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Il pericolo che incombe su quanti abitano lungo la linea dismessa dei Bivi è di trovarsi la casa invasa da 140 treni merci al giorno ma, in genere, il pericolo che incombe su tutti i cittadini che stanno al di qua e al di là del Terraglio è che si produca una nuova frattura in città, questa volta insanabile per chissà quanto tempo.

Per questo è nato un nuovo comitato di cittadini, il Co.Bi.Ter (Comitato Bivi Terraglio che mette insieme le persone della zona Terraglio, Borgo Forte e Ca’ Solaro), il quale agisce in sintonia con le altre realtà come il Cocit (il Coordinamento dei comitati cittadini contro l’inquinamento da tangenziale) e l’Associazione Terraglio e dintorni.        Per domani sera, alle 20.30 nel centro civico del Terraglio, hanno organizzato un’assemblea pubblica per fare il punto della situazione e decidere quali altre iniziative prendere.

Le notizie che hanno raccolto non sono belle. La settimana scorsa l’assessore regionale Chisso ha detto loro che non si tratterebbe solo di riattivare la linea dei Bivi ma di quadruplicarla, con un flusso di 140 convogli al giorno,

e ha anche aggiunto che la soluzione meno impattante rimane quella del tracciato in gronda lagunare, concordato tra Regione e la precedente Giunta Cacciari. Ora i comitati cercheranno un incontro anche con Rfi per capire a che punto è il progetto dei Bivi e i tempi di realizzazione, al fine di potervisi opporre con più efficacia.

(e.t.)

 

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