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Comunicato stampa congiunto 16 giugno 2020

Inceneritore: ritirare il progetto per riaprire il confronto

Non si placano le contestazioni dei comitati e delle associazioni contrarie al nuovo inceneritore di Fusina proposto da Ecoprogetto (gruppo Veritas), che potrebbe essere definitivamente autorizzato il prossimo 18 giugno. Alle dichiarazioni dell’assessore della Lega Bottaccin, così come quelle dei consiglieri regionali del PD, circa l’intenzione di riaprire un confronto sul progetto per il momento non sembrano seguire i fatti.

I comitati e le associazioni che da mesi si battono contro l’ecomostro hanno più volte sollecitato sia la Regione che il Ministro Sergio Costa affinché fermassero l’iter autorizzativo, senza mai ricevere alcuna risposta. A marzo in pieno lockdown è stata inviata una lettera di richiesta di moratoria fino a fine anno per consentire di avviare un dibattito pubblico esteso fuori dalle restrizioni antivirus;  ma la Commissione VIA, dopo una breve sospensione, è andata avanti con i lavori fino ad esprimere lo scorso 20 maggio il proprio parere favorevole. A fine aprile è stata inviata una lettera direttamente al Ministro Sergio Costa per chiedere un incontro, e nessun cenno di riscontro è mai stato dato. Silenzio anche da parte del Presidente leghista Luca Zaia di fronte ai tantissimi cittadini che hanno partecipato al mailbombing per chiedere al Governatore di intervenire in prima persona. Infine muro di gomma anche da parte della Conferenza dei Servizi di fronte alla legittima richiesta di comitati e associazioni di poter partecipare alla prossima seduta decisoria prevista per il 18 giugno in qualità di portatori di interessi diffusi, così come previsto dalla legge 241/90. Le uniche risposte certe sono arrivate da quelle amministrazioni comunali governate da centro-destra e centro-sinistra che, sollecitate in sede istituzionale, si sono apertamente schierate a favore dell’inceneritore confermando la loro posizione anche nei Consigli di Bacino; è il caso per esempio di Venezia, Mira, Dolo, Mirano, Spinea, e da ultimo Mogliano con la “pilatesca” e ipocrita presa di posizione del Sindaco Davide Bortolato. Solo Chioggia,  Vigonovo, Portogruaro e la Municipalità di Marghera hanno avuto il coraggio di dire “no” all’inceneritore. 

“Non vorremmo che le recenti “aperture” di esponenti della Lega e del PD fossero solo un modo di prendere tempo di fronte al dilagare della protesta in tutto il territorio metropolitano. – affermano alcuni esponenti del fronte ambientalista – Se qualcuno pensa di rabbonirci con qualche dichiarazione per superare indenne la campagna elettorale delle regionali o delle comunali, forse non ha capito che su questa storia noi andremo fino in fondo senza lasciare nulla di intentato, e soprattutto inchiodando tutte le forze politiche alle loro responsabilità. Qui si sta discutendo di un impianto che mina la salute di centinaia di migliaia di persone, e che andrà a compromettere definitivamente un territorio già fortemente inquinato e cementificato. Se davvero si vuole aprire un confronto con i comitati e le associazioni che hanno prodotto decine di osservazioni svelando tutti i limiti e i rischi del nuovo inceneritore, allora si abbia il coraggio di ritirare il progetto, di aprire finalmente un tavolo con tutte le parti sociali e politiche, di avviare un processo partecipativo vero con la popolazione. Noi le alternative le abbiamo: costano meno, creano più occupazione, e soprattutto sono  sostenibili dal punto di vista ambientale”.

La protesta dunque continua, così come continua il lavoro di studio per il ricorso e l’azione di sensibilizzazione della popolazione. Meteo permettendo, per il weekend rimangono confermati diversi gazebo in tutta l’area metropolitana per distribuire materiale informativo, raccogliere fondi per il ricorso al TAR, e rilanciare la petizione.

 

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, cà Luisa casa del Popolo Venezia, Associazione APIO

 

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INCENERITORE FUSINA

La mobilitazione continua

TUTTI A VENEZIA SABATO 13 GIUGNO – ORE 17-19

Sabato 13 giugno il Comitato No Grandi Navi ha indetto una importante mobilitazione con l’intento di costruire una lunga catena umana da San Basilio a Punta della Dogana. Obiettivo è riaffermare ancora una volta che l’unico futuro possibile e necessario per Venezia, per il territorio metropolitano e regionale è quello che guarda alla riconversione ecologica, al lavoro degno, alla giustizia sociale, alle relazioni solidali.

Il MOSE, le Grandi Navi, l’Inceneritore, la cementificazione, la Pedemontana, le produzioni nocive e fossili rappresentano nel nostro territorio quel sistema estrattivista e predatorio finalizzato ad alimentare e consolidare un blocco di potere politico, economico, finanziario marcio e senza scrupoli. E’ un sistema che privilegia il profitto di pochi, che distrugge l’ambiente e la vita delle persone, che a livello globale minaccia pericolosamente l’intero Pianeta con i cambiamenti climatici e la devastazione degli ecosistemi.

L’inceneritore che la Giunta del Veneto guidata da Zaia sta per approvare con l’avvallo del Partito Democratico, rappresenta in modo emblematico questa logica, e anzi costituisce un anello fondamentale delle catene produttive consumiste votate allo sviluppo infinito.

Per questo come comitati e associazioni impegnati a contrastare l’ecomostro di Fusina invitiamo tutti a partecipare numerosi alla manifestazione di sabato e a costruire insieme a noi un pezzo significativo di questa grande catena umana per portare in evidenza questa importante vertenza.

Partenza dalla Riviera ore 16 – per maggiori info scrivi a info@opzionezero.org

 

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Comunicato stampa congiunto 10/06/2020

Inceneritore: parere VIA raffazzonato e da respingere

 

Il parere del Comitato tecnico VIA tenta di rattoppare un progetto irricevibile.

Istruttoria confusa nei numeri e nelle tempistiche, blande se non inesistenti le prescrizioni.

Sui PFAS asfaltato il principio di precauzione.

Ammessi e di fatto concessi sforamenti sugli inquinanti gassosi.

La valutazione degli impatti ambientali e dei rischi sanitari è inconsistente.

Accolto in modo acritico il sovradimensionamento dell’impianto.

Ormai evidente che quello di Fusina sarà l’inceneritore a servizio di tutto il Veneto.

 

 

Con notevole ritardo, alla fine è stato pubblicato il parere del Comitato Regionale V.I.A..

Un documento di 164 pagine che i comitati hanno subito analizzato punto per punto per svelare limiti e contraddizioni. Netto il giudizio degli esponenti delle associazioni ambientaliste:     “Si tratta di un parere raffazzonato che tenta di mettere le toppe a un progetto volutamente ambiguo e lacunoso, facendo alla fine ancora più confusione su numeri e tempistiche. La Regione ha scelto di sposare le richieste di Ecoprogetto assecondando le zone d’ombra, giustificando le mancanze anche là dove sono evidenti i rischi e i superamenti dei limiti degli inquinanti. E’ stato svolto il compitino che assolve la procedura prevista dalla legge, ma siamo ben lontani da una vera valutazione degli impatti sull’ambiente e dei rischi per la salute dei cittadini. La responsabilità per le conseguenze che possono derivare da una scelta così irresponsabile sta in capo alla Regione Veneto, ma anche a tutti gli altri Enti che partecipano alla Conferenza dei Servizi”.

Molte le osservazioni critiche che i comitati stanno elaborando. Tra i punti più controversi e preoccupanti quello riguardante i PFAS, in merito ai quali si è deciso di asfaltare il principio di precauzione. Nell’istruttoria si conviene infatti sulle preoccupazioni dei comitati riguardanti i rischi derivati dall’incenerimento di queste sostanze e sulla mancanza di studi scientifici approfonditi, ma si autorizza ugualmente la Linea 3 dedicata a fanghi e percolati chiedendo al proponente di presentare da qui a 5 anni  argomentazioni rassicuranti.

Ugualmente per i fumi là dove, pure accogliendo una simulazione discutibile limitata all’area circostante all’impianto e al funzionamenti di due soli bruciatori su tre, si riconosce lo sforamento delle concentrazioni per diversi inquinanti (ad es. PM 2,5, NOx, Benzo(a)pirene), o comunque un incremento significativo dei livelli di altri composti rispetto ai valori attuali, come ad es. per le diossine. Eppure le prescrizioni che seguono sono assolutamente blande se non del tutto inesistenti. Ad esempio per la Linea 1, quella già realizzata e che potrebbe entrare in funzione nel giro di pochi mesi, la Commissione avvvalla la sua accensione ma rimanda l’installazione dei filtri più tecnologici contro gli NOx di almeno 18 mesi.

Per quanto riguarda i rischi sanitari ci si accontenta della misera richiesta dell’ULSS 3 di adottare un sistema di monitoraggio in continuo dei microinquinanti da usare  sulle linee in funzione; ma solo a turnazione; mentre in merito  alle campagne di monitoraggio delle ricadute queste saranno limitate ai punti già individuati e distanti appena qualche km dai camini.

Sulla Valutazione di Incidenza per gli impatti sulle zone SIC-ZPS di pregio ambientale come la Laguna di Venezia, si prende per buona l’ipotesi del proponente secondo la quale non è necessario espletare la procedura pure essendo l’impianto a soli 1.6km da una delle zone umide più importanti del mondo.

Infine, ma non da ultimo, si limita la combustione di rifiuti a 120.000 t/anno complessive, un livello comunque molto elevato e corrispondente a più del doppio del CSS attualmente prodotto. Allo stesso tempo la Commissione accoglie senza alcun commento la proposta di Ecoprogetto di sovradimensionare in modo spropositato la parte dell’impianto finalizzata alla produzione di CSS, fanghi e rifiuti legnosi da incenerire. Con ciò lasciando aperta la porta alla possibilità di aumentare in un secondo momento le quantità di rifiuti da smaltire nei 3 forni senza bisogno di rifare la procedura di VIA. Del resto ciò risulta confermato da un passaggio dell’istruttoria, nemmeno tanto velato, nel quale si fa cenno alla carenza di impianti in Regione e all’eccesso di rifiuto residuo da trattare. In pratica l’ipotesi che nell’inceneritore di Fusina vengano smaltiti i rifiuti e i fanghi provenienti da tutto il Veneto diventa una certezza.

In definitiva tutte le critiche e i timori espressi dalle organizzazioni ambientaliste in questi mesi risultano confermate: “Vedremo in sede di Autorizzazione Integrata Ambientale se ci saranno prescrizioni degne di questo nome, ma le premesse sono pessime”.

Intanto sono già al lavoro due gruppi di lavoro che si stanno concentrando da un lato sul ricorso al TAR e dall’altro sulla elaborazione più dettagliata delle alternative già proposte e mai considerate dalle istituzioni.

Sul piano della mobilitazione, invece, i comitati scenderanno di nuovo in piazza sabato 13 giugno dalle ore 17 alle ore 19.00 con il Comitato No Grandi navi per costruire una lunga catena umana da San Basilio a Punta della Dogana.

Per il weekend del 20-21 giugno previsti invece diversi gazebi in varie piazze del territorio metropolitano per rilanciare la petizione contro l’ecomostro di Veritas.

 

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO

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Venerdì 5 giugno ore 18.00 Piazza Municipio a Marghera

Assemblea straordinaria per costruire la mobilitazione contro l’nceneritore di Fusina!

 

La Regione Veneto, attraverso la commissione VIA, e con la complicita’ della giunta Brugnaro, ha dato parere di compatibilità ambientale favorevole al progetto del nuovo inceneritore a Fusina.

Veritas/Ecoprogetto vogliono costruire un grande impianto di incenerimento di rifiuti urbani, fanghi di depurazione e percolati di discarica contaminanti da PFAS e altre sostanze tossiche.

Filtri o non filtri, l’emissione di diossine, polveri sottili, IPA, NOX, metalli pesanti, ed una quantità di altre composti cancerogeni è assicurata!

A rischio sono l’ambiente e la salute di centinaia di migliaia di persone in un raggio di decine di km. Ancora una volta per Marghera e l’ area metropolitana si prospetta UN FUTURO DA PATTUMIERA DEL VENETO.

In questi mesi, centinaia di cittadini,  medici, giovani, insieme ai comitati, in tanti dibattiti pubblici e iniziative, non ultima quella organizzata dai comitati e dalle ragazze e i ragazzi di Fridays For Future due settimane fa alla sede Veritas di Mestre, hanno espresso il loro rifiuto verso un progetto calato dall’alto e dettato solo dagli interessi economici di Veritas/Ecoprogetto e dei suoi soci privati del gruppo FINAM. Fermare l’iter autorizzativo di questo ecomostro è la condizione minima  per  riaprire una discussione ampia e partecipata, che coinvolga tutta la popolazione, su quali siano le migliori scelte strategiche da adottare in tema di rifiuti, partendo dal diritto alla salute, dalla difesa dell’ambiente e dalla lotta ai cambiamenti climatici.

I prossimi mesi saranno decisivi per impedire che gli interessi speculativi privati, avallati dalla Giunta regionale di Luca Zaia e da quasi tutti i Sindaci del veneziano, diano il via libera al progetto.

TROVIAMOCI IN ASSEMBLEA PUBBLICA STRAORDINARIA PER DISCUTERE E DEFINIRE LE FUTURE AZIONI DI PROTESTA PER BLOCCARE QUESTO PROGETTO E APRIRE LA STRADA AD ALTERNATIVE SOSTENIBILI!

INVITIAMO TUTTI A FARE IL MASSIMO PER PARTECIPARE E PER DIFFONDERE QUESTO MESSAGGIO!!!

Promosso da

FRIDAY FOR FUTURE VENEZIA-MESTRE
ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO RISCHIO CHIMICO MARGHERA
COMITATO OPZIONE ZERO Riviera del Brenta
MEDICINA DEMOCRATICA

con
Eddyburg Eddyburg MalaCaigo – Riviera del Brenta Ecoistituto del Veneto Alex Langer COBAS Autorganizzati Comune Venezia Quartieri in Movimento Mira 2030 Forum dell’Aria Comitato Difesa Ambiente Territorio Valore Ambiente AmbienteVenezia Comitato Nograndinavi APIO odv

L’assemblea si svolgerà  adottando tutte le precauzioni sanitarie necessarie e mantenendo l’opportuno distanziamento.

In caso di pioggia previsto un piano B che sarà comunicato via mail e sui social giovedì o venerdì.

 

STOP INCENERITORE: PARTECIPA AL MAILBOMBING

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Opzione Zero, Rassegna stampa | 0 Comments

25

mag

2020

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La scorsa settimana la Commissione VIA regionale ha dato il proprio nulla osta al nuovo inceneritore, ora nel giro di qualche settimana potrebbe arrivare l’autorizzazione definitiva. La battaglia dei comitati, delle associazioni ambientaliste e di tanti cittadini/e entra ora nel vivo. Partiamo subito con questa prima azione di mailbombing rivolta al Presidente della regione Luca Zaia

Ti chiediamo di partecipare e di diffondere da oggi fino al 2 giugno.

 

Istruzioni:

1 copia il testo della mail qui sotto riportato

2 inserisci nell’oggetto una frase tipo “Stop inceneritore Fusina”, “Riciclare, non bruciare, Stop Inceneritore”, “La salute prima di tutto, no inceneritore”, ecc…

3 inserisci nella casella destinatari i seguenti indirizzi: luca.zaia@consiglioveneto.it, presidenza@regione.veneto.it

4 se vuoi personalizza il messaggio aggiungendo qualche altra frase (non offensiva)

5 aggiungi nome, cognome, comune di residenza e invia la mail

 

testo da copiare:

Alla gentile attenzione del Presidente della regione Veneto Luca Zaia

Presidente Zaia, in questi ultimi tre mesi la minaccia del Covid ha fatto capire a tutti come la salute viene davvero prima di tutto sempre; ora le chiediamo di difendere la nostra salute per i 30 anni futuri semplicemente bloccando il progetto del nuovo inceneritore da 67,9 MWt organizzato su tre forni proposto dalla società Ecoprogetto srl (partecipata di Veritas) a Fusina. Se questo progetto dovesse ottenere l’autorizzazione finale dalla Regione Veneto , tutta la popolazione del territorio metropolitano di Venezia e parte di quello delle province limitrofe (almeno 1 milione di persone) subirà quotidianamente gli effetti di inquinanti molto tossici e cancerogeni (diossine, Pfas, metalli pesanti,polveri sottili e ultrasottili, ecc) sia per via respiratoria sia anche attraverso la catena alimentare.

La strada maestra è quella della riduzione dei rifiuti e del riciclo di materia così richiesto dalla Comunità Europea con le Direttive sull’economia circolare del 2018. E’ bene ricordare che proprio a seguito di queste direttive, l’incenerimento (con o senza produzione di energia) è da considerarsi come forma di smaltimento al pari delle discariche e non più forma di recupero.

In tutto il Veneto, l’implementazione della raccolta differenziata spinta ha fatto diminuire drasticamente la produzione di rifiuto urbano residuo (RUR), ma rimane ancora molto da fare soprattutto nel bacino veneziano che per percentuali di differenziata e produzione pro capite di rifiuto è tra gli ultimi della regione.

Puntando su riduzione e riciclo, con minori investimenti rispetto al nuovo inceneritore, si possono ottenere risultati significativi in brevissimo tempo (2-3 anni) con enormi vantaggi sul piano ambientale e della salute pubblica, ma anche sul piano occupazionale. In concreto riteniamo che tra le azioni da perseguire con maggiore decisione, soprattutto nel bacino veneziano, ci siano le seguenti:

– campagne di educazione e sensibilizzazione sistematica dei cittadini a tutti i livelli;

– creazione di centri di riuso decentrati sul territorio, in particolare per mobili, ingombranti e RAEE;

– accordi con la grande distribuzione per la riduzione degli imballaggi e dei prodotti usa e getta;

– recupero delle eccedenze alimentari;

– adozione di buone pratiche per la riduzione e il riciclo dei rifiuti nella pubblica amministrazione (secondo quanto indicato dai CAM), nel settore turistico e nel terziario;

– adozione di buone pratiche per gli eventi (sagre, fiere, eventi sportivi) per ridurre drasticamente la produzione di rifiuto, e più in generale gli impatti ambientali;

– raccolta porta a porta o comunque sistemi di raccolta differenziata spinta in tutti i Comuni;

– obbligo di separazione della frazione umida da quella residua;

– recupero della biomassa legnosa da rifiuto tramite compostaggio aerobico o sviluppo di filiere del legno;

– implementazione di raccolte separate e relative filiere di recupero per alcune categorie di rifiuti (es. pannolini, ingombranti);

– inertizzazione e stoccaggio, dopo essicazione ,dei percolati di discarica e dei fanghi di depuratori civili contaminati da PFAS e altre sostanze pericolose;

– fissare tariffe puntuali per il secco per scoraggiarlo e sanzioni significative per chi non differenzia;

– sviluppo della ricerca su impieghi alternativi delle frazioni residue in collaborazione con le Università;

Con queste azioni, e considerato il temporaneo ma drastico calo della produzione di rifiuti a seguito degli effetti provocati dalla pandemia, si potrebbe arrivare a produrre una quantità molto ridotta di frazione residua comunque non adatta ad essere incenerita, evitando così la produzione di CSS e la necessità di nuovi impianti di smaltimento. Per il CSS attualmente prodotto e stoccato esistono comunque diverse possibilità di gestione anche attraverso l’impiego di impianti esistenti.

Questo progetto è di rilievo regionale e la sua approvazione dipende dall’Ente da lei presieduto, ma ad oggi non ci risulta una sua personale presa di posizione in merito.

Inoltre non è tempo di buttare 100 milioni per costruire nuovi impianti nocivi che vanno nella direzione opposta di quella richiesta dalla Comunità Europea.

Lei può fare molto semplicemente sospendendo la conferenza di servizi e l’iter autorizzativo in corso, e aprendo una fase di confronto vero con tutti gli enti interessati, con le associazioni portatrici di interessi diffusi e con i cittadini, visto e considerato che le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno di fatto impedito un dibattito esteso e partecipato. Solo così sarà possibile trovare soluzioni condivise che siano meno costose e meno impattanti per l’ambiente e per la salute, rispetto a quanto proposta da Ecoprogetto srl.

 

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Comunicato stampa congiunto 22 maggio 2020

Inceneritore: la commissione VIA non ferma i comitati

Grave per i comitati il benestare della Commissione VIA regionale al progetto.

Decisione antidemocratica presa approfittando della pandemia

La lobby dei rifiuti è potente, ha forti agganci nella Giunta Zaia e in parte del PD.

Una scelta sbagliata e antistorica che condanna Marghera e tutta l’area metropolitana a un futuro sciagurato.

La battaglia dei comitati e dei giovani di FFF entra nel vivo.

Nei prossimi giorni grande assemblea metropolitana per definire scadenze e iniziative

” La regione Veneto dà il via libera all’inceneritore di Fusina. Dobbiamo fermarli!” questa la dichiarazione secca dei comitati all’indomani della riunione del Comitato tecnico VIA regionale, e aggiungono: “Si tratta di un atto di insopportabile prevaricazione della volontà di tanti cittadini, comitati, medici, Municipalità di Marghera-Malcontenta e di alcuni Comuni, che da mesi chiedono di riaprire la discussione su un progetto calato dall’alto ed estremamente pericoloso: tre forni destinati a bruciare rifiuti provenienti da tutto il Veneto, oltre a percolati di discarica e fanghi di depurazione contaminati da PFAS. ”

Una decisione presa sulla testa della popolazione sfruttando vigliaccamente le limitazioni imposte a seguito della pandemia, ignorando tutti gli appelli  lanciati da molte parti sociali per fermare l’iter autorizzativo. Una mancata sospensione che nasconde la volontà politica, messa nero su bianco dalla decisione del Comitato Tecnico VIA regionale, di assecondare le lobby dei rifiuti che nella Regione Veneto, capeggiata dal governatore leghista Luca Zaia, supportata dal Sindaco Brugnaro e dalla finta opposizione consociativa del PD, trova i suoi servili referenti. Prova ne sia il fatto che il primo cittadino Veneziano, così come i Sindaci e i consiglieri regionali “Dem” sono tra i più agguerriti sostenitori del progetto in questione.

Con il parere favorevole della Comitato tecnico Via, al di là delle prescrizioni che saranno impartite o meno, la Regione Veneto si assume la responsabilità di una scelta sbagliata, antistorica, in contrasto con quanto richiesto dalla Comunità Europea in materia di gestione di rifiuti, e in contrasto con gli obiettivi di riduzione dei gas climalteranti indicati dagli scienziati dell’IPCC.

Il nuovo inceneritore costituisce un vero e proprio attacco ambientale e sanitario all’intero territorio metropolitano di Venezia e a tutti i suoi abitanti. Una decisione doppiamente pericolosa perché va a gravare su un territorio già fortemente inquinato da decenni di “sviluppo industriale” dissennato, e segnato tuttora dalla presenza di industrie ad alto rischio poco o per nulla controllate, come dimostra la recente vicenda della Sigma. E’ ormai chiaro quale sia il futuro che questa classe dirigente, irresponsabile e inadeguata, intende riservare al polo industriale di Marghera: un concentrato di produzioni pericolose, discariche delle peggiori scorie, e centrali elettriche “fossili”. Alla faccia dei grandi discorsi sulle bonifiche e sulla riconversione “green” dell’economia.

Ma ad essere chiamato in causa è anche il Ministro dell’Ambiente che non ha ancora risposto né ai comitati, né ad alcuni Senatori sull’attribuzione della competenza sul progetto alla Commissione VIA nazionale, e sui gravi rischi derivati dall’incenerimento dei PFAS. Un silenzio inaccettabile per i comitati, che giusto ieri sono intervenuti con una nuova lettera indirizzata al capo del dicastero Sergio Costa, per sollecitare un suo intervento in prima persona.

La manifestazione di qualche giorno fa promossa da tanti comitati e dai giovani di Friday for Future sotto la sede direzionale di Veritas, così come le tante mobilitazioni di questi anni contro le produzioni di morte e le grandi opere, dimostra come la sensibilità ambientale e la consapevolezza sulla necessità di un cambio di rotta drastico si stanno facendo sempre più largo nella popolazione.

Per il fronte ambientalista la battaglia ora entra nel vivo; la prepotenza e l’arroganza della politica, dei Sindaci e di Veritas non fanno altro che rafforzare la determinazione dei comitati a fermare il progetto per aprire fattivamente la strada verso la chiusura completa del ciclo dei rifiuti attraverso politiche di riduzione, riuso, recupero di materia. Una prospettiva tutt’altro che utopica, ma anzi a portata di mano.

Si prospettano mesi “caldi” sul piano della mobilitazione e già nei prossimi giorni i comitati invitano tutti i cittadini a partecipare ad una grande assemblea metropolitana a Marghera con l’obiettivo di definire scadenze e iniziative di lotta.

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, AmbienteVenezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, Friday for Future Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO, Comitato No Grandi Navi

 

Comunicato stampa congiunto 28 aprile 2020

Inceneritore Fusina: comitati chiamano in causa il garante della Privacy e il Ministro Costa

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Riviera del Brenta e Venezia, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO

 

Sms propagandistici di Veritas:  inviato esposto al Garante della privacy preparato dai legali dei Cobas del Comune di Venezia.

Istanza sottoscritta solo da alcuni cittadini, ma pronti ad estendere l’azione contro Veritas.
Comitati all’attacco anche del Ministero: irricevibile il rifiuto di sottoporre il progetto al VIA nazionale.

Ora la responsabilità diventa politica, il Ministro Costa deve intervenire.

Chiesto un incontro a Roma dai comitati.

 

Il fronte ambientalista contro l’inceneritore non si ferma e apre di fatto due nuovi fronti a Roma: uno presso il garante della privacy  per gli sms spediti da Veritas, e l’altro direttamente presso il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Non si è fatta attendere la risposta dei comitati all’azione messa in atto da Veritas nei giorni scorsi, quando molti cittadini sono stati bersagliati da sms propagandistici in favore dell’inceneritore.

Nella giornata di ieri, grazie al prezioso supporto dei legali messi a disposizione dai Cobas del Comune di Venezia, è stato formalmente inoltrato al Garante per la protezione dei dati personali un Reclamo ai sensi di quanto previsto dall’art. 77 del Regolamento (Ue) 2016/679 e dagli artt. da 140-bis a 143 del Codice in materia di protezione dei dati personali.

Secondo i legali dei Cobas infatti, il servizio di “allert”, al quale gli utenti aderiscono in modo volontario, dovrebbe servire esclusivamente per la comunicazione di notizie relative a modifiche, ritardi o mancata effettuazione dei servizi gestiti da Veritas. Il messaggio oggetto della diatriba riguardava invece scelte gestionali e industriali della società, che evidentemente esulano da quanto previsto. Nell’esposto si rilevano inoltre vistose carenze per quanto attiene alla informativa sulla raccolta e sulla gestione dei dati personali.

Complici le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, l’istanza è stata sottoscritta a titolo personale solo da alcuni cittadini che hanno effettivamente ricevuto il messaggio; ma se il tutto dovesse andare a buon fine l’obiettivo è quello di coinvolgere centinaia di persone  nell’azione contro Veritas.

Sempre nella giornata di ieri è giunta ai comitati la notizia che il Ministero dell’Ambiente ha di fatto respinto la loro richiesta di sottoporre il progetto alla Commissione VIA nazionale.
Dura la presa di posizione del fronte no-inceneritore: “La risposta del Dirigente della seconda Divisione Gianluigi Nocco è assurda e irricevibile, perché nella sua disamina non entra per nulla nel merito della previsione di una terza linea di incenerimento. Eppure nella nostra lettera avevamo sottolineato in modo molto chiaro questo aspetto, visto che sono proprio i 20 MW del terzo forno a far superare all’impianto di Ecoprogetto la soglia dei 50 MW, un dato del resto ammesso ufficialmente dallo stesso proponente. Oltre questo limite la competenza passa per legge alla Commissione VIA nazionale”.

Su questo, secondo i comitati, la norma del Testo Unico Ambientale è inequivocabile e la risposta elusiva del Dirigente ministeriale di fatto è la conferma che la questione sollevata è fondata.

“Se qualcuno pensa di cavarsela con una letterina del tutto inconsistente si sbaglia di grosso. – ribattono le organizzazioni ambientaliste – A questo punto la questione diventa tutta politica, e chiediamo quindi direttamente al Ministro Sergio Costa di prendere una posizione chiara e netta.  Oggi stesso inviamo una comunicazione alla sua attenzione per metterlo al corrente di quanto sta accadendo e per ottenere un incontro a Roma in modo da poter illustrare le nostre ragioni. Qui la questione è grossa, ci sono molti interessi in gioco e aspetti poco chiari del  progetto che vanno approfonditi prima di prendere qualsiasi decisione, a cominciare da quello relativo all’incenerimento  dei PFAS”.

 

Inviamo qui di seguito alcuni importanti aggiornamenti sull’Inceneritore di Fusina.

1. In queste ore Veritas sta rispondendo alla mail dei cittadini che avevano protestato per gli sms spediti dalla stessa società qualche giorno fa e nei quali si propagandava la bontà dell’inceneritore. Nel testo della mail Veritas allude alla disinformazione fatta dai comitati e dalle associazioni ambientaliste. Come al solito nella sua comunicazione Veritas omette qualsiasi informazione in merito agli impatti ambientali e ai rischi sanitari del nuovo impianto, per esempio quelli che potrebbero derivare dal bruciare fanghi di depuratori e percolati di discariche contaminati da PFAS.  Non farti ingannare dalla propaganda, clicca qui per leggere un breve vademecum che smonta le “bufale” di Veritas

 

2. Assemblea pubblica NO Inceneritore di Fusina organizzata dai giovani di Friday for Future Venezia venerdì 24 aprile alle ore 17.00.

Segui la diretta sulla pagina Facebook o sul canale Instagram di FFF-Venezia.

 

3 Petizione Stop Inceneritore Fusina – Attenzione controlla la tua firma, è importante!

La petizione sta andando bene e ha ormai raggiunto le 5000 firme, ma dobbiamo fare di più!

A questo proposito ti chiediamo di fare attenzione perché la tua firma potrebbe non essere stata registrata.  Infatti, molte persone ci hanno scritto di aver firmato ma il loro nominativo non compare nella lista dei sottoscrittori! Potrebbe essere successo anche a te, dunque ti invitiamo a tenere conto delle seguenti indicazioni.

Se non hai un account su Change.org , dopo aver compilato i dati e cliccato su “firma”, per completare e validare la procedura devi cliccare anche su una mail che la piattaforma spedisce automaticamente alla tua casella di posta. Può succedere che questa mail finisca in una delle seguenti cartelle: spam, social, promozioni.

Controlla dunque se hai ricevuto la richiesta di conferma da parte di Change.org, clicca e convalida subito la tua adesione affinché la tua firma sia davvero registrata.

In alternativa ripeti tutti i passaggi nuovamente, e se hai dubbi scrivi a info@opzionezero.org.

 

Comunicato stampa congiunto 10 aprile 2020

Inceneritore: comitati pronti a denunciare Veritas

Veritas invia sms agli utenti per propagandare l’inceneritore.

I comitati rispondono: pronti ad azioni legali in caso di abusi o violazioni della privacy.

Duro il commento sul contenuto del messaggio: ancora una volta ambiguo e fuorviante, le carte parlano chiaro.

 

Da ieri Veritas sta inviando sms sui telefonini di migliaia di suoi utenti per propagandare il progetto del nuovo inceneritore a Fusina. La partecipata pubblica ha scelto di usare in modo improprio un canale di comunicazione di norma riservato a informative di servizio.

Dura la presa di posizione dei comitati e delle associazioni ambientaliste che da mesi si battono contro l’ecomostro:  “Stiamo verificando con i nostri avvocati se l’utilizzo degli sms per questo genere di comunicazione sia legittimo. Se si dovesse configurare una sorta di abuso o di violazione della privacy scatteranno per certo le azioni legali contro Veritas. Ed è paradossale che solo ora,  a giochi quasi fatti, Veritas si degni di rivolgersi ai cittadini  con un SMS di poche righe per parlare del suo progetto. Avrebbe dovuto farlo prima, per esempio organizzando assemblee pubbliche in tutti i Comuni del bacino prima di avviare l’iter autorizzativo, non fosse altro perché il nuovo impianto avrà  ricadute sulla loro salute e sarà realizzato utilizzando i loro soldi. Di questo progetto la maggior parte degli abitanti metropolitani non sa ancora nulla, e se non fosse per la nostra azione tutto sarebbe passato sotto completo silenzio. Questa iniziativa di Veritas ha proprio il sapore della beffa”.

Sul contenuto del messaggio le organizzazioni ambientaliste rilevano ancora una volta ambiguità fuorvianti su diversi punti: il primo là dove si parla di impianto di recupero energetico, ommettendo di dire che un impianto per lo smaltimento di CSS e di altri rifiuti si configura per legge come inceneritore. Il secondo quando si allude al fatto che l’operazione è funzionale al trattamento dei rifiuti raccolti nel territorio, quando invece il bacino veneziano produce 150000 t/a di rifiuto urbano residuo e nel progetto si chiede di poter trattare 450000t/a di rifiuti. Inoltre, nella documentazione depositata in Regione è esplicita la richiesta di costruire un terzo forno con un aumento netto di potenza pari a 20MWt, posto che tra l’altro la seconda linea è ancora solo sulla carta. Infine Veritas non fa alcun cenno nel suo SMS sulla pericolosità di bruciare fanghi e percolati di discarica contaminati da PFAS e altre sostanze tossiche.  

E’ intollerabile che una società pubblica, che dovrebbe agire in nome della trasparenza, della tutela della salute e degli interessi dei cittadini, continui a comportarsi in questo modo – proseguono i comitati – invitiamo i cittadini a rispondere per le rime a Veritas scrivendo una mail direttamente al Direttore Andrea Razzini e al Presidente Vladimiro Agostini”.

 

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