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Gazzettino – Pedemontana. Petteno’ chiede i conti.

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14

feb

2014

TREVISO – Chiarezza sui 100 chilometri di Pedemontana che attraverseranno il Veneto da Montebello a Spresiano. La chiede il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra veneta):

«L’assessore alla mobilità Chisso e il commissario Vernizzi forniscano alla commissione Infrastrutture del Consiglio regionale Veneto tutti i dati sul project financing con cui si sta realizzando l’arteria, indicando i costi effettivi dell’opera e i benefici reali per i cittadini».

Sulla questione il consigliere ha presentato una “interrogazione urgente”.

 

 

A Mirano esplode la rabbia dei residenti per l’inquinamento e i disagi in centro «Qui passano 15 mila veicoli al giorno quando la Romea arriva a 18 mila»

MIRANO – Dalle proteste alla proposta, ma con la preghiera di fare presto. Il Coordinamento spontaneo per la salvaguardia del territorio del quartiere via Dante-via Villafranca lancia l’allarme traffico: «Situazione allarmante, esasperante e invivibile», tuona il comitato, che elenca una lunga serie di disagi patiti ogni giorno dai residenti: smog, inquinamento acustico, stress e danni agli edifici provocati dalle continue vibrazioni. Torna insomma a salire la tensione nei quartieri, in un anno cominciato davvero male sul fronte traffico in città, complice anche l’aumento tariffario ai caselli. L’insofferenza è palpabile soprattutto in via Dante Sud, anche perché collega il centro di Mirano con i comuni a nord. Gli abitanti tornano a lamentare volumi di traffico fuori ogni limite di tolleranza e stavolta però avanzano anche una proposta: un anello tra il quartiere Dante e la Fossa, dove sta per arrivare una rotatoria tra via Miranese e via Vittoria, nel contesto della lottizzazione ex Iveco: una soluzione che permetterà la svolta a sinistra per chi arriva dal centro di Mirano. In pratica il comitato di quartiere Dante sud chiede al Comune di allargare la zona dei sensi unici attorno all’ospedale, fino alla Fossa, coinvolgendo via Dante sud, via della Vittoria e via Miranese. Secondo il comitato si potrebbe in questo modo creare una rete di sensi unici sulle strade interne del quartiere, evitando possibili scorciatoie dal traffico di attraversamento e nel contempo creare corsie preferenziali per i bus di linea e piste ciclabili. Una, ovviamente, proprio in via Dante sud, collegando così la ciclabile lungo il canale Taglio con la zona ospedale e il Muson a nord.

«Ipotesi da valutare», secondo il portavoce del comitato Stefano Bonato, «con una preghiera: quella di non aspettare il morto per trovare delle soluzioni. Per ben due volte l’Arpav ha segnalato un forte inquinamento acustico derivato dall’intenso traffico dei mezzi, valori fuori norma anche per quanto riguarda il piano acustico comunale».

Per il comitato la situazione di via Dante sud è “drammatica”: «Quindicimila veicoli al giorno, quando in Romea ne transitano 18 mila e per il 90% sono traffico di attraversamento, senza contare i 223 autobus che passano ogni giorno.

L’apertura del casello di Crea e quello di Vetrego hanno trasformato questa strada residenziale in centro storico in una tangenziale».

Filippo De Gaspari

link articolo

 

La Cgil: sulla Padova-Mestre vantaggio modesto per i pendolari

MESTRE – Dopo un mese di proteste dei “pendolari” dell’autostrada che si sono visti triplicare il costo del pedaggio tra i caselli di Padova Est e quelli di Dolo-Mirano e Villabona-Mestre, il «ministero delle Infrastrutture ha partorito uno sconticino che convincerà molti automobilisti a percorrere le strade provinciali piuttosto che l’autostrada». Lo dice, con molta ironia, il segretario regionale della Filt-Cgil, Ilario Simonaggio, commentando l’intesa raggiunta pochi giorni fa tra ministero e rappresentanza delle concessionarie Aiscat che prevede uno sconto del 20 % dei nuovi pedaggi, applicabile dal 1 febbraio 2014 solo ai pendolari autostradali, cioè coloro che per recarsi al lavoro percorrono per almeno 40 volte al mese, tra andata e ritorno, il tratto autostradale tra Padova, Dolo e Mestre.

Anche la deputata del Pd, Simonetta Rubinato, si dice insoddisfatta: «alla fine la montagna ha partorito un topolino» dice «perché gli sconti concordati sembrano davvero irrisori, in particolare per i pendolari del tratto Mestre-Padova».

«Il Governo, con la interessata complicità dei “signori delle autostrade” ha rimediato una pessima figura» commenta a sua volta Simonaggio «le condizioni di accesso allo sconto sono molto limitate e fanno bene ai conti delle Autostrade, a cominciare da Cav spa, ma di certo non rispondono ai bisogni dei pendolari dell’area metropolitana centrale veneta».

«Basta fare i conti con alcuni esempi per rendersi conto della vera entità dello sconto» conclude Simonaggio sul pedaggio Mestre- Padova, dove la tariffa dal 1 gennaio 2014 è schizzata da €. 0,80 a €.2,80, sino al 31 dicembre 2013 il pendolare pagava rispettivamente: con 20 viaggi mese €.16; con 30 viaggi mese €. 24; con 40 viaggi mese €.32.

Adesso, con il pessimo accordo firmato da Aiscat e dal ministro Lupi, si paga dal 1 febbraio rispettivamente con 20 viaggi mese €. 56; con 30 viaggi mese €.75,60; con 40 viaggi mese €. 91,80.

Altro che sconto, ministro Lupi, questo è solo un favore alle concessionarie autostradali».

(g.fav.)

 

Rai. Ballaro’ – Come non pagare i pedaggi in Cina.

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9

feb

2014

Puntata del 21 gennaio 2014

Rai. Ballaro’ – Autostrada, mia cara.

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8

feb

2014

PUNTATA DEL 21 GENNAIO 2014

Nuova Venezia – Ok agli sconti sui pedaggi autostradali.

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8

feb

2014

AUTOSTRADE – Operativi gli sconti per i pendolari, ecco chi ne usufruisce

Tariffe ai caselli »RAGGIUNTO L’ACCORDO

Annuncio di Lupi e Aiscat: riduzioni del 20% ai pendolari già in vigore. Resta l’incognita sull’allungamento delle concessioni

VENEZIA – Improvvisa schiarita sul versante degli sconti autostradali. Dopo aver sfiorato la rottura clamorosa nel lungo giovedì di trattative , in serata il ministero dei Trasporti e l’Aiscat hanno annunciato l’avvenuto accordo che introduce le riduzioni tariffarie del 20% per gli utenti pendolari. Le agevolazioni, ideate come antidoto ai rincari, hanno effetto retroattivo dal primo febbraio e proseguiranno sull’intera rete, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015. «È una realtà e non una promessa», canta vittoria il ministro Maurizio Lupi «abbiamo voluto dare un segnale chiaro ai pendolari, una categoria che oggi soffre la crisi economica e sulla quale l’impatto degli aumenti dei pedaggi si faceva sentire in modo significativo». «È una sperimentazione che ci auguriamo allevi le difficoltà di quanti, molto spesso, non hanno alternative all’autostrada per raggiungere quotidianamente il posto di lavoro», fa eco Fabrizio Palenzona, presidente dell’associazione delle società concessionarie. Tutto è bene ciò che finisce bene, dunque? Quasi. Secondo indiscrezioni romane, l’allungamento temporale delle concessioni – obiettivo che le società ritengono indispensabile per compensare il calo di introiti, garantire la copertura degli investimenti e salvaguardare così l’equilibrio finanziario – resta una mina vagante. Perché Aiscat avrebbe dato il via libera agli sconti (equivalenti a un ventina di milioni di mancati incassi ai caselli) con una clausola non scritta: il tavolo tecnico istituito da Lupi sulla questione avrà 3-4 mesi di tempo per trovare una soluzione soddisfacente (magari sull’esempio della Spagna che ha deciso in questo senso incurante dei possibili veti Ue) ma in assenza di risultati concreti, la questione tariffe-sconti tornerà in discussione. Del retroscena appare consapevole anche l’assessore veneto alla mobilità, Renato Chisso, che dapprima esprime soddisfazione – «Vediamo raggiunto un obiettivo che abbiamo fortemente voluto e perseguito. La definizione delle modalità per ottenere concretamente lo sconto sui pedaggi da parte dei pendolari è un traguardo che è anche nostro» – e poi rivolge lo sguardo ai conti della concessionaria partecipata dalla Regione: «Ora il prossimo passo è il prolungamento della concessione Cav». Staremo a vedere.

Filippo Tosatto

 

VADEMECUM DEL MINISTERO DEI TRASPORTI

Soglia massima di 50 km sullo stessa tratta

VENEZIA – Il ministero dei Trasporti ha diffuso un breve vademecum. Chi può usufruire delle agevolazioni tariffarie? Tutti i possessori di Telepass (con contratti family, business e ricaricabili, abbinati a persone fisiche e a veicoli di classe A) che abbiano effettuato la registrazione e che utilizzino l’autostrada come pendolari tra due stazioni predefinite, con percorso massimo di 50 chilometri. La percentuale di sconto è proporzionale al numero dei viaggi e non alla loro lunghezza (è cioè identica per chi fa pochi chilometri e per chi ne fa fino a 100 in un giorno tra andata e ritorno). Come si applicano gli sconti? Fino 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto. A partire dal 21 transito lo sconto (per tutti e 21 i viaggi effettuati) sarà dell’1% e crescerà linearmente (2% del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3% per 23 viaggi) fino al 20% del pedaggio complessivo che scatta dopo il 40 transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su tutti e 41 e sino al 46 viaggio (i giorni lavorativi in un mese sono al massimo 23) lo sconto del 20%. Per i transiti successivi al 46 viaggio si paga la tariffa intera. Lo sconto è applicato per un massimo di due viaggi al giorno, compresi i festivi, e non è cumulabile con altre agevolazioni/iniziative di modulazione tariffaria. Come procedere in concreto? Basta andare, a partire dal 25 febbraio sul sito Telepass (www.telepass.it o sul sito/ufficio della Concessionaria interessata, definendo il percorso che si utilizza abitualmente, indicando il casello di entrata e quello di uscita. Per il sistema aperto – in cui il cliente non effettua la transazione che permette di stabilire da dove si proviene e/o dove si è diretti – il cliente indicherà il casello o la barriera di attraversamento.

 

Raggiunto l’accordo, agevolazioni retroattive dal 1° febbraio. Costi ridotti progressivamente per un massimo del 20% dal 21° viaggio fino al 40°, fra due caselli distanti meno di 50 km

Buone notizie per i pendolari che utilizzano le autostrade: lo sconto è già operativo. È stato raggiunto, infatti, l’accordo tra ministero dei Trasporti e Aiscat, dopo una notte di lavoro in cui i tecnici di entrambe le parti hanno trovato un punto di equilibrio. Gli sconti sono in vigore a partire dallo scorso 1° febbraio e prevedono costi ridotti per un massimo del 20% a partire dal 21° viaggio fino al 40°, fra due caselli distanti non più di 50 chilometri. Potrà usufruirne chi è in possesso di Telepass. Soddisfatto il ministro Lupi: «È un segnale importante per i pendolari».

Riduzione massima del 20% che si matura al 40° transito nello stesso mese

Bembo (Cav): uffici a disposizione per assistere gli utenti

Pendolari delle autostrade, accordo raggiunto: contano tutti i viaggi a partire dal 1 febbraio

Pedaggi, sconti già partiti

Gli sconti ai pendolari sui pedaggi autostradali arrivano. Anzi, sono già in vigore retroattivamente dal 1 febbraio, come aveva annunciato il ministro Lupi: i viaggi effettuati da questa data saranno contabilizzati con lo sconto (fino al 20%) agli aventi diritto nella prossima bolletta Telepass.

L’accordo tra il Ministero dei Trasporti e l’Aiscat – l’associazione delle concessionarie autostradali – è stato formalizzato ieri, dopo una notte di lavoro in cui i tecnici delle due parti hanno dovuto trovare un nuovo equilibrio. Perché la scontistica inizialmente prevista è stata rafforzata: la proposta originaria, quella sulla quale si erano fondati i primi colloqui Ministero-Aiscat, prevedeva zero sconti per i primi 20 viaggi, e applicava la riduzione sulle 40 corse successive. L’accordo di ieri, invece, fa maturare gradualmente lo sconto a partire dal 21esimo transito, come prima, ma lo applica su tutti i transiti effettuati nel mese, fino ad un massimo di 46 viaggi (cioè 23 tratte andata-ritorno). Al 21° viaggio lo sconto, su tutti i viaggi, sarà dell’1%, al 22°del 2%, al 23° del 3%, e così via fino al 40° viaggio che darà diritto allo sconto del 20% su tuttii viaggi.

Gli sconti sono validi per tutti i possessori di Telepass (Family, Business e Ricaricabile) intestati a persone fisiche, cioè non ad aziende. E decorreranno dal primo giorno del mese in cui sarà stata effettuata la registrazione. Nessuna burocrazia, niente certificati di residenza o dichiarazioni del datore di lavoro: i pendolari dovranno semplicemente indicare due caselli distanti meno di 50 Km. Gli sconti saranno validi solo per i percorsi tra quei due caselli.

Per cui torneranno forse di moda i famosi “tornelli”: chi fa il pendolare tra due caselli distanti più di 50 chilometri, e vorrà usufruire degli sconti, dovrà registrare un casello entro i 50 chilometri, uscire lì e rientrare.

Dovranno fare attenzione i pendolari intenzionati a far valere gli sconti già a febbraio: dovranno registrarsi entro fine mese, ma il sito Telepass sarà aggiornato «entro il 25 febbraio». E quindi, poiché febbraio ha 28 giorni, ci potrebbero essere solo 3 giorni di tempo.

Il programma-sconti per i pendolari dell’autostrada è operativo «in via sperimentale» dal 1 febbraio 2014 al 31 dicembre 2015. Per i primi quattro mesi – cioè fino a tutto maggio – i costi della riduzione dei pedaggi saranno interamente a carico delle concessionarie autostradali. In questo periodo il Ministero si è impegnato a trovare «compensazioni» a tutela dei bilanci delle concessionarie e in particolare a studiare la percorribilità di un allungamento delle concessioni, cosa che la Ue non vede di buon occhio: ma l’Aiscat ha messo sul tavolo del ministro un bel dossier da cui risulta che la Spagna ha allungato le concessioni senza che la Ue battesse ciglio, e quindi l’invito al ministero è secco: «Faccia come gli spagnoli, un po’ di buona azione di lobbing in Europa». E Zaia conferma: «Penso che quella dell’allungamento delle concessioni sia una via d’uscita onorevole. Noi siamo pronti agli sconti, ma siamo dei concessionari. E le concessioni si possono allungare». Anche l’assessore Renato Chisso batte sullo stesso tasto: «Bene, ora il prossimo passo è l’allungamento della concessioni». «Accogliamo positivamente l’annuncio del ministero e dell’Aiscat – lo saluta Tiziano Bembo, presidente del Cav – e i nostri uffici sono a disposizione degli utenti per agevolarli nella registrazione e assisterli. Siamo forti dell’esperienza già maturata con i nostri sconti sulla tratta DoloMirano-Padova Est ai residenti in cinque Comuni: li abbiamo resi attivi poche ore dopo aver ricevuto l’autorizzazione». «Abbiamo voluto dare un segnale chiaro ai pendolari – commenta soddisfatto il ministro Maurizio Lupi – una categoria che oggi soffre la crisi economica e sulla quale l’impatto degli aumenti dei pedaggi pesava in modo significativo».

Alvise Fontanella

 

IL MANUALE DEGLI SCONTI – Chi ne ha diritto e cosa bisogna fare per pagare meno l’autostrada

DA QUANDO Tutti i viaggi dal 1 Febbraio, anche già effettuati.

QUANTO Il 20% massimo di sconto su tutti i viaggi del mese, fino a un massimo di 46 viaggi scontati.

CHI Lo sconto si applica ai possessori di Telepass (Family, Business o Ricaricabile) intestato a persone fisiche.

LA SOGLIA Fino a 20 transiti, nessuno sconto.

GRADUALE Dal 21esimo transito del mese, ogni viaggio aggiunge uno sconto dell’1% su tutti i viaggi effettuati, compresi i primi 20 . Al 40esimo transito si matura il 20% su tutti i viaggi.

REGISTRAZIONE Per avere lo sconto, si deve registrarsi sul sito www.telepass.it indicando i caselli di entrata e di uscita che sono scelti. Lo sconto vale esclusivamente per entrate e uscite dai caselli scelti.

25 FEBBRAIO La registrazione potrà esser fatta dal 25 febbraio, per consentire l’aggiornamento dl sito ai termini dell’accordo.

CASELLI Si potranno indicare caselli o barriere con distanze chilometriche fino a 50 Km. Sul sito Telepass dal 25 febbraio ci sarà un elenco dei percorsi con queste caratteristiche.

 

LA DENUNCIA DELL’EURODEPUTATO PD ANDREA ZANONI

La Regione ha già anticipato tutta la spesa, i rincari saranno pagati con le tariffe dagli utenti

TREVISO – La Pedemontana costerà altri 500 milioni di euro che arriveranno dalle tasche dei cittadini. A cinque anni dall’avvio del piano per la realizzazione della superstrada che dovrebbe collegare Montecchio Maggiore a Spresiano l’eurodeputato Pd Andrea Zanoni ha svelato i segreti del contratto di project financing stipulato tra la Regione e l’Ati tra Itinere infrastrutture e Consorzio Stabile Sis, ovvero i due attori privati che hanno vinto la gara d’appalto. Da cinque anni a questa parte tutti avevano provato a scovare la convenzione. Ma a nulla erano servite interrogazioni parlamentari, richieste dei consiglieri regionali. Poi a dicembre il Co.Ve.Pa (Coordinamento Veneto Pedemontana alternativa) e Zanoni hanno notato in una delibera regionale una postilla, in cui si diceva che la convenzione e la sua modifica erano depositate presso lo studio di un notaio. Da lì è partita la caccia. In poche settimane è stato individuato il notaio Roberto Gasparotto, a cui sono stati chiesti i documenti. Dopo alcuni giorni, e un pagamento di 700 euro per gli atti notarili, la convenzione è arrivata sul tavolo di Zanoni.

A metà dicembre con una modifica alla convenzione alla base dell’accordo sono stati aggiunti al bilancio del piano (ora di 2,3 miliardi di euro) altri 441 milioni, provenienti dalle casse della Regione Veneto e dello Stato. In tutto il finanziamento pubblico all’opera sale a 1.050.000 euro.

«Un aumento di capitale per coprire nuove spese» ha spiegato Zanoni, «che viene interamente finanziato dai contribuenti».

E proprio sul fronte dell’impegno per pagare la Pedemontana, Zanoni sfodera un altro asso: i pedaggi. «Uno specchietto per le allodole la gratuità della strada fin qui sbandierata, la Pedemontana sarà a pagamento. Gli sconti? Del 50%, ma solo per i primi 15 anni. Esenti saranno solo gli over 65 anni e under 23». Quindi ben poche persone rispetto a quelle, residenti della zona o meno, che transiteranno per la strada. Dal 15esimo anno ilo sconto si abbasserà al 25%, e dal ventesimo pagheranno tariffa piena tutti.

Zanoni svela quelli che sono gli accordi in caso di un’improvvisa sospensione del piano.

«La Regione sarà costretta a pagare ai costruttori il 10% dei guadagni previsti nei successivi 40 anni» dice l’eurodeputato, e questo anche nel caso in cui i costruttori «avessero difficoltà» ad ottenere i finanziamenti da parte dell’ente pubblico e decidessero quindi di recedere dall’impegno contrattuale. Si parla di circa 500 milioni di euro. A ciò si aggiunga il fatto che l’amministrazione sarebbe costretta ad un rimborso di tutte le spese: di fatto viene eliminato il rischio d’impresa, assicurando un guadagno ai privati anche nel caso l’opera venga fermata», prosegue l’eurodeputato.

Alla “Ati” la Regione verserà inoltre 436 milioni di euro a titolo di contributo per colmare eventuali ricavi inferiori rispetto alle previsioni. Dovrà versarli fin dall’entrata in esercizio anche di un solo tratto della strada. Ma i guadagni, al contrario, se li terrà il privato. Nella prima convenzione era prevista una restituzione in trent’anni della cifra, ma con la modifica si è lasciato campo libero all’azienda, “il Commissario e il Concessionario calcoleranno l’eventuale restituzione del canone”, si legge ora nella convenzione.

“Inoltre è stato stabilito”, spiega Massimo Follesa del Covepa, “che se il costo del denaro rincara, la convenzione può essere modificata con la previsione di ulteriori fondi pubblici alla Sis».

La Superstrada Pedemontana Veneta dovrebbe essere ultimata entro il 2016, queste le previsioni. Oggi il cantiere è aperto solo in provincia di Vicenza, secondo il commissario Silvano Vernizzi è stato completato circa il 10% dell’opera. In tre mesi dovrebbe essere già completato il tratto da Montecchio maggiore a Montecchio Precalcino. In aprile le ruspe intanto inizieranno a lavorare nel tratto Breganze Cassola, e entro maggio sarà completato l’acquisto di tutte le aree in cui insisterà la superstrada. A settembre invece cominceranno i lavori nel trevigiano.

Federico Cipolla

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IL COMMISSARIO VERNIZZI RESPINGE LE CRITICHE

«Spese lievitate per soddisfare i Comuni»

VENEZIA «Per rispondere alle richieste dei Comuni abbiamo dovuto cambiare i piani sul pedaggio». Silvano Vernizzi, commissario della Pedemontana Veneta, spiega così le modifiche apportate alla convenzione a metà dicembre. Fino a quel momento la gratuità era garantita a tutti i residenti. «Ma le richieste di modifica al progetto da parte dei comuni sono state molte. Trincee, gallerie e altri interventi hanno fatto aumentare i costi, e abbiamo dovuto riparare attraverso i pedaggi», spiega Vernizzi. Comitati e Zanoni sostengono però che non si tratta di maggiori richieste dei sindaci, quanto di una valutazione d’impatto ambientale non scrupolosa: «Si sono accorti solo ora che alcuni pozzi idropotabili andavano protetti. Molti di quei contributi serviranno a pagare interventi ambientali trascurati in precedenza», afferma Massimo Follesa di Covepa. Vernizzi poi rispedisce al mittente le accuse di un’eccessiva tutela dell’investimento privato, «Dare il 10% dei guadagni stimati, in caso l’amministrazione receda dal contratto, è una norma del codice degli appalti, introdotta da Di Pietro quand’era ministro. Zanoni lo dovrebbe sapere. Non dipende da noi, è identica per ogni concessione e ogni project financing». Vernizzi invece conferma che degli utili le casse pubbliche non ne vedranno nemmeno l’ombra: «Sono del concessionario, è normale. Salvo il caso in cui al decimo di gestione abbia ottenuto un incasso superiore a quello previsto dal piano economico. Se così fosse il surplus sarebbe diviso al 50% tra Regione e privati». Infine i nuovi 370 milioni arrivati da Roma: «Si sapeva che sarebbero arrivati. Rientrano nel Decreto del fare, abbiamo approvato i progetti esecutivi entro fine anno in tempo per riceverli».

( f.c.)

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LA PEDEMONTANA – L’eurodeputato fa le pulci al piano economico dei cantieri della superstrada

Zanoni “scopre” i costi «Sarà gratis per pochi»

LA REPLICA – Il commissario. Vernizzi: «Non c’è nulla di nuovo»

Il commissario: «Niente di nuovo»

«Operazione verità sulla Pedemontana». È così che Andrea Zanoni, eurodeputato del Pd, definisce la ricerca che l’ha portato a scovare il piano economico alla base del project financing definito dalla Regione con il raggruppamento delle imprese costruttrici Sis e Itinere infrastrutture.

«Siamo arrivati agli atti grazie a una “soffiata” e pagando 700 euro di diritti al notaio Alberto Gasparotti di Mestre -rivela- dopo 5 anni finalmente vediamo documenti secretati nonostante riguardino un’opera pubblica».

Cosa dicono i documenti? «Che dall’atto del 2007 a quello di fine 2013 il contributo pubblico all’opera è aumentato di 441 milioni, passando da 173 a 614 milioni -fa le pulci Zanoni- a questi si aggiungono 436 milioni di contributo in conto esercizio, che portano il totale a poco più di 1 miliardo di euro. Di che project financing parliamo? La Regione mette oltre 1 miliardo a fronte di un costo complessivo della Pedemontana di 2,2 miliardi. A questo punto era meglio farsela in proprio».

I conti, secondo l’europarlamentare del Pd, non tornano nemmeno per quanto riguarda la parte privata. «È più che garantita: mentre il pubblico deve pagare sino in fondo, le imprese costruttrici ci guadagnano sia se l’opera verrà finita sia se verrà interrotta -mette in chiaro- di fatto è la Regione che paga il rischio d’impresa: se il progetto si blocca per qualsiasi problema, la parte privata potrà recedere avendo diritto anche a un importo del 10% calcolato sulle opere ancora da realizzare o sulla parte del servizio ancora da gestire». Quest’ultimo per 40 anni. Si parla di almeno mezzo miliardo di euro.

Non è finita. «L’atto di fine 2013 dice che praticamente nessuno potrà utilizzare la Pedemontana gratis -annuncia Zanoni- la storia dei pedaggi gratuiti per i comuni attraversati dalla strada non è vera: solo i pensionati over 65 e gli studenti under 23 saranno esenti dal pagamento per i primi 14 anni».

Per far chiarezza in tema di appalti, l’europarlamentare ha annunciato l’intenzione di spedire l’accordo alla procura di Venezia e alla Commissione europea. Ma questo non spaventa il commissario alla Pedemontana. «Sono cose non vere: i contributi pubblici ammontano a 614 milioni. Se Zanoni aggiunge altro deve farsi un corso di ragioneria -taglia corto Silvano Vernizzi- l’importo del 10% citato verrà riconosciuto all’Ati solo se sarà la Regione a volere il recesso, come da schema di convenzione approvato dall’allora ministro Di Pietro. Infine, è vero che non ci saranno pedaggi gratis per tutti, visto che il costo è aumentato per soddisfare le richieste dei Comuni, ma questo l’abbiamo detto un mese fa».

Mauro Favaro

 

PEDEMONTANA

Zanoni (Pd) denuncia: «La paga la Regione». Ma Vernizzi smentisce

TREVISO – Terremoto sulla superstrada Pedemontana. Lo scatena Andrea Zanoni, eurodeputato Pd, che critica duramente i conti del project financing portato avanti dalla Regione e dall’insieme delle imprese costruttrici Sis. Zanoni ha recuperato convenzione e tabelle nello studio di Mestre del notaio Alberto Gasparotti. «Grazie a una “soffiata” e pagando 700 euro di diritti – spiega – dopo 5 anni finalmente vediamo documenti secretati nonostante riguardino un’opera pubblica”. Cosa che ha mandato su tutte le furie il commissario, Silvano Vernizzi. Non tanto per le critiche, alle quali risponde punto per punto, quanto per la decisione del notaio di consegnare le carte. «Ora si apre una querelle con il notaio – annuncia Vernizzi – abbiamo negato il piano economico perché l’avvocatura dello Stato, come pure l’Europa, ha sempre detto che andava preservata la privativa industriale». Ora, i documenti sono pubblici e Zanoni attacca: «La Regione mette oltre 1 miliardo su totale di 2,2 miliardi: cioé paga metà dell’opera, era meglio farsela in proprio. La parte privata, poi, è più che garantita: in caso di recesso avrà diritto a un importo del 10% calcolato sulle opere ancora da realizzare o sulla parte del servizio ancora da gestire. Mentre praticamente nessuno utilizzerà la Pedemontana gratis». Secca replica di Vernizzi: «Sono cose non vere: i contributi pubblici ammontano a 614 milioni. L’importo del 10% verrà riconosciuto solo se sarà la Regione a volere il recesso, come da schema di convenzione approvato dall’allora ministro Di Pietro. Infine, è vero che i pedaggi non saranno gratis per tutti, poiché il costo è aumentato per soddisfare le richieste dei Comuni, cosa che abbiamo detto un mese fa».

Mauro Favaro

 

In Consiglio regionale le società di gestione hanno anticipato il parere favorevole alle richieste del ministro Lupi: riduzioni per i pendolari e concessioni prolungate

VENEZIA – Dopo i rincari e le proteste, è il giorno della verità sul fronte dei pedaggi autostradali. Oggi le concessionarie aderenti ad Aiscat incontrano il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, per definire i termini di un’intesa che garantisca gli sconti per i pendolari della rete italiana. L’orientamento è favorevole ad accogliere le richieste di da Lupi – abbonamenti con riduzioni del 20% a chi compia almeno 20 percorsi mensili di andata e ritorno su un tragitto definito per un massima di 50 km – ma il sì sarà condizionato ad alcune garanzie. L’annuncio è arrivato dai rappresentanti delle cinque società venete (Brescia-Padova, Autostrade per l’Italia, Autovie Venete, Brennero e Cav) intervenuti alle audizioni della seconda commissione del Consiglio regionale, presieduta dal leghista Andrea Bassi.

La media degli aumenti, autorizzati dal Governo e scattati il primo gennaio, si aggira sul 4% ma procede a macchia di leopardo: più elevato in alcune tratte (è il caso di Mirano-Mestre, gestito da Cav e balzato da 0,80 a 2,80 euro) contenuto invece in altre (+1,63% nell’AutoBrennero).

Le concessionarie suggeriscono una formula che, nel rispetto dei piani finanziari delle singole società, riconosca un beneficio agli utenti pendolari ma non cancelli gli effetti degli aumenti, giudicati «necessari» per mantenere i bilanci in equilibrio.

«La tariffa», sostengono le concessionarie «non è il corrispettivo di un servizio ma l’importo ritenuto adeguato a consentire il rientro degli investimenti effettuati».

In proposito è stato ricordato che alcune società venete applicano già un modello di scontistica: la Brescia-Padova dal 1997 ha introdotto un abbonamento forfettario riconoscendo una riduzione del 10% ai pendolari e combinazioni simili sono state adottate anche da AutoBrennero e Cav.

Unanime la richiesta al ministero di un allungamento dei tempi di concessione (così da spalmare gli oneri finanziari assunti per realizzare le opere) accompagnato da un’omogeneità di trattamento che eviti “scorciatoie” da un punto all’altro della rete.

Del tutto contrario a prolungare le concessioni si è dichiarato Diego Bottacin (Gruppo Misto):

«È la classica porcata all’italiana, perché scarica i costi dei mini sconti applicati oggi sugli utenti di domani, che pagheranno un prezzo ben superiore.

E poi è vergognoso che le società nate recentemente e assoggettate ad un ferreo regime di controllo dal ministero, siano trattate allo stesso modo di quelle collaudate che hanno accumulato negli anni utili strepitosi».

«Un concessionario unico, a fronte dei cinque attuali, consentirebbe di gestire meglio la rete», il commento di Lucio Tiozzo, il capogruppo del Pd «è un tema che deve essere affrontato in Giunta e in Consiglio con l’obiettivo di una cabina di regia diversa». Opinione condivisa dal democratico Bruno Pigozzo.

Di un cortocircuito politico e tecnico parla Stefano Peraro dell’Udc: «Il governatore Zaia critica i presidenti delle concessionarie da lui nominati o appartenenti al suo stesso partito e intanto gli aumenti riducono i flussi di traffico lungo le autostrade, che si riversano o nella viabilità ordinaria o nel trasporto pubblico locale, settori che non se la passano bene nella nostra regione».

Filippo Tosatto

 

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