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MARGHERA – La Provincia dice no all’ampliamento di Alles. Ieri il Consiglio provinciale ha votato all’unanimità una mozione contro il potenziamento del sito che a Marghera tratta i rifiuti speciali. Pollice verso anche dal presidente Zaccariotto. Per Alles si tratta della seconda bocciatura in appena tre anni, visto che già nel 2010 i consiglieri provinciali avevano votato contro il progetto. La mozione, presentata in commissione dal Pd e da altri consiglieri di minoranza, prevede inoltre che la Giunta si attivi nei confronti della Regione e che la Provincia ricorra al Tar assieme al Comune. Oltre a dire di no all’ampliamento dell’impianto per il trattamento di rifiuti speciali – che in molti vedono come premessa per far tornare Porto Marghera la discarica d’Italia – nel mirino della Provincia c’è ancora una volta lo “strapotere” della commissione regionale Via. Come per il progetto della Nekta, anche per Alles la commissione regionale non ha tenuto conto del parere negativo espresso dalle amministrazioni locali. In quel caso, l’assessore provinciale all’Ambiente, Paolo Dalla Vecchia, e la Zaccariotto scrissero una lettera di fuoco allo stesso Zaia, denunciando tutti i dubbi e le preoccupazioni che la Provincia nutriva nei confronti della commissione Via regionale.

«L’organismo tecnico della Via regionale – attacca Dalla Vecchia – è composto da esperti non eletti, ma nominati, che possono permettersi di decidere di fare una variante urbanistica contrariamente alle posizione degli amministratori comunali e alle osservazioni rilevate in ambito ambientale e presentate dalla Provincia. Su Alles il Comune si è già dichiarato contrario all’ampliamento perché in contrasto con la vigente pianificazione urbanistica e territoriale, mentre gli uffici provinciali competenti hanno raccolto e presentato una serie di osservazioni che rilevano tutte le criticità».

Lionello Pellizzer, consigliere provinciale del Pd e primo firmatario della mozione, usa toni ancora più decisi:

«Alles è un caso sconcertante – osserva – perché la commissione regionale Via, un organo tecnico di nominati, ha di fatto esautorato Comune e Provincia, organismi democraticamente eletti dai cittadini. È fondamentale che tutto il Consiglio provinciale abbia dimostrato la sua piena contrarietà al progetto ed è significativo che al voto abbia partecipato anche la Zaccariotto».

Dopo il voto contro del Consiglio regionale, del Comune e della Provincia, sul caso Alles la Giunta regionale è rimasta praticamente sola.

Marco Dori

 

Nuova Venezia – Marghera. La Provincia al Tar contro Alles

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26

giu

2013

Voto unanime in Consiglio contro il revamping dell’impianto che tratta i rifiuti

Come ha già fatto il Comune, ieri anche la Provincia di Venezia ha deciso – con voto unanime dei 32 consiglieri presenti, compresa la presidente Francesca Zaccariotto – di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale (Tar) contro l’autorizzazione al potenziamento (revamping) degli impianti di Alles spa di Marghera che trattano fanghi pericolosi provenienti anche da fuori regione, concessa dalla Giunta regione presieduta da Luca Zaia.

«Preso atto della decisione assunta dalla Giunta regionale», recita la mozione approvata da tutti i consiglieri, «di avallare l’ampliamento dell’impianto di trattamento di rifiuti speciali anche pericolosi della società Alles e considerato che tale decisione non ha recepito le osservazioni alla valutazione di impatto ambientale prodotte dalla Provincia di Venezia, il consiglio impegna la presidente Francesca Zaccariotto e la Giunta provinciale a rappresentare alla Regione Veneto la netta contrarietà all’ampliamento della capacità di trattamento dell’impianto della società Alles».

Detto ciò la mozione invita la Giunta provinciale

«a verificare se vi siano gli estremi per il ricorso al Tar contro il provvedimento regionale di approvazione del progetto Alles o in alternativa, a sostenere l’analogo ricorso presentato dal Comune di Venezia».

La mozione, infine, impegna la Giunta presieduta dalla Zaccariotto

«ad attivare ogni possibile iniziativa per evitare tale ampliamento produttivo e la conseguente maggior presenza di materiali tossico nocivi circolanti nella Provincia di Venezia, nel rispetto del principio di prossimità tra luogo di produzione dei rifiuti e luogo di trattamento e smaltimento».

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MARGHERA – La riunione delle Commissioni congiunte di Marghera e Chirignago sul caso Alles non fa il pieno di presenze (poco più di una quarantina gli spettatori dei due quartieri) ma conferma l’appoggio pieno delle due importanti realtà cittadine alla risoluzione negativa del consiglio regionale. Alla presenza dei rappresentanti delle due Municipalità e dell’assessore Gianfranco Bettin, la discussione si è soffermata soprattutto sugli ultimi sviluppi del caso Alles e sulle conseguenze dell’eventuale potenziamento dell’impianto che tratta i rifiuti tossici. Al termine, nessuna nuova presa di posizione ufficiale, ma la Municipalità di Chirignago ha sottoscritto quanto già espresso anche con mozioni ufficiali nelle settimane passate dalla IV Commissione di Marghera.

«La mozione», commenta il presidente della IV Commissione di Marghera Antonio De Dea, «del Consiglio regionale è un passo importante ma la cittadinanza e tutta la società civile non devono però abbassare la guardia e, se necessario, mettere in campo tutte le risorse e le manifestazioni di lotta civile e democratica per evitare questa sciagurata decisione».

(ma.to.)

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LE REAZIONI – Tutti contro l’allargamento dell’impianto che tratta i rifiuti 

MARGHERA – La mozione presentata dal consigliere della Federazione della Sinistra Veneta, Pietrangelo Pettenò, che impegna la Giunta regionale a riconsiderare il progetto presentato da Alles di revamping dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali, mozione approvata all’unanimità e che in pratica porta in direzione totalmente contraria a quanto in precedenza approvato dalla Giunta stessa, scatena una discussione ininterrotta.

«È un esito molto positivo», commenta il presidente della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso,che ieri sera ha proseguito la discussione con un incontro pubblico congiunto delle Commissioni di Marghera e Chirignago, «frutto della mobilitazione di tanti. Ci attendiamo che la Giunta regionale provveda al ritiro della delibera».

«Zaia e Conte», gli fa eco per il Pd di Marghera Antonio Cossidente, «Zaia e Conte prendano atto dell’importanza del voto e si attrezzino per ritirare la delibera».

«È un grido di dolore che il Consiglio manda a palazzo Balbi», aggiunge Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, mentre il Capogruppo Udc in Comune Simone Venturini aggiunge che «la sonora bocciatura rappresenta un importante segnale di ascolto dei territori, dei cittadini e del Comune. Il presidente Zaia, con un sussulto di responsabilità, prenda atto che a Venezia e a Marghera i cittadini non vogliono diventare la pattumiera del paese».

In Provincia, intanto, la quinta commissione ha votato la contrarietà all’ampliamento e a verificare se vi siano gli estremi per il ricorso al Tar. (ma.to.)

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SOLLIEVO A MARGHERA

Unico obiettivo possibile? Che la Regione ritiri il via libera al potenziamento di Alles. Il segretario del Partito democratico di Marghera Tonino Cossidente giudica un «grossissimo passo avanti» in questa direzione l’approvazione unanime della mozione con cui i consiglieri regionali sollecitano la Giunta Zaia a rivedere la propria decisione.

«Come Partito democratico siamo stati, insieme alla Municipalità, protagonisti della mobilitazione contro il potenziamento. Il presidente Zaia – afferma Cossidente – non può prescindere da questo voto. Il risultato finale non può essere che il ritiro della delibera perché i lati oscuri, nascosti dietro questa autorizzazione, hanno indotto tutti a un più attento approccio alla problematica del trattamento dei rifiuti pericolosi che attenta alla salute dei cittadini e rischia di fornire copertura a giri illeciti».

Riferendosi all’ordine del giorno approvato a Palazzo Ferro Fini, Simone Venturini, capogruppo comunale dell’Unione di centro (Udc) parla di

«sonora bocciatura dell’azione compiuta dalla Giunta regionale da parte del suo Consiglio».

Bocciatura che rappresenterebbe un segnale di ascolto dei cittadini e del Comune.

«Sarà nostra cura spiegare alla Regione che il suo compito consiste nella tutela dei cittadini, non degli appetiti dei grandi gruppi economici. Il redditizio business dello smaltimento dei rifiuti – sostiene Venturini – non può ingrossare il portafoglio di pochi a danno della collettività. Zaia ascolti il suo Consiglio e la città di Venezia o si dimetta».

 

Gazzettino – Rifiuti illegali, un affare senza crisi.

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21

giu

2013

AMBIENTE – In municipio la presentazione del rapporto Ecomafia 2013

Fenomeno in crescita, 57 infrazioni e 26 sequestri in provincia

Il Veneto è al primo posto in Italia per fatturato nel mercato illegale dei rifiuti speciali con 149 milioni di euro. E Venezia è la provincia in cui il fenomeno è cresciuto (+1,1% rispetto alla media nazionale) più delle altre sei province del Veneto con 57 infrazioni accertate, 69 denunciate e 26 sequestri effettuati. I dati, frutto di uno studio delli’istituto di ricerca Transcrime sugli investimenti delle mafie, sono emersi nel corso della presentazione del rapporto Ecomafia 2013, a cura di Legambiente. Tema dell’appuntamento, il rapporto tra la corruzione e la cosiddetta “area grigia”.

«Qui al Nord il compito principale dell’azione di contrasto dovrebbe riguardare le collusioni tra politica, economia e mondo criminale – ha dichiarato il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro – Ci troviamo di fronte a un’economia che si regge sull’intreccio tra imprenditori senza scrupoli, politici conniventi, funzionari infedeli, professionisti senza etica e pochi rischi».

Il Veneto è all’undicesimo posto con un incremento del 18,9% degli illeciti accertati. Sono state registrate nella nostra regione 995 infrazioni, pari al 2.9%, 939 persone denunciate, una arrestata e 196 sequestri. Le attività degli “ecocriminali” si accompagnano in maniera sempre più evidente con la corruzione.

«I numeri e le inchieste – auspica Legambiente – impongono, l’adozione di un pacchetto di misure indispensabili per contrastare in maniera più efficace il fenomeno».

«A fronte di una crisi economica che colpisce interi settori, l’ecomafia continua ad accumulare sempre le stesse cifre – ha aggiunto il coordinatore dell’Osservatorio nazionale sulle ecomafie Antonio Pergolizzi – soprattutto per quanto riguarda il mercato edilizio. Mentre il mercato legale crolla, quello illegale si moltiplica (2 miliardi di euro di fatturato). Per una costruzione illegale si spende un terzo in meno».

Le inchieste sulla corruzione sono più che raddoppiate, e a Venezia c’è stato un clamoroso +32,5% di casi accertati.

«Le Grandi opere spesso sono quelle dove circolano tanti soldi e dove gli episodi di corruzione si ripetono in maniera sempre più lampante, soprattutto nei progetti di project financing – aggiunge Pergolizzi – I rifiuti, oggi sono considerati dalla criminalità non solo come un costo. Le indagini dimostrano che c’è attenzione per i rifiuti visti come materie prime, che si intercettano dalla raccolta differenziata. E il finto riciclo è la nuova modalità delle organizzazioni criminali e una delle vie più diffuse nel ciclo del cemento».

Raffaele Rosa

 

L’OSSERVATORIO – Su corruzioni e concussioni dati regionali preoccupanti

Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno suddivisi per regioni italiane su concussione e corruzione dal 2009 a febbraio 2012 il Veneto, con 74 persone, registra un numero di denunce per corruzione minore solo alla Sicilia (176), alla Campania (163), alla Lombardia (149), alla Toscana (92) e alla Puglia (75); mentre per concussione (35) risultano denunciate più persone solo in Campania (115), in Sicilia (62) e Puglia (42). Nel 2010 gli arresti in Veneto erano stati «solo» 10. Anche per quanto riguarda il numero di persone denunciate e finite a processo per concussione l’aumento va da 10 a 35 persone. Secondo quanto riferisce la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) ” l’agire mafioso trova nel tessuto politico-amministrativo corrotto facili spazi di penetrazione e possibilità di rapida attuazione dei propri disegni ‘imprenditoriali'”. Le mafie, sempre secondo la Dia, sono funzionali alle finalità delle consorterie e puntano ad infiltrarsi nella Pubblica Amministrazione per intercettare risorse pubbliche. (r.ros.)

 

Nuova Venezia – Rifiuti e malaffare, Venezia prima.

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21

giu

2013

I dati del “Rapporto ecomafie 2013” di Legambiente: la fotografia nella regione

La provincia di Venezia capofila nel Veneto del malaffare dei rifiuti. È quanto emerso dai dati che sono stati illustrati ieri pomeriggio nel Municipio di via Palazzo, nel corso della presentazione del “Rapporto ecomafie 2013”, organizzata da Comune e Provincia in collaborazione con Legambiente. Secondo i dati delle forze dell’ordine elaborati dall’associazione ambientalista, nel 2012 Venezia si è classificata al primo posto nella triste classifica delle province venete sui reati riguardanti il ciclo dei rifiuti. Nel Veneziano infatti sono state accertate 57 infrazioni, sono state denunciate 69 persone e sono stati effettuati 26 sequestri. Al secondo posto troviamo Treviso con 35 infrazioni, 21 persone denunciate e otto sequestri. Dopo, Vicenza, Verona e Rovigo, Padova è sesta con 14 infrazioni, 22 persone denunciate e tre sequestri. In coda Belluno con 7 infrazioni, 14 persone denunciate e 3 sequestri. I dati provinciali vanno inquadrati in un totale regionale di 169 infrazioni, 182 persone denunciate e 58 sequestri. La nostra regione a livello nazionale si colloca all’undicesimo posto nella classifica degli illeciti ambientali accertati dalle forze dell’ordine con un incremento dell’18,9%. Il coordinatore nazionale dell’osservatorio nazionale sulle ecomafie di Legambiente, Antonio Pergolizzi, ha spiegato come i traffici dei rifiuti siano cambiati negli ultimi tempi:

«Prima le mafie usavano smaltire in modo illecito i rifiuti con la creazione di discariche abusive. Oggi, invece, i responsabili del malaffare riescono a immettere nel circuito del riciclo dei rifiuti materiali che non sarebbero riciclabili. Così riescono a risparmiare le spese per lo smaltimento e a speculare sui rifiuti che vengono venduti e riutilizzati».

«Le ecomafie prosperano», ha aggiunto l’assessore comunale Gianfranco Bettin, «grazie alla diffusione della corruzione».

«Tutti a parole», ha aggiunto l’assessore provinciale Paolo Dalla Vecchia, «condannano le ecomafie ma pochi nei fatti. Bisogna isolare i funzionari pubblici ignavi che voltano la testa dall’altra parte».

Michele Bugliari

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Gazzettino – Marghera. Il Consiglio regionale boccia Alles

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20

giu

2013

Stop allo sviluppo dell’impianto di trattamento di rifiuti speciali Alles di Marghera. Il Consiglio regionale, all’unanimità, ha votato una mozione che impegna la Giunta Zaia a sospendere il giudizio di compatibilità ambientale dell’impianto.

RIFIUTI A MARGHERA – Il Consiglio regionale all’unanimità stoppa il progetto di Alles

Palazzo Ferro Fini vota unanime una mozione che chiede a Zaia di rivedere il progetto per il trattamento dei rifiuti

«Sospendere il giudizio di compatibilità ambientale e le autorizzazioni recentemente rilasciate»

Il Consiglio regionale blocca il progetto presentato da Alles di revamping dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi. La mozione è stata votata da tutti i consiglieri regionali presenti: 42 su 42. E tra coloro che hanno consentito al Consigliere regionale Pietrangelo Pettenò di fare cappotto e vincere su tutto il fronte, ci sono anche Tiozzo, Valdegamberi, Foggiato, Bond, Tesserin e Bortolussi, che hanno co-firmato la mozione con Pettenò, uno schieramento che comprende praticamente tutti.
E l’assessore all’Ambiente Maurizio Conte dunque si porta a casa una sonora bocciatura dal momento che la votazione del Consiglio regionale dice chiaramente che la Giunta di Zaia deve “sospendere il giudizio di compatibilità ambientale e le autorizzazioni rilasciate con la recente deliberazione, definendo con il Comune di Venezia e la Provincia di Venezia soluzioni diverse, impedendo così che Marghera diventi la “pattumiera” d’Italia.”
Difficile per la Giunta regionale continuare su una strada che è stata bocciata da tutti. Alles Spa, una società del Gruppo Mantovani, ha presentato un progetto che prevede di trattare da un minimo di 180 mila fino a un massimo di 230 mila tonnellate all’anno di rifiuti.
Ma il problema vero, secondo l’assessore all’Ambiente del Comune, Gianfranco Bettin, era l’enorme aumento del tipo di rifiuti: dagli attuali 20 a 70 tipi, molti dei quali definiti pericolosi, mentre oggi sono solo 7. Bettin aveva parlato di

«inaccettabile prepotenza da parte della Regione, una vera e propria violazione di sovranità operata unilateralmente».

Tant’è che il Comune aveva subito pensato di presentare ricorso contro la Regione. Adesso arriva la bocciatura da parte del Consiglio regionale.

 

LE REAZIONI – Da Bettin a Laroni: «Adesso devono ascoltarci»

Raffica di reazioni dopo l’approvazione della mozione di Pietrangelo Pettenò che boccia il revamping della Alles a Porto Marghera. L’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin:

«La presa di posizione del consiglio regionale, unanime e quindi tanto più autorevole, dev’essere ascoltata dalla giunta Zaia. In ogni caso, il Comune di Venezia depositerà venerdì il ricorso contro il provvedimento avanti al Tar del Veneto».

Il consigliere regionale Nereo Laroni del Pdl:

«Marghera deve diventare lo specchio di Venezia e non la pattumiera d’Italia. Con il voto di oggi si deve aprire una nuova fase di rilancio sostenibile. Servono scelte coerenti e coraggiose».

Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori:

«Il presidente Zaia, che si riempie la bocca con la difesa del territorio, veda di fare qualcosa di quello che gli ha indicato il Consiglio oggi. Non lasciamo che Alles trasformi Marghera nella pattumiera d’Italia.»

Anche per il Consigliere regionale del Pd, Bruno Pigozzo,

«la Giunta dovrà riconsiderare il progetto di revamping dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi, sito nel Comune di Venezia presentato da Alles».

Secondo il presidente della Municipalità di Marghera, Flavio Dal Corso, la mozione approvata dal Consiglio regionale,

«è il frutto della mobilitazione di tanti, che ha visto anche la Municipalità di Marghera in prima linea per difendere soprattutto l’idea di una nuova Porto Marghera, non più legata a produzioni e attività che nei decenni passati ne hanno compromesso gravemente l’ambiente e la salute. Se prevalesse l’idea di Marghera come enorme sito di trattamento, stoccaggio e incenerimento di rifiuti provenienti “dal mercato” farebbe tornare indietro di decenni la storia industriale di questo territorio, oltrechè pregiudicare gravemente le prospettive di nuova occupazione e nuove attività industriali che invece sono possibili.»

 

 

Con un voto unanime il consiglio chiede a Zaia di ritirare il via libera al revamping

Il governatore Luca Zaia – firmatario del decreto che autorizza Alles Spa a trattare più rifiuti pericolosi, provenienti anche da fuori regione, a Marghera – è stato smentito dalla sua stessa maggioranza, Lega Nord compresa. Ieri , infatti, è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale la mozione presentata dal consigliere della Federazione della Sinistra Veneta, Pietrangelo Pettenò, che impegna la Giunta regionale a riconsiderare il progetto presentato dall’azienda Alles spa (del gruppo Mantovani) per il “revamping” dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi che si trova in via dell’Elettronica a Marghera. La mozione impegna la Giunta regionale

«a sospendere il giudizio di compatibilità ambientale e le autorizzazioni rilasciate con la recente deliberazione, definendo con il Comune di Venezia e la Provincia di Venezia soluzioni diverse, impedendo così che Marghera diventi la Pattumiera d’Italia».

Il voto del consiglio ragionale è stato accolto con soddisfazione da tutto il fronte di forze politiche e sociali che nelle ultime settimane si è mobilitato con il decreto di autorizzazione firmato da Zaia e che già era stato criticato dal suo stesso assessore, Maurizio Conte. I primi a cantare vittoria sono stati la Municipalità di Marghera, l’Assemblea Permanente contro il Pericolo Chimico, il segretario del Pd di Marghera, Antonio Cossidente (che ha annunciato nuove mobilitazioni per

«convincere Zaia ad ascoltare il consiglio regionale»)

e il consigliere comunale Sebastiano Bonzio (Federazione della Sinistra) che chiede alla Giunta regionale di

«essere conseguente e rivedere il progetto di Alles in modo tale che Marghera non diventi la Pattumiera d’Italia».

«La presa di posizione del consiglio regionale, unanime e quindi tanto più autorevole, dev’essere ascoltata dalla Giunta regionale e il provvedimento in favore di Alles spa deve essere revocato» ha aggiunto l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, precisando che «in ogni caso, il Comune di Venezia depositerà domani stesso il suo ricorso contro il provvedimento di autorizzazione del revamping di Alles spa davanti al Tribunale amministrativo regionale, ossia il Tar. Non lasceremo nulla di intentato contro una scelta sbagliata, pericolosa e nociva per il nostro territorio e i cittadini».

(g.fav.)

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Gazzettino – Alles, si mobilita anche Chirignago

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18

giu

2013

MESTRE – Si allarga la protesta sull’impianto di Alles

«Allargare l’impianto di smaltimento rifiuti Alles di Marghera significherebbe tornare indietro di 30 anni. Cittadini e amministratori di questo Comune non vogliono più rivivere certe disgrazie e faranno di tutto per evitarlo».

Il messaggio di Maurizio Enzo, presidente della Municipalità di Chirignago-Zelarino è chiaro. Il “no” alla delibera della Regione Veneto che sancisce l’allargamento del 30% dell’impianto e l’aumento fino al 70% di smaltimento di rifiuti che arriverebbero non solo da tutta Italia ma anche da varie zone d’Europa.

«Quella della Regione Veneto è una decisione calata dall’alto, in aperto contrasto con il piano di bonifiche e di riqualificazione di Porto Marghera contenuto nel Pat del Comune di Venezia, in cui gli interessi privati rischiano di prevalere sulla tutela del bene pubblico più prezioso, la nostra salute – ha aggiunto Enzo – Le istituzioni  hanno il dovere di informare la cittadinanza sulle conseguenze che questa decisione può comportare».

Ed è proprio per informare e illustrare i potenziali danni causati dall’ampliamento dell’impianto e le ricadute sulla salute di adulti e soprattutto bambini, che giovedì 20 alle 20.30, nella sala consiliare della Municipalità di Chirignago Zelarino è stata convocata una riunione congiunta delle Commissioni Politiche sociali delle due  Municipalità. All’incontro, aperto al pubblico, interverranno alcuni esperti del settore con l’obiettivo di informare i cittadini sulle possibili conseguenze che l’allargamento di Alles potrebbe comportare non solo per Marghera ma per tutto il territorio comunale e anche oltre. In commissione saranno presenti Anthony Candiello dell’assemblea permanente contro il rischio chimico di Marghera, Antonio Pignatto di Medicina democratica Venezia, il responsabile  del Servizio di allergologia dell’Ospedale dell’Angelo, Andrea Zancanaro, Tommaso Cintolo, medico di Medicina generale di Mestre-Marghera, un medico pediatra e alcuni referenti dell’Arpav.

«La scelta della Regione – ha sottolineato il consigliere della Municipalità di Marghera Mario Silotto – avrà conseguenze importanti sui cittadini, dall’incremento del traffico, all’aumento di polveri sottili e componenti chimiche dannose nell’aria, in un territorio, come quello di Marghera in cui già ora si registra la maggior percentuale di bambini malati di asma bronchiale. Dopo progetti mirati ad una reale riqualificazione della città, come quelli delle Vaschette o del Vallone Moranzani, Marghera rischia di tornare ad essere la pattumiera d’Italia e d’Europa».

 

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