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Gazzettino – Una “cura del ferro” contro il traffico

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

nov

2012

IN TANGENZIALE – Il traffico è in calo ma la mitigazione segna ancora il passo

Gli ingorghi del passato sono un ricordo. Se nel 2008, fra via Miranese via Castellana, sulla tangenziale si contavano 126mila transiti al giorno, oggi si è scesi a 96mila.
Un calo del 31%, anche più sensibile per i mezzi pesanti, passati nello stesso periodo di tempo da 22.500 a 12mila. Ma la tangenziale rimane un problema per i residenti che aspettano da anni che sia completata la posa dei pannelli fonoassorbenti – ne mancano ancora circa quattro chilometri per ammissione della Cav – e le altre opere di mitigazione ambientale. Come le piante, che alla Cipressina sono state annunciate da quattro anni ma ancora non si vedono.
Senza contare che il rischio di un aumento del traffico lungo la tangenziale c’è ancora. A fugare i timori dei comitati e dei cittadini presenti nella sala di S. Maria della Grazie ha pensato l’assessore ai Trasporti Ugo Bergamo: «È da escludere che la Romea commerciale si innesti sulla tangenziale – ha detto – e lo stesso vale per il traffico proveniente dal porto, che andrà invece sul Passante».
Quanto al traffico pesante lungo il Terraglio, Bergamo ha annunciato che a breve saranno attivate le telecamere che controlleranno il rispetto del divieto di transito ai Tir, già in vigore. Rimane il problema ambientale, perché il Passante, come osservato dall’assessore Gianfranco Bettin, non ha inciso se non in misura minima sul livello di polveri sottili presenti nell’aria.
Un fatto, come sollecitato anche dall’assessore provinciale Paolo Dalla Vecchia, richiede una concertazione anche maggiore fra le istituzioni locali, i gestori autostradali e ferroviari per riequilibrare un territorio che ha pagato un prezzo fin troppo elevato alla mancanza di programmazione e allo sviluppo selvaggio. (a.fra.)

 

MOBILITÀ – Amministratori e comitati a confronto al convegno sul Valico di Mestre

Bivi in trincea coi soldi del tunnel

Micelli: «Rfi risparmia 700 milioni», i residenti chiedono opere per limitare l’impatto ambientale

LA RICETTA – Per l’assessore Ezio Micelli la pianificazione urbanistica dovrà tenere conto dello sviluppo del trasporto su rotaia di merci e persone.

Per non morire di traffico bisogna fare la “cura del ferro”. Ovvero trasferire gradualmente il trasporto di merci e persone sulla ferrovia, liberando le strade da auto e mezzi pesanti. Ma le medicine, si sa, non piacciono, e oltretutto possono avere effetti collaterali. Lo sanno bene i residenti lungo la linea dei Bivi che il progetto alternativo per l’Alta velocità-Alta capacità prevede di riattivare entro il 2020, con l’obiettivo di potenziare il traffico merci by-passando il nodo di Mestre. La linea era stata dismessa nel 1993 e ai suoi margini nel frattempo erano sorte nuove abitazioni, benché Rfi avesse fatto sottoscrivere ai privati un atto che chiariva che la linea non era da considerarsi dismessa.
A indicare una possibile soluzione al problema, sollevato dal Comitato Bivi Terraglio ma anche dal Cocit, da “Vivi Terraglio” e dall’associazione “Sette nani”, promotori di un convegno sul Valico di Mestre, è l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli: se verrà riattivato il tratto Terraglio-Bivio Carpenedo, ciò dovrà avvenire con tratti in tunnel o in trincea, con sottopassi e eventuali sovrappassi a garantire l’unità del territorio. Quanto ai soldi, il costo dell’intervento (220 milioni di euro) potrebbe essere sostenuto da Rfi che ne “risparmierà” già 700, dato che il tunnel in gronda lagunare previsto per l’Alta velocità è destinato a essere accantonato. L’obiettivo è creare un corridoio in grado di sostenere fino a 180 treni al giorno nelle due direzioni, alternativo e competitivo rispetto al trasporto su gomma.
L’incontro di ieri al Centro S. Maria delle Grazie, cui hanno partecipato con Micelli gli assessori Ugo Bergamo e Gianfranco Bettin, l’assessore provinciale all’Ecologia Paolo Dalla Vecchia e rappresentanti di Rfi, Cav e Autorità portuale, è servito a chiarire alcuni dubbi ai cittadini che, anche dopo la realizzazione del Passante, patiscono il peso delle infrastrutture che attraversano la città. La stessa “cura del ferro”, citata da Diego Saccon e seguita per la metropolitana di superficie Sfmr, ha portato all’abbattimento di diversi alberi al rione Sabbioni, dove sorgerà entro due anni la fermata Gazzera-Olimpia. Meno problematico l’impiego della fermata di Porto Marghera mentre via Trezzo, con l’attivazione del primo stralcio del progetto Sfmr – il primo orario cadenzato è annunciato per l’estate 2013 – sarà chiusa. Ciò richiederà, come chiesto dall’ingegner Stefano Fasiol a nome della Regione, uno sforzo urbanistico da parte del Comune per sfruttare al meglio le potenzialità del mezzo ferroviario nel sistema di trasporto pubblico locale.
 

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