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Comunicato stampa 20 gennaio 2018

Ordinanza del Comune di Mira per il blocco temporaneo del cogeneratore di Giare.

 

L’ordinanza del Comune di Mira che blocca il cogeneratore è un primo risultato positivo ottenuto grazie all’azione di denuncia e protesta messe in atto in questi mesi dagli abitanti di Giare con l’aiuto di Opzione Zero.

Decisiva è stata poi la mozione presentata dalla capogruppo Lavinia Vivian di Mira in Comune, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Mira.

Proprio questa mozione ha indotto finalmente l’amministrazione di Mira a muoversi su questo problema dopo che per mesi era rimasta inattiva.

Opzione Zero denuncia però il fatto che l’ordinanza ha un carattere solo temporaneo e tende a scaricare la responsabilità sulla Regione Veneto. Il Comune dovrebbe invece agire per chiudere definitivamente l’impianto che è stato costruito in zona tutelata e in modo difforme rispetto al progetto presentato.

Il Comune deve assumersi le proprie responsabilità facendo un’accurata ispezione per verificare gli evidenti abusi edilizi e disporre poi il ripristino dei luoghi come previsto dalle norme edilizie.

Il comitato, insieme ai residenti, continua a monitorare la situazione ed è pronto a inviare una diffida al Comune se dovesse perdurare l’inadempienza sulle mancate verifiche.

 

COMUNICATO STAMPA 29 DICEMBRE 2017

Rotonda Pasteur: ora ritirare la proposta di accordo di programma

 

Bene l’emendamento per il finanziamento pubblico della nuova rotonda a Dolo.

Ora l’Amministrazione vada fino in fondo e ritiri l’accordo di programma.

Si apra un ragionamento più ampio sulla viabilità e sulla mobilità.

 

Per Opzione Zero è positivo l’ordine del giorno approvato in regione per ottenere il finanziamento pubblico della rotonda tra SR-11 e via Pasteur come richiesto dall’Amministrazione di Dolo. Se venissero infatti ripristinate le risorse regionali che consentirebbero a Veneto Strade di dare attuazione al progetto già approvato, verrebbe di fatto a mancare il presupposto per l’accordo di programma con la immobiliare Aurora srl; accordo che a seguito di una variante urbanistica avrebbe consentito ai privati di espandere considerevolmente la capacità edificatoria del Piano Norma 1, con gravi impatti per l’ambiente, la salute e il paesaggio.

“Sindaco e Giunta ora vadano fino in fondo e ritirino la Delibera di agosto con la quale si chiedeva alla regione Veneto l’attivazione dell’Accordo di Programma – incalzano da Opzione Zero – in questo modo si potrebbe sgombrare definitivamente il campo da ombre speculative che non giovano a un sano confronto sulle problematiche della viabilità”.

Proprio su questo punto Opzione Zero fa comunque notare che una spesa di 800.000 euro per una nuova rotonda pensata oltre 10 anni fa andrebbe quanto meno approfondita e discussa con la cittadinanza. La gestione dei flussi di traffico e più in generale della mobilità andrebbe infatti meglio valutata sia a livello di Comune che a livello di area, tenendo in considerazione le nuove opere che nel frattempo sono state realizzate, le mutate condizioni del contesto sociale e economico, la questione del trasporto pubblico e la necessità di dare risposte coraggiose a emergenze sempre più pressanti come quella dello smog. Su questo argomento il comitato rivierasco, che da anni contrasta le grandi opere in Riviera, è pronto a dare il suo contributo, ma nel frattempo continuerà a vigilare sull’evolversi della situazione.

 

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Parte la petizione on-line contro il nuovo centro commerciale a Dolo. Firma, sostieni e diffondi!!!

CLICCA QUI

 

Con delibera n 197 il 23 agosto la Giunta comunale di Dolo guidata dal Sindaco Alberto Polo ha chiesto alla Regione Veneto di attivare un “accordo di programma”; si tratta di una procedura speciale (già usata per Veneto City) finalizzata ad ottenere una variante urbanistica al Piano Regolatore per fare un nuovo centro commerciale a Dolo, a due passi dal Naviglio Brenta.

 

Diciamo NO a questa operazione speculativa perché:

– aumenta il consumo di suolo rispetto alle previsioni attuali

– deturpa il paesaggio della Riviera del Brenta

– provoca aumento di traffico e di smog

– distrugge il grande parco pubblico (13.000mq) oggi esistente

– aumenta il rischio idraulico in una zona già molto critica

– favorisce ancora una volta la grande distribuzione a scapito del piccolo commercio di paese

 

La proposta parte dalla immobiliare Aurora s.r.l. che possiede alcuni terreni a ovest di Dolo proprio in prossimità della Riviera. Oggi su questa area è possibile costruire solo un po’ di villette e ristrutturare un edificio storico a scopi ricettivi; ma visto che “l’affare” è parzialmente fallito a causa della crisi immobiliare, ora i proprietari vogliono edificare un nuovo centro commerciale di 1900mq con un parcheggio di altri 5000mq; in cambio si farebbero carico di un’ampia rotonda tra la SR 11 e via Pasteur che avrebbe dovuto essere costruita da Veneto Strade.

Firma per chiedere al Sindaco e all’amministrazione di Dolo di:

1) ritirare la delibera 197/2017 e rigettare la proposta di accordo di programma della immobiliare Aurora s.r.l., confermando così le destinazioni d’uso previste dal Piano Regolatore Generale;

2) avviare uno studio per l’effettivo recupero a scopo turistico-ricettivo dell’edificio storico degradato;

3) mettere in atto azioni concrete per valorizzare e rendere maggiormente fruibile il Parco pubblico esistente;

4) verificare se serve davvero una nuova rotatoria, prevedendo eventualmente una soluzione di dimensioni più contenute, meno impattante e meno costosa, e chiedendo a Veneto Strade di rispettare gli impegni presi;

5) avviare azioni concrete per sostenere le attività commerciali di prossimità;

FIRMA LA PETIZIONE

(riservata a chi non ha firmato quella cartacea)

 

COMUNICATO STAMPA 1 DICEMBRE 2017

COGENERATORE DI GIARE: AMMINISTRAZIONE DI MIRA LATITANTE

 

Opzione Zero ha presentato più di due mesi fa al Comune un approfondito dossier sul cogeneratore di Giare; ma nonostante i solleciti ancora nessuna risposta dall’amministrazione.

Intanto, grazie alle autocertificazioni dei residenti, è ormai certo che l’impianto non recupera l’energia termica.

Il comitato prepara un esposto al GSE e alla guardia di finanza per ipotesi di frode.

Presentata in questi giorni anche una interpellanza da parte del gruppo Mira in Comune

Opzione Zero pronta alla mobilitazione in Consiglio insieme ai residenti.

 

Opzione Zero torna alla carica sulla questione del co-generatore di Giare: “Ad ottobre abbiamo presentato all’assessore Maurizio Barberini e al Sindaco Marco Dori un dossier molto approfondito su tutte le anomalie tecniche e autorizzatorie di questo impianto – dichiarano dal comitato – però ad oggi, a oltre due mesi di distanza e nonostante i solleciti, non abbiamo ricevuto ancora nessuna risposta dall’Amministrazione Comunale. Un comportamento quanto meno irrispettoso verso i cittadini della zona e non coerente rispetto agli impegni presi in campagna elettorale dallo stesso Sindaco”.

Nel dossier si spiegano i motivi per i quali il co-generatore è fuori norma, a cominciare dal fatto che l’impianto di teleriscaldamento per il recupero dell’energia termica non è mai stato realizzato. Ma proprio il recupero del calore prodotto costituiva presupposto obbligatorio per poter installare un impianto di co-generazione in zona agricola tramite Dichiarazione di Inizio Attività, una procedura estremamente agevolata. La certezza sulla mancata fornitura di acqua calda alle case e alle attività produttive circostanti viene proprio dai proprietari degli edifici medesimi, i quali mediante autocertificazione hanno dichiarato di scaldarsi con impianti autonomi.

C’è poi la questione del vincolo ambientale del PALAV (art. 21a) del quale non si è tenuto in debito conto, e il problema dei mancati controlli sulle emissioni gassose provocate dalla combustione di olio combustibile di origine vegetale e animale che arriva con autocisterne provenienti dalla Slovenia e dall’Ungheria.

“Abbiamo fornito all’Amministrazione tutti gli elementi e le indicazioni normative per poter intervenire in autotutela e far chiudere il co-generatore visto che la difformità tra il progetto presentato e quanto realizzato è palese e consistente – proseguono dal comitato – ma l’impianto continua a bruciare a tutto spiano. Se il Comune non agisce nonostante abbia l’obbligo di vigilare sulle opere realizzate nel suo territorio, allora si profila una situazione di inadempienza”.

Intanto per avere risposte ufficiali, la consigliera comunale di Mira in Comune, Lavinia Vivian, ha presentato in questi giorni una interpellanza, ed è certo che la discussione sarà accompagnata dalle proteste degli abitanti della zona.

Opzione Zero per parte sua depositerà a breve un esposto al GSE, alla Guardia di Finanza, e ad altri enti competenti affinché verifichino se il mancato recupero del calore si possa configurare come frode a scapito dei contribuenti, visto e considerato che con molta probabilità il gestore dell’impianto sta incassando i contributi pubblici relativi alla produzione di energia elettrica tramite co-generazione con fonti rinnovabili.

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero 6 novembre 2017

Morto l’ideatore di Veneto City, ma il progetto è ancora in piedi

 

Endrizzi è stato uno dei fautori della cementificazione in Veneto

Il suo progetto di Veneto City rimane in piedi

I Comuni di Dolo e Pianiga, la Città Metropolitana e la Regione Veneto possono mettere la parola fine a questa mostruosità in ogni momento.

Ora la responsabilità è tutta loro.

 

La notizia della morte di Luigi Endrizzi è giunta fulminea anche agli attivisti di Opzione Zero, uno dei comitati più attivi in questi anni nella lotta contro il progetto Veneto City, di cui Endrizzi era stato l’ideatore e il principale sponsor.

Dal comitato nessun commento sulla vicenda umana di Endrizzi, ma rimane il giudizio pesantemente negativo sul suo operato: “Luigi Endrizzi in questi anni è stato tra i maggiori artefici della rendita immobiliare speculativa nella nostra regione, il polo dell’Ikea a Padova est e il progetto di Veneto City sono i due esempi più eclatanti. Un modello di imprenditoria che ha letteralmente squassato il Veneto consumando enormi quantità di suolo, inondandolo di centri commerciali, capannoni e autostrade. Un modello che non solo ha pesantemente minato la tenuta ambientale del territorio, ma che ha finito anche per distruggere il tessuto sociale ed economico di tante città.  E se questo è potuto succedere lo si deve a figure come quella di Endrizzi, e ai tanti che li hanno assecondati: imprenditori arraffoni, banche senza scrupoli, politici e amministratori locali miopi se non corrotti“.

La morte di Endrizzi non significa comunque automaticamente la fine del progetto Veneto City, sottolinea il comitato. Infatti la variante urbanistica scaturita dall’accordo di programma approvato con Decreto del Presidente Luca Zaia il 31 dicembre 2011 è ancora attiva fino al 2022, ed è prorogabile di altri 10 anni. La Giunta del Veneto, rispondendo interrogazione consiliare suggerita da Opzione Zero al gruppo del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato solo pochi mesi fa di essere pronta a prorogare l’accordo. I Comuni di Dolo e Pianiga e la Città Metropolitana non hanno preso alcuna iniziativa contraria e dunque di fatto sembrano tutt’ora confermare il loro interesse per l’operazione. Posizioni che il comitato giudica gravi dal punto di vista politico ed irresponsabili dal punto di vista amministrativo. “Gli Enti pubblici coinvolti nell’affare possono annullare l’accordo di programma in ogni momento – dichiarano da Opzione Zero – perché come abbiamo avuto modo di dimostrare all’Amministrazione comunale di Dolo la società proponente è inadempiente per non aver rispettato in modo esaustivo e nei termini previsti tutta la documentazione relativa ai Piani Urbanistici Attuativi. Inoltre è chiaro che non essendo stata avviata alcuna opera a oltre 5 anni di distanza dall’approvazione dell’accordo di programma, il presupposto della pubblica utilità, della indifferibilità ed urgenza che caratterizza questo genere di procedimenti è di fatto venuto a mancare. Se questi Enti continuano a non esercitare il loro diritto-dovere di far rispettare i termini dell’accordo, allora si assumono la responsabilità di far sopravvivere ad ogni costo questo progetto mostruoso, addirittura oltre la morte del suo ideatore. Per quanto ci riguarda continuiamo a monitorare da vicino l’evolversi della situazione e siamo pronti ad intervenire per bloccare qualsiasi tentativo di colpo di mano”.

 

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Il Comitato No Grandi Navi invita alle giornate europee dei movimenti per la difesa dei territori.

21 / 7 / 2017

Venezia è, da oltre mille anni, città simbolo dell’equilibrio tra uomo e natura, la sua magia origina e vive nella e della straordinaria compenetrazione di artificio e natura, pietra e acqua, città e Laguna.

Questo fragile equilibrio è seriamente minacciato dalla macchina del turismo di massa, di cui le grandi navi da crociera sono una delle peggiori espressioni: navi fuori scala, inquinanti, pericolose per l’incolumità di una città patrimonio Unesco, simboli galleggianti dell’arroganza delle multinazionali e della corruzione di una classe politica piegata alla difesa dei profitti privati a scapito del bene comune.

Ma Venezia è viva, contrariamente a ciò che vorrebbero le compagnie croceristiche, il ministro dei trasporti Del Rio, l’autorità portuale e il sindaco Brugnaro.

Da molti anni la città, grazie al Comitato No Grandi Navi, combatte contro il passaggio nella Laguna -e si sottolinea nella Laguna- di questi mostri e contro l’ipotesi di scavo in questa di nuovi canali (immaginate la costruzione di un’autostrada in una riserva naturale).

Il caos istituzionale è totale! In questi ultimi anni sono stati presentati diversi progetti che il Comitato ha contrastato in tutti i modi e che sono stati bocciati dalla commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Nonostante questo il ministro dei trasporti, l’autorità portuale e il sindaco insistono nella presentazione di due progetti, ipotesi assurde e devastanti volte a mantenere le grandi navi da crociera dentro la Laguna: il progetto del Canale Vittorio Emanuele che prevede di scavare fino a raddoppiare larghezza e profondità di un vecchio canale del 1925 -abbandonato da più di 30 anni- per far arrivare le navi da crociera, ancora una volta, all’interno della città, ed il progetto di nuovi approdi per le grandi navi da crociera nell’area industriale di Porto Marghera. V’è poi l’ipotesi di una soluzione mista tra le due sopra descritte.

Ambedue i progetti comporterebbero lo scavo di oltre sei milioni di metri cubi di fanghi inquinati ed inquinanti, il rischio di incidenti chimici con il passaggio delle navi da crociera in zone (l’area industriale di Porto Marghera) sottoposte ai piani di Protezione Civile e alle Direttive Seveso.

Ambedue i progetti interferiscono in maniera negativa con le attività produttive e le attività portuali commerciali presenti a Porto Marghera e nel Canale Malamocco –Marghera.

Ambedue i progetti erano stati presentati in passato e furono travolti da una marea di pareri tecnici negativi da parte di diversi enti ed istituzioni.

Ambedue i progetti innescheranno nuovi effetti devastanti nel delicatissimo ecosistema lagunare.

Il comitato si opporrà con tutte le sue forze a queste ennesime vergogne e come sempre dirà: fuori le grandi navi da crociera dalla Laguna!!

La nostra Laguna è stata già coinvolta in un’altra grande opera inutile e devastante che, per di più, ha creato un vortice infinito di tangenti e corruzione: il sistema MOSE!

Venezia è una città unica, certo, ma è al contempo un simbolo globale.

Vorremmo che la nostra città divenisse per due giorni la cassa di risonanza di tutte quelle lotte che oggi, in Italia e in Europa, sono condotte per la difesa dei territori, per la giustizia ambientale e per la democrazia decisionale.

Non mancano certo le opere inutili e dannose, ma non mancano nemmeno meravigliosi esempi di resistenza: ci si batte contro linee ferroviarie ad alta velocità, la costruzione di aeroporti, le trivellazioni e le industrie del petrolio, contro l’inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua, contro la cementificazione del territorio, l’uso speculativo di terremoti e altre catastrofi, l’estrazione del carbone e l’industria mineraria e molto altro ancora. Ci si batte, quindi, di fatto, anche per un modello di sviluppo che tenga conto della giustizia climatica e per un’idea diversa di società, basata sul rispetto della volontà di chi abita i territori e non sul soddisfacimento degli appetiti di chi li vuole sfruttare a costo di distruggerli per profitto o calcolo politico.

Il 18 giugno abbiamo indetto un referendum popolare autogestito che in nove ore ha visto la partecipazione di oltre 18.105 persone: un successo clamoroso di cui hanno parlato tutti i media nazionali ed internazionali come esempio di democrazia diretta dal basso! 17.874 persone hanno votato SI all’estromissione delle grandi navi da crociera dalla Laguna e al divieto di nuovi scavi in Laguna.

Il 23 e il 24 settembre vi aspettiamo dunque a Venezia per incontrarci, per confrontarci, per costruire una strategia comune, per agire, perché da qui può partire un nuovo ciclo europeo di lotte.

 

PROGRAMMA

23 settembre 2017

  1. 15.00: S.a.L.E. Docks – Magazzini del Sale: Workshop e assemblea plenaria.
  2. 20.00: Cena Sociale

 

24 settembre 2017

  1. 15.00: Zattere – Rive e Canale della Giudecca

Action Day! Manifestazione in acqua e sulle rive

Blocchiamo le grandi navi! Chiediamo giustizia ambientale per tutti i territori d’Europa!

Alle Zattere ci saranno punti ristoro, punti informativi con magliette, bandiere e altro materiale – inoltre ci sarà  live music con Cisco e altri.

A seguire: live music alle Zattere con Cisco e altri ospiti.

 

COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE

Per adesioni scrivere all’ indirizzo e- mail :  nobigship@gmail.com

 

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COMUNICATO STAMPA Opzione Zero 22 aprile 2017

Cogeneratore di Giare: Opzione Zero in azione con i cittadini di Giare

Si è svolto questa mattina in via primo maggio a Giare un flashmob per denunciare una situazione di grave inquinamento da smog. A promuovere l’iniziativa il Comitato Opzione Zero e l’associazione Hilarius insieme a numerosi abitanti della zona.

Il problema è dato da un cogeneratore a biomassa installato da alcuni anni proprio a ridosso delle abitazioni e da poco entrato in funzione, seppure non in maniera continuativa.

Gli abitanti denunciano puzza, nuvole di smog e rumore, tanto che quando il motore diesel è in funzione gli stessi devono barricarsi in casa. A nulla sono valse le poteste e la petizione presentata in Comune a Mira ancora 2 anni fa.

Eppure, dalla documentazione raccolta da alcuni cittadini, è più che evidente come questo impianto sia di fatto fuori norma se no addirittura abusivo.

La storia nasce nel 2010, quando la società S.B. Energy srl con sede a Mestre presenta il progetto per ‘installazione di un cogeneratore a olio vegetale e animale per produrre energia elettrica e termica in zona Giare. Apparentemente l’obiettivo sembrerebbe lodevole: ridurre le emissioni di CO2 fossile grazie alla combustione di biomassa. Ma in realtà è chiaro fin da subito che gli intenti di S.B. Energy sono solo speculativi, cioè finalizzati a fare business grazie alle agevolazioni e ai contributi europei e nazionali destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. L’impianto infatti produce e recupera solo energia elettrica, mentre delle tubazioni per il teleriscaldamento delle abitazioni e degli edifici circostanti non c’è alcuna traccia; senza contare poi che l’approvvigionamento di combustibile avviene tramite camion sembra di provenienza slovena, con buona pace della riduzione degli impatti ambientali. Non bastasse il fumo nero e denso che si si sprigiona ogni volta che l’impianto viene acceso, c’è da considerare che lo stesso sorge in area sottoposta a vincolo ambientale dal PALAV (art. 21/a), cioè in un’area in cui sono vietati la costruzione di nuovi edifici, di impianti e di infrastrutture. Fuori controllo sono poi le emissione, sia quelle gassose che quelle sonore, sembra mai monitorate da ARPAV.

Per il Comitato Opzione Zero il quadro è chiaro: “Il ragionamento sulla riduzione dei gas serra qui non ci entra per nulla; non siamo di fronte ad un impianto pensato per ottimizzare il ciclo produttivo di un’azienda, ma a una operazione puramente speculativa che altro non fa che aumentare lo smog. Il Comune di Mira, l’ente che ha autorizzato il progetto, aveva tutti gli elementi per bloccare questo cogeneratore, e ha tutt’ora la possibilità di chiuderlo e di farlo smantellare. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano il Sindaco uscente e i nuovi candidati, visto che tra poco qui si vota. Noi siamo decisi a supportare i residenti in questa protesta perchè ne va della salute di molte persone e della tutela del territorio. Nelle prossime settimane incontreremo i nostri avvocati insieme ai residenti per intraprendere anche delle azioni legali. Siamo sicuri che riusciremo a far chiudere il cogeneratore”.

 

NON È QUESTA LA V.I.A.! – AGISCI IN 2 MINUTI

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa, Rassegna stampa | 0 Comments

11

apr

2017

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Sta partendo in queste ore la campagna di pressione per respingere una pericolosissima riforma della normativa sulla valutazione di impatto ambientale. Un vero e proprio colpo di mano per togliere ogni appiglio per contrastare le grandi opere in fase preventiva, così come abbiamo fatto noi nel nostro territorio raggiungendo importanti risultati. Sul sito del Forum Acqua pubblica puoi trovare tutti gli approfondimenti su questo problema.

Vi chiediamo di spendere pochi minuti per spedire la mail sottostante e divulgare l’iniziativa ai vostri contatti.

 

ATTENZIONE: il numero di mail spedibili dalla casella di posta GMAIL (google) in un giorno è al massimo 500. Gli indirizzi sono 939. Per aggirare il problema invia 2 mail a distanza di 24 ore una dall’altra.   In questo link trovi le mail dei destinatari suddivisi in 2 gruppi.

Per chi usa LIBERO.IT (o altri account) che impediscono di inviare più di 100 mail contemporaneamente, può inviare 10 mail usando le seguenti liste presenti in questo link

 

PER INVIARE LA MAIL ESEGUIRE LE SEGUENTI OPERAZIONI:

1. Copia il testo della mail da inviare ai deputati che trovi sotto e incollalo su un nuovo messaggio mail da inviare;

2. Scrivi il titolo della mail su Oggetto (esempio:  Grandi opere, ambiente e salute, NON È QUESTA LA V.I.A.!    );

3. Copia e incolla gli indirizzi mail sul campo dei destinatari (preferibilmente nel campo Ccn)

4. Invia

 

TESTO DELLA MAIL DA COPIARE E INVIARE

 

Egregio Parlamentare, spett.le Regione, Spett.le Provincia Autonoma,

ho appreso della proposta del Governo sulla nuova procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, con un Decreto che, se approvato, costituirebbe lo stravolgimento della Direttiva Comunitaria 2014/52/UE. Il Governo vuole zittire i cittadini quando le norme internazionali promuovono un costante coinvolgimento di noi cittadini e degli enti locali alle scelte che riguardano l’ambiente, i nostri territori e la nostra salute.

Voglio esprimere la più profonda amarezza ed indignazione per i contenuti del tutto inaccettabili della proposta di Decreto; si guarda con evidente fastidio alla partecipazione dei cittadini, come dimostra la superficialità con cui viene trattata l’inchiesta pubblica, e viene alterato anche il rapporto tra Stato centrale e regioni. Enti locali e cittadini addirittura perdono del tutto la possibilità di intervenire per ben 90 categorie progettuali, dagli impianti estrattivi a quelli dei rifiuti, passando per una moltitudine di altre tipologie di opere. Ci aspettiamo meritocrazia e, invece, il Decreto prevede specificatamente che i membri della Commissione VIA nazionale siano esclusi da procedure di selezione con la comparazione dei curricula come invece prevede la nostra Costituzione.

Un provvedimento che, introducendo addirittura la V.I.A. “a sanatoria” e “postuma”, è foriero di corruzione per i vantaggi che offre ai funzionari pubblici infedeli e ai privati meno attenti, a chi vuole sfruttare l’ambiente illecitamente e abusivamente mettendo a rischio la salute delle persone e la qualità del territorio.

Noi cittadini vogliamo poter esprimere la nostra posizione sulle decisioni che ci riguardano, come dimostra l’enorme partecipazione al Referendum costituzionale dello 4 dicembre 2016. Quel giorno è stato detto un chiaro “No” anche alla modifica dell’Art.117 che mirava ad un ulteriore accentramento sul Governo centrale dei poteri e delle competenze. Questo decreto non prende atto della lezione data dai cittadini e persegue gli stessi obiettivi di quella riforma bocciata.

Per questo chiedo un Suo intervento affinchè siano accolte le numerose proposte di modifica del testo presentate da decine di associazioni e comitati da tutta Italia.

In fede,

 

Sabato 4 marzo ore 10.00 a Dolo #BASTASMOGINRIVIERA

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1

mar

2017

bastasmoginriviera

 

 

flashsmog

SPOLVERIAMOCI DALLO SMOG E DALLE GRANDI OPERE

L’aria che respiriamo è sempre più inquinata dallo smog

Tumori, patologie respiratorie e cardiache sono in continuo aumento a causa dell’inquinamento. I più esposti sono bambini e anziani!

Le azioni messe in campo dalle istituzioni sono del tutto insufficienti, la politica si affida alla danza della pioggia…

Invece combattere lo smog si può e si deve e tutti devono fare la loro parte:

noi cittadini cambiando i nostri stili di vita (usa meno l’auto e abbassa il riscaldamento), i Sindaci, la Regione e il Governo investendo su azioni concrete e coraggiose.

 

DIFENDIAMO AMBIENTE E SALUTE

SABATO 18 FEBBRAIO

PRIMA GIORNATA DI MOBILITAZIONE METROPOLITANA

 

RIVIERA DEL BRENTA

FLASHSMOG IN BICICLETTA

ORE 10 PIAZZA MUNICIPIO MIRA

 

(altre iniziative a Spinea, Mirano, Noale, Marghera)

 

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CAMBIAMO ARIA

Dalla gronda lagunare alla Riviera del Brenta al Miranese, come oltre il 90% della popolazione in Europa, respiriamo aria avvelenata da smog. Senza distinzione tra aree urbane e metropolitane PM10, PM 2,5, NO X e tanti altri composti cancerogeni attaccano la nostra salute determinando un’emergenza sanitaria con cifre da brivido quasi mezzo milione di morti in Europa ogni anno, 90.000 in Italia.

Il nostro territorio contribuisce in modo importante a riempire di polveri sottili il catino infernale della pianura padana per le molteplici fonti di inquinamento concentrate in un area ristretta : centrali elettriche, impianti industriali, porto, cementificazione ed eccessivo sviluppo di strade e autostrade. Paghiamo il prezzo di un sistema economico sbagliato attento ai profitti ma non alla vita delle persone. Liberare le nostre città e i nostri paesi dallo smog è possibile, ma è necessario agire  fin da subito e su più livelli.

Intanto con provvedimenti di carattere emergenziale per contenere i livelli di polveri sottili tarati sulle caratteristiche di ciascun territorio: dal lavaggio strade alla riorganizzazione dei flussi di traffico urbano e sulle grandi arterie stradali (es. Tangenziale, Romea), attivazione di tariffe agevolate nei trasporti pubblici, uso di combustibili meno inquinanti nei mezzi navali, sistemi di allertamento e  informazione della popolazione, indagine epidemiologica e molto altro ancora.

Ma poi soprattutto con investimenti e azioni strutturali nel campo della mobilità sostenibile, della  riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati, della   riconversione industriale ed energetica, dei rifiuti e dell’ambiente. Azioni decisive per mettere al sicuro la nostra salute ma che Governo, Regione, Città Metropolitana, Sindaci non stanno mettendo in atto.

Il fallimento del Piano di Risanamento dell’aria della Regione del Veneto è evidente: misure blande, insufficienti,  non coordinate che hanno lasciato e lasciano ogni anno migliaia di persone esposte per mesi a livelli altissimi di Pm 10. Sì continuano a sperperare centinaia di milioni di euro in grandi opere inutili e dannose come Pedemontana o MOSE, mentre per il trasporto pubblico locale, sempre più scadente, rimangono solo le briciole; irrisori gli stanziamenti anche per la riqualificazione del territorio e per l’efficientamento energetico.

Nessun controllo sui blocchi di traffico, né tanto meno sulle altre misure previste dalle ordinanze dei Sindaci, l’unica risposta che viene dalla politica è la “danza della pioggia”.
In questo vuoto di strategia e di azione delle istituzioni pensiamo che la mobilitazione in prima persona dei cittadini in difesa della salute e del territorio sia un passaggio importante per imporre a chi ha gli strumenti e le risorse di intervenire. La sensibilità dimostrata in questo periodo da molti cittadini che si sono già attivati con flash mob nei propri paesi e città può essere la base per costruire un appuntamento unificante di tutti i comitati,  un momento di sensibilizzazione e di protesta, ma anche una giornata per rilanciare tante proposte puntuali e concrete da sostenere tutti insieme.

 

GIORNATE DI MOBILITAZIONE METROPOLITANA/REGIONALE
FLASHSMOG PRIMA LA SALUTE
SABATO 18 FEBBRAIO E SABATO 4 MARZO 2017

 

 

 

 

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