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NO GRANDI OPERE – NO CONSUMO DI SUOLO

PER LA DEMOCRAZIA E I BENI COMUNI

PER IL DIRITTO DI RESPIRARE,

LAVORARE, VIVERE IN VENETO

Giornate di mobilitazione regionale in difesa della qualità della vita

Sabato 16 novembre :

INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE NEI COMUNI DEL VENETO

Sabato 30 novembre ore 14 – stazione FS di Santa Lucia –

manifestazione regionale a Venezia

 

La Terra non ce la fa più: ha bisogno di un anno e mezzo per recuperare quello che le viene sottratto in un anno. “Il clima impazzito sconvolgerà il pianeta. Siamo vicini al punto di non ritorno” (Ipcc-Onu 2013). E il Veneto è una delle regioni più inquinanti e inquinate d’Europa.

 

L’inquinamento atmosferico, prodotto da traffico, inceneritori, cementifici, centrali termoelettriche, industrie nocive, grandi navi, avvelena l’aria: la peggiore d’Europa.

Cementificazione e asfaltatura del suolo impoveriscono le campagne, provocano frane e alluvioni, distruggono il paesaggio e un patrimonio storico ed ambientale di valore inestimabile.

Eccessivi prelievi d’acqua inaridiscono i fiumi, provocando l’avanzamento del cuneo salino, e l’abbassamento delle falde acquifere.

Col sistema del “project financing” banche e grandi imprese succhiano miliardi di risorse pubbliche. Per i cittadini questo significa solo debito, aumenti di tariffe per i servizi e per pedaggi speculativi.

I cittadini e i Comuni non contano più nulla poiché la Regione ha azzerato la pianificazione urbanistica riducendola ad un incredibile delirio di autostrade e “progetti strategici” (mega-poli commerciali direzionali), mentre le verifiche ambientali sono ridotte a pura formalità. 

 

Gli abitanti del Veneto sono da anni impegnati in una moltitudine di vertenze locali, volte a salvaguardare la vivibilità del territorio. Cittadine e cittadini di buona volontà si sono finalmente riuniti per chiedere una urgente inversione di rotta:

 

Fermare subito le “grandi opere” inutili e dannose (nuove autostrade e linee TAV, carbone nella centrale di Porto Tolle, MOSE, scavo nuovi canali in laguna, nuove scogliere e false barene-discariche);

Allontanare definitivamente le “grandi navi” dalla Laguna;

Liberare il territorio dalle servitù militari

Finanziare i Comuni,  anche con la Cassa Depositi e Prestiti a tasso agevolato, per manutenzione, messa in sicurezza, riqualificazione energetica di edifici pubblici e territorio – vera grande opera necessaria –  dando lavoro alle piccole e medie imprese

Riconversione ecologica delle città, delle industrie e dell’agricoltura per creare buona e stabile occupazione

Gestione pubblica e partecipata, senza profitti in bolletta, di acqua e servizi pubblici – No allo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche

Fermare la privatizzazione della sanità: i  “project financing” ospedalieri sottraggono risorse pubbliche alla prevenzione e alle prestazioni sanitarie

Stop al consumo di suolo agricolo : cambiare la legge urbanistica regionale e il nuovo PTRC – Piano Territoriale Regionale – per tutelare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico, attuando finalmente e per intero il Codice nazionale del Paesaggio.

Basta con il ricorso alla “legge obiettivo” e ai commissari straordinari

Basta con inceneritori, cave e discariche – Incentivare riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti

Stop a nuove autostrade, strade, raccordi e poli commerciali che desertificano i nostri centri, distruggendone il tessuto sociale e le attività economiche: investire per recuperare aree ed edifici da bonificare e riqualificare (a partire da Porto Marghera) per attività innovative.

Investire non in autostrade e Alta Velocità, ma in rinnovo e potenziamento delle ferrovie esistenti con un piano integrato di vera intermodalità. Favorire il trasporto pubblico locale e regionale (SFMR). Favorire la mobilità ciclo-pedonale. Spostare il trasporto merci dalla gomma alla rotaia.

Ricostruire gli organismi di valutazione e controllo ambientale per renderli indipendenti dai poteri politici ed economici: eliminare i conflitti d’interesse e di competenze e la concentrazione di tutti i poteri (di Piano, progetto, valutazione, attuazione e controllo) in una sola figura.

Garantire pubblicità e trasparenza ai lavori delle Commissioni d’inchiesta del Consiglio regionale sulla “finanza di progetto” e le aziende regionali, innanzitutto su Veneto Strade SpA

Smantellare l’intreccio politica-affari oggi all’attenzione della Magistratura

Difesa della Costituzione e delle assemblee elettive, contro ogni tentazione presidenzialistica.

Partecipazione piena dei cittadini alle decisioni e ai controlli.

 

I comitati e i movimenti, le associazioni e i gruppi di cittadinanza attiva operanti in Veneto invitano tutte e tutti a far sentire la loro voce e a partecipare alle iniziative programmate.

 

 

PROMOTORI
1 Beati i costruttori di pace
2 Amministrazione comunale Marano Vicentino
3 Comitato diritto alla città -rete dei comitati cittadini Rovigo
4 Comitato Opzione Zero
5 Movimento Mira 2030
6 Fondamente
7 Eddyburg
8 Mountain Wilderness Italia
9 Coordinamento di Padova “Costituzione, la via maestra”
10 Eco Magazine
11 Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”
12 AmicoAlbero – Mestre- Venezia
13 Movimento dei Consumatori – Venezia
14 VeneziAmbiente – Ecomuseo della Laguna Mestre – Malcontenta
15 Assemblea permanente contro il rischio chimico Marghera
16 Associazione AmbienteVenezia
17 Coordinamento veneto pedemontana alternativa CoVePA
18 CAT Comitati ambiente e territorio della Riviera del Brenta e del Miranese
19 Digiuno Territorio
20 Comitato Ambiente e Sviluppo di Cavarzere (VE)
21 Rete Polesana dei Comitati
22 ALBA – Alleanza lavoro Benicomuni Ambiente – Padova
23 No Grandi Navi di Venezia
24 Associazione Arianova – Pederobba
25 Associazione Si Rinnovabili No Nucleare
26 Movimento per la Decrescita Felice di Padova
27 Comitato Difesa Salute e Ambiente Padova Est
28 Coordinamento Zero-Rifiuti Padova
29 Comitato Prov. 2 Si Acqua Bene Comune – Padova
30 Associazione Città Amica
31 Comitato Difesa Alberi e Territorio – Padova
32 Associazione ISDE (medici per l’ambiente) sezione di Padova
33 Legambiente Veneto
34 L’Eco dalle Terre
35 IntercomAmbiente di Trecenta Rovigo
36 Movimento Salvaguardiaambiente di Marano Vicentino
37 Comitati Difesa Salute e Territorio NO PEDEMONTANA
38 Rete dei Comitati Alto Vicentino
39 Coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido di Venezia
40 Comitato Referendario Sarcedo Turistica
41 Forum Naz.le Salviamo il Paesaggio
42 Coordinamento delle Ass.ambientaliste del Parco dei Colli Euganei
43 Comitato No Valdastico Nord
44 Comitato No G.O.L.F. Sarcedo
45 L’acqua e il Bosco della Val Posina
46 Arcadia Ambiente e Territorio
47 Comitati ambiente e territorio della Riviera del Brenta e del Miranese
48 Coordinamento dei Comitati di Vicenza
49 Alternativa – laboratorio politico
50 Comitato per la salute pubblica Bene Comune – Pordenone
51 Comitato sì Treviso mare
52 Comitato Commenda Est di Rovigo
53 Associazione Archeostorica Cayran – Caerano di San Marco (Tv)
54 Agricoltura Biologica FUORI DI CAMPO di GRUPPO POLIS
55 Rete provinciale dei Comitati del Polesine e basso-veneziano
56 Diversamente Bio
57 Movimento della Decrescita Felice Circolo di Venezia
58 Istituto Nazionale di Bioarchitettura sezione di Venezia (INBAR Venezia)
59 Caresà Società Cooperativa Sociale Impresa Sociale
60 Circolo Legambiente Legnago
61 Comitato Antinucleare di Legnago e Basso Veronese
62 Comitato “cittadini liberi – Porto Tolle”
63 Comitato art.9 per la salvaguardia del paesaggio
64 Comitati Ambiente sicuro di Salzano e Noaleambiente di Noale
65 Circolo ACLI Zugliano (VI)
66 Il Ponte del Dolo
67 Lasciateci respirare di Monselice
68 I Comitati riuniti per il riciclo totale -Rifiuti Zero – di Treviso e Venezia
69 Associazione per la Decrescita
70 Associazione di Cultura e Iniziativa politica InComune di Venezia
71 Cattolici per la Vita della Valle No Tav
72 Liberinsieme Legnago
73 Salviamo il paesaggio – Bassa Veronese
74 GIT Banca Etica Venezia
75 Comitato interregionale Carnia- Cadore P.A.S. Dolomiti
76 Comitato Bellunese Acqua Bene Comune
77 Gruppo Natura Lentiai
78 Gruppo Coltivare Condividendo
79 Casa dei Beni Comuni Belluno
80 Magazzini Prensili
81 Comitati Prà Gras
82 Cittadinanza e Partecipazione Feltre
83 Associazione Tutela e Valorizzazione dell’Alt
84 Cooperativa Mazarol Guide Naturalistico – Ambientali
85 WWF Altamarca
86 Circolo Wigwan il Presidio sotto il Portico
87 Coordinamento di Salviamo il paesaggio di Asolo Castelfranco Veneto
88 Gruppo di iniziativa di Forte Carpenedo
89 Gruppo Etico Territoriale “El morar” di Valeggio sul Mincio (VR)
90 Comitato Bovolenta aria pulita
91 Comitato di San Pietro in Paerno Rosà – Tezze s/Br ONLUS
92 Paesaggioveneto.it
93 Comitato liberi e pensanti Marghera
94 Asolo Viva
95 Il nodo Trevigiano di Alba
96 Lega Anti Vivisezione Padova
97 Città Amica associazione di architetti-urbanisti
98 Associazione NO ALLA CENTRALE (per lo sviluppo E-ti-co Sostenibile dell’Ovest Vicentino)
99 Associazione Il Pane e le Rose di Isola della Scala Verona
100 APS Movimento Sereno
101 Italia Nostra Veneto
102 Comitato degli Allagati di Favaro
103 Comitato di Liberazione Nazionale dei corsi d’acqua
104 Legambiente Padova
105 Amici della bicicletta
106 Associazione rurale italiana
107 Comitato arsenale di Verona
108 Comitato dei cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle
109 Comunità cristiane di base di Verona
110 Comitato Fumane Futura
111 Donne in Nero Verona
112 Gastelle
113 Italia Nostra Verona
114 Comitato Mamme della Valpolicella
115 Monastero del Bene Comune – Sezano
116 Movimento Nonviolento
117 Pestrino e Palazzina da Salvare
118 Salvalpolicella
119 Associazione Valpolicella 2000
120 Verona In
121 Comitato spontaneo Verona Inalberata
122 Circolo ambientalista Alex Langer di Valeggio e Verona
123 Comitato spontaneo noecomostro a Castelfranco Veneto
124 Comitato lasciateci respirare Conselve
125 ArcaLuna
126 Sezione Anpi di Mestre
127 Legambiente “Airone” di Monticello C.O. Vicenza
128 Italia Nostra Treviso
129 Comitato Alberi Marghera
130 Rete Assemblee Sociali per la Casa (R.A.S.C)
131 Coordinamento Studenti Medi – Veneto
132 Movimento per la Decrescita Felice di Verona
133 Cooperativa Arino Solidale – Arino di Dolo (VE)
134 Difendiamo l’ambiente in cui viviamo
135 Associazione La Bilancia di Este
136 GASdotto di Este
137 Comitato Bellunese ABC
138 Cittadine/i di Montecchio Maggiore contrari alla Pedemontana
139 Comitato Col del Roro per la salute e l’ambiente del basso feltrino
140 Centro culturale Piano Terra Vittorio Veneto
141 Italia Nostra Venezia
142 Cooperativa Mazarol Guide Naturalistico-Ambientali.
143 Agronomi e Forestali Senza Frontiere Onlus
144 Associazione Fare Treviso
145 Rete di GAS padovani
146 Comitato NO al Gassificatore di Cassola
147 Coordinamento Tutela Territorio di Breganze – (Vi)
148 Voci di Terra
149 Sezione LIPU Venezia
150 Comitato Viva La Costituzione del Veneto
151 Comitato di Liberazione Nazionale dei Corsi d’Acqua
152 Comitato per la riduzione dell’impatto dell’aeroporto di Treviso
153 Associazone PassoBarbasso
154 Salviamo il Paesaggio di Castelfranco Asolo
155 Presidio Permanente NoDalMolin, Vicenza

ADESIONI DI ORGANIZZAZIONI SINDACALI E POLITICHE
1 Fiom CGIL Belluno
2 Cobas – Comitati di Base della Scuola del Veneto
3 Federazione di Belluno di Rifondazione Comunista
4 Partito democratico di Meolo
5 Rifondazione Comunista del Veneto
6 Circolo SEL di Mira
7 Uniti per Cambiare di Occhiobello (RO)
8 Sinistra Ambientalista Ponte San Nicolò (Padova)
9 Circolo SEL di Ponte San Nicolò (Padova)
10 Circolo SEL Enrico Berlinguer di Dolo VE
11 Associazione Cavarzere 5 Stelle
12 Circolo Sel di Venezia
13 Circolo Sel di Mestre
14 Circolo Sel di Marghera
15 Federazione Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà – Venezia
16 Movimento 5 stelle di Castelfranco Veneto
17 Padova 2020
18 Italia dei Valori Regione Veneto
19 Movimento 5 stelle Veneto
20 Io scelgo Mirano
21 Federazione polesana di Rifondazione Comunista
22 Rifondazione Comunista Verona
23 Federazione provinciale Sel Padova
24 Vivere Galzignano
25 Federazione Nazionale dei Verdi
26 Associazione in Comune di Venezia
27 Verdi Venezia
28 Verdi Rovigo
29 Isola Nostra il Bene Comune di Isola della Scala (VR)
30 SEL Veneto
31 FIOM CGIL Veneto
32 FIOM CGIL Verona
33 FIOM CGIL Vicenza
34 FIOM CGIL Padova
35 FIOM CGIL Venezia
36 FIOM CGIL Rovigo
37 SEL Vicenza
38 Coordinamento provinciale SEL Vicenza
39 Circolo del Partito Democratico di Breganze
40 SEL Bassano del Grappa
41 SEL Piove di Sacco (Pd)
42 PRIMAVERA CIVICA cittadini per Vedelago
43 Sindacato degli Studenti
44 Rifondazione Comunista Federazione di Padova
45 Lista Civica Arcobaleno di Este

ADESIONI PERSONALI
1 Andrea Zanoni, Europarlamentare
2 Umberto Curi, Filosofo
3 Alessandro Zan, Parlamentare Sel
4 Fabrizio Baldan
5 Gianni Buganza
6 Andrea Ceolin
7 Alessandra Romano
8 Elia Frigo
9 Carmela Laura Zampieri
10 Cristina Fasolato
11 Ilario Simonaggio, Segretario Generale FILT CGIL
12 Loredana Turatto
13 Benedetto Zaccaria
14 Roberto Solari membro del direttivo Anpi di Mirano (VE)
15 Catia Costanzo Boschieri ANPI Montebelluna
16 Luciana Mion membro uscente segreteria prov.le PD Venezia
17 Giovanni Battista Vianello
18 Luigi Gasparini

 

Gazzettino – Scorze’, “Il casello ci soffoca”

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12

nov

2013

SCORZÈ – Il Comitato “Cappella Vive” torna all’attacco

«Secondo le rilevazioni Arpav abbiamo l’aria peggiore d’Europa»

Aria irrespirabile fino al centro di Cappella. Lo denuncia il Comitato CappellaVive che con grande sconforto mette a confronto le fotografie di come era l’area un anno fa e di come appare ora irrorata di calce e cemento con sullo sfondo i plinti del futuro ponte sopra il passante di sedici metri d’altezza.

All’inquinamento dovuto al traffico del Passante si aggiungerebbe anche quello della costruzione del nuovo casello e delle strade collaterali.

In un comunicato il Comitato sottolinea che, nel periodo di monitoraggio fatto dall’Arpav dell’aria di Cappella e lungo il Passante, si sarebbero rilevati dati talmente fuori controllo da considerare la qualità dell’aria di Cappella come la peggiore d’Europa.

Sconfortanti, come scrive il Comitato, anche le affermazioni dell’assessore regionale all’Ambiente che per fronteggiare i dati provenienti dall’Agenzia Europea avrebbe affermato che l’inquinamento nel triangolo Padova-Treviso-Venezia sarebbe “un inquinamento da crisi” come se ozono e benzopirene derivassero da stufe a pellet e legna.

«In Regione – dicono i portavoce del Comitato – a nessuno importa dell’inquinamento dovuto al Passante, né di Cappella in cui esiste un’agricoltura di assoluto pregio priva di opere di mitigazione ambientale. Il casello di Cappella poi, a dispetto di quelli di Spinea e Preganziol che occupano poco più di sei ettari, verrebbe costruito su più di ventisei ettari con un costo di quasi settanta milioni di euro, a dispetto del rischio idraulico dovuto alle tracimazioni del Dese».

«Su queste criticità Cav, Anas, assessore regionale all’Ambiente, dell’Agricoltura, il Consorzio, la Provincia, Arpav – si legge nel comunicato – non parlano e né rispondono. Gestisce tutto in fase esecutiva un ingegnere per la Società Passante di Mestre dimenticandosi probabilmente delle promesse opere di mitigazione».

Non ci sarebbero, secondo il Comitato, i soldi e nemmeno la terra per i 1300 metri di barriera di terreno, alta cinque metri, da rimboschire. Anche se ci si trova in presenza di montagne di escavi di terra per proteggere il futuro casello.

 

ROVIGO – Potrebbe servire un nuovo studio di impatto ambientale per la riconversione della centrale polesana

Emergono nuovi intoppi, sulla strada dell’ok alla riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini, Rovigo.

Dopo la notizia di un parere interlocutorio negativo della Commissione Via, ancorché non ufficialmente comunicato, si sa ora qualcosa in più sulle criticità ravvisate dai tecnici del ministero dell’Ambiente. Tra queste, spuntano i giorni di funzionamento dell’impianto. Che, secondo queste indiscrezioni, sarebbero stati incrementati senza che a questa modifica abbia poi parimenti fatto seguito una riconsiderazione dello studio di impatto ambientale presentato dall’azienda energetica nazionale.

Confermata anche una seconda importante problematica, relativa al traffico di navi carbonifere che dovrebbero trasportare il combustibile fossile all’impianto. Per consentire l’arrivo e la ripartenza, infatti, è pacifico che sarà necessario dragare i canali deltizi. I dubbi, però, sorgono sulla reale mole di queste operazioni. Che, secondo il ministero, andrebbe calcolata in maniera più rigorosa.

Questioni importanti. Tanto che si è arrivati a parlare anche della possibilità che sia necessario, per Enel, riscrivere ex novo lo studio di impatto ambientale. Uno dei cardini del progetto.

Intanto, ieri, nel corso del processo cosiddetto Enel Bis, a Rovigo i testimoni e i consulenti delle difese hanno fornito un dato choc: i modelli matematici e le elaborazioni prevederebbero, per il carbone, un costo in termini di vite umane di 85 morti l’anno. Dati che Enel, però, smentisce, citando anche l’Istituto superiore di sanità.

 

Gazzettino – “Porto Tolle, un no interlocutorio”

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11

nov

2013

ROVIGO – Si accende la polemica sullo stop al futuro della centrale Enel. Il ministero precisa, ma il governatore attacca

Zaia: «La riconversione è la madre di tutte le battaglie. Scandalosi i continui rinvii e le indecisioni»

LE CONTESTAZIONI – Carenze nello studio di impatto ambientale

«Una indicazione interlocutoria negativa ancora da formalizzare». Parole, quelle del ministero dell’Ambiente, che confermano il brusco stop incassato dal progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini, in provincia di Rovigo. «Per noi la riconversione resta la madre di tutte le battaglia» promette il governatore regionale, Luca Zaia. L’Enel resta in stand-by: «Aspettiamo l’ufficialità della decisione, poi vedremo il da farsi»

Non si tratta di una semplice richiesta di integrazione, ossia di chiarimenti. Secondo indiscrezioni, infatti, ci sarebbero varie carenze, nel progetto presentato da Enel, sul fronte dello studio di impatto ambientale.

Una di questa è il sistema di controllo, che la commissione Via del ministero dell’Ambiente vorrebbe a ciclo continuo. Ma le problematiche ravvisate toccano anche altre importanti questioni. Per esempio, la reale mole delle operazioni di dragaggio che sarebbe necessario eseguire per consentire, nei canali interessati dal progetto, il passaggio delle navi carbonifere, alle quali spetterebbe il compito di approvvigionare di combustibile fossile l’impianto.

I problemi, insomma, ci sono. E non appaiono di poco conto. «Al momento – spiega una nota del ministero – non è stato ancora formalizzato un parere, ma è stata data piuttosto un’indicazione che mancano elementi per poter dire sì o no alla trasformazione della centrale».

La stessa nota, però, come detto si apre parlando di un parere «interlocutorio negativo», per quanto ancora non formalizzato. Il che significa che i tecnici debbono avere incontrato una o più problematiche – o comunque carenze – che fanno sì che non sia possibile rilasciare parere positivo.

Le associazioni ambientaliste fanno notare come la strada più logica sia quella di alimentare l’impianto a gas metano.

Di segno del tutto differente l’intervento del governatore Luca Zaia che, dopo avere parlato di una doccia fredda, attacca. «Se anche il ministero dell’Ambiente – sottolinea – non ha definitivamente espresso un parere negativo ma solamente richiesto ulteriori elementi di valutazione sulla riconversione della centrale, atteggiamento che appare comunque tutt’altro che incoraggiante, reputo scandaloso questo modo di operare con continui rinvii e indecisioni: mi stupisco che ancora non si sia capito che l’investimento per questa opera rappresenta un’occasione irrinunciabile dal punto di vista economico e occupazionale per l’intera area polesana».

Lorenzo Zoli

 

 

Marcon. Il direttore dei lavori ha incontrato i cittadini Presto un sistema di fotocellule per evitare intrusioni

MARCON «Non nascondiamo i problemi, li affrontiamo nel modo migliore: chiediamo massima sorveglianza e collaborazione affinché i non addetti ai lavori non possano accedere al sito».

Il direttore lavori, per conto di Veneto Acque, che si stanno svolgendo all’interno dell’ex sito di rifiuti speciali Nuova Esa di via della Fornace, giovedì sera, durante l’incontro che si è tenuto con la cittadinanza per aggiornare i residenti sullo stato di avanzamento dello smaltimento dei rifiuti tossico nocivi contenuti all’interno, ha inaugurato un dialogo improntato alla trasparenza, cercando di fugare i dubbi dei presenti.

«Il sito nel tempo», è stato ricordato, «ha subito furti e saccheggi, nonché l’introduzione di nuovi rifiuti, per questo chiediamo la massima collaborazione. Noi stiamo installando un sistema di fotocellule, telecamere e vigilanza privata, ma ogni aiuto è bene accetto».

È stato inoltre spiegato, che sono state effettuate delle analisi ulteriori nonostante non fossero richieste dal bando: «A titolo di precauzione abbiamo eseguito delle analisi che hanno consentito di trovare dei vapori di mercurio in forma gassosa all’interno dei capannoni, causato appunto dalle sostanze presenti, ma si tratta di una quantità che sta all’interno del limite previsto di esposizione giornaliera, noi siamo attorno ai dieci-15 milligrammi per metro cubo, massimo 18, la soglia è di 25».

Dunque chi opera all’interno può lavorare le otto ore previste senza problemi. È stato in ogni caso avvertito lo Spisal, il Noe, l’Arpav e chi di dovere visto che tutto ciò che riguarda la Nuova Esa è controllato e nulla esce dal sito se i carabinieri del nucleo ecologico ed ambientale non hanno dato l’ok.

«Il nostro primo interesse», ha ribadito la direzione lavori, «è la salubrità di chi effettua il lavoro».

La partita successiva, una volta smaltiti i famosi penta solfuri, sarà quella di compiere una caratterizzazione di tutto il resto. È stato chiarito che i camion, che escono dalla Nuova Esa saranno pochi, nell’ordine di una decina, al massimo 15.

A chi ha domandato se il ribasso d’asta influisce sull’eccellenza del lavoro che viene effettuato, è stato risposto che quanto si sta facendo, è il massimo sotto ogni profilo.

«Non nascondiamo i problemi, li affrontiamo nel modo migliore».

Proprio per questo il Comune ha in programma due incontri dal titolo «Rischio industriale: che cos’è?», organizzati dall’assessorato alla Protezione civile nella sala consiliare del centro civico di via della Cultura. Giovedì prossimo il primo. Parteciperanno il sindaco, l’assessore Mauro Scroccaro, Filippo Cammarata, funzionario del Comune di Venezia.

Marta Artico

link articolo

 

Gazzettino – Niente carbone per il Polesine

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10

nov

2013

ROVIGO – Parere interlocutorio, restano spiragli

Porto Tolle, no del ministero alla centrale Enel a carbone

INDUSTRIA – Il ministero dell’Ambiente stoppa il progetto di riconversione della centrale Enel di Porto Tolle

Nel mirino della Commissione Via il controllo dell’impatto sul territorio. Ma il “no” non è assoluto

Il ministro dell’Ambiente stoppa il carbone. Con un parere interlocutorio negativo da parte della Commissione via nazionale, che sta esaminando per l’ennesima volta i documenti prodotti da Enel, che vorrebbe alimentare con combustibile fossile la centrale di Polesine Camerini. Una notizia riservatissima, trapelata nella giornata di ieri. E che, senza dubbio, equivarrà a un terremoto in provincia di Rovigo. Dove, da anni, il mondo economico e sindacale guarda con trepidazione a questo progetto, parlando di indotto e posti di lavoro.

Il percorso della riconversione dell’impianto di Porto Tolle, tuttavia, non è stato certo lineare, o agevole. La prima richiesta di Valutazione di impatto ambientale, infatti, risale al 31 maggio del 2005. Non proprio dieci anni fa, ma quasi. E, già nell’immediatezza, spaccò il Polesine in due: da una parte quanti vedevano nell’idea un volano per lo sviluppo economico e territoriale, dall’altra quanti giudicavano una follia piazzare una mega centrale elettrica a carbone nel cuore del Parco del Delta del Po. Proprio in quegli anni, tra l’altro, era in corso ad Adria il processo per gli episodi di ricadute e danneggiamento ambientale prodotti dalla “vecchia” centrale, alimentata a olio combustibile.

Il ministero, a luglio 2006, aveva chiesto a Enel integrazioni, per poi pronunciare già una volta un parere interlocutorio negativo. Spiegando che il progetto cozzava in maniera irrimediabile con la legge che istituisce il parco del Delta. E che prevede, all’interno di questo, che eventuali attività produttive siano alimentate a metano, o con combustibile a pari o minore impatto ambientale. L’allora governo Berlusconi superò questo problema varando una nuova normativa che portò, nel 2009, al parere positivo della commissione. Impugnato, tuttavia, da ambientalisti e comitati cittadini che, al Tar del Lazio, ne ottennero nel 2010 l’annullamento. La procedura riparte ad agosto 2012, con il deposito di una nuova istanza di Via, sempre da parte di Enel. Proprio lo scorso settembre, tra l’altro, è scaduto il termine per la presentazione delle osservazioni. E il 22 ottobre si è tenuta l’udienza in Cassazione per chiarire a quale normativa avrebbe dovuto fare riferimento la Commissione Via: la legge istitutiva del parco o le nuove norme varate successivamente, per gli ambientalisti ad hoc, solo per avere ragione di uno scoglio altrimenti non insuperabile?

Una problematica che, però, appare ora superata dai recenti sviluppi. Da Roma, infatti, giunge voce di una pronuncia negativa da parte della Via. Negativa nel senso che, allo stato, non può essere rilasciato l’ok. Il problema maggiore riguarda il controllo sull’impatto ambientale, che il ministero vorrebbe in continuo, per tutto l’arco dell’attività produttiva. Il «no», insomma, non è assoluto: se Enel soddisfacesse questa richiesta, gli spiragli potrebbero esserci. Ma l’azienda, di fronte all’ennesimo problema, vorrà ancora mettere mano a un progetto il cui travaglio dura da 10 anni?

 

Nuova Venezia – Scattano i divieti per pochi intimi

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5

nov

2013

LE LIMITAZIONI AL TRAFFICO

Niente Euro 0 ed Euro 1 pre ’93 a Mirano, Spinea e S. Maria di Sala

MIRANO – Controlli pochi e occasionali, d’altronde i veicoli interessati dallo stop sono pochi. Qualche decina addirittura, secondo la carta delle immatricolazioni dei residenti. A Mirano, Spinea e Santa Maria Sala le ordinanze “no-kat” sono scattate ieri, senza troppo clamore, ma con le solite polemiche sull’opportunità di varare provvedimenti giudicati dai più inutili per la tutela della salute e dell’aria.

Traffico sostenuto come sempre, controlli come ogni lunedì, veicoli in circolazione per lo più autorizzati a farlo, visto che i divieti riguardano solo poche vecchie auto.

«L’ordinanza risponde alle indicazioni della Provincia diffuse in base ai risultati delle rilevazioni sul Pm 10», spiega il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, «i dati evidenziano valori d’inquinamento oltre la soglia tollerabile e si è deciso di riproporre limitazioni, concordate con altri comuni del circondario, senza rendere caotico il passaggio da un territorio all’altro. È solo uno dei passi da fare per ridurre l’inquinamento di quest’area, ma va fatto».

Le limitazioni resteranno in vigore fino al 30 aprile per tutti e tre i comuni: a Mirano niente circolazione in centro da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 18, per i mezzi a gasolio Euro 0 e tutti i non eco-diesel, le auto Euro 1 immatricolate prima dell’1 gennaio 1993 e le non catalizzate, comprese le moto, immatricolati prima dell’1 luglio 1999.

Stesse misure anche a Spinea, mentre a Santa Maria di Sala le limitazioni sono in vigore dal lunedì al venerdì in orario ridotto, dalle 9 alle 16, ma sarà consentito circolare lungo la Noalese nei centri abitati di Caselle, Tabina e Treponti.

(f.d.g.)

 

DA OGGI AL 30 APRILE

MIRANO – Attenzioni alle limitazioni del traffico in vigore da oggi e fino al 30 aprile per i comuni di Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala.

A Mirano le misure riguarderanno il perimetro compreso tra via Battisti e via Scaltenigo a ovest, viale Venezia a sud, via Dori a est via Miranese e via Mariutto a nord. Niente circolazione da lunedì a venerdì dalle 8 alle 18 per i mezzi a gasolio Euro 0 e tutti i non eco-diesel, le auto Euro 1 immatricolate prima dell’1 gennaio 1993 e le non catalizzate, comprese le moto, immatricolati prima dell’1 luglio 1999. Il provvedimento sarà sospeso dal 16 dicembre al 6 gennaio 2014.

A Spinea ferme le vetture no-kat fino al 15 dicembre e poi da 7 gennaio al 30 aprile, ad eccezione del sabato e dei festivi, infrasettimanali compresi. In entrambi i casi, restano esclusi i veicoli condotti da residenti, ma solo il martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 16.

A Santa Maria di Sala le limitazioni valgono dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16. Il divieto viene sospeso dal 14 dicembre al 6 gennaio compresi. la circolazione è consentita lungo la Noalese nei centri abitati di Caselle, Tabina e Treponti. Consentio l’accesso ai veicoli diretti ai parcheggi pubblici.

(a.rag.)

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Mirano e Spinea: lo stop fino al 30 aprile. La mappa delle zone vietate alle auto, gli orari, le deroghe

MIRANO – Polveri alle stelle, Mirano e Spinea varano misure antitraffico. Sono gli unici due Comuni della zona, fatta eccezione per Venezia, che a partire da domani istituiranno limiti alla circolazione dei veicoli a motore sulle proprie strade.Previste, al solito, deroghe ed eccezioni per alcune categorie di veicoli. Occhio soprattutto a quelle che riguardano i residenti.

Mirano. A Mirano le misure antismog sono state adottate in anticipo rispetto alla scorsa stagione, quando partirono a gennaio. Quest’inverno saranno in vigore dal 4 novembre al 30 aprile, nell’area del capoluogo compresa tra via Battisti e via Scaltenigo a ovest, viale Venezia a sud, via dei Dori a est, via Miranese e via Mariutto a nord. Non potranno circolare, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 (con sospensione dal 16 dicembre al 6 gennaio e in altre festività infrasettimanali) i veicoli a gasolio Euro 0 e tutti i non eco-diesel, le auto Euro 1 immatricolate prima del 1 gennaio 2001, quelle a benzina immatricolate prima del 1 gennaio 1993, le Euro 1 e tutte le non catalizzate, anche moto e ciclomotori immatricolati prima del 1 luglio 1999. Esclusi dai divieti i veicoli condotti da residenti, ma solamente nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì e limitatamente dalle 10 alle 16. Via libera anche a tutti i veicoli che, pur rientranti nelle categorie sottoposte a limitazioni, siano stati convertiti a gpl o metano o abbiano almeno tre persone a bordo. Per il resto valgono eccezioni e autorizzazioni reperibili sul sito Internet del Comune o al Multisportello.

Spinea. Stesso periodo di limitazioni anche a Spinea, che ferma le auto no-kat da lunedì al 15 dicembre e poi di nuovo dal 7 gennaio al 30 aprile, esclusi sabato e festivi, anche infrasettimanali. Prevista la deroga per i giorni di giovedì grasso (27 febbraio), l’ultimo martedì di Carnevale (4 marzo) e il patrono di Spinea (9 marzo). Le limitazioni riguarderanno l’area compresa tra via della Costituzione, nel tratto tra gli incroci con via Prati e via Luneo, via Fornase dall’incrocio con via Bennati, via 11 Settembre dalla rotatoria di via Roma fino a via Asseggiano-Rossignago e in via Rossignago da via Asseggiano a via Gioberti. Anche qui sono esclusi dai divieti i veicoli condotti da residenti nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì, limitatamente alla fascia oraria 10-16. Informazioni e autorizzazioni sul sito Internet comunale

(f.d.g.)

 

SCORZÈ «Traffico ovunque». È la critica che arriva dalle opposizioni di Scorzè (Pd, Idv e lista civica Pizzolato sindaco) alla giunta, con auto e camion sia sulle strade principali che secondarie.

«Paghiamo le scelte di questi ultimi dieci anni», osserva il capogruppo del Pd Gianna Manente, «e ora le polveri sottili soffocano le scuole, le case, i negozi e gli uffici. C’era la circonvallazione sud di Scorzè, che doveva arrivare al Drizzagno, già fatta e finanziata. Poi è stata bloccata e chissà quando partirà. Si parlava di un collegamento fra l’incrocio della Crosarona fino a via Milano e pure quello è saltato. Solo queste due opere avrebbero liberato dai veicoli il centro di Scorzè. Intanto fra pochi mesi aprirà il casello del Passante».

Per il futuro, la minoranza “vede” problemi proprio per il cuore del capoluogo. «Per i mezzi in arrivo da Robegano» aggiungono «Maurizio Civiero (Pizzolato sindaco) e Gennaro Piscopo (Idv), per chi è diretto in via Treviso passerà ancora per il centro di Scorzè, dalla Castellana la circolazione sarà deviata su via Milano fino a via Volta. Ma poi, mancando della bretella con la Crosarona, via Milano ne pagherà le conseguenze. Finché ci sarà questa situazione, nessuno vorrà investire da noi con ristrutturazioni e nuovi negozi. Il centro di Scorzè è lo stesso di dieci anni fa, con fabbricati vecchi, disabitati e, in alcuni casi fatiscenti».

(a.rag.)

 

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