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Comunicato stampa congiunto 10 aprile 2020

Inceneritore: comitati pronti a denunciare Veritas

Veritas invia sms agli utenti per propagandare l’inceneritore.

I comitati rispondono: pronti ad azioni legali in caso di abusi o violazioni della privacy.

Duro il commento sul contenuto del messaggio: ancora una volta ambiguo e fuorviante, le carte parlano chiaro.

 

Da ieri Veritas sta inviando sms sui telefonini di migliaia di suoi utenti per propagandare il progetto del nuovo inceneritore a Fusina. La partecipata pubblica ha scelto di usare in modo improprio un canale di comunicazione di norma riservato a informative di servizio.

Dura la presa di posizione dei comitati e delle associazioni ambientaliste che da mesi si battono contro l’ecomostro:  “Stiamo verificando con i nostri avvocati se l’utilizzo degli sms per questo genere di comunicazione sia legittimo. Se si dovesse configurare una sorta di abuso o di violazione della privacy scatteranno per certo le azioni legali contro Veritas. Ed è paradossale che solo ora,  a giochi quasi fatti, Veritas si degni di rivolgersi ai cittadini  con un SMS di poche righe per parlare del suo progetto. Avrebbe dovuto farlo prima, per esempio organizzando assemblee pubbliche in tutti i Comuni del bacino prima di avviare l’iter autorizzativo, non fosse altro perché il nuovo impianto avrà  ricadute sulla loro salute e sarà realizzato utilizzando i loro soldi. Di questo progetto la maggior parte degli abitanti metropolitani non sa ancora nulla, e se non fosse per la nostra azione tutto sarebbe passato sotto completo silenzio. Questa iniziativa di Veritas ha proprio il sapore della beffa”.

Sul contenuto del messaggio le organizzazioni ambientaliste rilevano ancora una volta ambiguità fuorvianti su diversi punti: il primo là dove si parla di impianto di recupero energetico, ommettendo di dire che un impianto per lo smaltimento di CSS e di altri rifiuti si configura per legge come inceneritore. Il secondo quando si allude al fatto che l’operazione è funzionale al trattamento dei rifiuti raccolti nel territorio, quando invece il bacino veneziano produce 150000 t/a di rifiuto urbano residuo e nel progetto si chiede di poter trattare 450000t/a di rifiuti. Inoltre, nella documentazione depositata in Regione è esplicita la richiesta di costruire un terzo forno con un aumento netto di potenza pari a 20MWt, posto che tra l’altro la seconda linea è ancora solo sulla carta. Infine Veritas non fa alcun cenno nel suo SMS sulla pericolosità di bruciare fanghi e percolati di discarica contaminati da PFAS e altre sostanze tossiche.  

E’ intollerabile che una società pubblica, che dovrebbe agire in nome della trasparenza, della tutela della salute e degli interessi dei cittadini, continui a comportarsi in questo modo – proseguono i comitati – invitiamo i cittadini a rispondere per le rime a Veritas scrivendo una mail direttamente al Direttore Andrea Razzini e al Presidente Vladimiro Agostini”.

 

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