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Piantiamola!

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Opzione Zero, Rassegna stampa | 0 Comments

16

feb

2018

Attenzione, a causa del terreno bagnato e delle piogge previste nei prossimi giorni il primo intervento di piantumazione previsto il 24/2 presso l’azienda Mion a Sambruson è spostato a sabato 3 marzo, sempre meteo permettendo. Vi chiediamo in ogni caso di rimanere aggiornati su eventuali altre variazioni seguendo la nostra pagina Facebook.

 

 

piantiamola

 

PIANTIAMOLA!

Al via il progetto per la riforestazione del territorio
Vieni anche tu a darci una mano, aiutiamo la Riviera a respirare

Dopo diversi mesi di preparazione finalmente ci siamo, sabato 24 febbraio e sabato 10 marzo faremo i primi interventi di piantumazione in due aziende biologiche della Riviera che hanno aderito al progetto offrendo spazio agli alberi. Questi dettagli per chi vuole partecipare “sporcandosi le mani”…di terra:

– sabato 24 febbraio ore 9.00 presso azienda Mion in via Alture 12 a Dolo

– sabato 10 marzo ore 9.00 presso Biofattoria Coltiviamoci in via Piovego 31 a Vigonovo

 

I lavori andranno avanti ad oltranza fino alla conclusione della piantumazione, al termine previsto ristoro conviviale. In caso di pioggia le operazioni sono rinviate al giorno dopo. Per partecipare è necessario comunicare la propria presenza scrivendo una mail a info@opzionezero.org . Munirsi di abbigliamento adeguato e possibilmente di vanghetto da giardinaggio e guanti.

 

Cosa è Piantiamola?
Piantiamola è un progetto permanente di riforestazione del territorio della Riviera del Brenta promosso dal Comitato Opzione Zero.
Dopo le alluvioni, dopo il tornado, dopo tanti disastri causati dalla cementificazione selvaggia, è sempre più urgente agire in modo concreto per contrastare i cambiamenti climatici, l’inquinamento e il consumo di suolo.
Pensare globalmente, agire localmente!

 

L’importanza degli alberi e delle foreste
Gli alberi producono ossigeno e contemporaneamente assorbono il carbonio della CO2 fissandolo nel legno. In più le foreste hanno tantissime altre funzioni ecologiche e sono fondamentali per la vita in tutto il Pianeta. La superficie forestale è il 30,5% del territorio mondiale (4.000 milioni di ettari), ed è popolata da oltre 3.000 miliardi di alberi, 427 per ogni essere umano.
È tanto, è poco?
Poco se si pensa che dall’inizio della civilizzazione la perdita complessiva del patrimonio arboreo totale è stimata intorno al 46%. La deforestazione, attualmente, si “mangia” 15 mln di alberi all’anno. Inoltre gli alberi sono utili a tanti altri esseri viventi oltre all’uomo.
La Carbon Foot Print media di ogni italiano corrisponde a 9,2 tonnellate di CO2/anno, molto di più della media mondiale (5,6 ton CO2 /anno/abitante). Per assorbire tutta questa anidride carbonica sarebbero necessari 1,6 ettari di bosco per persona. Ridurre le emissioni di gas serra è la priorità, ma altrettanto importante è favorire la riforestazione, anche in città.

 
Perchè ridare spazio agli alberi
Riforestare il territorio è un contributo concreto per mitigare gli effetti del global warming, ma  significa anche: sottrarre suolo alla cementificazione, attenuare gli effetti dell’inquinamento atmosferico e delle acque, ridurre il rischio idraulico, favorire la biodiversità, rinaturalizzare il territorio, valorizzare i beni comuni, migliorare il paesaggio…

 

A chi è rivolto
– Prima di tutto agli enti pubblici che spesso svendono i terreni della comunità per finanziare le proprie casse, o peggio per favorire la speculazione edilizia. Quei terreni sono però della collettività e possono diventare tanti “polmoni verdi” a beneficio di tutti i cittadini;
– Agli agricoltori che hanno deciso di tornare a presidiare davvero il territorio abbandonando l’agricoltura intensiva che inquina il suolo, l’aria e l’acqua, che produce cibi tossici, che impoverisce i piccoli produttori e arricchisce le grandi multinazionali dell’agrochimica;
– Ai privati cittadini che vogliono mettere a disposizione terreni abbandonati o degradati;
– A tutti coloro i quali vogliano rendersi utili e supportarci;

 

Come ci puoi aiutare
– facendo una donazione al comitato specificando la causale “sostegno al progetto piantiamola” (IBAN IT64L0359901899050188525842). I fondi raccolti verranno impiegati per l’acquisto di piantine e del materiale necessario. A fine anno pubblicheremo nel nostro sito un rendiconto dell’attività svolta;
– mettendo a disposizione un terreno o comunque aiutandoci a trovarne di nuovi;
– partecipando direttamente alle azioni di piantumazione nelle giornate dedicate;

 

COMUNICATO STAMPA 29 DICEMBRE 2017

Rotonda Pasteur: ora ritirare la proposta di accordo di programma

 

Bene l’emendamento per il finanziamento pubblico della nuova rotonda a Dolo.

Ora l’Amministrazione vada fino in fondo e ritiri l’accordo di programma.

Si apra un ragionamento più ampio sulla viabilità e sulla mobilità.

 

Per Opzione Zero è positivo l’ordine del giorno approvato in regione per ottenere il finanziamento pubblico della rotonda tra SR-11 e via Pasteur come richiesto dall’Amministrazione di Dolo. Se venissero infatti ripristinate le risorse regionali che consentirebbero a Veneto Strade di dare attuazione al progetto già approvato, verrebbe di fatto a mancare il presupposto per l’accordo di programma con la immobiliare Aurora srl; accordo che a seguito di una variante urbanistica avrebbe consentito ai privati di espandere considerevolmente la capacità edificatoria del Piano Norma 1, con gravi impatti per l’ambiente, la salute e il paesaggio.

“Sindaco e Giunta ora vadano fino in fondo e ritirino la Delibera di agosto con la quale si chiedeva alla regione Veneto l’attivazione dell’Accordo di Programma – incalzano da Opzione Zero – in questo modo si potrebbe sgombrare definitivamente il campo da ombre speculative che non giovano a un sano confronto sulle problematiche della viabilità”.

Proprio su questo punto Opzione Zero fa comunque notare che una spesa di 800.000 euro per una nuova rotonda pensata oltre 10 anni fa andrebbe quanto meno approfondita e discussa con la cittadinanza. La gestione dei flussi di traffico e più in generale della mobilità andrebbe infatti meglio valutata sia a livello di Comune che a livello di area, tenendo in considerazione le nuove opere che nel frattempo sono state realizzate, le mutate condizioni del contesto sociale e economico, la questione del trasporto pubblico e la necessità di dare risposte coraggiose a emergenze sempre più pressanti come quella dello smog. Su questo argomento il comitato rivierasco, che da anni contrasta le grandi opere in Riviera, è pronto a dare il suo contributo, ma nel frattempo continuerà a vigilare sull’evolversi della situazione.

 

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Parte la petizione on-line contro il nuovo centro commerciale a Dolo. Firma, sostieni e diffondi!!!

CLICCA QUI

 

Con delibera n 197 il 23 agosto la Giunta comunale di Dolo guidata dal Sindaco Alberto Polo ha chiesto alla Regione Veneto di attivare un “accordo di programma”; si tratta di una procedura speciale (già usata per Veneto City) finalizzata ad ottenere una variante urbanistica al Piano Regolatore per fare un nuovo centro commerciale a Dolo, a due passi dal Naviglio Brenta.

 

Diciamo NO a questa operazione speculativa perché:

– aumenta il consumo di suolo rispetto alle previsioni attuali

– deturpa il paesaggio della Riviera del Brenta

– provoca aumento di traffico e di smog

– distrugge il grande parco pubblico (13.000mq) oggi esistente

– aumenta il rischio idraulico in una zona già molto critica

– favorisce ancora una volta la grande distribuzione a scapito del piccolo commercio di paese

 

La proposta parte dalla immobiliare Aurora s.r.l. che possiede alcuni terreni a ovest di Dolo proprio in prossimità della Riviera. Oggi su questa area è possibile costruire solo un po’ di villette e ristrutturare un edificio storico a scopi ricettivi; ma visto che “l’affare” è parzialmente fallito a causa della crisi immobiliare, ora i proprietari vogliono edificare un nuovo centro commerciale di 1900mq con un parcheggio di altri 5000mq; in cambio si farebbero carico di un’ampia rotonda tra la SR 11 e via Pasteur che avrebbe dovuto essere costruita da Veneto Strade.

Firma per chiedere al Sindaco e all’amministrazione di Dolo di:

1) ritirare la delibera 197/2017 e rigettare la proposta di accordo di programma della immobiliare Aurora s.r.l., confermando così le destinazioni d’uso previste dal Piano Regolatore Generale;

2) avviare uno studio per l’effettivo recupero a scopo turistico-ricettivo dell’edificio storico degradato;

3) mettere in atto azioni concrete per valorizzare e rendere maggiormente fruibile il Parco pubblico esistente;

4) verificare se serve davvero una nuova rotatoria, prevedendo eventualmente una soluzione di dimensioni più contenute, meno impattante e meno costosa, e chiedendo a Veneto Strade di rispettare gli impegni presi;

5) avviare azioni concrete per sostenere le attività commerciali di prossimità;

FIRMA LA PETIZIONE

(riservata a chi non ha firmato quella cartacea)

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero 6 novembre 2017

Morto l’ideatore di Veneto City, ma il progetto è ancora in piedi

 

Endrizzi è stato uno dei fautori della cementificazione in Veneto

Il suo progetto di Veneto City rimane in piedi

I Comuni di Dolo e Pianiga, la Città Metropolitana e la Regione Veneto possono mettere la parola fine a questa mostruosità in ogni momento.

Ora la responsabilità è tutta loro.

 

La notizia della morte di Luigi Endrizzi è giunta fulminea anche agli attivisti di Opzione Zero, uno dei comitati più attivi in questi anni nella lotta contro il progetto Veneto City, di cui Endrizzi era stato l’ideatore e il principale sponsor.

Dal comitato nessun commento sulla vicenda umana di Endrizzi, ma rimane il giudizio pesantemente negativo sul suo operato: “Luigi Endrizzi in questi anni è stato tra i maggiori artefici della rendita immobiliare speculativa nella nostra regione, il polo dell’Ikea a Padova est e il progetto di Veneto City sono i due esempi più eclatanti. Un modello di imprenditoria che ha letteralmente squassato il Veneto consumando enormi quantità di suolo, inondandolo di centri commerciali, capannoni e autostrade. Un modello che non solo ha pesantemente minato la tenuta ambientale del territorio, ma che ha finito anche per distruggere il tessuto sociale ed economico di tante città.  E se questo è potuto succedere lo si deve a figure come quella di Endrizzi, e ai tanti che li hanno assecondati: imprenditori arraffoni, banche senza scrupoli, politici e amministratori locali miopi se non corrotti“.

La morte di Endrizzi non significa comunque automaticamente la fine del progetto Veneto City, sottolinea il comitato. Infatti la variante urbanistica scaturita dall’accordo di programma approvato con Decreto del Presidente Luca Zaia il 31 dicembre 2011 è ancora attiva fino al 2022, ed è prorogabile di altri 10 anni. La Giunta del Veneto, rispondendo interrogazione consiliare suggerita da Opzione Zero al gruppo del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato solo pochi mesi fa di essere pronta a prorogare l’accordo. I Comuni di Dolo e Pianiga e la Città Metropolitana non hanno preso alcuna iniziativa contraria e dunque di fatto sembrano tutt’ora confermare il loro interesse per l’operazione. Posizioni che il comitato giudica gravi dal punto di vista politico ed irresponsabili dal punto di vista amministrativo. “Gli Enti pubblici coinvolti nell’affare possono annullare l’accordo di programma in ogni momento – dichiarano da Opzione Zero – perché come abbiamo avuto modo di dimostrare all’Amministrazione comunale di Dolo la società proponente è inadempiente per non aver rispettato in modo esaustivo e nei termini previsti tutta la documentazione relativa ai Piani Urbanistici Attuativi. Inoltre è chiaro che non essendo stata avviata alcuna opera a oltre 5 anni di distanza dall’approvazione dell’accordo di programma, il presupposto della pubblica utilità, della indifferibilità ed urgenza che caratterizza questo genere di procedimenti è di fatto venuto a mancare. Se questi Enti continuano a non esercitare il loro diritto-dovere di far rispettare i termini dell’accordo, allora si assumono la responsabilità di far sopravvivere ad ogni costo questo progetto mostruoso, addirittura oltre la morte del suo ideatore. Per quanto ci riguarda continuiamo a monitorare da vicino l’evolversi della situazione e siamo pronti ad intervenire per bloccare qualsiasi tentativo di colpo di mano”.

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero 18 ottobre 2017

 

Consumo di suolo, aumento del traffico, rischio idraulico, danni al paesaggio e alla rete ecologica: questi i principali impatti.

L’Amministrazione di Dolo “svende” il territorio e si rimangia le promesse elettorali.

 

“Si tratta di una “porcata”, non ha mezzi termini il comitato Opzione Zero per definire la proposta di accordo di programma che consentirebbe la costruzione di un nuovo centro commerciale a ovest di Dolo in cambio della rotatoria tra la SR 11 e via Torre.

E’ la solita politica che sacrifica il territorio in cambio di opere pubbliche, la stessa logica che ha ridotto il Veneto a una colata di cemento e di asfalto. Eppure era stato lo stesso Sindaco Alberto Polo a schierarsi apertamente contro il consumo di suolo in campagna elettorale; una promessa come tante evidentemente.

Apparentemente la variante urbanistica sembra non modificare l’estensione della superficie edificabile, limitandosi al solo cambio di destinazione d’uso da ricettivo a commerciale per 1900mq. Ma analizzando meglio le carte si scopre una verità diversa. Prima di tutto va detto che questo eventuale Accordo di Programma avrebbe l’effetto immediato di rimettere in moto un’operazione mai conclusa, e che diversamente non avrebbe alcun futuro come ammesso dagli stessi proponenti.

In secondo luogo con il cambio delle tipologie edilizie consentite (da villette a condomini), oltre ad un aumento di cubatura, ci sarà anche un considerevole aumento degli standard urbanistici, in particolare dei parcheggi. Infine la superficie occupata dall’edificio storico che avrebbe dovuto essere ristrutturato a scopi ricettivi e che invece verrà definitivamente abbandonato, sarà spalmata sull’area libera per fare nuovi fabbricati. Risultato: i 13.000mq di superficie a verde inizialmente previsti vengono ridotti drasticamente, e per giunta destinati quasi totalmente alla creazione di bacini di laminazione.

L’aumento reale del consumo di suolo causato da questa variante è incontestabile, e ad aggravare la situazione ci sono anche altri fattori: la vicinanza con il contesto del Naviglio e il rischio idraulico. Non secondaria è poi la funzione ecologica svolta da quest’area che costituisce una connessione tra due importanti corridoi ecologici il Brenta e il Rio Serraglio e che evidentemente sarebbe del tutto compromessa.

Infine è certo che la realizzazione di una struttura di vendita di medie dimensioni come quella in questione non potrà che portare ad un consistente incremento del traffico, e dunque anche dell’inquinamento atmosferico. Una palese contraddizione rispetto ai propositi dell’amministrazione che con la nuova rotatoria afferma di voler fluidificare il traffico.

Se questo è il vero obiettivo, Sindaco e Giunta dovrebbero trovare il coraggio di aprire una vertenza con Veneto Strade affinché rispetti gli accordi presi e realizzi finalmente la rotonda promessa. La presunta mancanza di soldi è solo un falso problema visto che la Giunta Regionale guidata da Luca Zaia solo pochi mesi fa ha trovato ben 300 milioni di euro per tenere in piedi il disastroso progetto della Pedemontana veneta. “Svendere” ancora una volta il territorio è una scelta vergognosa e inaccettabile; una scelta contro la quale Opzione Zero si attiverà con tutti gli strumenti a disposizione.

 

NON È QUESTA LA V.I.A.! – AGISCI IN 2 MINUTI

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa, Rassegna stampa | 0 Comments

11

apr

2017

AppelloVIA_5_trivella_bis

 

Sta partendo in queste ore la campagna di pressione per respingere una pericolosissima riforma della normativa sulla valutazione di impatto ambientale. Un vero e proprio colpo di mano per togliere ogni appiglio per contrastare le grandi opere in fase preventiva, così come abbiamo fatto noi nel nostro territorio raggiungendo importanti risultati. Sul sito del Forum Acqua pubblica puoi trovare tutti gli approfondimenti su questo problema.

Vi chiediamo di spendere pochi minuti per spedire la mail sottostante e divulgare l’iniziativa ai vostri contatti.

 

ATTENZIONE: il numero di mail spedibili dalla casella di posta GMAIL (google) in un giorno è al massimo 500. Gli indirizzi sono 939. Per aggirare il problema invia 2 mail a distanza di 24 ore una dall’altra.   In questo link trovi le mail dei destinatari suddivisi in 2 gruppi.

Per chi usa LIBERO.IT (o altri account) che impediscono di inviare più di 100 mail contemporaneamente, può inviare 10 mail usando le seguenti liste presenti in questo link

 

PER INVIARE LA MAIL ESEGUIRE LE SEGUENTI OPERAZIONI:

1. Copia il testo della mail da inviare ai deputati che trovi sotto e incollalo su un nuovo messaggio mail da inviare;

2. Scrivi il titolo della mail su Oggetto (esempio:  Grandi opere, ambiente e salute, NON È QUESTA LA V.I.A.!    );

3. Copia e incolla gli indirizzi mail sul campo dei destinatari (preferibilmente nel campo Ccn)

4. Invia

 

TESTO DELLA MAIL DA COPIARE E INVIARE

 

Egregio Parlamentare, spett.le Regione, Spett.le Provincia Autonoma,

ho appreso della proposta del Governo sulla nuova procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, con un Decreto che, se approvato, costituirebbe lo stravolgimento della Direttiva Comunitaria 2014/52/UE. Il Governo vuole zittire i cittadini quando le norme internazionali promuovono un costante coinvolgimento di noi cittadini e degli enti locali alle scelte che riguardano l’ambiente, i nostri territori e la nostra salute.

Voglio esprimere la più profonda amarezza ed indignazione per i contenuti del tutto inaccettabili della proposta di Decreto; si guarda con evidente fastidio alla partecipazione dei cittadini, come dimostra la superficialità con cui viene trattata l’inchiesta pubblica, e viene alterato anche il rapporto tra Stato centrale e regioni. Enti locali e cittadini addirittura perdono del tutto la possibilità di intervenire per ben 90 categorie progettuali, dagli impianti estrattivi a quelli dei rifiuti, passando per una moltitudine di altre tipologie di opere. Ci aspettiamo meritocrazia e, invece, il Decreto prevede specificatamente che i membri della Commissione VIA nazionale siano esclusi da procedure di selezione con la comparazione dei curricula come invece prevede la nostra Costituzione.

Un provvedimento che, introducendo addirittura la V.I.A. “a sanatoria” e “postuma”, è foriero di corruzione per i vantaggi che offre ai funzionari pubblici infedeli e ai privati meno attenti, a chi vuole sfruttare l’ambiente illecitamente e abusivamente mettendo a rischio la salute delle persone e la qualità del territorio.

Noi cittadini vogliamo poter esprimere la nostra posizione sulle decisioni che ci riguardano, come dimostra l’enorme partecipazione al Referendum costituzionale dello 4 dicembre 2016. Quel giorno è stato detto un chiaro “No” anche alla modifica dell’Art.117 che mirava ad un ulteriore accentramento sul Governo centrale dei poteri e delle competenze. Questo decreto non prende atto della lezione data dai cittadini e persegue gli stessi obiettivi di quella riforma bocciata.

Per questo chiedo un Suo intervento affinchè siano accolte le numerose proposte di modifica del testo presentate da decine di associazioni e comitati da tutta Italia.

In fede,

 

manifestazione_21_gennaio

SABATO 21 GENNAIO MANIFESTAZIONE REGIONALE A VICENZA

DALLE VALLI ALLA LAGUNA

FERMIAMO LE GRANDI OPERE INUTILI

(appuntamento ore 15.30 Piazza Mateotti Vicenza)

 

Opzione Zero aderisce alla manifestazione e invita tutti a partecipare!

 

L’appello dei Comitati vicentini

Da circa due mesi, nella provincia di Vicenza, abbiamo dato vita alla campagna #vicenzasisolleva, un percorso fatto da attivisti No Dal Molin, da Comitati contro le grandi opere e da cittadini impegnati per la difesa dei Beni Comuni.

Questa campagna ci sta portando verso il prossimo 16 gennaio, data in cui saranno 10 anni dal sì di Romano Prodi alla costruzione della nuova base militare Usa al Dal Molin. Una scelta che allora, da un lato, calpestò la volontà popolare con una pesante imposizione alla città di Vicenza e, dall’altro, generò una presa di coscienza e un percorso di lotte virtuose e radicali contro la militarizzazione del territorio e le grandi opere.

Dal 12 al 26 Gennaio torneremo al terreno del Presidio No dal Molin rimontando quel tendone che ha saputo essere piazza di discussione in difesa della terra e dei beni comuni, ci torneremo per 15 giorni di assemblee convegni, iniziative perché siamo ancora in cammino verso una società che ripudia la guerra, dove al primo posto mettiamo la tutela della terra e la difesa dei beni comuni.

Ci torneremo perché vogliamo ancora lottare contro la voracità dei potenti che cura gli interessi di pochi, e costruire insieme un mondo diverso e migliore. Vicenza non è un’eccezione nel consumo del suolo e nella predazione delle risorse. Dalla Tav alla Pedementana, dalla Valdastico Sud e Nord alle Grandi Navi, dai progetti di incenerimento dei rifiuti alle discariche, dalle cave all’inquinamento dell’acqua, il territorio del nord-est è sottoposto alla continua cementificazione ed è divorato da piccole e grandi opere inutili e dannose, facili prede per le lobby del cemento e del capitalismo finanziario.

All’interno della cornice dei 10 anni dall’inizio della battaglia contro il Dal Molin vorremmo costruire insieme a tutt* voi un momento di manifestazione e mobilitazione che metta insieme i nostri No!

Per dispiegare quella necessità di alternativa di sistema che vogliamo affermare a partire dai nostri territori.

Vogliamo che sabato 21 gennaio diventi la giornata in cui affermiamo, ancora una volta, il nostro amore per la terra in cui viviamo.

Vogliamo che i NO che abbiamo gridato negli ultimi dieci anni, e quelli precedenti a noi, i NO che emergono dalle paludi dei ricordi, dalle nebbie che respiriamo in queste terre di pianura, che sorgono sulle nostre colline e sulle montagne all’alba, che questi NO diventino un favoloso SI alla vita, liberi dal malaffare, dalle mafie, dalle ruberie dell’uomo sull’uomo e sull’ambiente.

Vogliamo affermare che dove non c’è terra non c’è vita.

L’alternativa esiste, bisogna saperla vedere.

 

 

Orte – Mestre: vi piace vincere facile?

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22

dic

2016

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 22 DICEMBRE 2016

ORTE-MESTRE: VI PIACE VINCERE FACILE?

 

E’ di ieri la notizia che la cordata dei proponenti, della famigerata autostrada Orte-Mestre, guidata dalla GFIP Holding del pregiudicato Vito Bonsignore, avrebbe chiesto i danni allo Stato per la mancata approvazione del progetto.

Siamo alla farsa, sembra di stare sulla scena dello sketch pubblicitario del gratta e vinci “Ti piace vincere facile?” dove non c’è mai partita e il premio è sempre assicurato.

“Peccato che si tratti di una questione seria e che a incassare la vincita rischiano di essere sempre i soliti noti – affermano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin di Opzione Zero – mentre intanto sulla Romea, abbandonata per anni proprio per giustificare la nuova autostrada, gli incidenti continuano a fioccare ogni giorno. Ci vuole un bel coraggio a chiedere i danni per la mancata approvazione di un’opera devastante e palesemente insostenibile. E’ incredibile come queste multinazionali del cemento e della finanza, fautori del liberismo più sfrenato, tentino in ogni modo di scaricare i costi e gli insuccessi sulle spalle dei contribuenti. Ma il rischio di impresa va bene solo quando c’è da spartirsi dividendi milionari?”.

E’ bene ricordare – rincarano dal comitato – che il progetto Orte-Mestre è un project-financing, e che quindi per sua stessa natura nasce su istanza della cordata privata capeggiata da GEFIP Holding, e non invece (come erroneamente riportata dalla stampa) da un bando pubblico di ANAS. D’altra parte se la Orte-Mestre non è andata in porto ciò è dovuto in primo luogo alle carenze tecniche, alla palese insostenibilità economica, alla incompatibilità ambientale del progetto depositato dai proponenti. Non si vede per quale assurdo motivo ora i cittadini dovrebbero farsi carico di oltre 300 milioni di euro di presunti danni richiesti da un’impresa privata che ha fallito per sua stessa incapacità.

D’altra parte è ormai sotto la luce del Sole quanto denunciato in tutti questi anni dai comitati, e cioè che l’unico vero motore dell’opera è sempre stato ed è tutt’ora il malaffare. Bonsignore presentava la sua versione di autostrada nel 2004 prolungando la tratta da Ravenna fino a Orte, mettendo così fuori gioco la Nuova Romea spa (la società costituita da molte delle imprese emiliano-venete coinvolte nello scandalo MOSE) che aveva già depositato un progetto di autostrada limitato al tratto Mestre-Ravenna. La causa intentata dalla newco Nuova Romea a seguito della scelta di ANAS di privilegiare la proposta di Bonsignore & C. fu superata solo grazie alla mediazione di Piergiorgio Baita (ex AD della Mantovani) e la liquidazione da parte di GEFIP di 4 milioni di euro.

Successivamente nel 2013, il CIPE approvava in modo surrettizio il progetto preliminare, senza passare il vaglio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e facendo leva su agevolazioni fiscali di cui l’opera non poteva beneficiare, come puntualmente rilevato dalla Corte dei Conti nell’agosto del 2014. Il problema fu superato solo grazie ad una norma introdotta nello Sblocca Italia appositamente per la Orte-Mestre su diretta pressione dei proponenti e grazie alla complicità dall’allora ministro Lupi e di Ercole Incalza, l’ex super dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti poi arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Sistema”. E’ noto inoltre come anche la “cricca” fosse fortemente interessata alla nuova autostrada, un’altra gallina dalle uova d’oro, quanto e più del MOSE. Infine da non dimenticare l’inchiesta per truffa che ha travolto la CARIGE, il principale istituto finanziatore dell’opera legato a doppio filo alla famiglia Bonsignore.

Il Governo Gentiloni-Renzi, invece che continuare ad approvare progetti bidone come la TAV Torino-Lione o il Ponte sullo stretto di Messina, dovrebbe chiudere definitivamente con la logica delle “grandi opere” inutili e dannose ed occuparsi finalmente in modo concreto dei veri problemi del Paese, come ad esempio la messa in sicurezza della Romea, per la quale i tempi di attesa si prefigurano ancora troppo lunghi.

 

Oltre un quarto della terra coltivata in meno negli ultimi 25 anni: colpa modello sviluppo sbagliato. Dati Ispra: l’88,3% dei Comuni a rischio frane e/o alluvioni

ROMA – L’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre un quarto della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della Giornata Mondiale del suolo.

Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono – sottolinea la Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato – sostiene la Coldiretti – è che sono saliti a 7.145 i comuni italiani, ovvero l’88,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Di questi 1640 hanno nel loro territorio solo aree a derivata propensione a fenomeni franosi, 1.607 sono invece i comuni a pericolosità idraulica e 3.898 quelli in cui coesistono entrambi i fenomeni.

Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia – conclude la Coldiretti – deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola.

“L’obiettivo dell’Iniziativa dei Cittadini Europei People4soil: è raccogliere un milione di firme per fermare il consumo di suolo e contrastarne il degrado costante: minacce che hanno effetti diretti sulla nostra vita, la nostra alimentazione, la nostra salute.

Una petizione per ottenere una legislazione specifica per tutelare il suolo a beneficio delle generazioni presenti e future che può essere sostenuto con la firma sul sito Salvailsuolo.it“.

 

link articolo

 

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Il Comitato Opzione Zero aderisce all’appello dei comitati e dei movimenti ambientalisti e il 4 dicembre invita a votare NO

 

SUI NOSTRI TERRITORI DECIDIAMO NOI!

IL 4 DICEMBRE VOTIAMO NO ALLA RIFORMA

PER RESTITUIRE DEMOCRAZIA AI TERRITORI

Siamo quello che negli ultimi anni è stato definito il popolo del NO.

Migliaia e migliaia di persone, associazioni, comitati che si oppongono alle grandi opere imposte e impattanti, alla devastazione ambientale, alle discariche inquinanti, alle trivellazioni in mare e in terra, agli inceneritori, allo smaltimento illecito dei rifiuti, ad un modello di sviluppo che devasta i nostri territori, mette a rischio le nostre vite e contribuisce ad arricchire gruppi particolari a scapito della collettività.

La riforma Costituzionale formalizzata dal Governo Renzi, e sostenuta da Confindustria e dalle lobbies finanziarie ed economiche è un attacco diretto alla nostra possibilità di decidere sul futuro delle nostre vite e dei nostri territori. Un ulteriore e definitivo attacco da parte di quello stesso Governo che, in spregio ai valori della democrazia, ha sbeffeggiato con un #ciaone gli oltre 13 milioni di persone che il 17 Aprile scorso hanno votato per un modello energetico libero dal petrolio.

Con l’ennesima Riforma del Titolo V, gli Enti territoriali, che spesso si sono fatti carico delle istanze dei cittadini, contribuendo a migliorare la realizzazione di taluni progetti o evitando, quando ciò fosse manifesto, che il territorio venisse devastato, non avranno più voce in capitolo su materie o politiche cruciali per la sorte delle collettività locali: quali, ad esempio, l’energia, le infrastrutture, il governo del territorio, la valorizzazione dei beni culturali e, più in generale, ogni altra materia che il Governo dovesse ritenere – se entrerà in vigore la riforma – di lasciar disciplinare al solo Parlamento nazionale, in virtù della c.d. “clausola di supremazia”.

Chi come noi ha lottato per salvaguardare il proprio diritto alla vita e alla salute e perché si affermasse un modello sociale sostenibile sa bene cosa significano queste parole: commissariamenti, sospensioni democratiche, militarizzazione dei territori a tutela dell’interesse del potentato economico, lecito o no, di turno.

Questa volta con forza sentiamo quindi di definirci il Popolo del NO.

Un NO convinto e deciso alla Riforma costituzionale su cui saremo chiamati alle urne il 4 Dicembre.

Un NO al commissariamento del nostro diritto a decidere.

Un NO che non abbiano timore di dichiarare, forti del senso di giustizia insito nelle nostre proposte, orientate a un cambiamento radicale del sistema in chiave democratica e alla costruzione di un modello economico e sociale sostenibile, rispettoso dell’ambiente, dei territori e delle popolazioni che lo abitano.

Nelle mobilitazioni che abbiamo alimentato negli ultimi anni abbiamo imparato una lezione capitale: la democrazia nel nostro Paese va riformata, sì. Ma nel senso che va estesa e restituita alle collettività locali. Non possiamo accettare una costituzionalizzazione della sospensione democratica, da noi avversata con forza in questi ultimi anni, né accogliere la becera logica sottesa a provvedimenti dannosi come lo Sblocca Italia. In altre parole: non possiamo restare impassibili dinanzi all’idea che gli interessi economici e senza scrupolo dei potentati di turno, delle grandi lobbies finanziarie, energetiche e industriali diventino parte della nostra Costituzione.

In queste settimane costruiremo iniziative in tutto il Paese, rilanceremo le ragioni di chi quotidianamente lotta per il diritto all’autodeterminazione del proprio territorio, daremo vita ad una giornata di mobilitazione nazionale, indetta per il 27 novembre.

Il 4 dicembre riempiremo le urne di NO: un No pacifico che è un Sì per una diversa e nuova concezione democratica per il nostro Paese, per una autentica e più moderna riforma dello Stato, che redistribuisca i poteri, che metta al centro del sistema la persona umana e i suoi bisogni, le comunità locali e il loro diritto all’autodeterminazione.

 

TUTTE LE ADESIONI

Comitato 3 e 32 – L’Aquila, Act – Agire Costruire Trasformare, A Sud, Abruzzo Beni Comuni, Altromodo Flegreo, Altrementi – Sulmona, Amig@s MST – Italia, Anpi – Sezione Edmondo Riva, Arci – Crotone, Arsave – Laboratorio per la città che vogliamo, Assemblea Permanente Prima le Persone, Ass. Antimafie Rita Atria, Ass. Asolapo Italia, Associazione Crs -Centro di studi e iniziative per la Riforma dello Stato, Ass. Culturale P.P.L.A.F., Ass. Culturale Punto Rosso Paderno Dugnano,vAss. Equomondo – Potenza, Ass. Energia Felice, Ass. Garibaldi 101, Ass. Intercomunale Lucana, Ass. Medici per l’Ambiente ISDE Italia, Ass. Michele Mancino, Ass. Nazionale Liberacittadinanza, Ass. Noi genitori di tutti – Terra dei Fuochi, Ass. Nuovo Senso Civico – Abruzzo, Ass. Orsa Pro Natura Peligna, Ass. p.s.  RESET – Potenza, Ass. RCS – Centro di studi e iniziative per la Riforma dello Stato, Ass. Rifiuti Zero – Piemonte, ATTAC-ROMA, Azione Civile Abruzzo, Bassano Bene Comune, Brindisi Bene Comune, Cambiamo Abbiategrasso, Cantieri Sociali Bene Comune, CAPSA – Comitato di Azione, Protezione e Sostenibilità, Ambientale – Nord Ovest Sardegna, Casa Internazionale delle Donne, CAST (Comitato Ambiente Salute e Territorio) Abruzzo, CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali, CEA Oasi Bosco Faggeto di Moliterno – Potenza, CEPES – Centro Studi di Politica Economica, Circolo di Legambiente – Chieti, Circolo Dossetti, Circolo Arci Carlo Cafiero –  Barletta, Circolo Arci – Gela, Circolo Arci Sparwasser, Città Felice – Catania, Cleanap, Collettivo attack Irpinia, Collettivo Frastuono – Saviano, Comitato Acqua e Beni – Comuni Mentana e Monterotondo, Comitato Acqua e Territorio – Quarto Flegreo, Comitato Articolouno: la sovranità appartiene al popolo, Comitato “Bassano per il NO”, Comitato Bene Comune – Trani, Comitato Cittadini Attivi Loanesi di Loano (SV), Comitato Cittadini Calcinato, Comitato cuneese del CDC, Comitato Democrazia Costituzionale Comprensorio del Cuoio, Comitato Democrazia Costituzionale – Savona, Comitato Democrazia costituzionale – Voto NO, Comitato “NO al Referendum XIII Municipio”, Comitato No Centrale – Mercure, Comitato No Inceneritore – Greve, Comitato Non Bruciamoci il Futuro di Macomer (NU), Comitato per il NO – Afragola e Casoria, Comitato per il NO – Cinisello Balsamo, Comitato per il NO – Democrazia Costituzionale Genova, Comitato per il NO – Insieme per la Costituzione Palmi, Comitato per il NO – Monterotondo, Comitato per il NO – Nizza – Riviera Ionica, Comitato per il NO – Parma, Comitato per il NO – Roma, Comitato per il NO – Savona, Comitato Diritto alla Città – Rovigo, Comitato Donne 29 Agosto Acerra, Comitati di Base della Valle Bormida, Comitato di base No Muos/No Sigonella, Comitato di Difesa della Salute & Ambiente Molise, Comitato iovotoNO-XII Municipio Roma, Comitato Mattonelle Rosse – Chieti, Comitato Malagrotta, Comitato Mamme No MUOS – Niscemi, Comitato per il NO al Referendum di Grosseto, Comitato No Chimica Verde Porto Torres – Sardegna, Comitato No Corridoio Roma – Latina, Comitato No Megacentrale Guspini – Sardegna, Comitato No Lotto Zero – Isernia, Comitato No Petrolio, Sì energie Rinnovabili – Puglia, Comitato Opzione Zero Riviera del Brenta, Comitato No Triv Avella, Comitato No Triv Brindisi di Montagna, Comitato No Triv Monterotondo, Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia del Centro Storico di Brescia, Comitato Popolare Lasciateci Respirare – Monselice, Comitato Referendario Napoli No Triv, Comitato Sala Consilina, Comitato San Giovanni Rotondo, Comitato Taranto LIDER, Comitato Tecnico-Scientifico per l’Ambiente e la Salute – AsperilSUD, Comitati Cittadini per l’Ambiente – Sulmona Rete Adriatica, Cooperativa EVA, Coordinamento Cittadini Liberi – Lombardia, Coordinamento Comitati Ambientalisti – Lombardia, Coordinamento Genitori Democratici  Co.Ge.De – Liguria, Coordinamento irpino no triv, Coordinamento Nazionale NO Triv, Coordinamento No Triv Basilicata, Coordinamento No Triv Terra di Bari, CRAP – Coordinamento Romano Acqua Pubblica, Donne 29 agosto – Acerra, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Ex Opg – Je so’ pazzo, Fondazione Lelio e Lisli Basso ISSOCO, Forum Ambientalista, Forum siciliano dei movimenti per l’acqua ed i beni comuni, Forum per la tutela della legalità e del territorio “Stefano Gioia” – Basilicata e Calabria, Fuoritempo, Gruppo Alto Casertano per il NO alla Riforma Costituzionale, Gruppo Rottama Italia – Ravenna, Identità Insorgenti, Il Manifesto Sardo, Il Popolo dice NO – Basilicata, Il Salice Bianco – San Vitaliano, Laboratorio Aprile, Lab. Omar Moheissi, La Città Felice di Catania, La Città Futura – Giornale Online, Lasta – Laino, territorio salute acqu, Lanciano Decide, Libera – Monza e Brianza, LINK – Coordinamento Universitario, Mamme NO Inceneritore Mattonelle Rosse, Medicina Democratica Movimento per la Salute Onlus, Movimento C’at accis’ a salute, Movimento No Coke Alto Lazio, Movimento No TAV della Valle di Susa, No Dal Molin, No Elettrodotto Villanova- Gessi, No Eolico Selvaggio – Alta Irpinia, No Grandi Navi, No Ombrina, No Tav – Val Susa, No Tav- Terzo Valico, No Triv – Sannio – Non si trivella la Costituzione, No Triv – Terra di Bari, Officine Civiche, Ordine AgroForestali Prato, Osservatorio Migranti Basilicata, Pagina On Line, Presidio Piazzale Trento – Cagliari , Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autotutela- rete RASPA, Rete Comitati Veneti “30 novembre”, Rete Commons Chiaiano, Rete della Conoscenza, Reti di pace, RETUVASA – Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Rize Up, Sa Nuxedda Free Vallermosa – Sardegna, Salviamo il paesaggio – Roma e Lazio, Solidarietà e partecipazione, Spezia Via dal Carbone – La Spezia, Stop Biocidio, Studenti per l’ambiente, Studenti per il NO – Messina, Taranto Ricerca Futuro, Transform!, Trivelle Zero – Marche, UGI – Unione Giovani Indipendenti – Colleferro, Uallò Uallà – Lanciano, UDS – Unione degli Studenti, Un Popolo in Cammino, Unione Mediterranea Lucania, VeneziAmbiente, Viva la Vida – Sibari, Zero Violenza, Zero Waste Lazio, Zero Waste Sardegna, Zero Waste Sicilia, Zona Ventidue – San Vito Chietino

 

 

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