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Portogruaro difende il punto nascite

Noale rilancia il patto col S. Camillo

Grande prudenza da parte dei dg nel commentare le anticipazioni del nostro giornale ma sul territorio è già partita la mobilitazione

Le notizie pubblicate dal “Gazzettino” sulla sanità hanno pubblicato varie reazioni in provincia.

PREOCCUPATI – Un’iniziativa di cittadini a difesa dell’ospedale  di Portogruaro.  Sul territorio  c’è molta preoccupazione sulla sanità

PORTOGRUARO – «L’azienda non ha ricevuto alcuna indicazione sulla chiusura del Punto nascite. Aspettiamo di leggere le schede». Paolo Stocco, direttore generale dell’Asl 10 Veneto Orientale, non vuole commentare le indiscrezioni di stampa sulla chiusura del reparto di Ostetricia di Portogruaro. «Ci sono talmente tante voci sul futuro della sanità – ha detto il manager – che è impensabile fare delle considerazioni su questo punto». Pronto alla mobilitazione si è detto il sindaco di Portogruaro, Antonio Bertoncello, che tuttavia ha definito una «forzatura» l’ipotesi della chiusura del Punto nascite. «Da quanto mi risulta – ha dichiarato il sindaco, sottolineando che prima delle nomina dei direttori generali la Regione dovrebbe essere pronta con le schede ospedaliere – non sarebbe previsto lo smantellamento del Punto nascite di Portogruaro. Non c’è ancora nulla di definito e la questione rimane aperta. Come amministrazione lavoreremo affinché ciò non accada». L’attività 2012 del Punto nascite di Portogruaro si dovrebbe chiudere con un numero di parti che supera le 500 unità, soglia minima definita del decreto Balduzzi per evitare, in virtù dell’Accordo tra Stato e Regioni del 2010, la definitiva chiusura del reparto.

DOLO/MIRANO – I tagli ipotizzati all’Asl 13 Dolo – Mirano hanno creato un polverone in Riviera e Miranese ma in direttore generale dell’Asl 13 Arturo Orsini preferisce non commentare. «Si tratta di ipotesi – spiegano dall’ufficio stampa – che, almeno per il momento, non hanno alcun fondamento ufficiale e che quindi non val la pena commentare o confutare». Secondo le ipotesi diffuse in questi giorni ma già oggetto di polemiche e di accesi dibattiti nei mesi scorsi l’ospedale di Mirano avrebbe una vocazione chirurgica mentre Dolo quella medica. Del tutto nuova, e quasi inaspettata, la novità della chiusura del punto nascita di Mirano considerato che la struttura è stata rinnovata di recente.

NOALE – Di fronte alle notizie di una possibile chiusura del monoblocco ospedaliero di Noale prevista nella bozza di riordino sanitario della Regione il sindaco della città dei Tempesta Michele Celeghin non ci sta: «Noale dice “no” a qualsiasi ipotesi di questo tipo, rilanciando la proposta dell’apertura, anche in via sperimentale, di posti letto dell’istituto San Camillo. Le schede regionali prevedono – continua il primo cittadino – dal 2002 la vocazione riabilitativa zonale per il nostro ospedale. Peccato che, come succede spesso, alle previsioni sulla carta non siano succeduti i fatti». La notizia della possibile chiusura arriva quando molti sforzi sono stati profusi per “fare sistema” all’interno dell’Asl 13 di Mirano e Dolo: «Un percorso che la Regione non può non considerare – continua Celeghin – Non ci sono campanili da difendere, ma c’è piuttosto da valutare una seria razionalizzazione delle risorse disponibili in funzione di una migliore accessibilità ai servizi che, con la nostra struttura, diventerebbero sicuramente più competitivi».

 

 

La cura dimagrante dell’Ulss12: i veri tagli al Policlinico

La Casa di cura di viale San Marco perde 65 posti letto. Parecchi primariati di Mestre e Venezia saranno accorpati.

MESTRE – Premesso che l’unica certezza è quella offerta dal contatore di Leo Padrin che ieri era arrivato a 21 milioni di euro – tanto ci costa il ritardo della Regione nelle decisioni sulla sanità, secondo il presidente della Commissione regionale – ecco che cosa succederà alla sanità veneziana. L’Ulss 12 dovrà fare una cura dimagrante negli ospedali pubblici, ma nulla a che vedere con la dieta che verrà imposta a quelli privati e cioè Villa Salus e Policlinico San Marco. Ma è altrettanto chiaro a tutti che questi tagli non vedranno la luce prima delle prossime elezioni. Dunque, se ne riparla a marzo 2013, se va bene, quando il contatore di Padrin avrà superato quota 60 milioni di euro di mancati risparmi. Torniamo alla cura dimagrante. Per il San Giovanni e Paolo si parla di un taglio di una decina di primariati, che saranno “a scavalco” con Mestre. Vuol dire, per capirci, che alcuni reparti non d’urgenza avranno un unico primario il quale terrà d’occhio due sedi, a Venezia e a Mestre. Questo succede già oggi per molti reparti, semplicemente diventeranno di più. Per quanto riguarda i posti letto si parla di un taglio tra Mestre e Venezia di un centinaio di posti – più concentrati su Venezia. Ma sono le strutture private quelle più a rischio e, tra le due, Villa Salus e Policlinico San Marco, è più il Policlinico ad essere nei guai. La Casa di cura di viale San Marco sembra che debba rinunciare a 65 posti letto. 40 li perderà tra le medicine e le chirurgie, 25 invece li perderà con l’hospice che non riaprirà più i battenti. Villa Salus invece sostanzialmente manterrà la sua dotazione di posti letto – ne dovrebbe perdere una decina – mentre dovrà rinunciare al punto nascita. Non è una novità e, del resto, non poteva continuare a lungo questa storia di un centro per il parto che non poteva contare su una struttura vera di patologia neonatale. E’ vero che tantissimi bambini sono nati a Villa Salus senza problemi, è altrettanto vero che la clinica sta pagando milioni di euro per alcuni parti andati storti. Lo spostamento di tutte le nascite all’Angelo offrirà i necessari criteri di sicurezza. Per quanto riguarda l’hospice del Policlinico, verrà rafforzata la struttura del Nazareth a Zelarino che oggi conta 8 posti di hospice e altri 10 di pre hospice. Ai 18 di oggi se ne aggiungeranno altri 8. Quando? Quando verranno approvate le schede regionali. Campa cavallo…

Maurizio Dianese

 

 

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