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MARGHERA – Voto in Municipalità contro il potenziamento dell’impianto, oggi biciclettata di protesta

Far sentire alla Regione la contrarietà della città al potenziamento dell’impianto Alles. È questo l’obiettivo dei consiglieri della Municipalità di Marghera che giovedì al termine di tre ore di convocazione straordinaria, hanno approvato un ordine del giorno con cui esprimono il loro no alla prospettiva di una Porto Marghera-polo per il trattamento dei rifiuti pericolosi. Dal voto si sono astenuti i rappresentanti di Pdl, Lega Nord e Gruppo Misto. Alla seduta, cui hanno partecipato numerosi cittadini e rappresentanti delle categorie economiche, erano presenti l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin ed il consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd), che, insieme ad altri esponenti d’opposizione, ha chiesto alla Giunta Zaia di fare marcia indietro rispetto all’approvazione del potenziamento di Alles. Bettin ha contestato, soprattutto, la decisione d’imperio della Regione che impone una variante urbanistica peggiorativa rispetti ai piani regolatori elaborati dal Comune.

«Con l’ordine del giorno, che condivide la decisione del Comune di ricorrere al Tar, si ribadisce come la decisione regionale sia in aperto contrasto con la prospettiva della bonifica delle aree inquinate, della riconversione dei cicli produttivi inquinanti e del rilancio produttivo di Porto Marghera con attività pulite, ecologicamente compatibili e sostenibili. Come Municipalità, – afferma il presidente Flavio Dal Corso – organizzeremo manifestazioni di protesta per far sentire tutta l’opposizione della comunità di Marghera e Malcontenta alla decisione della Giunta Regionale del Veneto».

Per oggi, intanto, l’assemblea permanente contro il rischio chimico ha promosso una biciclettata di protesta sotto le finestre dell’impianto di Malcontenta: partenza alle 10 da piazza Municipio a Marghera.

 

Il consiglio approva un ordine del giorno contro il via libera al progetto di Alles

MARGHERA. La Municipalità di Marghera si schiera apertamente contro la delibera della Giunta Regionale del Veneto, firmata dal governatore Luca Zaia, che autorizza il progetto di Alles spa di potenziamento (revamping) dell’impianto di sua proprietà che si trova in via dell’Elettronica per il trattamento di rifiuti «speciali anche pericolosi». Il consiglio della municipalità di Marghera ha approvato l’altra sera – dopo un ampio e lungo dibattito a cui ha partecipato l’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin – con 12 voti favorevoli e 6 astenuti ( Pdl, Lega Nord e Gruppo Misto) un ordine del giorno in cui sostiene che l’autorizzazione firmata da Zaia e il conseguente parere di «compatibilità ambientale» del progetto di Alles

«è inaccettabile, estremamente grave e pericolosa per la salute dei cittadini e dei lavoratori della zona industriale, nonché dannosa per il territorio e l’ambiente, e in aperto contrasto con la prospettiva della bonifica delle aree inquinate, della riconversione dei cicli produttivi inquinanti e del rilancio produttivo del polo di Porto Marghera con attività pulite, ecologicamente compatibili e davvero sostenibili, prospettiva sostenuta a parole, tra gli altri, anche dalla Giunta e Consiglio regionale del Veneto».

Già l’anno scorso la Municipalità di Marghera già aveva chiesto alla Giunta regionale di

«non recepire il parere positivo della Commissione Tecnica Via alla richiesta di potenziamento della piattaforma per il trattamento di fanghi e rifiuti contenenti anche sostanze tossico-nocive e  di negare qualsiasi autorizzazione al potenziamento dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi di Alles spa».

«Visto che si tratta di una deliberazione riguardante un progetto fortemente contrastato dalla nostra Municipalità, dal Comune di Venezia che ha annunciato un ricorso al Tar contro la delibera di autorizzazione e dalla Provincia»

continua l’ordine del giorno votato l’altra sera

«appare inspiegabile come, nella sostanza, siano state accolte tutte le richieste di Alles, una società del gruppo Mantovani attualmente sotto inchiesta e molto chiacchierato per il ruolo dominante negli appalti nel Veneto».

Nel corso del dibattito è intervenuto anche il consigliere regionale di opposizione Bruno Pigozzo, presentatore con altri consiglieri di una mozione che chiede alla Giunta Zaia di rivedere tale decisione». Il consiglio ha dato quindi mandato al presidente Flavio Dal Corso e all’Esecutivo della Municipalità di

«organizzare adeguate iniziative, manifestazioni o presidi, a sostegno di tale opposizione alla delibera della Giunta Regionale».

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La strada della ribellione contro Marghera, pattumiera d’Italia è imboccata. Lo ha deciso, martedì sera, un’affollata riunione promossa dall’assemblea permanente dei cittadini contro il rischio chimico. A gremire la sala consiliare di piazza Municipio, cittadini inferociti a fronte dal «sì» della Giunta Zaia all’ampliamento dell’impianto di Alles a Malcontenta. Nessuna rassegnazione – erano presenti anche il presidente di Marghera Dal Corso e l’assessore Bettin – ma solo l’intenzione di avviare una contestazione che si aprirà sabato 11 maggio con una biciclettata sotto le finestre dell’impianto della Mantovani. Il corteo partirà alle 10 da piazza Municipio.

«Diremo, forte e chiaro, che – sottolinea il portavoce dell’assemblea permanente Roberto Trevisan – progetto Alles e Mantovani sono incompatibili con la città».

Altre iniziative sono in cantiere e verranno definite durante la consueta riunione del mercoledì alle 21 presso il centro Gardenia.

 

All’assemblea cittadina Bettin conferma: «Ricorso contro la delibera regionale perché manca la Vas». Stasera ne discute anche il consiglio di Municipalità

MARGHERA. Oggi alle 20.45 in municipio il caso Alles sarà discusso in una riunione del consiglio di Municipalità a cui prenderà parte anche l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin. Il componente della giunta comunale, da sempre in prima linea contro i progetti tesi a trasformare Porto Marghera nel luogo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi provenienti da tutta Italia, l’altro ieri sera ha partecipato ad un affollato incontro organizzato in municipio dall’Assemblea permanente contro il rischio chimico.

Bettin ha ricordato che

«la giunta comunale ha fatto ricorso al Tar contro la decisione della giunta regionale che ha dato il via libera al potenziamento di Alles. Il procedimento autorizzativo è incompleto in quanto manca la Vas (Valutazione ambientale strategica)».

Roberto Trevisan dell’Assemblea permanente ha annunciato che

«sabato alle 10 partirà da piazza Municipio una manifestazione in bicicletta per contestare il progetto Alles che arriverà sino a Malcontenta davanti alla sede di Mantovani».

Inoltre, il presidente della Municipalità Flavio Dal Corso ha annunciato che durante la riunione odierna del consiglio municipale sarà lanciata una

«manifestazione cittadina a Venezia, per contestare la decisione inaccettabile della giunta regionale».

La protesta contro Alles però potrebbe unirsi a tutte le vertenze ambientali della regione e del Paese. Un rappresentante del comitato “No grandi navi” ha proposto, l’altra sera, ai cittadini di Marghera, di

«partecipare ad una grande mobilitazione dei comitati di tutta Italia che si terrà l’8 e il 9 giugno a Venezia».

Una rappresentante del M5S, invece, ha annunciato che presto i grillini organizzeranno un incontro sulla questione a Marghera e ha aggiunto:

«Metteremo a disposizione i nostri parlamentari per fermare il progetto Alles ma è necessario porre il problema anche a livello europeo».

Il consigliere regionale Gennaro Marotta (IdV), invece, ha affermato:

«La Lega in Provincia a suo tempo si è pronunciato contro il potenziamento di Alles ma è stata smentita dal governatore leghista Luca Zaia che ha approvato il progetto. La presidente della Provincia Francesca Zaccariotto provi a far tornare sui suoi passi Zaia».

Davide Scano del M5S, invece, ha detto:

«Bisogna denunciare il conflitto di interessi di cui è protagonista il funzionario regionale Silvano Vernizzi a causa dei suoi mille incarichi istituzionali. E’ commissario alla Pedemontana, commissario del Passante di Mestre, commissario al traffico di diverse città, amministratore delegato di Veneto Strade, presidente della commissione Vas, presidente della commissione Via».

Michele Bugliari

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Smaltimento legale. Il riavvio dell’impianto solo per trattare fanghi e acque locali non è ancora stato attuato ma Regione, Comune e Veritas assicurano: «Si farà»

Il buon esempio su come smaltire legalmente e in sicurezza acque, fanghi e rifiuti contaminati da sostanze tossiche, sia di origine civile che industriale, a Porto Marghera c’è già. Peccato, che la parte del Progetto integrato di Fusina (Pif) – che include il megadepuratore della Regione e il tubo di scarico in mare che corre per 12 chilometri sotto la laguna – riguardante la gestione della piattaforma dell’SG31 siano ancora in «stand by». Il progetto, condiviso da Comune di Venezia e Regione Veneto, prevede la «Integrazione tra le piattaforme del Pif e quella dell’SG31» per il trattamento delle acque e dei rifiuti provenienti solo da un ambito locale o al massimo regionale «con il revamping e l’ottimizzazione energetica dell’inceneritore esistente». L’SG31 ha più di 30 anni e recentemente è stato ceduto alla società controllata da Regione, Veritas e gruppo Mantovani (la Sifa) a Spm , ovvero il consorzio formato dalle società che operano al Petrolchimico con il bilancio in rosso a causa delle chiusure di impianti chimici ex Enichem, Montefibre, Ineos-Vinyls che hanno fatto mancare quote associative ed acque e fanghi da trattare e smaltire. Le grandi potenzialità e il sottoutilizzo dell’SG31 con il forno ormai spento, avevano risvegliato molti appetiti di affaristi del settore, compreso quello della Ste (Servizi tecnologici per l’ecologia), di proprietà di Stefano Gavioli, che però dopo le grandi poteste dei cittadini di Marghera e le prese di posizione dell’amministrazione comunale, ha ritirato il suo progetto (che dall’estate del 2011 era al vaglio della commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale) per il riavvio dell’impianto di incenerimento allo scopo di bruciare grandi quantità di fanghi contaminati provenienti da chissà dove. Un accordo tra Comune e Regione mise fine ad ogni mira esterna sull’SG31, ribadendo il suo utilizzo «per soddisfare le necessità di smaltimento di acque reflue, fanghi e rifiuti prodotti solo nell’area metropolitana» escludendo quindi il suo utilizzo «per smaltire rifiuti pericolosi e/o tossici provenienti da aree territoriali diverse». Per garantire, comunque, al forno già esistente e al secondo che si dovrebbe costruire (revamping) è previsto il trattamento di 40/50 mila tonnellate annue di fanghi biologici dell’area metropolitana veneziana conferiti da Veritas, nonché l’’incenerimento, con recupero energetico, del Combustibile da rifiuti (Cdr) di Veritas, non utilizzato dalla centrale Enel. L’empasse che sta bloccando l’attuazione di questo progetto sembra dovuto a diversi fattori, a cominciare dall’uscita di scena di Piergiorgio Baita (l’ex presidente del gruppo Mantovani e grande alleato della Giunta regionale), fino alle “liti” interne al consorzio Spm, tra le società che fanno capo ad Eni e gestiscono anche gli impianti di demineralizzazione delle acque industriale (Demi) e di falda (Taf). In ogni caso il commissario della Regione, Giovanni Artico: «è in arrivo il terzo atto integrativo che aggiorna l’accordo per il Pif e l’SG31 e ne garantirà la piena attuazione in trasparenza e nel rispetto delle reciproche responsabilità». Anche Veritas assicura che il progetto sarà presto attuato in ogni sua parte. Ne è convinto anche l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, che dice:

«La gestione della piattaforma dell’SG31 sarà un esempio di legalità e rispetto della popolazione e dell’ambiente in un settore dove la criminalità e il malaffare sono sempre più presenti».

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Gazzettino – Rifiuti a Marghera “Intervenga la Regione”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

mag

2013

 

«Sull’allarme illegalità per i rifiuti a Porto Marghera, la Regione deve convocare la commissione Ambiente, facendo uscire, una volta per tutte, dai cassetti le politiche di smaltimento dei rifiuti».

È il capogruppo regionale del Partito Democratico, Lucio Tiozzo, a chiedere una seduta di commissione per esaminare i dati dell’Osservatorio che vede impegnati Legambiente ed il Comune.

«Sono gravi e preoccupanti i dati forniti dall’Osservatorio che tracciano una spirale di illegalità nell’ambito del traffico dei rifiuti, coinvolgendo anche Porto Marghera. Un allarme che – sollecita- va portato nella discussione a livello regionale per analizzare e capire quali politiche e sinergie tra Regione ed enti locali vadano urgentemente adottate».

Alla seduta di commissione dovrà essere invitato l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin perché presenti i dati. Obiettivo? Far sì che gli enti locali si trasmettano informazioni preziose.

«Alla luce di queste, bisogna definire con più puntualità le politiche sullo smaltimento dei rifiuti su scala regionale. Un’operazione rimasta, per troppo tempo, nei cassetti di questa Giunta, e – denuncia Tiozzo – legata ad una visione solo economica dell’utilizzo degli impianti in Veneto e poco attenta agli aspetti ambientali».

 

ASSEMBLEA A MARGHERA – Presente anche l’assessore Bettin, domani consiglio di municipalità

Cento persone in Municipio per dire: «No al progetto Alles». È stata molto partecipata l’assemblea cittadina di ieri sera, organizzata dall’Assemblea permanente contro il rischio chimico. Era presente anche l’assessore comunale alle Politiche ambientali Gianfranco Bettin che proprio nei giorni scorsi è stato minacciato probabilmente a causa del suo impegno contro i traffici di rifiuti. Inoltre, c’era il presidente della Municipalità Flavio Dal Corso che ha annunciato che domani alle 20.45, il consiglio di Municipalità terrà una riunione specifica sul caso Alles a cui prenderà parte lo stesso Bettin. Il presidente dell’Assemblea permanente Roberto Trevisan ha detto:

«La giunta regionale, che ha autorizzato il progetto per lo smaltimento di rifiuti pericolosi a Marghera, almeno poteva congelare la decisione per motivi di opportunità visto lo scandalo che ha coinvolto Baita, responsabile di Mantovani e “padrone” di Alles. Tutta la cittadinanza è indignata per questo tentativo di riportarci indietro di 10 anni, trasformando Marghera nella pattumiera d’Italia. Sabato prossimo o sabato successivo faremo una manifestazione, prenderemo le biciclette per andare a contestare Mantovani e l’impianto Alles. Poi, bene ha fatto l’assessore Bettin con la giunta comunale ha fare ricorso al Tar».

(mi.bu.)

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Nuova Venezia – Raccolte in laguna 13 tonnellate di rifiuti

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

mag

2013

La giornata ecologica tra Giare e Dogaletto. C’era di tutto: frigoriferi, lavatrici, ruote di automobili

MIRA. Tredici tonnellate di rifiuti raccolti in laguna. Questa l’enorme quantità di immondizia raccolta da un centinaio di volontari domenica scorsa in laguna sud a Giare di Mira, Dogaletto e Porto San Leonardo. Ad organizzare la giornata ecologica sono state le associazioni venatorie di Mira, l’Associazione cavanisti, l’Ambito territoriale di caccia 5A5, l’Associazione pescatori Pensionati della Riviera del Brenta e del Miranese.

«La manifestazione», spiega per le associazioni venatorie Piergiorgio Fassini, «ha visto la partecipazione di un centinaio di persone che a bordo di un’ottantina di imbarcazioni messe a disposizione da cavanisti, cacciatori e pescatori si sono mosse nel territorio lagunare di Mira alla ricerca dei rifiuti abbandonati e portati dalla marea. Lungo l’argine di conterminazione lagunare che va fino alla spiaggetta delle Giare , lungo i canali lagunari Bondante, Bondantino e Cunetta e tra i “ghebi”, i volontari, muniti di sacchi delle immondizie e guanti di protezione, messi a disposizione da Veritas, hanno raccolto tre cassoni scarrabili di materiale per una quantità di rifiuti stimata in 13 tonnellate».

In una decina di ore è stata raccolta una miriade di contenitori di plastica di vario tipo ma anche cassette di plastica, frigoriferi, lavatrici, paraurti e ruote di automobili, tubi in pvc, polistirolo. Tutta immondizia caricata sulle barche dei volontari e portata ai magazzini dell’Associazione cavanisti a Giare dove i rifiuti sono stati scaricati e trasferiti nei cassoni scarrabili. «Manifestazioni di questo genere», continua Fassini, «hanno l’unico interesse di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’unicità dell’ambiente lagunare e su quanto prezioso sia il suo rispetto. Viene da chiedersi: perché invece di essere organizzata dai soliti ambientalisti la manifestazione è stata organizzata delle associazioni venatorie?».

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«Dark economy a Nordest: rifiuti, cemento e malaffare. Il danno ambientale: soggetti, vittime e normative» è il titolo del convegno che si terrà giovedì 9 maggio prossimo alle ore 10, nella sede dell’Istituto Universitario di Architettura (Iuav) di Cà Tron (Santa Croce 1957). Sono previsti gl iinterventi di Matteo Ceruti (avvocato), Claudio Maruzzi (avvocato), entrambi coautori del volume dal titolo “L’umanità vittima dei crimini ambientali. Danno, percezione, rimedi” (Gruppo editoriale Viator).

Seguiranno gli interventi di Paolo Rosato (economista dell’università di Trieste), Anthony Candiello (rappresentante dell’Assembela Permanente Contro il Rischio Chimico di Marghera), Stefania Tonin (economista dell’ università Iuav Venezia) e Luigi Lazzaro (presidente Legambiente Veneto).

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Duro attacco dell’assessore comunale all’Ambiente alla delibera regionale che autorizza il revamping dell’azienda: «Si è stravolto il piano regolatore»

«Finora con il sistema efficace di controlli di matrice pubblica, l’illegalità nel settore rifiuti a Porto Marghera è stata ridotta al minimo anche perché si trattano solo i rifiuti prodotti nell’area con un sistema rigoroso di controlli. Ma oggi il rischio esiste perché per autorizzare il revamping di Alles Spa, la giunta regionale del Veneto ha stravolto il Piano regolare di Porto Marghera, con il rischio concreto di far arrivare qui il Far West».

Non ha dubbi, Gianfranco Bettin. La scelta della giunta regionale di autorizzare il revamping dell’impianto di Alles Spa, società del gruppo Mantovani ( finita nel ciclone dell’inchiesta sul giro di fatture false che ha portato in carcere il presidente Piergiorgio Baita, ndr) , è un clamoroso errore della Regione Veneto guidata dal leghista Luca Zaia.

Per concedere il trattamento di 70 diversi codici di rifiuti, contro i 20 attuali,

spiega Bettin nel municipio di Mestre

«si è cambiato il piano regolatore dell’area nel punto che vieta il trattamento di rifiuti che arrivano dall’esterno del territorio veneziano. Aprirsi a quel mercato significa aprirsi ad un rischio fortissimo»,

precisa l’assessore all’Ambiente di Venezia ricordando che la decisione della giunta regionale arriva dopo il via libera della commissione Via di

«cui fanno parte dodici tecnici di nomina regionale più un tredicesimo di nomina Arpav, ma sempre riconducibile alla Regione».

Una votazione simile ad un “porcellum”, attacca l’assessore visto che con i loro pareri contrari e contando solo un voto ciascuno, Comune e Provincia si sono trovati in minoranza schiacciante.

Una scelta poi che stride con l’allarme lanciato dal rapporto Dia, la direzione investigativa antimafia, nel 2011 secondo cui la mafia aveva messo le mani anche a «Porto Marghera sul traffico di rifiuti». Se l’allarme è di due anni fa, il rischio è concreto, avverte l’assessore comunale all’Ambiente.

«Per questo occorre guardare con attenzione agli assetti societari delle aziende impegnate nel settore e occorre evitare, anche, indebiti allargamenti dei permessi a operare di impianti che possono essere oggetto di operazioni non pienamente controllabili»,

segnala Bettin con un chiarissimo riferimento alla vicenda del revamping di Alles, delibera regionale

«pericolosissima perché rischia di far saltare il sistema collaudato di controlli pubblici sul ciclo dei rifiuti tossici che ora è pressoché completamente un ciclo locale».

Dal via libera al revamping di Alles Spa avverte l’assessore comunale

«il rischio di aprirsi ad avventurieri e a criminali viene così moltiplicato e questa è una inquietante, pericolosa, deregulation di tutta l’area».

Per questo motivo, quindi, la giunta Orsoni ha confermato che ricorrerà al Tar, tribunale amministrativo del Veneto, per chiedere la sospensiva della delibera regionale che autorizza Alles Spa ad aumentare le sostanze trattate nell’impianto di Marghera.

E la mobilitazione coinvolge anche comitati e associazioni ambientaliste che si ritrovano stasera in una grande assemblea cittadina a Marghera. L’Osservatorio, attivato da Comune e Legambiente, continuerà ad occuparsi di legalità e traffici ambientali: dal consumo di suolo agli affari delle ecomafie locali e nazionali con convegni e pubblicazioni.

Mitia Chiarin

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