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Nuova Venezia – La riorganizzazione sanitaria

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

31

ott

2012

La prima scossa alla sanità veneta giungerà entro la fine dell’anno e comporterà la riduzione di un migliaio di posti letto, con chiusura (con accorpamento) di una quindicina di reparti e la dimissione di un ospedale privato. La manovra che impone al Veneto di ridurre la sua percentuale di posti letto a 3,7 per mille abitanti (3,2 riservati ai pazienti acuti, i restanti alla riabilitazione) per un totale di circa mille unità, metà delle quali dovranno includere interi reparti. A ciò si aggiungerà l’acquisizione di un ospedale privato di Mestre. La cura dimagrante investirà, nell’immediato, le aziende sanitarie di cinque province: “graziate” Treviso e Vicenza (le più virtuose) ma solo temporaneamente; a partire dal 2013, tagli e fusioni investiranno anche loro. Nel dettaglio, per il Veneziano si prospettano una serie di fusioni; sull’asse San Donà di Piave-Portogruaro è prevista l’unificazione dei reparti di Medicina (assegnata al polo sandonatese) e Chirurgia (portogruarese); stessa sorte per il punto nascita, che sopravviverà nel solo ospedale di San Donà. Analogo processo riguarderà Mirano e Dolo: Chirurgia sarà monopolio del primo, la Medicina diventerà dolese. Non è tutto. In ballo c’è anche la spedalizzazione privata: obiettivo della Regione è giungere all’acquisizione di Villa Salus (o in subordine, del Policlinico San Marco) per dismetterne l’attività di degenza e dirottarne le risorse umane e materiale sul vicino ospedale dell’Angelo.

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