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Il comitato Bruno Marcato di Dolo replica al presidente della V Commissione Padrin

«Se è vero che l’ospedale di Dolo non chiude, perchè non finanziano i lavori necessari per pronto soccorso e sale operatorie anziché prorogare di due anni i finanziamenti?».

Il comitato Bruno Marcato replica al presidente della V Commissione regionale Sanità Leonardo Padrin, che nei giorni scorsi aveva seccamente smentito le ipotesi di chiusura e ridimensionamento dell’ospedale. Il comitato si dice soddisfatto per l’approvazione, da parte del consiglio comunale di Mira, del documento a salvaguardia dell’ospedale, ma esprime anche una forte preoccupazione per la mancanza di conferme sul futuro del plesso dolese.

«Il mancato accoglimento dei nostri emendamenti da parte del Piano socio-sanitario non allontana i dubbi che avevamo sul futuro dell’ospedale – spiegano i portavoce Antonino Carbone, Francesco Sacco, Gino Bedin e Giovanni Urso – Dire che le schede attuative del Piano ovvieranno a ciò che il Piano non ha previsto è solo un modo poco trasparente per nascondere la verità ai cittadini. La nostra richiesta era chiara: dichiarare l’ospedale di Dolo struttura per acuti, classificandolo come “ospedale di rete” insieme a Mirano».

Il comitato rivolge, poi, delle richieste precise al direttore generale Orsini.

«Perché non valutare lo spostamento di Cardiochirurgia a Mestre, risparmiando risorse per gli altri reparti dell’Asl 13? Perché Otorino è ancora a Mirano quando era stato garantito che sarebbe tornato a Dolo? Perchè spendere 600.000 euro all’anno per affittare i padiglioni di Mirano, invece di utilizzare quelli vuoti di Dolo?».

Il comitato ne ha anche per il presidente della Conferenza dei Sindaci Fabio Livieri, che aveva parlato di due milioni di euro in arrivo dalla Regione per l’acquisto di materiale tecnico. Alcuni dei macchinari di Dolo sono, di fatto, obsoleti: basti pensare ad una lampada salidrica del 1982 e a un ecografo vecchio di 13 anni.

«A quanto ci risulta questi due milioni sarebbero destinati unicamente all’ospedale di Mirano – ribattono i portavoce – Da 17 anni non si investe un centesimo in ristrutturazione, strumenti ed ambiente. Sollecitiamo i sindaci della Riviera ad interventi più incisivi».

 

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