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Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui
30000_grazie
 
 
I comitati rilanciano la lotta contro l’inceneritore di Veritas
 
Assemblea pubblica il 25 ottobre alle ore 18.00 presso la sala parrocchiale di Malcontenta
 
Si farà il punto sulla situazione ambientale generale, e su come bloccare il secondo forno.
 
Raggiunta quota 30.000 euro per far fronte alle sentenze punitive: grande soddisfazione e gratitudine dei comitati per il sostegno ricevuto dalla popolazione e da tante organizzazioni.
 

Il Coordinamento No Inceneritore Fusina comunica di aver raccolto i 30.000 euro per pagare le spese legali di controparte a seguito delle sentenze di TAR e Consiglio di Stato e rilanciano il movimento con una grande assemblea pubblica martedì 25 ottobre alle ore 18.00 presso la sala parrocchiale di Malcontenta.“Il Sindaco Brugnaro e la Giunta regionale sbandierano a ogni piè sospinto grandi propositi sulla riconversione ecologica di Porto Marghera addirittura è stata creata la Fondazione per Venezia Capitale della sostenibilità. – incalzano dal coordinamento – Invece Venezia, Porto Marghera e il territorio metropolitano continuano ad essere la Capitale del saccheggio del territorio e della devastazione ambientale. Basti pensare alla paradossale riapertura al massimo regime della centrale a Carbone di Enel, al potenziamento della centrale termica di Edison, al via libera al deposito GNL, allo spostamento delle Grandi Navi a Marghera con scavo di nuovi e vecchi canali lagunari, per non parlare della cementificazione del territorio tra lottizzazioni e grandi progetti (dal “bosco” dello sport al cappio ferroviario). Intanto latitano le bonifiche, la qualità dell’aria e delle acque è pessima e sono ripetuti i disservizi presso i vecchi impianti di Porto Marghera con fughe di gas avvertiti dalle popolazioni di Marghera e Malcontenta”.In questo contesto per i Comitati No Inceneritore Fusina bloccare l’impianto nocivo di Ecoprogetto-Veritas e impedire la costruzione della seconda linea in primavera diventa ancora più importante perchè andrebbe ad aumentare ulteriormente la quantità di rifiuti bruciati e di fanghi contaminati da PFAS con gravi rischi per la salute: “Venezia, Porto Marghera e il territorio metropolitano sono immersi nei veleni. Lo studio Sentieri, i dati sulla qualità dell’aria, un parere dell’istituto Superiore di Sanità, e addirittura il report dell’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani confermano il grave stato di inquinamento e le pericolose ripercussioni sulla salute della popolazione. Ora basta, qui parliamo della vita delle persone e dei più giovani : dobbiamo difenderci ! ”.

Per questo il Comitato tutela Ambiente e Salute di Malcontenta, insieme al Coordinamento No Inceneritore Fusina, Friday firme Future e Medici per l’Ambiente di ISDE hanno convocato per martedì 25 ottobre alle ore 18.00 presso la sala parrocchiale di Malcontenta una grande assemblea popolare  per fare il punto sulla situazione ambientale generale e su come organizzarsi per contrastare l’inceneritore.

Una iniziativa che sarà anche l’occasione pubblica per ringraziare cittadini e organizzazioni che hanno sostenuto il Coordinamento No Inceneritore nella raccolta fondi per far fronte alle sentenze puntive di TAR e Consiglio di Stato: “Chi pensava di stroncare questo movimento con sentenze politiche o “sanzioni” da decine di migliaia di euro, farà bene a ricredersi. Abbiamo raggiunto quota 30.000 euro!! Siamo vivi e vegeti, più determinati di prima – annunciano con soddisfazione gli esponenti dei comitati – Una risposta straordinaria alla faccia dei giudici amministrativi che ci hanno definito non rappresentativi e non legittimati a ricorrere. Uno smacco per Veritas, per la Regione, per il Sindaco Brugnaro e politicanti vari, che dimostra quanto le nostre organizzazioni siano radicate nel territorio, e quanto la battaglia contro l’inceneritore sia sentita dalla popolazione. Ancora una volta la generosità e la solidarietà delle persone che hanno di meno, di chi lotta dalla parte giusta e per il bene comune, si dimostrano le risorse più importanti per sconfiggere i potenti e gli affaristi. Per questo vogliamo dire 30.000 GRAZIE a tutti coloro, cittadini e organizzazioni, del territorio, del Veneto e di altre regioni che ci hanno sostenuto in questo momento critico. Ora la lotta prosegue con ancora più slancio”.

 
 

INSIEME FACCIAMO PAURA

30.000 GRAZIE

OBBIETTIVO RAGGIUNTO

LA LOTTA NO INCENERITORE NON SI FERMA !

PROSSIMA TAPPA, ASSEMBLEA PUBBLICA

MALCONTENTA,

25 OTTOBRE – H 18.00

 

L’UNIONE FA LA FORZA!

I giudici del Consiglio di Stato e del TAR del Veneto con due sentenze tutte “politiche” hanno respinto i nostri ricorsi contro l’inceneritore di Veritas-Ecoprogetto, affermando che i comitati e i cittadini che abitano vicino all’impianto NON HANNO TITOLO PER APPELLARSI ALLA GIUSTIZIA. Non una parola sulle numerose e approfondite contestazioni, vizi e violazioni di normative nazionale e europee che abbiamo sollevato. Di più, con l’intento di punire e stroncare ogni opposizione ci hanno condannato a pagare 30.000 euro di spese legali alle controparti, Enti pubblici e Ecoprogetto che hanno agito contro di noi utilizzando soldi pubblici dei contribuenti.

Ebbene se qualcuno pensava di sbarrare la strada a questo movimento, si sbagliava di grosso. L’operazione è fallita!!

ABBIAMO RAGGIUNTO QUOTA 30.000 euro!! Siamo vivi e vegeti, più determinati di prima a bloccare l’inceneritore di Fusina, a difendere il nostro territorio e la salute!

Grazie alla solidarietà di tantissime persone, famiglie, comitati, associazioni del nostro territorio e di altre parti del Veneto e oltre, in soli 3 mesi siamo riusciti a raccogliere questa enorme somma. Tantissimi i contributi piccoli, da qualche decina di euro a donazioni estremamente generose, ciascuno ha capito la difficoltà del momento e la ingiustizia subita, e nonostante le criticità dell’attuale situazione economica ha scelto di metterci del proprio nella convinzione che era importante fare la propria parte.

Una risposta straordinaria alla faccia dei giudici secondo i quali non saremmo rappresentativi. Uno smacco per Veritas, per la Regione, per il Sindaco Brugnaro e politicanti vari, che dimostra quanto le nostre organizzazioni siano radicate nel territorio, e quanto la battaglia contro l’inceneritore sia sentita dalla popolazione.

Ancora una volta la generosità e la solidarietà tra chi lotta dalla parte giusta e per il bene comune si dimostrano le risorse più importanti per sconfiggere i potenti e gli affaristi.

La battaglia non è vinta, ma non è nemmeno persa: di 3 inceneritori ne hanno costruito solo uno! Ora dobbiamo impedire che partano i lavori per la seconda linea! Porto Marghera e il territorio metropolitano sono già immersi nei veleni, abbiamo già dato.

+++ Appuntamento MARTEDI’ 25 OTTOBRE alle ore 18.00 presso la sala parrocchiale di MALCONTENTA per una grande ASSEMBLEA POPOLARE. +++

 

In ordine sparso…30.000 GRAZIE a:

Comitato No Grandi Navi, Friday for Future Venezia, ISDE Medici per l’Ambiente Venezia e Mogliano, Medicina Democratica Onlus, Progetto Nascere Meglio, Comitato Opzione Zero Riviera del Brenta, Eco Istituto Veneto Alex Langer, APIO Odv Mogliano, Assemblea permanente contro il rischio chimico Marghera, Comitato tutela Ambiente e Salute Malcontenta, Malacaigo, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Valore Ambiente Mirano, Comitato ex- Umberto Primo, Quartieri in Movimento, Centro Sociale RIVOLTA, RADIO GAMMA 5, Radio BASE Marghera, Cittadini per il Lavoro la Legalità la Salute e l’Ambiente – CILLSA Arzignano, PFAS-Land, Don Nandino Capovilla parrocchia Cita Marghera, Extinction Rebellion Venezia, Mira Gas, i giovani e le giovani di MIRA ON AIR, Comitato per la Difesa delle ex Cave di Marocco., GECO Gas, Venezia Laguna APS, CESP,, Circolo Legambiente Sarmazza Vigonovo e Saonara, Gruppo per la Salvaguardia dell’Ambiente La Salus, Comitato per la Salvaguardia del Territorio, Poveglia X Tutti, COBAS Autorganizzati Comune Venezia, COBAS Scuola Venezia, CUB Federazione Venezia e Provincia, Associazione I Sette Nani, Ambiente Venezia, Spazio Felix Mestre, Italia Nostra Onlus, Mira 2030, El Forno a Legna s.a.s, Equlibrio Naturale ASD, RZS C-EPC, Europa Verde – Verdi Veneto, Consigliera regionale Cristina Guarda, Patagonia, Coordinamento NO-OGM Veneto, Comitato Popolare Lasciateci Respirare Monselice, Gruppo Zelarino e dintorni, Comitato La Gente Come Noi San Pietro in Gu, Guizzino APS, Associazione Movimento Decrescita Felice Venezia, gli amici del CAI Mirano, Comitato No Hub del Gas Abruzzo, Campagna Nazionale Per Il Clima Fuori dal Fossile, Coordinamento Per il Clima Fuori dal Fossile Ravenna

30000 GRAZIE alle tantissime persone e famiglie del veneziano, del Veneto e di altre regioni che non nominiamo per ragioni di privacy GRAZIE!!!

30000 GRAZIE a tutti coloro, persone o organizzazioni, che involontariamente abbiamo dimenticato di citare!

 

 

Non ci arrendiamo! Vogliono zittire il dissenso.

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa, Opzione Zero | 0 Comments

6

giu

2022

sostienici

 
Secondo i giudici del TAR e del Consiglio di Stato i comitati e i cittadini, che da anni lottano contro i poteri forti e contro le istituzioni pubbliche che devastano l’ambiente e minacciano la salute della popolazione, semplicemente non esistono.
 
Ma noi non siamo dei fantasmi! I tribunali non ci fermano oggi e non ci fermeranno mai, LA LOTTA CONTRO L’INCENERITORE DI FUSINA VA AVANTI!!!
Torniamo in piazza con i comitati metropolitani sabato 28 maggio a Venezia: facciamoci vedere, facciamoci sentire!!
 
PARTECIPA E DIFFONDI
 
SOSTIENICI: OBIETTIVO 20.000 il coordinamento No Inceneritore Fusina è stato condannato dai giudici a pagare spese legali molto ingenti, aiutaci a far fronte con un versamento sul conto corrente IBAN IT64L0359901899050188525842 intestato al Comitato Opzione Zero, causale No Inceneritore Fusina
 
SYSTEM CHANGE – NOT CLIMATE CHANGE
 
manifestazione_venezia_28_maggio_2022
 
 
 
 
BASTA VELENI SUL NOSTRO TERRITORIO – TORNIAMO IN PIAZZA
con i comitati metropolitani sabato 28 maggio ore 15.30 Piazzale Roma.
 
Secondo i giudici del TAR e del Consiglio di Stato i comitati e i cittadini, che da anni lottano contro i poteri forti e contro le istituzioni pubbliche che devastano l’ambiente e minacciano la salute della popolazione, semplicemente non esistono.
 
Ma noi non siamo dei fantasmi! I tribunali non ci fermano oggi e non ci fermeranno mai, LA LOTTA CONTRO L’INCENERITORE DI FUSINA VA AVANTI!!!
Torniamo in piazza con i comitati metropolitani sabato 28 maggio a Venezia: facciamoci vedere, facciamoci sentire!!
 
PARTECIPA E DIFFONDI
 
SOSTIENICI: OBIETTIVO 20.000 il coordinamento No Inceneritore Fusina è stato condannato dai giudici a pagare spese legali molto ingenti, aiutaci a far fronte con un versamento sul conto corrente IBAN IT64L0359901899050188525842 intestato al Comitato Opzione Zero, causale No Inceneritore Fusina
 
SYSTEM CHANGE – NOT CLIMATE CHANGE
 

Comunicato Stampa Coordinamento No Inceneritore Fusina

18 maggio 2022

Sentenza “politica” del Consiglio di Stato, la lotta va avanti

 

I comitati e le associazioni del Coordinamento No Inceneritore Fusina reagiscono duramente dopo la sentenza del Consiglio di Stato che boccia il ricorso in appello per fermare l’inceneritore di Veritas: “Dopo la sentenza negativa del TAR, avevamo la fondata speranza che l’influenza della politica e delle lobby che gravitano intorno al business dei rifiuti non arrivasse tanto in alto, ma evidentemente ci sbagliavamo. La decisione del Consiglio di Stato è addirittura peggio di quella di primo grado. Le conseguenze della sentenza non solo espongono la popolazione dell’area metropolitana a gravi rischi per la salute, ma sanciscono un principio estremamente pericoloso secondo il quale né i cittadini, né le associazioni e i comitati ambientalisti sono legittimati a mettere in discussione progetti e decisioni che hanno un impatto diretto sul territorio in cui sono radicati e sulla vita delle persone. Una sentenza che del resto si allinea al diktat del Governo Draghi, che dopo la pandemia e ora con la guerra in corso alle porte dell’Europa, sta progressivamente svuotando le istituzioni democratiche, a cominciare dal Parlamento, per dare la stura alle peggiori politiche sviluppiste, industrialiste e fossili degli ultimi decenni, nemiche dell’ambiente e del Clima, alla faccia della tanto sbandierata transizione ecologica. Da questo punta di vista non sfugge per esempio che tre dei magistrati del collegio giudicante (Luca Lamberti, Michele Conforti e Giuseppe Rotondo) sono gli stessi che nel 2021, sempre in Consiglio di Stato, hanno accolto il ricorso Arcelor-Mittal Spa e Ilva Spa contro l’ordinanza del Sindaco di Taranto che avrebbe sospeso gli impianti della famigerata acciaieria”.

La sentenza del Consiglio di Stato, così come era stato per il TAR, non entra minimamente nel merito delle tante contestazioni tecniche sollevate dai comitati, estrapola e banalizza in modo strumentale alcuni passaggi della relazione medica di ISDE, glissa completamente le argomentazioni esposte nel recente parere dell’Istituto Superiore di Sanità che pure metteva in evidenza gravi carenze istruttorie in sede di valutazione di impatto ambientale, confermando le tesi dei comitati, non considera nemmeno alcune violazioni di legge connesse all’approvazione del progetto.

Il respingimento si basa esclusivamente sulla presunta non legittimazione delle associazioni ricorrenti e degli abitanti di Malcontenta a presentare il ricorso. Parliamo di cittadini che abitano in prossimità dell’inceneritore ed esposti direttamente ai fumi velenosi che escono dai camini; di realtà radicate da anni nei territori di Mestre, Marghera, Riviera del Brenta protagoniste di tante battaglie ambientali, addirittura di una associazione nazionale come Medicina Democratica, che proprio a Porto Marghera ha dato un contributo fondamentale nelle azioni e nei processi per contrastare le produzioni nocive del petrolchimico.

“E’ un principio pericoloso e inaccettabile – rincarano la dose i comitati – che dimostra come ormai in questo Paese la democrazia stia diventando una farsa: da un lato si inserisce la tutela dell’ambiente tra i principi della Costituzione, dall’altra si annulla la possibilità per i cittadini di difendersi e di esercitare il diritto a vivere in un ambiente sano. E’ ormai evidente come in una situazione di crisi globale e generalizzata, che è prima di tutto una crisi ecologica, la logica miope del profitto stia facendo piazza pulita di ogni possibile mediazione sociale, mostrando quale è il vero volto di un sistema economico che sta letteralmente distruggendo la vita sul Pianeta. Noi a questa logica non ci arrendiamo, così come non ci arrendiamo a questa decisione dei giudici perché riteniamo che le nostre istanze siano giuste e fondate. Stiamo valutando la possibilità di fare un ulteriore ricorso, a questo punto in sede europea; ma oltre a questo metteremo in atto tutte le risorse che abbiamo a disposizione per fermare questo impianto nocivo e obsoleto. Annunciamo fin da subito che saremo in piazza il 28 maggio a Venezia insieme agli altri comitati veneziani e metropolitani per contrastare la devastazione del nostro territorio. Lanciamo inoltre un appello accorato a tutti i cittadini, alle associazioni e ai comitati a dare un proprio contributo economico per sostenere la battaglia contro l’inceneritore: la sentenza del Consiglio di Stato è infatti oltremodo ingiusta perché condanna i ricorrenti a pagare le spese legali delle controparti, e si tratta di cifre ingenti, almeno 15.000 euro. Invitiamo pertanto a far pervenire il proprio sostegno tramite bonifico bancario sul conto corrente del Comitato Opzione Zero (IBAN IT 64L0359901899050188525842) causale No Inceneritore Fusina”.

 

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, AssociazioneProgetto Nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land

 

foto_manifestazione

 

Comunicato Stampa 08-02.2022

 
Coordinamento No Inceneritore Fusina
 
Inchiesta Bioman: l’inceneritore di Fusina fa parte del sistema
 
Accolta con favore, perché conferma le preoccupazioni che da tempo esprimono i Comitati, la notizia dell’inchiesta aperta dai NOE sulle principali società del gruppo FINAM di Angelo Mandato: “Abbiamo l’impressione che quanto leggiamo sui giornali sia solo la punta dell’iceberg di un sistema affaristico e tentacolare che coinvolge aziende private, aziende pubbliche, politica e istituzioni. – commentano alcuni esponenti del fronte No Inceneritore Fusina – e sono molte le analogie con quanto già visto con il MOSE. Di questo sistema fa parte senza dubbio anche l’inceneritore di Fusina, visto e considerato che Ecoprogetto Venezia è detenuta non solo da Veritas Spa, ma anche da Bioman per il 30% e da Agrilux per il 4%, due società cardine del gruppo FINAM. Avevamo già denunciato nel 2016 la strana vendita delle quote di Ecoprogetto a queste due società; operazione dell’ordine di 22 milioni di euro, approvata da quasi tutti i Comuni del Veneziano nell’assemblea soci di Veritas Spa. All’epoca avevamo messo pubblicamente in guardia tutti i Sindaci e i vertici di Veritas sui soci privati di Ecoprogetto promotori già nel 2016 del nuovo inceneritore a Fusina; un impianto estremamente pericoloso, lo ribadiamo, che assicura un grande business per chi lo gestisce ma che non è giustificabile né in termini tecnici né tanto meno sotto il profilo ambientale e sanitario”.
 
Da anni i comitati friulani, della bassa padovana e quelli veneziani denunciano gli intrecci e le zone d’ombra nella gestione del ciclo dei rifiuti nell’ambito della miriade di società della galassia FINAM di Angelo Mandato, tutte o quasi con sede a Ballò di Mirano. Sversamenti incontrollati di “liquami” maleodoranti, trasporti di rifiuti da una parte all’altra del Triveneto e anche all’estero, proliferazione di impianti a biogas, ampliamento smisurato di impianti di trattamento della frazione “umida” e nuovi inceneritori.
 
Tutto spacciato come necessario, come “economia circolare” che fa bene all’ambiente; tutto sostenuto e approvato con l’avallo bipartisan della politica e delle istituzioni, a cominciare dalla Regione Veneto, fino alle amministrazioni locali, passando dai consigli di bacino e dalle province.
 
Una galassia, quella di Mandato, la cui origine e il cui sviluppo sono state già oggetto di una importante inchiesta di Fanpage nel 2019, dalla quale erano emersi pesanti dubbi e sospetti sull’operato di società come Bioman e SESA.
 
Nel veneziano a preoccupare non è solo l’operazione inceneritore: “A Mira e a Campagna Lupia, Bioman e Agrilux sono proprietarie della Agricola Sant’Ilario – affermano i comitati – 1440 ha di terreno agricolo fronte laguna e valli da pesca sui quali si pratica agricoltura intensiva, e sui quali vengono periodicamente sversate tonnellate e tonnellate di liquami maleodoranti; gli stessi che vengono sparsi nella zona della bassa padovana, in Polesine e in Friuli, e che derivano dagli impianti di SESA a Este e di Bioman a Maniago. Liquami che hanno poco a che fare con il compost, visto e considerato che oltre al rifiuto umido, in questi centri di trattamento arrivano rifiuti di varia provenienza (anche da Roma) e di varia origine, tra i quali per esempio fanghi civili e industriali di vario tipo, ceneri e scorie di inceneritori e molto altro. Sempre nei terreni dell’Agricola Sant’Ilario, nei pressi di Lugo, è entrato da poco in funzione un impianto a biogas, costruito all’interno della zona di conterminazione lagunare in deroga alle stesse leggi regionali”.
 
Da tempo i comitati stanno lavorando per ricostruire l’intreccio di relazioni tra i vari impianti, sparsi nei diversi territori, controllati al 100% da FINAM o da questo gruppo insieme a partecipate pubbliche: “L’impressione netta è che sia questo ben congegnato sistema di scatole cinesi a potersi definire “economia circolare”, ma nel senso che fa girare milioni di euro, per lo più ricavati da bollette e incentivi pubblici, sempre tra le stesse mani, e tutto a discapito dell’ambiente e della salute della popolazione. Che fiducia si può avere ora, alla luce di quanto sta finalmente emergendo, sulla gestione di un inceneritore come quello di Fusina o di altri impianti di trattamento altamente impattanti? Ora Pretendiamo che sia fatta piena luce e che siano date risposte chiare alle nostre domande; i vertici di Veritas, i Sindaci del bacino veneziano, a cominciare da Brugnaro, la Regione Veneto si assumano le proprie responsabilità. Per quanto ci riguarda andremo fino in fondo a questa storia, e siamo pronti a collaborare con gli inquirenti”.
 
 
Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land, Gruppo Zelarino e dintorni, Comitato Ambiente e Salute Malcontenta
 
foto_manifestazione
 
Coordinamento No Inceneritore Fusina
Comunicato stampa 04 febbraio 2022

Ricorso al Consiglio di Stato: la partita è ancora aperta!

Dopo la bocciatura del primo ricorso da parte del TAR Veneto, è arrivata in questi giorni la decisione del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva depositata in appello dai comitati, a seguito della discussione avvenuta lo scorso 27 gennaio a Roma.Si tratta di una decisione positiva per i comitati del Coordinamento No Inceneritore Fusina, che dichiarano: “La partita legale è ancora aperta! Il Consiglio di Stato ha di fatto accolto la nostra richiesta di sospensiva fissando a breve l’udienza per la discussione sul merito del ricorso, precisamente il 21 aprile. Un esito non scontato, perché se il collegio giudicante avesse riconosciuto come valide le eccezioni sollevate dal TAR Veneto sulla nostra legittimazione a presentare ricorso, allora ci sarebbe stato un inevitabile respingimento, e a quel punto l’unica strada percorribile sarebbe stato un ulteriore ricorso a livello europeo. Ma così non è stato, grazie soprattutto al grande lavoro svolto delle nostre legali per dimostrare la piena sussistenza dei requisiti delle associazioni e delle persone fisiche ad agire in sede legale per opporsi al provvedimento autorizzativo emesso dalla Regione Veneto, e per dimostrare una volta di più la fondatezza delle numerose e importanti contestazioni che abbiamo posto. E’ un primo risultato già importante, ora ci auguriamo che il Consiglio di Stato si avvii ad esprimere un giudizio anche di merito sulle nostre contestazioni”.Ma non è tutto, perché ancora prima della discussione presso il Consiglio di Stato, della documentazione difensiva depositata dalle controparti, in particolare da Ecoprogetto Venezia srl, sono emersi ai nostri occhi dei fatti inquietanti, in particolare per quanto riguarda i controlli delle emissioni: ”Avevamo già sollevato in precedenza forti dubbi sulle misurazioni e sulle simulazioni presentate da Ecoprogetto per quanto riguarda in particolare le emissioni gassose dell’impianto e le ricadute sul territorio – denunciano i comitati – che ora trovano ulteriori conferme. Risulta infatti che il campionamento dei gas prelevati a camino, fase molto importante e delicata nel processo di analisi, è stata affidata totalmente a Lecher srl, una società controllata direttamente da Veritas Spa per il 50%, e per l’altro 50% detenuta dalla Depuracque di Salzano, che a sua volta è al 100% di Veritas. Per di più, il Direttore di Depuracque è Massimo Zanutto, il quale ricopre la stessa carica per l’inceneritore di Ecoprogetto. Altro che conflitto di interessi, qui siamo al punto che il controllato è controllore di sé stesso! E’ inaudito che la Regione Veneto e ARPAV non intervengano imponendo che tutte le fasi di controllo e analisi siano affidate a soggetti terzi e indipendenti. Presenteremo a breve un dossier molto dettagliato su questi aspetti molto preoccupanti”.

Sul tema inquinamento tornano alla carica i comitati metropolitani tutti insieme: “Da ormai troppi giorni si registrano altissimi livelli di inquinamento atmosferico – riaffermano le realtà ecologiste – con gravi rischi per la salute delle persone e in particolare dei bambini. Eppure la politica e le istituzioni preposte, a cominciare da quelle sanitarie, non stanno facendo nulla di concreto. Come se questa non fosse un’emergenza sanitaria e ambientale. L’inceneritore di Fusina è solo l’ultimo degli impianti e delle opere nocive che vanno quotidianamente a sputare veleni sul nostro territorio. Dopo le richieste di tanti medici genitori e comitati, dopo le mozioni votate in Consiglio Regionale e nei Consigli comunali di Venezia e Mira, avevamo finalmente ottenuto un tavolo di confronto per avviare i biomonitoraggi al fine di sapere quale è il reale livello di inquinanti accumulati nell’organismo delle persone che abitano nel territorio metropolitano intorno a Porto Marghera. Una forma di indagine fortemente consigliata sia dalla Comunità Europea, sia dall’OMS. Ebbene ad oggi siamo a un nulla di fatto, e per questo motivo abbiamo scritto in questi giorni alla Direzione regionale Prevenzione per comunicare che il giorno 11 febbraio andremo con una nostra delegazione presso la sede veneziana della stessa Direzione a reclamare una risposta chiara e definitiva su quali siano le reali intenzioni della Regione Veneto sul tema biomonitoraggi. E’ chiaro fin da ora che non siamo disposti ad accettare ulteriori perdite di tempo, la situazione è talmente grave che siamo pronti ad agire in tutte le sedi e se necessario anche a procedere in forma autonoma”.

Per questo motivo e per sostenere le ingenti spese legali i comitati lanciamo un caloroso appello a tutti i cittadini a dare il loro sostegno, facendo un versamento anche minimo sul CC di Opzione Zero IBAN IT 64L0359901899050188525842, causale Inceneritore Fusina/Biomonitoraggi.

 

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land

 

C.S. No Inceneritore Fusina 16 dicembre 2021

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa, Rassegna stampa | 0 Comments

19

dic

2021

18_19_dicembre_2021

 

Comitati nelle piazze 18-19 dicembre – notificato oggi il ricorso al Consiglio di Stato

Lo avevano già annunciato all’indomani della sentenza di rigetto del TAR Veneto, e oggi puntuale arriva la notifica del ricorso in appello al Consiglio di Stato: “Il giudizio del TAR era inaccettabile perché non entrava nel merito delle numerose contestazioni che abbiamo sollevato sull’inceneritore, ma si basava su una presunta illegittimità dei comitati e degli abitanti a presentare ricorso. Andare al secondo grado era per noi doveroso non solo per bloccare l’impianto di Veritas – affermano alcuni esponenti del coordinamento – ma anche per non far passare il principio secondo il quale i cittadini dovrebbero rassegnarsi a subire passivamente ogni decisione calata sulle loro teste. Ora abbiamo bisogno del sostegno anche economico delle persone che abitano il territorio metropolitano, per questo saremo in piazza con tanti gazebo il 18-19 dicembre nei Comuni di Venezia, Mira, Dolo, Mirano, Spinea, Mogliano”.
 
Per il fronte No Inceneritore che la strada intrapresa sia quella giusta trova ulteriori conferme nelle dichiarazione rese dell’Alto Commissario per i Diritti Umani lo scorso 13 dicembre al termine dell’ispezione svolta in Veneto e in altre parti del Paese: “Marcos A. Orellana, il relatore speciale delle Nazioni Unite con il quale abbiamo avuto il piacere di dialogare per ore, sembra aver recepito le nostre preoccupazioni, e giudichiamo molto importanti alcune affermazioni contenute nel report del 13 dicembre, soprattutto quando si parla del grave stato di inquinamento a Porto Marghera e in Veneto, della responsabilità delle istituzioni regionali e statali, della necessità di monitorare  molto più attentamente lo stato di salute della popolazione”.
 
In effetti il relatore speciale delle Nazioni Unite, ha espresso forti preoccupazioni sui PFAS: “Sono seriamente preoccupato dall’entità dell’inquinamento da Pfas in alcune aree della Regione Veneto. Più di 300mila persone sono state colpite dalla contaminazione dell’acqua…” e sul punto i comitati No Inceneritore hanno fatto presente i rischi derivanti dallo smaltimento dei fanghi e dei percolati negli inceneritori di Fusina e Padova.
 
Ma ha anche riconosciuto la grave e specifica situazione di porto Marghera: “Il progetto SENTIERI ha rilevato un eccesso di mesotelioma maligno, di cancro al polmone, al colon e allo stomaco, e di malattie respiratorie non maligne nelle popolazioni residenti nei SIN (…) Sono preoccupato per la situazione di Porto Marghera. Si tratta di un enorme complesso industriale che per decenni ha trascurato la protezione ambientale ed ha rilasciato rifiuti contaminanti pericolosi. È essenziale che il governo regionale monitori lo stato di salute dei residenti nella zona intorno a Porto Marghera…”
 
Un tema, quello dei biomonitoraggi, che è stato più volte sollecitato da comitati, medici, cittadini e anche dal Consiglio Regionale e dai Consigli Comunali di Venezia e Mira su iniziativa delle opposizioni, ma che il Dipartimento di Prevenzione continua a rinviare: “Sui biomonitraggi la Regione e l’USLL fanno melina, ma noi non siamo più disposti a perdere altro tempo – affermano i comitati – per questo non è escluso una nostra attivazione per altre vie, spiegheremo anche questo ai cittadini che passerranno a trovarci ai gazebo”.
 
Questi gli appuntamenti nelle piazze:
 
 sabato 18 dicembre dalle 9 alle 18 a: Marghera Piazza Mercato e via Paolucci, Mestre Viale San Marco (ex-cinema) e Piazza Barche, Venezia zona imbarcadero Zattere, Zelarino zona centro.
 
Sempre sabato solo al mattino (ore 9-13) a: Mira Piazza Municipio, Oriago Piazzetta ex Cinema Italia, Dolo via Mazzini, Mirano Piazzetta A. Moro, Spinea zona centro;
 
– domenica 19 dicembre ore 9-13 a: Malcontenta (chiesa), Cà Sabbioni (chiesa), Dolo via Mazzini.
 
Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land
 
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Comunicato stampa congiunto 04 dicembre 2021
 
Venezia insostenibile, i comitati incontrano la delegazione ONU per i diritti umani
 
Si è svolta questa mattina la conferenza stampa dei comitati metropolitani di Venezia, che nella giornata di ieri hanno incontrato la delegazione dell’alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani, in missione in Italia grazie anche all’interessamento del movimento NO PFAS.
 
Simbolico il luogo scelto per l’iniziativa, il terminal traghetti di Fusina: “Abbiamo scelto di venire qui questa mattina – affermano gli esponenti dei comitati – perché qui siamo nel cuore di Porto Marghera a due passi dal nuovo inceneritore di Veritas; ma siamo vicino anche alle banchine dove si vogliono portare le grandi navi scavando nuovi e vecchi canali, alle centrali termoelettriche di Enel e di Edison che si vogliono far passare come “verdi” grazie al gas, al Vallone Moranzani. I Commissari dell’ONU hanno voluto sentire anche la voce dei comitati, e a differenza delle nostre istituzioni, ci hanno ascoltato molto attentamente per ore. Abbiamo raccontato tutta l’eredità di veleni e di inquinamento che ha caratterizzato il più grande Sito di Interesse Nazionale d’Italia (Porto Marghera), e tutto il territorio circostante. Ma abbiamo anche raccontato loro quanto nefasto sia il futuro di questa area con tutti i progetti devastanti che hanno in serbo Regione Veneto e Comune. Altro che capitale della sostenibilità come vorrebbe il Sindaco Brugnaro, qui siamo in uno dei luoghi più inquinati del Paese. E le ricadute sull’ambiente e sulla salute della popolazione sono pesantissimi non da oggi”.
 
Il futuro che si prospetta per l’area metropolitana di Venezia è fatto di filiere velenose come per esempio lo smaltimento tramite incenerimento di rifiuti speciali e di fanghi contaminati da PFAS, di strutture e infrastrutture pensate per un un turismo predatorio e di massa, di cementificazione grandi opere e speculazione edilizia dentro e fuori la città, di centrali e mega depositi che privilegiano ancora una volta i gas fossili. Niente sulle bonifiche, niente sulle rinnovabili e sulla riduzione dei consumi energetici, sulla riqualificazione del sistema urbano e del territorio, sulla riconversione ecologica dei processi produttivi. Si parla di transizione ecologica, ma in realtà dietro alla retorica del “green” si profilano scenari distruttivi che ancora una volta rispondono solo alla logica del profitto. “Eppure Venezia è una delle Città simbolo dei cambiamenti climatici – dicono i comitati – è incredibile la spregiudicatezza e l’inadeguatezza di una classe dirigente che non è in grado e non vuole affrontare davvero la crisi che stiamo attraversando. A tutto questo i comitati dell’area metropolitana hanno deciso di rispondere in modo unitario, intrecciando vertenze, mobilitazioni e proposte comuni, fattibili, ecologiche e sostenibili”.
 
Il primo appuntamento è per il week end del 18-19 dicembre, due giornate di gazebo per raccogliere fondi a sostegno della battaglia legale contro l’inceneritoredi Fusina e per sensibilizzare la popolazione. Una iniziativa alla quale ne seguiranno molte altre già in cantiere, per costruire dal basso la vera transizione ecologica.
 
Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento PFAS-Land
 
 

 

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2021/12/ven-Venezia-Marghera-mobilitazione-contro-inceneritore-di-Fusina-6de21d2a-6aee-462c-84bd-e6527787eb09.html

 

 

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