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RAI TGR – Dolo. In difesa degli ospedali.

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16

nov

2014

 

Il sindaco Fragomeni preoccupato: «Nuova pioggia e i canali sono al limite»

Già due allagamenti negli ultimi due mesi ma per i lavori si deve attendere il 2015

SANTA MARIA DI SALA – Sindaco preoccupato per la nuova ondata di maltempo attesa per oggi: dopo gli allagamenti di giovedì mattina a Caltana, ieri Nicola Fragomeni ha convocato la giunta per adottare provvedimenti urgenti ed evitare il ripetersi di episodi simili a quello che l’altro giorno ha mandato per l’ennesima volta sott’acqua un parte del territorio. Per oggi e domani le previsioni non annunciano nulla di buono: per mezzo comune, in particolare Caltana, ma anche parte di Caselle e Sant’Angelo, significa fare gli scongiuri. Previsto un fine settimana di pioggia battente e Scirocco teso sulla costa. Per ben due volte negli ultimi due mesi questo ha significato solo una cosa: allagamenti.

Il sindaco non è tranquillo e per la prima volta ha coinvolto nella gestione di una possibile nuova emergenza anche cittadini volontari, come i gestori della stazione amatoriale Meteosantangelo.it. «Sono preoccupato per l’evolversi del maltempo in questi giorni», ha detto Fragomeni nell’unica giornata di sole di questa tormentata settimana, «seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e informeremo costantemente i cittadini. La situazione più critica pare essere tra sabato sera e domenica mattina. Naturalmente dobbiamo vedere dove si posizioneranno le precipitazioni, ma non possiamo sempre stare a guardare».

Anche per questo motivo ieri la giunta, spinta anche dagli ultimi eventi, ha dato il via libera alla convezione con il consorzio di bonifica Acque Risorgive, che sblocca due progetti per evitare futuri allagamenti a Caltana. Uno riguarda la realizzazione di un bacino di invaso a monte del paese, in grado di raccogliere le acque al posto del “catino naturale” del centro abitato. L’altro, il rifacimento del cosiddetto “tombotto”, la condotta idraulica che attraversa il centro, portando le acque dello scolo Caltana dalla zona del mobilificio Calzavara a dopo l’asilo: verrà riaperto e rifatto, eliminando le ostruzioni create negli anni. Prima ancora si darà il via alla pulizia straordinaria di 14 tra scoli e fossati del territorio. «Si tratta di lavori importanti», ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Fabio Semenzato, «che era importante sbloccare e che contiamo di veder realizzati al più presto, già nel 2015». Ma come sempre per i lavori pubblici, viste lungaggini in casi analoghi, nessuno può giurare sui tempi. L’unica cosa certa è che sono di un’urgenza davvero spaventosa. Intanto però Santa Maria di Sala si prepara a vivere un nuovo weekend di apprensione.

Filippo De Gaspari

 

L’INTERVENTO

In relazione all’articolo pubblicato il 22 ottobre scorso sulla “Nuova Venezia” dal titolo “Infarto? Evitate Mirano. È l’ospedale peggiore”, a firma di Filippo De Gaspari, noi primari degli ospedali di Dolo, Mirano e Noale dell’Ulss 13 esprimiamo con forza la nostra completa stima e fiducia nell’operato dei colleghi e di tutto il personale sanitario della Cardiologia e della Cardiochirurgia che ogni giorno svolge la propria attività con professionalità, passione e dedizione. Solidarietà peraltro già espressa anche da associazioni scientifiche come l’Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) e di categoria come l’Anpo regionale (Associazione nazionale primari ospedalieri).

È noto a tutti come la cardiologia interventistica e la cardiochirurgia Miranesi abbiano e continuino ad avere un ruolo chiave per la nostra sanità locale e provinciale e quali siano stati gli sforzi per realizzare “un efficiente polo del cuore del Veneziano del quale Mirano fa parte a pieno titolo in sinergia con l’ospedale di Mestre, con le sue professionalità e con le sue strutture”, come affermato anche dall’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto nell’articolo pubblicato sulla “Nuova Venezia” del 25 ottobre. Sostenere che oggi a Mirano si erogano le peggiori cure è ingiusto e non veritiero.

I dati Agenas (l’agenzia sanitaria delle regioni che valuta la riuscita delle cure ospedaliere di tutto il Paese), come la stessa agenzia ha più volte ricordato, «devono essere maneggiati con cura». «Fare tabelle e classifiche dei migliori e peggiori ospedali è un esercizio complicato se non impossibile». Ben altre devono essere le metodologie per valutare la effettiva qualità delle prestazioni sanitarie in termini di esiti (outcome) del paziente, non certo i codici delle schede di dimissione ospedaliera. Peraltro, la stessa fonte Agenas, e alcuni enti terzi di comprovata affidabilità quali l’Istituto Mario Negri di Milano, hanno nel recente passato riconosciuto e valorizzato i risultati eccellenti dell’attività di cardiochirurgia di Mirano (0,0% di mortalità a 30 giorni dal bypass aorto coronarico isolato: risultato tra i migliori d’Italia!) e non dimentichiamo la qualità della cardiologia interventistica, diretta dal collega Reimers, una tra le maggiori autorità europee del settore, ben verificabile nei siti scientifici.

Vogliamo qui sottolineare come il nostro quotidiano lavoro si svolga talvolta in condizioni difficili, spesso al di là degli orari contrattuali e con risorse umane e materiali sempre più contingentati (non dimentichiamo che l’Ulss 13 è quella meno finanziata!).

Siamo convinti che i cosiddetti “ospedali di rete del Veneto”, come quelli della nostra azienda sanitaria, anche se spesso trascurati a favore dei grandi nosocomi, racchiudono in sé competenze professionali assolutamente qualificate e in grado di garantire la migliore sanità ai cittadini. Riteniamo che i dati dell’Agenas dovrebbero essere opportunamente valutati e discussi con esperti del settore, in particolare con i medici interessati, le associazioni scientifiche di settore ed eventuali osservatori neutrali, prima di essere pubblicati. Certi del sostegno della direzione generale dell’Ulss 13 auspichiamo che, in futuro, le vostre redazioni non diano più spazio a informazioni giornalistiche come quelle sopra riportate che tanto allarmismo hanno creato tra i nostri cittadini e tanto malumore e sdegno hanno indotto tra noi sanitari.

I Primari degli Ospedali di Dolo, Mirano e Noale

 

SANITÀ

MIRANO – «Totale fiducia per i reparti di Cardiologia e Cardiochirurgia miranesi. Hanno un ruolo chiave nella sanità veneziana, altro che ospedale peggiore in Italia». A prendere posizione sono i primari degli ospedali di Mirano, Dolo e Noale, che con una nota congiunta spendono parole al miele per i due reparti al centro delle polemiche.

«Il nostro lavoro si svolge in condizioni difficili, spesso al di là degli orari contrattuali e con risorse umane e materiali sempre più contingentate – scrivono i primari -. Non dimentichiamoci che l’Ulss 13 è la meno finanziata del Veneto, ciò nonostante questi due reparti hanno ottenuto risultati d’eccellenza. Il personale ha professionalità, passione e dedizione».

In Ulss 13 è in atto una rivoluzione che porterà Mirano a lavorare sempre più in sinergia con l’Ulss 12 mestrina, dal 1.gennaio 2015 il reparto miranese di Cardiochirurgia sarà trasformato in Chirurgia Vascolare. La riorganizzazione ha provocato molte polemiche politiche e nelle scorse settimane si è aggiunto il caso-Agenas. L’agenzia sanitaria ha infatti diffuso il report annuale sui risultati ottenuti dalle cure in tutti gli ospedali italiani: analizzando i dati il quotidiano «La Repubblica» ha pubblicato una classifica in cui Mirano risulta all’ultimo posto nel campo degli infarti acuti di miocardio, con una mortalità a 30 giorni che si attesta sul 14.9 per cento.

A Mirano è scoppiato il polverone, i primari alzano la voce: «Fare classifiche è impossibile, in ogni caso i nostri ospedali racchiudono esperienze professionali qualificate in grado di garantire la miglior sanità. Non è un caso che alla Cardiochirurgia di Mirano sia stato registrato lo 0% di mortalità a 30 giorni dal bypass aorto coronarico isolato. E non dimentichiamo la Cardiologia Interventistica diretta da Bernard Reimers, una tra le maggiori autorità europee del settore». Solidarietà ai reparti miranesi è arrivata anche da Anmco (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e Anpo (Associazione Nazionale Primari Ospedalieri).

(g.pip.)

 

Nuova Venezia – Spinea. Basta cemento vicino alla Stazione.

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15

nov

2014

Come cittadino del Miranese, vorrei esprimere il mio sconcerto per la decisione dell’attuale giunta comunale di Spinea di portare avanti l’accordo di programma che prevede la cementificazione della vasta area agricola prospiciente la stazione ferroviaria del paese per costruire un nuovo agglomerato urbano in una città che già si trova al primo posto tra i comuni più cementificati del Veneto. Il sindaco Checchin, tra i fautori di questa operazione ideata a suo tempo dall’Amministrazione di centrodestra e confermata dall’attuale, ha dichiarato che sarebbe impensabile continuare a tenere un “campo di pannocchie” accanto alla stazione F.S.! È incredibile che un sindaco si esprima in questi termini ed è oltraggioso definire in questo modo il paesaggio agricolo veneto amato e cantato da Andrea Zanzotto, Ernest Hemingway e da innumerevoli scrittori e poeti. Barattare il territorio agricolo per la costruzione di una piscina dimostra viltà, scarsezza di intelligenza, sensibilità e cultura, ancor più se si pensa che Spinea è circondata da piscine pubbliche, che si trovano a Mirano, Mestre e Maerne. Inoltre, si continua a cementificare il territorio malgrado i gravi segnali di dissesto idrogeologico.

Francesco Boato – Mirano

 

Nuova Venezia – Piu’ convogli e basta “pienoni”.

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15

nov

2014

I pendolari chiedono pure il raddoppio dei binari fino a Castelfranco

SALZANO – Stop alla cancellazione dei treni, soprattutto le navette che devono funzionare tutto l’anno, non solo durante il periodo scolastico; aggiungere convogli, uno al mattino presto e l’altro a tarda sera; evitare i sovraffollamenti. Questo per quanto riguarda il breve periodo, per il lungo, raddoppiare i binari almeno fino a Castelfranco ed eliminare tutti i passaggi a livello per evitare la possibilità d’incidenti.

Sono le richieste avanzate ieri dai pendolari nell’incontro tenutosi a Trenitalia e dove c’erano i rappresentanti dei Comuni della tratta Venezia-Bassano (per il Miranese Spinea, Martellago, Salzano e Noale), della Regione e dell’azienda, oltre al consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo. Assente il neo assessore ai Trasporti Elena Donazzan. I dirigenti veneti hanno anticipato che si faranno riunioni tecniche per stilare le priorità e solleciteranno Trenitalia a migliorare il servizio.

Presente. Della linea se n’è parlato parecchio negli ultimi mesi tra regionali saltati per incidenti alle sbarre, malattie del personale e altri guasti. Ebbene, i pendolari hanno chiesto che almeno i convogli previsti siano garantiti (ieri mattina ne sono saltati altri due), mentre per i prossimi mesi hanno chiesto l’aggiunta di due corse: una alle 5,26 per Venezia e l’altra, dopo le 21, per Castelfranco. Poiché l’orario che sarà in vigore tra pochi giorni non è, al momento, toccabile, si ragiona per i prossimi tre-quattro mesi. Anche perché se un treno non dovesse passare, quello successivo si riempie all’inverosimile. A marzo scorso era stato calcolato che sul 5707 in partenza da Salzano per Venezia alle 7.31 c’erano decine di passeggeri in più in una carrozza che ne può contenere 206. Futuro. La Venezia-Bassano è una delle linee più trafficate d’Italia a binario unico. Oggi quello doppio c’è solo tra Venezia e Maerne. I passeggeri spingono perché sia raddoppiato almeno fino a Noale e Castelfranco ma non è un progetto dietro l’angolo perché servono tanti soldi. Così come per i sottopassi, specie a Noale: in via Ongari si dovrebbe partire abbastanza presto, in via Mestrina i tempi sono più lunghi. «Capisco che l’assessore sia nuovo» spiega Pigozzo «ma a distanza di un anno i problemi sulla linea sono rimasti gli stessi».

Alessandro Ragazzo

 

FERROVIE – Il comitato del Miranese presenta le proprie richieste

SALZANO – Stop a ritardi e cancellazioni, aggiunta di un treno mattutino e di un treno serale, raddoppio del binario tra Maerne e Noale. Sono queste le tre richieste presentate ieri da sindaci e pendolari del Miranese all’incontro veneziano convocato dalla Regione per discutere dei problemi legati alla linea ferroviaria Bassano-Venezia.

A Palazzo Linetti in calle Priuli sono intervenuti i sindaci di Salzano, Martellago e Spinea, accompagnati dai referenti del comitato Pendolari Salzano e da quello di Bassano. Dall’altra parte del tavolo si sono seduti gli ingegneri regionali Mauro Menegazzo e Mariano Carraro, oltre ad un referente di Trenitalia. L’incontro era molto atteso perché quello di ottobre è stato davvero un mese da incubo: tra guasti tecnici, incidenti al passaggio a livello e malattie di macchinista e capo-treno, sono stati ben 50 i treni cancellati tra Noale e Venezia.

«Ci accontenteremmo di avere sempre i treni segnati sul tabellone» ha fatto sapere il comitato di Salzano. La seconda richiesta riguarda un ampliamento di orario: un treno Castelfranco-Venezia attorno alle 5.30 per i tanti operai che lavorano in laguna, e un Venezia-Castelfranco dopo le 21 per favorire baristi, commesse e commercianti. Il nuovo orario entrerà in vigore a dicembre, per le nuove corse si parla comunque della prossima primavera. La delegazione ha chiesto anche che le corse Noale-Mestre siano previste pure nei periodi di pausa scolastica. Più complessa la questione del raddoppio del binario: consentirebbe a più treni di viaggiare nella stessa fascia oraria, il problema è economico ma i pendolari chiedono che il progetto sia almeno preso in considerazione.

Polemico il consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd), vicepresidente della commissione Trasporti: «L’assessore Donazzan non era presente malgrado avesse fatto spostare data e orario dell’incontro». Per i sindaci Checchin di Spinea e Quaresimin di Salzano «la situazione in un anno è peggiorata. Ci auguriamo che la Regione metta nel bilancio 2015 più risorse per il trasporto pubblico».

(g.pip.)

 

DOMENICA A DOLO

DOLO – Una manifestazione per dare un segnale forte alla Regione e alla direzione generale dell’Asl 13, e per ribadire la necessità di salvaguardare e potenziare l’ospedale di Dolo e l’Asl 13. Su questo si fonda la manifestazione pubblica, promossa dai sindaci della Riviera, che si svolgerà domenica dalle 10 a Dolo.

«L’iniziativa», spiega Alessandro Campalto, sindaco di Campolongo, «serve per ribadire le richieste dell’ordine del giorno della conferenza dei sindaci. L’Asl 13 deve essere organizzata come un ospedale di rete per acuti su due poli, Dolo e Mirano, ed entrambi devono avere funzioni chirurgiche e mediche. Chiediamo il blocco dell’atto aziendale e una chiarezza sulle strutture intermedie come gli ospedali di comunità».

Campalto parla poi dell’Asl 13 e dell’ospedale di Dolo. «Salvaguardare Dolo», sostiene, «significa salvaguardare anche Mirano e l’Asl 13 che deve ottenere finanziamenti per potenziare i servizi. Nel 2013 Dolo ha ricevuto 10 milioni di euro, che dovevano essere utilizzati per il pronto soccorso e per le ristrutturazioni, ma ne sono stati usati solo 2,4 milioni. Ci chiediamo perché non è stato previsto l’investimento anche della rimanenza».

Giacomo Piran

 

Domenica la manifestazione pubblica, solo Livieri sarebbe intenzionato a disertare l’appuntamento

DOLO – Una manifestazione unitaria ed apolitica per salvare principalmente l’Asl 13 e in particolare l’ospedale di Dolo dal depotenziamento in atto, perchè torni ad essere il funzionale riferimento per i 130mila abitanti della Riviera del Brenta. Questo sintesi quanto emerso dalla presentazione della manifestazione che si terrà domenica mattina nel centro di Dolo con partenza alle 10 dal Foro Boario, davanti al vecchio ingresso dell’ospedale e che poi proseguirà lungo le vie cittadine sino a concludersi in Piazza Cantiere, sotto lo Squero. Gli organizzatori confidano nella clemenza del tempo, in caso di pioggia il corteo sarà deviato al cinema Italia.

In testa al corteo i sindaci rivieraschi compatti, solo Livieri di Campagna Lupia non sembra voler aderire, ma anche consiglieri regionali come Pigozzo, Pettenò e Piccolo che hanno presentato mozioni in Regione, sigle sindacali, comitati, movimenti e associazioni compreso “La Forza dei Noalesi” a testimonianza che l’evento è sentito in tutto il territorio. A presentarlo il sindaco Alessandro Campalto di Campolongo, Maddalena Gottardo con il vice Giuliano Zilio di Dolo, Federica Boscaro di Fossò ed il vicesindaco di Camponogara Massimiliano Mazzetto assieme al coordinatore dell’evento Emilio Zen. Sono intervenuti anche, Walter Mescalchin e Francesco Sacco del Comitato Bruno Marcato e Renato Morandina.

Lino Perini

 

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