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Exploit della raccolta differenziata nel comune di martellago balzata al 74 per cento, una percentuale notevole tanto più per un territorio che non adotta il metodo porta a porta ma con i cassonetti stradali. Decisiva per il salto di qualità l’estensione a tutto il comune, da marzo, del sistema dei contenitori a calotta con l’apertura con la tessera magnetica, partito in precedenza solo a Maerne e ora operativo anche a Martellago e Olmo. Il nuovo sistema ha contrastato il fenomeno della migrazione dei rifiuti da altri comuni, ma ha portato anche alla riorganizzazione delle isole ecologiche, all’aumento dei cassonetti, alla razionalizzazione della raccolta e a una maggiore responsabilizzazione dei cittadini. I frutti si sono colti subito ma ora sono comprovati dai dati dei primi sei mesi di attuazione del nuovo metodo. Da marzo a settembre la differenziata ha raggiunto una percentuale media del 73,9%, laddove nel 2011, quando i cassonetti a calotta erano attivi solo in un terzo del territorio, si era al 63,2%: oltre dieci punti in più. Ma con ulteriori margini di miglioramento perché, dopo i primi mesi di assestamento, da giugno in poi la media supera sempre l’80%. Il Comune ringrazia i cittadini che hanno reso possibile questo risultato e la Veritas che gestisce il servizio. Ora però, a fronte di tale successo nella differenziata, la cittadinanza si aspetta un premio concreto, ossia una riduzione sulla tariffa d’igiene ambientale che invece, finora, ha continuato a subire rincari ogni anno. (N.Der.)

 

MARTELLAGO

MARTELLAGO. Sta dando degli ottimi risultati il nuovo sistema di raccolta differenziata in vigore da sei mesi in tutto il Comune di Martellago. Veritas ha comunicato al sindaco Brunello che la percentuale è salita al 73,9%. Già dei buoni riscontri si erano avuti da aprile 2011 ai dodici mesi successivi, quando il sistema dei contenitori a calotta con chiave elettronica era attivo nella sola Maerne. Poi, dal primo aprile scorso, tutto il territorio è stato uniformato e ci si è assestati all’80%; inoltre sono state riorganizzate tutte le piazzole ecologiche, che ora hanno i contenitori per l’umido, la carta, il verde e le ramaglie e il multi-materiale. Così nel primo mese di raccolta, si è arrivati al 75%, a maggio si è saliti al 79%, poi l’80% è stato toccato a giugno e agosto, l’81% a luglio e settembre. Se paragonato al 2011, ad aprile si era al 68%, a maggio, luglio e settembre al 65%, giugno, agosto e novembre al 66%, ottobre al 67% e a dicembre il 59%. Ora si attende il riscontro dell’ultimo trimestre, che potrebbe proiettare Martellago ben oltre il 75%, in linea con le direttive fissate dall’Unione Europea, che indicano al 65% la percentuale da raggiungere per fine 2012.(a.rag.)

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Nuova Venezia – Marghera, “Il progetto Alles va fermato”

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29

set

2012

RIFIUTI A MARGHERA

Bettin invita alla mobilitazione, mercoledì riunione pubblica

MARGHERA. Comune, Municipalità e cittadini tornano a unirsi in un fronte unico contro la riproposizione dell’ampliamento della piattaforma per lo stoccaggio e il trattamento dei fanghi a Porto Marghera di Alles che potrebbe essere approvato dalla giunta regionale, in tempi brevi.

Giovedì sera circa sessanta persone si sono trovate in Municipio per rilanciare la battaglia contro il progetto per lo stoccaggio e il trattamento di fanghi tossici provenienti da tutto il Veneto e dalle altre regioni italiane. L’incontro è stato presieduto dall’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, dal presidente della Municipalità, Flavio Dal Corso, e dal portavoce dell’Assemblea permanente contro il rischio chimico, Roberto Trevisan. Il progetto di cui si era parlato negli anni scorsi sembrava finito nel dimenticatoio. Qualche settimana fa però la commissione tecnica regionale (Ctr) ha dato una valutazione d’impatto ambientale (Via) positiva. A questo punto, la palla passa alla giunta regionale a cui spetta la decisione finale.

«La decisione di Palazzo Balbi», ha detto Bettin, «potrebbe arrivare in tempi brevi. Quindi dobbiamo velocemente attivare una pressione popolare nei confronti della giunta di Luca Zaia». Mercoledì prossimo alle 21, al centro Gardenia, l’Assemblea permanente terrà una riunione aperta a tutti coloro che vogliono partecipare alla pianificazione della linea anti-Alles. È probabile, comunque, che saranno organizzate due forme di pressione: una raccolta di firme e una manifestazione. «Il progetto Alles», ha evidenziato Bettin, «deve essere fermato non solo per i danni ambientali che porterebbe ma anche perché bloccherebbe il processo di rinnovamento in atto di Porto Marghera». «Bisogna impedire», ha aggiunto Dal Corso, «che la zona industriale possa essere trasformata nel sito di trattamento dei rifiuti di tutta Italia».

(mi.bu.)

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MARGHERA – Affollata assemblea sul progetto discarica

Prima mossa: subissare la casella di posta elettronica della Giunta regionale di mail di protesta. È questa la prima forma di mobilitazione che i residenti di Marghera e Malcontenta adotteranno per sollecitare la Giunta Zaia ad impedire il potenziamento dell’impianto di smaltimento dei rifiuti della società Alles.
Il «mail bombing» è stata concordata giovedì sera durante l’incontro pubblico promosso, nella sala consiliare di piazza Municipio, dall’assemblea permanente contro il rischio chimico che si è riconvocata per mercoledì prossimo alle 20,30 presso il centro Gardenia. All’incontro ha partecipato circa un centinaio di persone, allarmate dal fatto che un via libera al potenziamento vorrebbe dire l’arrivo a Porto Marghera di rifiuti speciali provenienti dal territorio regionale e nazionale.
Oggi, invece, l’impianto di via dell’Elettronica, – secondo la logica dei distretti e del «ciascuno smaltisca i suoi rifiuti» – tratta rifiuti prodotti nella zona industriale.

Secondo l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin, l’eventuale decisione della Giunta Zaia di approvare il potenziamento dell’impianto, sulla scorta del sì della commissione regionale di valutazione di impatto ambientale (Via), azzererebbe, la progettazione urbanistica del Comune. Che ha stabilito, attraverso il Pat, appunto, che in zona industriale si trattino solo rifiuti prodotti in loco. Idea che sta anche alla base dell’accordo Vallone Moranzani: i fanghi dei canali portuali vengono trattati «in casa».
«Un eventuale sì della Regione su Alles – ha sottolineato il presidente di Marghera, Flavio Dal Corso – ci ricaccerebbe indietro al piano regolatore del 1966 che stabiliva che nella zona industriale potesse trovar luogo tutto quanto di più nocivo esistente».

 

Gazzettino – Un’assemblea pubblica contro Alles

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27

set

2012

MARGHERA

L’assemblea permanente contro il rischio chimico chiama a raccolta i cittadini di Marghera per contrastare il potenziamento dell’impianto Alles in zona industriale.
Lo fa promuovendo per oggi, giovedì 27 settembre alle 20,30 nella sala consiliare di piazza Municipio, un’assemblea pubblica. «La commissione tecnica regionale – si legge in una nota – sta dando parere positivo al progetto Alles per potenziare il suo impianto di via dell’Elettronica per trattare e stoccare rifiuti e fanghi industriali provenienti da tutta Italia e dall’estero.»
Il rischio, secondo l’assemblea, è che l’impianto, che ora tratta solo i rifiuti di Porto Marghera, diventi una sorta di «pattumiera d’Italia». «Tutto questo significherà – continuano – un notevole impatto per la salute dei cittadini derivante sia dal trattamento dei rifiuti che dal passaggio di camion e chiatte cariche di veleni. Comune e Provincia hanno già bocciato questo progetti. Adesso vogliamo che anche la Regione lo blocchi.»
All’assemblea, parteciperanno il presidente della Municipalità Flavio Dal Corso e l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin.

 

Gazzettino – “La Regione fermi i rifiuti di Alles”

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16

set

2012

MARGHERA – Appello a Zaia affinché la giunta ponga il veto al progetto di ampliamento dell’impianto

«Porto Marghera rischia di diventare la pattumiera d’Italia». È il presidente della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso a temere questa prospettiva e a chiedere un “dietrofront” alla Giunta Zaia rispetto alla decisione della commissione di valutazione di impatto ambientale (Via) sul potenziamento dell’impianto della società Alles.
I suoi timori sono condivisi dal capogruppo comunale dell’Unione Democratica di Centro (Udc), Simone Venturini che parla di «enorme sopruso per la collettività veneziana».

«Come Municipalità – sottolinea Dal Corso – chiediamo che la Giunta regionale non ratifichi la decisione presa dal Via di concedere il potenziamento e l’apertura al mercato globale dei rifiuti tossici e nocivi dell’impianto di Fusina. L’autorizzazione violerebbe l’articolo del piano regolatore che vieta l’arrivo dei rifiuti tossici non prodotti nella nostra area». Il cambiamento di “rotta” della Giunta Zaia rappresenterebbe, secondo il presidente, «una scelta di grande responsabilità attraverso la quale si potrà verificare anche la coerenza con quanto sostenuto recentemente con enfasi». «Non si può parlare – denuncia il presidente di Marghera – di rilancio del sito produttivo e di sostegno del progetto del Palais Lumiere e, contemporaneamente, ricacciare Porto Marghera indietro di decenni approvando il potenziamento di Alles». Potenziamento che non comporterebbe aumenti occupazionali. «Il parere favorevole con prescrizioni del Via, se approvato dalla Giunta Regionale, sarebbe – segnala, infine, Dal Corso – una decisione contro le comunità locali rappresentate in commissione da Comune e Provincia che hanno votato contro. Bisogna evitare che Porto Marghera ridivenga nuovamente il sito di trattamento rifiuti di tutta Italia, il che impedirebbe investimenti a favore della nuova industria sostenibile».

«L’eventuale autorizzazione regionale definitiva – denuncia, in una nota, il capogruppo Udc Venturini – sarebbe un danno gigantesco per il territorio e per la popolazione di Marghera, giustificato da insaziabili appetiti privati. Il redditizio business dello smaltimento di rifiuti non può ingrossare il portafoglio di pochi a scapito di un’intera città». Anche Venturini si appella alla Giunta Zaia perché «restituisca ai territori la sovranità scippata con la votazione di una commissione tecnica». «Il futuro di Marghera e del suo polo industriale è in gioco. La Regione – conclude Venturini – decida di tutelare i territori e non i grandi interessi economici. Altrimenti, dovrà risponderne ai veneti e alla storia».

 

La Municipalità chiede alla giunta regionale di dire no all’arrivo di altre sostanze e fanghi pericolosi

MARGHERA. Entro un mese la giunta regionale di Luca Zaia dovrà decidere se confermare o meno il parere favorevole, dato la scorsa settimana dalla Commissione Via (valutazione impatto ambientale) al progetto di Alles spa del Gruppo Mantovani-Baita. Il controverso progetto prevede il “revamping”, il rinnovamento, degli impianti di Alles in via Dell’Elettronica per poter trattare fanghi e rifiuti speciali fino a un massimo di 200 mila tonnellate annue provenienti anche da altre regioni italiane. Comune e Provincia, forti di un voto quasi unanime nei rispettivi consigli, avevano, invece, bocciato il progetto di Alles per «incompatibilità ambientale e urbanistica». Ma con il suo voto favorevole della Commissione regionale Via non ha minimamente preso in considerazione i pareri, seppure consultivi, delle amministrazioni locali. Tanto che l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, ha già annunciato che se la giunta regionale ratificherà il parere favorevole con un decreto firmato da Zaia, ci sarà un immediato ricorso al Tar contro il “revamping” che di fatto rappresenta una variante al piano regolatore generale di Venezia, in palese contrasto con il piano urbanistico adottato dal Comune, nel quale si prevede che impianti del genere possono trattare solo rifiuti pericolosi prodotti nell’ambito provinciale o al massimo regionale. Ieri, anche la Municipalità di Marghera, con una dichiarazione del presidente Flavio Dal Corso, ha chiesto che la giunta regionale «non ratifichi il parere Commissione Via a concedere così il potenziamento e l’apertura al mercato globale di rifiuti tossici e nocivi da trattare negli impianti di Alles spa a Porto Marghera».

«Se sarà invece approvato» aggiunge Dal Corso «la Giunta regionale si assumerà tutta la responsabilità di aver preso una decisione contro le comunità locali contrarie al potenziamento di un impianto che non produrrebbe alcun incremento occupazionale e condannerebbe Marghera a restare un sito di trattamento rifiuti di tutta Italia». Anche in consiglio comunale sono arrivate le prime critiche al “revamping”. I consiglieri Giuseppe Caccia e Camilla Seibezzi (lista “In comune”) hanno presentato una mozione in cui si chiede alla giunta di Luca Zaia di «non recepire il parere positivo della Commissione tecnica e di negare qualsiasi autorizzazione al potenziamento dell’impianto di Alles». Stessa cosa ha chiesto Simone Venturini, capogruppo dell’Udc.

Gianni Favarato

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Gazzettino – “La Regione dica no ai rifiuti di Mantovani”

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14

set

2012

Assessore e consiglieri comunali contro Alles 

Il potenziamento dell’impianto Alles del gruppo Mantovani non deve passare. Lo hanno ribadito ieri l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, che accusa i commissari regionali della Via di aver violentato la normativa comunale urbanistica vigente, e Giuseppe Caccia con Camilla Seibezzi della lista “In Comune”, che hanno presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale.

I due chiedono alla Giunta regionale di «non recepire il parere positivo della Commissione tecnica V.I.A., e di negare qualsiasi autorizzazione al potenziamento dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi di Alles Spa», e impegnano «il Sindaco e la Giunta comunale a contrastare in ogni sede, a partire dal ricorso al Tar, la realizzazione di tale progetto».

Non si tratta di negare un eventuale contributo degli impianti di Marghera per risolvere possibili crisi (come è avvenuto con lo smaltimento dei residui dell’alluvione dello scorso autunno, o come si potrebbe fare con materiali come quelli della Nuova Esa), dice Bettin «ma di evitare che Porto Marghera venga di nuovo inchiodata al ruolo di pattumiera globale dei rifiuti tossici e nocivi».
Caccia e Seibezzi rincarano la dose sostenendo che,

«con ogni evidenza, il progetto di potenziamento dell’impianto di Alles si inserisce in un più ampio disegno finalizzato allo sviluppo dell’intera filiera produttiva per lo stoccaggio, il trattamento e lo smaltimento di rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi, provenienti da tutto il territorio del Veneto e non solo». Questo mentre, invece, la stessa Regione predica «la bonifica e la riconversione di Porto Marghera».

(e.t.)

 

Gazzettino – Primo via libera per i rifiuti Alles

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13

set

2012

MARGHERA – La commissione tecnica regionale ha approvato il progetto di potenziamento dell’impianto

Gli ambientalisti pronti ad una nuova mobilitazione, l’assessore Bettin annuncia ricorso al Tar

Che la commissione regionale Via desse un parere favorevole al potenziamento dell’impianto di Alles a Fusina era abbastanza scontato ma che, invece di limitarsi a considerazioni e prescrizioni tecniche, si addentrasse in questioni politiche questo proprio non era prevedibile. E per gli ambientalisti di Marghera è «una decisione dove pesano pressioni e ingerenze della Giunta regionale». Per questo annunciano la ripresa della mobilitazione generale che, in occasione dell’esame di un altro progetto, quello dell’inceneritore Sg31, aveva portato tempo fa ad organizzare pure cortei acquei fino alla sede della Regione.
Anche l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, è preoccupato e annuncia che, assieme alla Provincia, il Comune farà tutto ciò che è in suo potere per evitare l’ampliamento di quell’impianto, compreso un ricorso al Tar, perché il rischio è di aprire la strada alla trasformazione di buona parte di Porto Marghera in un’immensa pattumiera con rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia.

Gli ambientalisti dell’Assemblea permanente contro il pericolo chimico sostengono che il progetto Alles comporterebbe ricevere a Fusina «70 diverse tipologie di rifiuto, incluse varie tossico-nocive (contro le 20 attuali), con il raddoppio dei seimila metri cubi autorizzati oggi per arrivare a 12 mila, e portando i flussi giornalieri da quasi 700 tonnellate a oltre mille: più di 300.000 tonnellate annue da stoccare e trattare, rifiuti in arrivo da terra e dal mare con aumento del traffico di camion e navi».

Bettin afferma che i tecnici provinciali e comunali «hanno ribadito il parere contrario espresso dalle due Istituzioni ma la Regione, in commissione, conta tanti voti quanti sono i tecnici regionali, ossia una dozzina. Quindi non c’è stata partita ma una forzatura autoritaria e violenta».
La settimana prossima i commissari regionali torneranno a riunirsi per approvare verbale della seduta di ieri e poi lo invieranno alla Giunta regionale che dovrà decidere definitivamente. La posizione politica espressa da quei commissari starebbe nel fatto che hanno respinto l’obiezione comunale e provinciale sull’incompatibilità dell’impianto con i piani urbanistici sostenendo, invece, la pubblica utilità dell’opera e quindi preparando la strada a una Variante urbanistica regionale che annulla i piani comunali.

 

MARGHERA. Parere favorevole con prescrizioni. È il “verdetto”della Commissione regionale per la valutazione dell’impatto ambientale (Via) che ieri ha esaminato il progetto di “revamping” dello stabilimento di Alles spa (del potente e onnipresente gruppo Mantovani-Baita) che chiede di trattare una quantità e una tipologia maggiore di fanghi e rifiuti speciali e pericolosi, provenienti anche da fuori provincia e regione. Il parere positivo espresso dai membri della Commissione (di nomina esclusivamente regionale) va nella direzione opposta rispetto al parere negativo formulato sia dal Comune che dalla Provincia di Venezia, dopo una approfondita discussione in commissione e in consiglio, per la dichiarata «incompatibilità ambientale e urbanistica» del progetto di Alles. Per l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, si tratta di una «decisione inaccettabile che mortifica le amministrazioni comunale e provinciale che in commissione hanno solo due rappresentanti a fronte dei dodici di esclusiva nomina regionale».

«Si tratta di una violenza istituzionale che snobba il parere delle altri istituzioni pubbliche e dei cittadini» aggiunge, senza mezzi termini, Gianfranco Bettin «per questo, se la Giunta regionale ribadirà il parere positivo e Zaia firmerà il decreto che autorizzerà Alles a trattare ancora più rifiuti pericolosi, prodotti chi sa dove, in un territorio già provato come Marghera, presenteremo un ricorso al Tribunale amministrativo regionale sostenendo che oltre all’incompatibilità ambientale, il via libera al revamping degli impianti di Alles dato dalla Regione è, di fatto, una variante al piano regolatore generale di Venezia in palese contrasto con il piano urbanistico adottato dal Comune».

Contrariato dalla decisione della Commissione Via anche l’assessore provinciale all’Ambiente, Paolo Dalla Vecchia che ricorda il parere negativo già espresso dal consiglio provinciale con un voto trasversale e commenta: «A questo punto, mi domando che senso abbia chiedere anche alla Provincia di approfondire se ci sono o meno le compatibilità ambientali di un progetto sul territorio in cui si vuole realizzare, se poi il parere della Provincia, alla stregua di quello analogo espresso dal Comune sulla compatibilità urbanistica, vale quanto i due di coppe in una partita di briscola».

Immediata e rabbiosa anche la reazione dell’Assemblea Permanente contro il Rischio Chimico di Marghera, che annuncia una «immediata mobilitazione dei cittadini contro il parere positivo al progetto di Alles che premia gli interessi di pochi affaristi senza scrupoli e ignora quelli dei cittadini e di un territorio, come quello di Marghera che ha sì bisogno di sviluppo, ma uno sviluppo finalmente compatibile e non con progetti come questo che bloccano la trasformazione che si sta lentamente delineando tramite progetti di bonifica, di risanamento, di riconversione verso produzioni pulite ed attività economiche sostenibili. Per questo ci opporremo come abbiamo già fatto con altri progetti che pretendono di fare di Marghera la pattumiera di immani quantità di rifiuti pericolosi e nocivi provenienti da chissà dove e oltre tutto causerà flussi giornalieri di centinaia di migliaia tonnellate di fanghi inquinati in arrivo da terra e dal mare con notevole aumento del traffico di camion e navi».

Gianni Favarato

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200 mila tonnellate all’anno da trattare

Sono sessanta le tipolgie di fanghi e rifiuti speciali e pericolosi che Alles spa intende trattare negli impianti in via dell’Elettronica a Marghera, accanto al Vallone Moranzani. Il progetto esaminato ieri dalla Commissione Via era stato presentato per la prima volta da Alles spa nel 2009 ma alla fine del 2011 è stato riformulato con una riduzione delle tipologie di rifiuti pericolosi (da 120 a 60) e delle quantità da trattare passate da 230.000 a 200.000 mila tonnellate annue.

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