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Gazzettino – Spinea vince lo scudetto dei rifiuti

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23

gen

2015

DATI DI VERITAS – Riciclato correttamente più del 70 per cento dei rifiuti

Non è certo una rivelazione sul podio veneziano della raccolta differenziata. Questa volta però Spinea batte tutti e si piazza al primo posto conquistando la medaglia d’oro di Veritas. Gli spinetensi nel 2014 hanno raccolto, smaltito correttamente e riciclato il 79,52% dei rifiuti.

Ovviamente soddisfatta l’assessora all’ambiente Stefania Busatta: «L’eccezionale risultato è merito di una cittadinanza attenta e sensibile alle tematiche ambientali e al percorso intrapreso negli ultimi anni: con l’attivazione dei cassonetti a calotta, la raccolta domiciliare degli ingombranti, l’aumento degli orari di apertura dell’ecocentro, la presenza mensile degli ecomobili nei quartieri e la continua educazione e comunicazione ambientale rivolta a tutta la cittadinanza». In un anno sono state organizzate venti serate informative a cui partecipavano anche diverse centinaia di persone e alcuni eventi specifici, tra i quali quello per il riuso e il riciclo.

Il nuovo sistema con i cassonetti a calotta, invece, è stato avviato nel 2011, prima nel perimetro e poi in tutto il territorio, per dare il tempo ai cittadini di abituarsi ed evitare l’abbandono o la migrazione dei rifiuti. Quest’anno invece non sono mancate le sanzioni degli ispettori ambientali Veritas impegnati in attività di controllo, chiamati a informare, controllare ed eventualmente multare chi non rispetta le regole del decoro urbano e il corretto conferimento dei rifiuti.

Ecco i dati principali del servizio svolto nel 2014 a Spinea. Circa 400 sono le ore di controlli effettuati. Sono stati inoltre richiesti dalla cittadinanza ben 278 interventi. Sono state effettuate 447 azioni di informazione ed educazione all’utenza, con 31 verbali staccati di cui 7 a persone provenienti da fuori Comune, per un totale di oltre 5mila euro di sanzioni. Nella maggior parte dei casi si tratta di abbandono di rifiuti fuori dalla campana.

«Il Comune si è attivato facendo un’ampia campagna di informazione e sensibilizzazione – conclude l’assessora – e qualsiasi segnalazione viene raccolta non solo sul sito istituzionale e dall’ufficio ambiente, ma anche attraverso i social network. In tutto questo un ruolo insostituibile lo hanno i volontari che ogni giorno donano il loro tempo alla città. Il prossimo obiettivo sarà produrre meno rifiuti».

Melody Fusaro

 

PADOVA – Dopo aver riunito più di 200 persone provenienti dalle associazioni e dai comitati ambientalisti veneti e dopo aver raccolto 15 mila osservazioni di cittadini allarmati dal dissesto idrogeologico e preoccupati per la propria salute, la Rete dei comitati veneti “Noi siamo Terra”, coordinata da don Albino Bizzotto, dei Beati costruttori di pace, ha presentato alla Regione Veneto un documento che mette nero su bianco i “no” della popolazione: no al project financing, né per le autostrade, né per gli ospedali.

No a piani casa che danno la possibilità di edificare senza regole a fronte di 400 mila case vuote e di fronte alla disperata richiesta di case a basso prezzo. No alle grandi opere. No al ddl del ministro Lupi che affida ai privati, sottraendole agli amministratori locali, le scelte sulle trasformazioni urbane. No all’abbandono e alla vendita di case Erp. No alla vendita del patrimonio demaniale. No all’agricoltura chimico-industriale e sì a quella biologica, purché non sia riservata solo ad una nicchia. No alle bio masse perchè non sono rinnovabili.

Si agli ecoquartieri; agli investimenti pubblici; ad un premio ai Comuni che riducano la superficie impermeabile; alle risorse europee; alla perequazione virtuosa; ad un piano del verde e ad una legge regionale che blocchi immediatamente il consumo di suolo.

«Il Veneto », tuonano i Comitati , «può e deve puntare alla riduzione del 20% dei rifiuti prodotti e almeno all’80% di raccolta differenziata e riciclo, attraverso il sistema del porta a porta. Vanno chiusi i due inceneritori di Padova e Schio e avviate indagini epidemiologiche sugli effetti sanitari degli stessi inceneritori. Dobbiamo fermare un processo di mercificazione che non ha riscontro nella storia ma produce un impatto devastante sull’ambiente, sulla nostra salute e sulla qualità della vita. Difendiamoci dalla privatizzazione».

Gli approfondimenti sono reperibili sul sito www.comitativeneti.alternvista.org. «Acqua, aria, terra ed energia riguardano il vivere di tutti», scandisce don Albino, «trasversalmente riguardano la nostra salute e il lavoro. Eppure la politica fino ad oggi ha fallito e deluso le aspettative caricando in maniera insopportabile il territorio in un gioco al massacro per mettere in salvo i soldi, il guadagno economico».

Elvira Scigliano

 

ZERO BRANCO – (N.D.) Il Circolo del Pd di Zero Branco ha provocatoriamente invitato il presidente della Regione Luca Zaia ad un incontro conviviale per degustare piatti a base di radicchio, alla condizione però che ritiri la sua firma dalla delibera per l’avvio delle attività per l’installazione di “una vera e propria bomba ecologica” negli impianti dell’ex ditta Mestrinaro.

La lettera è stata fatta pervenire a Zaia quattro giorni prima dall’inaugurazione della 22. mostra del radicchio in programma a Zero Branco sabato alle 10.30. Il Pd dà per scontato che all’apertura della mostra Zaia, come negli anni scorsi. ci sarà.

«Speriamo che anche questa volta raccolga l’invito perchè -spiega il Pd- se dovesse avviarsi l’attività nel sito dell’ex Mestrinario sicuramente sarà costretto, nei prossimi anni, a mangiare altro e altrove, se vorrà avere riguardo per la sua salute. Ci piacerebbe sapere cosà dirà il giorno dell’inaugurazione agli agricoltori e agli abitanti di Zero Branco. Scruteremo l’espressione del suo viso e presteremo attenzione al tono delle sue parole, per capire con quale coraggio propinerà i soliti discorsi d’occasione inneggianti all’agricoltura e ai suoi prodotti, dopo aver avvallato con la sua firma, insieme con la sua Giunta, l’avvio delle attività nell’ex Mestrinaro. Abbia il coraggio di dire pubblicamente – aggiunge il Pd – che l’impianto ex Mestrinaro per il trattamento dei rifiuti pericolosi non verrà mai aperto nel comune di Zero Branco e che ritirerà l’ultima delibera che ha firmato».

Continua così il braccio ferro che dura da un anno ormai tra il Pd di Zero Branco e il presidente della Regione Zaia sull’attività dell’ex Mestrinaro che ha operato per decenni nell’area agricola di via Bertoneria a Sant’Alberto.

 

RIFIUTI

Un altro anno da «Comune riciclone» per Quarto d’Altino che, nel 2014, rinnova l’ambito premio di Legambiente. «Con il 73,34 per cento di media annuale di raccolta differenziata – spiega l’assessore all’ambiente Radames Favaro – anche quest’anno l’impegno dei cittadini ci ha permesso di raggiungere ottimi risultati».

Il riconoscimento di Legambiente, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente, premia infatti le comunità locali che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti. E per migliorare ancora la percentuale, il Comune ha già in programma da gennaio una serie di incontri pubblici.

«Crediamo che solo attraverso il contributo e la partecipazione di tutti sia possibile raggiungere risultati ambiziosi – spiega Favaro – Per questo nel 2015 intensificheremo gli incontri pubblici per valutare con i cittadini alcune modifiche che riguardano la gestione del servizio e per fornire ulteriori informazioni sulle tipologie di rifiuti conferibili come differenziati. L’obiettivo è salvaguardare l’ambiente e alleggerire la tariffa a carico di famiglie e imprese. Per raggiungerlo non basta migliorare ulteriormente la quantità di rifiuto differenziato, ma bisogna lavorare anche sulla qualità, andando a diminuire gli errori nella distinzione dei rifiuti».

I primi due incontri pubblici sono in programma il 22 gennaio alle 20,30 al centro servizi di Quarto d’Altino e il 29 gennaio, alla stessa ora, al centro civico di Portegrandi. Giovedì 1° gennaio la raccolta della carta non verrà eseguita. A breve gli altinati riceveranno il calendario provvisorio per gennaio e febbraio (quello definitivo arriverà dopo gli incontri pubblici).

 

QUARTO – Con il 73,34% di raccolta differenziata, anche nel 2014 Quarto si è confermato “Comune riciclone”. «Crediamo che solo attraverso il contributo e la partecipazione di tutti sia possibile raggiungere risultati ambiziosi. Nel 2015», annuncia l’assessore Radames Favaro, «intensificheremo gli incontri pubblici per valutare insieme alcune modifiche che riguardano la gestione del servizio, fornire ulteriori informazioni sulle tipologie di rifiuti conferibili come differenziati e continuare così nel percorso di miglioramento. Per salvaguardare l’ambiente e alleggerire la tariffa è importante migliorare anche la qualità e diminuire le parti non correttamente differenziate, non solo la quantità del rifiuto differenziato».

I primi incontri si terranno il 22 gennaio al Centro servizi di Quarto e il 29 gennaio a Portegrandi, così da avviare le eventuali modifiche a marzo. «Nelle case arriverà a breve il calendario provvisorio per gennaio e febbraio, dopo gli incontri arriverà quello definitivo», conclude Favaro. Intanto il primo gennaio la raccolta della carta non sarà eseguita e slitterà all’8 gennaio, tutto regolare il 6 gennaio.

Giovanni Monforte

 

Nuova Venezia – Sistema “porta a porta” a Mira dal 2015

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21

dic

2014

La maggioranza approva il nuovo metodo di raccolta dei rifiuti. Dura contestazione delle opposizioni

MIRA – Il 2015 porterà a Mira il “porta a porta”. La maggioranza grillina tira dritto e, nonostante le critiche, ha approvato in Consiglio comunale nella tarda sera di venerdì, il progetto che istituisce per il prossimo anno il l sistema di raccolta dei rifiuti.

A votare a favore sono stati i consiglieri del Movimento 5 Stelle e Mattia Donadel, del gruppo “Mira Fuori dal Comune”.

Contrari a questo nuovo sistema di raccolta, sono stati i consiglieri del Pd, del Pdl, Roberto Marcato del gruppo civico “Noi per Mira” e il Gruppo Misto.

Il nuovo sistema è stato illustrato in Consiglio comunale dall’assessore all’ambiente Maria Grazia Sanginiti e dal sindaco Alvise Maniero. Il “porta a porta entrerà in vigore entro il prossimo anno. Per poterlo far funzionare serviranno almeno sei mesi se non nove.

Nel frattempo il Comune ha deciso di dare il via fin da gennaio ad una campagna di informazione capillare per spiegare il “porta a porta a tutti i miresi. Saranno fatte decine di incontri nelle frazioni e in municipio anche con l’ausilio degli esperti di Veritas.

L’assessore Sanginiti ha sostenuto che il sistema porta a porta alla fine comporterà un risparmio e non, come detto dalle opposizioni, un aggravio alle casse comunali e di conseguenze un salasso sulle tasche dei cittadini. Sanginiti ha portato esempi che funzionano di porta a porta in grandi città come a Torino.

Le stime fatte da Veritas su un costo maggiore per il porta a porta rispetto al sistema a calotta, ha detto il sindaco Alvise Maniero, sono datate. Nuove stime fatte invece per i grillini comproverebbero alla lunga un risparmio.

Dure le opposizioni di Pd, Gruppo Misto, Pdl e Noi per Mira che hanno disertato alcune discussioni in polemica con la decisione del presidente del Consiglio comunale, Serena Giuliato, di non anticipare la discussione sulla questione rifiuti, visto che per ascoltarla erano arrivate alle 20, quasi 100 persone.

È stata affrontata poi la vicenda della gara per l’assegnazione del socio privato della municipalizzata Serimi. La Serimi dà lavoro, con la gestione di farmacie e mense comunali, a 140 persone. La gara è andata deserta una settimana fa. Il Comune ha deciso di indire una nuova gara che si terrà entro marzo 2015. Nel frattempo si procederà con un esercizio in proroga dell’attività. Le opposizioni si sono dette molto preoccupate per il futuro dei dipendenti e le loro famiglie.

(a.ab.)

 

MIRA – Il via libera al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti arriva a notte fonda: polemica sul “no” all’anticipo della discussione

Il 2015 sarà l’anno del “porta a porta” a Mira. La maggioranza ha approvato in consiglio comunale, verso l’una della notte tra venerdì e sabato, il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Ma lo scontro con l’opposizione è iniziato subito, già all’apertura dei lavori dell’assemblea. La sala consiliare era gremita di cittadini, incuriositi dall’ordine del giorno che riguardava proprio la riorganizzazione della gestione rifiuti.

Un cambio radicale di abitudini che porterà a differenziare ancor di più il rifiuto, uniformando anche il sistema di raccolta nel territorio. Oggi infatti un terzo del comune utilizza il sistema a calotta mente i due terzi hanno i cassonetti semplici. Proprio in virtù della nutrita partecipazione al consiglio le opposizioni avevano chiesto di anticipare la discussione e l’approvazione sul “porta a porta” all’inizio dell’ordine del giorno. Un cambio negato però dalla maggioranza grillina che ha preferito seguire l’iter programmato. «Si trattava di un semplice gesto di cortesia e di attenzione verso i numerosi cittadini presenti – spiegano Fabio Zaccarin (gruppo misto), Maurizio Barberini, Gabriele Bolzoni e Renato Martin e Francesco Sacco del Pd e Roberto Marcato della civica “Noi per Mira” – I cittadini hanno invece potuto constatare di persona la spocchia dell’amministrazione M5S; secondo il sindaco infatti la richiesta doveva essere fatta precedentemente nella riunione dei capigruppo che, purtroppo, la presidente del Consiglio non ha mai convocato».

Pronta la replica del sindaco Maniero, allibito dalle osservazioni delle opposizioni: «Su un tema così importante l’unico commento delle opposizioni riguarda l’ordine del giorno – commenta Maniero – : lo trovo assurdo. Gli altri punti erano comunque importanti, riguardavano i 50 mila euro di finanziamenti alle scuole e i 40 mila euro in più per il sociale. Speravo in una contestazione sul metodo, sui risultati, sullo scarto, una discussione attorno alle comparazioni tra sistemi di raccolta dei rifiuti. Il progetto approvato non è carta da formaggio ma una scelta ponderata, suffragata da dati ufficiali a consuntivo. Il dato reale e concreto è che nei comuni che utilizzano la calotta c’è un costo di scarto doppio rispetto a chi invece utilizza il “porta a porta”. Il Pd invece su questo non ha saputo dire niente ma a questo punto siano chiari e dicano chiaramente se voglionono recuperare il materiale o se a loro interessa solo mandare tutto all’inceneritore».

Le opposizioni però insistono: «Il progetto continua a non convincere sia per il costo del servizio che si riverserà sulle tasche dei miresi che per il disagio che esso comporterà».

Luisa Giantin

 

RIFIUTI / 2

A gennaio una campagna informativa. Con il nuovo sistema 30 posti di lavoro in più

MIRA – Una campagna informativa capillare per informare i cittadini sul nuovo sistema del “porta a porta” inizierà già da gennaio. «Partiremo dai numeri – avverte il sindaco Alvise Maniero – Presentandoli alla cittadinanza nei vari incontri, illustrando tutti i dati, peraltro molti dei quali già consultabili sul sito di Veritas, e confrontando i risultati dei due sistemi di raccolta, i costi ma anche i benefici, per la salute e l’ambiente».

In consiglio comunale è stata annunciata anche l’istituzione di un ufficio per informazioni e chiarimenti sul nuovo sistema, ufficio nel quale i cittadini potranno recarsi per chiedere chiarimenti, in aggiunta naturalmente agli incontri informativi. Inoltre dalla discussione è emerso inoltre che con il nuovo sistema ci sarà un incremento di occupazione. Il “porta a porta”, al di là dell’utilizzo di bidoni di dimensioni minori rispetto a quelli a calotta e con rotelle, chiederà una maggiore presenza di risorse: una trentina di nuove assunzioni secondo il progetto presentato da Veritas.

L.Gia.

 

MOGLIANO – Maggioranza e opposizione uniti contro gli inceneritori. Il consiglio comunale, nella seduta di giovedì scorso, ha approvato all’unanimità una mozione contro l’utilizzo degli inceneritori nella gestione dei rifiuti, scritta a più mani dalla commissione speciale rifiuti e dall’assessore all’ambiente Oscar Mancini. I consiglieri chiedono al consiglio regionale di bloccare ogni previsione di incenerimento, sia che si tratti di nuovi impianti, sia che si preveda di rimettere in funzione quelli esistenti. La posizione espressa dal Comune di Mogliano arriva contestualmente alla fase di approvazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti urbani e speciali.

«Lo spirito di unione che ci ha permesso di bloccare l’inceneritore previsto a Mogliano è rimasto inalterato», dice il presidente della commissione Davide Bortolato, «e si sta allargando verso una lotta agli inceneritori a livello regionale e nazionale».

La mozione, oltre a fare pressione sulla regione, chiede inoltre al Governo Renzi di riformulare l’articolo 35 dello “Sblocca Italia” affinché venga fermato il “turismo” dei rifiuti che oggi, con la nuova legge, possono tranquillamente uscire dai confini regionali.

(m.ma.)

 

MOGLIANO – «Stop all’uso degli inceneritori nella gestione dei rifiuti». Nella riunione dell’altra sera del Consiglio comunale di Mogliano è stata votata all’unanimità la mozione con la quale si chiede alla Regione di bloccare ogni nuovo impianto di incenerimento o di rimessa in funzione di quelli esistenti. L’iniziativa è stata illustrata da Davide Bortolato, presidente della “Commissione speciale rifiuti-no inceneritori”.

In questi giorni il Consiglio regionale sta discutendo il nuovo Piano regionale dei rifiuti urbani e speciali. «Il Piano -spiega il presidente Bortolato- è stato oggetto di una serie di osservazioni prodotte dal comune di Mogliano, quale capofila delle cinque amministrazioni comunali che si battono contro i progetti degli inceneritori di Unindustria previsti a Silea e a Bonisiolo di Mogliano. Dobbiamo tenere alta la guardia in difesa dell’ambiente e della salute pubblica».

Soddisfatto del voto unanime del Consiglio comunale anche l’assessore all’ambiente Oscar Mancini. «La mozione, che ha trovato l’unanimità di consensi di tutte le forze politiche, comprende la richiesta al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi di riformulare l’articolo 35 del decreto “Sblocca Italia” affinché siano incentivati gli impianti di riciclaggio dei rifiuti anziché smaltirli negli inceneritori. Rifiuti che oggi, con la nuova legge, possono uscire tranquillamente dai confini regionali».

(nd)

 

Nuova Venezia – Raccolta differenziata. Martellago superstar.

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20

dic

2014

LA CLASSIFICA DEI COMUNI

MARTELLAGO – Martellago superstar nella raccolta differenziata registrata a novembre. In generale, nei primi dieci della classifica Veritas, metà sono del Miranese mentre si registra per la prima volta l’ingresso di Marcon. Prevale di poco chi adotta i cassonetti a calotta. Dunque, il comprensorio continua ad andare bene nel differenziare la spazzatura, con Martellago che nei mesi scorsi è arrivata a quota 80,39% (sistema a calotta). Nel gradino più basso del podio ecco Spinea, assestatasi al 78,36 per cento (calotta). In mezzo c’è Cavallino Treporti (porta a porta), che ha raggiunto 79,79%. Bene anche Scorzè (77,58%), Santa Maria di Sala (77,01%) e Noale (76,16%), tutti con il sistema a calotta. Nel gruppo dei migliori entra anche Marcon (porta a porta), arrivato a toccare la percentuale del 77,84%: il comune a nord di Mestre arriva al quinto posto. Bene anche San Donà (calotta e 77,95% per cento), Fossò (porta a porta e 76,91%) e Campolongo (porta a porta a corrispettivo e 76,14%).

(a.rag.)

 

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