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NON È QUESTA LA V.I.A.! – AGISCI IN 2 MINUTI

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa, Rassegna stampa | 0 Comments

11

apr

2017

AppelloVIA_5_trivella_bis

 

Sta partendo in queste ore la campagna di pressione per respingere una pericolosissima riforma della normativa sulla valutazione di impatto ambientale. Un vero e proprio colpo di mano per togliere ogni appiglio per contrastare le grandi opere in fase preventiva, così come abbiamo fatto noi nel nostro territorio raggiungendo importanti risultati. Sul sito del Forum Acqua pubblica puoi trovare tutti gli approfondimenti su questo problema.

Vi chiediamo di spendere pochi minuti per spedire la mail sottostante e divulgare l’iniziativa ai vostri contatti.

 

ATTENZIONE: il numero di mail spedibili dalla casella di posta GMAIL (google) in un giorno è al massimo 500. Gli indirizzi sono 939. Per aggirare il problema invia 2 mail a distanza di 24 ore una dall’altra.   In questo link trovi le mail dei destinatari suddivisi in 2 gruppi.

Per chi usa LIBERO.IT (o altri account) che impediscono di inviare più di 100 mail contemporaneamente, può inviare 10 mail usando le seguenti liste presenti in questo link

 

PER INVIARE LA MAIL ESEGUIRE LE SEGUENTI OPERAZIONI:

1. Copia il testo della mail da inviare ai deputati che trovi sotto e incollalo su un nuovo messaggio mail da inviare;

2. Scrivi il titolo della mail su Oggetto (esempio:  Grandi opere, ambiente e salute, NON È QUESTA LA V.I.A.!    );

3. Copia e incolla gli indirizzi mail sul campo dei destinatari (preferibilmente nel campo Ccn)

4. Invia

 

TESTO DELLA MAIL DA COPIARE E INVIARE

 

Egregio Parlamentare, spett.le Regione, Spett.le Provincia Autonoma,

ho appreso della proposta del Governo sulla nuova procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, con un Decreto che, se approvato, costituirebbe lo stravolgimento della Direttiva Comunitaria 2014/52/UE. Il Governo vuole zittire i cittadini quando le norme internazionali promuovono un costante coinvolgimento di noi cittadini e degli enti locali alle scelte che riguardano l’ambiente, i nostri territori e la nostra salute.

Voglio esprimere la più profonda amarezza ed indignazione per i contenuti del tutto inaccettabili della proposta di Decreto; si guarda con evidente fastidio alla partecipazione dei cittadini, come dimostra la superficialità con cui viene trattata l’inchiesta pubblica, e viene alterato anche il rapporto tra Stato centrale e regioni. Enti locali e cittadini addirittura perdono del tutto la possibilità di intervenire per ben 90 categorie progettuali, dagli impianti estrattivi a quelli dei rifiuti, passando per una moltitudine di altre tipologie di opere. Ci aspettiamo meritocrazia e, invece, il Decreto prevede specificatamente che i membri della Commissione VIA nazionale siano esclusi da procedure di selezione con la comparazione dei curricula come invece prevede la nostra Costituzione.

Un provvedimento che, introducendo addirittura la V.I.A. “a sanatoria” e “postuma”, è foriero di corruzione per i vantaggi che offre ai funzionari pubblici infedeli e ai privati meno attenti, a chi vuole sfruttare l’ambiente illecitamente e abusivamente mettendo a rischio la salute delle persone e la qualità del territorio.

Noi cittadini vogliamo poter esprimere la nostra posizione sulle decisioni che ci riguardano, come dimostra l’enorme partecipazione al Referendum costituzionale dello 4 dicembre 2016. Quel giorno è stato detto un chiaro “No” anche alla modifica dell’Art.117 che mirava ad un ulteriore accentramento sul Governo centrale dei poteri e delle competenze. Questo decreto non prende atto della lezione data dai cittadini e persegue gli stessi obiettivi di quella riforma bocciata.

Per questo chiedo un Suo intervento affinchè siano accolte le numerose proposte di modifica del testo presentate da decine di associazioni e comitati da tutta Italia.

In fede,

 

Le migrazioni sono frutto di guerre e sfruttamento, ma anche della devstazione ambientale, della deforestazione e dei cambiamenti climatici. Sono uno dei tanti segnali che così come stiamo procedendo proprio non va. Pensare di risolvere questi problemi alzando muri è illusorio, oltre che disumano.

Il Comitato Opzione Zero aderisce alla manifestazione IN MARCIA PER L’UMANITA’ in programma a Venezia domenica 19 marzo e invita tutti a partecipare.

Di seguito l’appello dei promotori con i dettagli dell’iniziativa.

 

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Domenica 19 marzo a Venezia: in marcia per l’umanità

Una giornata per dare corpo e parola a chi non accetta in Veneto e ovunque un presente di odio e barbarie

Domenica 19 marzo piazzale della Stazione Santa Lucia di Venezia alle ore 14.00.

L’appuntamento si concluderà con un happening finale in Campo Sant’Angelo.

Nell’agosto del 2015 siamo partiti da NordEst diretti verso l’Ungheria dove stava ricomparendo il primo dei tanti muri materiali eretti per bloccare il flusso di migranti in fuga dai propri paesi. Dal quel viaggio ha preso il via la campagna #Overthefortress: in tante e tanti, da tutta Italia, abbiamo percorso la rotta dei Balcani; da Vienna passando per Idomeni fino alle isole greche abbiamo conosciuto e narrato direttamente la realtà, guardato negli occhi e stretto la mano a migliaia di donne, uomini, bambini, anziani in cammino.

Ci siamo mescolati a loro e ascoltato le tante ragioni che li muovono in questo disperato viaggio; abbiamo compreso i loro bisogni e desideri, messo in campo azioni concrete di supporto nel campo di Idomeni. Siamo stati sui confini chiusi dell’Europa Fortezza, come Calais e il Brennero, per poi ritornare nei campi di Salonicco e ripartire in un viaggio di inchiesta attraverso il Sud Italia, sulla rotta del Mediterraneo centrale. Abbiamo visitato centri di “accoglienza” inumani, ghetti fatti di baracche dove i migranti sono iper-sfruttati incontrando anche un’incredibile ricchezza di iniziative di buona accoglienza e solidarietà nati dalla cooperazione sociale tra “italiani” e “migranti”.

I confini che discriminano e respingono però non sono solo quelli distanti centinaia di chilometri da noi. Li troviamo eretti e tangibili anche dentro i nostri territori. Sono visibili nei centri d’accoglienza isolati e disumani, sono fatti di rifiuto, di violenza e di razzismo diffuso nelle nostre società. Si materializzano in quei comitati anti-profughi cavalcati dalla destra xenofoba e, in molti territori, trovano la complicità delle amministrazioni comunali che, rifiutandosi di accogliere, rendono impossibile lo svuotamento delle strutture sovraffollate.

Altri muri materiali ed immateriali stanno per essere eretti: sono quelli del Governo Gentiloni che vuole riaprire un CIE in ogni regione, aumentare i rimpatri forzati tramite gli accordi bilaterali con i paesi di origine dei migranti e contrarre ulteriormente il diritto d’asilo togliendo la possibilità di ricorrere in appello per il richiedente protezione internazionale. Con queste proposte il Governo italiano si pone nel solco delle politiche europee che hanno imposto l’”approccio Hotspot” e l’identificazione forzata dei migranti nel Paese comunitario di ingresso, e che hanno prodotto il vergognoso accordo UE-Turchia del 18 marzo 2016 con cui si assegna alla Turchia, in cambio di 6 miliardi di Euro, il ruolo di gendarme d’Europa. Nel frattempo però si chiudono cinicamente gli occhi di fronte ai morti nel Mediterraneo: in 13 mesi sono più 5.000 le vittime dell’assenza di canali umanitari sicuri!

Queste politiche di chiusura e contrazione totale dei diritti fondamentali, di fatto, legittimano un clima di intolleranza e odio che si manifesta in tutto il Paese.

In particolare il Veneto è diventato un caso nazionale: centri indecenti nei quali sono ammassate le persone, presidi fissi contro l’accoglienza, striscioni che promettono “l’’inferno ai profughi”, attentati incendiari contro le strutture ricettive, il rifiuto di ben 250 Sindaci ad accogliere i richiedenti asilo, comitati di cittadini persino contro la micro-accoglienza, ignobili istigazioni al suicidio.

In Veneto si sta superando il confine invalicabile tra umanità e barbarie.

Dobbiamo reagire di fronte alla violenza dei gesti e delle parole, alla guerra verso i migranti che rende più aridi i nostri territori. Non limitiamoci allo sdegno personale ma rendiamo visibile la solidarietà e quel tessuto sociale ricco di cittadini, associazioni, enti, operatori che lavorano quotidianamente per l’accoglienza e il rispetto dei diritti.

Per questo, proprio a partire dal Veneto, raccogliamo l’appello internazionale promosso dall’Hotel City di Plaza di Atene che invita alla mobilitazione sabato 18 marzo in occasione dell’anniversario dell’accordo UE-Turchia. Crediamo che domenica 19 marzo possa essere l’occasione per dare corpo e parola al Veneto che accoglie, come la Marcia dei 1.000 piedi sul Montello ci ha dimostrato.

Costruiamo una grande giornata di incontro e di mobilitazione regionale per i diritti dei migranti e per esigere una buona accoglienza diffusa.

Facciamolo tutti assieme, costruendo assemblee e momenti di confronto aperti e plurali in tutte le città, percorsi veri e partecipati con le tante persone che credono sia possibile costruire una società dove l’umanità prevale sulla barbarie.

Il 19 marzo a Venezia è una sfida: la possibilità di aprire uno spazio pubblico in cui tante e tanti si possano riconoscere, per chi crede che sia possibile costruire una società dove l’umanità prevale sulla barbarie. La vinceremo solo se riusciremo a portare altri a marciare con noi, al nostro fianco, side by side.

Campagna #overthefortress

 

 

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Appello e invito alla partecipazione 11 Marzo 2017

MANIFESTAZIONE UNITARIA “SALVIAMO IL PARCO COLLI”

Proposta dal Coordinamento delle Associazioni ambientaliste del Parco Colli/h3>
Il primo Parco del Veneto è stato, nel 1989, quello dei Colli Euganei.

La Lombardia ne ha 24, il Piemonte 21…. il Veneto solo 5!

La loro gestione ha evidenziato più ombre che luci perché la Regione e chi li ha concretamente gestiti non hanno saputo guardare lontano, non ne hanno capito il valore, non hanno saputo o voluto sostenere con determinazione l’interesse dei territori interessati.

Così è stato anche per il Parco dei Colli. Ora bisogna far tesoro di questa esperienza, analizzare e correggere gli errori e rivitalizzare questa istituzione. La Regione dimostra, invece, di volerla svilire e depotenziare ulteriormente.

Non è così che si guarda al futuro. Sono sotto gli occhi di tutti gli effetti perversi della fase politico-culturale dalla quale arriviamo:

– uso esasperato del cemento

– acqua, aria, terra avvelenate

– agricoltura marginalizzata

– paesaggio degradato e impoverito

– beni culturali trascurati…..

Sono proprio questi, invece, i settori dove é necessario investire risorse, per puntare a migliorare la qualità della vita e ricercare nuove occasioni di reddito e lavoro.

I Parchi sono terreni privilegiati dove avviare concretamente queste politiche.

Bisogna gestirli però con efficienza e convinzione: questa è la vera sfida! Non le “sparate” demolitorie alla Berlato. Ma neanche le mortificanti strategie del disegno di legge presentato dalla Giunta regionale che punta a ridurre i Parchi a Enti di gestione di mere oasi naturalistiche.

Nel nostro territorio la maggioranza dei sindaci, intere categorie produttive, la parte più sensibile dei cittadini, lo hanno capito: da questo può nascere una alleanza per dare un futuro vitale e qualificante al Parco. Questo è l’obiettivo di fondo del movimento nato per contrastare gli attacchi al Parco.

Dai Colli nel 1989 è nata la stagione dei Parchi; dai Colli questa stagione deve riprendere forza e vitalità!

Inviate le vostre adesioni a info@lasciatecirespirare.it o legambiente.este@gmail.com

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Salviamo il Parco regionale dei Colli Euganei- sabato 11 Marzo punto di convergenza Marendole (Monselice) ore 15.30

In marcia verso Marendole – Come? Con ogni mezzo possibile!

DAL CIELO: con deltaplani che fotograferanno la manifestazione dall’alto.

DALL’ACQUA: con le barche lungo il canale Bisatto (partenza da Monselice Via Argine dx).

DA TERRA: a piedi, in bici, a cavallo lungo l’anello ciclabile.

oppure giungendo con altri mezzi direttamente a Marendole.

Concentramenti diffusi ore 14.30 (Padova 13.30)

Monselice (Parco Buzzaccarini 30 minuti a piedi);

Este (davanti sede del Parco Colli 1h e 15 a piedi – 30 minuti in bici );

Baone (Piazza 25 Aprile 30 minuti in bici)

Battaglia T. (di fronte al Parco ex INPS 45 minuti in bici)

Padova (davanti alla Basilica di S. Giustina ore 13.30 – 23 Km – 1h.30 circa in bici)

– Per i cavalli appuntamento in Via Argine sx all’altezza della passerella che collega con Via San Giacomo. Affiancano il corteo che arriva da Parco Buzzaccarini.

– Per chi arriva in auto o in moto da fuori, si può parcheggiare nei dintorni del Parco Buzzaccarini, Via San Giacomo 52 Monselice e da lì aggregarsi al gruppo di Monselice. Oppure si può parcheggiare direttamente a Marendole dintorni della Chiesa (Via Monte Fiorin) o lungo la bretella Italcementi (Via Marendole) o in Via Motta lungo SR 10.

– Punto di convergenza Marendole (Monselice) ore 15.30

– Concentramento di fronte alla Chiesa e a piedi, percorrendo l’anello che costeggia il Bisatto e si va verso Ca’ Barbaro. A fine percorso, in un prato messo a disposizione dai proprietari, con i corpi e i cartoncini colorati si comporrà la scritta SALVIAMO IL PARCO o altro. Il tutto filmato dal deltaplano.

– ore 16.30 presso l’area di Ca’ Barbaro, gentilmente concessa dalla proprietà, con punto ristoro, interventi e la musica di alcuni componenti dei Calicanto.

– ore 17.30 conclusione dell’iniziativa e ritorno dei partecipanti ai rispettivi luoghi di provenienza.

N.B. Si precisa che il tratto tra Marendole e Ca’ Barbaro è di circa 2,5 Km (30 minuti di percorrenza, tutto in piano lungo l’anello ciclabile che costeggia il canale Bisatto) adatto anche a passeggini e carrozzine. Non serve alcuna prenotazione.

In caso di forte maltempo le iniziative esterne saranno sospese e concentrate all’interno dell’area del Parco Buzzaccarini di Monselice

Coordinamento Associazioni Ambientaliste del Parco colli

Sabato 4 marzo ore 10.00 a Dolo #BASTASMOGINRIVIERA

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1

mar

2017

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 04 FEBBRAIO 2017

SMOG – COMITATI E ASSOCIAZIONI METROPOLITANE PRONTI ALLA MOBILITAZIONE

 

Movimenti, comitati e associazioni non ci stanno, e dopo l’iniziativa dello scorso 14 gennaio a Marghera, rilanciano con due appuntamenti di mobilitazione diffusa nell’area metropolitana previsti per il 18 febbraio e il 4 marzo, con manifestazioni e flash mob a Marghera, Mestre, Venezia, Spinea, Mirano e in Riviera del Brenta.

“Flashsmog: spolveriamo il Veneto dalle polveri sottili e dalle grandi opere” è questo lo slogan con il quale il comitato Opzione Zero lancia un appello alle altre organizzazioni ambientaliste e alla popolazione per mettere in campo fin da subito un’azione forte e decisa anche in Riviera del Brenta.

“Mentre il ministro Galletti si ostina a voler minimizzare il problema – attacca il comitato – qua nella pianura veneta e in particolare nel veneziano si soffoca: gli sforamenti si susseguono un giorno si e l’altro anche esponendo la popolazione a rischi elevatissimi. E’ inaccettabile che la politica e le istituzioni continuino ad affidarsi alla danza della pioggia: la situazione è ormai fuori controllo e assume caratteri strutturali più che emergenziali.

Per invertire la rotta servono azioni coraggiose e drastiche, sia nell’immediato che sul medio-lungo periodo. Il Veneto paga a caro prezzo una politica di sviluppo dissennato che in pochi decenni ha devastato il territorio invadendolo di strade e cemento. Di fronte a questa situazione la maggiore responsabilità sta in capo alla Giunta Regionale che ancora oggi mette a disposizione oltre 600 milioni di euro per un’opera devastante e inutile come la Pedemontana Veneta, mentre per il trasporto pubblico con autobus e tram solo 251 milioni euro.

Anche i Sindaci dovrebbero fare di più: intanto con il lavaggio periodico delle strade e il blocco del traffico, ma poi con azioni di informazione e sensibilizzazione della popolazione, incentivando economicamente l’uso dei mezzi pubblici, e mettendo in atto le azioni previste nei PAES già approvati (Piani di Azione Energia Sostenibile), a cominciare dalla riforestazione del territorio.”

Affrontare il problema si può e si deve, comitati e associazioni stanno elaborando una serie di proposte molto concrete e fattibili che qualificheranno le prossime mobilitazioni.

 

Nei primi 25 giorni di gennaio, ben nove città hanno già superato 15 volte il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo. A Como l’ultima rivelazione ha registrato 213 microgrammi, ma i livelli sono almeno tre volte oltre il consentito in quasi tutta la Pianura Padana. Un trend, denuncia Legambiente, non diverso dal passato. Già nel 2016 sforati i limiti in un capoluogo su tre. E la Commissione Ue è pronta a passare alla seconda fase delle procedura d’infrazione avviate contro il nostro Paese

 

L’Italia è intossicata dall’inquinamento atmosferico e il 2017 è cominciato come peggio non avrebbe potuto, con gran parte delle città di nuovo in emergenza smog. Nei primi 25 giorni di gennaio, ben nove hanno già superato 15 volte il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10, le poveri sottili più pericolose per la salute. La pioggia, prevista nei prossimi giorni al Centro-Nord, non basterà a risolvere la situazione, visti i livelli record di oltre 170 microgrammi rilevati in questo fine gennaio. Purtroppo non è una novità per il nostro Paese, come denuncia il dossier ‘Mal’Aria’ elaborato da Legambiente: nel 2016 un capoluogo italiano su tre ha oltrepassato il limite previsto per legge di 35 giorni con polveri sottili oltre il consentito. La commissione Ue ha già avviato contro l’Italia due procedure di infrazione, per i livelli di biossido di azoto e di Pm10: a metà febbraio è atteso il parere motivato, secondo stadio della procedura. E La Stampa riporta che il superamento dei limiti di inquinamento nel 2012 ha causato la morte prematura di 84.400 italiani. Il legame di causa-effetto tra polveri sottili e morti premature è riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Smog a livelli record in Lombardia – Il nuovo anno è cominciato con l’inquinamento alle stelle soprattutto al Nord. Il 30 gennaio in Lombardia la qualità dell’aria è stata la peggiore degli ultimi quattro anni: Monza è in testa alla classifica con 178 microgrammi per metro cubo di Pm10, seguita da Brescia con 173, Bergamo e Mantova con 172, oltre il triplo della concentrazione consentita dalla legge. A Milano la media giornaliera si è attestata sui 161 microgrammi. Ma ora il record è stato superato da Como, dove l’ultima registrazione ha segnalato un valore di 213 microgrammi. Non va meglio nelle città più piccole, dove le centraline dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) hanno pure registrato livelli record: 164 a Treviglio, 140 a Dalmine e 146 a Calusco d’Adda. E sono allarmanti anche i livelli di Pm 2.5, il particolato più pericoloso e fine che ha un diametro inferiore a un quarto di centesimo di millimetro. Si tratta una polvere toracica, cioè in grado di penetrare profondamente nei polmoni, specialmente durante la respirazione dalla bocca. In Lombardia sono stati registrati valori compresi tra 80 e 130 microgrammi per metro cubo, quando il valore limite è di 25.

Emergenza anche in Emilia e Veneto – Resta alto l’allarme per la qualità dell’aria in Emilia-Romagna. In regione i valori delle Pm10 da oltre una settimana sono oltre i limiti in quasi tutte le stazioni. La novità – ha spiegato l’Arpa Emilia-Romagna – è che si è passati da episodi di inquinamento circoscritto ai grandi centri urbani e registrato dalle stazioni “di traffico”, a superamenti comuni in quasi tutte le stazioni. Gli sforamenti non diminuiscono se si passa in Veneto, come ha denunciato il consigliere regionale dem Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente: “Domenica le centraline hanno registrato tutti valori fuorilegge: Belluno 54, Padova 181, Rovigo 172, Treviso 185, Venezia 188, Verona 132, Vicenza 157″.Le precipitazioni non basteranno – In Emilia-Romagna sono scattate le prime contromisure: il 5 febbraio ci sarà la domenica senz’auto, le cosiddette “domeniche ecologiche“, in 28 Comuni. Nel resto della Pianura Padana si aspetta probabilmente l’arrivo tra giovedì e venerdì della perturbazione atlantica, che riporterà piogge diffuse specie sulle nostre regioni settentrionali, interrompendo il lungo periodo di siccità. La quasi totale assenza di precipitazioni significative sul Nord Italia da oltre 2 mesi ha favorito infatti l’aumento dello smog. A Milano, ad esempio, è dal 25 novembre che non piove: 68 giorni a secco e un grave deficit di precipitazioni pari a -95%. La pioggia tuttavia contribuirà a ridurre le concentrazioni di polveri sottili, ma non permetterà, secondo le previsioni dell’Arpa E-R, di rientrare nei limiti previsti per legge.

Sforamenti per almeno 15 giorni in 9 città – “Molte città italiane sono costantemente in allarme smog. La colpa non si può imputare al clima e alle condizioni metereologiche, che non fanno altro che mettere in evidenza la mancanza di misure adeguate a risolvere il problema”. Con questa premessa comincia il dossier ‘Mal’Aria‘ di Legambiente. I dati di gennaio raccontano che solo nei primi 25 giorni del 2017, nove città italiane hanno superato per almeno 15 giorni il limite di Pm10: Cremona con 20, Torino con 19 e Frosinone con 18 sono le tre situazioni peggiori, ma Treviso, Padova, Vicenza e Reggio Emilia inseguono con 15 giorni di sforamento. Considerando in un anno il limite di Pm10 non potrebbe essere superato per più di 35 giorni, è chiaro come il nuovo anno sia cominciato in modo drammatico.

Dati allarmanti già nel 2016 – È un trend non diverso da quello degli ultimi anni, denuncia però Legambiente. Nel 2016 un capoluogo italiano su tre (33 città) ha oltrepassato il limite dei 35 giorni. Il primato “tossico” spetta a Torino, che ha raggiunto 89 superamenti, seguita da Frosinone con 85. A pari merito sul podio Milano e Venezia con 73 giorni di superamento. Seguono Vicenza, Asti, Alessandria, Padova, Treviso e Pavia per completare la top ten. Dati allarmanti soprattutto per la salute dei cittadini: La Stampa, elaborando i dati del Progetto Viias, mostra come le morti premature in Italia per superamento dei limiti di inquinamento ambientale sono state 84.400 nel 2012. Di conseguenza, l’aspettativa di vita è scesa di 14 mesi al Nord e di circa 6 mesi al Centro-Sud.

La Commissione Ue sta per muoversi – Dei ripetuti sforamenti del livello di inquinamento in Italia si è accorta anche la Commissione dell’Unione europea, che ha in corso due procedure di infrazione contro il nostro Paese, riguardanti i limiti di biossido di azoto (avviata nel 2015) e di Pm10 (in mora da anni). Secondo La Stampa, per metà febbraio sarà presentato il parere motivato, che inviterà Roma a correggere la situazione. L’Italia avrà qualche mese di tempo per rispondere, ma se la Commissione non sarà convinta entro l’anno si potrà arrivare alla Corte di Giustizia Ue. In quel caso la condanna porterebbe a una multa che potrebbe anche essere di un miliardo di euro, visto che verrebbero calcolati tutti i giorni di sforamento dal 2008 a oggi. Per quanto riguarda il livello di Pm10, il tribunale di Lussemburgo ci aveva già condannato per violazioni in 55 aree della penisola risalenti a 2006 e 2007.

link articolo

 

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SABATO 21 GENNAIO MANIFESTAZIONE REGIONALE A VICENZA

DALLE VALLI ALLA LAGUNA

FERMIAMO LE GRANDI OPERE INUTILI

(appuntamento ore 15.30 Piazza Mateotti Vicenza)

 

Opzione Zero aderisce alla manifestazione e invita tutti a partecipare!

 

L’appello dei Comitati vicentini

Da circa due mesi, nella provincia di Vicenza, abbiamo dato vita alla campagna #vicenzasisolleva, un percorso fatto da attivisti No Dal Molin, da Comitati contro le grandi opere e da cittadini impegnati per la difesa dei Beni Comuni.

Questa campagna ci sta portando verso il prossimo 16 gennaio, data in cui saranno 10 anni dal sì di Romano Prodi alla costruzione della nuova base militare Usa al Dal Molin. Una scelta che allora, da un lato, calpestò la volontà popolare con una pesante imposizione alla città di Vicenza e, dall’altro, generò una presa di coscienza e un percorso di lotte virtuose e radicali contro la militarizzazione del territorio e le grandi opere.

Dal 12 al 26 Gennaio torneremo al terreno del Presidio No dal Molin rimontando quel tendone che ha saputo essere piazza di discussione in difesa della terra e dei beni comuni, ci torneremo per 15 giorni di assemblee convegni, iniziative perché siamo ancora in cammino verso una società che ripudia la guerra, dove al primo posto mettiamo la tutela della terra e la difesa dei beni comuni.

Ci torneremo perché vogliamo ancora lottare contro la voracità dei potenti che cura gli interessi di pochi, e costruire insieme un mondo diverso e migliore. Vicenza non è un’eccezione nel consumo del suolo e nella predazione delle risorse. Dalla Tav alla Pedementana, dalla Valdastico Sud e Nord alle Grandi Navi, dai progetti di incenerimento dei rifiuti alle discariche, dalle cave all’inquinamento dell’acqua, il territorio del nord-est è sottoposto alla continua cementificazione ed è divorato da piccole e grandi opere inutili e dannose, facili prede per le lobby del cemento e del capitalismo finanziario.

All’interno della cornice dei 10 anni dall’inizio della battaglia contro il Dal Molin vorremmo costruire insieme a tutt* voi un momento di manifestazione e mobilitazione che metta insieme i nostri No!

Per dispiegare quella necessità di alternativa di sistema che vogliamo affermare a partire dai nostri territori.

Vogliamo che sabato 21 gennaio diventi la giornata in cui affermiamo, ancora una volta, il nostro amore per la terra in cui viviamo.

Vogliamo che i NO che abbiamo gridato negli ultimi dieci anni, e quelli precedenti a noi, i NO che emergono dalle paludi dei ricordi, dalle nebbie che respiriamo in queste terre di pianura, che sorgono sulle nostre colline e sulle montagne all’alba, che questi NO diventino un favoloso SI alla vita, liberi dal malaffare, dalle mafie, dalle ruberie dell’uomo sull’uomo e sull’ambiente.

Vogliamo affermare che dove non c’è terra non c’è vita.

L’alternativa esiste, bisogna saperla vedere.

 

 

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A 10 anni dall’inizio della lotta contro la nuova base militare di Vicenza, torna il Presidio No Dal Molin.

Non una autocommemorazione o commiserazione, ma piuttosto 15 quindici giorni di iniziative, dibattiti, momenti di socialità  sui temi della militarizzazione del territorio, delle questioni di genere, della cementificazione. e dei beni comuni.

Un momento di discussione e di confronto tra comitati e movimenti per trovare insieme le forme per non essere testimoni del saccheggio del territorio e costruire invece dal basso le alternative.

Opzione Zero porterà il proprio contributo, in particolare nel dibattito del 19 gennaio, e invita attivisti e simpatizzanti a partecipare.

Qui sotto il programma in continuo aggiornamento:

– Giovedì 12 Gennaio Inaugurazione, alle ore 21.00 spettacolo teatrale con Marta Cuscunà in: “The Beat of Freedom”

Sabato 14 Gennaio ore 16.00 International Global Conference su guerre e basi militari, ospiti e collegamenti da tutto il mondo.

– Domenica 15 Gennaio ore 17.00 Assemblea verso l’8 Marzo giornata dello sciopero globale delle donne: “Non una di meno! Siamo una Marea!”. Ore 21.00 spettacolo teatrale: “Siamo tutte Noi”.

– Martedì 17 Gennaio ore 20.30 dibattito: “Il caso Borgo Berga”

– Mercoledì 18 Gennaio ore 21.00 Teppa Bros (Lo Stato Sociale Dj Set)

Giovedi 19 Gennaio ore 20.30 dibattito: “The Gangs of Roads. Passante, Pedemontana e Valdastico: la predazione al tempo delle grandi opere” con la partecipazione di Opzione Zero

– Venerdi 20 Gennaio ore 20.00 cena multietnica. Ore 21.00 Spettacolo-Teatro Forum “Noi Altri. Un paese troppo piccolo per tutti? ”

– Sabato 21 Gennaio alle ore 20.00 Cena dei No dal Molin accompagnata dalla partecipazione musicale di Luca Bassanese, ore 21.00 Spettacolo con Sgrexende e Carlo Presotto.

– Domenica 22 Gennaio dalle ore 10.00 alle ore 16.00 Mercato dei produttori. ore 13.00 pranzo sociale. Ore 16.00 dibattito: “Dal Melagon ai Pfas, l’acqua è un bene comune da difendere!”

– Martedì 24 Gennaio Fashion Show: Antagonisti Vintage vs Nodalmolin.

– Giovedi 26 ore 21.00 Wu Ming presenta “Un viaggio che non promettiamo breve “. Parteciperanno alla discussione esponenti dei Comitati No Tav della Val di Susa.

Per alcune serate ingresso a sottoscrizione per sostenere le spese.

Molti altri eventi a brevissimo su www.nodalmolin.it

Durante tutte le serate cucina aperta e bar popolare.

 

Emergenza smog – Flash mob a Marghera sabato mattina

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12

gen

2017

volantino_03-1CLICCARE SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRLA

 

SABATO 14 GENNAIO
 
ORE 11.30 PIAZZALE PARMESAN MARGHERA
 
MOBILITAZIONE ANTISMOG DI COMITATI E ASSOCIAZIONI

 

Da mesi una cappa impressionante di smog ammorba l’aria della Pianura Padana, una delle regioni più inquinate del mondo! Particolarmente grave è la situazione in Veneto e nell’area metropolitana di Venezia.

I livelli di polveri sottili e ultrasottili (PM10 e PM 2,5) registrano continui sforamenti dei limiti di legge con picchi estremamente elevati e pericolosi per la salute delle persone. Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), basato su dati raccolti in oltre 400 città nel periodo 2000-2014, sono 430mila i decessi prematuri stimati a causa del PM2,5, le polveri ultrasottili. Ma a colpire l’organismo sono anche l’esposizione al diossido di azoto (NO2) e all’ozono responsabili, rispettivamente, della morte prematura di 71mila e 17mila persone. Questo tipo di inquinamento causa o peggiora problemi respiratori, malattie cardiovascolari, cancro.

Le cause dell’inquinamento da smog sono molteplici e complesse, ma è ormai assodato che le emissioni dirette e indirette di queste microparticelle sono dovute principalmente al traffico e al riscaldamento degli edifici, oltre che alle attività industriali e agricole. Di fronte a questa gravissima situazione, la politica è immobile. Governo, Regione e Sindaci si rimpallano le responsabilità e intanto nessuno fa niente. E invece qualcosa si può fare, sia per affrontare lo stato di emergenza, sia per cambiare modello energetico e sistema della mobilità.

Sabato mattina diamo la sveglia al Presidente della Regione Zaia, al Sindaco metropolitano Brugnaro, ai primi cittadini dei Comuni veneziani. Richiamiamoli alle loro responsabilità!!

Comitati, associazioni e cittadini si ritroveranno a Marghera per un’azione di protesta simbolica e per avviare una vera e propria campagna antismog dal basso!

Intanto te abbassa il riscaldamento a 18°C e usa di meno l’auto!

 

 

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