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MESTRE – Aumento sì, aumento no, sconti sì, sconti forse. Resta caldo il fronte del possibile rincaro del pedaggio autostradale sul tratto Venezia-Padova, che dovrebbe scattare a gennaio. La scadenza si avvicina, ma la situazione si fa sempre più ingarbugliata e tanti automobilisti, pendolari in primis, temono il peggio. La storia è nota. Quando venne aperto il Passante si liberalizzò il tratto tra Mestre e Dolo-Mirano-Vetrego (che continuerà a restare a percorrenza gratuita). E così da Mestre a Padova (e viceversa) si pagano 2,90 euro. Per il tratto tra Dolo-Mirano-Vetrego e Padova (e viceversa) 70 centesimi. Da qui il fenomeno del “tornello” di Vetrego: uscita e immediata rientrata per pagare solo 70 centesimi. Da gennaio, però, la tariffa di 70 centesimi sparirà e diventerà di almeno 2,20 euro: una stangata per i “pendolari del tornello”. Presa carta e penna hanno indirizzato un lettera (con 120 firme) ai vertici della Regione, delle Province di Padova e Venezia e dei Comuni capoluogo oltre a quelli interessati, chiedendo un intervento a fronte di un aumento che rischia di costare 115 euro al mese in più a ciascun pendolare. Il suggerimento è: tariffa unica di 70 centesimi da Padova a Mestre. E se non è possibile che valga per tutti, almeno per i pendolari.
L’assessore alla Mobilità Renato Chisso assicura: «Assieme al presidente di Cav Tiziano Bembo stiamo lavorando sul problema, ma non voglio dire di più perché non è mio costume vendere la pelle dell’orso prima di averlo preso». Lo stesso Bembo invita all’attesa: «Ancora non è detto che gli aumenti ci siano, ma in caso siamo già pronti a muoverci, soprattutto per salvaguardare i pendolari». (mg)

 

Nuova Venezia – “La Cav non aumenti i pedaggi”

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5

dic

2012

la polemica 

Armelao: troppo traffico a Spinea. Gasparini: Mirano? Già dato

SPINEA. «Bene che Checchin chieda spiegazioni alla Cav, ma lo faccia in fretta, oggi». Fa discutere il caso sollevato dalla Nuova sull’aumento della tariffe, che provocherà lo spostamento del traffico in ingresso in autostrada dal casello della A57 a Vetrego a quello del Passante a Spinea, che verrebbe, a meno di un altro salasso, a costare meno di quello miranese.

Interviene il consigliere Mauro Armelao, Pdl:

«Bisogna evitare in tutti i modi un aumento di traffico su Spinea, in zona Crea hanno già dato. Se Vetrego ha problemi di traffico, e può anche essere che cittadini di Spinea vadano fino a lì per risparmiare, sono affari di Mirano e ammetto che aumentare in maniera così spropositata il costo da quel casello a Padova è un’assurdità. Ma a questo punto il costo del pedaggio sia lo stesso sia per chi entra a Spinea che per chi entra a Vetrego. Così ognuno si “tiene” i propri automobilisti pendolari e nessuno andrà in casa di altri a prendere l’autostrada». Per Armelao la questione non è da sottovalutare: «In periodi di “vacche magre” la gente cerca di risparmiare, ma Cav non pensi di far cassa con la scusa di risolvere un problema, quello di Vetrego, dirottandolo a Spinea. Creare queste differenze tra paesi interessati dai caselli è inopportuno in periodi di tensione sociale. Spero ci sia presto un accordo tra i sindaci di Spinea e Mirano, la Cav e l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso».

Ma anche da Mirano i toni sono più o meno gli stessi. Per Rifondazione Luigi Gasparini avverte:

«I miranesi hanno già subìto cementificazione, traffico, promesse di opere di compensazione mai mantenute. Gli aumenti tariffari previsti andrebbero a colpire i pendolari e chi risente di più della crisi. Il Comune deve attivarsi in ogni sede per avere dalla Regione i 19 milioni di euro che gli spettano, ma non a scapito delle tasche dei cittadini».

(f.d.g.)

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Nuova Venezia – Spinea, Scoppia la guerra del traffico

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4

dic

2012

SPINEA – A Mirano il salasso, a Spinea il traffico. Non accontenta apparentemente nessuno il prospettato aumento delle tariffe dei pedaggi autostradali previsto dal 1 gennaio, nonostante i benefici in termini di disagi al tornello di Vetrego. Se i miranesi vedranno sparire le code a caro prezzo, vista la probabile triplicazione della tariffa per la tratta Mirano-Padova est, Spinea rischia di doversi accollare proprio per questo motivo gran parte del traffico che oggi gravita su Vetrego. Il motivo è semplice: l’automobilista va dove minore è il costo, a maggior ragione con la crisi dei consumi in atto. Piazzata la stangata a Vetrego anche molti miranesi sceglierebbero di cambiare ingresso, puntando al casello alle porte di Crea invece di quello “di casa”. Il traffico insomma rischia di spostarsi di qualche chilometro, in cerca della porta più conveniente per entrare in un’autostrada pagata a peso d’oro. Una guerra tra poveri, se per poveri (e bastonati) si intendono Comuni come Mirano e Spinea già feriti dall’avvento del Passante. Ecco cosa rischia il territorio fin dal prossimo mese: attualmente la tratta Mirano-Padova est, cioè l’ingresso in A57 (tratto liberalizzato), costa al pendolare 70 centesimi. Quella Spinea-Padova est, tutta in A4, percorrendo il tratto iniziale del Passante verso Milano, costa invece 1,30 euro. L’aumento prospettato da Cav, ancora da definire, ma che potrebbe arrivare a toccare 2,40 euro da Mirano a Padova est, se non addirittura 2,70 o 2,90 euro, renderebbe più vantaggioso per tutti entrare in autostrada a Crea. Due le prospettive per Spinea: vedersi aumentare la tariffa allo stesso modo di Vetrego, con grande svantaggio per i pendolari, oppure vedersi aumentare in modo esponenziale il traffico di veicoli che sceglieranno inevitabilmente il tratto più economico. Visto da questa prospettiva il sistema Passante-A57 appare un grande pasticcio dove trovare il bandolo della matassa è difficile se non impossibile. Un gioco dei contrappesi dove l’aumento di tariffe non riduce, ma sposta, il flusso di traffico, avvantaggiando parte della viabilità ordinaria a scapito di altra. Il sindaco di Spinea Silvano Checchin è al corrente del rischio e chiederà a breve un incontro con Cav per tentare di cogliere le intenzioni del gestore.

«Siamo preoccupati», ammette Silvano Checchin, «il carico consistente di traffico che graviterebbe su Crea e la camionabile, ancorché leggero, visto che per ora il nostro casello è vietato ai camion, rischia di crearci non pochi problemi. Non possiamo e non vogliamo prenderci altro traffico, l’uso dei caselli non dev’essere di tipo tariffario, ma trasportistico». Serve un piano razionale, insomma, che non miri solo ai pedaggi.

Filippo De Gaspari

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MIRA. Presa di posizione all’unanimità del Consiglio comunale di Mira contro l’aumento delle tariffe autostradali al casello di Vetrego . Il Consiglio a maggioranza grillina su proposta del consigliere di opposizione di “Noi per Mira”, Alessio Bonetto, rigetta l’aumento e chiede alla Regione e all’assessore Chisso di ritornare sui propri passi.

Sulla questione del casello interviene anche il Comitato Opzione Zero.

«Il fenomeno del tornello del casello di Vetrego», spiega la portavoce Lisa Causin, «va eliminato perché crea ingorghi e inquinamento. La soluzione non può essere scaricata sui pendolari, che costituiscono la maggior parte dell’utenza e diventano facili prede per fare cassa. Se questa Regione non è capace di investire in una mobilità pubblica che consenta di raggiungere efficacemente il posto di lavoro, almeno si abbia la decenza di prevedere per i residenti e pendolari abbonamenti con sconti consistenti in modo da non subire ogni mese un salasso. L’aumento della tariffa da 70 centesimi a 2,9 euro è una cosa inaccettabile».

(a.ab.)

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Gazzettino – “Inaccettabili gli aumenti autostradali”

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1

dic

2012

Dolo. Il comitato Opzione Zero: «La soluzione non può essere scaricata sui pendolari»

«Inaccettabili gli aumenti delle tariffe autostradali».  Sulla questione del casello autostradale di Dolo-Mirano, interviene duramente anche il Comitato Opzione Zero:

«Il fenomeno del tornello del casello di Vetrego va eliminato perché crea ingorghi e inquinamento – affermano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del comitato – ma la soluzione non può essere scaricata sui pendolari, che costituiscono la maggior parte dell’utenza e diventano facili prede per fare cassa. Se questa Regione non è capace di investire in una mobilità pubblica che consenta di raggiungere efficacemente il posto di lavoro, almeno si abbia la decenza di prevedere per i residenti e pendolari abbonamenti con sconti consistenti in modo da non subire ogni mese un salasso».

Le protavoci del comitato proseguono.

«Nel 2011 la società CAV ha realizzato un fatturato di oltre 136 milioni di euro, di cui 17 milioni di utile. Questi soldi dovrebbero essere usati per far rispettare gli accordi sul Passante arretrando la barriera di Villabona a Roncoduro e invece saranno impiegati per costruire altre autostrade inutili e devastanti come la camionabile. CAV SpA non ha proceduto ad arretrare la barriera di Villabona o a riaprire il vecchio casello di Dolo, non per difficoltà progettuali ma perché nell’area di Roncoduro la Regione Veneto, con la complicità dei comuni di Dolo e Pianiga sta portando avanti altri progetti quali l’innesto della Romea Commerciale sul Passante e la realizzazione del casello per Veneto City in località Albarea».

«L’aumento della tariffa da 70 centesimi a 2,9 euro è una cosa inaccettabile – sostiene Rebecca Rovoletto – stiamo valutando insieme ad altre associazioni e comitati quali passi intraprende sul piano legale e su quello della mobilitazione, sia per sostenere i pendolari sia per continuare a contrastare le grandi opere che minacciano il nostro territorio».

 

Da Mira una “class action” contro l’aumento delle tariffe dell’autostrada Padova-Mestre e l’invito a Cav e Regione a sospendere ogni provvedimento. Acceso il dibattito l’altra sera in Consiglio comunale a Mira sull’adeguamento delle tariffe autostradali da Padova a Villabona uniformate a 2,70 euro anziché i 70 centesimi per la tratta su Vetrego. Molti gli interventi sulla mozione proposta dal capogruppo di “Noi per Mira” Alessio Bonetto, oltre a quelli del sindaco Alvise Maniero e dell’assessore Luciano Claut, sono intervenuti i consiglieri del Pd Gabriele Bolzoni, Maurizio Barberini e Fabio Zaccarin, ma anche Alex Biasiolo e Andrea Pesce per il Movimento 5 Stelle.
Il capogruppo di “Mira Fuori del Comune” Mattia Donadel ha evidenziato che l’arretramento della barriera a Vetrego non viene fatto «perché si intende far arrivare lì la Roma-Orte-Mestre», e perché nell’accordo di programma su Veneto City è previsto un nuovo casello ad Albarea, funzionale al mega intervento, che costerebbe 28 milioni di euro. La mozione, approvata all’unanimità, impegna il sindaco ad attivarsi in accordo con gli altri colleghi di Riviera e Miranese per bloccare l’aumento, ma chiede anche il completamento della liberalizzazione dell’autostrada da Padova a Villabona, operazione che alleggerirebbe il traffico lungo la Riviera del Brenta.
Chiesta a gran voce dai consiglieri di maggioranza e opposizione di Mira anche l’eliminazione del casello di Villabona e l’invito al sindaco di organizzare un incontro, insieme con i colleghi, con la Cav, la società che gestisce Passante e Autostrada Pd-Ve, e l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso per bloccare l’adeguamento ed evitare un salasso che andrebbe a gravare soprattutto sui residenti di Mira, Riviera del Brenta e Miranese.

 

DOLO. »Cosa intende fare il sindaco di Dolo perché, oltre al danno della mancata riapertura del casello di Dolo, non debba aggiungersi la beffa dell’aumento dei pedaggio autostradali?». A chiederlo è Giorgio Gei (Ponte del Dolo), che ha presentato un’interrogazione in Consiglio comunale nella quale chiede chiarimenti sulla riapertura del casello di Dolo e sull’annunciato aumento dei pedaggi nel tratto Mirano-Padova.

«Gli automobilisti e gli operatori economici di Dolo e della Riviera da anni sono costretti ad utilizzare un casello autostradale come quello di Vetrego, che è scomodo per la Riviera e che doveva essere provvisorio visti gli annunci che parlavano della riapertura di quello di Roncoduro».

Oltre ai disagi potrebbe arrivare anche l’aumento dei pedaggi.

«Vorrei sapere cosa intende o possa fare il sindaco per evitare l’istituzione di questo increscioso balzello che oltre che pesare sulle tasche dei pendolari dolesi non potrà che ripercuotersi negativamente anche sul traffico della Riviera divenendo assolutamente antieconomico l’utilizzo dell’ autostrada nel tratto Padova-Mirano/Dolo».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Pendolari pronti al boicottaggio

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29

nov

2012

TARIFFE AL CASELLO, SALE LA PROTESTA

«Pronti a stenderci davanti al casello»

È quasi una mobilitazione quella contro la proposta di far pagare le tariffe ai pendolari dell’autostrada. Comune sommerso dai no.

CARO PEDAGGI – Il sindaco di Mirano: proveremo in tutti i modi a ottenere riduzioni

«Bloccheremo l’autostrada». Il Comune assediato da proteste e proposte

Mobilitazione di massa contro l’aumento del pedaggio autostradale: la probabile introduzione di una nuova tariffa per la tratta Mirano-Padova dal mese di gennaio ha messo in allerta moltissimi pendolari, infuriati e preoccupati. Negli ultimi giorni il Comune è stato inondato da decine di lettere e telefonate, ma la risposta del sindaco è sempre la stessa: «La decisione non spetta a noi, ma proveremo in ogni modo a ottenere delle riduzioni».
C’è il commerciante che telefona inviperito e il pensionato che scrive proponendo una soluzione, ma c’è pure chi minaccia di distendersi davanti al casello e bloccare l’autostrada. «E molti altri saranno pronti a fare lo stesso», garantisce. La speranza è che non si arrivi a tanto, in ogni caso le prossime settimane saranno decisive: martedì il sindaco Maria Rosa Pavanello ha incontrato il dirigente regionale Silvano Vernizzi: si è parlato sia del pedaggio che dei 19 milioni che spettano al Comune per realizzare opere di compensazione ambientale al Passante. Ma ai cittadini ora interessa soprattutto evitare il salasso: Cav ha infatti deciso di risolvere l’ormai noto problema del tornello di Dolo-Mirano (dove i pendolari della tratta Mestre-Padova escono e rientrano per godere del pedaggio gratuito nel tratto Mestre-Mirano e risparmiando così 2,10 euro) alzando il pedaggio per il tragitto Mirano-Padova: attualmente è di 70 cent, si parla di portarlo addirittura sopra i 2 euro. Apriti cielo, e giù polemiche su polemiche.
Un incontro forse risolutore è previsto tra una decina di giorni, sempre nella sede di Veneto Strade: sarà presente pure Eutimio Mucilli, uno dei vertici di Anas. Da parte della società autostradale e degli organi regionali è già stata data una prima disponibilità a valutare l’ipotesi di una riduzione per i pendolari, il prossimo incontro sarà l’occasione giusta per entrare nel dettaglio. La soluzione più caldeggiata al momento sarebbe quella di fornire dei telepass ad hoc con tariffe agevolate, ma sono molte le proposte che in questi giorni stanno arrivando sulla scrivania del sindaco.

 

IL FRONTE DEL NO

Mini telepass e penalizzazioni ai “furbetti” del casello

MIRANO – «Chi esce e rientra al casello di Mirano nel giro di 10 minuti, paghi tariffa intera». È questa una delle proposte più diffuse tra i cittadini per risolvere il nodo del casello. Ma non è l’unica: raccoglie molti consensi pure l’ipotesi di utilizzare pure al casello la Privilege Card, tessera magnetica rivolta ai residenti per godere di vari sconti nei negozi di Mirano. Giulio Vergerio, miranese, propone invece di impedire l’inversione nella prima rotonda, obbligando i «furbetti» a proseguire fino alla rotatoria successiva, quella con via Caltana. Ma il rischio è che il problema rimanga tale e quale. Circa la possibilità di utilizzare telepass con riduzioni ad hoc, c’è chi segnala che una soluzione simile è stata adottata in Val di Cecina, in Toscana, dove i residenti sono esentati dal pedaggio. La mobilitazione coinvolge i cittadini di Santa Maria di Sala e della Riviera: si teme pure che il salasso autostradale porti molti pendolari a riversarsi su strade provinciali e comunali mandando in tilt la viabilità ordinaria. (g.pip.)

 

COMUNICATO STAMPA

Sulla questione del casello interviene anche il Comitato Opzione Zero: “Il fenomeno del tornello del casello di Vetrego va eliminato perché crea ingorghi e inquinamento– affermano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del comitato- ma la soluzione non può essere scaricata sui pendolari, che costituiscono la maggior parte dell’utenza e diventano facili prede per fare cassa. Se questa Regione non è capace di investire in una mobilità pubblica che consenta di raggiungere efficacemente il posto di lavoro, almeno si abbia la decenza di prevedere per i residenti e pendolari abbonamenti con sconti consistenti in modo da non subire ogni mese un salasso”.

Nel 2011 la società CAV ha realizzato un fatturato di oltre 136 milioni di euro, di cui 17 milioni di utile; questi soldi dovrebbero essere usati per far rispettare gli accordi sul Passante arretrando la barriera di Villabona a Roncoduro e invece saranno impiegati per costruire altre autostrade inutili e devastanti come la camionabile.

Per Opzione Zero, inoltre CAV SpA non ha proceduto ad arretrare la barriera di Villabona o a riaprire il vecchio casello di Dolo, non per difficoltà progettuali ma perché nell’area di Roncoduro la Regione Veneto con la complicità dei comuni di Dolo e Pianiga sta portando avanti altri progetti: l’innesto della Romea Commerciale sul Passante e la realizzazione del casello per Veneto City in località Albarea.

Ecco perché per Opzione Zero i furbetti sono l’assessore Renato Chisso e il supercommissario Silvano Vernizzi, non i pendolari che devono fare i conti con la crisi.

“L’aumento della tariffa da 70 centesimi a 2,9 euro è una cosa inaccettabile” – continua Rebecca Rovoletto – “stiamo valutando insieme ad altre associazioni e comitati quali passi intraprende sul piano legale e su quello della mobilitazione, sia per sostenere i pendolari sia per continuare a contrastare le grandi opere che minacciano il nostro territorio”.

 

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