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Gazzettino – Chiazze sul Naviglio, sos inquinamento

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31

ago

2013

Il punto del Naviglio, all’altezza di Oriago, dove sono state bloccate le chiazze di idrocarburi dirette in laguna

Chiazze scure e maleodoranti lungo il Naviglio da Oriago verso Malcontenta: chiuso il traffico acqueo fino alle 12 di oggi. Le acque del Naviglio nuovamente colpite dall’inquinamento. Ieri, in tarda mattinata, ai vigili del fuoco è giunta la segnalazione che nel tratto di Naviglio che attraversa Oriago c’erano delle chiazze scure. L’intervento immediato dei vigili del fuoco, della polizia municipale di Mira e delle Guardie ai fuochi del Porto di Venezia hanno evitato che le chiazze di si dirigessero verso la laguna. Il liquido, molto probabilmente composto da idrocarburi – ma solo le analisi ne daranno conferma – è stato accerchiato con delle panne, che hanno contenuto lo sversamento e successivamente è stato cosparso con una farina schiumosa bianca che avrebbe il compito di assorbire la sostanza.

«Sembra che le chiazze – ha spiegato il sindaco di Mira Alvise Maniero – abbiano avuto origine a Piazza Mercato ad Oriago, o almeno sono state avvistate inizialmente lì. Secondo una prima ipotesi potrebbe trattarsi di uno sversamento di olio provocato dalla pulizia di uno scafo di qualche battello. Solo dopo le analisi sapremo effettivamente di cosa si tratta e potremmo avere un quadro più chiaro della situazione. L’importante ora è che la chiazza, che aveva preso la direzione della laguna, sia stata isolata».

Per permettete gli interventi di riduzione dell’inquinamento e contestualmente l’assorbimento degli idrocarburi lungo il Naviglio, all’altezza del semaforo nel bivio tra Oriago e Malcontenta, sono state installate delle panne di contenimento, mentre le macchie galleggianti sono state trattate con delle farine assorbenti.

Ora la parola passa all’Arpav che ha effettuato i campionamenti del liquido scuro e che, una volta analizzati, potrà accertarne l’origine e forse anche i responsabili.

Nel frattempo, ad una settimana da Riviera Fiorita, la rievocazione storica con corteo acqueo da Stra a Malcontenta proprio la navigabilità del Naviglio è bloccata, da ieri e almeno fino ad oggi, e i battelli con i turisti sono stati fermati a Malcontenta per proseguire in pullman la visita alle ville venete.

Lo scorso gennaio si è verificato un altro sversamento inquinante nel Naviglio, in quel caso si trattava di un liquido di scarto contenente “tensioattivi” che dal Muson a Noale si era disperso lungo i canali per arrivare fino a Mira, prima lungo il Canale Taglio e poi sul Naviglio Brenta per proseguire fino a Mira Porte dove il salto dell’acqua ha trasformato il detersivo in schiuma.

 

 

Depurazione, sono 258 le amministrazioni coinvolte nelle procedure di infrazione UE

L’allarme dei geologi: «In Italia 40% di fiumi e laghi è inquinato, l’Europa ci sanzionerà»

In Italia l’inquinamento del 40% di fiumi e laghi continua a produrre continue e gravi emergenze ambientali e ci espone persino sotto il profilo finanziario alle sanzioni economiche alle quali presto l’Europa ci costringerà per aver disatteso più d’una direttiva europea e diversi provvedimenti legislativi in ambito di depurazione delle acque reflue. Un conto stimato in circa 700 milioni l’anno, che Stato e Regioni dovranno sopportare, oltre al taglio di alcuni fondi europei, sino a quando non troveranno pieno compimento le disposizioni che sono state attribuite alla nostra nazione
In Italia sono 268 le amministrazioni coinvolte nelle procedure d’infrazione per carenza o assenza di sistemi di depurazione: 109 sono quelle già condannate in base ad una procedura del 2004 e 159 quelle in corso di procedura dal 2009. L’Autorità per l’energia ha stimato che tra la realizzazione degli interventi già previsti nei piani d’ambito e la costruzione dei nuovi impianti di depurazione necessari per superare le condanne e le procedure d’infrazione servirebbero investimenti per circa 20 miliardi nei prossimi cinque anni.

Intanto anche la pressione esercitata sull’ambiente in genere e sulle acque in particolare dalle attività industriali rimane molto pesante e continuano a preoccupare gli effetti negativi sulla salute dell’uomo e sugli ecosistemi causati dalla presenza di sostanze pericolose soprattutto nelle acque sotterranee, ma anche nel suolo, nel sottosuolo e nei sedimenti.
Promuovere le migliori pratiche nella tutela e gestione delle risorse idriche sotterranee secondo i principi delle direttive Europee e salvaguardare la risorsa idrica in un Paese come il nostro, che purtroppo si contraddistingue spesso per un suo uso scellerato, è quanto meno una battaglia di civiltà, alla quale i geologi si sono ormai da tempo legati.

Sappiamo che In Italia le risorse idriche sono complessivamente sufficienti ai fabbisogni e che il problema risiede nella loro gestione e nel loro uso corretto.

Fonte: Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi

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Capitaneria di Porto e Arpav hanno scoperto che il carburante finito in laguna proveniva dalla nave ellenica attraccata alla Marittima. Risarciranno i danni.

VENEZIA. La Capitaneria di Porto, in collaborazione con i laboratori dell’Arpav, ha scoperto la nave responsabile dello sversamento di idrocarburi in laguna della sera del 12 agosto scorso. Si tratta della piccola nave militare ellenica utilizzata per il trasporto di mezzi anfibi attraccata in Marittima e le autorità greche hanno già non soltanto ammesso le proprie responsabilità, ma annunciato che risarciranno lo Stato e l’amministrazione comunale per le spese sostenute per disinquinare le acque della laguna. Naturalmente la Guardia costiera ha già inviato la comunicazione al pubblico ministero Roberto Terzo, che aveva aperto un fascicolo per il grave inquinamento inizialmente contro ignoti.

L’allarme, sei giorni fa, era scattato poco dopo le 20 grazie ad una telefonata alla Capitaneria di Porto di Luca Regini, comandante della Serenissima Motoscafi. Da almeno un’ora gli abitanti della Giudecca e delle Zattere si stavano lamentando della puzza e intorno alle 21,30, quando i mezzi per recuperare lo sversamento hanno cominciato il loro lavoro, la chiazza di estendeva da San Basilio fino al Redentore, lungo tutto il largo Canale della Giudecca. Il giorno seguente guardacoste e tecnici dell’Arpav avevano effettuato prelievi dai serbatoi della nave militare greca e da quelli delle altre imbarcazioni attraccate in Marittima, aliscafi e yacht all’ormeggio a San Basilio. Cinque navi in tutto: nei laboratori sono stati comparati per stabilire la compatibilità della composizione del carburante dei diversi serbatoi con quella della grande chiazza, che si è diffusa per oltre cento metri, provocando telefonate allarmate dalla zona delle Zattere, ma anche di Sacca Fisola. E anche in Procura avevano atteso questi risultati per formalizzare l’apertura dell’inchiesta nei confronti di un indagato. La principale sospettata, fin dall’inizio, era stata comunque la piccola nave della Marina militare greca, che già nel pomeriggio di lunedì aveva provocato le vibranti telefonate di protesta dei residenti. «Un residuato militare che ha emesso tanfi nauseabondi per tutta la giornata, facendoci, tossire lacrimare e dar di stomaco», aveva commentato Tudy Sammartini, la battagliera residente, conosciuta per il suo blog, «dopo le denunce all’Autorità portuale, vigili, finanza, carabinieri la puzza è rimasta appiccicata a pareti, quadri, vestiti e cibo. Il “relitto” si fermerà per quattro o cinque giorni, lasciandoci il tempo di procedere con una denuncia formale: intendo chiedere i danni».

E i greci i danni li pagheranno davvero: lo avrebbero già fatto sapere alle autorità italiane, dopo che al comandante della nave militare ellenica è stato contestato il risultato delle analisi dei laboratori dell’Arpav che inequivocabilmente hanno stabilito che il combustibile delle chiazza, recuperato nel canale della Giudecca, proveniva dai serbatoi della sua nave, anche se interpellato immediatamente dopo la scoperta dello sversamento l’ufficiale aveva smentito di aver perso carburante.

Giorgio Cecchetti

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Gazzettino – Venezia. Inquinamento, i dati accusano le navi.

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15

ago

2013

VENEZIA – Considerando anche il movimento acqueo locale a livello di polveri fini “pesa” tre volte il traffico stradale

Uno studio dell’Arpav fotografa lo smog prodotto da attività commerciale e crocieristica

Polveri fini, le navi sotto accusa

Il 31% dello smog dovuto a porto commerciale e crociere, il 14% al trasporto acqueo locale. Tre volte più che le auto

L’ANALISI – I sorprendenti risultati dell’indagine condotta dall’Arpav

PM 2.5 – È la componente più pericolosa, si fissa agli alveoli polmonari

Si parla di qualità dell’aria e uno pensa alla tangenziale. Sbagliato, dicono i dati del rapporto annuale stilato dall’Arpav e presentato ieri nella sede provinciale dell’azienda ambientale. Per le polveri fini, il cosiddetto Pm 2.5, insidiose perché penetrano fin negli alveoli polmonari, il 31% delle emissioni nel territorio comunale è dovuto al traffico portuale.

In particolare, secondo lo studio Apice condotto nel 2011, il traffico commerciale incide per il 19% e quello passeggeri per il 12%. Con l’apporto del traffico acqueo locale (14%) si arriva a una percentuale del 45%. Il trasporto stradale pesa solo per il 15% del totale. La seconda maggiore fonte di particelle Pm 2.5 è legata alla produzione di energia (20%).
È un dato che sorprende, e che rischia di alimentare nuove polemiche contro le Grandi navi, anche se Autorità portuale, Comune e Arpav sono impegnate ad abbattere le emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili con l’impiego di combustibili puliti, in base agli accordi “Blue Flag”.

Ma in centro storico – spiega il responsabile del dipartimento provinciale dell’Arpav, Renzo Biancotto- c’è un altro fronte aperto in materia ambientale, quello delle emissioni di metalli pesanti dalle vetrerie di Murano. La centralina di SaccaFisola, che monitora la qualità dell’aria in centro storico, ha rilevato i valori più elevati a livello regionale di arsenico e cadmio. Le percentuali sono comunque inferiori ai valori limite di legge, ma inducono Arpav e Comune a cercare con le aziende del comparto soluzioni in grado di garantire la funzionalità degli impianti di abbattimento deglli inquinanti.
Il terzo obiettivo degli interventi di Comune e Arpav per migliorare la qualità dell’aria riguarda il traffico automobilistico. Il bilancio del 2012, che conferma il trend negativo delle concentrazioni di biossido di zolfo, monossido di carbonio e benzene, conferma i valori elevati di polveri sottili, benzo(a)pirene e idrocarburi policiclici aromatici, causati dalla combustione nei motori a scoppio. Gli sforamenti delle polveri nel 2012 sono diminuiti (76 giorni contro i 116 del 2011), grazie anche a condizioni meteo favorevoli (un inverno ventoso e un autunno particolarmente piovoso che ha contrubuito a ripulire l’aria). «Agiamo in un quadro che non dà certezze – dice l’assessore Gianfranco Bettin – e servono azioni di area vasta di cui per ora non c’è traccia, a livello ministeriale e in Regione». Per questo non resta che confermare le misure di limitazione del traffico, anche se non risolutive.

 

LE “SENTINELLE” DELL’ARIA – Anche per le centraline scatta la “Spending review”

Alla guerra con le armi spuntate. Con il nodo degli stanziamenti regionali ancora da sciogliere, l’Arpav è costretta a fare di necessità virtù. Lo fa capire il responsabile provinciale Renzo Biancotto nel presentare la rete di monitoraggio della qualità dell’aria. Sul campo ci sono tre centraline per il “background” urbano al Parco Bissuola, a Sacca Fisola e in via Beccaria a Marghera. Quest’ultima però è di fatto gestita dal Comune (che l’ha voluta), con un costo di circa 20mila euro l’anno. In via Da Verrazano e in via Tagliamento (anche questa in carico a Ca’ Farsetti) ci sono invece le centraline che monitorano l’impatto del traffico urbano, mentre in via Garda a Malcontenta una centralina registra i dati a livello suburbano.
Ma sono le stazioni del Parco Bissuola e di Sacca Fisola, in realtà, a fornire i dati più importanti per il capoluogo: da tempo infatti l’Arpav ha deciso di utilizzare solo “a spot” i dati rilevati dalla centralina di via Da Verrazano. Per motivi probabilmente di carattere climatico i valori degli inquinanti risultano inferiori alle attese, mentre nella vicina via Fradeletto (dove era stata effettuata a suo tempo una specifica campagna di monitoraggio) le sostanze inquinanti erano alle stelle.

 

Avanti con i blocchi del traffico ai veicoli non catalizzati e con qualche domenica “ecologica”. La linea del Comune nella lotta all’inquinamento atmosferico non cambia. In mancanza di azioni condivise su scala interregionale, dato che il problema riguarda l’intera area padana, Venezia cerca di combattere polveri sottili e idrocarburi con i mezzi che ha: «Rischiamo di fare la cosa giusta ma in un contesto reso sfavorevole da chi non mette in atto altre azioni», spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin. Così, anche per il prossimo autunno, saranno riconfermate le limitazioni al traffico nei giorni feriali (in vigore per 112 giorni nel 2012) ai veicoli più inquinanti, con la speranza che il meteo dia una mano al Comune: il calo progressivo delle concentrazioni delle polveri, si legge nel rapporto annuale dell’Arpav, è dovuto infatti a condizioni climatiche favorevoli: sono le 2011, un anno caratterizzato da scarse precipitazioni, i valori del particolato nell’aria erano aumentati in modo preoccupante. Quest’anno invece, grazie alle abbondanti piogge primaverili, il bonus dei 35 sforamenti annuali consentiti dalla legge non è stato ancora superato.
Per il resto il Comune si affiderà a misure destinate a dare risultati nel tempo, come lo sviluppo del car sharing e del bike sharing, l’estensione della rete tramviaria (che da dicembre servirà anche Marghera) e il lavaggio delle strade. Altri benefici potrebbero venire dall’avvio dei treni cadenzati sulle tratte gestite dal progetto regionale Sfmr, se saranno in grado di offrire una concreta alternativa all’uso dell’auto privata. (a.fra.)

 

CAMPAGNA LUPIA – Inquinamento in tre corsi d’acqua a Campolongo e Campagna Lupia a ridosso del canale Novissimo e nello stesso corso d’acqua in località Lugo.

I residenti hanno segnalato un forte odore di carburante durante le ore notturne: sono stati trovati sversamenti di gasolio provenienti con ogni probabilità dalla pulizia di cisterne di idrocarburi di proprietà di aziende agricole.

I tecnici degli uffici comunali hanno cercato di capire chi fossero gli autori di questo inquinamento. Dalla superficie del corso d’acqua sono stati prelevati campioni per individuare la sostanza sversata.

Sono state segnalate morie di pesci. Per i responsabili dell’ inquinamento sono previste sanzioni pesantissime e conseguenze penali. (a.ab.)

 

MIRA – Estate da dimenticare per il commercio e il turismo in Riviera del Brenta. Le prenotazioni negli alberghi in media segnano il passo con un -15% rispetto all’anno precedente nei 30 hotel di qualità dell’area.

Male anche il settore ristorazione con un calo di clientela e fatturato che per i tre mesi estivi nel comprensorio dei dieci Comuni si preannuncia consistente. «La situazione è pesante», spiegano il presidente dell’ Ascom della Riviera del Brenta Ennio Materazzo e il coordinatore della Confcommercio di zona Renato Danesin, «per il sesto anno consecutivo. Gli alberghi dell’area che mediamente hanno una capacità ricettiva di duemila posti letto vedono un calo di prenotazioni del 15%».

Nel dettaglio a calare sono soprattutto le presenze straniere: «Mancano all’appello tedeschi, americani, francesi olandesi, mentre si fanno sempre più vedere russi e cinesi benestanti . Il turista italiano non cala in modo vistoso, ma mantiene la presenza abbassando considerevolmente il budget».

Questa situazione ha avuto una conseguenza immediata anche a livello occupazionale: «Quasi 150 lavoratori stagionali», spiegano all’ Ascom, «sono rimasti a casa a giugno, luglio e agosto. Si vedrà se la bassa stagione a settembre offrirà uno scorcio finale con più presenze, anche se questo alla luce delle tendenze attuali è davvero difficile da pensare».

Sono andate male anche le presenze dei turisti nei classici battelli fluviali, Burchiello in testa. E qui dai commercianti arrivano critiche pesanti sul fatto che le condizioni in cui è ridotto il corso d’acqua sono davvero pessime: «C’è di tutto», lamentano, «rifiuti, salmonella, alghe tossiche, un campionario di brutture che non sono certo un bel biglietto da visita per andare ad ammirare le ville dei patrizi veneziani dei secoli scorsi che si trovano lungo il Naviglio del Brenta».

Per il settore ristoranti il fatturato è in calo d’estate del 20%: «Mancano eventi», spiega Materazzo, «che promuovano le specialità della zona coordinate dagli enti locali. Solo qualche commerciante di propria iniziativa ha qualche idea innovativa».

C’è da risolvere infine per l’Ascom la cronica difficoltà degli operatori della zona di usufruire dei vantaggi e sconti nei parcheggi visitando Venezia che il Comune della città lagunare destina a quelli presenti nel suo territorio, penalizzando chi pernotta in un Comune appena limitrofo come Mira. (a.ab.)

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Lo stato dei canali della Riviera del Brenta è ai livelli più preoccupanti.

L’Asl lancia l’allarme ed emana divieti, ma mancano i controlli su chi inquina

MIRA. Salmonella, rifiuti, alghe infestanti e sversamenti di carburanti e liquami e cedimenti delle rive. È questa la bruttissima situazione in cui versano questa estate i canali della Riviera del Brenta, primo fra tutti il Naviglio che dovrebbe essere un vero e proprio percorso turistico attrattivo, visto che le sue acque vengono solcate ogni anni da migliaia di visitatori per ammirare le splendide dimore dei patrizi veneziani.

Salmonella. L’ultimo allarme è quello dato dal comune di Mira sul canale Serraglio. A certificarne la presenza è l’Arpav. Su questo versante la situazione è pessima in tutto il territorio dell’Asl 13. Anche quest’anno il Dipartimento prevenzione dell’Asl 13 ha inviato una nota ai Comuni in cui, invita gli enti locali a vietare a tempo indeterminato la pesca e l’uso dell’acqua dei canali per irrigare. Acqua che men che meno può essere utilizzata per abbeverare gli animali d’allevamento. La richiesta dell’Asl 13 è arrivata dopo un attento monitoraggio. Si è visto che i problemi principali nella maggioranza dei casi di sono provocati da vecchie abitazioni di 70-80 anni, che non si sono ancora adeguate alle moderne normative di scarico delle fognature. Siccome pregiudicano la salute di tutti, i proprietari vanno puniti pesantemente ed invitati ad adeguare gli impianti. Saranno controllate le attività delle aziende agricole, che spesso scaricano azotati e materiali biologici in acqua.

Alghe infestanti. La situazione più preoccupante è quella del canale Taglio nel tratto fra Mira e Marano. È ricomparsa l’alga tossica Ludwigia Grandiflora. L’anno scorso aveva ricoperto la superficie del canale e costretto il Genio civile ad un azione di disinfestazione.

Carburante. Sono frequenti sversamenti di idrocarburi nelle canalette consorziali a Lugo e Lughetto e nel canale Pionca a Cazzago. Provocano morie di pesci e sono il più delle volte causate da lavaggi di cisterne di gasolio da parte di aziende.

Rifiuti. Il canale in cui galleggia più immondizia è proprio il Naviglio del Brenta per la presenza di in complesso sistema di conche e chiuse in cui la sporcizia si accumula. Segnalazioni si sono avute nelle scorse settimane a Stra,Dolo, Mira Porte e Malcontenta.

Rive dissestate. In questo caso è il fiume Brenta a Vigonovo, Fossò e Campolongo a preoccupare di più per i possibili cedimenti delle rive in caso di piene. Sul Naviglio ci sono chilometri di sponde nel degrado.

Alessandro Abbadir

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MIRA. Arriva l’estate a arrivano i problemi per i canali della zona con salmonella e morie di pesci. L’Arpav ha infatti segnalato al Comune la presenza di salmonella in un campione di acqua superficiale prelevato nel canale Serraglio.

«Il Comune, spiega in una nota l’amministrazione di Mira, -ricorda ai cittadini, che, proprio per evitare rischi per la salute, è in vigore un’ordinanza che vieta, per le colture orticole da consumarsi crude, l’uso a scopo irriguo delle acque superficiali di tutti i corsi d’acqua presenti nel territorio comunale».

Sempre sul Serraglio il canale che scorre in località Molinella a Mira Vecchia sono state segnalate morie di pesci.

Morie di pesci anche sul canale Pionca a Cazzago di Pianiga. A denunciare la situazione sono stati i residenti che hanno sentito levarsi dai corsi d’acqua odori di gasolio .( a.ab.)

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Gazzettino – Salmonella sul Serraglio a Mira

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2

ago

2013

MIRA – Salmonella lungo il rio Serraglio: il Comune vieta l’uso a scopo irriguo delle acque superficiali di tutti i corsi d’acqua nel territorio comunale.

L’Arpav, attraverso l’Asl 13, ha segnalato nuovamente al Comune di Mira la presenza di salmonella in un campione di acqua superficiale prelevato lungo il Serraglio. Poichè non può essere esclusa la presenza di salmonella a monte o a valle del punto di campionamento il divieto coinvolge tutto il territorio comunale. Per questo motivo l’amministrazione comunale di Mira ha ricordato ai cittadini miresi che, per evitare rischi per la salute, è in vigore un’ordinanza che vieta l’uso delle acque superficiali per l’irrigazione delle colture orticole da consumarsi crude. (L.gia)

 

PIEVE DI SOLIGO – Rivoluzione sulle colline del Prosecco: norme più restrittive della legge nazionale

Quindici Comuni hanno approvato la revisione del regolamento intercomunale di Polizia

Basta con i fitofarmaci molto tossici, tossici e nocivi sul territorio della Docg del Prosecco superiore. I 15 sindaci dell’area che va da Conegliano a Valdobbiadene hanno approvato la revisione del Regolamento intercomunale di Polizia Rurale sull’uso dei prodotti fitosanitari che dovrà ora essere ratificata dai singoli consigli comunali. Una decisione che rivoluzionerà quello che è il modo di fare agricoltura perchè “sfida” la legge nazionale introducendo limitazioni senza dubbio più restrittive. Con una sola eccezione: in caso di condizioni climatiche che possono pregiudicare la produzione una speciale commissione formata da esperti deciderà in tempo reale in quale area e con quali modalità concedere eccezioni.
«Il documento – evidenziano infatti i sindaci – contiene delle regole che non hanno precedenti nella regolamentazione a tutela della salute e del territorio».

Vengono vietati infatti i fitofarmaci molto tossici, tossici e nocivi dai territori della Docg del Prosecco Superiore; viene introdotto l’obbligo di segnalazione preventiva dell’inizio dei trattamenti a richiesta del vicino; vengono definite le distanze di sicurezza dai corsi d’acqua, abitazioni e aree sensibili.

«Lo abbiamo fatto per i cittadini ma anche per gli stessi agricoltori – affermano i sindaci -. In questo modo viene data una risposta forte e inequivocabile alla domanda di tutela della salute pubblica e viene straordinariamente qualificato un territorio ed un prodotto che reciprocamente si valorizzano e che oggi sono legati anche dalla qualità dell’ambiente già buono ma che i sindaci vogliono sempre più in costante progressivo miglioramento».

Ecco i 15 Comuni che hanno siglato l’accordo: Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor e Vittorio Veneto.

La rivoluzione introdotta dal Regolamento a questo punto potrebbe anche far piacere ai grillini del Quartier del Piave che per oggi hanno indetto una manifestazione a Farra. «Sindaco: più salute e meno veleni»: questo è l’appello che verrà lanciato proprio contro l’uso dei pesticidi. L’appuntamento è alle 16 davanti al municipio. «Per spronare le amministrazioni – spiega il Movimento 5 stelle – a tutelare la salute pubblica».

 

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