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Comunicato Stampa 08-02.2022

 
Coordinamento No Inceneritore Fusina
 
Inchiesta Bioman: l’inceneritore di Fusina fa parte del sistema
 
Accolta con favore, perché conferma le preoccupazioni che da tempo esprimono i Comitati, la notizia dell’inchiesta aperta dai NOE sulle principali società del gruppo FINAM di Angelo Mandato: “Abbiamo l’impressione che quanto leggiamo sui giornali sia solo la punta dell’iceberg di un sistema affaristico e tentacolare che coinvolge aziende private, aziende pubbliche, politica e istituzioni. – commentano alcuni esponenti del fronte No Inceneritore Fusina – e sono molte le analogie con quanto già visto con il MOSE. Di questo sistema fa parte senza dubbio anche l’inceneritore di Fusina, visto e considerato che Ecoprogetto Venezia è detenuta non solo da Veritas Spa, ma anche da Bioman per il 30% e da Agrilux per il 4%, due società cardine del gruppo FINAM. Avevamo già denunciato nel 2016 la strana vendita delle quote di Ecoprogetto a queste due società; operazione dell’ordine di 22 milioni di euro, approvata da quasi tutti i Comuni del Veneziano nell’assemblea soci di Veritas Spa. All’epoca avevamo messo pubblicamente in guardia tutti i Sindaci e i vertici di Veritas sui soci privati di Ecoprogetto promotori già nel 2016 del nuovo inceneritore a Fusina; un impianto estremamente pericoloso, lo ribadiamo, che assicura un grande business per chi lo gestisce ma che non è giustificabile né in termini tecnici né tanto meno sotto il profilo ambientale e sanitario”.
 
Da anni i comitati friulani, della bassa padovana e quelli veneziani denunciano gli intrecci e le zone d’ombra nella gestione del ciclo dei rifiuti nell’ambito della miriade di società della galassia FINAM di Angelo Mandato, tutte o quasi con sede a Ballò di Mirano. Sversamenti incontrollati di “liquami” maleodoranti, trasporti di rifiuti da una parte all’altra del Triveneto e anche all’estero, proliferazione di impianti a biogas, ampliamento smisurato di impianti di trattamento della frazione “umida” e nuovi inceneritori.
 
Tutto spacciato come necessario, come “economia circolare” che fa bene all’ambiente; tutto sostenuto e approvato con l’avallo bipartisan della politica e delle istituzioni, a cominciare dalla Regione Veneto, fino alle amministrazioni locali, passando dai consigli di bacino e dalle province.
 
Una galassia, quella di Mandato, la cui origine e il cui sviluppo sono state già oggetto di una importante inchiesta di Fanpage nel 2019, dalla quale erano emersi pesanti dubbi e sospetti sull’operato di società come Bioman e SESA.
 
Nel veneziano a preoccupare non è solo l’operazione inceneritore: “A Mira e a Campagna Lupia, Bioman e Agrilux sono proprietarie della Agricola Sant’Ilario – affermano i comitati – 1440 ha di terreno agricolo fronte laguna e valli da pesca sui quali si pratica agricoltura intensiva, e sui quali vengono periodicamente sversate tonnellate e tonnellate di liquami maleodoranti; gli stessi che vengono sparsi nella zona della bassa padovana, in Polesine e in Friuli, e che derivano dagli impianti di SESA a Este e di Bioman a Maniago. Liquami che hanno poco a che fare con il compost, visto e considerato che oltre al rifiuto umido, in questi centri di trattamento arrivano rifiuti di varia provenienza (anche da Roma) e di varia origine, tra i quali per esempio fanghi civili e industriali di vario tipo, ceneri e scorie di inceneritori e molto altro. Sempre nei terreni dell’Agricola Sant’Ilario, nei pressi di Lugo, è entrato da poco in funzione un impianto a biogas, costruito all’interno della zona di conterminazione lagunare in deroga alle stesse leggi regionali”.
 
Da tempo i comitati stanno lavorando per ricostruire l’intreccio di relazioni tra i vari impianti, sparsi nei diversi territori, controllati al 100% da FINAM o da questo gruppo insieme a partecipate pubbliche: “L’impressione netta è che sia questo ben congegnato sistema di scatole cinesi a potersi definire “economia circolare”, ma nel senso che fa girare milioni di euro, per lo più ricavati da bollette e incentivi pubblici, sempre tra le stesse mani, e tutto a discapito dell’ambiente e della salute della popolazione. Che fiducia si può avere ora, alla luce di quanto sta finalmente emergendo, sulla gestione di un inceneritore come quello di Fusina o di altri impianti di trattamento altamente impattanti? Ora Pretendiamo che sia fatta piena luce e che siano date risposte chiare alle nostre domande; i vertici di Veritas, i Sindaci del bacino veneziano, a cominciare da Brugnaro, la Regione Veneto si assumano le proprie responsabilità. Per quanto ci riguarda andremo fino in fondo a questa storia, e siamo pronti a collaborare con gli inquirenti”.
 
 
Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land, Gruppo Zelarino e dintorni, Comitato Ambiente e Salute Malcontenta
 
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Coordinamento No Inceneritore Fusina
Comunicato stampa 04 febbraio 2022

Ricorso al Consiglio di Stato: la partita è ancora aperta!

Dopo la bocciatura del primo ricorso da parte del TAR Veneto, è arrivata in questi giorni la decisione del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva depositata in appello dai comitati, a seguito della discussione avvenuta lo scorso 27 gennaio a Roma.Si tratta di una decisione positiva per i comitati del Coordinamento No Inceneritore Fusina, che dichiarano: “La partita legale è ancora aperta! Il Consiglio di Stato ha di fatto accolto la nostra richiesta di sospensiva fissando a breve l’udienza per la discussione sul merito del ricorso, precisamente il 21 aprile. Un esito non scontato, perché se il collegio giudicante avesse riconosciuto come valide le eccezioni sollevate dal TAR Veneto sulla nostra legittimazione a presentare ricorso, allora ci sarebbe stato un inevitabile respingimento, e a quel punto l’unica strada percorribile sarebbe stato un ulteriore ricorso a livello europeo. Ma così non è stato, grazie soprattutto al grande lavoro svolto delle nostre legali per dimostrare la piena sussistenza dei requisiti delle associazioni e delle persone fisiche ad agire in sede legale per opporsi al provvedimento autorizzativo emesso dalla Regione Veneto, e per dimostrare una volta di più la fondatezza delle numerose e importanti contestazioni che abbiamo posto. E’ un primo risultato già importante, ora ci auguriamo che il Consiglio di Stato si avvii ad esprimere un giudizio anche di merito sulle nostre contestazioni”.Ma non è tutto, perché ancora prima della discussione presso il Consiglio di Stato, della documentazione difensiva depositata dalle controparti, in particolare da Ecoprogetto Venezia srl, sono emersi ai nostri occhi dei fatti inquietanti, in particolare per quanto riguarda i controlli delle emissioni: ”Avevamo già sollevato in precedenza forti dubbi sulle misurazioni e sulle simulazioni presentate da Ecoprogetto per quanto riguarda in particolare le emissioni gassose dell’impianto e le ricadute sul territorio – denunciano i comitati – che ora trovano ulteriori conferme. Risulta infatti che il campionamento dei gas prelevati a camino, fase molto importante e delicata nel processo di analisi, è stata affidata totalmente a Lecher srl, una società controllata direttamente da Veritas Spa per il 50%, e per l’altro 50% detenuta dalla Depuracque di Salzano, che a sua volta è al 100% di Veritas. Per di più, il Direttore di Depuracque è Massimo Zanutto, il quale ricopre la stessa carica per l’inceneritore di Ecoprogetto. Altro che conflitto di interessi, qui siamo al punto che il controllato è controllore di sé stesso! E’ inaudito che la Regione Veneto e ARPAV non intervengano imponendo che tutte le fasi di controllo e analisi siano affidate a soggetti terzi e indipendenti. Presenteremo a breve un dossier molto dettagliato su questi aspetti molto preoccupanti”.

Sul tema inquinamento tornano alla carica i comitati metropolitani tutti insieme: “Da ormai troppi giorni si registrano altissimi livelli di inquinamento atmosferico – riaffermano le realtà ecologiste – con gravi rischi per la salute delle persone e in particolare dei bambini. Eppure la politica e le istituzioni preposte, a cominciare da quelle sanitarie, non stanno facendo nulla di concreto. Come se questa non fosse un’emergenza sanitaria e ambientale. L’inceneritore di Fusina è solo l’ultimo degli impianti e delle opere nocive che vanno quotidianamente a sputare veleni sul nostro territorio. Dopo le richieste di tanti medici genitori e comitati, dopo le mozioni votate in Consiglio Regionale e nei Consigli comunali di Venezia e Mira, avevamo finalmente ottenuto un tavolo di confronto per avviare i biomonitoraggi al fine di sapere quale è il reale livello di inquinanti accumulati nell’organismo delle persone che abitano nel territorio metropolitano intorno a Porto Marghera. Una forma di indagine fortemente consigliata sia dalla Comunità Europea, sia dall’OMS. Ebbene ad oggi siamo a un nulla di fatto, e per questo motivo abbiamo scritto in questi giorni alla Direzione regionale Prevenzione per comunicare che il giorno 11 febbraio andremo con una nostra delegazione presso la sede veneziana della stessa Direzione a reclamare una risposta chiara e definitiva su quali siano le reali intenzioni della Regione Veneto sul tema biomonitoraggi. E’ chiaro fin da ora che non siamo disposti ad accettare ulteriori perdite di tempo, la situazione è talmente grave che siamo pronti ad agire in tutte le sedi e se necessario anche a procedere in forma autonoma”.

Per questo motivo e per sostenere le ingenti spese legali i comitati lanciamo un caloroso appello a tutti i cittadini a dare il loro sostegno, facendo un versamento anche minimo sul CC di Opzione Zero IBAN IT 64L0359901899050188525842, causale Inceneritore Fusina/Biomonitoraggi.

 

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land

 

18_19_dicembre_2021

 

Comitati nelle piazze 18-19 dicembre – notificato oggi il ricorso al Consiglio di Stato

Lo avevano già annunciato all’indomani della sentenza di rigetto del TAR Veneto, e oggi puntuale arriva la notifica del ricorso in appello al Consiglio di Stato: “Il giudizio del TAR era inaccettabile perché non entrava nel merito delle numerose contestazioni che abbiamo sollevato sull’inceneritore, ma si basava su una presunta illegittimità dei comitati e degli abitanti a presentare ricorso. Andare al secondo grado era per noi doveroso non solo per bloccare l’impianto di Veritas – affermano alcuni esponenti del coordinamento – ma anche per non far passare il principio secondo il quale i cittadini dovrebbero rassegnarsi a subire passivamente ogni decisione calata sulle loro teste. Ora abbiamo bisogno del sostegno anche economico delle persone che abitano il territorio metropolitano, per questo saremo in piazza con tanti gazebo il 18-19 dicembre nei Comuni di Venezia, Mira, Dolo, Mirano, Spinea, Mogliano”.
 
Per il fronte No Inceneritore che la strada intrapresa sia quella giusta trova ulteriori conferme nelle dichiarazione rese dell’Alto Commissario per i Diritti Umani lo scorso 13 dicembre al termine dell’ispezione svolta in Veneto e in altre parti del Paese: “Marcos A. Orellana, il relatore speciale delle Nazioni Unite con il quale abbiamo avuto il piacere di dialogare per ore, sembra aver recepito le nostre preoccupazioni, e giudichiamo molto importanti alcune affermazioni contenute nel report del 13 dicembre, soprattutto quando si parla del grave stato di inquinamento a Porto Marghera e in Veneto, della responsabilità delle istituzioni regionali e statali, della necessità di monitorare  molto più attentamente lo stato di salute della popolazione”.
 
In effetti il relatore speciale delle Nazioni Unite, ha espresso forti preoccupazioni sui PFAS: “Sono seriamente preoccupato dall’entità dell’inquinamento da Pfas in alcune aree della Regione Veneto. Più di 300mila persone sono state colpite dalla contaminazione dell’acqua…” e sul punto i comitati No Inceneritore hanno fatto presente i rischi derivanti dallo smaltimento dei fanghi e dei percolati negli inceneritori di Fusina e Padova.
 
Ma ha anche riconosciuto la grave e specifica situazione di porto Marghera: “Il progetto SENTIERI ha rilevato un eccesso di mesotelioma maligno, di cancro al polmone, al colon e allo stomaco, e di malattie respiratorie non maligne nelle popolazioni residenti nei SIN (…) Sono preoccupato per la situazione di Porto Marghera. Si tratta di un enorme complesso industriale che per decenni ha trascurato la protezione ambientale ed ha rilasciato rifiuti contaminanti pericolosi. È essenziale che il governo regionale monitori lo stato di salute dei residenti nella zona intorno a Porto Marghera…”
 
Un tema, quello dei biomonitoraggi, che è stato più volte sollecitato da comitati, medici, cittadini e anche dal Consiglio Regionale e dai Consigli Comunali di Venezia e Mira su iniziativa delle opposizioni, ma che il Dipartimento di Prevenzione continua a rinviare: “Sui biomonitraggi la Regione e l’USLL fanno melina, ma noi non siamo più disposti a perdere altro tempo – affermano i comitati – per questo non è escluso una nostra attivazione per altre vie, spiegheremo anche questo ai cittadini che passerranno a trovarci ai gazebo”.
 
Questi gli appuntamenti nelle piazze:
 
 sabato 18 dicembre dalle 9 alle 18 a: Marghera Piazza Mercato e via Paolucci, Mestre Viale San Marco (ex-cinema) e Piazza Barche, Venezia zona imbarcadero Zattere, Zelarino zona centro.
 
Sempre sabato solo al mattino (ore 9-13) a: Mira Piazza Municipio, Oriago Piazzetta ex Cinema Italia, Dolo via Mazzini, Mirano Piazzetta A. Moro, Spinea zona centro;
 
– domenica 19 dicembre ore 9-13 a: Malcontenta (chiesa), Cà Sabbioni (chiesa), Dolo via Mazzini.
 
Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land
 
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Comunicato stampa congiunto 04 dicembre 2021
 
Venezia insostenibile, i comitati incontrano la delegazione ONU per i diritti umani
 
Si è svolta questa mattina la conferenza stampa dei comitati metropolitani di Venezia, che nella giornata di ieri hanno incontrato la delegazione dell’alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani, in missione in Italia grazie anche all’interessamento del movimento NO PFAS.
 
Simbolico il luogo scelto per l’iniziativa, il terminal traghetti di Fusina: “Abbiamo scelto di venire qui questa mattina – affermano gli esponenti dei comitati – perché qui siamo nel cuore di Porto Marghera a due passi dal nuovo inceneritore di Veritas; ma siamo vicino anche alle banchine dove si vogliono portare le grandi navi scavando nuovi e vecchi canali, alle centrali termoelettriche di Enel e di Edison che si vogliono far passare come “verdi” grazie al gas, al Vallone Moranzani. I Commissari dell’ONU hanno voluto sentire anche la voce dei comitati, e a differenza delle nostre istituzioni, ci hanno ascoltato molto attentamente per ore. Abbiamo raccontato tutta l’eredità di veleni e di inquinamento che ha caratterizzato il più grande Sito di Interesse Nazionale d’Italia (Porto Marghera), e tutto il territorio circostante. Ma abbiamo anche raccontato loro quanto nefasto sia il futuro di questa area con tutti i progetti devastanti che hanno in serbo Regione Veneto e Comune. Altro che capitale della sostenibilità come vorrebbe il Sindaco Brugnaro, qui siamo in uno dei luoghi più inquinati del Paese. E le ricadute sull’ambiente e sulla salute della popolazione sono pesantissimi non da oggi”.
 
Il futuro che si prospetta per l’area metropolitana di Venezia è fatto di filiere velenose come per esempio lo smaltimento tramite incenerimento di rifiuti speciali e di fanghi contaminati da PFAS, di strutture e infrastrutture pensate per un un turismo predatorio e di massa, di cementificazione grandi opere e speculazione edilizia dentro e fuori la città, di centrali e mega depositi che privilegiano ancora una volta i gas fossili. Niente sulle bonifiche, niente sulle rinnovabili e sulla riduzione dei consumi energetici, sulla riqualificazione del sistema urbano e del territorio, sulla riconversione ecologica dei processi produttivi. Si parla di transizione ecologica, ma in realtà dietro alla retorica del “green” si profilano scenari distruttivi che ancora una volta rispondono solo alla logica del profitto. “Eppure Venezia è una delle Città simbolo dei cambiamenti climatici – dicono i comitati – è incredibile la spregiudicatezza e l’inadeguatezza di una classe dirigente che non è in grado e non vuole affrontare davvero la crisi che stiamo attraversando. A tutto questo i comitati dell’area metropolitana hanno deciso di rispondere in modo unitario, intrecciando vertenze, mobilitazioni e proposte comuni, fattibili, ecologiche e sostenibili”.
 
Il primo appuntamento è per il week end del 18-19 dicembre, due giornate di gazebo per raccogliere fondi a sostegno della battaglia legale contro l’inceneritoredi Fusina e per sensibilizzare la popolazione. Una iniziativa alla quale ne seguiranno molte altre già in cantiere, per costruire dal basso la vera transizione ecologica.
 
Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land
 
 

 

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https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2021/12/ven-Venezia-Marghera-mobilitazione-contro-inceneritore-di-Fusina-6de21d2a-6aee-462c-84bd-e6527787eb09.html

 

 

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Per contribuire al ricorso è possibile fare fin da subito un versamento sul cc intestato a Opzione Zero con causale “ricorso Consiglio di Stato no inceneritore Fusina” (IBAN IT 64L0359901899050188525842)

 

 

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PIANTIAMOLA: IN AZIONE PER IL CLIMA – DOMENICA 21 NOVEMBRE A TRIVIGNANO

In questi giorno a Glasgow si sta svolgendo la Conferenza Internazionale sul Clima (COP 26), l’ennesima “kermesse” dei potenti del Mondo per lanciare proclami e promesse vuote, mentre intanto il surriscaldamento globale avanza ormai in modo esponenziale facendo precipitare la crisi ecologica planetaria.

Tantissimi movimenti sociali si sono dati appuntamento per contestare l’irresponsabilità dei Governi, e stanno dimostrando che una vera transizione ecologica non può avere luogo senza una forte scossa dal basso. 

Le azioni e le proposte concrete degli attivisti valgono di più dei “bla bla” dei potenti del mondo.

Nella Giornata nazionale dell’Albero, noi di Opzione Zero vogliamo continuare a dare un contributo con il nostro progetto permanente di riforestazione…PIANTIAMOLA!

Abbiamo dunque previsto di dare finalmente avvio alla nuova stagione di interventi programmando la realizzazione del primo di 4 nuovi boschetti, prevedendo la messa a dimora di qualche migliaio di piantine forestali in aggiunta alle quasi 4.000 già piantate dall’inizio del progetto.

Il primo appuntamento è per domenica 21/11 alle ore 09.00 in via Nogarin, 8 – Trivignano 

Per partecipare è necessario mettersi in contatto con il comitato Opzione Zero scrivendo una mail a info@opzionezero.org, e lasciando eventualmente un recapito telefonico.

Ciascuno dei partecipanti dovrà munirsi autonomamente di mascherina, guanti da lavoro, vanghetto e dispositivi personali di protezione anti-covid.

Rimani in contatto con noi per ricevere ulteriori informazioni e aggiornamenti.

 

 

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NATI AVVELENATI? 
Contaminazione ambientale e danni alla salute
Biomonitoraggio e azioni per tutelare la Salute pubblica
sabato 30 ottobre 2021 – ore 09.30
Cinema Dante a Mestre
 
In un momento in cui la Salute “sembra” essere tornata in cima alle priorità, si continua a far finta di niente sul grave stato di inquinamento dei territori e si continuano ad autorizzare grandi opere e impianti nocivi come gli INCENERITORI. Nè parliamo in questo importante CONVEGNO IN CUI sarà sviluppato un approfondimento sui BIOMONITORAGGI come strumento fondamentale per valutare l’accumulo di inquinanti nei bambini e negli adulti.
Di rilievo e molto qualificata la platea dei relatori scientifici. 
 
prima sessione 
L’INQUINAMENTO CHIMICO COME RISCHIO PER LA SALUTE
Modera Paolo Regini, Pediatra; Gruppo Medici per l’Ambiente, Venezia
– Amerigo Zona (Dip. Ambiente e Salute, Istituto Superiore di Sanità) – V Rapporto Progetto SENTIERI: la salute della popolazione residente nel SIN di Venezia (Porto Marghera);
Vitalia Murgia, (Pediatra ISDE Italia)  CONTAMINAZIONE DA PFAS: effetti sulla salute e riduzione del rischio;
– Gianni Tamino (Comitato Scientifico, ISDE Italia)  BIOMONITORAGGI: uno strumento efficace per la protezione della salute delle persone
– Lucia Magagnato (Pediatra, Gruppo Medici per l’Ambiente, Venezia) DIFENDIAMO LA SALUTE DEI BAMBINI 
 
seconda sessione 
VIVERE IN UN TERRITORIO INQUINATO – TESTIMONIANZE 
Modera Nadia Piazza
– Loretta Prati, Nonna di Forlì BIOMONITORAGGIO A FORLI’: la mobilitazione e le istanze delle mamme
 – Michela Piccoli (mamme No PFAS)  PFAS LAND: la lotta delle mamme NO PFAS per il futuro dei loro bambini;
–  Nadia Piazza (Progetto Nascere Meglio) BIOMONITORAGGI NELL’AREA METROPOLITANA DI VENEZIA: cosa chiedono e perché oltre mille mamme veneziane;
 
terza sessione 
COME AGIRE PER TUTELARE LA SALUTE PUBBLICA E L’AMBIENTE 
Modera Siro Valmassoni, Medico anestesista, ISDE Italia
Tavola rotonda con: Comitato Opzione Zero; Fridays for Future; Assemblea Permanente contro il rischio chimico; Extinction rebellion  
 
Il convegno si svolgerà in presenza nel rispetto delle norme anti-Covid, ma sarà possibile seguire anche la diretta on-line (il link sarà trasmesso in seguito).
organizzato da: Comitato Opzione Zero Riviera del Brenta – Associazione Progetto nascere meglio – Assemblea permanente contro il Rischio Chimico Marghera – Medicina Democratica – Coordinamento associazioni MARES Mogliano –Ecoistituto Alex Langer – Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea – Associazione APIO – Associazione Valore Ambiente Mirano 
Con il patrocinio dall’Associazione nazionale Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
 
Ricorso al Consiglio di Stato: la partita è ancora aperta!

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Inchiesta Bioman: l’inceneritore di Fusina fa parte del sistema

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Comunicato stampa Coordinamento No Inceneritore Fusina 11.09.2021
 
Biomonitoragi: Regione Veneto e ULSS perdono ancora tempo
 
 
“Sui biomonitoraggi Regione Veneto e ULSS perdono ancora tempo prezioso, e l’ipotesi che non si voglia dar seguito agli impegni presi sembra ogni giorno più concreta”, questa la secca conclusione a cui sono giunti i comitati e le associazioni dopo l’ultimo rinvio al 6 ottobre della riunione operativa con l’ULSS 3 per mettere a punto le modalità della sperimentazione finalizzata a misurare il livello di metalli pesanti nelle unghie dei bambini e di diossine nel latte materno nell’area metropolitana di Venezia.

Tutto era iniziato con la petizione promossa a luglio 2020 dall’associazione Progetto Nascere Meglio che, supportata dai comitati No Inceneritore Fusina, aveva raccolto l’adesione di oltre 1000 genitori veneziani. A questa aveva fatto seguito l’appello rivolto direttamente al Presidente Luca Zaia da parte di decine tra medici e pediatri del territorio metropolitano. Nel mese di dicembre 2020 era passata in Consiglio Regionale la mozione depositata dalla consigliera Erika Baldin che impegnava la Giunta ad attivarsi in tal senso. Sempre all’inizio di dicembre i comitati No Inceneritore, durante la manifestazione davanti alla sede della Protezione Civile di Marghera, avevano ottenuto l’impegno degli assessori alla sanità Manuela Lanzarin e all’ambiente Gianpaolo Bottacin. Finalmente il 23 aprile scorso l’incontro tra la delegazione di comitati, medici ISDE e la Direzione Prevenzione della Regione Veneto, guidata dalla Dott.ssa Francesca Russo, che pareva sbloccare la situazione. Poi solo continui rinvii, prima a luglio, poi ad agosto, ora il 6 ottobre, nonostante nel frattempo sia il Consiglio Comunale di Venezia, sia quello di Mira si siano espressi a gran voce per chiedere i biomonitoraggi.

“In tempi di pandemia, il tema della tutela della salute sembra sia diventato finalmente una priorità per tutti, anche per le forze politiche, per gli amministratori locali e di Governo che per anni con la loro azione hanno contribuito a smantellare il sistema sanitario pubblico. Ma è solo un’illusione, visto che tutto ciò che non riguarda il Covid, soprattutto tutto ciò che riguarda la prevenzione, non rientra nemmeno nella lista delle priorità. Non stiamo chiedendo la Luna nel pozzo, stiamo chiedendo solo quello che la Regione Veneto dovrebbe fare di prassi, e che l’OMS e la Comunità Europea raccomandano da anni: l’avvio sperimentale dei biomonitraggi, una modalità di indagine poco costosa ed efficace che permette di testare quale è il livello di accumulo interno di microinquinanti organici e inorganici in una popolazione che vive in uno dei territori più inquinati del mondo. – affermano i comitati promotori dell’iniziativa – Il 6 ottobre parteciperemo all’incontro proposto ma, con queste premesse, dichiariamo fin d’ora che non siamo più disposti a perdere tempo. Ulteriori rinvii o indecisioni saranno interpretati come chiaro segno di non volontà a proseguire il percorso iniziato”.

A preoccupare associazioni e comitati è anche la nota di risposta dell’ULSS 3 al Consiglio Comunale di Mira dopo la mozione approvata lo scorso 29 giugno. Nella lettera a firma del Direttore della Unità Operativa Servizio Igiene e Sanità Pubblica, dott. Vittorio Selle, non solo si mette in discussione l’efficacia dei biomonitraggi, ma si tende a mettere in diretta relazione la richiesta di screening con la questione inceneritore Fusina, tra l’altro dando ampie rassicurazioni sulla correttezza dei controlli e la non pericolosità di questo impianto.

Sul punto ribattono i comitati: “Il biomonitraggio serve per verificare gli effetti dell’inquinamento diffuso e lo stato attuale di salute di una popolazione che vive in un territorio altamente industrializzato e infrastrutturato. L’inceneritore di Fusina chiaramente non è l’unica fonte di inquinamento, ma certamente andrà a contribuire significativamente in un quadro già molto compromesso e di cui non si è voluto tenere conto in fase di valutazione e approvazione del progetto. Quanto alle rassicurazioni sul monitoraggio delle emissioni gassose effettuato da Ecoprogetto-Veritas, informiamo il Dott. Selle come ARPAV non abbia ancora certificato l’avvenuta ottemperanza delle prescrizioni date; un ritardo anomalo che forse si spiega con le numerose irregolarità e mancanze nelle procedure adottate e da noi denunciate a fine maggio. Appena pronto faremo avere anche a lui il nostro dossier in merito; potrebbe essere utile nello svolgimento delle sue precipue funzioni di controllo. Soprattutto avremo cura di invitare lui e tutta la Direzione regionale Prevenzione al convegno scientifico che stiamo organizzando per il prossimo autunno proprio sul tema biomonitraggi”.

 

Coordinamento comitati e associazioni No Inceneritore Fusina

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land

 

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