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Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

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Sabato 24 aprile dalle ore 9.30-12.00

sede centrale di Veritas via Porto di Cavergnago Mestre

TUTTA LA VERITAS CHE NON SAI

presidio di protesta e proposta

contro l’inceneritore di Fusina

 

La pianura Padana è uno dei posti più inquinati del mondo, e guarda caso una delle aree più colpite dal Covid. Politici e amministratori ci ricordano ogni giorno che (giustamente) la salute viene prima di tutto; in nome della salute i Governi hanno preso decisioni che fino a un anno fa sembravano impossibili. Ma intanto gli stessi continuano con la devastazione e il saccheggio dei territori, con l’autorizzazione di impianti inquinanti.

E’ il caso del nuovo inceneritore di Fusina gestito da Ecoprogetto-Veritas per bruciare rifiuti e fanghi contaminati da PFAS; e autorizzato pochi mesi fa dalla Regione governata dalla Giunta Zaia con il benestare del Sindaco di Venezia Brugnaro e di molti altri Sindaci della zona.

Gli inceneritori sono classificati come impianti insalubri di prima categoria, dunque altamente pericolosi per l’ambiente e per la salute. Dai loro camini e dai loro scarichi escono tonnellate di veleni ogni anno. Inoltre lo smaltimento dei rifiuti negli inceneritori (o nelle discariche) impedisce di attuare l’economia circolare e favorisce il global warming.

La lotta contro l’inceneritore di Fusina è lunga e difficile ma si può vincere. Il 23 giugno è atteso il giudizio del TAR Veneto sul ricorso presentato dai comitati. Il 24 aprile, alla vigilia della Festa della Liberazione, il fronte No Inceneritore Fusina torna ad “assediare” Veritas per riaffermare il diritto alla salute e a un ambiente sano. Un presidio di protesta e proposta articolato in 5 stazioni tematiche che circonderà la sede centrale della società per svelare la vera natura e i rischi del nuovo impianto. Previsti anche alcuni laboratori per bambini e adulti.

Svuoteremo il sacco delle verità nascoste su impatti ambientali e sanitari, gestione del ciclo dei rifiuti, conseguenze per il clima, PFAS, e interessi economici.

In piazza comitati e associazioni da tutto il territorio metropolitano, Friday for Future, genitori, bambini, medici e pediatri, delegazioni di comitati da Padova e Vicenza.

 

La partecipazione non si delega, si pratica!

Vieni al presidio, circondiamo Veritas!

 

Manifestazione promossa da: Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia – PFAS-Land, Comitato 0 PFAS Padova, ISDE Medici per l’Ambiente

 

N.B.: la partecipazione alle manifestazioni è consentita anche in zona rossa e da fuori Comune. Durante tutta la manifestazione raccomandiamo di indossare la mascherina e di prendere tutte le precauzioni anti contagio

 

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Comunicato stampa congiunto 30 gennaio 2021

Inceneritore Fusina: il TAR Veneto accoglie l’istanza cautelare, nessuna sospensiva immediata dell’autorizzazione, ma sentenza di merito a giugno

Nel tardo pomeriggio di ieri è stata resa nota l’Ordinanza del TAR Veneto in merito alla richiesta dei comitati di sospendere l’autorizzazione dell’inceneritore di Fusina in attesa della decisione finale che potrà accogliere o respingere il ricorso depositato a dicembre dagli ambientalisti.

Il provvedimento dei giudici amministrativi accoglie l’istanza cautelare dei comitati motivata dalla necessità di limitare i rischi per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Questo accoglimento non si traduce però nel blocco dell’unico forno attualmente esistente e funzionante (la linea 1), bensì nella fissazione a brevissima scadenza (il 23 giugno) dell’udienza di merito, cioè dell’udienza nella quale si deciderà con una sentenza se l’impianto potrà andare avanti o se sarà azzerato.

Per i comitati e le associazioni del fronte No Inceneritore Fusina si tratta di un primo risultato positivo: “Questa vicenda rischiava di trascinarsi per anni, invece la scelta di andare a dibattimento in tempi così rapidi, inconsueti per questo tipo di procedimenti, non lascia spazio a chi come Veritas pensava di approfittare delle lungaggini burocratiche tipiche del sistema italiano per avvantaggiarsi sul piano operativo affrettando la realizzazione delle linee 2 e 3. L’ordinanza chiarisce anche come le questioni poste dai comitati sono tutt’altro che pretestuose o propagandistiche come affermano le controparti, ma anzi sono talmente fondate e articolate da richiedere un adeguato approfondimento tecnico. Infine è significativo che finalmente venga riconosciuta la presenza dei PFAS nei fanghi di depurazione civile e non solo nei percolati di discarica, una questione che abbiamo posto da mesi e dimostrato in sede di ricorso con analisi alla mano, nonostante la Regione Veneto abbia volutamente ignorato il problema”.

Comprendiamo, anche se non risponde pienamente alle nostre aspettative, la motivazione con la quale il giudice del TAR, nell’accogliere – e sottolineiamo ACCOGLIERE – la nostra istanza cautelare, ha deciso di non sospendere immediatamente la funzionalità della linea 1 ma di rinviare al prossimo 23 giugno la decisione di merito, nella quale riponiamo la massima fiducia e aspettativa. Questo non vuol dire che rimarremo fermi in questi quattro mesi ad aspettare la sentenza. Se anche fosse vero (ma così non è) che fermare la linea 1 comprometterebbe il sistema di gestione dei rifiuti del bacino veneziano, è invece evidente ormai a tutti come il livello di inquinamento ambientale a cui siamo arrivati, e in modo particolare nell’area padana, è tale da richiedere una radicale e immediata inversione delle politiche di gestione dei rifiuti (e più in generale di tutte le attività produttive e dei servizi), perché non ci sono più margini di tolleranza per ulteriori incrementi delle emissioni in atmosfera. L’attuale situazione determina già oggi gravi conseguenze sulla salute dei cittadini in termini di numero di morti premature e di incidenza di gravi malattie, Covid-19 compreso. Basti pensare che la linea 1 da sola emette in un anno una quantità di polveri sottili pari a quella emessa da oltre 197.000 caldaie domestiche. Per non parlare dall’incenerimento di rifiuti contenenti PFAS, che come è stato documentato nelle relazioni allegate al ricorso, e come riconosciuto anche dal Comitato Tecnico regionale per la valutazione di impatto ambientale, rischia di aumentare la diffusione di queste sostanze altamente tossiche nel suolo e nelle acque. Le alternative concrete ci sono, le normative comunitarie impongono di adottarle adesso; in un momento come quello attuale drammatico ma allo stesso tempo ricco come non mai di opportunità, ci sono anche le risorse economiche e le tecnologie per metterle in atto.

Al contrario, puntare strategicamente sull’incenerimento, investendo milioni di euro, significa continuare ad aumentare le emissioni velenose per i prossimi decenni, una scelta insensata e da irresponsabili che risponde solo alle logiche di profitto di chi gestisce gli impianti di smaltimento.

Per i comitati la battaglia contro l’inceneritore di Fusina rimane lunga e difficile, e tante sono le iniziative da mettere in campo: sul piano giuridico, della mobilitazione e della continua sensibilizzazione della popolazione, ma anche dell’inchiesta e della elaborazione delle concrete soluzioni alternative alle politiche ormai totalmente insostenibili portate avanti dalla Regione e da Veritas/Ecoprogetto. L’ordinanza cautelare del TAR rappresenta una spinta importante ad andare avanti con ancora più determinazione.

 

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus , Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione Progetto Nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Extinction Rebellion Venezia

 

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ANDRA’ TUTTO IN FUMO

IN AZIONE CONTRO L’INCENERITORE

Le procedure per l’autorizzazione dell’ecomostro di Veritas stanno andando avanti. La lotta per fermarlo anche!!! Ecco alcune azioni che ciascuno può fare per aiutare i comitati e le associazioni ambientaliste:

 

  1. PARTECIPA ALLA CAMPAGNA ANDRA’ TUTTO IN FUMO:  esponi dal tuo balcone un lenzuolo con la scritta “Andrà tutto in fumo – No Inceneritore Fusina”. Se preferisci puoi prenotarne uno scrivendo a noinceneritorefusina@gmail.com (con contributo di 5 euro alla consegna). Una volta esposto scatta una foto e inviala alla stessa mail, la pubblicheremo in facebook.
  2. SOSTIENI IL RICORSO AL TAR: le spese per presentare il ricorso sono ingenti. Puoi fare un bonifico su conto corrente intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 indicando come causale “ricorso TAR No Inceneritore Fusina”. Puoi anche raccogliere direttamente  dei contributi richiedendo dalla prossima settimana dei blocchetti per sottoscrizioni tra le persone che conosci. Se sei disponibili scrivi alla mail di cui sopra.
  3. FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE: la petizione è ancora attiva fino a fine agosto. Se non hai ancora firmato puoi farlo sulla piattaforma change.org (clicca qui). Oppure puoi scaricare il modulo cartaceo dal link http://www.opzionezero.org/wp-content/uploads/2020/05/MODULO_PETIZIONE_INCENERITORE_FUSINA.pdf. Una volta completato completato fai una scansione e inviala per mail all’indirizzo indicato prima oppure contatta i comitati del tuo territorio.

 

POSSIAMO VINCERE ANCHE QUESTA SFIDA DIFFICILE, MA C’E’ BISOGNO DELL’AIUTO E DELL’IMPEGNO  DI TUTT*. ENTRA IN AZIONE INSIEME A NOI!!

 

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INCENERITORE FUSINA

La mobilitazione continua

TUTTI A VENEZIA SABATO 13 GIUGNO – ORE 17-19

Sabato 13 giugno il Comitato No Grandi Navi ha indetto una importante mobilitazione con l’intento di costruire una lunga catena umana da San Basilio a Punta della Dogana. Obiettivo è riaffermare ancora una volta che l’unico futuro possibile e necessario per Venezia, per il territorio metropolitano e regionale è quello che guarda alla riconversione ecologica, al lavoro degno, alla giustizia sociale, alle relazioni solidali.

Il MOSE, le Grandi Navi, l’Inceneritore, la cementificazione, la Pedemontana, le produzioni nocive e fossili rappresentano nel nostro territorio quel sistema estrattivista e predatorio finalizzato ad alimentare e consolidare un blocco di potere politico, economico, finanziario marcio e senza scrupoli. E’ un sistema che privilegia il profitto di pochi, che distrugge l’ambiente e la vita delle persone, che a livello globale minaccia pericolosamente l’intero Pianeta con i cambiamenti climatici e la devastazione degli ecosistemi.

L’inceneritore che la Giunta del Veneto guidata da Zaia sta per approvare con l’avvallo del Partito Democratico, rappresenta in modo emblematico questa logica, e anzi costituisce un anello fondamentale delle catene produttive consumiste votate allo sviluppo infinito.

Per questo come comitati e associazioni impegnati a contrastare l’ecomostro di Fusina invitiamo tutti a partecipare numerosi alla manifestazione di sabato e a costruire insieme a noi un pezzo significativo di questa grande catena umana per portare in evidenza questa importante vertenza.

Partenza dalla Riviera ore 16 – per maggiori info scrivi a info@opzionezero.org

 

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Venerdì 5 giugno ore 18.00 Piazza Municipio a Marghera

Assemblea straordinaria per costruire la mobilitazione contro l’nceneritore di Fusina!

 

La Regione Veneto, attraverso la commissione VIA, e con la complicita’ della giunta Brugnaro, ha dato parere di compatibilità ambientale favorevole al progetto del nuovo inceneritore a Fusina.

Veritas/Ecoprogetto vogliono costruire un grande impianto di incenerimento di rifiuti urbani, fanghi di depurazione e percolati di discarica contaminanti da PFAS e altre sostanze tossiche.

Filtri o non filtri, l’emissione di diossine, polveri sottili, IPA, NOX, metalli pesanti, ed una quantità di altre composti cancerogeni è assicurata!

A rischio sono l’ambiente e la salute di centinaia di migliaia di persone in un raggio di decine di km. Ancora una volta per Marghera e l’ area metropolitana si prospetta UN FUTURO DA PATTUMIERA DEL VENETO.

In questi mesi, centinaia di cittadini,  medici, giovani, insieme ai comitati, in tanti dibattiti pubblici e iniziative, non ultima quella organizzata dai comitati e dalle ragazze e i ragazzi di Fridays For Future due settimane fa alla sede Veritas di Mestre, hanno espresso il loro rifiuto verso un progetto calato dall’alto e dettato solo dagli interessi economici di Veritas/Ecoprogetto e dei suoi soci privati del gruppo FINAM. Fermare l’iter autorizzativo di questo ecomostro è la condizione minima  per  riaprire una discussione ampia e partecipata, che coinvolga tutta la popolazione, su quali siano le migliori scelte strategiche da adottare in tema di rifiuti, partendo dal diritto alla salute, dalla difesa dell’ambiente e dalla lotta ai cambiamenti climatici.

I prossimi mesi saranno decisivi per impedire che gli interessi speculativi privati, avallati dalla Giunta regionale di Luca Zaia e da quasi tutti i Sindaci del veneziano, diano il via libera al progetto.

TROVIAMOCI IN ASSEMBLEA PUBBLICA STRAORDINARIA PER DISCUTERE E DEFINIRE LE FUTURE AZIONI DI PROTESTA PER BLOCCARE QUESTO PROGETTO E APRIRE LA STRADA AD ALTERNATIVE SOSTENIBILI!

INVITIAMO TUTTI A FARE IL MASSIMO PER PARTECIPARE E PER DIFFONDERE QUESTO MESSAGGIO!!!

Promosso da

FRIDAY FOR FUTURE VENEZIA-MESTRE
ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO RISCHIO CHIMICO MARGHERA
COMITATO OPZIONE ZERO Riviera del Brenta
MEDICINA DEMOCRATICA

con
Eddyburg Eddyburg MalaCaigo – Riviera del Brenta Ecoistituto del Veneto Alex Langer COBAS Autorganizzati Comune Venezia Quartieri in Movimento Mira 2030 Forum dell’Aria Comitato Difesa Ambiente Territorio Valore Ambiente AmbienteVenezia Comitato Nograndinavi APIO odv

L’assemblea si svolgerà  adottando tutte le precauzioni sanitarie necessarie e mantenendo l’opportuno distanziamento.

In caso di pioggia previsto un piano B che sarà comunicato via mail e sui social giovedì o venerdì.

 

STOP INCENERITORE: PARTECIPA AL MAILBOMBING

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Opzione Zero, Rassegna stampa | 0 Comments

25

mag

2020

stop_inceneritore

 

La scorsa settimana la Commissione VIA regionale ha dato il proprio nulla osta al nuovo inceneritore, ora nel giro di qualche settimana potrebbe arrivare l’autorizzazione definitiva. La battaglia dei comitati, delle associazioni ambientaliste e di tanti cittadini/e entra ora nel vivo. Partiamo subito con questa prima azione di mailbombing rivolta al Presidente della regione Luca Zaia

Ti chiediamo di partecipare e di diffondere da oggi fino al 2 giugno.

 

Istruzioni:

1 copia il testo della mail qui sotto riportato

2 inserisci nell’oggetto una frase tipo “Stop inceneritore Fusina”, “Riciclare, non bruciare, Stop Inceneritore”, “La salute prima di tutto, no inceneritore”, ecc…

3 inserisci nella casella destinatari i seguenti indirizzi: luca.zaia@consiglioveneto.it, presidenza@regione.veneto.it

4 se vuoi personalizza il messaggio aggiungendo qualche altra frase (non offensiva)

5 aggiungi nome, cognome, comune di residenza e invia la mail

 

testo da copiare:

Alla gentile attenzione del Presidente della regione Veneto Luca Zaia

Presidente Zaia, in questi ultimi tre mesi la minaccia del Covid ha fatto capire a tutti come la salute viene davvero prima di tutto sempre; ora le chiediamo di difendere la nostra salute per i 30 anni futuri semplicemente bloccando il progetto del nuovo inceneritore da 67,9 MWt organizzato su tre forni proposto dalla società Ecoprogetto srl (partecipata di Veritas) a Fusina. Se questo progetto dovesse ottenere l’autorizzazione finale dalla Regione Veneto , tutta la popolazione del territorio metropolitano di Venezia e parte di quello delle province limitrofe (almeno 1 milione di persone) subirà quotidianamente gli effetti di inquinanti molto tossici e cancerogeni (diossine, Pfas, metalli pesanti,polveri sottili e ultrasottili, ecc) sia per via respiratoria sia anche attraverso la catena alimentare.

La strada maestra è quella della riduzione dei rifiuti e del riciclo di materia così richiesto dalla Comunità Europea con le Direttive sull’economia circolare del 2018. E’ bene ricordare che proprio a seguito di queste direttive, l’incenerimento (con o senza produzione di energia) è da considerarsi come forma di smaltimento al pari delle discariche e non più forma di recupero.

In tutto il Veneto, l’implementazione della raccolta differenziata spinta ha fatto diminuire drasticamente la produzione di rifiuto urbano residuo (RUR), ma rimane ancora molto da fare soprattutto nel bacino veneziano che per percentuali di differenziata e produzione pro capite di rifiuto è tra gli ultimi della regione.

Puntando su riduzione e riciclo, con minori investimenti rispetto al nuovo inceneritore, si possono ottenere risultati significativi in brevissimo tempo (2-3 anni) con enormi vantaggi sul piano ambientale e della salute pubblica, ma anche sul piano occupazionale. In concreto riteniamo che tra le azioni da perseguire con maggiore decisione, soprattutto nel bacino veneziano, ci siano le seguenti:

– campagne di educazione e sensibilizzazione sistematica dei cittadini a tutti i livelli;

– creazione di centri di riuso decentrati sul territorio, in particolare per mobili, ingombranti e RAEE;

– accordi con la grande distribuzione per la riduzione degli imballaggi e dei prodotti usa e getta;

– recupero delle eccedenze alimentari;

– adozione di buone pratiche per la riduzione e il riciclo dei rifiuti nella pubblica amministrazione (secondo quanto indicato dai CAM), nel settore turistico e nel terziario;

– adozione di buone pratiche per gli eventi (sagre, fiere, eventi sportivi) per ridurre drasticamente la produzione di rifiuto, e più in generale gli impatti ambientali;

– raccolta porta a porta o comunque sistemi di raccolta differenziata spinta in tutti i Comuni;

– obbligo di separazione della frazione umida da quella residua;

– recupero della biomassa legnosa da rifiuto tramite compostaggio aerobico o sviluppo di filiere del legno;

– implementazione di raccolte separate e relative filiere di recupero per alcune categorie di rifiuti (es. pannolini, ingombranti);

– inertizzazione e stoccaggio, dopo essicazione ,dei percolati di discarica e dei fanghi di depuratori civili contaminati da PFAS e altre sostanze pericolose;

– fissare tariffe puntuali per il secco per scoraggiarlo e sanzioni significative per chi non differenzia;

– sviluppo della ricerca su impieghi alternativi delle frazioni residue in collaborazione con le Università;

Con queste azioni, e considerato il temporaneo ma drastico calo della produzione di rifiuti a seguito degli effetti provocati dalla pandemia, si potrebbe arrivare a produrre una quantità molto ridotta di frazione residua comunque non adatta ad essere incenerita, evitando così la produzione di CSS e la necessità di nuovi impianti di smaltimento. Per il CSS attualmente prodotto e stoccato esistono comunque diverse possibilità di gestione anche attraverso l’impiego di impianti esistenti.

Questo progetto è di rilievo regionale e la sua approvazione dipende dall’Ente da lei presieduto, ma ad oggi non ci risulta una sua personale presa di posizione in merito.

Inoltre non è tempo di buttare 100 milioni per costruire nuovi impianti nocivi che vanno nella direzione opposta di quella richiesta dalla Comunità Europea.

Lei può fare molto semplicemente sospendendo la conferenza di servizi e l’iter autorizzativo in corso, e aprendo una fase di confronto vero con tutti gli enti interessati, con le associazioni portatrici di interessi diffusi e con i cittadini, visto e considerato che le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno di fatto impedito un dibattito esteso e partecipato. Solo così sarà possibile trovare soluzioni condivise che siano meno costose e meno impattanti per l’ambiente e per la salute, rispetto a quanto proposta da Ecoprogetto srl.

 

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IL FUTURO C’E’, RIPRENDIAMOCELO!

La Campagna “ Per il clima, fuori dal fossile!” sta costruendo un percorso di convergenza e di lotta coordinata tra molte realtà italiane che vogliono contrastare quelle opere energetiche alteranti il clima  l’ambiente e la vita sociale di popoli e comunità (guarda il video di presentazione qui https://www.facebook.com/watch/?v=242452360330075.) Lo abbiamo fatto per la prima volta unitariamente nel corteo il 23 maggio scorso a Roma, lo facciamo da anni nelle tante battaglie territoriali o coordinate a livello nazionale.

Stiamo lottando contro l’Eni , la Snam, la Tap, contro le centrali a carbone e quelle turbogas che non sono state bloccate nemmeno in piena emergenza sanitaria. Così come lottiamo contro quelle istituzioni pubbliche sempre di più asservite al mercato. Un potere economico e politico che, nonostante siano evidenti le criminali responsabilità nella crisi, vuole continuare ancora di più a devastare in nome dell’ economia del profitto capitalistico il nostro mondo ed i nostri diritti.

Lottare nelle condizioni che viviamo oggi rende sempre più necessario scambiare opinioni, proposte, azioni di alternativa senza le quali non ci sarà nessun cambiamento dei rapporti di forza esistenti condannandoci ad una sconfitta epocale. Significa evidenziare nessi, costruire piattaforme semplici e connessioni reali che vivano nel corpo sociale e non solo nel giro ristretto dei militanti. Per queste ragioni abbiamo pensato di lanciare una vera e propria assemblea, la più ampia e partecipata possibile, nella quale condividere la nostra Piattaforma, le nostre proposte, accoglierne di altre e lanciare finalmente una mobilitazione nazionale ed unitaria per uscire dal fossile ORA! Proposte di lotta che possano trovare sponda e forza nella miriade di gruppi, comitati, snodi territoriali che esistono e resistono ma anche in altri movimenti, soprattutto quelli contro il crimine climatico, le grandi opere inutili e le privatizzazioni dei beni comuni.

Partecipa alla assemblea del 9 di maggio ( dalle 17.30 alle 20 ) della nostra Campagna, fai ascoltare la tua voce, le tue proposte, troviamo le modalità e le azioni da movimentare da ora e nel futuro. Perché da soli non se ne esce, perché vogliamo, tutti ed insieme, costruire un nuovo mondo di relazioni umane e sociali fuori dal ricatto del mercato, delle Borse e dalla violenza del sistema estrattivista e patriarcale!

 

FUORI DAL VIRUS, FUORI DAL FOSSILE!

per partecipare o prenotare un intervento in assemblea scrivi una mail entro e non oltre venerdì 8 a perilclimafuoridalfossile@gmail.com

L’assemblea sarà trasmessa anche in diretta facebook sulla pagina fb della campagna Per il clima fuori dal fossile

 

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FUORI DAL VIRUS, FUORI DAL FOSSILE 9 maggio ore 17.30

Assemblea nazionale della Campagna dei comitati per il Clima Fuori dal Fossile

IL FUTURO C’E’, RIPRENDIAMOCELO!

La Campagna “ Per il clima, fuori dal fossile!” sta costruendo un percorso di convergenza e di lotta coordinata tra molte realtà italiane che vogliono contrastare quelle opere energetiche alteranti il clima, l’ambiente e la vita sociale di popoli e comunità. Lo abbiamo fatto per la prima volta unitariamente nel corteo il 23 marzo 2019 a Roma, lo facciamo da anni nelle tante battaglie territoriali o coordinate a livello nazionale.

Stiamo lottando contro l’Eni, la Snam, la Tap, contro le centrali a carbone e quelle turbogas che non sono state bloccate nemmeno  in piena emergenza sanitaria. Così come lottiamo contro quelle istituzioni pubbliche sempre di più asservite al mercato. Un potere economico e politico che, nonostante siano evidenti le criminali responsabilità nella crisi, vuole continuare ancora di più a devastare in nome dell’economia del profitto capitalistico il nostro mondo ed i nostri diritti.

Lottare nelle condizioni che viviamo oggi rende sempre più necessario scambiare opinioni, proposte, azioni di alternativa senza le quali non ci sarà nessun cambiamento dei rapporti di forza esistenti condannandoci ad una sconfitta epocale. Significa evidenziare nessi, costruire piattaforme semplici e connessioni reali che vivano nel corpo sociale e non solo nel giro ristretto dei militanti.

Per queste ragioni abbiamo pensato di lanciare una vera e propria assemblea, la più ampia e partecipata possibile, nella quale condividere la nostra Piattaforma, le nostre  proposte, accoglierne di altre e lanciare finalmente una mobilitazione nazionale ed unitaria per uscire dal fossile ORA!  Proposte di lotta  che  possano trovare sponda e forza nella miriade di gruppi, comitati, snodi territoriali che esistono e resistono ma anche in altri movimenti, soprattutto quelli contro il crimine climatico, le grandi opere inutili  e le privatizzazioni dei beni comuni.

Partecipa alla assemblea del 9 di maggio dalle 17,30 della Campagna, fai ascoltare  la tua voce, le tue proposte, troviamo le modalità  e le azioni da movimentare da  ora e nel futuro. Perché da soli non se ne esce, perché vogliamo, tutti ed insieme, costruire un nuovo mondo di relazioni umane e sociali fuori dal ricatto del mercato, delle Borse e dalla violenza del sistema estrattivista e patriarcale! 

FUORI DAL VIRUS, FUORI DAL FOSSILE!

L’assemblea si terrà sulla piattaforma Adobe. Dalle ore 17.00 del 9 maggio sarà possibile fare prova microfono e webcam.

Per iscrizioni inviare una mail a  perilclimafuoridalfossile@gmail.com.

Puoi leggere la piattaforma al link: https://www.globalproject.info/it/in_movimento/fuori-dal-virus-fuori-dal-fossile/22735

 

RISPONDIAMO PER LE RIME A VERITAS!

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Opzione Zero, Rassegna stampa | 0 Comments

10

apr

2020

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RISPONDIAMO PER LE RIME A VERITAS!

In queste ore stanno arrivando sms sul telefonino di molti utenti Veritas per rassicurare sulla bontà del progetto di inceneritore a Fusina. Come mai Veritas si rivolge solo ora ai cittadini, quando ormai la Regione sta per rilasciare il proprio benestare? Non poteva coinvolgerci prima e insieme ai Sindaci con incontri diffusi e approfonditi in tutti i territori? Aveva forse paura di come avrebbero reagito gli abitanti del veneziano?

La verità è che il progetto prevede la costruzione di un inceneritore di grandi dimensioni a poco distanza dalle nostre case ma la maggior parte delle persone non ne sa ancora nulla! Senza l’intervento dei comitati questa storia sarebbe passata completamente sotto silenzio. Per giunta Veritas, società al 100% pubblica, continua a dare informazioni lacunose e ambigue.

In tempi di Pandemia si fa un gran parlare di salute e tutti noi siamo sottoposti a limitazioni delle libertà personali per il bene di tutti. Finalmente si mette la salute davanti al profitto, ma se questo principio vale oggi allora deve valere sempre! Anche per le produzioni nocive come gli inceneritori (impianti insalubri di prima categoria).

 

Se ti senti beffato o irritato dal comportamento di Veritas allora SCRIVI a info@gruppoveritas.it, all’attenzione del Presidente Vladimiro Agostino e del Direttore Generale Andrea Razzini. Scegli tu l’oggetto senza essere offensivo. Ti proponiamo QUESTO MESSAGGIO:

La salute viene prima di tutto sempre! I rifiuti non si bruciano si riciclano! Quello che volete fare a Fusina è un inceneritore di grandi dimensioni, un’industria insalubre di prima categoria. Chiedo a Veritas che il progetto venga ritirato e ridiscusso. Sulla salute, sul nostro territorio, sui nostri soldi come cittadini abbiamo il diritto di decidere in prima persona.

 

E se non l’hai ancora fatto FIRMA E DIFFONDI LA PETIZIONE http://chng.it/v7DngyqV

 

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In piena crisi sanitaria, economica e sociale, approfittando del fatto che non possiamo fare assemblee e manifestazioni, Veritas e la Regione Veneto tentano il colpo di mano per approvare in fretta e furia il progetto di nuovo inceneritore a Fusina. Notizie ufficiose ci dicono che nei prossimi giorni la Commissione VIA regionale potrebbe riunirsi per decidere.

In questo momento è molto importante far sapere che siamo in tanti a non volere l’ennesimo impianto nocivo e speculativo nel nostro territorio.

Firma subito la petizione, aiutaci a diffondere, convinci le persone che conosci ad aderire.

Qui sotto il link per firmare e l’appello.

 

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE

 

————————————————————————————–

TESTO PETIZIONE

 

Firma la petizione per chiedere alla Giunta Regionale Veneto, al Consiglio di Bacino Venezia Ambiente, a tutti i Sindaci coinvolti di ritirare immediatamente il progetto di nuovo inceneritore a Fusina. I rifiuti non si bruciano si riciclano!

Approfittando della grave emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, senza informare la popolazione, con l’assenso della Regione Veneto e di molti Sindaci dell’area metropolitana, la società Veritas-Ecoprogetto sta tentando il colpaccio: far approvare un GRANDE INCENERITORE a Fusina, a poca distanza dalle nostre case.

Il progetto prevede 3 FORNI con una potenza complessiva di 67,9 MWt. Ogni anno, a regime,  l’impianto sarà autorizzato a:

  • produrre 300.000 ton di rifiuti da incenerire, a partire dalla lavorazione di 450000 ton di rifiuto secco e altri materiali, 90.000 ton di fanghi di depuratori e 40.000 ton di percolati di discariche inquinati da PFAS
  • emettere fino a 5 miliardi di mc di fumi contenenti polveri sottili e ultra sottili, ossidi di azoto, diossine, PFAS e altre sostanze cancerogene
  • scaricare 260.000 mc di acqua contaminata
  • smaltire in discariche speciali 70.000 ton di scarti, scorie e ceneri tossiche
  • raccogliere rifiuti da tutto il Veneto

Si tratta di un ECOMOSTRO estremamente pericoloso per l’ambiente e per la salute di centinaia di migliaia di persone che vivono nell’area metropolitana e nelle province vicine.

Bruciare i rifiuti è una follia: aumenta il riscaldamento globale e non risolve il problema dello smaltimento; anzi lo moltiplica creando rifiuti più pericolosi e gas velenosi che respireremo.

La via maestra è quella delle 3R: Ridurre, Riusare, Riciclare.

I cambiamenti climatici e la Pandemia provocata dal virus ci insegnano che se vogliamo sopravvivere su questo Pianeta, dobbiamo cambiare strada, subito e in modo radicale.

Firma la petizione, diffondi, sostienici!

Per informazioni noinceneritorefusina@gmail.com

Petizione promossa da:

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Riviera del Brenta e Venezia, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Associazione Valore Ambiente

 

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