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Comunicato stampa Opzione Zero 16 marzo 2019

Dopo il Global Climate Strike parte The Climate Ride

Sono ancora straordinariamente vive e cariche di energia le immagini dei tantissimi studenti scesi in piazza ieri per rivendicare il loro diritto al futuro, ma non c’è tempo per fermarsi perchè il riscaldamento globale avanza rapidissimo e il tempo rimasto è davvero poco.

Parte domenica 17 alle ore 7.00 da Venezia la Climate Ride, una pedalata che attraverserà mezza Italia per arrivare a Roma e partecipare alla grande manifestazione IN MARCIA PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI indetta da tantissimi comitati di tutto il Paese.

Opzione Zero partecipa al Ride con alcuni attivisti, contribuisce a supportare la logistica, e ovviamente accoglierà con un presidio in Riviera  il passaggio dei Climate Riders.

“Il successo del Global Climate Strike che ha visto scendere in piazza centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi in tantissime piazze del Veneto, dell’Italia e del mondo intero segnano una svolta per tutti quei movimenti che si battono contro il riscaldamento globale e contro la devastazione dell’ambiente e dei territori e dà ai comitati una grande speranza. – affermano da Opzione Zero – In Riviera del Brenta abbiamo toccato drammaticamente con mano cosa significano i cambiamenti climatici con ben due alluvioni negli ultimi 10 anni e un tornado. Per questo motivo continuiamo a contrastare le grandi opere che distruggono il territorio, ma allo stesso tempo abbiamo messo al centro della nostra azione la lotta al cambiamento climatico, per esempio con il progetto permanente di riforestazione del territorio Piantiamola.

Per questo abbiamo investito tanto sull’appuntamento di Roma contribuendo ad organizzare il pullman che parte dalla Riviera e partecipando direttamente alla Climate Ride”.

Il Comitato rivierasco invita tutti gli amici, i simpatizzanti i cittadini della Riviera a partecipare al presidio o ad unirsi alla carovana ciclistica anche solo per dei tratti.

L’appuntamento al presidio è per le ore 9.00 di domenica 17 marzo in centro a Dolo; un rendez vouz per i ciclisti è previsto anche a Mira in Piazza Municipio alle ore 8.30.

Per partecipare, organizzare eventi, aiuto logistico e diffusione dell’iniziativa, scrivere a: 23mromainbicicletta@gmail.com

Tutte le notizie, la rassegna stampa ed il reportage della carovana saranno disponibili su www.ecomagazine.info e sulle pagine facebook di ecomagazine, opzione zero e global project

Di seguito la descrizione del progetto e il dettaglio delle tappe. 

 

THE CLIMATE RIDE

In Bici da Venezia a Roma verso la manifestazione nazionale del 23 marzo

IN MARCIA PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE

Da RIDE WITH US ALLA CLIMATE RIDE

A partire dal 2014 un variegato gruppo formato da ambientalisti, ciclisti del Pedale Veneziano e di altri sodalizi, cicloviaggiatori e attivisti della FIAB, riuniti sotto la sigla RideWithUs, hanno organizzato carovane che da Venezia hanno traversato l’Europa con l’idea di coinvolgere e sensibilizzare un gran numero di persone sull’importanza di un’azione rapida e radicale sui cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Nel 2018, durante la carovana di RideWithUs verso Katowice, sede della COP24 alcuni partecipanti hanno lanciato l’idea di una nuova carovana che da Venezia raggiungesse Roma a supporto della grande mobilitazioni contro il cambiamento climatico e le grandi opere inutili e per un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

Una dozzina di ciclisti hanno già dato la loro disponibilità a partecipare a tutti il viaggio e almeno altrettanti saranno coloro che si uniranno ad ogni singola tappa. Il percorso individuato tiene conto di vari aspetti: dalla ciclabilità all’organizzazione di eventi e all’ospitalità.

La partenza è prevista domenica 17 marzo per favorire la più ampia partecipazione di chi vorrà accompagnarci. L’arrivo a Roma nel pomeriggio di venerdì 22 marzo in tempo per un evento legato alla manifestazione del giorno dopo, organizzato dalla rete Genuino Clandestino.

 

 

LE TAPPE

DOMENICA 17 MARZO 1. VENEZIA (MARGHERA) – FERRARA km 128 dislivello 40 mt

Si parte da Piazzale Roma alle 7.00, sosta alle 8.00 al Municipio di Marghera con saluto Presidente della Municipalità – 08.40 Municipio Mira rendez vouz con ciclisti della Riviera – 09.00 in centro a Dolo saluto al presidio del comitato Opzione Zero – 10.15 Porta Portello Padova incontro con Comitato Zero PFAS e assessore all’ambiente – 13.00 pranzo al Parco Buzzacarin di Monselice a cura del Comitato Lasciateci Respirare e dei comitati della Bassa Padovana – 15.10saluto al presidio dei comitati Polesani in Piazza Vittorio Emanuele a Rovigo – 16.30 arrivo a Ferrara per evento organizzato da comitati e associazioni ambientaliste estensi e incontro con amministrazione comunale in Piazzetta Savonarola. Segue cena tutti insieme.

LUNEDI 18 MARZO 2. FERRARA – RAVENNA ca. 105 km dislivello 40 mt questa tappa si snoderà attraverso Portomaggiore, Argenta e Sant’Alberto, dove sono previsti incontri volanti con comitati e cittadini, per arrivare a Ravenna, dove CSA Magazzini Posteriori Autogestiti e altri comitati locali stanno organizzando evento in centro città.

MARTEDI 19 MARZO 3. RAVENNA – PIEVE SANTO STEFANO km 115 dislivello 1200 mt è la tappa più impegnativa dal punto di vista altimetrico, quella che prevede il vallico dell’Appennino in località passo del Verghereto. Da Ravenna raggiungeremo Cesena da dove risaliremo la valle del Savio ove possibile lungo strade secondarie per poi immetterci nella vecchia statale che da Bagno di Romagna sale tortuosamente ma dolcemente fino ai circa 870 m.s.l. del valico per ridiscendere fino alla sede di arrivo della nostra tappa fissata appunto a Pieve Santo Stefano una ventina di km dopo. qui previsto incontro con amministrazione comunale.

MERCOLEDI 20 MARZO 4. PIEVE SANTO STEFANO – PERUGIA km 105 dislivello 700 mt il tracciato si snoda in massima parte lungo la Ciclabile del Tevere attraversando Sansepolcro, Città di Castello e Umbertide. Qui prevista incontro e ristoro con gli organizzatori della Fiera Altrocioccolato presso il negozio equo Il Colibrì. Arrivo a Perugia nel tardo pomeriggio si terrà un incontro al circolo Circolo Island, insieme a Lautoradio, Ciclofficina Popolare Porta pesa, BSA Umbria e altre realtà umbre. In serata cena e musica tutti insieme.

GIOVEDI 21 MARZO 5. PERUGIA – TERNI km 88 dislivello 800 mt tappa che segue la bassa valle del Tevere fino a Todi (60 km) lungo il percorso ciclabile della Romea Tiberina, da Todi si prosegue verso Marsciano dove è previsto un veloce incontro con i cittadini ed i comitati locali. Arrivo a Terni nel tardo pomeriggio. Alle 19.00 evento presso la ciclofficina Biciclario Bistrot con il Popolo dei Ciclisti di Terni, il Comitato No Inceneritori e altri comitati locali.

VENERDI 22 MARZO 6. TERNI – ROMA km 120 dislivello 700 mt le ultime fatiche si svilupperanno attraverso la vallata della Nera verso Narni da dove inizia un tratto collinare di una 40ina di km che ci porterà a sud sulle rive del Tevere dopo Ponzano e prima di Fiano Romano, A Monterotondo previsto l’incontro con una staffetta di ciclisti romani che verranno a prendere la carovana per condurla verso il centro cittò. Previsti incontri con comitati locali, Centro Sociale Astra, e arrivo al Centro Sociale Forte Prenestino al termine della riunione nazionale di Genuino Clandestino.

SABATO 23 MARZO MARCIA PER IL CLIMA La carovana sarà presente in corteo poi sfilare in bicicletta in quella che si annuncia come la più grande manifestazione PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE mai tenuta in Italia.

 

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Ci siamo, dopo tanti incontri, tante iniziative in tante parti del Paese, siamo arrivati alla vigilia della grande manifestazione IN MARCIA PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE, indetta il 23 marzo a Roma da numerosissimi comitati, associazioni e movimenti che si battono per la giustizia climatica e contro la devastazione e il saccheggio dei territori. I comitati veneti stanno svolgendo un grande lavoro per la riuscita della manifestazione, molti sono i pullman in partenza da varie città come Treviso, Padova, Vicenza, Venezia, Mestre…almeno uno anche dalla Riviera del Brenta.

Sarà una marcia pacifica, gioiosa, e molto determinata. E’ importantissimo essere in tanti per riaffermare che i cambiamenti climatici e più in generale i temi ambientali devono essere al primo posto nell’agenda politica. Non esiste un PIANeta B.

Prenota subito il tuo posto in pullman dalla Riviera del Brenta scrivendo a info@opzionezero.org oppure telefonando al 3381678008.

Si partirà al mattino presto, indicativamente intorno alle 5 da Mira, il rientro è previsto in tarda serata, il costo per persona è di 25 euro.

Qui sotto l’appello dei movimenti e dei comitati italiani per la manifestazione di Roma

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IN MARCIA PER IL CLIMA, CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI

Non serve il governo del cambiamento, serve un cambiamento radicale

#siamoancoraintempo

 

Chi siamo

Siamo i comitati, i movimenti, le associazioni e i singoli che da anni si battono contro le grandi opere inutili e imposte e per l’inizio di una nuova mobilitazione contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del Pianeta. Abbiamo iniziato questo percorso diversi mesi fa, ritrovandoci a Venezia lo scorso settembre, poi ancora a Venaus, in Val Susa e in molti altri luoghi, da nord a sud, dando vita ad assemblee che hanno raccolto migliaia di partecipazioni. Siamo le donne e gli uomini scesi in Piazza lo scorso 8 dicembre a Torino, a Padova, Melendugno, Niscemi, Firenze, Sulmona, Venosa, Trebisacce e in altri luoghi.

Dall’assemblea di Roma del 26 gennaio lanciamo l’invito di ritrovarsi a Roma il 23 Marzo per una manifestazione nazionale che sappia mettere al centro le vere priorità del paese e la salute del Pianeta.

Grandi opere e cambiamento climatico

Il modello di sviluppo legato alle Grandi Opere inutili e imposte non è solo sinonimo, come denunciamo da anni, di spreco di risorse pubbliche, di corruzione, di devastazione e saccheggio dei nostri territori, di danni alla salute, ma è anche l’incarnazione di un modello di sviluppo che ci sta portando sul baratro della catastrofe ecologica.

Il cambiamento climatico è uscito da libri e documentari ed è venuto a bussare direttamente alla porta di casa nostra.

Nel nostro paese questa situazione globale si declina in modo drammatico. La mancanza di manutenzione delle infrastrutture, la corruzione e la cementificazione selvaggia seminano morti e feriti a ogni temporale, a ogni ondata di maltempo, a ogni terremoto.

Il cosiddetto “governo del cambiamento“ si è rivelato essere in continuità con tutti i precedenti, non volendo cambiare ciò che c’è di più urgente: un modello economico predatorio, fatto per riempire le tasche di pochi e condannare il resto del mondo a una fine certa. Le decisioni degli ultimi mesi parlano chiaro.

Mentre ancora si tergiversa sull’analisi costi benefici del TAV in Val di Susa, il governo ha fatto una imbarazzante retromarcia su tutte le altre grandi opere devastanti sul territorio nazionale: il TAV terzo Valico, il TAP e la rete SNAM, le Grandi Navi e il MOSE a Venezia, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, oltre al al tira e molla sul petrolio e le trivellazioni, con rischio di esiti catastrofici nello Ionio, in Adriatico, in Basilicata ed in Sicilia.

 

Giustizia sociale è giustizia climatica

Le catastrofi naturali non hanno nulla di naturale e non colpiscono tutti nella stessa maniera. Lo vediamo purtroppo quotidianamente e chi sta in basso, infatti, paga i costi del cambiamento climatico e della mancata messa in sicurezza dei territori.

È vero fuori dai grandi centri cittadini, dove devastazione e cementificazione distruggono l’ambiente e la natura, ma è vero anche negli agglomerati urbani, luoghi sempre più inquinati in cui persino i rifiuti diventano un business redditizio.

È vero non solo dal nord al sud dell’Italia, ma anche dal nord al sud del nostro pianeta.

Milioni di migranti climatici sono costretti a lasciare le proprie terre ormai rese inabitabili e vengono respinti sulle coste europee.

Nel nostro paese terremotati e sfollati vivono in situazioni precarie, carne da campagna elettorale mentre le risorse per la ricostruzione non sono mai la priorità per alcuna compagine politica.

Quando le popolazioni locali, in Africa come in Europa, provano ad opporsi a progetti tagliati sui bisogni di multinazionali e lobby cementifere, la reazione dello Stato è sempre violenta e implacabile.

L’unica proposta “verde” dei nostri governanti è di scaricare non soltanto le conseguenze, ma anche i costi della crisi ecologica su chi sta in basso.

Noi diciamo che se da una parte la responsabilità di rispondere al cambiamento climatico è collettiva e interroga i comportamenti di ciascuno di noi, dall’altra siamo convinti che i costi della transizione ecologica debbano ricadere sulle spalle dei ricchi, in primis le lobby che in questi anni si sono arricchite accumulando profitti, a discapito della collettività e dei beni comuni.

Il sistema delle grandi opere inutili e il capitalismo estrattivo sono altrettante espressioni del dominio patriarcale che sollecita in maniera sempre più urgente la necessità di riflessione sul legame tra donne, corpi e territori e sarà uno dei temi portato nelle piazze dello sciopero transfemminista globale dell’8 marzo.

E’ giunto il momento di capire di cosa il nostro paese e il nostro pianeta hanno davvero bisogno.

Si comincerà davvero a dare priorità alla lotta al cambiamento climatico solo alle seguenti condizioni.

– cessando di contrapporre salute e lavoro come invece è stato fatto a Taranto, dove lo stato di diritto è negato e chi produce morte lo può fare al riparo da conseguenze legali.

– riducendo drasticamente l’uso delle fonti fossili, del gas e rifiutando che il paese venga trasformato in un Hub del suddetto gas,

– negando il consumo di suolo per progetti impattanti e nocivi e gestendo il ciclo dei rifiuti in maniera diversa sul lungo periodo (senza scorciatoie momentanee) con l’obiettivo di garantire la salute dei cittadini

– praticando con rigore e decisione l’alternativa di un modello energetico autogestito dal basso, in opposizione a quello centralizzato e spinto dal mercato

– abbandonando progetti di infrastrutture inutili e dannose e finanziando interventi dai quali potremo trarre benefici immediati (messa in sicurezza idrogeologica e sismica dei territori , bonifiche, riconversione energetica, educazione e ricerca ambientali)

– garantendo il diritto all’acqua pubblica

– implementando una nuova Strategia Energetica Nazionale riscritta senza interessi delle lobbies

– Trovando una soluzione definitva per le scorie nucleari, insistendo sul disarmo e la riducendo le spese militari

I nostri territori, già inquinati da discariche fuori controllo, inceneritori e progetti inutili, sono inoltre attaccati e messi a repentaglio da monoculture e pesticidi che determinano desertificazione e minano la possibilità di una sempre maggiore autodeterminazione alimentare.

E’ necessario che le risorse pubbliche vengano destinate ad una buona sanità, alla creazione di servizi adeguati, al sostegno di una scuola pubblica e di università libere e sganciate dai modelli aziendalisti, ad un sistema pensionistico decoroso, ad una corretta politica sull’abitare e di inclusione della popolazione migrante con pari diritti e dignità.

 

PIANTIAMOLA – secondo intervento 2019

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Comunicati Stampa, Opzione Zero | 0 Comments

28

feb

2019

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PIANTIAMOLA  – secondo intervento 2019

Domenica 3 marzo secondo intervento di piantumazione del 2019

Appuntamento ore 9.00 in via Carlo Goldoni 20 a Premaore di Camponogara presso l’azienda biologica Menegazzo. link

Dopo la bella giornata del 10 febbraio scorso, questa volta realizzeremo un altro boschetto di circa 3000mq e una fascia tampone di 700m, metteremo a dimora circa 450 piantine forestali.

Un azione concreta per riforestare un altro pezzo di territorio e contrastare i cambiamenti climatici.

Il miglior modo per prepararci alla MARCIA PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE il prossimo 23 marzo a Roma.

Per facilitare l’organizzazione ti chiediamo di comunicare la tua partecipazione scrivendo una mail a info@opzionezero.org

 

ISTRUZIONI

Munirsi di abbigliamento adeguato, di vanghetto da giardinaggio e di guanti da lavoro. Le operazioni di messa a dimora delle piantine proseguiranno ad oltranza fino al termine dell’intervento. In caso di pioggia rimanderemo alla prima data utile

 

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Comunicato stampa Malacaigo e Opzione Zero 22-febbraio 2019

Inquinamento : 3 centraline anche in Riviera per il monitoraggio dell’aria

 

Parte la rete di monitoraggio indipendente dell’aria anche in Riviera, una delle zone meno controllate del Veneto.

In fase di installazione le prime 3 centraline, 2 a Mira e una a Dolo.

Obiettivo: aumentare le informazioni sullo stato dell’aria, sensibilizzare i cittadini, e premere sulle istituzioni.

Sotto accusa l’inerzia della politica e l’inefficacia delle misure previste dall’accordo per il bacino padano. I Sindaci prendano esempio dai comitati.

Lo smog tra i temi più discussi domani a Venezia per la mobilitazione regionale dei comitati “Tutti in campo” in vista della manifestazione nazionale del 23 marzo “Per il Clima, contro le grandi opere”.

 

PM 10 e 2,5 PM 10 Ti tengo d’occhio! E’ questo il nome del progetto promosso dal collettivo giovanile Malacaigo e dal Comitato Opzione Zero che vedrà l’installazione di varie centraline per il monitoraggio dei livelli di polveri sottili in Riviera del Brenta. Si inizia intanto con le prime 3: una al centro Dedalo, una nella zona del cogeneratore in via 1 maggio a Giare, e l’altra in centro a Dolo. L’idea è quella di implementare anche in Riviera del Brenta le reti open source per il controllo indipendente dell’aria, sostenute da tanti comitati e associazioni in Veneto, in altre regioni e anche in vari paesi della Comunità Europea. Le centraline installate utilizzano il sensore Qbit-OEM2, un sistema di misura laser molto preciso tarato su strumenti ufficiali e in grado di fornire dati in continuo. Per le centraline installate a Mira i dati saranno visibili sul sito https://goo.gl/GC2iep della rete tedesca Luftdaten; quella di Dolo sarà visibile invece sul sito www.cheariatira.it.

“Come giovani cittadini miresi siamo allarmati dalle notizie sui continui sforamenti dei limiti di inquinamento dell’aria nelle nostre Città – affermano alcune esponenti di Malacaigo – sappiamo che la pianura Padana, per la sua conformazione, per la concentrazione di centri abitati, di autostrade, e di attività produttive, è una delle zone più inquinate del mondo, ma il problema non sembra essere per niente tra le priorità dei decisori politici e istituzionali. Anzi, in Italia i limiti raccomandati dall’OMS di 10 μm/m3 per il PM 2,5 e di 40 μm/m3 medi annui, sono abbondantemente superati dalla normativa di settore che fissa le soglie limite rispettivamente a 25 e 40 μm/m3/anno. La situazione è tra l’altro aggravata dai cambiamenti climatici che proprio nelle nostre zone stanno determinando inverni sempre più siccitosi e alte pressioni prolungate”.

Rincara la dose il Comitato Opzione Zero: “I dati ufficiali dell’Agenzia UE per l’ambiente del 2018 stimano 90.000 morti premature in Italia a causa dello smog. Eppure nei tg e nei media si parla solo di migranti, di una invasione che non c’è. Un bel modo per distogliere l’attenzione dai problemi veri e dalle responsabilità politiche di chi sta al Governo, degli amministratori locali, delle regioni. L’accordo del bacino padano per l’inquinamento è totalmente fallimentare e lo stiamo vedendo anche in questi giorni, nemmeno in situazioni di emergenza si ha il coraggio di prendere misure drastiche. Il Presidente Zaia, il Sindaco metropolitano Brugnaro, i Sindaci di molti Comuni blaterano ma in realtà non fanno nulla. Si continuano a spendere miliardi di euro per opere inutili e devastanti come la Pedemontana veneta, intanto la popolazione e in particolare i bambini continuano a respirare veleno”.

Secondo le due associazioni il primo passo per sensibilizzare i cittadini sulla qualità dell’aria e sui rischi per la salute dei cittadini è offrire loro informazioni fruibili e immediate relative alla zona in cui vivono. “La Regione tramite ARPAV ha una rete di monitoraggio dell’aria ufficiale – afferma Marta Busetto di Malacaigo – ma i dati più recenti sono quelli del giorno prima e soprattutto la rete di rilevamento, per quanto a norma di legge, è di fatto un colabrodo. Per esempio sappiamo, che tra Padova e Venezia non c’è nemmeno una centralina; per Mira quella più vicina è in via Beccaria. Ma la Riviera è un braccio che collega due delle maggiori città del Veneto quindi una zona molto trafficata, inoltre ha un’alta concentrazione di centri abitati e attività produttive, ed infine sono presenti molte zone agricole anch’esse fonte di inquinamento”.

“Il problema non è quello di contrapporsi ad ARPAV – prosegue Opzione Zero – ma anzi quello di aumentare i punti di misura per avere informazioni più dettagliate sullo stato dell’aria nei centri urbani o nei punti sensibili, o anche per capire l’impatto delle diverse fonti emissive, come ad esempio il cogeneratore di Giare e la vicina SS 309 Romea. Con poche centinaia di euro è possibile acquistare questi strumenti semplici ed efficaci; altri un po’ più sofisticati si aggirano intorno a qualche migliaio di euro. Ma ancora una volta sono i cittadini a doversi autorganizzare, mentre i Comuni e gli altri enti locali perché non investono sul monitoraggio ambientale? C’è forse paura di dover prendere delle decisioni nel momento in cui si certifica la gravità della situazione? E’ il caso di dirlo: questi politici evidentemente preferiscono nascondere la polvere sotto il tappeto”.

Il problema dell’inquinamento dell’aria sarà uno dei temi centrali nell’appuntamento che vede tanti comitati veneti riuniti nella giornata di mobilitazione “Tutt* in Campo” prevista per domani sabato 23 febbraio in Campo Santa Margherita a Venezia dalle 14 alle 18, e che rappresenta una delle tappe regionali verso la grande manifestazione “Per il Clima e contro le grandi opere” indetta per il 23 marzo a Roma.

 

Associazione Malacaigo

Comitato Opzione Zero

 

PIANTIAMOLA DOMENICA 10 FEBBRAIO

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Comunicati Stampa, Rassegna stampa | 0 Comments

7

feb

2019

Le previsioni per domenica prossima danno nuvoloso ma non pioggia, dunque al momento è confermato l’intervento di riforestazione previsto presso casa Favaretto.
Abbiamo bisogno di parecchi volontari perchè metteremo a dimora oltre 400 piantine forestali; chi intende venire per favore ce lo segnali scrivendo a info@opzionezero.org.
Appuntamento domenica 10 febbraio ore 9.00 in via Casin Rosso 22 in Comune di Camponogara, questo il link della mappa:
https://www.google.com/maps/dir/45.3954749,12.1093199/45.3954513,12.1093702/@45.3953512,12.1095716,815m/data=!3m1!1e3!4m2!4m1!3e2

Raccomandiamo di portarsi guanti, vanga, e abbigliamento adeguato.

 

 

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Riprendono i lavori per la riforestazione del nostro territorio della Riviera del Brenta.

Nel 2018 siamo riusciti a fare 3 interventi piantando oltre 700 piantine 3 aziende biologiche nei Comuni di Mira, Dolo e Vigonovo.
Questa volta saremo a Camponogara per realizzare un impianto di oltre 400 piantine forestali su una superficie di circa 3000mq.

 

La crisi ambientale e in particolare il riscaldamento climatico sono una drammatica realtà; a livello internazionale si continua a perdere tempo e a favorire chi il Pianeta lo sta distruggendo. Ma sono tante le realtà nel mondo che come noi non si arrendono e provano con azioni concrete a cambiare ciò che no va.
Piantare alberi da solo non basta per fermare il global warming, ma ridare spazio a boschi e foreste invece che distruggerli è una delle azioni più importanti per invertire la rotta.
Con il prossimo intervento supereremo le 1000 piantine in un solo anno, e tutto senza supporti e senza sponsor ma solo grazie alla generosità di tante persone volenterose.

 

Istruzioni

Vieni anche tu a darci una mano, ti aspettiamo.
Per facilitare l’organizzazione ti chiediamo di comunicare la tua partecipazione a scrivendo una mail a info@opzionezero.org . Munirsi di abbigliamento adeguato, di vanghetto da giardinaggio e di guanti da lavoro. Le operazioni di messa a dimora delle piantine proseguiranno ad oltranza fino al termine dell’intervento. In caso di pioggia rimanderemo alla prima data utile

 

piantiamola

Cosa è Piantiamola?
Piantiamola è un progetto permanente di riforestazione del territorio della Riviera del Brenta promosso dal Comitato Opzione Zero.
Dopo le alluvioni, dopo il tornado, dopo tanti disastri causati dalla cementificazione selvaggia, è sempre più urgente agire in modo concreto per contrastare i cambiamenti climatici, l’inquinamento e il consumo di suolo.
Pensare globalmente, agire localmente!

 

L’importanza degli alberi e delle foreste
Gli alberi producono ossigeno e contemporaneamente assorbono il carbonio della CO2 fissandolo nel legno. In più le foreste hanno tantissime altre funzioni ecologiche e sono fondamentali per la vita in tutto il Pianeta. La superficie forestale è il 30,5% del territorio mondiale (4.000 milioni di ettari), ed è popolata da oltre 3.000 miliardi di alberi, 427 per ogni essere umano.
È tanto, è poco?
Poco se si pensa che dall’inizio della civilizzazione la perdita complessiva del patrimonio arboreo totale è stimata intorno al 46%. La deforestazione, attualmente, si “mangia” 15 mln di alberi all’anno. Inoltre gli alberi sono utili a tanti altri esseri viventi oltre all’uomo.
La Carbon Foot Print media di ogni italiano corrisponde a 9,2 tonnellate di CO2/anno, molto di più della media mondiale (5,6 ton CO2 /anno/abitante). Per assorbire tutta questa anidride carbonica sarebbero necessari 1,6 ettari di bosco per persona. Ridurre le emissioni di gas serra è la priorità, ma altrettanto importante è favorire la riforestazione, anche in città.

 
Perchè ridare spazio agli alberi
Riforestare il territorio è un contributo concreto per mitigare gli effetti del global warming, ma  significa anche: sottrarre suolo alla cementificazione, attenuare gli effetti dell’inquinamento atmosferico e delle acque, ridurre il rischio idraulico, favorire la biodiversità, rinaturalizzare il territorio, valorizzare i beni comuni, migliorare il paesaggio…

 

A chi è rivolto
– Prima di tutto agli enti pubblici che spesso svendono i terreni della comunità per finanziare le proprie casse, o peggio per favorire la speculazione edilizia. Quei terreni sono però della collettività e possono diventare tanti “polmoni verdi” a beneficio di tutti i cittadini;
– Agli agricoltori che hanno deciso di tornare a presidiare davvero il territorio abbandonando l’agricoltura intensiva che inquina il suolo, l’aria e l’acqua, che produce cibi tossici, che impoverisce i piccoli produttori e arricchisce le grandi multinazionali dell’agrochimica;
– Ai privati cittadini che vogliono mettere a disposizione terreni abbandonati o degradati;
– A tutti coloro i quali vogliano rendersi utili e supportarci;

 

Come ci puoi aiutare
– facendo una donazione al comitato specificando la causale “sostegno al progetto piantiamola” (IBAN IT64L0359901899050188525842). I fondi raccolti verranno impiegati per l’acquisto di piantine e del materiale necessario. A fine anno pubblicheremo nel nostro sito un rendiconto dell’attività svolta;
– mettendo a disposizione un terreno o comunque aiutandoci a trovarne di nuovi;
– partecipando direttamente alle azioni di piantumazione nelle giornate dedicate;

 

 

 

 

elettrodotto

 

 

Quando la lotta si conduce con intelligenza, passione e determinazione la lotta paga!
E’ questa la lezione che dobbiamo imparare a fronte delle due bellissime notizie.

 

  1. Elettrodotto Dolo-Camin: Terna e Regione si arrendono!

La prima riguarda l’elettrodotto Dolo-Camin, una delle storiche battaglie condotte dai comitati della Riviera del Brenta da oltre 10 anni: è appunto di ieri la notizia che Terna e la regione Veneto hanno firmato un accordo per l’interramento della linea da 380 Kw in alternativa al progetto aereo; così sarà anche per altri elettrodotti previsti in zona montana!

Nel momento in cui tutti cercano di prendersi il merito (Zaia in testa) è forse bene ricordare come è andata la storia.

Ad accendere per primi i riflettori sulla linea aerea Dolo-Camin furono il comitato di Vigonovo A. Canova, il circolo di Legambiente Sarmazza e il comitato di Paluello. Era il 2008, e quel progetto era solo uno dei tanti tra quelli pianificati dai Governi, dalla Giunta Regionale di Galan, Chisso e Zaia (Forza Italia + Lega), e pedissequamente accettati da molte amministrazioni comunali della Riviera del Brenta (sia di centro-destra che di centro-sinistra).

Li ricordiamo questi progetti: autostrada Romea commerciale, Veneto City, il nuovo casello ad Albarea, Città della Moda, camionabile sull’idrovia, polo logistico di Dogaletto, centro commerciale di Calcroci, e appunto l’elettrodotto. Si trattava, e si tratta, di un unico disegno che va sotto il nome di progetto strategico regionale “Bilanciere del Veneto”.

I vari comitati presenti sul territorio, tra cui molto attivo Opzione Zero che allora si chiamava Rete No Autostrada Romea, si unirono nel Coordinamento CAT e mettendo insieme le forze, a suon di proteste, di ricorsi, di denunce, di liste civiche fatte per far saltare questa o quella amministrazione comunale connivente, sono riusciti nel tempo a impantanare o anche a far cancellare tutti questi progetti.

L’elettrodotto è stato uno dei primi progetti ad essere aggrediti dopo che la Regione Veneto prima e il Governo poi avevano dato il loro ok a seguito di una valutazione di impatto ambientale molto discutibile. I comitati e i cittadini di Vigonovo e Saonara insieme a CAT decisero di fare ricorso al TAR del Lazio contro Terna, contro i ministeri competenti e contro la Regione Veneto. Il ricorso fu respinto ma, con grande sforzo economico, si decise di andare oltre e presentare ricorso anche al Consiglio di Stato, unendosi tra l’altro ai ricorsi di alcuni comuni della Riviera. Nel 2013 il Consiglio di Stato boccia Terna e dà ragione ai comitati.

E’ la prima grande vittoria. Ma Terna torna alla carica e presenta da lì a pochi anni lo stesso progetto. Solo che a quel punto tutte le amministrazioni in carica, tantissimi cittadini, nuovi e vecchi comitati fanno quadrato contro Terna e ancora una volta contro la Regione leghista, e proseguendo con tenacia la battaglia sono riusciti finalmente a vincere in modo definitivo.

 

  1. Autostrada Valdastico nord: stop dal Consiglio di Stato

Anche qui cittadini, comitati e amministrazioni della comunità della Valdastico e del Trentino sono in lotta da anni contro l’ennesima grande opera inutile, devastante, e generatrice di debito pubblico. Questa volta è il Comune di Besenello a fare ricorso e il Consiglio di Stato proprio ieri gli ha dato ragione che boccia la delibera CIPE di approvazione di una parte del progetto: l’opera non si può fare se non viene prima presentato un progetto unitario e se non c’è il via libera del preventivo del Trentino.

Si vedrà, visto che da poco è stato eletto presidente della provincia di Trento un leghista di origine veneta e visto che proprio la Lega è una dei partiti che più ha sostenuto il sistema perverso delle grandi opere sia al Governo che nelle regioni che da decenni amministra.

Le vertenze e i problemi sono ancora tanti, ma oggi festeggiamo anche noi insieme a tutti quelli che con coraggio si battono contro la devastazione e il saccheggio dei territori, contro un sistema ingiusto e insostenibile che sta conducendo il Pianeta intero verso un disastro di proporzioni incalcolabili.

Sabato 26 saremo a Roma per preparare la manifestazione nazionale del 23 marzo, e domenica 27 a Vicenza per discutere insieme a tanti altri comitati su come affrontare la crisi ambientale e climatica in modo concreto e fattivo.
Andiamo avanti!!

Comitato Opzione Zero

 

In vista del meeting e della mobilitazione dei movimenti e dei comitati ambientalisti italiani contro le Grandi Navi e le Grandi Opere (Venezia 29-30 settembre), Opzione Zero e MalaCaigo organizzano un momento di approfondimento e di confronto sui temi Grandi Navi e MOSE. Due questioni che riguardano da vicino anche Mira e di conseguenza la Riviera del Brenta, visto che il territorio mirese è per almeno un terzo costituito da barene e laguna. L’iniziativa rientra nel programma delle giornata per Forte Poerio promossa da GAFP (Gruppo Associazioni per Forte Poerio).

 

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SPORTIVAMBIENTE – DA 1 AL 10 Giugno

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11

mag

2018

Il Comitato Opzione Zero vi invita alla prima edizione di SportivAmbiente , sport e ambiente al Parco Valmarana di Mira dall’1 al 10 giugno, un festival nato dalla collaborazione tra l’associazione pallavolistica F229 e il comitato Opzione Zero della Riviera del Brenta.

Nella locandina trovate il programma definitivo dei concerti, degli incontri, e delle proiezioni.

In Festa saranno presenti gli stand di altri comitati e associazioni, oltre a un laboratorio permanente di aggiustaggio di biciclette e una mostra sui cambiamenti climatici. Altre inziative saranno pubblicizzate via via nel sito e nella pagina facebook del comitato.

Come immaginate questo evento richiede un grosso sforzo, quindi questa comunicazione vuole essere anche un appello agli amici e ai simpatizzanti di Opzione Zero a darci una mano in Festa, in particolare nel periodo da noi direttamente gestito tra il 5 e il 10 giugno.

Allo stesso modo chiediamo ai comitati e alle associazioni ambientaliste che desiderano essere presenti con un proprio stand a scriverci al più presto.

Questo è il momento giusto per farsi avanti, scrivete subito a info@opzionezero.org per dare la vostra disponibilità.

Stay tuned

 

CLICCARE SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRLA

 

VENERDI’ 8 GIUGNO:  THE TOPIX   http://www.thetopix.net/

 

SportivAmbiente_Pieghevole_web

 

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Comunicato stampa Opzione Zero 23 febbraio 2018

Nuovo centro commerciale a Dolo: le bugie hanno le gambe corte

La Giunta leghista di Zaia dà via libera al progetto speculativo di Dolo

Accontentati i proponenti di Aurora srl e l’amministrazione PD guidata da Alberto Polo.

Opzione Zero: basta con le bugie e con la svendita del territorio. Pronti a bloccare il progetto con mobilitazioni e ricorsi.

 

 

Quando c’è da devastare il territorio, la Giunta Regionale guidata dal leghista Luca Zaia non si smentisce mai: è infatti stata pubblicata pochi giorni fa la DGR 133 del 7 febbraio 2018 che dà il via all’accordo di programma per la realizzazione di un nuovo centro commerciale a Dolo in cambio della realizzazione di un’altra rotonda sulla SR 11 brentana. Un atto che accontenta i proponenti della immobiliare Aurora srl e l’Amministrazione PD di Dolo che fin da subito si era fatta interprete della proposta dei privati chiedendo, con propria delibera dello scorso agosto, l’attivazione della famigerata procedura che consente di aggirare gli strumenti urbanistici vigenti.

Opzione Zero era già intervenuta su questo progetto definendolo una “porcata”, frutto di una politica vecchia, marcia e trasversale agli schieramenti, sempre pronta ad accontentare gli appetiti dei costruttori sacrificando il territorio e la salute dei cittadini in cambio di opere pubbliche inutili. La stessa logica che ha ridotto il Veneto a una colata di cemento e di asfalto.

“La decisione di Zaia e della Giunta Regionale non ci stupisce più di tanto – commenta il Comitato Opzione Zero – sono gli stessi che hanno approvato Veneto City, la Pedemontana e altri innumerevoli scempi. E’ l’amministrazione PD di Dolo questa volta ad avere una grave responsabilità: se ci fosse stata la volontà politica di fare marcia indietro su questo progetto speculativo avevano e hanno ancora tutte le possibilità di farlo. Invece hanno preferito mettere in scena questa farsa dell’ordine del giorno votato in Consiglio Comunale e poi in Consiglio Regionale che impegnava si la Regione a finanziare la rotonda, ma senza alcuna garanzia in termini di risorse stanziate a bilancio e senza ritirare la richiesta di attivazione dell’accordo di programma. E come volevasi dimostrare alla fine l’iter dell’accordo è stato avviato. E’ evidente dunque che la volontà politica è esattamente quella di portare avanti questa speculazione e che i tentativi di nasconderla sono già falliti miseramente. Del resto, come dovrebbero ben sapere il Sindaco Alberto Polo e il suo vice Matteo Bellomo, le bugie hanno le gambe corte”.

Il Comitato rivierasco è pronto a dare battaglia per respingere questo progetto: “In questi anni abbiamo affrontato vertenze ben più difficili, e spesso le abbiamo vinte. L’esperienza e le competenze maturate ci saranno utili, siamo fiduciosi di poter salvare un altro pezzo di Riviera. Il primo passo sarà quello di informare e di chiamare alla mobilitazione i cittadini di Dolo e della Riviera – afferma il Presidente Mattia Donadel – ma allo stesso tempo stiamo studiando la migliore strategia per bloccare la procedura di approvazione; se non dovesse bastare faremo ricorso al TAR. Riteniamo infatti che i presupposti per opporsi in sede amministrativa siano già evidenti”.

 

Piantiamola!

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16

feb

2018

Appuntamento per il secondo intervento di piantumazione del progetto PIANTIAMOLA sabato 7 aprile alle ore 9.00 presso Biofattoria Coltiviamoci in via Piovego 31 a Tombelle di Vigonovo.

 

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Finalmente per i prossimi giorni è prevista un po’ di Sole, quindi ne approfittiamo subito.

Ci diamo dunque appuntamento per il primo intervento di piantumazione del progetto PIANTIAMOLA sabato 24 marzo alle ore 9.00 presso l’azienda Agricola Mion in via Alture 18 a Sambruson.

Vi consigliamo di venire con abbigliamento adeguato e se possibile di vanghetto e guanti.

Al termine dei lavori previsto ristoro conviviale.

Per ragioni organizzative vi chiediamo di segnalare la vostra partecipazione scrivendo a info@opzionezero.org.

 

 

piantiamola

 

PIANTIAMOLA!

Al via il progetto per la riforestazione del territorio
Vieni anche tu a darci una mano, aiutiamo la Riviera a respirare

Dopo diversi mesi di preparazione finalmente ci siamo, sabato 24 febbraio e sabato 10 marzo faremo i primi interventi di piantumazione in due aziende biologiche della Riviera che hanno aderito al progetto offrendo spazio agli alberi. Questi dettagli per chi vuole partecipare “sporcandosi le mani”…di terra:

– sabato 24 febbraio ore 9.00 presso azienda Mion in via Alture 12 a Dolo

– sabato 10 marzo ore 9.00 presso Biofattoria Coltiviamoci in via Piovego 31 a Vigonovo

 

I lavori andranno avanti ad oltranza fino alla conclusione della piantumazione, al termine previsto ristoro conviviale. In caso di pioggia le operazioni sono rinviate al giorno dopo. Per partecipare è necessario comunicare la propria presenza scrivendo una mail a info@opzionezero.org . Munirsi di abbigliamento adeguato e possibilmente di vanghetto da giardinaggio e guanti.

 

Cosa è Piantiamola?
Piantiamola è un progetto permanente di riforestazione del territorio della Riviera del Brenta promosso dal Comitato Opzione Zero.
Dopo le alluvioni, dopo il tornado, dopo tanti disastri causati dalla cementificazione selvaggia, è sempre più urgente agire in modo concreto per contrastare i cambiamenti climatici, l’inquinamento e il consumo di suolo.
Pensare globalmente, agire localmente!

 

L’importanza degli alberi e delle foreste
Gli alberi producono ossigeno e contemporaneamente assorbono il carbonio della CO2 fissandolo nel legno. In più le foreste hanno tantissime altre funzioni ecologiche e sono fondamentali per la vita in tutto il Pianeta. La superficie forestale è il 30,5% del territorio mondiale (4.000 milioni di ettari), ed è popolata da oltre 3.000 miliardi di alberi, 427 per ogni essere umano.
È tanto, è poco?
Poco se si pensa che dall’inizio della civilizzazione la perdita complessiva del patrimonio arboreo totale è stimata intorno al 46%. La deforestazione, attualmente, si “mangia” 15 mln di alberi all’anno. Inoltre gli alberi sono utili a tanti altri esseri viventi oltre all’uomo.
La Carbon Foot Print media di ogni italiano corrisponde a 9,2 tonnellate di CO2/anno, molto di più della media mondiale (5,6 ton CO2 /anno/abitante). Per assorbire tutta questa anidride carbonica sarebbero necessari 1,6 ettari di bosco per persona. Ridurre le emissioni di gas serra è la priorità, ma altrettanto importante è favorire la riforestazione, anche in città.

 
Perchè ridare spazio agli alberi
Riforestare il territorio è un contributo concreto per mitigare gli effetti del global warming, ma  significa anche: sottrarre suolo alla cementificazione, attenuare gli effetti dell’inquinamento atmosferico e delle acque, ridurre il rischio idraulico, favorire la biodiversità, rinaturalizzare il territorio, valorizzare i beni comuni, migliorare il paesaggio…

 

A chi è rivolto
– Prima di tutto agli enti pubblici che spesso svendono i terreni della comunità per finanziare le proprie casse, o peggio per favorire la speculazione edilizia. Quei terreni sono però della collettività e possono diventare tanti “polmoni verdi” a beneficio di tutti i cittadini;
– Agli agricoltori che hanno deciso di tornare a presidiare davvero il territorio abbandonando l’agricoltura intensiva che inquina il suolo, l’aria e l’acqua, che produce cibi tossici, che impoverisce i piccoli produttori e arricchisce le grandi multinazionali dell’agrochimica;
– Ai privati cittadini che vogliono mettere a disposizione terreni abbandonati o degradati;
– A tutti coloro i quali vogliano rendersi utili e supportarci;

 

Come ci puoi aiutare
– facendo una donazione al comitato specificando la causale “sostegno al progetto piantiamola” (IBAN IT64L0359901899050188525842). I fondi raccolti verranno impiegati per l’acquisto di piantine e del materiale necessario. A fine anno pubblicheremo nel nostro sito un rendiconto dell’attività svolta;
– mettendo a disposizione un terreno o comunque aiutandoci a trovarne di nuovi;
– partecipando direttamente alle azioni di piantumazione nelle giornate dedicate;

 

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