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MARGHERA – Il Comune impugna la delibera di palazzo Balbi che autorizza il trattamento dei rifiuti

«È irregolare, non ha previsto la Valutazione strategica»

Una delegazione in corteo a Venezia martedì incontrerà l’assessore Conte

Ricorso contro Alles, la Giunta Orsoni ha avviato l’iter. Lo ha fatto approvando venerdì la delibera con cui incarica l’Avvocatura Civica di presentare il ricorso contro la delibera regionale che autorizza il potenziamento (revamping) dell’impianto di trattamento di rifiuti pericolosi di Malcontenta. La notizia è stata comunicata, ieri mattina, durante l’assemblea promossa nella sala consiliare dalla Municipalità a Marghera per avviare la mobilitazione contro il progetto. Il presidente Flavio Dal Corso, infatti, in apertura di assemblea ha letto un intervento dell’assessore Gianfranco Bettin che annunciava il via libera al ricorso comunale.

«Quella delibera regionale, per noi, è irregolare. Non ha sottoposto il progetto alla Valutazione Ambientale Strategica (Vas), obbligatoria in questi casi. È una delibera che ribalta i principi sui quali si basa, in tutta Europa, il trattamento dei rifiuti, che dovrebbe preoccuparsi di ridurne la produzione e, quindi, di smaltire i rifiuti residui nei modi meno impattanti e nelle forme più trasparenti e controllate. La scelta regionale si fonda, invece, sulla volontà di farne un business, di stare sul mercato globale dei rifiuti per attirarne la parte maggiore possibile a Porto Marghera, facendo la pattumiera tossica d’Italia».

Lo stesso Dal Corso, durante l’assemblea cui hanno partecipato anche il consigliere comunale di Mira Maurizio Barberini (Pd) e i delegati municipali Marello e Polesel, ha ribadito come la delibera regionale vada nella direzione contraria a quella dei distretti industriali, che prevede che i rifiuti prodotti in una zona vengano smaltiti nella stessa area. Dal parte sua, il presidente dell’associazione di commercianti Ascom Marghera Stefano Montesco ha sottolineato la correttezza della battaglia contro il potenziamento dell’impianto auspicando che superi i confini di Marghera per diventare cittadina. Dario Giglio, portavoce della delegazione di zona di Malcontenta, ha sollecitato la convocazione di un’assemblea nel territorio su cui insiste l’impianto. Seconda tappa della protesta, quella di martedì prossimo: alle 9.15 una delegazione municipale – cui si possono associare cittadini – partirà da piazzale Roma per raggiungere Palazzo Balbi dove alle 10 è fissato un incontro con l’assessore regionale Maurizio Conte.

 

L’allarme di Bettin all’assemblea sul via libera al “revamping” dell’impianto che tratta rifiuti pericolosi

Dal Corso: «Martedì a Palazzo Balbi chiederemo all’assessore Conte di ritirare la delibera»

MARGHERA – La Giunta regionale di Luca Zaia

«deve rispettare i cittadini di Marghera e fare subito marcia indietro in merito all’autorizzazione concessa ad Alles spa, l’azienda del gruppo Mantovani che vuole far arrivare nel suo impianto ancor fanghi e rifiuti pericolosi provenienti da tutta Italia con traffici a chiaro rischio di infiltrazioni criminali e mafiose».

La richiesta è stata ribadita ieri mattina nel corso dell’assemblea pubblica tenutasi in Municipio e sarà ripetuta martedì prossimo all’assessore regionale, Maurizio Conte, nell’incontro programmato.

«Diremo all’assessore Conte», precisa il presidente della Municipalità, Flavio Dal Corso «che è inaccettabile la modifica del piano regolatore di Venezia introdotta dal decreto della Giunta regionale che autorizza Alles a fare quello che la variante al piano regolatore approvata a suo tempo dal consiglio comunale, la quale prevedeva che negli impianti di Porto Marghera si trattino e smaltiscano solo rifiuti o fanghi prodotti in loco, come dovrebbero fare tutti».

Oltre ai cittadini sono intervenuti contro il decreto regionale che dà il via libera ai progetti di Alles spa anche il presidente Ascom di Marghera, Stefano Montesco, e don Marco, vicario delle otto parrocchie di Marghera. All’assemblea era prevista la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, che però non ha potuto partecipare, ma ha inviato un intervento che Dal Corso ha letto a tutti i presenti.

«La giunta comunale ha approvato la delibera che incarica l’avvocatura civica di presentare il ricorso contro la delibera regionale che autorizza il revamping dell’impianto di Alles», ha confermato Bettin, ribadendo che «quella delibera regionale per noi è irregolare perché non ha sottoposto il progetto alla Vas, Valutazione ambientale strategica, obbligatoria in questi casi. E poi perché è una delibera che ribalta i principi sui quali si basa, in tutta Europa, il trattamento dei rifiuti, che dovrebbe in primo luogo preoccuparsi di ridurne la produzione e quindi di smaltire i rifiuti residui nei modi meno impattanti e nelle forme più trasparenti e controllate. La scelta della Giunta regionale si fonda invece sulla volontà di farne un business, facendo di Marghera la grande pattumiera tossica d’Italia, stravolgendo così la prospettiva che la città si è data per quest’area strategica, la cui vocazione è portuale e industriale sotto il segno della sostenibilità e dell’innovazione di processo e di prodotto».

Gianfranco Bettin ha infine ricordato che il proliferare di questi impianti di trattamento dei rifiuti

«espone la nostra città al rischio ecomafie, le quali, come le indagini più recenti dimostrano, non si occupano più solo dello smaltimento illecito in discarica o in fondo al mare dei rifiuti, bensì del finto smaltimento legale in impianti autorizzati».

Gianni Favarato

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I dati dei Consorzi Priula e TvTre: già raggiunta la soglia dell’83 per cento di differenziata

Attacco alla Tares: «Bisogna ricalibrare questa tassa che è sbagliata, deresponsabilizza i cittadini»

«Se la soglia dell’83% di raccolta differenziata è già stata superata ora l’obbiettivo ambizioso è raggiungere il 96,7% entro il 2022».

Lo ha annunciato ieri mattina Paolo Contò direttore dei Consorzi Priula e Tv Tre nel corso del convegno «Rifiuti: da spreco a risorsa» promosso nell’ambito della GreenWeek delle Venezie da Nordesteuropa Editore e Contarina. Un traguardo ambizioso, cui i comuni del bacino di Treviso sono vicini, secondo quanto dichiarato da Paul Connett, teorico e fondatore del movimento Rifiuti Zero ma contro cui potrebbe remare l’introduzione della Tares.

«Bisogna ricalibrare questa tassa: la Tares ha ribaltato quello che avevamo conquistato nel 1997, la Tares 2011 prevede un sistema ordinario di pagamento al metro quadrato poi l’eccezione, il pagamento in base ai rifiuti prodotti. Non significa andare verso “rifiuti zero” e nemmeno nella direzione dell’assunzione di responsabilità da parte degli utenti. È un grosso sbaglio»,

ha detto Contò che ha annunciato l’ambizioso obbiettivo di realizzare a Treviso un risultato prossimo allo Zero Waste

«raggiungibile puntando al riutilizzo perché quello che per noi è rifiuto per altri è un bene. Nella raccolta differenziata ci sono ancora margini di miglioramento, soprattutto con l’introduzione di materiali compatibili con processi di recupero. Ci stiamo interfacciando con il mondo industriale ma per politiche di produzione ecocompatibili ci vuole un sistema di area vasta».

Una provincia prossima alla perfezione anche secondo Paul Connett che ha elencato i dieci punti da realizzare per conseguire il traguardo Zero Waste.

«La separazione alla fonte, la raccolta porta a porta, il compostaggio, il riciclaggio, la realizzazione di centri di riutilizzo che possono diventare veri e propri business in tempi di crisi»,

ha spiegato Connett,

«E ancora la riduzione dei rifiuti, l’introduzione di incentivi economici o viceversa tasse, come in Irlanda dove è stata introdotta una tassa di 15 centesimi sulle buste di plastica. L’attivazione di impianti di separazione della frazione residua, l’attivazione di centri di ricerca, la riduzione delle discariche temporanee per i rifiuti non riciclabili. Infine: una trasformazione produttiva, attraverso un dialogo serrato tra industria e comunità, perché se un prodotto non è possibile riciclarlo o compostarlo allora non dovrebbe esistere a monte».

Un’intera giornata densa di interventi: Antonio Cianciullo ha parlato del suo ultimo libro «Dark Economy: la mafia dei veleni», dedicato alle ecomafie. Infine Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market l’uomo che sfama i poveri con i cibi gettati via dai supermercati ha parlato della sua ultima utopia, «Vivere a spreco Zero». Durante l’incontro sono stati distribuiti vasetti di fiori realizzati con la parte del rifiuto non riciclabile.

Serena Gasparoni

 

Nuova Venezia – Alles, parte il ricorso contro Zaia

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25

mag

2013

 

Via libera all’Avvocatura contro il revamping, oggi assemblea in Municipalità

MARGHERA – La Giunta comunale ha dato il via libera all’Avvocatura Civica per avviare il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto (Tar) contro l’autorizzazione data dalla Giunta regionale al progetto di Alles spa che prevede il potenziamento (revamping) del suo impianto di trattamento e smaltimento di fanghi e rifiuti pericolosi provenienti anche da fuori in provincia e regione. Il ricorso del Comune di Venezia punta sul fatto che l’autorizzazione ad Alles, firmata dal governatore Luca Zaia, è illegittima in quanto costituisce una variante al piano regolatore comunale che contrasta con quella già adottata dal Comune e che prevede il trattamento di rifiuti a Porto Marghera solo nel caso che provengano dalla nostra provincia. Intanto, questa mattina (dalla ore 10) nella sala consiliare della Municipalità di Marghera si terrà un incontro pubblico sulla questione Alles spa.

«Dopo decenni di lotte per il risanamento di questo territorio, e per la permanenza di attività non inquinanti e non dannose per la salute e l’ambiente»,

spiega un comunicato stampa del presidente della Municipalità di Marghera, Flavio Dal Corso,

«questa decisione della Giunta regionale del Veneto costituisce un rischio concreto di divenire nuovamente polo d’attrazione per tutte le attività pericolose e inquinanti. Si vuole, infatti, riproporre Porto Marghera come localizzazione della filiera produttiva per lo stoccaggio, il trattamento e lo smaltimento di rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi da tutto il Veneto e anche oltre. La Municipalità di Marghera ha già approvato un documento che chiede il ritiro di tale decisione della Giunta Regionale e che invita la popolazione tutta a mobilitarsi».

Per martedì 28 maggio è in programma una manifestazione davanti alla sede della Regione.

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Nuova Venezia – Mafie, il business e’ tra i rifiuti

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24

mag

2013

In municipio

L’analisi in un convegno organizzato in memoria di Falcone

Un business sempre più sofisticato, “raffinato”, che implica una organizzazione capillare e una buona logistica. Lo smaltimento dei rifiuti è uno dei principali affari per le mafie in una realtà come quella veneziana, capoluogo di una regione dinamica, industrializzata e disseminata di impianti di trattamento che può diventare terreno fertile per la criminalità organizzata. La situazione, già evidenziata più volte anche dall’assessore Gianfranco Bettin, è stata descritta ieri da Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, durante il seminario di commemorazione del giudice Giovanni Falcone organizzato in municipio alla presenza, fra gli altri, dell’ex Procuratore generale Ennio Fortuna, del Questore di Venezia Vincenzo Roca e dello stesso Bettin.

«Ormai non esiste più lo smaltimento classico» ha spiegato Lazzaro «i rifiuti viaggiano da Nord a Nord, da Nord Italia a Nord Italia, o da Nord Italia a Nord Europa. Nel Veneto, oltre che nell’edilizia, il riciclaggio del denaro avviene per lo più in questo comparto».

L’analisi di Legambiente si sviluppa attorno ai dati raccolti dall’Osservatorio sulle ecomafie. Durante il seminario dedicato al ricordo della strage di Capaci, è stato soprattutto Fortuna a esaltare le grandi qualità del Giudice Falcone, «che ha dovuto combattere sia contro la mafia sia contro l’invidia di molti colleghi».

(g.cod.)

 

Marghera si mobilita per far risuonare forte il suo no al potenziamento dell’impianto Alles di Malcontenta. Per sabato alle 10, la Municipalità ha organizzato un incontro pubblico nella sala consiliare per illustrare i motivi della protesta rispetto al via libera della Regione Veneto al «revamping» dello stabilimento. Il progetto di potenziamento aumenterebbe le quantità e le tipologie di rifiuti che Alles è autorizzata a trattare e, di fatto, allargherebbe senza limiti il bacino di conferimento di tali rifiuti che giungerebbero da tutt’Italia.

«Dopo decenni di lotte per il risanamento del territorio – afferma il presidente della Municipalità Flavio Dal Corso – questa decisione della Giunta Regionale rischia di far diventare nuovamente Porto Marghera polo d’attrazione per tutte le attività pericolose e inquinanti».

Di qui l’appello ad associazioni, categorie economiche, rappresentanti politici e sindacali, volontari e ai cittadini a partecipare all’incontro di dopodomani e ad accompagnare martedì 28 maggio alle 10, la delegazione municipale a Palazzo Balbi per incontrare l’assessore regionale Maurizio Conte.

 

Su Alles la Regione incontrerà la Municipalità di Marghera. Il presidente veneto Luca Zaia ha delegato l’assessore all’Ambiente Maurizio Conte, presentatore della delibera sul potenziamento degli impianti di Malcontenta, a confrontarsi con una delegazione municipale. Incontro che è stato fissato per martedì 28 maggio alle 10 a Palazzo Balbi.

«Spiegheremo – afferma il presidente di Marghera Flavio Dal Corso – la nostra totale contrarietà alla delibera riguardante Alles per chiederne il ritiro e la marcia indietro rispetto a una decisione che per Marghera significa un pericoloso ritorno al passato dopo anni di lotte».

 

Nuova Venezia – Mestrinaro, stop alla lavorazione rifiuti

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19

mag

2013

Zero Branco, il decreto della Provincia contesta la mancata rimozione dei materiali abusivi e revoca le autorizzazioni

ZERO BRANCO – La Provincia stoppa l’attività di lavorazione dei rifiuti all’impianto della Mestrinaro, in via Bertoneria a Sant’Alberto. Con un decreto datato 15 maggio, l’ente di Sant’Artemio ha disposto che i rifiuti non possano più entrare nell’azienda. Un duro colpo per la ditta della Bertoneria, che va a sommarsi al blitz del Noe, lo scorso aprile, e all’inchiesta conseguente che vede coinvolti i fratelli Lino e Sandro Mestrinaro, indagati per traffico illecito di rifiuti. Il decreto della Provincia, firmato dal dirigente del settore Ecologia e Ambiente, muove dal fatto che la Mestrinaro non ha ottemperato alla rimozione di rifiuti non conformi, ora sotto sequestro, che erano stati trovati all’interno della ditta nel corso di un sopralluogo congiunto tra Provincia e Arpav a febbraio 2012. Era stata la Regione a chiedere l’ispezione in azienda per verificare, come si legge nel decreto, «la presenza di rifiuti non conformi alle specifiche dell’autorizzazione provinciale». A seguito del sopralluogo e dopo la concessione di due proroghe, la Mestrinaro aveva concordato il termine per rimuovere i rifiuti contestati entro novembre 2012. Ma nel sopralluogo scattato lo scorso 16 aprile, Provincia e Arpav hanno verificato «la permanenza di rifiuti che avrebbero dovuto essere allontanati entro il termine definito dalla ditta stessa, depositati all’interno dei capannoni non contemplati nell’autorizzazione provinciale». La Mestrinaro, informata dell’imminente revoca delle autorizzazioni, ha avuto due incontri in extremis con la Provincia. Ma nulla è cambiato. Nel decreto si precisa tra l’altro che «l’attività di gestione dei rifiuti come autorizzata dalla Provincia è stata complessivamente sospesa a seguito del sequestro eseguito in data 11 aprile 2013 dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Venezia». Quando i rifiuti verranno dissequestrati, la Mestrinaro potrà lavorare esclusivamente la parte di materiali già presenti in sede, limitatamente alle tipologie di cui aveva l’autorizzazione. La parte restante dovrà invece essere inviata a impianti idonei. La Mestrinaro potrà continuare a lavorare negli altri settori, tra cui le movimentazioni terra, gli scavi e i lavori stradali.

 

MARGHERA – Chiuso con lucchetti e catene il cancello dell’impianto

La carica dei 200. In tanti, ieri mattina, hanno «preso d’assalto» l’impianto di trattamento rifiuti Alles di Malcontenta. Per contestare il progetto di ampliamento, approvato dalla Regione. Una folla di cittadini – dai bambini a mamme e nonni – che da Marghera ha raggiunto, in bicicletta, lo stabilimento di via dell’Elettronica malgrado il tempo incerto. Il corteo colorato, promosso dall’assemblea permanente contro il rischio chimico, ha ribadito il no della città al revamping.

«Non sarà accettato – hanno scandito i manifestanti – nessun progetto legato al business dei rifiuti tossico-nocivi. No a Marghera pattumiera d’Italia.»

Il potenziamento di Alles permetterebbe, infatti, di trattare rifiuti provenienti anche dal mercato nazionale ed internazionale e aprirebbe le porte di Marghera ad una concentrazione di questo tipo di aziende, con effetti disastrosi sulla salute. I manifestanti hanno voluto dare un’immagine della loro volontà di chiudere con un futuro di rifiuti, apponendo catene e lucchetti sul cancello di Alles oltre a posizionare cartelli inneggianti «No al revamping di Alles» e «Mantovani, giù le mani dalla città». Prossimo appuntamento della protesta, è fissato per mercoledì 15 alle 21 al centro Gardenia di Marghera per definire le prossime iniziative. (g.gim.)

 

 

Duecento cittadini hanno partecipato alla protesta terminata davanti ai cancelli dell’azienda

MARGHERA. Circa 200 cittadini di Marghera ieri mattina, malgrado il maltempo, hanno attraversato la città con un colorato corteo di biciclette che ha raggiunto in via dell’Elettronica la sede dell’impianto di trattamento di fanghi di Alles spa (gruppo Mantovani). La manifestazione è stata organizzata dall’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico per

«affermare che nessun progetto legato al business dei rifiuti tossico-nocivi e speciali pericolosi sarà accettato».

Per i manifestanti il “revamping” degli impianti di Alles – approvato dalla regione Veneto malgrado il no di Comune e Provincia – permetterebbe di trattare rifiuti provenienti anche dal mercato nazionale ed internazionale e aprirebbe le porte di Marghera ad una concentrazione di questo tipo di aziende, facendone una discarica con effetti disastrosi sulla salute pubblica.

«Per questo motivo»A hanno spiegato i manifestanti davanti alla portineria di Alles «abbiamo sanzionato chiudendo il cancello d’ingresso con catene e lucchetti».

I manifestanti hanno coperto e le sue insegne dell’entrata con scritte colorate. Dagli interventi al megafono è stato ribadito che

«è iniziata una mobilitazione popolare che ha come obiettivo lo stop a questo potenziamento e a tutti gli appetiti futuri legati a questo business. Famiglie e cittadini, comitati e amministratori locali, pediatri e associazioni concordano nel dichiarare con forza che il potenziamento di Alles non passerà!» .

Per mercoledì prossimo, alle ore 21 presso il centro Gardenia (davanti al municipio di Marghera), nuova assemblea per discutere e definire le prossime iniziative e scadenze da organizzare. Inoltre il il 7-8-9 giugno in cui i comitati italiani e internazionali contro le grandi opere si ritroveranno a Venezia e Marghera per un meeting di lotta e discussione organizzato dal Comitato contro le Grandi Navi in bacino a San Marco.

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