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Quarto, pendolari arrabbiati. Domani incontro a Marcon sul nuovo orario

QUARTO D’ALTINO – Ancora ritardi lungo la Venezia-Trieste. Venerdì sera il treno proveniente da Trieste delle 19,26 da Quarto per Venezia è stato soppresso, e così i lavoratori che dovevano recarsi nella città lagunare, magari per prendere turno e dare il cambio ai colleghi, sono stati costretti ad attendere il successivo ed arrivare in ritardo. A protestare e rimarcare il disagio il portavoce dei pendolari, Luciano Ferro.

E proprio nei giorni scorsi, è partita una raccolta di sottoscrizioni, per cercare di ottenere una corsa in più da Venezia per Trieste alle 20.30 della sera, in modo da facilitare il ritorno a casa dei pendolari. Nel frattempo domani, alle 20.45, nella sala consiliare del centro civico di Marcon,, si terrà l’incontro organizzato dalle amministrazioni comunali di Marcon e Quarto per fare il punto con pendolari, studenti e fruitori in genere del trasporto ferroviario, sul nuovo orario cadenzato presentato dalla Regione che prenderà il via verso la fine dell’anno, in concomitanza dell’avvio del sistema ferroviario metropolitano di superficie.

«Abbiamo pensato a questo momento di confronto con i cittadini utenti di questo servizio», spiega il sindaco Andrea Follini, «prima dell’incontro organizzato dalla Regione come presentazione ufficiale del nuovo orario e previsto per il 31 luglio, a cui tutti i sindaci della provincia di Venezia sono stati invitati. Confrontarci su aspetti potenziali e sui punti di caduta di questa nuova organizzazione, lo ritengo molto utile, anche perché l’incontro di mercoledì non diventi solo un momento d’ascolto. Abbiamo visto che qualche ritocco si renderebbe necessario, ed abbiamo presentato, in sede di commissione consiliare regionale, alcuni appunti». Parteciperanno anche rappresentanti dell’associazione “Ferrovie a Nord Est” che hanno elaborato una alternativa alla programmazione oraria della Regione.

Marta Artico

 

Gazzettino – Marcon, Pendolari, summit sul nuovo orario

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27

lug

2013

Lunedì incontro con i sindaci in vista dell’avvio dell’Sfmr

MARCON – Lunedì prossimo, 29 luglio, alle 20.45, presso la sala consiliare del centro civico di Marcon in via della Cultura, è in programma un incontro organizzato dalle amministrazioni comunali di Marcon e Quarto d’Altino per fare il punto con i pendolari, studenti e fruitori in genere del trasporto ferroviario, del nuovo orario cadenzato presentato dalla Regione Veneto che prenderà il via verso la fine dell’anno, in concomitanza con l’avvio del sistema ferroviario metropolitano di superficie.
«Abbiamo pensato a questo momento di confronto con i cittadini utenti del servizio ferroviario della tratta Portogruaro/Venezia – ha affermato il sindaco di Marcon Andrea Follini – prima che si svolga l’incontro fissato per il 31 luglio dalla Regione per la presentazione ufficiale del nuovo orario, a cui tutti i sindaci della provincia di Venezia sono stati invitati. Ritengo sia molto utile confrontarci su aspetti potenziali e sui punti di caduta di questa nuova organizzazione – ha aggiunto il sindaco – anche perché l’incontro con la Regione non diventi solo un momento d’ascolto».
Secondo Follini qualche aggiustamento al nuovo orario sarebbe necessario e su questo aspetto le amministrazioni comunali di Marcon e Quarto hanno presentato in commissione regionale, ancora la scorsa settimana, una serie di proposte. All’incontro di lunedì saranno presenti anche rappresentanti dell’associazione «Ferrovie a Nord Est» che hanno elaborato una propria alternativa alla programmazione oraria della Regione. «Credo che anche questa – ha concluso il primo cittadino di Marcon – possa essere una buona base di confronto, partendo dal presupposto che la proposta di “Ferrovie a Nord Est” contiene un cadenzamento orario che prevede il passaggio dei treni ad intervalli regolari, soluzione questa sicuramente molto più utile per i cittadini».

Mauro De Lazzari

 

MARCON «Una proposta razionale di orario cadenzato: prospettive a confronto per studenti, pendolari e turisti della linea Portogruaro-Venezia» è il titolo dell’incontro il programma lunedì 29 luglio alle 20.45 al centro civico di via della Cultura.

Parteciperanno il sindaco di Marcon, Andrea Follini, il primo cittadino del Comune di Quarto d’Altino, Silvia Conte, l’assessore alla Mobilità marconese, Enrico De Marco, Davide Cester, Federico Gitto e Paolo Corposanto, dell’associazione Ferrovie a Nordest, la Onlus che sta affiancando le amministrazioni nell’analisi delle migliorie da apportare all’orario cadenzato proposto ai Comuni, che hanno segnalato diversi gap e mancanze specialmente per la linea Venezia-Trieste e i paesi di cintura che si trovano lungo il percorso.

I portavoce dei pendolari hanno in più di un’occasione fatto notare che per come è impostato, il nuovo orario cadenzato taglia corse importanti e lascia dei vuoti, impedendo tecnicamente la possibilità di integrazione tra servizio ferroviario e servizio su gomma. Il 31 luglio, in ogni caso, è in programma un incontro tra i sindaci e l’assessore ai Trasporti regionale, Renato Chisso.

 

A PIEDI – Disservizi quotidiani e continui sulla linea Mestre-Padova: anche ieri proteste

Altra giornata no per il trasporto ferroviario veneto, paradossalmente all’indomani della presentazione in commissione regionale (tra le facili ironie dei pendolari) del nuovo orario cadenzato.
I problemi hanno riguardato in particolare la linea Mestre-Padova e ritorno, con ritardi e cancellazioni di convogli in qualche caso senza nessun avviso agli utenti, alcune centinaia e visibilmente imbufaliti. E’ accaduto in particolare col treno delle 13, proveniente da Verona e diretto a Venezia: nessuna indicazione particolare sul tabellone fino alle 13.10, quando appare il primo timido avviso di ritardo, 5 minuti: giusto in tempo per far perdere ai viaggiatori la possibilità di salire sul Frecciargento delle 13.09. Col tempo che passa (alle 13.19 il ritardo segnalato è di… 15 minuti) e in assenza di altre informazioni i passeggeri si rivolgono a due ferrovieri, che si attivano col telefono, lei a chiamare il treno (che non risponde), lui il centro operativo: che gli confida (segretamente, perchè l’avviso non viene dato ai passeggeri) che il treno è stato soppresso. E qui inizia la pantomina, perchè nonostante sia noto al fantomatico centro operativo che il treno non c’è più, il tabellone si sbizzarrisce con le segnalazioni dei ritardi: 25 minuti, poi 40, poi 45, fino alla cancellazione, ma solo alle 13,26. Inutile dire che i due treni successivi (Freccia esclusa) sono a loro volta in ritardo.
Degno coronamento di una giornata iniziata male: «Anche quello delle 8.55 da Mestre per Padova è stato cancellato – dice Alissa di Mogliano – Avevo un esame e ho dovuto prendere una Freccia, spendendo 20 euro». «A me è accaduto martedì – aggiunge Sara di Mirano – Due cancellazioni e 4 ore di attesa complessiva, tra Mogliano, Mestre e Padova, per aver perso varie coincidenze». Va peggio per gli utenti della linea Venezia-Portogruaro, dove sono in corso lavori di manutenzione. Un lettore ci ha scritto nei giorni scorsi per raccontare la vera e propria odissea di un centinaio di viaggiatori del treno delle 0.36 del 7 luglio scorso da Venezia: soppresso il convoglio senza nessun avviso (anzi, nonostante precisa comunicazione contraria dei dirigenti di Trenitalia) sono stati costretti a farsi venire a prendere dai familiari da decine di chilometri di distanza in piena notte, mentre alcuni turisti si sono messi a dormire in stazione: solo dietro solleciti della Polizia ferroviaria alle 3.05 è comparso a Piazzale Roma un mezzo sostitutivo, con ben… 19 posti.

 

Nuova Venezia – Treni, sindaci contro l’orario cadenzato

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18

lug

2013

 

Incontro ieri in Regione.

Conte (Quarto d’Altino): «Il servizio rischia di peggiorare». Chisso: «Ci stiamo confrontando»

QUARTO D’ALTINO – Sindaci in Regione per protestare contro l’orario cadenzato. La proposta di orario cadenzato nel servizio ferroviario è stata ieri al centro dei lavori della commissione Trasporti, presieduta da Andrea Bassi, che ha ricevuto in audizione vari amministratori locali (il sindaco di Quarto Silvia Conte, che faceva le veci anche del sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato, il sindaco di Marcon Andrea Follini, l’assessore sandonatese Francesca Zottis), le organizzazioni sindacali regionali del trasporto e i rappresentati di alcuni comitati dei pendolari, di Belluno e Venezia, tra cui Gianni Foffano e Luciano Ferro.

Sono emerse molte criticità, dall’inadeguatezza qualitativa e quantitativa del materiale rotabile, alle mancate sinergie ferro-gomma, al mancato coinvolgimento dei territori nella formulazione del piano dei trasporti. Evidenziata, inoltre, la situazione di forte disagio dei pendolari sulle linee Venezia-Portogruaro, ma anche Padova-Calalzo e Feltre-Bassano.

«Leggendo la proposta di orario cadenzato», ha detto il sindaco di Quarto, Silvia Conte, «sembra che, invece di migliorare il servizio, rischi di peggiorarlo, perché vengono tagliate corse nelle fasce della prima mattina e della sera e continueranno ad esserci buchi a metà mattina. Aumenterà il numero dei treni, ma in realtà così cadenzati non miglioreranno il servizio. Se queste criticità dovessero essere superate, avremmo finalmente un orario cadenzato che consentirebbe di collegare in maniera razionale il trasporto su rotaia con quello su gomma, creando un’intermodalità e il biglietto unico».

Assieme ai sindaci anche Federico Gitto e Paolo Corposanto, di Ferrovieanordest, realtà no profit la quale ha presentato, carte alla mano, una proposta di orario cadenzato che migliorerebbe il servizio senza aumentare i costi. Come? Introducendo invece del solo treno regionale lento o veloce, un treno suburbano che serve le zone periferiche, ossia l’immediata cintura urbana di Mestre (Carpenedo, Gaggio, Quarto) intensificando il collegamento, velocizzando la tratta Portogruaro e San Donà e utilizzando le infrastrutture di cui è dotata già la stazione di Quarto.

«La proposta», aggiunge Conte, «dimostra che è possibile migliorare il servizio rendendolo cadenzato, risparmiando chilometri-treno e potenziando orari di punta per studenti e pendolari». Non manca un pizzico di pepe: «Visto che l’assessore regionale incontrerà il 31 luglio la Provincia, vorrei sapere: si può davvero incidere sugli orari per migliorare la proposta o ci prende in giro?».

«Sto portando in giro il nuovo orario cadenzato per il confronto tra le Province», ribatte Chisso, «che è stato predisposto per migliorare la situazione, la prima riunione è stata a Verona, oggi (ieri ndr) a Rovigo, a Venezia è in programma a fine mese, proprio perché voglio confrontarlo con le esigenze dei Comuni. Nulla è immutabile. Il margine per migliorare c’è, ovvio che non può essere tagliato sulle esigenze singole. Il confronto avverrà il 31 in Provincia».

Marta Artico

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TRENI – Collegamenti cancellati e servizi carenti fra le 10 e le 12 di mattina

«I nuovi orari ci penalizzano»

Il nuovo orario cadenzato che dovrebbe partire a fine anno, così come proposto dalla Regione Veneto, non piace ai pendolari e agli amministratori dei Comuni della linea ferroviaria Trieste- Venezia che ieri mattina sono stati ricevuti a Palazzo Ferro Fini dalla II Commissione Trasporti della Regione. Bortolo Mainardi, presidente della commissione Trasporti, e Bruno Carli della Direzione Mobilità della Regione hanno ascoltato le istanze della sindaca di Quarto d’Altino Silvia Conte, il sindaco di Marcon Andrea Follini, l’assessora alla Mobilità di San Donà, Francesca Zottis, l’assessore di Quarto Paolo Albertin e il consigliere Gianni Foffano, anche in veste di rappresentante del comitato pendolari di cui era presente anche Luciano Ferro e Lorianna Spinadin. Oltre a cancellare alcune corse nelle prime ore del mattino e alla sera, il nuovo orario non colma nemmeno l’attuale vuoto dalle 10 alle 12.
«Questo non è un orario cadenzato e così si mettono in difficoltà gli operai, i lavoratori del settore turistico e i turisti – afferma Silvia Conte – Senza regolarità è difficile anche per Actv accettare la nostra proposta di creare collegamenti con Quarto. In altre Regioni come la Lombardia, un vero orario cadenzato ha permesso il raddoppio dell’utenza».
Il comitato pendolari, che continua ad alzare la voce contro i continui ritardi e le cancellazioni dei treni, a maggio aveva manifestato in stazione anche contro questo nuovo orario. Il gruppo ha poi presentato una proposta, realizzata con l’Associazione Ferrovie a Nordest che, sulla base di uno studio della linea, promette un’ottimizzazione delle corse e un risparmio di costi. «Il presidente e l’ingegner Carli hanno dimostrato interesse per la nostra proposta e ci hanno invitato a partecipare agli incontri organizzati dall’assessore Renato Chisso su questo tema – conclude Conte – Sarebbe però stato necessario iniziare il confronto un anno fa».
A dare supporto alla battaglia dei pendolari e dei sindaci, anche i consiglieri regionali del Pd Bruno Pigozzo, Stefano Fracasso, Lucio Tiozzo e Franco Bonfante: «Sono vent’anni che il Veneto attende un servizio ferroviario regionale decente. Ma così come è stato presentato, l’orario cadenzato non è all’altezza di una Regione che voglia stare in Europa. Non si tratta solo di gestire l’esistente ma di fare un investimento finanziario degno di questo nome sulla mobilità pubblica su ferro».

 

FERROVIE – I SINDACI IN REGIONE

Nuovo orario cadenzato dei treni, ma i pendolari non si fidano

VENEZIA – La proposta di orario cadenzato nel servizio ferroviario predisposto dalla Giunta regionale è stata ieri al centro dei lavori della commissione Trasporti, presieduta da Andrea Bassi, che ha ricevuto in audizione vari sindaci, le organizzazioni sindacali regionali del trasporto e i rappresentati di alcuni comitati dei pendolari.
Sono emerse molte criticità, dalla inadeguatezza qualitativa e quantitativa del materiale rotabile che rischia di rendere inattuabile l’orario cadenzato, alle mancate sinergie ferro-gomma, al mancato coinvolgimento dei territori e dei pendolari nella formulazione dello stesso. Evidenziata, inoltre, la situazione di forte disagio sofferta dai pendolari, specie nelle fasce orarie di punta, sulle linee Venezia-Portogruaro, Padova-Calalzo, Feltre-Bassano e le rotture di carico nella tratta Belluno-Ponte nelle Alpi. «Leggendo la proposta di orario cadenzato – ha detto il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte – sembra che, invece di migliorare il servizio, rischi di peggiorarlo, perché vengono tagliate delle corse nelle fasce della prima mattina e della sera e continueranno ad esserci dei buchi a metà mattina. Aumenterà sì il numero dei treni, ma in realtà così cadenzati non miglioreranno il servizio. Se queste criticità – ha osservato Conte – dovessero essere superate, avremmo finalmente un orario cadenzato che consentirebbe di collegare in maniera razionale il trasporto su rotaia con quello su gomma, creando un’intermodalità e il biglietto unico». I rappresentanti dei pendolari del Bellunese e dell’alto Trevigiano hanno evidenziato che all’orario cadenzato manca il prerequisito fondamentale di un servizio regolare affidabile e puntuale, e soprattutto mancano gli interventi infrastrutturali necessari per renderlo possibile.

 

Nuova Venezia – Treni soppressi, esplode la protesta

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17

lug

2013

Otto corse in meno sulla Venezia-Milano, sindacati scatenati: «Coperta corta, gli utenti più deboli sempre più penalizzati»

Nuovi tagli per i pendolari. A quanto sembra non c’è pace per chi viaggia in treno. Tutto nasce dall’annuncio di soppressione di quattro coppie di treni veloci tra Milano e Venezia con il nuovo orario cadenzato in vigore in autunno e più volte posticipato. Per prima, a protestare, la Filt Cgil: «Si tratta dell’ennesima dimostrazione di incuria, disinteresse e inadeguatezza». si legge in una nota. «Lombardia e Veneto si rimpallano accuse di superficialità. Lo ribadiamo da mesi che l’entrata in vigore dell’orario cadenzato ferroviario (dicembre 2013) non può essere fatta al risparmio di risorse economiche, di lavoratori personale viaggiante, di materiale rotabile. La coperta è troppo corta, visto che la Regione Veneto non mette un solo euro delle proprie risorse regionali, provoca amarezza, malumori, riduzione del servizio al mattino presto, alla sera, nei giorni festivi e prefestivi. In questo caso si somma un interesse, nemmeno nascosto, di offrire unicamente un servizio di maggiore qualità e costo. Stiamo parlando di migliaia di pendolari che non hanno risorse infinite, che viaggiano verso i grandi centri partendo da piccole stazioni che non sono servite dalle Frecce. Se a tutto questo si aggiungono le continue soppressioni e le nuove disposizioni sulle coincidenze il quadro che ne esce è drammatico per i pendolari che tutti i giorni muovono dalla Emilia e dalla Lombardia verso la nostra regione. Così proprio non va». «Si garantisca il servizio», prosegue la nota della Filt, «lasciando inalterati gli otto treni dei pendolari, ci aspettiamo un migliore e maggiore servizio da dicembre 2013 e non la fine della varietà e capillarità dello stesso».

Nei giorni scorsi si è svolto a Verona, nella sede dell’amministrazione provinciale, il primo degli incontri con il territorio voluti dall’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, con l’obiettivo di mettere a punto migliorie possibili in un quadro di compatibilità economica, prima di dare il via al nuovo sistema, mercoledì 31 toccherà alla Provincia di Venezia.

Oggi invece, i sindaci del territorio, capofila Quarto d’Altino, saranno in Regione, in audizione ufficiale in Commissione trasporti, per discutere un orario che non collima con le esigenze dei pendolari non solo della Venezia Milano, ma anche della tratta Venezia-Trieste: «Oggi saremo ascoltati in commissione regionale Trasporti», spiega Gianni Foffano del comitato pendolari Venezia-Trieste, «e vedremo se ci sono delle modifiche in base a quanto ci era stato prospettato. Per quel che ci riguarda i pendolari sono sempre maltrattati: se la precedenza sono le frecce significa che i lavoratori sono all’ultimo posto. Con l’entrata in vigore dei nuovi orari, la tratta Venezia-Portogruaro presenta molte lacune. Intanto perché sono stati inseriti treni che arrivano solo fino a Mestre e non proseguono per Venezia, ma la cosa che più ci preoccupa è il regionale 5008: il primo treno del mattino, che porta i turisti e i lavoratori che timbrano alle 6 a Venezia, è di importanza fondamentale e non parlano di sostituirlo. La fascia mattiniera è sguarnita, e ancor più grave il fatto che dalle 22 di sera non ci sia un treno che da Venezia torni verso Portogruaro». Oltre a questo i pendolari della tratta lamentano i continui ritardi e soppressioni, l’aria condizionata che funziona a singhiozzi, il sovraffollamento. «Nonostante le parole», commenta Luciano Ferro, consigliere del Codacons e portavoce pendolari, «anche qualche giorno fa il treno delle 6.26 da Quarto, ha portato un’ora di ritardo».

Marta Artico

 

Oggi i sindaci in commissione regionale per le alternative all’orario cadenzato

Questa mattina alle 10.30, Silvia Conte, sindaco di Quarto, Andrea Follini, sindaco di Marcon, Francesca Zottis, assessore di San Donà, e il vicesindaco di Roncade, Giorgio Favero, saranno in commissione regionale a palazzo Ferro Fini. Una cordata di amministratori che ritiene che il nuovo orario cadenzato, possa essere migliorato perché gli orari rischiano di penalizzare i pendolari. Con loro anche alcuni rappresentanti dei pendolari. «Presenteremo alla Regione delle possibili alternative», spiega Conte. «Ci siamo avvalsi del supporto tecnico di Ferrovieanordest, realtà no profit molto attiva sul tema a livello regionale, che ci affiancherà anche in occasione dell’audizione e con la quale dimostreremo che sono possibili modifiche senza aumentare i costi». I sindaci hanno coinvolto anche gli albergatori oltre che la Confcommercio mandamentale: «Siamo soddisfatti di questa occasione di confronto che abbiamo fortemente chiesto», spiegano, «ma non è ancora sufficiente. Sono oltre 15 anni che i nostri cittadini attendono la metropolitana di superficie. È necessario che la Regione avvii una fase strutturata di confronto con i rappresentanti delle comunità locali e dei comitati affinché con il nuovo sistema si risponda davvero alle esigenze degli utenti. Per come è impostato, oggi il nuovo orario cadenzato taglia corse importanti e lascia dei vuoti, impedendo tecnicamente la possibilità di integrazione tra servizio ferroviario e servizio su gomma». (m.a.)

 

LA GRANDE AZIENDA METROPOLITANA

«Fusione? Prima risaniamo»

La fusione delle aziende di trasporto dell’area metropolitana va avanti, ma Actv vi parteciperà solo dopo aver messo a posto i suoi conti. Quindi non prima del 2015, 2016, calcola il sindaco Giorgio Orsoni, reduce da un incontro a Roma con il vicesindaco di Padova, Ivo Moretti, e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che controlla BusItalia, l’ex Sita. «Dopo il protocollo di intesa siglato a gennaio abbiamo fatto una serie di verifiche – spiega Orsoni – Il progetto di collegamento del sistema metropolitano di trasporto è giusto e va avanti. Ma per il momento partono solo Aps Holding e BusItalia. Noi prima dobbiamo rimettere a posto i conti di Actv. Nel frattempo faremo degli accordi collatelari con le altre aziende».
L’obiettivo delle società padovane è quello di arrivare alla fusione già a gennaio 2014. Sulla carta, non ci saranno esuberi, anzi possibili risparmi. Actv entrerà nella grande azienda metropolitana solo dopo il piano di risanamento, che è appena iniziato. In ballo, come noto, ci sono 400 posti di lavoro che Actv conta di tagliare, senza licenziamenti, ma con una serie di pensionamenti, prepensionamenti e una nuova organizzazione del lavoro da mettere in piedi da qui al 2016. Solo per quella data, forse un po’ prima, anche Actv potrebbe rientrare nella grande azienda della mobilità metropolitana. Al momento le trattative con i sindacati sono appena all’inizio e la strada si annuncia in salita.

 

Nuova Venezia – Treni piu’ lenti di quarant’anni fa

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16

lug

2013

PETIZIONE CON 250 FIRME DEI PENDOLARI

Care, lente locomotive. O care, vecchie littorine. Ebbene sì, i pendolari da Vittorio Veneto a Venezia le rimpiangono. E il motivo è davvero singolare: erano più veloci dei moderni convogli. Fra Vittorio Veneto e Venezia la distanza è di 71 chilometri. Oggi viene percorsa in un tempo che oscilla fra un’ora e 11 minuti e un’ora e 18. Presto arriverà l’orario cadenzato, quello tipico di una metropolitana, quindi a rigor di logica il viaggiatore dovrebbe risparmiare tempo. Invece per fare quei 71 chilometri impiegherà un’ora e 31 minuti. Ovvero 45 chilometri all’ora. Sapete quanto ci impiegava la littorina nel 1975? Un’ora e 2 minuti. Forse solo qualche minuto in più la locomotiva a carbone dei tempi precedenti. «Adesso basta», protestano i pendolari. Riuniti in Comitato tra Belluno, la Conca dell’Alpago e Vittorio Veneto, hanno preso carta e penna, o meglio il computer, e hanno scritto la loro rabbia («giustificata» come ammette l’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso) a Regione, province, comuni, sindacati. Non ai dirigenti delle Ferrovie dello Stato «perché le loro risposte, fino ad oggi, sono state di un’inconcludenza unica». La petizione è accompagnata dalla firma di 250 pendolari, che sono poi coloro che mantengono in vita quotidianamente la linea. Lo scritto contiene parole d’indignazione. Ma ad indignare sono i fatti. Il treno che parte oggi alle 17.34 da Venezia arriva a Vittorio Veneto in un’ora e 17 minuti, quando non trova ostacoli. Nel 1975 il treno delle 17.41 impiegava un quarto d’ora di meno, cioè un’ora e 2 minuti. Attenzione, però, quello cadenzato in arrivo avrà un tempo di ben un’ora e 31 minuti. Il motivo? A Conegliano si cambia treno e l’attesa in media è di 18 minuti.

Tutti i treni di oggi sono comunque migliori di quelli cadenzati. Il primo convoglio del pomeriggio per Vittorio Veneto, alle 15.44, impiega un’ora e 18 minuti e spesso i viaggiatori non trovano posto. Quello delle 19.36 percorre i 71 chilometri in un’ora e 11 minuti. Nel 1975 il convoglio delle 17.41 da Venezia arriva a Ponte nelle Alpi in un’ora e 38 minuti, oggi quello delle 17.34 non impiega meno di un’ora e 52 minuti, il prossimo treno cadenzato supererà ogni record: due ore e un minuto, ovvero una media oraria di 48 chilometri orari. Sembra a causa di quel supplemento di 18 minuti da consumare a Conegliano. «Si tratta di tempi enormi, addirittura imbarazzanti», lamentano i pendolari nella loro missiva, «se rapportati su base settimanale, mensile e annuale: circa tre ore di vita sottratte ai pendolari della settimanale, 12 ore a quelli mensili, non si contano i giorni a chi viaggia in treno, lungo questa tratta, tutto l’anno. Si tratta di salute rubata perché c’è un limite alla nostra capacità di sopportazione. I tempi spesi nei convogli ferroviari sono tempi sottratti al riposo». Ecco, pertanto, le prime richieste. Treni fruibili e tempi di percorrenza adeguati. «In particolare» concludono i pendolari «chiediamo di poter fruire sia al mattino che alla sera di almeno due treni diretti, che siano umanamente sostenibili. E non da Far West».

 

Nuova Venezia – Trasporti, Actv verso la fusione con Padova

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16

lug

2013

RIUNIONE A TRE A ROMA

Incontro tra Orsoni, Rossi e Moretti (Fs). Il sindaco: «Avanti con la razionalizzazione»

Parte prima Padova, poi toccherà a Venezia. Entro ottobre il consiglio comunale di Padova dovrebbe approvare la fusione tra Aps Holding e BusItalia (l’ex Sita). Più avanti toccherà a Venezia e all’Actv. Se ne è discusso ieri mattina a Roma in un incontro tra il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, il vicesindaco di Padova Ivo Rossi e Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato che controlla BusItalia. Una nuova riunione operativa che conferma le intenzioni messe nero su bianco all’inizio dell’anno nel protocollo d’intesa. «Si conferma la prospettiva di costruire una sorta di “Veneto Mobilità”, anche se questo non è ancora il nome definitivo» spiega Ivo Rossi, «che sarà un player importante non solo a livello regionale ma anche nazionale».

Giorgio Orsoni, al rientro a Venezia, spiega: «Si va avanti, questo è certo. Per noi si tratta di proseguire con la razionalizzazione per quanto possibile in una chiave metropolitana di gestione del trasporto pubblico». Positivo, secondo il sindaco di Venezia, l’esito dell’incontro con Moretti, numero uno delle Ferrovie dello Stato.

Delle fusioni tra società del trasporto pubblico si parla da tanto tempo. Actv è più indietro, dopo l’affidamento in house, l’azienda ora guidata da Scalabrin si deve riorganizzare in vista del risanamento e la partita è complicata, dopo la disdetta del contratto di secondo livello, dalla partita di confronto con le organizzazioni sindacali. «Per la fusione tra BusItalia e Aps non ci saranno esuberi del personale. Inoltre con la razionalizzazione dei chilometri si potrà mettere mano al deficit che si sta producendo», precisa Ivo Rossi. Una corsa che, se non ci sono ostative da parte delle autorità garanti della concorrenza, potrebbero portare al nuovo assetto societario già da gennaio 2014 per le società di Padova. «Parteciperanno per ora Aps e BusItalia, successivamente ci sarà Actv» precisa Rossi, confermando quel che Orsoni dice tra le righe: ovvero che l’azienda veneziana di trasporto è della partita ma non ancora pronta, senza una vera razionalizzazione interna, al salto verso la fusione nella società veneta del trasporto pubblico. (m.ch.)

 

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