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(d.gh.) Ca’ Corner ribadisce il proprio no al progetto di Alles, nonostante la riduzione delle tipologie di rifiuti e fanghi pericolosi da trattare, decisa dalla azienda del gruppo Mantovani – Baita e nonostante il parere favorevole della commissione regionale Via. L’ordine del giorno “Contrarietà al progetto Alles”, presentato dalla consigliera di Rifondazione comunista Elena Carradori, dopo il passaggio in quinta commissione, è stato votato ieri all’unanimità dal consiglio provinciale. «Il parere positivo espresso dalla commissione regionale Via – ha affermato Carradori – va nella direzione opposta rispetto a quelli formulati dalla Provincia e dal Comune che hanno dichiarato l’incompatibilità ambientale e urbanistica dl progetto Alles». «Marghera non deve diventare la “scoassera” d’Italia – ha ribadito il consigliere Pdl, Pietro Bortoluzzi – siamo favorevoli all’ottimizzazione della gestione dei rifiuti ma non si possono avvallare simili progetti quando non c’è chiarezza sui programmi di riqualificazione dell’intera area». Il consiglio pertanto impegna la Presidente della Provincia e la Giunta ad attivare un’interlocuzione con il Comune di Venezia, in prospettiva della costituzione della Città Metropolitana, con l’intento di produrre una efficace linea di azione comune per la salvaguardia del territorio e della salute pubblica ed a contrastare in ogni sede, a partire dal Tar, la realizzazione del potenziamento dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi di Alles.

Gazzettino – Zero Branco. Ok alla Mestrinaro: Zanoni esplode

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28

nov

2012

ZERO BRANCO – L’europarlamentare contro la Provincia: «Ha calpestato la legge»

ZERO BRANCO – (nd) «La Provincia di Treviso con una autorizzazione della scorsa settimana consente alla ditta Mestrinaro il trattamento di rifiuti per i quali non esiste un’autorizzazione regionale. Il fatto è di una gravità inaudità»: parole dell’europarlamentare dell’Idv, Andrea Zanoni, che si sta occupando da anni dei problemi ambientali legati all’attività della ditta Mestrinaro con sede nella zona agricola di località Bertoneria a Sant’Alberto di Zero Branco.

«La Provincia – spiega Zanoni in una nota – calpesta la legge e consente quello che il Consiglio di Stato ha dichiarato illegale. La Regione con delibera del 2010, la numero100, aveva approvato il progetto della ditta Mestrinaro per la realizzazione di un nuovo impianto di trattamento per rifiuti speciali».
«La delibera -prosegue l’europarlamentare- è stata successivamente annullata dalla sentenza del Consiglio di Stato del 28 dicembre 2011, la 1082, e in data 28 febbraio 2012 il Comune di Zero Branco ha emesso ordinanza di abbattimento dei capannoni costruiti grazie alla delibera regionale poi annullata dal Consiglio di Stato».

Si torna così a parlare dell’annoso problema dell’attività della Mestrinaro che ha ottenuto il via libera dalla Provincia per il trattamento di circa 5700 tonnellate di rifiuti, costituiti da materiale di risulta delle operazioni di bonifica dei terreni.
Per Zanoni si tratta di «uno scandalo di una gravità inaudita che vede la Provincia, ente che dovrebbe fare gli interessi del cittadini, agire invece in contrasto con le sentenze dei giudici».
L’ennesima battaglia di Zanoni è appena all’inizio.

 

Trattamento di fanghi: protesta e progetto bocciato, benché ridimensionato. Nel terzetto dei revisori dei conti (compensi tagliati del 20%) elette due donne.

Come aveva già fatto nel 2010 con il primo progetto, il consiglio comunale ha respinto ieri a maggioranza il nuovo e ridimensionato progetto di potenziamento (revamping) dell’impianto di Alles spa a Porto Marghera che tratta rifiuti e fanghi inquinati.

Sotto gli occhi dei militanti dell’Assemblea permanente contro il rischio chimico di Marghera, arrivati in Municipio con uno striscione in cui accusano il gruppo Mantovani, di cui Alles spa fa parte, di danneggiare la salute dei cittadini, i consiglieri presenti hanno votato a maggioranza (21 favorevoli su 26 presenti al voto) la mozione predisposta dal consigliere Beppe Caccia in cui si dice chiaramente che «il progetto di potenziamento dell’impianto di Alles spa contrasta con le vigenti norme del Piano regolatore generale del Comune di Venezia, contrasta inoltre con gli obiettivi di risanamento e riqualificazione industriale definiti dal Pat (Piano di assetto del territorio) e si inserisce in un più ampio disegno finalizzato allo sviluppo nel sito industriale di Porto Marghera dell’intera filiera produttiva per lo stoccaggio, il trattamento e lo smaltimento di rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi, provenienti da tutto il territorio del Veneto e non solo».

Il progetto dell’azienda del gruppo Mantovani, presieduto da Piergiorgio Baita che ieri è stato accusato di «infischiarsene della salute dei cittadini e dell’ambiente», viene dunque bocciato dal consiglio comunale – malgrado da riduzione delle tipologie di rifiuti e fanghi pericolosi da trattare, decisa dalla stessa Alles e malgrado il parere favorevole avuto dalla commissione regionale per la valutazione dell’impatto ambientale – in quanto «tratta rifiuti estremamente pericolosi per la salute dei cittadini e dei lavoratori della zona industriale e dannoso per il territorio e l’ambiente, ed è in aperto contrasto con la prospettiva della bonifica delle aree inquinate, della riconversione dei cicli produttivi inquinanti e del complessivo rilancio produttivo del polo di Porto Marghera con attività pulite, ecologicamente compatibili e sostenibili, prospettiva alla base dei recenti accordi stipulati in materia di bonifiche e messa in sicurezza e sostenuta a parole, tra gli altri, anche dal Piano regionale di sviluppo approvato nel 2007 da Giunta e Consiglio del Veneto».

La mozione chiede quindi alla Giunta regionale di «non recepire il parere positivo della commissione Via e di negare qualsiasi autorizzazione al potenziamento dell’impianto di Alles». Altrimenti, ha ripetuto l’assessore Gianfranco Bettin, il Comune è pronto a ricorre al Tar. La mozione di Beppe Caccia ha avuto anche i voti dei consiglieri della Lega Nord, mentre quelli del Pdl hanno votato una mozione alternativa in cui, pur non approvando il progetto di Alles, si proponeva la creazione di una commissione tecnica comunale per valutarlo meglio.

La seduta del consiglio comunale era iniziata con la contrastata elezione dei nuovi revisiori dei conti. La novità è che due dei tre revisori eletti ieri sono donne: Silvia Bernardini candidata della maggioranza di centrosinistra e Maria Giovanna Ronconi proposta dal Pdl. Il nuovo presidente dei revisori è Massimo Da Re, ma sia lui che le due neoelette riceveranno, come previsto da un emendamento votato ieri, un compenso annuale ridotto del 20 per cento, pari a 13 mila euro lordi l’anno.

Gianni Favarato

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Gazzettino – Marghera. Comune, nuovo no ai rifiuti di Alles

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13

nov

2012

Solo il Pdl ha votato contro la mozione con la quale il Consiglio comunale ieri ha detto un nuovo no all’ampliamento dell’impianto Alles per il trattamento di rifiuti. Il resto delle opposizioni ha votato a favore del testo proposto da “In Comune” e fatto proprio dall’intera maggioranza.

Il Consiglio, dunque, chiede alla Giunta regionale di non recepire il parere positivo che la Commissione Via ha dato lo scorso settembre e di negare qualsiasi autorizzazione, inoltre impegna il sindaco e la Giunta comunale a contrastare in ogni sede, a partire dal ricorso alla Giustizia amministrativa, la realizzazione di tale progetto.

La seduta del Consiglio è cominciata con gli ambientalisti che, in silenzio, hanno srotolato un grande striscione con una foto di bidoni di rifiuti e la scritta «Mantovani giù le mani dalla rinascita di Marghera e dalla nostra salute». L’impresa Mantovani è proprietaria di Alles, l’impianto che fino a qualche anno fa era partecipato anche da Veritas e che attualmente tratta parte dei fanghi scavati nei canali industriali di Marghera, con una ventina di dipendenti.
Ieri mattina in Commissione Ambiente si è discusso a lungo del progetto approvato dalla commissione Via, ridotto nelle dimensioni rispetto a quello originario: attualmente Alles ha l’autorizzazione per trattare 16 tipologie di rifiuti (in base ai codici Cer), nessuna per rifiuti tossico nocivi; chiedeva di ottenere 113 autorizzazioni anche per rifiuti pericolosi, la Via ha concesso 70 tipologie delle quali 24 per tossico nocivi:

«In buona sostanza se la Giunta regionale dovesse approvare il progetto, l’impianto di Fusina che oggi tratta 726 quintali di fanghi al giorno, domani potrà trattarne il 250% in più» diceva ieri pomeriggio Beppe Caccia di “In Comune”: «Una quantità mostruosa con rifiuti da ogni parte d’Italia, che vanificherebbe tutti gli sforzi di riqualificare la zona industriale, aprendo invece la strada per trasformarla in una pattumiera».

L’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin ha ricordato quand’era piccolo: i medici dicevano ai bimbi di Marghera che fumavano 20 sigarette al giorno e loro si sentivano importanti. In realtà non fumavano sigarette ma era come se lo facessero vista la quantità di veleni che respiravano. Oggi non è più così e «nessuno vuole più tornare indietro».

 

Appello alla Regione per bloccare il progetto Alles

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12

nov

2012

Da dieci anni l’ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO di Marghera sta svolgendo una funzione di sentinella del territorio e di allarme a fronte degli eventi che possono minacciare la salute di cittadini e lavoratori. In questi mesi stiamo combattendo l’ennesima battaglia contro i soliti noti che stanno tentando di svendere la qualità della vita di tutti noi per il proprio tornaconto personale: la società Alles SpA (gruppo Mantovani) ha chiesto il potenziamento del proprio impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti tossico-nocivi di via dell’Elettronica a Marghera (per ulteriori dettagli clicka qui: http://margheraonline.it/blog/marghera/no-al-progetto-alles/

Tra le varie azioni che stiamo attivando in difesa della salute e del futuro della popolazione tutta, abbiamo deciso di inoltrare un appello alla Regione affinché blocchi il progetto Alles.

ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO

http://margheraonline.it/
pagina facebook “assemblea permanente contro il pericolo chimico a Marghera”

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APPELLO
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ALLA GIUNTA REGIONALE VENETA E AL SUO PRESIDENTE

Le/i sottoscritti chiedono alla Giunta Regionale  del Veneto di NON recepire il parere positivo della commissione tecnica V.I.A. e di negare qualsiasi autorizzazione al progetto di revamping presentato dalla ditta Alles S.p.A., Azienda Lavori Lagunari Escavo e Smaltimenti, di via dell’elettronica 21 a Marghera.

Tale progetto è estremamente pericoloso per la salute dei cittadini tutti e dei lavoratori della zona industriale nonché dannoso per il territorio e per l’ambiente: una previsione dell’ARPAV ha stimato che l’impianto potenziato produrrebbe il 30% in più di polveri e di rumore. E’ facile intuire come tutto ciò rappresenterebbe un’ulteriore offesa ad un territorio già ampiamente compromesso  da decenni di attività produttive inquinanti e pericolose.

I pediatri e i medici di famiglia di Marghera e Mestre rilevano continuamente gravi danni alla salute della popolazione: sono infatti in costante aumento asma e malattie respiratorie nei bambini, bronchiti croniche, leucemie e tumori del polmone e del fegato negli adulti e negli anziani. E’ per questo che pediatri e medici hanno inoltrato un appello alla Giunta Regionale contro l’ampliamento di Alles.

Recenti accordi stipulati in materia di bonifiche e messa in sicurezza del territorio, sostenuti anche dal Piano Regionale di Sviluppo approvato nel 2007 da Giunta e Consiglio del Veneto, possono aprire la strada al complessivo rilancio produttivo del polo di Porto Marghera e alla sostituzione dei cicli produttivi inquinanti con attività pulite ed ecologicamente compatibili e sostenibili. All’opposto, il progetto Alles va contro a tutto questo e apre la strada al business dei rifiuti industriali, inserendosi in un più ampio disegno finalizzato all’impianto nel sito industriale di Porto Marghera dell’intera filiera produttiva di stoccaggio, trattamento e smaltimento di rifiuti di vario genere (civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi) provenienti da tutto il Veneto e oltre.

Alles ha richiesto l’aumento  non solo delle quantità di rifiuti tossico-nocivi da trattare ma anche delle tipologie, includendo anche sostanze non prodotte nella nostra zona industriale. E’ per questo che i  rifiuti tossico-nocivi che Alles vuole far confluire nel nostro territorio avrebbero provenienza non solamente locale ma nazionale ed estera, trasformando sostanzialmente Marghera nella pattumiera d’Italia e forse d’Europa! Tutto ciò è in netto contrasto col buon senso, con la tutela della salute e, infine, con le vigenti norme del Piano Regolatore Generale del Comune di Venezia – Variante per Porto Marghera – e con gli obiettivi di risanamento e riqualificazione industriale definiti dal Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) che è adottato dal Consiglio Comunale di Venezia il 4 febbraio 2012 e con il quale si vieta categoricamente  il trattamento di rifiuti che non siano locali.

Chiediamo perciò  alla Giunta Regionale di:

  • fare proprie le indicazioni e motivazioni espresse dal Comune e dalla Provincia di Venezia che  hanno bocciato in modo chiaro e netto il progetto Alles.
  • fermare ad ogni costo il potenziamento dell’impianto di Alles S.p.A. per il trattamento di rifiuti speciali e pericolosi a Porto Marghera

BASTA RIFIUTI TOSSICI E VELENI A MARGHERA

IN MUNICIPIO

Oggi alle 14 in municipio a Mestre si riunirà il consiglio comunale: tra i punti principali all’ordine del giorno l’ampliamento dell’azienda Alles che si occupa del trattamento di rifiuti pericolosi. L’azienda, del gruppo Mantovani, ha chiesto alla Regione l’ampliamento dello spettro del tipo di rifiuti da poter trattare (da 18 a 60) e del bacino d’utenza. Il Consiglio comunale, che già in passato si era detto contrario, domani tornerà ad esprimersi. Al dibattito parteciperanno con striscioni e cartelli anche i cittadini dell’Assemblea permanente contro il pericolo chimico, che hanno anche chiesto al presidente del consiglio di poter intervenire in aula. «Non vogliamo che Marghera» spiegano «diventi la pattumiera d’Italia».

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Gazzettino – Marghera, Pronta la mobilitazione contro Alles

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10

nov

2012

MARGHERA – No di Pd e Ambientalisti all’ampliamento dell’impianto rifiuti

Striscioni e presidio lunedì in occasione del Consiglio comunale

Il Partito Democratico di Marghera chiama a raccolta i cittadini. Perchè si mobilitino contro il potenziamento dell’impianto di trattamento di rifiuti della ditta Alles di Porto Marghera. Il doppio appuntamento che il coordinatore del Pd Tonino Cossidente dà a quanti temono la trasformazione della zona industriale nella pattumiera del Veneto è per lunedì: alle ore 11, il Municipio di via Palazzo a Mestre ospiterà la commissione consiliare chiamata ad esprimersi sul progetto. Mentre, alle 15, il progetto rientrerà tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale straordinario. «Il circolo, in continuità con l’assemblea tenuta in municipalità col senatore Felice Casson, ritiene che – spiega Cossidente – Marghera si debba mobilitare. Torniamo a chiedere, ancora una volta, alla Giunta Zaia che guida la Regione di non recepire il parere della commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) ma rappresenti, una volta per tutte, gli interessi della comunità anzicchè quelli di parte. Vogliamo trasparenza! Malgrado il netto rifiuto di Marghera, costatiamo che – conclude il segretario del circolo democratico – si tergiversa per non ostacolare relazioni di potere troppo ingombranti».
Giunge anche dai rappresentanti dell’assemblea permanente dei cittadini contro il pericolo chimico l’appello ai residenti di Marghera e Malcontenta ad essere presenti lunedì nel municipio di Mestre per manifestare, in massa, il «no» al potenziamento dell’inceneritore di Alles. L’assemblea, due settimane fa, aveva promosso una manifestazione sotto le finestre dell’impianto come seconda forma di mobilitazione contro il progetto che attende il via libera della Regione. Lunedì, si presenteranno, in via Palazzo, con cartelloni e striscioni. La stessa assemblea, a metà ottobre, aveva lanciato la proposta del cosiddetto «mail-bombing» ovvero dell’invio massiccio di mail all’indirizzo del presidente della Giunta veneta per far giungere, anche via posta elettronica, il no di Marghera all’aumento dei rifiuti

Giacinta Gimma

 

Lunedì la seduta del parlamentino: «Marghera non sia pattumiera d’Italia» Ma il parere del Comune è solo consultivo, l’ultima parola spetta alla Regione

MARGHERA. Manifesti e striscioni per ribadire un secco “no” al progetto di ampliamento dell’azienda Alles (gruppo Mantovani) di Fusina per il trattamento di rifiuti pericolosi.

L’Assemblea permanente contro il pericolo chimico, riunitasi mercoledì sera, ha deciso di partecipare al consiglio comunale che si terrà lunedì dalle 14 nel municipio di via Palazzo a Mestre. «Stiamo preparando striscioni e cartelloni» spiega Roberto Trevisan presidente dell’Assemblea «e ci saremo, anche se l’orario di convocazione del Consiglio non aiuta la partecipazione di massa.

Abbiamo anche chiesto al presidente Roberto Turetta di poter intervenire per poter esprimere la nostra posizione sul progetto». Un progetto che da mesi sta facendo discutere la città, per la paura, come è stato ricordato più volte, che Marghera possa diventare la «pattumiera d’Italia». Questo perché la Alles, che attualmente tratta 18 tipi di rifiuti – prevalentemente fanghi – prodotti in loco e derivati dalle lavorazioni di Porto Marghera ha chiesto alla Regione l’ampliamento dello spettro di rifiuti da poter trattare (da 18 a 60, una prima ipotesi ne prevedeva 120) e del bacino d’utenza: ovvero di poter ricevere anche rifiuti provenienti da fuori città. Un progetto per il quale la commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale (Via) ha già dato l’ok. Provincia e Comune hanno ribadito in più occasioni la loro contrarietà, con la consapevolezza però di esprimere un parere solo consultivo: l’ultima parola in merito all’ampliamento spetta alla Regione.

«L’aspetto più delicato della vicenda» spiega l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin, «è che l’attuale piano regolatore del Comune prevede per Marghera che siano solo soggetti pubblici a poter trattare rifiuti pericolosi che arrivano da fuori città. Se la giunta regionale dicesse sì, la sua decisione modificherebbe il piano regolatore, aprendo la strada ad altri soggetti privati che volessero arrivare a Marghera per trattare rifiuti pericolosi». Un passaggio molto delicato che rischia di compromettere il percorso di risanamento dell’area industriale. Per fare il punto della situazione lunedì mattina, prima del consiglio, è stata convocata anche la Commissione Ambiente, alla quale ci sarà anche Bettin.

«Servirà per capire a che punto è l’iter per la richiesta di ampliamento» spiega Saverio Centenaro del Pdl «e per capire nel dettaglio quali tipo di rifiuti potrebbero arrivare a Marghera. Una cosa è certa: nessuno di noi la vuole trasformare nella pattumiera d’Italia».

Francesco Furlan

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Gazzettino – Marghera, In corteo contro la Alles

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28

ott

2012

AMBIENTE Contestato il progetto per la lavorazione di rifiuti speciali

Il maltempo non ha frenato il sit-in dei contrari all’ampliamento

PROTESTA Lo striscione innalzato dai manifestanti contro il progetto di ampliamento della Alles

La pioggia e il brutto tempo di ieri mattina non sono riusciti a fermare la manifestazione di protesta organizzata dall’Assemblea permanente dei cittadini contro il rischio chimico.
Un corteo di biciclette e auto è partito dal municipio di Marghera per arrivare proprio davanti ai cancelli del centro Alles, l’azienda specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali.

«Non vogliamo diventare la pattumiera d’Italia – ha dichiarato Roberto Trevisan, portavoce dell’assemblea organizzatrice del sit-in di protesta – ed è questo il rischio che correrà la nostra città se dovesse venire approvato il progetto Alles-Mantovani. Un progetto che chiede di potenziare il proprio impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti industriali, a discapito della salute di tutti i cittadini».

Gli abitanti di Mestre e Marghera hanno voluto far sentire la loro voce affinché la Giunta regionale, che dovrebbe discutere il progetto in Consiglio nei prossimi mesi, blocchi il piano di ampliamento previsto e si opponga alla proposta di aumentare le sostanze da smaltire all’interno dell’impianto.

«Porto Marghera farebbe un passo indietro di decenni se il progetto dovesse passare» fa sapere il presidente della municipalità di Marghera Flavio dal Corso. Che continua: «Basta creare business sulla nostra pelle. È necessario guardare al futuro della città, già sufficientemente sfruttata, in modo più sostenibile. Bisogna pensare a programmi di riqualificazione della zona industriale in modo ecocompatibile».

Un grido d’allarme è stato lanciato anche da alcuni medici presenti ieri alla manifestazione:

«L’aumento delle attività e il potenziamento di Alles porterebbe a una preoccupante situazione di rischio per la salute dei bambini – ha detto il pediatra Paolo Regini – che rimangono i più esposti al rischio di malattie legate alla qualità dell’aria. In Italia – continua – abbiamo un tasso di incremento di tumori infantili tra i più alti d’Europa».

Claudia Gioia

 

MARGHERA – Oggi la protesta degli ambientalisti, il Pd: «Zaia fermi il progetto»

È confermato, anche in caso di pioggia, il sit in di protesta sotto le finestre di Alles a Porto Marghera, organizzato per oggi, sabato 27 ottobre, dall’assemblea permanente dei cittadini contro il rischio chimico. Qualora piovesse, non si raggiungerà Malcontenta in bicicletta ma in auto. Partenza alle 10 dal municipio di Marghera.
Sulla vicenda, si registra, intanto, il no «senza se e senza ma» del Partito Democratico di Marghera, scandito, nei giorni scorsi, durante un’affollata assemblea pubblica promossa dal circolo cui hanno partecipato il senatore Felice Casson, il segretario comunale Pd Claudio Borghello ed il consigliere regionale Stefano Fracasso.
«È ora di finirla – attacca il coordinatore del Pd di Marghera, Tonino Cossidente – di considerare Marghera un luogo dove collocare soluzioni non compatibili con gli interessi della collettività».
Il Pd, quindi, chiamano in causa la Giunta Zaia perchè «impedisca che i rifiuti diventino occasione di profitto ma anche di gestione poco chiara dove la Regione non ha la forza nè il coraggio e forse nemmeno l’interesse a rappresentare le paure e le speranze del territorio». «Lavoro e salute – conclude Cossidente, che rigetta il ricatto occupazionale – sono entrambi diritti e il caso Ilva di Taranto insegna». (g.gim.)

 

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