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piantiamola_2019

 

PIANTIAMOLA – quarto intervento 2019

Domenica 8 dicembre quarto intervento di piantumazione del 2019

 

Appuntamento ore 9.00 in via Carlo Carraretto nei pressi del civico 49 a Rivale di Pianiga presso il terreno di Alessandro Tassetto ( Clicca qui per visualizzare in google maps)

Finalmente il meteo ci concede una tregua e subito approfittiamo per concludere gli interventi di riforestazione del 2019 recuperando l’evento rinviato lo scorso 10 novembre. Realizzeremo una macchia boscata di 2500mq mettendo a dimora circa 300 piantine forestali. Un azione concreta per riforestare un altro pezzo di territorio e contribuire a contrastare i cambiamenti climatici.

Per facilitare l’organizzazione vi chiediamo di comunicare la partecipazione scrivendo una mail a info@opzionezero.org

ISTRUZIONI: munirsi di abbigliamento adeguato, di vanghetto e di guanti da lavoro. Le operazioni di messa a dimora delle piantine proseguiranno ad oltranza fino al termine dell’intervento. In caso di pioggia rimanderemo alla prima data utile.

L’intervento di domenica 8 sarà inoltre il nostro modo di contribuire alla giornata di mobilitazione diffusa nei territori indetta dalla rete dei comitati italiani contro la devastazione e il saccheggio dei territori e per la giustizia climatica. Una giornata che vedrà tanti comitati dal nord al sud impegnati in manifestazioni e iniziative in concomitanza con il vertice mondiale sul clima COP 25 in corso a Madrid in questi giorni. A proposito dell’emergenza climatica consigliamo la lettura di questo articolo: https://comune-info.net/la-situazione-precipita/

 

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PIANTIAMOLA è un progetto permanente di riforestazione del nostro territorio, la Riviera del Brenta. Partito a fine 2017, oggi, grazie all’impegno di tanti sostenitori, volontari e attivisti e alla disponibilità di piccole aziende bio, abbiamo realizzato 5 interventi nei Comuni di Dolo, Vigonovo, Camponogara e Mira per un totale di 1665 piantine forestali messe a dimora, che andranno a ricostituire 12 fasce tampone e 4 macchie boscate.

PIANTIAMOLA è un’iniziativa concreta, locale, efficace per mitigare i cambiamenti climatici causati dalle emissioni antropiche di CO2 e di altri gas serra. Ripristinare queste aree significa anche contrastare gli inquinanti atmosferici, contribuire all’abbassamento delle temperature al suolo, migliorare la tenuta idrogeologica del territorio, favorire la biodiversità, proteggere la salute.

Prendersi cura della ‘casa’ in cui abitiamo, la Terra, è un dovere che spetta a ciascuno di noi. Modificare i propri comportamenti e stili di vita per renderci più sostenibili è necessario ma è davvero importante partecipare alle iniziative collettive per riunirci e costruire insieme alternative e beni comuni. Lavorare assieme significa rinsaldare i legami di comunità e ricavare spazi benefici di convivialità… perché le azioni collettive sono anche un’occasione per divertirsi!

E se desiderate contribuire potete farlo così:

– con una donazione (anche piccola) con bonifico bancario all’IBAN IT64L0359901899050188525842 specificando la causale “Sostegno al progetto Piantiamola”

– mettendo a disposizione un terreno o segnalandone a info@opzionezero.org

 

Documentazione inceneritore Fusina

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20

nov

2019

polo_rifiuti_fusina_scopriamo_le_carte

 

PRESENTAZIONE_PROGETTO_INCENERITORE_FUSINA-OPZIONE_ZERO

 

VALUTAZIONE_DI_IMPATTO_AMBIENTALE_19V01_A_SIA_20190325

 

REGIONE_VENETO_prot._n.79500_del_07-11-2019-Richiesta_integrazione

 

OSSERVAZIONI_V.I.A._OPZIONE_ZERO_DATI_SINTETICI_PROGETTO_INCENERITORE_FUSINA

 

OSSERVAZIONI_OPZIONE_ZERO-INCENERITORE_FUSINA_DEF

 

DATI_E_NOTIZIE_SULL_INSTALLAZIONE_DA_AUTORIZZARE_ALLEGATO_C3_SCHEDA C_Regione

 

DATI_E_NOTIZIE_SULL_INSTALLAZIONE_ATTUALE_AIA_Scheda_B

 

C6_Nuova_Relazione_Tecnica

 

 

 

 

 

 

 

 

30_ottobre_inceneritore

 

giudizio_universale

 

Anche la società civile italiana verso il deposito di una causa climatica contro lo Stato

Prende il via oggi 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la campagna “Giudizio Universale – Invertiamo il processo” che precede il deposito, previsto in autunno, della prima causa legale intentata in Italia contro lo Stato per l’inazione di fronte ai cambiamenti climatici.

Giudizio Universale è una campagna promossa da movimenti, associazioni e centinaia di singoli cittadini, nata per preparare il terreno ad un processo senza precedenti nel nostro paese, che ha l’obiettivo di chiedere ai giudici di condannare lo Stato per la violazione del diritto umano al clima.

Il livello della minaccia rappresentata dagli stravolgimenti climatici e la debolezza delle misure messe in atto dagli Stati destano una crescente preoccupazione nell’opinione pubblica, che si organizza attraverso mobilitazioni sempre più intense a livello internazionale. Il movimento per la giustizia climatica rappresenta oggi uno dei fenomeni più rilevanti sulla scena internazionale, denunciando senza sosta l’immobilismo dei poteri pubblici nella protezione dei diritti umani connessi al clima.

Da questo punto di vista, l’Italia non fa eccezione. Il nostro Paese ha obiettivi di riduzione delle emissioni scarsamente ambiziosi e non in linea con le raccomandazioni espresse dalla comunità scientifica per centrare l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro la soglia prudenziale dei +1,5 °C.

Serve un deciso cambio di passo per invertire la rotta nei prossimi 11 anni, o gli scompensi climatici porteranno enormi aree del pianeta a subire l’impatto sempre più grave e frequente di fenomeni estremi come inondazioni, ondate di caldo, alluvioni e siccità. A soffrirne maggiormente saranno le comunità più deboli ed emarginate, ma anche il mondo occidentale è destinato a fare i conti con pesanti perdite economiche e con ricadute sociali, sanitarie e ambientali. Anche in Italia, infatti, si rischia un innalzamento eccezionale delle temperature (soprattutto in estate), l’aumento della frequenza degli eventi meteorologici estremi (ondate di calore, siccità, episodi di precipitazioni intense) e una riduzione delle precipitazioni medie annue e dei flussi fluviali.

Di qui nasce il boom di contenziosi – ad oggi più di 1000 in tutto il mondo – che vedono la società civile in oltre 25 paesi portare alla sbarra lo Stato, le imprese o singoli progetti dal forte impatto sul clima. In Olanda, nel 2015, un migliaio di persone hanno fatto causa allo Stato per le scarse politiche climatiche, vincendo il ricorso in primo e in secondo grado con sentenze di condanna che impongono al governo di rivedere i suoi piani.

È giunto il momento di fare lo stesso in Italia.

In autunno, il deposito dell’atto di citazione sancirà l’avvio del primo climate case mai intentato nel nostro paese: la campagna Giudizio Universale è patrimonio di tutte le organizzazioni e i movimenti sociali impegnate in questi mesi contro i cambiamenti climatici, e vuole essere un ulteriore strumento di pressione per il nostro governo in vista della prossima Conferenza Mondiale sul Clima, in Cile, per fare in modo che la COP di Santiago non sia l’ennesima occasione sprecata.

 

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