chiavette». La cena di martedì è stata organizzata dal club Lions e Leo di Mestre per presentare, con il responsabile dell’informazione di Veritas Riccardo Seccarello, il progetto educativo destinato agli studenti della città, realizzato in collaborazione con Veritas.

«Stiamo lavorando alla creazione di un dvd che attraverso giochi e contenuti interattivi sensibilizzi bambini e ragazzi sull’importanza della raccolta differenziata e sul corretto trattamento dei rifiuti – ha spiegato il presidente del Lions Club di Mestre, Federico Lisiola – Grazie allo sponsor, il gruppo Brusutti, questo dvd sarà distribuito agli studenti delle scuole di Venezia e Mestre».

 

Gazzettino – Fusina, il sindaco spegne l’inceneritore

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18

feb

2014

DOMANI LA CERIMONIA

Domani alle 15 presso la sede degli impianti Veritas di via della Geologia a Fusina il sindaco Giorgio Orsoni avvierà lo spegnimento dell’inceneritore di rifiuti, insieme all’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin e al direttore generale di Veritas Andrea Razzini.

Completate nelle scorse settimane le operazioni propedeutiche, inizia così la concreta fase di spegnimento degli impianti.

La chiusura dell’inceneritore di rifiuti “tal quali” è resa possibile dalla scelta dell’amministrazione e di Veritas di sviluppare fortemente la raccolta differenziata che, grazie al nuovo sistema a “calotta” con la chiave, ha portato a quote record la raccolta in terraferma (e fra poco anche al Lido).

«Tale aumento della differenziata – commenta Bettin – ha già fatto risparmiare alcuni milioni di euro (mancati aumenti dei costi e introiti derivanti dalla materia riciclata). Ora la chiusura dell’inceneritore consentirà di ridurre significativamente anche l’impatto ambientale del ciclo dei rifiuti, trasformandolo complessivamente in un ciclo virtuoso (anche il conferimento a discarica è infatti ridotto a livelli minimi), disegnando una sorta di modello Venezia in questo cruciale settore».

 

MOVIMENTO CINQUE STELLE

La protesta a San Lazzaro: «Si arricchiscono bruciando rifiuti altrui»

«Basta con le azioni commerciali per reperire rifiuti». Il Movimento 5 Stelle in occasione della domenica ecologica ha organizzato un flash mob sotto la ciminiera dell’inceneritore di Camin. «La domenica ecologica ha imposto dei sacrifici ai padovani – scrivono i rappresentanto del MS5 – obbligandoli a rinunciare all’auto, ma questa iniziativa non ha minimamente sfiorato il mostro che inquina la nostra aria. Forse è il caso che ricordiamo all’assessore Mancin un po’ di dati».

I dati a cui fanno riferimento sono quelli forniti dall’Acegas Aps, in cui emerge che l’inceneritore di Padova ha bruciato, nel 2012, 184.000 tonnellate di rifiuti, e di queste, circa 80mila sono prodotti nei comuni della provincia, Padova inclusa, serviti da Acegas Aps.

«Le altre 100mila tonnellate vengono da altre province del Veneto e Friuli Venezia Giulia».

Spulciando nel paragrafo della relazione sul bilancio Acegas Aps “Gestione di impianti di termovalorizzazione” i grillini hanno scoperto che: «Ad integrazione di questi indirizzi proseguono le azioni commerciali di reperimento di rifiuti speciali da conferire ai due impianti che, in un mercato caratterizzato da elevata concorrenza, anche estera, portano al confronto con tutti i principali attori italiani ed esteri».

Da qui parte l’operazione verità M5s. «L’assessore all’ambiente Mancin si vanta di aver incrementato la raccolta differenziata con la modalità “porta a porta”, che anche noi sosteniamo. Vogliamo, però, che i minori rifiuti indifferenziati non siano rimpiazzati nell’inceneritore da rifiuti ottenuti grazie alle azioni commerciali di reperimento di rifiuti speciali. Basta con le azioni commerciali. Non vogliamo importare i rifiuti per far arricchire Hera ed i suoi azionisti e pretendiamo che si chiudano immediatamente due linee dell’inceneritore, lasciando in funzione solo la terza, la quale è più che sufficiente per bruciare le 80.000 tonnellate annue di Padova e provincia».

(l.p.)

 

I DATI DI VERITAS

DOLO «Il comune di Dolo è agli ultimi posti nella raccolta differenziata del veneziano. Questo è l’ennesimo fallimento della giunta Gottardo».

Lo sostengono i consiglieri del gruppo d’opposizione “Dolo, Cuore della Riviera” che hanno analizzato i dati diffusi da Veritas relativi alla raccolta differenziata.

«Eravamo pionieri del servizio», proseguono i consiglieri, «avevamo mantenuto per anni le prime posizioni nella gestione dei rifiuti urbani e assimilati, purtroppo non è più così. Il nostro Comune in Riviera è quello che ricicla meno, assieme a Vigonovo e Mira».

Dolo raggiunge un valore pari al 61,40% contro il 75,71 di Pianiga e il 74,40 di Fossò.

«Rispetto a quanto promesso dal sindaco nel suo programma di governo», accusano i consiglieri, «non vi è stato alcun miglioramento favorevole ai cittadini nel rapporto tra costi, pulizia e la qualità ambientale. Di fronte a un aumento dell’efficienza nei comportamenti delle famiglie e delle imprese, non si è avuta nessuna innovazione in grado di riconoscere e premiare gli utenti virtuosi».

(g.pir.)

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Nuova Venezia – Raccolta differenziata, promosso il Miranese

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14

feb

2014

Un aumento del sei per cento

MIRANO – Gran balzo in avanti nel 2013 della raccolta differenziata nel Miranese. Ben cinque comuni sono sopra il 70 per cento, gli altri due sono comunque superiori al 65 per cento.

In generale, se nel 2012 la media del comprensorio era del 66,35 per cento, lo scorso anno si è saliti al 72,40 per cento.

Senza dimenticare che tra i primi dieci della lista Veritas, tre del Miranese sono nei primi dieci posti e Martellago ha fatto meglio di tutti, seguita da Spinea. Insomma, numeri da record, con la prospettiva di fare ancora meglio nell’anno in corso.

Situazione. Dodici mesi fa, la media del Miranese era passata dal 58,06 del 2011 al 66,35 del 2012, con un più 8,29 punti percentuali. Nel 2012, Martellago (sistema a calotta) e Salzano (porta a porta) avevano superato il 70%, mentre altri tre erano sopra il 65%: Scorzè (65 %), Spinea (67,10% a calotta) e Santa Maria di Sala (69,34% o a calotta).

Avanti tutta. Martellago si merita la medaglia d’oro per Veritas, con il 78,32 per cento, lasciandosi alle spalle Spinea con il 78,08%. Il podio provinciale è completato da Meolo, con il 77,90% (a calotta).

Scorrendo la graduatoria, Salzano (porta a porta) è all’ottavo posto.

Se allarghiamo lo sguardo anche alla Riviera, Pianiga (75,71% con il porta a porta) e Fossò (74,40% porta a porta) occupano il quinto e il sesto posto.

Over 70. Ma in generale, tutto il Miranese sta facendo bene, con dati importanti. Detto di Martellago, Spinea e Salzano, anche Santa Maria di Sala e Scorzè hanno avuto una progressione in avanti, e non da poco: il primo, si è assestato al 71,85%, il secondo al 70, 39%o. Santa Maria di Sala è passata dal 55,11% del 2011, per salire al 70,06% di dodici mesi dopo e il 71,85 del 2013. Scorzè è passata dal 54,94 del 2011, al 62,06 del 2012 al 70,39 dello scorso anno.

Under 70. Troviamo Mirano (calotta) e Noale (calotta), anche se il primo comune è al 69,49%, dunque a pochi centesimi dal 70%. Più indietro c’è la città dei Tempesta, con il 65,77%. Nell’ultimo triennio, ha avuto una crescita più lenta rispetto agli altri, con 9,82 punti percentuali, Mirano, Spinea, Martellago, Scorzè, Santa Maria di Sala superano i 14 punti. Fa eccezione Salzano, con un più 1,57 punti, ma partiva dal 71,36 per cento di raccolta.

Alessandro Ragazzo

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DOLO – Dolo agli ultimi posti nella raccolta differenziata del Veneziano. Per il gruppo consigliare di opposizione “Per Dolo, Cuore della Riviera” si tratta di «Ennesimo fallimento della Giunta Gottardo».

Il gruppo commenta i dati diffusi da Veritas: «Pionieri della raccolta differenziata, avevamo mantenuto per anni le prime posizioni nella gestione dei rifiuti urbani e assimilati ma nel 2013 la percentuale di raccolta differenziata non è andata oltre al 61,4%, a fronte del 78,32% di Martellago e del 78,08 di Spinea, rispettivamente comuni posizionati al primo e secondo posto della classifica».

I numeri – sostengono – parlano chiaro anche nella Riviera del Brenta: «Il nostro comune è quello che ricicla meno, assieme a Vigonovo e Mira. Infatti, rispetto al 75,71% di Pianiga, al 74,40% di Fossò, al 71,44% di Stra, al 70,16% di Campagna Lupia, al 68,22% di Fiesso d’Artico e al 68,19% di Camponogara, quello dolese è il territorio rivierasco che manifesta risultati di una politica sulla gestione dei rifiuti totalmente inadeguata».

Dura la conclusione: «Rispetto a quanto promesso dal Sindaco nel suo programma di governo, non vi è stato alcun miglioramento favorevole ai cittadini nel rapporto tra costi, pulizia e la qualità ambientale. Di fronte ad un aumento dell’efficienza nei comportamenti delle famiglie e delle imprese, non si è avuta nessuna innovazione in tema di modalità di racconta dei rifiuti in grado di riconoscere e premiare gli utenti virtuosi. Una politica ecologica del “tirare a campare”, che certifica l’inconsistenza di una Giunta che rispetto a quanto promesso, non ha mantenuto nulla».

(L.Per.)

 

Gazzettino – Raccolta differenziata: obiettivo 85 per cento

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10

feb

2014

«È necessario tagliare i costi della raccolta dei rifiuti». Ad annunciarlo è l’assessore all’Ambiente Luigi Trevisiol. Obiettivo ambizioso della Giunta Cereser è raggiungere l’85 per cento nella raccolta differenziata.

«La percentuale di raccolta differenziata ora si assesta al 77 per cento – spiega Trevisiol – mentre lo scorso anno era al 74,67. In totale i rifiuti sono passati da 19.739 tonnellate del 2012 a 19.574 del 2013, da una parte ne è calato l’ammontare, dall’altra è cresciuta la differenziata».

In questo modo i costi della gestione complessiva dei rifiuti sono scesi di oltre 100mila euro. San Donà sembra essere sulla buona strada, collocandosi al quarto posto tra i comuni più «ricicloni» della Provincia di Venezia.

«Serve uno sforzo ulteriore da parte di tutta la cittadinanza- prosegue Trevisiol- Se riusciremo a raggiungere quota 85 per cento rimarrà molto poco da portare in discarica, ossia tutto il secco indifferenziato. Aumentare la differenziata sarà anche un modo per compensare l’aumento dei costi dovuti alla chiusura della discarica di via Silos prevista per la fine di marzo, anche se sarà possibile una proroga. Presumo che i rifiuti saranno dirottati a Jesolo per una prima selezione poi saranno portati a Fusina dove diventeranno «combustibile da rifiuti», creando energia».

Ma allo studio dell’assessorato all’Ambiente ci sono anche altre soluzioni per limare ancora i costi. «Un’ipotesi è il ritiro del rifiuto secco ogni 15 giorni. Nel mese di gennaio, ad esempio, abbiamo saltato il ritiro in occasione di tre festività risparmiando ben 30mila euro, forse abbiamo avvisato un pò tardi la cittadinanza».

Al vaglio anche la costruzione di un impianto di compostaggio per il riciclo del verde. Nel Sandonatese la superficie dei parchi è di 120 ettari che generano parecchi rifiuti come erba e ramaglie.

«L’impegno della Giunta Cereser è volto a contenere i costi», precisa Trevisiol. Molti cittadini negli incontri pubblici però lamentano di pagare sempre gli stessi importi. «Veritas ogni anno chiede un aumento dal 2 al 3 per cento- avverte Trevisiol – Non avere aumenti con il congelamento delle bollette è un risparmio».

Davide De Bortoli

 

Gazzettino – San Dona’. Ore contate per la discarica.

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31

gen

2014

CALVECCHIA  – Assemblea nella frazione che da 18 anni si batte per la chiusura

Cereser: «Non c’è più posto. Aumentare la differenziata per contenere i costi»

«Ultimi mesi, forse ultime settimane, di attività per la discarica di Calvecchia». Lo ha annunciato il sindaco Andrea Cereser mercoledì sera nell’incontro con oltre cento cittadini della frazione.

«La Regione Veneto non consente di portare altri rifiuti – precisa il sindaco -. Con l’aumento della differenziata i conferimenti in discarica si sono ridotti a un paio di camion al giorno e lo spazio è quasi esaurito. Si tratta di un vantaggio dal punto di vista ambientale, ma dovremo pagare una quota in più per lo smaltimento dei rifiuti. L’aumento dei costi può essere però compensato con un aumento della differenziata, già al 76 per cento, salendo di altri dieci punti». Le lamentele dei residenti dovute alla discarica riguardano odori nauseabondi che interessano anche Mussetta, oltre al mancato funzionamento della torcia che brucia i biogas dal giugno dello scorso anno. «Dal primo gennaio ho già ucciso 16 pantegane – sbotta Albano Mattiuzzo del comitato della discarica di via Silos -. L’amministrazione ha provveduto allo sfalcio dell’erba e alla derattizzazione lo scorso ottobre, ma per tutto l’anno precedente non era mai stata fatto nulla». Secondo Mattiuzzo, applaudito dall’assemblea, a mancare finora è stata una certa tempestività negli interventi. «Ogni mese ci sono controlli – spiega l’assessore all’Ambiente Luigi Trevisiol -. La concentrazione di metano, che alimenta la torcia, è scesa al 32 per cento poichè non vengono più conferiti rifiuti organici, e gli spegnimenti sono dovuti all’assenza di rilascio di sostanze inquinanti nell’atmosfera».

Il futuro della discarica esausta verrà garantito dai fondi accantonati allo scopo, «6 milioni di euro che serviranno per i prossimi 30 anni – precisa ancora Trevisiol -. I tempi della chiusura saranno definiti in base alla capacità di conferimento, interessando anche i comuni di Musile, Noventa e Fossalta, con l’utilizzo di altri siti». La destinazione dei rifiuti potrebbe ora essere Fusina, a Venezia.

Altre segnalazioni da parte dei residenti riguardano la mancanza di collegamento Adsl, lo stato precario delle zone verdi nonché, come sottolineato da Federico De Pieri e Luigi Falco, i punti neri della viabilità che interessano le vie Piveran, Degli Esposti, Boemia e Danubio.

Davide De Bortoli

 

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